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mercoledì 8 giugno 2016

Wednesday's child

La trama (con parole mie): passata una primavera in gran parte deludente dal punto di vista delle uscite in sala, con l'avvicinarsi dell'estate pare che perfino la pessima distribuzione italiana si sia decisa a proporre titoli che, quantomeno, potrebbero risultare scommesse interessanti.
Riusciranno queste stesse scommesse, capeggiate dal Refn fresco di delusione a Cannes, a mettere d'accordo perfino il sottoscritto e la sua nemesi per eccellenza, Cannibal Kid, nel bene o nel male?
O assisteremo all'ennesimo scontro tra i due bloggers più rivali della blogosfera?



"E come per magia, ora farò in modo che Cannibal capisca qualcosa di Cinema!"



The Neon Demon

"La prossima volta prima di vedere un film di Von Trier leggo le avvertenze."

Cannibal dice: Cult dell'anno o diludendo dell'anno?
Il nuovo film del fenomeno danese Nicolas Winding Refn, talento visivo purissimo ma più discontinuo come sceneggiatore, sembra una cannibalata coi fiocchi. Un thriller horror stile Il cigno nero/Mulholland Drive ambientato nel patinatissimo mondo della moda. All'ultimo Festival di Cannes è stato però accolto tra i fischi dai critici...
Ma mai fidarsi dei critici. Prendete Ford, ad esempio.
Ford dice: Refn è uno dei pochi registi in grado di mettere quasi sempre d'accordo perfino il sottoscritto e Peppa Kid, seppur per motivi diversi. Quest'ultimo Neon Demon, fischiatissimo a Cannes, appare come un rischio per il sottoscritto ed una conferma per il mio antagonista. Sarà davvero così? Solo le rispettive recensioni potranno svelare l'arcano.




Now You See Me 2 – I maghi del crimine

"E come per magia, sono di nuovo qui: questa volta cercherò di fare in modo che Ford non pesti Cannibal come un sacco da boxe!"

Cannibal dice: Il primo Now You See Me mi era sembrato un prodotto d'intrattenimento valido e molto piacevole (http://www.pensiericannibali.com/2013/09/now-you-see-me-i-maghi-di-napoli.html). Di un secondo capitolo non sentivo tutto questo bisogno, ma comunque credo lo vedrò. E chissà che la mossa di prendere l'ex Harry Potter Daniel Radcliffe per contrastare i maghi del crimine non si possa rivelare azzeccata quanto quella di prendere uno che non capisce nulla di cinema come Ford per contrastare un cineincompetente come me.
Ford dice: il primo Now you see me si era rivelato, ai tempi, un buon intrattenimento, conquistando soprattutto Julez. Questo sequel non appariva davvero necessario, ma chissà che non abbia le potenzialità di stupire quasi quanto una promozione di Cannibal rispetto ad un film Disney. Staremo a vedere.



Frend Request – La morte ha il tuo profilo

"Altro che pazzi maniaci horror: il vero terrore è essere followers di Pensieri Cannibali!"

Cannibal dice: Stalker-thriller-horrorino tedesco a tematica informatica con protagonista la bella Alycia Debnam-Carey di Fear the Walking Dead?
Probabilmente sarà una boiata, ma come fresca e disimpegnata visione estiva ci sta tutta!
Ford dice: merdina horror degna del mio rivale che mi risparmio volentieri. Estate sì, ma non così.



L'uomo che vide l'infinito

"Ecco, con un'equazione ho descritto l'infinito: l'infinito vuoto presente nella testa di Cannibal Kid."

Cannibal dice: Io sono l'uomo che vide l'infinita mancanza di buon gusto in Ford. Quanto al film L'uomo che vide l'infinito, nonostante la presenza del da me odiato Jeremy Irons e una regia di quelle che dal trailer sembrano da fiction tv, è una di quelle pellicole su un matematico geniale tra A Beautiful Mind e La teoria del tutto che una visione dalle mie parti dovrebbero riuscire a guadagnarsela.
Ford dice: prodotto che pare assolutamente trascurabile nonostante il suo protagonista, degno giusto di un passaggio su Pensieri Cannibali non tanto per affinità di geni quanto per affinità di squilibri.



Cristian e Palletta contro tutti

"Ho provato ad andare a correre con Cannibal, ma quello pensa sempre di avere Ford alle calcagna e scanna come un dannato!"

Cannibal dice: Dal titolo e dalla locandina sembrerebbe una poracciata... Eppure la presenza del sempre ottimo Libero De Rienzo e di Pietro Sermonti from Boris come protagonisti mi fa ben sperare. Così come l'assenza di James Ford.
Ford dice: se fosse per il titolo o per l'apparenza diffiderei di questa roba tanto quanto dei pareri di Cannibal. De Rienzo e Sermonti, però, inaspettatamente incuriosiscono. Staremo a vedere.



In nome di mia figlia

"Non disperarti: la prossima volta non ti porto più a vedere un film suggerito da Cannibal!"

Cannibal dice: La storia di un padre disperato ma no, non si tratta di Puff Daddy Fordy. È una pellicola francese con Daniel Auteuil e io al cinema francese faccio fatica a dire no. Ma com'è che i film di questa settimana me li vorrei vedere tutti?
Ford dice: Autil non mi dispiace, la tematica neppure. Ma il Cinema francese, soprattutto in vista dell'estate, è lontano da me quasi più delle opinioni di Cannibal Kid. Rimandato a settembre.



Ciao Brother

"Ho visto un film suggerito da Cannibal che mi ha fatto venire due palle così!"

Cannibal dice: I film di questa settimana me li vorrei vedere tutti... tranne questo. Una pseudo pellicola con due tizi che a quanto pare provengono da Zelig, il programma meno divertente nella storia degli show comici. Più che Ciao Brother, Goodbye Brother. E, già che ci siamo, Goodbye Ford!
Ford dice: mi sarei stupito se, in una settimana di programmazione in sala, non si fosse fatta sentire la solita stronzata made in Italy con presunti comici presi a caso come protagonisti. Senza dubbio facciamo più ridere io e Cannibal.



mercoledì 12 giugno 2013

Il cecchino

Regia: Michele Placido
Origine: Italia, Francia, Belgio
Anno: 2012
Durata: 89'




La trama (con parole mie): Vincent Kaminski, cecchino formidabile ed ex membro delle forze speciali, da tempo ha abbandonato le istituzioni per aggregarsi alla banda di rapinatori di banche guidata dall'amico Nico, famoso per non essere mai stato catturato dalla polizia francese e non aver mai mietuto una sola vittima.
Quando un colpo non va come previsto e Nico viene ferito, Vincent dispone che il bottino non sia toccato prima del suo ritorno: ma all'interno del gruppo qualcuno sta già pensando di cambiare le cose, ed il cecchino si troverà braccato dalla polizia, dai traditori che hanno distrutto la banda dalle fondamenta ed intento a rimettere insieme i cocci, portandosi a casa anche un pò di vendetta.
Questo sempre che il detective Mattei, legato a Kaminski a causa della misteriosa vicenda che vide suo figlio morire sotto le armi, non ci metta lo zampino.




Negli ultimi due anni abbiamo assistito, praticamente di pari passo, ad una progressiva e continua evoluzione del Cinema francese cui ha risposto una progressiva e continua involuzione di quello italiano. Mentre i nostri cugini producevano cose come The artist, Quasi amici e Holy motors qui da noi ci si è accontentati di vivacchiare sulle proposte "di cassetta" - per essere gentili - e su robetta pseudo-autoriale distribuita in due sale e troppo radical chic per essere davvero presa sul serio.
A cercare di invertire la tendenza si è posto come un baluardo Michele Placido, attore che dietro la macchina da presa non se l'è mai cavata malaccio - Romanzo criminale ed il più recente Vallanzasca non avevano affatto sfigurato -, alle prese con un titolo che, almeno sulla carta, si presentava come una di quelle rasoiate crime nello stile di Melville che in tempi più recenti hanno visto in Johnnie To il loro più importante riferimento.
Peccato che, nonostante questo tipo di premesse, il risultato sia talmente vergognoso da far venire la pelle d'oca, i brividi ed anche un pò di cagotto, considerato che, probabilmente, in Francia staranno pensando che non ci bastava fare figuracce a casa nostra, ma abbiamo scelto di ripeterci anche da loro, coinvolgendo nella debacle perfino un attore consumato come Daniel Auteil - normalmente una sicurezza, in questo caso solo un volto bolso e stanco per un personaggio impalpabile - ed un ormai ex regista - dopo L'odio il nulla, mi verrebbe da scrivere - come Mathieu Kassovitz, che sinceramente nella parte del cecchino freddo come il ghiaccio e spaccaculi sta come Jason Statham con il tutù ne Il lago dei cigni.
Come se non bastasse, ai due volti d'oltralpe Placido affianca la raccomandatissima figlia - neanche fosse Will Smith - e Luca Argentero, che sarà pure bello e simpatico, ma con la recitazione c'entra come Sly in tutù accanto a Jason Statham nella suddetta rappresentazione di danza.
Eppure, tutto questo è nulla a confronto di un film povero sia in fase di sceneggiatura - tutti i passaggi appaiono telefonatissimi fin dalla prima sequenza - che di montaggio - una cosa che definire amatoriale appare quasi una bestemmia -, tagliato con l'accetta e banale, che vorrebbe richiamare i classici del noir transalpino e cose notevoli e più recenti come Nemico pubblico  N. 1 - che raccontava la vicenda di un volto fondamentale della criminalità francese, Jacques Mesrine - ma che fallisce su tutti i fronti, da quello prettamente d'azione all'approfondimento dei personaggi, poco incisivi e scritti ancor peggio di quanto non siano stati interpretati.
In tutta onestà, speravo che la trasferta di Placido si fosse tradotta in qualcosa di almeno meritevole di una visione, che salvasse la faccia portando a casa la pagnotta senza necessariamente dover raccogliere premi o consensi da grande Festival: l'impalpabile e pessimo risultato è specchio dello stato di salute in cui versa la nostra settima arte, soffocata da una distribuzione assurda e da sovvenzioni statali che coprono solo i grandi nomi per non lasciare che briciole ad eventuali giovani di talento con qualche idea nel cassetto che non sia riciclare - e male - generi triti e ritriti come ha fatto l'ex Commissario Cattani in questo caso.
Un vero peccato, perchè in qualche modo il decisamente poco simpatico Placido si era imposto ormai come una sorta di esperto nostrano del crime movie, uno tra i pochi ad avere le carte in regola per costruire lavori di respiro almeno in parte internazionale: evidentemente chi l'aveva difeso almeno in parte - e mi ci metto anch'io - l'aveva anche molto sopravvalutato, e questo grigio poliziesco senza fronzoli - ma anche senza qualità - aperto come se dovesse lasciare senza fiato e chiuso con un finale da lasciare a bocca aperta per l'imbarazzo altro non è che il volto in questo momento presentato dall'Italia all'estero.
E purtroppo in questo caso il Cinema non è che lo specchio dello stato di salute della società.


MrFord


"This is our vengeance.
Orphan of broken dreams:
your word isn't what it seems.
You're jealous and weak:
stay humble and meek
and one day you might succeed."
Woe, is me - "Vengeance" - 


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