venerdì 7 aprile 2017

Command performance (Dolph Lundgren, USA, 2009, 93')




Se Stallone, Schwarzenegger e Van Damme sono i simboli intoccabili di un'epoca fantastica che ancora oggi mi godo come una macchina del tempo, molti sono i volti di quegli anni ottanta votati all'action tamarra che qui al Saloon sono praticamente di casa: uno di questi è quello di Dolph Lundgren, che tutti gli amanti del genere avranno incontrato - o ricorderanno - per la prima volta in Rocky IV nel ruolo di Drago, anche se sono molte le chicche che ha regalato negli anni, da Resa dei conti a Little Tokyo a Red Scorpion.
Quello che almeno i suoi detrattori non sapranno è che il buon Dolph, oltre ad essere uno specialista di Karate, conoscere sei o sette lingue, avere un Q. I. di centosessanta o simili, una laurea al M.I.T. - se non ricordo male in ingegneria chimica -, essere un ottimo musicista, ha sempre preferito la carriera d'attore a quella del professore: nel caso di Command performance, solido action televisivo che non sarà un miracolo di qualità ma che fa barba e capelli ad altri suoi simili - vedasi tutta la produzione recente che vede protagonisti il già citato Van Damme o ancora peggio Steven Seagal -, l'ex Ivan Drago non solo si cimenta come di consueto in botte da orbi e sparatorie, ma anche dietro la macchina da presa - come regista - e da scrivere - come sceneggiatore -.
Certo, non sarà Sly - che resta il numero uno, in questo senso -, il lavoro è abbastanza grezzo e piuttosto lineare, le sequenze d'azione non memorabili e la trama davvero basic, eppure il tutto si lascia guardare senza colpo ferire, riuscendo ad intrattenere quello che serve specie quando ci si trova, come nel mio caso, a sfruttare film di questo tipo come sottofondo per le giornate passate con i Fordini - in questo caso era presente la sola Fordina, che potrà così vantarsi di aver visto il suo primo film con Dolph Lundgren prima di aver compiuto un anno -.
Prendendo spunto dall'epoca di transizione tra Unione Sovietica e Russia, buttando nel calderone un pò di rock and roll, una storia di vendetta ed uno scenario da terrorismo quasi in anticipo sui tempi - l'attacco al concerto mi ha ricordato, con qualche brivido, quello che ha sconvolto Parigi ed il mondo un anno e mezzo fa - Dolph confeziona un prodotto di grana grossa perfetto per gli appassionati del genere, senza farsi troppi problemi o pensieri e portando a casa una pagnotta non per tutti i palati, ma comunque giusta per godersi una serata a cervello spento.
I divertiti riferimenti, poi, alla sua età ed alla "vecchia scuola", per quanto lontani dalla magia di cose come Expendables 2, funzionano, e non essendo presenti sequenze in cui il Nostro sia impegnato in una corsa - penso sia il secondo uomo a correre peggio al mondo dopo Nicholas Cage, sarà colpa dell'altezza - il fu Drago spiezza ancora in due senza troppi pensieri o problemi.
Se, dunque, avete bisogno di un divertente intermezzo per i vostri neuroni, o siete in cerca di una pellicola assolutamente non impegnativa per una serata da rutto libero, dateci dentro: e ricordate, mentre lo fate, che il tamarro biondo di quasi due metri che state guardando avrebbe potuto essere il vostro professore di chimica.
E per fortuna non è stato così.




MrFord




9 commenti:

  1. si può saltare? O va bene per una serata tamarra all'ennesima potenza? :D

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    1. Come tamarrata ci sta, non fosse altro per vedere il Dolph che suona la batteria! ;)

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  2. Dolph Lundgren regista e sceneggiatore?
    Questo è troppo persino per te, Ford! :)

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  3. Dolph è sempre Dolph, e anche se questo sinceramente non è proprio un bel film, lui resta sempre uno dei miei preferiti, perché dopotutto l'action per lui è il genere perfetto ;)

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    1. Non è certo Rocky IV o Red Scorpion, ma me lo sono gustato, da buon tamarro figlio dell'action! ;)

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  4. Minchia Dolph, se non esistesse bisognerebbe inventarlo... cmq ottimo, vedo che la Fordina é giá bella che indirizzata verso il vero cinema che conta :)

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    1. Puoi dirlo forte, cazzo.
      E la Fordina si sparerà tutti gli action possibili e immaginabili, come immagino Matilde! ;)

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