venerdì 26 febbraio 2016

Heist

Regia: Scott Mann
Origine: USA
Anno: 2015
Durata:
93'







La trama (con parole mie): Vaughn è un outsider del mondo del crimine, ex promessa di un boss proprietario di un casinò in procinto di ritirarsi costretto dalla malattia che con la malattia deve fare i conti, perchè il cancro si sta portando via sua figlia.
Quando viene avvicinato da Cox, infiltratosi nel suo stesso casinò per progettare un colpo, inizialmente rifiuta, cercando di ottenere dal grande capo i soldi necessari per coprire i costi dell'operazione della piccola: vedendosi rifiutare malamente il favore, Vaughn decide di accettare la proposta e gettarsi a capofitto in un'impresa che rispolvererà il suo passato militare e lo vedrà rischiare il tutto e per tutto pur di salvare la persona che conta di più nella sua vita.
Ma anche in un piano perfetto si rischia l'inghippo, e dunque Vaughn, Cox ed i loro due complici finiranno per dover improvvisare per portare a casa la pelle ed il bottino: riusciranno nella loro impresa, o dovranno soccombere alla morsa delle forze dell'ordine e del "padrino" Pope, che pare avere occhi e uomini ovunque?








Non riesco davvero mai a resistere, alla tentazione di concedermi ad un film d'azione.
Non importa che non siano più gli anni ottanta, gli interpreti dei tempi d'oro siano ormai, purtroppo, solo un ricordo e tutto viva, di fatto, come avvolto in un'atmosfera di attesa di qualcosa di nuovo che, purtroppo, raramente arriva a stupire.
Dunque, quando ho incrociato il cammino di Heist, non ho davvero saputo resistere: rapine, tensione, minutaggio perfetto per il genere, il buon vecchio Batista e Gina Carano - anche se, questo devo proprio rimproverarlo a Scott Mann, sarebbero stati da spremere decisamente di più dal punto di vista fisico -, una parte affidata al fu Zach di Bayside School - secondo giro di amarcord -, il discreto Jeffrey Dean Morgan come protagonista, il vecchio leone De Niro - anche se, ormai, è ben lontano dall'essere una garanzia di qualità -, il classico tema del riscatto unito al crimine ed una buona dose di riflessioni sul rapporto tra padri e figli.
In poche parole, un passaggio obbligato per il vecchio cowboy.
Sinceramente, non mi aspettavo nulla, da questo Heist, se non il classico film da riempimento di serata buono per gli infrasettimanali resi più pesanti dalle sveglie alle sei con allenamento prima del lavoro, e devo dire che, a parte una certa consistente mancanza in termini di botte ed esplosioni - con Batista e Gina Carano, per l'appunto, nel cast, occorre che si ci applichi in questo senso quasi per contratto - il risultato è stato onestamente raggiunto nonostante un plot ed una sceneggiatura assolutamente derivativi ed elementari - il twist principale è facilmente individuabile fin dalle prime sequenze - ed una serie di elementi che ricordano, senza ovviamente poterli replicare, cult degli anni ottanta e novanta come Speed - palesemente citato ed imitato grazie allo sfruttamento del bus -, conditi da qualche strizzata d'occhio al cultissimo firmato da Spike Lee, Inside Man.
Per tutti coloro per i quali, come il sottoscritto, il genere ha un significato non solo legato ai ricordi ma resta sempre un divertissement o un guilty pleasure, comunque, Heist - che non credo verrà mai distribuito in Italia, se non in home video - finisce per risultare una visione quasi doverosa, considerata la penuria di produzioni valide - almeno in Occidente - per quanto riguarda i film di botte e spari: non che ci si debba illudere di trovare l'Eldorado degli action tamarri del secondo decennio degli anni zero, quanto più disporsi nel miglior modo possibile ad una sorta di shake tra il tentativo di rispolverare i vecchi valori, il riscatto in stile Stand up guys e l'approccio senza troppi pensieri che vide tanti attori ormai di culto anche da queste parti fare le loro fortune ormai una trentina di anni or sono.
Una volta accettata questa realtà dei fatti, Heist risulterà un artigianale ed a suo modo riuscito tentativo d'intrattenimento sopra le righe in grado di mescolare tensione ed a suo modo profondità - e sento già il Cannibale fare l'eco ai riferimenti del sottoscritto ai legami tra padri e figli - pur senza rappresentare un nuovo standard, un perfetto omaggio ad un'epoca purtroppo tramontata ed un riempitivo senza pretese che farà quasi sorridere chi quei tempi li ha vissuti sulla pelle e li porta in una certa misura ancora nel cuore.





MrFord





"Didn't believe in love until we fell out
gave the keys back, now I'm on the homie's couch
always going out, sleeping ‘round with strangers
danger! But you can't live without her
now you're paranoid, checking on her cellphone
making sure she ain't like you alone
haven't made love with the lights still on
it's like you're hiding something from me."

Macklemore&Lewis - "Thin line" - 






9 commenti:

  1. Da quanto ne scrivi,mi pare niente di imperdibile.
    E di De Niro e le faccette precotte che fa da 10 anni(se non di +) a questa parte,ne faccio volentieri a meno!

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    1. Niente di imperdibile, ma neppure così terribile.
      Per una serata tra il rutto ed il sonno ci sta. :)

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  2. Mi pare che ci siano tutti gli elementi per dire "passo!"

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    1. Con tutti gli action che devi ancora recuperare, assolutamente! :)

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  3. Non faccio l'eco a un bel niente. Mi sa che devi aggiustare il tuo amplifon... :)

    Questo film comunque non lo vedrei manco sotto tortura dei servizi segreti egiziani!

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    1. Tranquillo, se Sly dovesse vincere l'Oscar ne ho pronti un altro paio da sottoporti! ;)

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  4. Mah, io l'ho trovato davvero pessimo e con un tale spreco di carisma che mi ha fatto incazzare più volte durante la visione. Che cazzo prendi a fare la Carano e Batista se poi non li fai combattere contro tutto e tutti...
    De Niro ormai non ho più parole per descriverlo...

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    1. Sullo spreco di Batista e della Carano sono d'accordo, mentre il film mi è passato abbastanza: sarà che mi aspettavo molto peggio. ;)

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  5. Insipido, più che altro, e troppo derivativo. Ma onestamente, pensavo peggio.

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