Regia: John R. Leonetti
Origine: USA
Anno: 2014
Durata: 99'
La trama (con parole mie): Mia e John, freschi sposini ed in attesa di una bambina
nella California di fine anni sessanta stanno iniziando a costruire il
proprio futuro.
Quando la figlia scomparsa dei loro vicini fa ritorno
rivelandosi adepta di una setta satanica uccidendo i genitori ed
assalendo anche la giovane coppia, tutto cambia.
L’anima
dell’assassina, infatti, toltasi la vita prima dell’intervento
dei poliziotti, trasmigra in una bambola regalata a Mia da John, infestando di fatto non solo la loro casa, ma anche le loro esistenze.
Trasferitisi a Pasadena e passato un
periodo tranquillo dopo il parto, i coniugi tornano ad essere
spaventati da fenomeni inspiegabili legati soprattutto a madre e
figlia, che paiono essere diventate oggetto delle attenzioni non solo
dello spirito di Annabelle, ma del demone che la guida, pronto a
richiedere un’anima come tributo al suo passaggio.
Aiutati dall'anziana proprietaria di
una libreria locale, i due genitori novelli dovranno sostenersi l’un l’altra per
cercare non solo di salvare loro stessi, ma anche e soprattutto la figlia.
Negli ultimi anni pare essere diventata
una rarità sempre maggiore trovare, appassionati o no, un horror in
grado non solo di spaventare davvero, ma anche in grado di funzionare a
livello cinematografico, di logica e capace di catturare come si deve
l’attenzione dello spettatore dal primo all’ultimo minuto: uno
degli esempi migliori fu The conjuring, che la scorsa stagione
raccolse consensi un po’ ovunque nella blogosfera e non grazie ad
atmosfere tese ed un plot ben congeniato, guadagnandosi lo status di
esperimento riuscito – pur non perfetto, sia chiaro – e generando
una sorta di spin off, questo Annabelle, che in qualche modo ne
avrebbe dovuto raccogliere il testimone.
Peccato che, a seguito del cambio del
regista e di una serie di scelte che sono parse più commerciali che
altro, il risultato porti senza dubbio ad uno dei titoli più scontati,
meno interessanti ed inequivocabilmente meno spaventosi - a meno che non si
parli di qualità – dell’anno, una pellicola prevedibile che
pesca a piene mani da un bacino ormai piuttosto ampio – su tutti,
Rosemary’s baby – senza riuscire per questo a risultare
quantomeno interessante o a proporre soluzioni alternative ad un
pubblico che, con ogni probabilità, finirà per irritarsi quanto più
navigato sia rispetto al genere.
In particolare, credo sia stata la
prima volta – almeno che ricordi – in cui ho finito per assopirmi
nel corso di un film d’orrore, vinto dalla stanchezza più che
dalla tensione generata dalla pellicola, annoiato dal consueto ruolo
del prete o della presunta esperta di turno destinata all’inevitabile
sacrificio finale – e perdonatemi lo spoiler -, dalla
caratterizzazione del charachter di una bambola che non ha
minimamente lo spessore di mostri sacri come Chucky o la capacità di
inquietare se non – e, in questo, è clamorosamente simile alla
pellicola – rispetto alla sua bruttezza.
Poco interessanti e banali anche gli
stessi protagonisti, così come la scelta di concentrare le
attenzioni del demone di turno sulla bambina: onestamente, per una
volta mi piacerebbe assistere ad una pellicola legata alle
possessioni in cui il bersaglio possa essere un vecchio alla Clint,
piuttosto che l’ormai inflazionato innocente.
Ed effettivamente,
fossi un esponente della squadra del Diavolo, cercherei di farmi
largo in qualcuno già corrotto in modo da poterlo portare oltre ogni
limite, piuttosto che sbattermi come un disperato per corrompere
qualcuno che di corruzione non saprebbe neppure definire il
significato.
Ad ogni modo, messe da parte le mie
potenziali scelte da potenziale emissario luciferino, resta una
visione più che evitabile e l’ennesimo fallimento dell’horror in toto,
che fatta eccezione per qualche spunto di tanto in tanto, pare essere
giunto pericolosamente vicino all’abisso, che si parli di resa
qualitativa o di ispirazione: Annabelle è l’ennesimo film
inutile sfruttato solo per le sue apparenti potenzialità commerciali
– che, in fondo, non mi pare si siano tradotte in un successo da
blockbuster globale – buono giusto per far saltare sulla sedia
qualche ragazzino alla sua prima esperienza con questo tipo di pellicola, e poco
altro.
Il terrore vero è ben altro, così
come il Cinema.
Qui ci sono solo pupazzi. In tutti i
sensi.
E non dico spaventosi, ma neppure
divertenti.
E non è certo una buona cosa.
MrFord
"I wish I never had taken this dare
I wasn't quite prepared
doll me up in my bad luck
I'll meet you there."
I wasn't quite prepared
doll me up in my bad luck
I'll meet you there."
Foo Fighters - "Doll" -
