sabato 28 novembre 2015

The Wicker Man - Il prescelto

Regia: Neil LaBute
Origine: USA, Germania, Canada
Anno: 2006
Durata: 102'






La trama (con parole mie): Edward Malus, uno sceriffo californiano, è contattato attraverso una misteriosa lettera da una ex che non fa più parte della sua vita da anni, pronta a chiedere il suo aiuto rispetto alla scomparsa della figlia.
La donna, tornata a casa in una comunità molto chiusa e particolare che vive su un'isola nel Pacifico poco distante dalle coste californiane, risveglia ricordi in Malus che lo inducono a recarsi sul posto e dedicarsi all'indagine, per quanto si trovi, di fatto, fuori servizio: l'atmosfera dell'isola risulterà da subito molto strana ed inquietante, e mentre tutti gli abitanti paiono fare fronte comune rispetto all'insabbiamento della scomparsa della ragazzina, il tutore dell'ordine si ritroverà a dover gestire il sentimento rinato per la vecchia compagna, pronta a rivelargli che la piccola scomparsa è in realtà sua figlia.
Riuscirà Edward a scoprire la verità? E a quale prezzo?









Tutti gli avventori abituali del Saloon ben sanno quanto il sottoscritto voglia bene a Nicholas Cage, al suo parrucchino, ai suoi eccessi ed alla sua caninità attoriale.
Ma, devo ammetterlo, non avrei mai e poi mai guardato l'inutile remake del supercult The Wicker man già massacrato in ogni dove, nella blogosfera e non: considerato il recente recupero dell'opera di Eli Roth, avevo già deciso di pescare dall'oceano della rete il sequel di Hostel, che al contrario pare sia effettivamente una cosa non male.
Peccato che, in una serata di quelle in cui torno troppo tardi dal lavoro e Julez con il Fordino sono già a nanna, pronto ad azzannare la cena e gustarmi una visione non troppo impegnata, il file denominato Hostel 2 che avevo inserito nella chiavetta si sia rivelato proprio questo Il prescelto, con ogni probabilità uno dei punti più bassi della carriera del mitico Nicola Gabbia: rimaneggiato nel contesto pur mantenendo l'inquietante finale - quantomeno la sofferenza di una chiusura consolatoria me la sono risparmiata -, divenuto una sorta di Odissea in una comunità dominata dalle donne e guidata da un insano culto religioso dell'agente di polizia protagonista, questo filmaccio trova la sua collocazione nel novero di quelle pellicole che si fa sempre bene ad evitare, e che vengono buone giusto per farsi due risate con gli amici nelle serate molto, molto alcoliche, e neppure in quel caso, penso, finirebbero in cima alla lista.
E' curioso come, ad un paio di giorni dalla visione, riesca a ricordarmi più chiaramente - e con molto più piacere - della cena rispetto ai singoli passaggi della pellicola, dai buchi logici agli incubi che assediano il main charachter e che regalano almeno un paio delle tipiche espressioni da strafatto di Cage ad ogni suo risveglio: dunque, più che cercare di ripercorrere l'indagine che dovrebbe condurre il poliziotto al ritrovamento della figlia riscoperta sparita a causa delle leader della comunità - almeno a quanto parrebbe al buon Edward Malus, segnato anche da un nome che non lascia presagire niente di buono -, preferisco tornare alla pasta al sugo e all'hamburger di cavallo con peperoni piccanti che hanno allietato la prima parte della mia serata, proseguita con verdura a profusione, frutta, un paio di noci e l'immancabile White Russian.
Interessante quantomeno il cast femminile, con volti noti agli appassionati del grande e piccolo schermo come Frances Conroy ed Ellen Burstyn, ottima nel ruolo di matriarca della piccola isola, ed interessante la cornice sfruttata come ambientazione, ma per il resto, c'è ben poco da fare o da salvare: e se neppure un fan di Cage e del suo parrucchino vivente come il sottoscritto riesce ad andare oltre la schifezza per godersi la visione senza pensieri, allora le speranze per il lavoro di Neil LaBute sono ancora meno di quelle che un uomo allo sbando ha di sopravvivere ad una comunità interamente gestita da donne.





MrFord





"You watch the world exploding every single night
dancing in the sun a newborn in the light
say goodbye to gravity and say goodbye to death
hello to eternity and live for every breath
your time will come, your time will come
your time will come, your time will come."

Iron Maiden - "The Wicker Man" - 







18 commenti:

  1. Ricordo vagamente la sua grande bruttezza.

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  2. Ho visto l'originale e mai e poi mai vedrò questo film se non capita in quelle volte che voglio ridere di un film per la sua bruttezza. Ho visto che sono stati creati dei meme per la scena delle api.

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    1. Di scene terribili ce ne sono parecchie, in questo film.
      Davvero uno dei più brutti visti da queste parti negli ultimi anni.

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  3. Si, una pacchia colossale...non so chi è stata la persona "sana di mente" ad aver avuto il coraggio di una simile porcata :D

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    1. Io mi stupisco più di chi l'ha prodotto e distribuito, che di chi l'ha scritto e diretto. ;)

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  4. Come rovinare un classico..
    L'ho visto per sbaglio su Italia 1... Che orrore!

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    1. L'ho visto per sbaglio anche io.
      Ed è stato uno sbaglio.

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  5. Ford, sei il Prescelto del pessimo cinema.
    Anche quando non lo cerchi, viene lui da te. Il tuo è un superpotere!
    Fa un po' pena, ma accontentati... ;)

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    1. @Marco Goi ultimamente Ford è il Prescelto dei pacchi d'autore,mi sa che sta avendo un rigurgito radical-chic.Ma quelli mi sa che se li cerca apposta!Certo che questo episodio è divertente,a noi di solito quando scarichiamo qualcosa e non è il titolo nella descrizione,ci troviamo sempre un porno,in chiavetta XD

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    2. Da un grande potere derivano grandi responsabilità, come avvisare che certi titoli sono da evitare, anche quando compaiono per caso nei nostri computer! ;)

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  6. Mai avuto il coraggio di guardarlo dopo aver visto casualmente la scena delle api su Youtube...
    ... comunque la canzone "Wicker man" mi riporta ai tempi in cui la suonavo con la mia band di sedicenne *.*

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    1. @Jean Jaques UP THE IRONS! su questi andiamo d'accordo,altrochè Prevèrt XD

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    2. Jean, non sapevo suonassi. Sono tutti punti guadagnati! :)

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  7. @Bara volante Anche al Khal è piaciuto molto,personalmente preferisco 1000 volte l'originale inglese,molto più inquietante e meno "patinato".Certo che quel finale....la scena della bicicletta non me la ricordo,adesso vado a cercarla sul tubo XD

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  8. Bara, capisco il tuo punto di vista: io, però, non ce l'ho proprio fatta, a godermela con il sorriso. Troppo, troppo brutto.

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  9. Cage non ha il mio consenso, ad avercelo invece è quella canzone dei Maiden che, appena letto il titolo del post, già sapevo di trovare come colonna sonora delle tue parole.

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    1. Beh, quel pezzo è davvero una bomba.
      Al contrario del film. ;)

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