domenica 5 luglio 2015

Raze

Regia: Josh C. Waller
Origine: USA 
Anno: 2013
Durata:
87'






La trama (con parole mie): Sabrina, Jamie, Cody e Teresa sono solo quattro delle oltre cinquanta donne catturate e segregate da una coppia che, in una tenuta all'interno della quale è ospitata una platea di più che benestanti ospiti, obbliga le prigioniere a battersi in un'arena a mani nude fino alla morte minacciandole di uccidere, nel caso di rifiuto di scendere in campo, le persone a loro più care.
Sabrina, legata alla figlia che ha dato in adozione tredici anni prima ed alle compagne di sventura Cody e Teresa, dovrà lottare con tutte le forze senza seppellire la speranza, più che di una vittoria nella competizione, di una fuga disperata.








Con ogni probabilità - e so già che si scateneranno le illazioni del Cannibale - se non fossero esistiti i film di botte non mi sarei mai davvero appassionato alla settima arte: ricordo ancora discretamente bene il passaggio tra i cartoni animati Disney e le sarabande di legnate targate Bud Spencer e Terence Hill, che furono la vera e propria anticamera per gli anni d'oro di Stallone, Schwarzy, Van Damme e soci, a loro volta veicolo per la scoperta del Cinema anche nella sua versione più adulta ed autoriale.
Certo, con l'autorialità questo tipo di proposte assolutamente ludiche c'entra poco o nulla, eppure ancora oggi la goduria maggiore giunge proprio da generi sottovalutati come questo, che permettono di staccare la spina del cervello ed alleggerirsi rispetto alla quotidianità: Raze, in particolare, esplora un territorio quasi esclusivamente maschile da un punto di vista in rosa forse per la prima volta - onestamente, non ricordo un'altra pellicola stile eighties con tanto di torneo con combattenti donne -, portando alla ribalta volti forse ai più poco noti - come Zoe Bell, controfigura di Uma Thurman in Kill Bill ed una delle protette di Tarantino -, altri che i fan del piccolo schermo riconosceranno come Tracie Thoms e Rachel Nichols ed altri ancora decisamente famosi come quello di Rosario Dawson, che si ritaglia una piccolissima parte probabilmente in ricordo dei tempi di Death Proof -.
Il prodotto finale, giunto in casa Ford grazie al mio fratellino Dembo, sempre prodigo di proposte tamarre perfette per il sottoscritto, non è male e non cerca facili soluzioni - si veda il finale -, deve molto allo stesso Tarantino, a prodotti come The woman ed al fascino che, negli ultimi anni, ha esercitato sugli sportivi il circuito delle MMA - che, personalmente, io non amo, troppo simili ad una rissa senza regole ed assolutamente poco disciplinate rispetto alle arti marziali ed alla boxe -, eppure avrebbe potuto puntare ad uno status perfino più alto se non ci si fosse concentrati troppo su un certo compiacimento nella violenza dei combattimenti - era davvero necessario concludere gli scontri con la morte di una delle due contendenti? - ed alcuni passaggi più vicini al gore che non al grottesco che probabilmente erano parte degli intenti dell'autore.
Fatto lo stomaco rispetto ai passaggi più inutilmente violenti, resta un impianto in pieno stile Senza esclusione di colpi supportato da una riflessione di fondo sul ruolo della donna e la sua lotta per emergere in un mondo dominato non solo dall'uomo, ma da donne che hanno accettato un ruolo subordinato e di facciata rispetto allo stesso - senza dubbio i fan di vecchia data del piccolo schermo riconosceranno la Audrey di Twin Peaks -: un prodotto, dunque, d'intrattenimento ma non solo, che pecca soltanto nella rappresentazione quasi morbosa degli scontri ma non in uno spirito che non dispiacerebbe al bad guy e già stracitato Quentin.
Josh C. Waller, regista al suo esordio sul lungometraggio, potrebbe comunque rimanere sulla buona strada dell'action dura e pura, smussare almeno in parte gli angoli e sperare di ritagliarsi uno spazio anche marginale nell'ambito grindhouse.
In fondo, titoli come questo ci sguazzano.
O meglio, si guadagnano il loro spazio un colpo dopo l'altro.




MrFord




"I'm a fist of rage
one foot in the grave
I'm a fist of rage
far from saved
I'm a fist of rage
in a broken state."
Kid Rock - "Fist of rage" - 




12 commenti:

  1. francamente l'avevo notato ma non mi ha mai attirato...

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    1. In realtà è un ottimo riempitivo, soprattutto per gli amanti del Cinema di botte e per l'estate senza impegno. ;)

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  2. Noooooo, su "ti potrebbero anche interessare" ho beccato la recensia di Mr.Nice, tanta tanta roba vecchio mio!

    Questo post l'ho letto ma non mi sento di dire niente su sta raze.
    Invece sai che cosa ho visto d'interessante ieri? Le avventure del barone di Munchausen. Dì pure quello che vuoi ma Terry Gilliam è uno dei geni incompresi del mondo, cazzo se lo amo.

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    1. Mr. Nice spacca davvero, grande lettura. E grandissimo personaggio.

      Munchausen è bellissimo, e Gilliam spacca. Peccato per un paio di scivoloni recenti, perchè in realtà lui è davvero un grande.

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  3. Verissimo, molto divertente anche se, forse, un pò troppo compiaciuto nella parte più violenta.
    Ad ogni modo, dici bene: orgogliosamente di genere.

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  4. Le presenze femminili, Rosario Dawson a parte, lo rendono più promettente dei soliti film con Van Damme che consigli...
    ma da qui a vederlo comunque ne passa. :)

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    1. Ma che ti ha fatto la Dawson!?
      Ti ha sparato il due di picche più clamoroso della tua vita!? ;)

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  5. speravo in almeno 2 bicchieri belli pieni, ma son contento ti sia piaciuto. Secondo me è da apprezzare il fatto che il film dia quello che promette: donne che si menano duro per 90 minuti scarsi... e poi sul finale, quando succede QUELLA cosa là, io ero in piedi sul divano a fare il tifo!
    ;-)

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    1. Due bicchieri sarebbero stati troppi, resta comunque un prodotto molto artigianale: comunque, mi ci sono divertito davvero parecchio!

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  6. Risposte
    1. In realtà per una serata super easy va benissimo. ;)

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  7. Mi pare passabilissimo,per il Khalasar!Mi ispira la lettura sociologica,ma è un pò poco,in quell'ottica ci sono sicuramente titoli più interessanti da recuperare ;)

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