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lunedì 16 maggio 2016

Captain America - Civil War

Regia: Anthony Russo, Joe Russo
Origine: USA, Germania
Anno:
2016
Durata:
147'








La trama (con parole mie): a seguito degli incidenti in Sokovia e di uno scontro in Nigeria che provoca la morte accidentale di alcuni volontari del Wakanda innescando un incidente diplomatico proprio con i regnanti del piccolo Stato fornitore del prezioso vibranio, il Segretario americano Ross intima a Tony Stark e Steve Rogers di firmare un patto con le Nazioni Unite che prevede un controllo molto stretto delle attività superumane, che il primo abbraccia in modo da poter tutelare il numero più alto possibile di innocenti ed evitare le morti collaterali ed il secondo rifiuta per evitare di rinunciare al valore che ha difeso per tutta la vita, prima e dopo il suo ritorno, la libertà.
La frattura all'interno degli Avengers vede dunque nascere due schieramenti definiti, il primo a favore del nuovo status quo, guidato da Iron Man e comprendente War Machine, Visione, il principe di Wakanda Pantera Nera, la Vedova Nera ed il giovanissimo Spider Man, ed il secondo che, al contrario, non intende rinunciare al proprio libero arbitrio, legato a Captain America e composto da Falcon, Hawkeye, Scarlet, Ant Man ed il Soldato d'inverno, pietra angolare della disputa.
Cosa accadrà quando i più grandi eroi del pianeta finiranno a combattere gli uni contro gli altri?
E quale si rivelerà essere la verità dietro questo stesso scontro?











Ai tempi della versione cartacea di Civil War avevo già abbandonato la lettura dei fumetti Marvel, eppure, per quello che venni a sapere, l'idea mi parve davvero interessante: proporre i principali eroi divisi in due fazioni, una a favore di un maggiore controllo dei superumani ed una contraria, guidate rispettivamente da Iron Man e Captain America, aveva diversi assi nella manica.
Primo fra tutti, il fatto che un bad guy come Tony Stark diventasse il paladino dell'Ordine mentre, dall'altra parte, il boy scout per eccellenza, Steve Rogers, si ergesse come baluardo per la rivolta: una cosa intrigante, anche perchè fan di uno o dell'altro avrebbero finito per "tifare contro" il proprio beniamino, in caso di disaccordo ideologico.
Personalmente, non ho mai amato Iron Man o il vecchio Cap - i miei favoriti sono e resteranno sempre gli eroi urbani come Daredevil e Spider Man -, e agli Avengers ho sempre preferito gli X-Men, considerate le mie simpatie per gli outsiders, ma tra i due leader degli Eroi più potenti della Terra senza dubbio è Stark a somigliare più al sottoscritto: imperfetto, casinista, pronto a sfruttare i propri difetti e a trasformarli in punti di forza.
Eppure, in Civil War come al Cinema - considerati i tre film dedicati ad ognuno -, mi sono trovato nettamente dalla parte del buon Capitano: a prescindere, comunque, dalle riflessioni che mi porterebbero, nella situazione dei protagonisti, a schierarmi senza alcun dubbio dalla parte del vecchio Steve, posso solo essere felice del fatto che Anthony e Joe Russo, dopo l'ottimo lavoro svolto sul precedente Winter Soldier, abbiano confezionato uno dei migliori prodotti del Cinematic Universe targato Marvel insieme al primo Avengers, al secondo Thor e a Guardiani della Galassia, una pellicola ritmata, divertente, ironica ed esaltante di quelle perfette per ogni amante del Fumetto così come del pubblico occasionale, che in un prodotto di questo genere può ritrovare l'intrattenimento fracassone ma intelligente che tanto ha fatto per noi ragazzi cresciuti negli anni ottanta.
A prescindere, infatti, dalla costruzione forse a tratti un pò macchinosa e ad un villain probabilmente non all'altezza - un riadattato Arnim Zola -, Civil War è tutto quello che avrebbe dovuto essere Age of Ultron e che, a questo punto, considerata la regia affidata proprio ai Russo, spero sarà la doppia uscita Infinity War, che dovrebbe rappresentare il culmine delle proposte Marvel in sala degli ultimi anni: introduzione di nuovi ed interessanti charachters - Pantera Nera è reso davvero molto bene, nonostante i pochi minuti on screen, ed il rinnovato Spider Man aumenta già l'hype per la pellicola a lui dedicata -, giusto spazio costruito per i personaggi secondari - Ant Man, già protagonista di una pellicola più che discreta, regala uno dei passaggi di maggior esaltazione dello scontro tra i due Team rivali, Falcon acquista uno spessore che non ha mai avuto neppure sulla pagina, Visione, se trattato nel modo giusto, potrebbe finire per risultare una delle scommesse vincenti dei Vendicatori on screen -, un crescendo che unisce ironia, parti epiche - il duello tra Cap e Iron Man - e sequenze di puro godimento come lo scontro con tanto di esibizione dei poteri di ogni partecipante allo stesso dei due schieramenti.
L'unica, forse, a patire nonostante il ruolo per certi versi determinante nella lotta è la Scarlet di Elizabeth Olsen, che soffre della stessa sindrome che pesò sul personaggio anche negli albi per anni: la figlia di Magneto, infatti, in termini di poteri, è uno dei charachters più temibili e potenti dell'Universo Marvel, eppure pochi autori hanno saputo renderla al meglio.
Diciamo che al Cinema manca ancora questo salto, ma non è detto che in futuro non possa avvenire.
Nel frattempo, che si scelga di stare dalla parte di Stark o da quella di Rogers, Civil War rappresenta un intrattenimento come raramente se ne vedono, che personalmente mi sono goduto dal primo all'ultimo minuto fino ai due brevi filmati nel corso dei titoli di coda che mettono ulteriore carne al fuoco rispetto al Cinematic Universe, uno dei progetti più ambiziosi e goduriosi - se si è abbastanza pane e salame - che il Cinema abbia regalato al pubblico negli ultimi vent'anni.






MrFord





"Guerra civile famigliare
guerra civile intima
guerra civile famigliare
guerra civile famigliare
guerra civile intima
guerra civile famigliare
guerra civile intima."
Tre Allegri Ragazzi Morti - "Guerra civile" - 






domenica 2 agosto 2015

Revenge

Produzione: ABC
Origine: USA
Anno: 2011-2015
Stagioni: 4




La trama (con parole mie): torna al Saloon, per quella che sta assumendo sempre più le dimensioni di una vera e propria rubrica a cadenza quasi fissa, Julez, che a questo giro di giostra si dedicherà ad un breve excursus su uno dei guilty pleasures che l'hanno accompagnata nel corso delle ultime stagioni in mia assenza, Revenge.
La serie ABC con protagonista Emily Van Camp, tra morti ammazzati, vendetta, storie d'amore ed un'atmosfera patinatissima, ha raccolto numerosi consensi prima di salutare il suo pubblico proprio quest'anno.
Come sarà andato l'idillio della suddetta con la signora Ford? 








Revenge fa parte, come direbbe la mia amica Serena, del mio angolo della vergogna.
Perché è una serie teen, perchè non ha un valore artistico riconosciuto e/o riconoscibile, perché è il riempitivo da casalinga disperata delle sessioni di stiro e ammiro.
Eppure le prime due serie avevano un appeal insperato, quel non so che in grado di farti pensare di avere davanti un guilty pleasure di qualità.
Il personaggio di Amanda Clarke/Emily Thorne, cui presta il volto una mia beniamina fin dai tempi di Everwood e poi di Brothers&Sisters – Emily VanCamp -, è sexy, forte e fragile, determinata, passionale e fredda. 
Il suo charachter riesce a creare sia empatia che desiderio di emulazione e regge magistralmente la serie con la sua presenza, seppur la sua interpretazione perda intensità con il liquefarsi di una trama degna di questo nome.
A farle da spalla alcuni personaggi decisamente azzeccati, dal migliore amico genio bisessuale nerd e allo stesso tempo fashionista Nolan Ross (Gabriel Mann), alla nemesi di Amanda/Emily, la crudele arrivista Victoria Grayson (Madeline Stowe, prestata al piccolo schermo), per giungere al compagno di vendetta Aiden Mathis (Barry Sloane, adesso protagonista di The Whispers).
Molto meno riusciti gli altri comprimari, in primis l’amore della sua vita Jack Porter (un anonimo Nick Wechsler) che oltre ad essere basso a livello ameba in una scala da microbo a nano primordiale, ha il sex appeal del labrador Sam.
La storia ha origine dal desiderio di vendetta di Amanda Clarke, pronta a punire tutti i responsabili della carcerazione e morte del suo innocente padre, accusato di terrorismo ma in realtà capro espiatorio di una lobby potentissima responsabile misteriosa ed ovviamente celata di un attacco aereo che è costato la vita a centinaia di americani.
Se nelle prime due stagioni ci si appassiona alla ricerca ed alla metodica distruzione di tutti i colpevoli e si attende con una certa trepidazione che la vendetta cali sulla famiglia Grayson (su tutte l’inutile Charlotte), con le due stagioni successive ed i vari, tanti, troppi colpi di scena e gli innamoramenti dalla durata inversamente proporzionale alla profondità del sentimento, si scivola nella fiction intesa nel senso peggiore del termine, fino quasi a sfiorare il livello soap opera, per giungere ad un finale di serie tagliato con l’accetta e consolatorio giusto perché rivolto a cuori giovani ed ancora illusi. 
Per essere brevi, un passatempo da inserire all’interno di quelle attività da cervello spento (depilazione, stiro, cucina) oppure da evitare senza colpo ferire.



Julez




"She's not a saint
and she's not what you think
she's an actress, whoa
she's better known
for the things that she does
on the mattress, whoa
soon she's gonna find
stealing other people's toys
on the playground won't
make you many friends
she should keep in mind
she should keep in mind
there is nothing I do better than revenge."

Taylor Swift - "Better than revenge" - 






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