lunedì 21 gennaio 2019

White Russian's Bulletin



Nuova settimana del Bulletin, specchio di un periodo che mi trova - purtroppo - piuttosto lontano dal Cinema e più vicino, per tempi tecnici e capacità di rimanere sveglio la sera, alle serie televisive: che si tratti di recuperi di titoli ormai legati al Saloon o di nuove avventure giunte grazie al tam tam della blogosfera o dei recenti Globes, i prodotti da piccolo schermo stanno acquistando uno spazio sempre più importante, rivelandosi fruibili e fornendo alternative sempre molto diverse tra loro.
Con l'avvicinarsi dell'uscita di Creed 2, poi, ho approfittato per ritrovare un vecchio mito di questo vecchio cowboy.


MrFord


RAY DONOVAN - STAGIONE 6 (Showtime, USA, 2018)

Ray Donovan Poster

Proseguono le gesta della famiglia Donovan e del granitico problem solver Ray, uno dei fordiani da piccolo schermo ormai più stimati da queste parti: dopo la morte della moglie ed il trasferimento a New York, le cose si mettono di male in peggio per Ray, suo padre e i suoi fratelli, ed una stagione cui fanno da sottofondo intrighi politici e poliziotti corrotti tanto da ricordare The Shield, vengono a galla i lati oscuri e soprattutto le fragilità di ogni membro della famiglia, mettendo alle corde i suoi membri così come lo spettatore, che tra lacrime e sangue, episodio dopo episodio, soffre, cade e si rialza accanto ai protagonisti. Splendido il season finale, ispirato da Gente di Dublino di Joyce.
Come sempre, grande prova attoriale di Eddie Marsan e Jon Voight.


L'INNOCENTE (Netflix, USA, 2018)

Innocente Poster

Sulla scia del recentemente apprezzato Making a murderer, e considerata la stima letteraria che Julez ripone in John Grisham, grazie all'ormai sempre più presente Netflix abbiamo affrontato la visione de L'innocente, docufiction tratta dall'unico libro ispirato a fatti reali pubblicato dallo stesso Grisham: tornando indietro nel tempo all'ottantadue e all'ottantaquattro ad Ada, in Oklahoma, l'autore si domanda quale sia stato il percorso dietro l'indagine, gli arresti e le vicende legate a due terribili omicidi di due ragazze che si sono viste strappare la vita e di presunti colpevoli che si sono visti togliere la Giustizia.
Un'altra piccola chicca che racconta il lato oscuro del sistema legale statunitense, e trasporta lo spettatore in una spirale di dolore, desolazione, disperazione inquietante proprio perchè vera e vissuta: un altro viaggio nel dolore che solo il più pericoloso tra gli animali può provocare.


THE KOMINSKY METHOD (Netflix, USA, 2018)

Il metodo Kominsky Poster

Premiato ai Globes e giunto grazie al passaparola al Saloon, The Kominsky Method è la prima bella sorpresa del duemiladiciannove: fresco - nonostante l'età dei protagonisti -, piacevole e sentito, l'ho vissuto come una sorta di Californication della terza età.
Strepitosi Douglas e Arkin, perfetti nei duetti da risata come da commozione, piacevole il formato - che mescola le normali atmosfere da serie a quelle da sit com -, interessante il modo in cui, a conti fatti, ci si può prendere in giro per cercare di prendere in giro il Tempo, che prima o poi passa da tutti per chiedere e chiudere i suoi conti, fisicamente oppure no che sia.
Forse il suo vero difetto sta nell'essere troppo corta, ma per quanto mi riguarda non vedo già l'ora di godermi di nuovo le schermaglie verbali da amici veri di questi due vecchi ragazzacci che proprio non vogliono mollare la vita.



ROCKY BALBOA (Sylvester Stallone, USA, 2006, 102')

Rocky Balboa Poster

In attesa di gustarmi in sala Creed II - l'attesa è già alle stelle -, ho deciso di rispolverare uno dei miei capitoli preferiti della mitica saga dedicata allo Stallone Italiano, l'ultimo che l'ha visto protagonista e sul ring: Stallone, regista e sceneggiatore, porta sullo schermo una sorta di "favola d'addio" del suo più fortunato charachter adattando quelle che qualche anno dopo sarebbero state le atmosfere di The Wrestler per raccontare di come, invecchiando, si comincia a vivere al di fuori del Tempo, ma non per questo si è disposti ad arrendersi ad esso.
Un omaggio sentito e commovente ad una galleria di protagonisti unica, dove vengono recuperati personaggi di secondo piano come Mary - la ragazzina del primo Rocky - e Spider Rico - lo sfidante di Balboa nel match che aprì quello stesso capitolo - e più di una volta si sospira pensando che la clessidra non risparmia neanche i grandi combattenti. 
Ma questo non significa che ci si debba arrendere. Anzi.


9 commenti:

  1. Ho terminato da poco un ripasso in vista di "Creed II" (per la serie: Ogni scusa è buona) e niente, "Rocky Balboa" resta un titolo sorprendente, al netto di un soggetto al limite del fantascientifico, si gioca così bene tutte le sue carte, da farti tifare ancora per Rocky, solo zio Stallone ha la fiducia in se stesso e l'umilità per vittorie come queste ;-) Cheers

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    1. Concordo in pieno su ogni singola parola, Cass. Grande Sly, grande Rocky.

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  2. The Kominsky Method è ovviamente entrata nel mio cuore (e nella mia top 10) da subito: due vecchini così non potevo che amarli, non potevano che ridurmi in lacrime fra le risate.
    Segno L'innocente per la prossima crime week, se è anche solo un po' simile a Making a Murderer vale il mio tempo.
    Ray Donovan l'ho abbandonata senza troppi rimpianti stagioni fa, si era fatta troppo seria e seriosa e il mio tempo troppo prezioso.

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    1. Secondo me L'innocente potrebbe piacerti, ritroverai tematiche molto simili a quelle di Making a murderer.
      Kominsky davvero una bellissima sorpresa.

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  3. Rocky è sempre Rocky anche a 70 anni ;)

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  4. Rocky Balboa ai tempi della sua uscita non mi era sembrato nemmeno troppo malvagio. Personalmente comunque come voto non andrei oltre il singolo bicchiere. :D

    The Kominsky Method a sorpresa è piaciuto anche a me. E' vero, è fresco a dispetto dell'età dei suoi protagonisti. Dovresti imparare dai tuoi coetanei. Eheheh ;)

    Ray Donovan ha stufato già anni fa.

    L'innocente mi sa talmente tanto di crime fordiano che se lo vedessi potrebbe farmi trasformare in colpevole di omicidio. XD

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    1. So che Rocky Balboa è piaciuto anche a te, anche se non vuoi ammetterlo. ;)

      Per il resto, quasi vedo noi due tra qualche anno a fare il nuovo Kominsky Method. ;)

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