Probabilmente, in una vita neppure troppo lontana da questa, devo essere stato un comunista irlandese pronto a vivere la vita e cercare di godersela il più possibile, tra letture, alcool e donne, in barba alla Chiesa e a tutte le sue stronzate, così come alla volontà della stessa di mantenere il proprio regime schiacciando il popolo attraverso l'ignoranza.
Probabilmente, ci sono temi come la Libertà - di pensiero prima di tutto, ma oserei dire sociale -, l'essere fieri outsiders ed appartenenti agli strati bassi della scala che porta al Potere ed al Denaro, la voglia di esprimersi e vivere sempre a tutti i costi, che mi toccheranno sempre.
Da Spartacus a Jimmy's Hall.
Nel corso di questo mio periodo da padre casalingo, complici l'autunno ed una freschezza mentale che non va a braccetto con la stanchezza fisica di stare dietro ai Fordini ed alle faccende di casa, ho riscoperto il gusto, accanto alle tamarrate, delle visioni più autoriali che negli ultimi mesi avevo molto accantonato, considerato il rischio decisamente pesante di crollo verticale durante la visione: tra gli altri titoli, ho dunque riesumato Jimmy's Hall, per l'appunto, lavoro di un paio d'anni or sono firmato dal vecchio combattente Ken Loach, che grazie agli dei ed in barba agli stessi non manca mai di ricordare al pubblico la sua voglia di raccontare storie semplici e dirette e mostrare quelli che sono i suoi valori.
La vicenda di James "Jimmy" Gralton, che ha ispirato Loach ed il suo fedele collaboratore Paul Laverty, e della sua Hall, è schietta, onesta e viva come solo la gente della strada - e specialmente, lo dico per esperienza, quella delle strade irlandesi -, pronta a mostrare quanto grande sia il bisogno di svago, di cultura, di nutrire menti e cuori in modo da non essere ridotti in ginocchio dal Potere - che abbia forma politica o religiosa, poco importa -, di mantenere la propria dignità non solo nei momenti dedicati al piacere, ma anche al lavoro, alla famiglia e a tutto quello che costituisce la base ed il fondamento di una vita piena.
Ed è un bene, un gran bene, che registi come Loach e film come Jimmy's Hall ci ricordino quanto siano importanti questi valori, soprattutto attraverso pellicole che non alzano la voce, a meno che non ce ne sia bisogno, che paiono così semplici da poter essere dimenticate e finiscono dritte nel cuore, per conquistare e commuovere, e mettere all'angolo questo vecchio cowboy che, con il cucchiaino della frutta in mano nell'ora della merenda della Fordina in attesa di andare tutti insieme a prendere suo fratello, stenta a trattenere le lacrime nel momento in cui la gente semplice di una comune cittadina della campagna irlandese saluta per sempre quello che è stato, pur non avendo compiuto altra impresa se non esortare ognuno di loro a pensare con la propria testa ed arricchire la propria mente ed il proprio cuore, un vero eroe.
Ed osservo il vecchio, chiuso, oppressivo prelato lodare il coraggio di qualcuno pronto ad essere davvero libero, al contrario dei suoi uomini e di lui stesso, osservo Jimmy stimare più quell'ostico, ottuso nemico che non il giovane prete che cerca un dialogo tra le parti e "tiene il piede in due scarpe", osservo un padre picchiare a sangue la propria figlia colpevole di essere andata a ballare come se la violenza fosse un atto giustificato dal dio che tanto dovrebbe adorare, ho visto la voglia di prendere la vita tra le mani ed il potere terrificante dell'ignoranza.
Ho visto vite che potrebbero essere state la mia. Non tutte, certo.
Ma quella di Jimmy, senza alcun dubbio.
Questo perchè forse, un giorno neppure troppo lontano, sono stato un comunista irlandese sostenitore del libero pensiero ed avversario dell'ignoranza e della Chiesa.
Questo perchè adoro vivere, e considero l'ignoranza come uno dei mali peggiori che il Potere possa spargere nel mondo.
Ed ecco fatto.
Quei due vecchi bastardi di Loach e Jimmy mi hanno fatto commuovere un'altra volta.
MrFord
