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lunedì 7 gennaio 2019

White Russian's Bulletin



Finiscono le Feste, e si torna alla quotidianità anche qui al Saloon: fortunatamente i giorni passati tra mangiate, bevute e Fordini scatenati hanno anche permesso un recupero importante rispetto alla media delle settimane precedenti al Natale, tale da permettermi addirittura di "scomporre" le visioni e le letture in due puntate del Bulletin, concedendomi ancora questa settimana e la prossima per andare a tamponare rispetto ad alcuni dei titoli più attesi mancati clamorosamente sul finire del duemiladiciotto.


CARGO (Ben Howling&Yolanda Ramke, Australia, 2017, 105')

Cargo Poster

Recuperato dal bacino di Netflix, questo survival padre/figlia con un Martin Freeman inedito - personalmente non gli darei mezza possibilità di cavarsela in situazioni estreme - si lascia guardare senza infamia e senza lode, porta sullo schermo qualche idea interessante ed il paesaggio sempre emozionante dell'outback australiano, che porto sempre nel cuore.
Resta una pellicola ad uso e consumo quasi esclusivo degli appassionati del genere, ma porta onestamente la pagnotta a casa ed intrattiene il giusto, soprattutto se si è genitori.


ULTIMATE BEASTMASTER - STAGIONE 3 (Netflix, USA, 2018)

Ultimate Beastmaster: La legge del più forte Poster

Si è chiusa - spero solo per il momento - l'esperienza dei Ford con Ultimate Beastmaster, il programma che ha intrattenuto i grandi del Saloon ed ispirato ed esaltato i piccoli: con la terza stagione - nonostante la magrissima figura dei partecipanti italiani - si ha un'ulteriore evoluzione del sistema della gara ed il divertimento, se si è tamarri abbastanza, è sempre assicurato.
Personalmente, oltre a non vedere l'ora di confrontarmi con i Titan Games di The Rock, sarei molto curioso di testare un percorso di questo tipo, per quanto duro potrebbe essere.
Da segnalare, per me un valore aggiunto, la presenza al tavolo di commento statunitense per questa stagione l'ex wrestler ed idolo del sottoscritto CM Punk.



MARVEL'S DAREDEVIL - STAGIONE 3 (Netflix, USA, 2018)

Daredevil Poster

A fare capolino - purtroppo per l'ultima volta, data la cancellazione di tutto il progetto Marvel Knights firmato da Netflix - al Saloon in queste Feste è giunto anche il titolo meglio gestito e realizzato della costola metropolitana del Cinematic Universe, Daredevil.
Dopo due stagioni decisamente convincenti a questo terzo giro di giostra l'attenzione torna a portarsi sull'aspetto meno mistico e da "periferia" del Diavolo Rosso, con il ritorno di Kingpin - un sempre ottimo Vincent D'Onofrio -, l'abbandono del costume da "supereroe" e l'introduzione di quello che avrebbe avuto tutte le potenzialità per diventare una nemesi importante per l'alter ego di Matt Murdock, Bullseye.
Peccato davvero per la decisione "dall'alto" di interromperla, perchè senza dubbio questa serie avrebbe avuto ancora molto da dire.




SABRINA (Billy Wilder, USA, 1954, 113')

Sabrina Poster

Incrociato per caso in televisione la sera della Vigilia e rispolverato dopo anni dall'ultimo passaggio sugli schermi del Saloon, Sabrina di Billy Wilder mantiene e conserva la sua classe e quella di uno dei più grandi del Cinema made in USA di tutti i tempi.
Il triangolo amoroso costruito sulla leggiadra bellezza della Hepburn, sulla guasconeria di William Holden e sulla spigolosità di Humphrey Bogart è vincente sotto tutti i punti di vista, e riesce a mantenersi in equilibrio perfetto sia nei momenti più drammatici che in quelli più leggeri di un vero e proprio Classico che tutti dovrebbero godersi almeno una volta nella vita.
Certo, ora come ora potrà apparire come un film d'altri tempi, ma dal bianco e nero perfetto allo stile non c'è davvero nulla, in questa macchina, che non funzioni.




IL SORRISO DI JACKRABBIT (Joe R. Lansdale, USA, 2018)

Risultati immagini per il sorriso di jackrabbit

E dopo anni passati ad attendere spasmodicamente le loro avventure, nel giro di dodici mesi Hap e Leonard, due dei personaggi letterari che più ho amato nella vita, tornano nelle librerie per ben due volte: purtroppo, però, con l'età i due improvvisati detectives paiono avere perso molto dello smalto delle prime avventure, e se Bastardi in salsa rossa, lo scorso gennaio, mi aveva permesso di evadere il giorno dell'intervento di mio padre mentre attendevo in ospedale, questo Il sorriso di Jackrabbit pare uno di quei dischi in cui l'artista affermato non fa che riproporre vecchie versioni di se stesso con molto meno mordente. 
Un vero peccato, anche per chi, come me, amerà sempre leggere di Hap e Leonard e ad ogni avventura sarà sempre al loro fianco.


martedì 31 ottobre 2017

Tuesday's child - Halloween Special




Non contenti di aver cambiato le carte in tavola rispetto alla nostra rubrica dedicata alle uscite in sala settimanali, io ed il mio acerrimo nemico Cannibal Kid, in occasione di Halloween e della settimana più spaventosa dell'anno, abbiamo invitato al nostro tavolo nientemeno che le Guardiane, due delle bloggers più horrorifiche della rete, in modo da discutere non tanto di cosa ci attende per il weekend imminente, quanto più per dare un'occhiata a cosa ha in serbo per noi il mondo dell'orrore tra piccolo e grande schermo nei prossimi mesi.
Sarà abbastanza per spaventare anche i più tosti dei fordiani? O si tratterà di proposte buone solo per i cannibalini pusillanimi?



"Dite che così sono abbastanza fordiano!?"


STRANGER THINGS 2
(dal 27 ottobre su Netflix)

"Povero Peppa, Ford l'ha messo al tappeto un'altra volta!"

Le Guardiane: Anche se uscito già da qualche giorno non possiamo non inserirlo tra le uscite del momento.
Siamo alla seconda ed attesissima stagione di questa serie tv firmata Netflix che ha davvero lasciato il segno!
La prima ci ha davvero catturate e affascinate. Ottimo il cast, gli effetti, la storia, praticamente tutto!
Speriamo davvero che non ci deluda!!!
Cannibal Kid: Stranger Things con la sua prima mitica stagione ha folgorato un po' tutti. Asgaroth e Midnight, anche se probabilmente l'avranno trovato poco pauroso e poco satanista per i loro standard abituali, persino Mr. Ford, che da buon nostalgico degli anni '80 non poteva non apprezzarlo, e naturalmente anche me. Nel 2016 qui su Pensieri Cannibali è stata incoronata come la miglior serie tv dell'anno. Riuscirà a bissare anche nel 2017? Quando avrò finito di binge-watcharla (cosa che quando questo articolo sarà pubblicato dovrebbe essere già successa) ve lo farò sapere.
Ford: l'atmosfera molto Goonie anni ottanta, i rimandi ai giochi di ruolo e ad alcuni classici dell'horror e della sci-fi avevano reso imperdibile la prima stagione di questo interessantissimo serial, riuscito a mettere d'accordo perfino me e Peppa Kid. Questa seconda stagione sarà in grado di compiere lo stesso miracolo e, come giustamente sottolineano le Guardiane, non deludere? Sinceramente, spero proprio di sì, anche se dovessi trovarmi spiacevolmente d'accordo con il mio acerrimo nemico.

THE WALKING DEAD
(dal 22 ottobre in tv)

"Mi dispiace, caro, ma oltre questo punto possono passare solo i seguaci devoti delle Guardiane."

Le Guardiane: E siamo a 8 e sembra incredibile!
Una serie tv diventata cult tra alti e bassi, tra morti terribili e quasi mai una gioia.
Oramai appassionata ai personaggi più che alla trama che oramai va un po' ripetendosi sono curiosissima di vedere cosa combineranno i nostri "eroi" e soprattutto il crudelissimo nemico numero uno!
[commento di Midnight poichè l'altra guardiana non segue la serie!]
Cannibal Kid: Giustamente Asgaroth ha abbandonato, o forse ancor più saggiamente non ha mai iniziato, una delle peggiori serie tv degli ultimi anni. La seconda e la terza stagione non sono state nemmeno malaccio, ma per il resto è sempre stata un misto tra una porcheria e una noia mortale. Roba da tramortire persino uno zombie come Ford, e far perdere la pazienza a un cannibale come me, che l'ho lasciata all'inizio della settima stagione e non so come abbia fatto ad arrivare fino a lì. Il consiglio che do a Midnight è di unirsi al club e abbandonare questa roba foreva!
Ford: io sono un grande appassionato di zombies e survival, eppure questa serie non è mai riuscita a conquistarmi, e ancora oggi resta ferma ai box dopo la visione di una prima stagione certo non clamorosa. Trovo il suo successo curioso almeno quanto le opinioni discutibili di Cannibal, e continuo a domandarmi come sia possibile che ancora resista anno dopo anno.
Chissà, forse potrei operare un recupero soltanto per rispondere a questa domanda.

SAW: LEGACY
(dal 31 ottobre al cinema)

"Questa rubrica è da manicomio! Non posso non tentare di fuggire!"

Le Guardiane: Probabilmente una delle pellicole più attese dell’anno per gli appassionati della saga, ma certo non da noi! Se il primo capitolo resta ancora oggi un thriller di tutto rispetto, piacevolissimo da vedere e rivedere (nonostante i suoi tredici anni di età). Già con il secondo capitolo gli autori avevano sentito l’odore dei soldi facili virando il timone verso lo splatter sempre più estremo.
Per noi si è perso completamente il senso ed il gusto dell’originale e di fatto ci siamo fermate al terzo... Ma come diavolo siamo arrivati all’ottavo?!?! Onestamente non sentivamo il bisogno di questa ennesima baracconata!
Cannibal Kid: Mi sento di dare ragione alle due ragazze più dark del blog. Il primo Saw era un Signor Thriller, checché ne dica quello snob di Ford. Il secondo poteva ancora passare con il suo spirito splatter, poi era ora di dire basta. Adesso che però hanno fatto un reboot, quasi quasi un'occhiata, giusto per farmi del male potrei buttarla. O in alternativa potrei buttare via 'sta saga.
Ford: mai amato Saw, a partire dal sopravvalutatissimo primo film, che aveva più buchi di sceneggiatura di uno dei recenti film di Malick tanto amati da Cannibal. Personalmente, ignorerò con grande piacere l'ennesimo capitolo di questa roba.

AUGURI PER LA TUA MORTE
(dal 9 novembre al cinema)

Il costume di Halloween ispirato a Peppa Kid.

Le Guardiane: Pellicola uscita direttamente dalle mani de lo sceneggiatore di Paranormal Activity 2/3/4 e regista de IL SEGNATO (spin-off/ultimo capitolo proprio di P.A). Le premesse quindi non sono delle migliori, e anche la tematica non é certo di primo pelo, ma ci sentiamo comunque incuriosite e, anche se non ci aspettiamo niente di più di un prodotto per un target prettamente adolescenziale vogliamo comunque dargli una speranza; sia mai che ci faccia per lo meno divertire!
Cannibal Kid: Qualcuno ha parlato di prodotto per un target prettamente adolescenziale?
Eccomi! Sono qua! Non vedo l'ora di vedere questo film, sperando sia una visione ironica dalle parti di Scream, con un tocco moderno alla Scappa – Get Out. In attesa di scoprire se sarà davvero una pellicola interessante, faccio i miei migliori auguri per la tua morte a te, caro Forduccio, uahahah!
Ford: ho visto il trailer di questa robetta buona solo per spaventare i pusillanimi come Cannibal stasera, e mi è bastato. Già avevo considerato Scream debole, figurarsi questo wannabe del Nuovo Millennio.

FLATLINERS – LINEA MORTALE
(dal 23 novembre al cinema)

"Se mi vedesse Jack Bauer, sarebbero pistolettate senza ritegno."

Le Guardiane: Remake dell'omonimo film del 1990 che però noi non abbiamo visto (chiediamo venia!) ma la regia era di Joel Schumacher e fra il cast spiccavano nomi quali Kevin Bacon, Julia Roberts e Kiefer Sutherland, quindi si può dire che abbiamo un figlio con un padre decisamente ingombrante alle spalle!! Ad un primo acchito il trailer non lascia gran che, l’unica cosa che spicca è la presenza di Ellen Page. Gli daremo una possibilità, ma siamo poco convinte!
Cannibal Kid: 'Ste due Guardiane del cinema thriller-horror arrivano qua sui nostri blog belle belle atteggiandosi da grandi esperte, e poi il Linea mortale del 1990 non l'hanno manco visto???
Beh, a dire la verità nemmeno io. È però da quando ho saputo che ne hanno fatto un sequel/reboot/reboot/oDiosacosa che mi ero prefissato di recuperarlo, ma ancora non l'ho fatto. Sembra uno di quei film troooppo anni '90 in grado di entusiasmare me e di far tremare Ford che ancora non ha superato i traumi riportati durante quel per lui funesto decennio. La nuova versione ha un ottimo cast che, oltre a Ellen Page, vanta anche Diego Luna, la promettente Kiersey Clemons e la sempre piacevole alla vista Nina Dobrev. Quindi devo darmi una mossa e guardarmi prima l'uno e poi l'altro.
Ford: devo aver visto Linea mortale, anche se i miei ricordi della stessa visione si perdono nei meandri dell'adolescenza, quando ancora non mi fregava più di tanto del Cinema di qualità. Ad ogni modo, sentivo la necessità di questo remake/reboot o qualsiasi cosa sia almeno quanto delle opinioni del mio rivale.

POLAROID
(dal 30 novembre al cinema)

Le mani di Cannibal insidiano una delle Guardiane.

Le Guardiane: Guardando questo trailer a noi non può non tornare in mente quella schifezza cosmica di SMILE - LA MORTE HA UN OBIETTIVO (film italiano del 2009 che consigliamo caldamente di non guardare MAI) che proprio come questa nuova uscita aveva per protagonista una polaroid assassina... che anche il regista sia incappato in questa visione? Se così fosse speriamo che il risultato sia superiore, visto che le basi non sono delle migliori... pare comunque un prodotto per ragazzi dai brividi facili che apporterà poco o nulla al genere, ma staremo a vedere!
Cannibal Kid: Un prodotto per ragazzi dai brividi facili?
Mi sento di nuovo chiamato in causa. Smile non l'ho visto, ma mi chiedo come possano le polaroid uccidere in non 1, bensì ben 2 film piuttosto recenti diversi, considerando che nessuno le scatta più dai tempi in cui Mr. James Ford era un ragazzino. E stiamo parlando di secoli fa.
Tra le protagoniste comunque ci sono le rosse Kathryn Prescott delle serie Skins e Finding Carter e Madelaine Petsch di Riverdale, quindi la visione è obbligatoria. Anche se qualcuno dovrebbe spiegare loro che nel 2017 le foto possono anche scattarle con il cellulare e magari metterle su una cosa chiamata Instagram.
Ford: ennesima robetta simil teen da pusillanimi che non potrebbe spaventare il sottoscritto così come le Guardiane, mentre rischia di far cagare sotto dalla paura Cannibal. Ancora una volta, giro al largo.

THE VOID – IL VUOTO
(dal 30 novembre al cinema)

"Eppure io l'avevo detto, a Cannibal, di non mettersi contro quelle due bloggers demoniache!"

Le Guardiane: Ecco questo ci pare interessante!! Il trailer lascia intendere un mix di atmosfere Lovecraftiane ed effetti alla Carpenter, con delle sfumature mistiche e disturbanti cocktail che ovviamente non ci ha lasciate indifferenti! Incrociamo le dita quindi, perché con queste premesse scivolare nell’abominio è una passeggiata!!
Cannibal Kid: Atmosfere Lovecraftiane ed effetti alla Carpenter? Ma come parlano 'ste due blogger di Satana? Stanno per caso cercando di tirarsela, tirando fuori paragoni casuali giusto per apparire dei pozzi di sapere, seguendo l'esempio di Mastro (Lindo) Ford?
Comunque 'sta roba sarebbe interessante? A me dal trailer sembra un mix tra la noia di The Walking Dead e il pretenzioso delirio alla Rob Zombie. Guardiane, state per caso cercando di rendere il vostro parere meno affidabile di quello di White Russian?
Ford: considerato il livello molto teen e potenzialmente deludente della maggior parte delle pellicole di questa rubrica speciale, direi che con The Void potremmo quasi quasi sperare nella sorpresa, come giustamente si augurano le Guardiane e molto poco giustamente non crede Cannibal. Speriamo dunque che quest'individuo dalle scarse capacità di cinefilo venga clamorosamente smentito.

THE WICKED GIFT
(dal 6 dicembre al cinema)

Piuttosto che guardarlo, divento campione di apnea.

Le Guardiane: No vabbé qui siamo di fronte ad un prodotto veramente agghiacciante!!! Già dal trailer sembra una boiata pazzesca: effetti e trucchi caserecci, recitazione da recita scolastica e atmosfere assurde; per non parlare del protagonista che pare un pandoro umano hahahaha, inutile dire che non ce lo faremo sfuggire perché le premesse per essere un abominio da grasse risate sono altissime!!!
Cannibal Kid: Qui le Guardiane mi trovano d'accordo. Un film dell'orrore italiano amatoriale a dir poco, e allo stesso tempo una visione che si preannuncia da non perdere per tutti noi amanti del trash. Non sarà l'horror dell'anno, ma come commedia più divertente del 2017 potrebbe dire la sua. Così come il libro che ha scritto Ford, Lungo il confine, non credo si rivelerà il miglior western dell'annata, ma la lettura più spaventosa degli ultimi 12 mesi, e pure degli ultimi 12 anni, fin dal titolo può darsi di sì.
Ford: ai tempi, ricordo che alcune chicche dell'horror amatoriale italiano, come Il bosco fuori o Radice quadrata di tre, furono piacevolissime sorprese. In questo caso di piacevole pare vi sia ben poco, se non la speranza di incontrare per caso lo scult totale dell'anno. Del resto, se già di norma fatichiamo a tenere il passo del buon Cinema con le produzioni "normali", figuriamoci con quelle di nicchia come questa!

martedì 5 settembre 2017

George A. Romero Day - La terra dei morti viventi (George A. Romero, Canada/Francia/USA, 2005, 93')





Ho sempre amato George A. Romero fin dalla prima volta in cui, da ragazzino abituato a divorarmi survival da popcorn, mi ritrovai di fronte a La notte dei morti viventi: fu il battesimo di fuoco, per quanto riguarda questo vecchio cowboy, dell'horror d'autore, quello che maschera da incubi e mostri una realtà decisamente più spaventosa di quanto qualsiasi regista di qualsiasi genere potrebbe immaginarsi.
La carriera di questo sottovalutato e straordinario cineasta non ha fatto altro che resistere ai decenni, alle mode ed allo star system finendo per consegnarlo al mito e ad una scomparsa che, personalmente, ha tolto l'ennesimo pezzo di formazione e di ricordi a fronte di un futuro più incerto di quanto se lo potrebbero immaginare gli abitanti di questo decisamente politico Land of the dead, uscito in pieno colpo di coda dell'undici settembre, quando erano gli Stati Uniti, e non l'Europa, a vivere nel terrore di un prossimo attacco terroristico.
Rivisto a distanza di quasi dieci anni dall'ultima volta, il lavoro del mitico George non ha perso lo smalto, in parte grazie agli aspetti più grezzi e di pancia del suo lavoro, in parte grazie agli effetti dell'altrettanto grande Greg Nicotero, in parte per il modo spiccio con il quale viene portato sullo schermo e condotto, senza fronzoli o scorciatoie: da questo punto di vista, ringrazio il Day proclamato con forza dai membri del gruppo di F.I.C.A. per avermi permesso di rispolverarlo, nonostante mi sia ritrovato ad abbassare leggermente il voto che avevo considerato ai tempi a causa di un finale forse troppo frettoloso o, chissà, imposto dalla Universal che lo distribuì, una sorta di tributo che il Maestro si trovò costretto a pagare per una visibilità maggiore di quella avuta con Capolavori come Zombi o film dirompenti come Il giorno dei morti viventi.
Interessante come, a prescindere dalla vicenda di Dembo e dei suoi - non ricordavo che il personaggio interpretato da Simon Baker portasse il nome del mio grandissimo amico e fratellino "adottivo" Dembo, per l'appunto - Romero porti, di fatto, il pubblico a parteggiare per la rivolta dei morti viventi, classe operaia brutta sporca e cattiva, rispetto agli umani asserragliati in grattacieli fortezza all'interno dei quali viene simulata una vita normale progettata all'indirizzo dei ceti alti ed abbienti in barba ai poveri cristi intrappolati in una sorta di limbo costellato di morte e sangue.
Spassosi - soprattutto a posteriori, e se presi con la giusta dose di ironia nera - i riferimenti alla politica del "bushismo" del periodo, dal "non trattiamo con i terroristi" a tutte quelle stronzate che hanno finito per terrorizzare il mondo quasi quanto gli attacchi dell'undici settembre nei primi Anni Zero, molto grindhouse lo stile tagliato con l'accetta, l'escalation della rivolta degli zombies ed i conflitti in seno alla società umana, ritmo serrato, un'evoluzione giostrata alla perfezione, partecipazioni esaltanti per i cinefili - da Simon Pegg ed Edgar Wright al mitico Motosega di Dal tramonto all'alba - e perfino una Asia Argento che, nonostante fosse, sia e resti una cagna maledetta finisce addirittura per stare nel ruolo, e a suo agio con un Cinema come solo gente della vecchia scuola pare sia rimasta - purtroppo - a fare, dal qui presente e compianto Romero a George Miller.
Dunque, seppure limitato dalla grande distribuzione, Romero resta sempre Romero, ed io sono e sarò sempre felice di considerarlo un Maestro a prescindere dalle limitazioni di genere e dalle metafore offerte dai morti viventi.





MrFord



 




mercoledì 19 aprile 2017

Resident Evil - The final chapter (Paul W.S. Anderson, USA/Germania/Francia/UK/Giappone/Canada/Sud Africa/Australia, 2016, 106')




Fatta eccezione per uno dei suoi capitoli risalenti agli anni novanta - erano ancora i tempi della prima versione della Playstation - del quale ora non ricordo il nome, un survival tesissimo che faceva stringere il culo ad ogni partita e che riuscì a superare soltanto molto tempo dopo la saga di Dead Space in quanto a tensione, non ho mai amato il franchise di Resident Evil.
Questo quando si parlava di console e games, figurarsi in sala.
Eppure,  nel corso di questi anni, che fosse per staccare i neuroni o per dovere di cronaca rispetto al blog, ho finito per passare in rassegna tutti i prodotti legati alla Ombrella Corporation nati ad uso e consumo del grande schermo, finendo per stroncarli senza neppure troppo divertimento uno dopo l'altro.
A questo giro di giostra, considerato anche il titolo, ho finito per cascarci sperando di scrivere finalmente la parola fine al mio rapporto con le gesta dell'eroina ammazza zombies Alice, come di consueto portata sullo schermo con grande atletismo, occorre dirlo, da una delle cagne maledette più maledette del Cinema, Milla Jovovich: peccato che, neanche a dirlo, il titolo - SPOILER - sia assolutamente fuorviante rispetto al futuro del brand, che probabilmente sarà deciso dagli incassi di questo cosiddetto e presunto ultimo capitolo.
Per il resto, nulla di eccezionale da segnalare: prodotti come questo sono tanto innocui quanto inutili, finiscono per apparire lunghissimi nonostante il minutaggio e a presentare un modello perfetto di sceneggiatura tagliata con l'accetta, costruita neanche fossimo, per l'appunto, in un videogioco a livelli che tanto fanno anni ottanta e novanta, condito da un'atmosfera survival figlia di tutti gli horror all'interno dei quali i comprimari muoiono accanto al o alla protagonista come mosche uno dopo l'altro, roba che, se fossi uno di quei personaggi e vedessi arrivare la Jovovich di turno, eviterei accuratamente di imbarcarmi in una missione al suo fianco neanche fossi certo al cento per cento di una riuscita della stessa ed un montaggio così frenetico da far impallidire i videoclip più sfrenati, di norma indice di uno scarso livello di regia - e nel caso del mitico Paul W.S. Anderson, credo il regista con il maggior numero di Ford Awards dedicati al peggio nel palmares, ci sono pochi dubbi -.
Peccato, da fan di Game of Thrones, per il mitico Jorah Mormont, una spanna sopra tutti a livello recitativo - e lo dico contenendomi - e decisamente sprecato in una produzione come questa, se non si considera il giovamento che probabilmente ne avrà tratto il suo conto in banca, ma per il resto, davvero nient'altro da segnalare.
Se siete fan di Resident Evil - benchè faccia gran fatica a comprendere come sarebbe possibile esserlo, soprattutto a livello cinematografico - troverete esattamente quello che cercate e che questa serie ha sempre garantito - e su questo non mi pronuncio troppo -, mentre se al contrario, come me, speravate in una chiusura con o senza botto, mettetevi l'anima in pace.
Questa Alice pare davvero avere la scorza più dura di qualsiasi non morto.




MrFord




 

sabato 3 dicembre 2016

Train to Busan (Sang-Ho Yeon, Corea del Sud, 2016, 118')




Dopo una permanenza praticamente fissa nel genere - e ormai direi che i venticinque anni sono superati in scioltezza - fin dagli albori della mia vita da appassionato di Cinema, posso tranquillamente definirmi un veterano quando si tratta di horror: in particolare, a partire dal primo colpo di fulmine per il meraviglioso La notte dei morti viventi di Romero, gli zombies - lenti o veloci, stupidi o voraci - sono sempre stati tra i miei mostri preferiti soprattutto quando si trattava di survival movies pronti a mostrare che non esiste creatura più pericolosa, in Natura oppure no, dell'Uomo.
In anni recenti, però, nonostante il bombardamento mediatico della sopravvalutata The Walking Dead e di blockbuster inutili come World War Z, questo sottogenere pareva aver raggiunto la tipica fase di stanca pronta a mettere in crisi perfino i fan hardcore come il sottoscritto, che per trovare un'esperienza degna di questo nome in quest'ambito ha dovuto concentrarsi non troppi anni fa sul videogioco - stupendo - The last of us, ed ancora prima su 28 giorni dopo e Shaun of the dead, gli ultimi due veri zombie-movies degni di questo nome.
Fortunatamente, sospinto da recensioni positive giunte praticamente da ogni direzione nella blogosfera e non e come di consueto scandalosamente ignorato dalla nostrana distribuzione, è giunto a rispolverare i Classici ed un giustificato entusiasmo Train to Busan, pellicola coreana che riprende il tema del già citato cult La notte dei morti viventi - ovvero butta un gruppo di umani in un luogo chiuso assediato dagli zombies e vedrai quali sono i veri mostri - e lo trasforma in una visione appassionante, serrata, emozionante, tesa dal primo all'ultimo minuto e pronta a colpire al cuore grazie anche ad una caratterizzazione dei personaggi principali forse non nuova ma perfettamente riuscita, in grado di stimolare l'affezione o l'odio dell'audience per questo o quel charachter, i riscatti ed il dolore nel vedere il proprio o la propria preferita cadere per mano dei mutati.
Altro merito degli autori, oltre a quello di aver rispettato alcune regole sempre convenienti in questi casi ed aver mantenuto alte tensione ed adrenalina neanche fossimo all'interno di una versione riuscita del deludente Snowpiercer, quello di aver sfruttato al massimo la location - un treno ad alta velocità partito da Seoul e diretto a Busan - così come le caratteristiche dei feroci zombies ed i loro limiti, senza per questo dimenticarsi del mondo ormai controllato dalla tecnologia in cui viviamo e dei rapporti umani che si possono rompere o cementare in questi casi - tra amici, fratelli e sorelle, mariti e mogli, genitori e figli, perfetti sconosciuti -.
In questo senso, la tematica dell'approccio da mantenere in casi estremi - in soldoni, salvare se stessi ed i propri cari indipendentemente da tutto il resto o cercare di mantenere una certa unità in modo da avere più possibilità di sopravvivenza -, per quanto già esplorata nel genere, funziona molto bene, e regala, oltre a tensione, buoni effettacci e violenza anche più di un momento di sincera emozione, come spesso capita quando si parla di produzioni coreane di qualità - mi torna in mente il mitico The Host -: dunque, anche per un veterano del genere come il sottoscritto, Train to Busan si impone viaggiando ad altissima velocità come uno degli horror migliori dell'anno - se non il migliore - e senza dubbio uno dei lavori più interessanti legati agli zombies degli Anni Zero.
Se non avete troppa paura di sporcarvi le mani, o di scoprire tutte le sfumature oscure del vero mostro - sempre il genere umano -, correte a strappare un biglietto per questo treno senza ritorno.




MrFord




 

lunedì 25 luglio 2016

Saloon's Bullettin #2



Le prime due settimane da "part-time" della blogosfera, lo ammetto, sono state un vero piacere.
Nessuna pressione rispetto al vedere film o serie e scriverne, completo relax, approccio easy neanche fossi precipitato nella pigrizia alcolica lebowskiana: una manna dal cielo, senza contare che, rispetto alla scorsa tornata, a questo giro mi pare sia andata ancora meglio, in termini di visioni.
Dunque, giusto per togliermi il sassolino, parto con la nota "dolente" della settimana, legata alla lettura: ho terminato da un paio di giorni La ragazza dal cuore d'acciaio, uno dei pochi Lansdale che ancora mancavano alla mia lista, e devo ammettere con rammarico di essermi trovato di fronte al romanzo più debole del vecchio Joe. Nonostante, infatti, un protagonista sulla carta perfetto per il sottoscritto - reduce di guerra, tendenzialmente alcolizzato, donnaiolo e casinista -, Cason Statler - già visto in un paio di occasioni come ospite nella saga di Hap e Leonard - e la presenza dello squilibrato Booger - anch'egli coprotagonista del recente Honky Tonk Samurai -, ho trovato La ragazza dal cuore d'acciaio spento e lento, rispetto allo standard ironico, fresco e rapido del romanziere texano, a tratti perfino moralista per bocca del suo main charachter. Niente di abbastanza grave da incrinare il rapporto con uno dei favoriti del Saloon, ma senza dubbio una parziale delusione (due bicchieri).
Il Cinema, invece, ha finito per regalarmi una settimana di discrete soddisfazioni: considerato che il suo precedente era il decisamente sopravvalutato Oculus, il nuovo lavoro di Flanagan, Hush, home invasion arricchito dall'idea di una protagonista sordomuta in perenne necessità di un contatto visivo con il suo potenziale assassino, si è rivelato una sorpresa davvero niente male.
Grazie ad un ottimo ritmo, una violenza decisa ma non eccessiva - la sequenza della mano e della porta scorrevole è stata davvero un bel pugno nello stomaco -, soluzioni interessanti - le ipotesi della protagonista a proposito delle differenti vie di fuga - ed un minutaggio adeguato la visione scorre davvero alla grande, incassando solo qualche colpo nel finale a causa delle concessioni che, di norma, in questo tipo di pellicole vengono autorizzate rispetto alla distribuzione ed al grande pubblico: peccati veniali, comunque, per un lavoro che si propone come uno dei riferimenti dell'horror/thriller di questo inizio estate (due bicchieri e mezzo).
Pur cambiando l'ordine degli addendi ed accelerando su ironia e splatter, la sorpresa resta la costante anche per Manuale scout per l'apocalisse zombie, recuperato quasi per caso con il sospetto che si potesse trattare di una merda fumante buona per la visione in sala del weekend di Ferragosto e rivelatosi, invece, un ibrido divertentissimo e spassoso di Shaun of the dead, Zombieland e I Goonies, con un Tye Sheridan a farla da padrone ed una Sarah Dumont a rompere qualsiasi indugio nel pubblico maschile: nonostante il lavoro di Landon sia clamorosamente derivativo, passaggi come quello della citazione a Britney Spears o del "si sta rompendo il cazzo" assurgono senza colpo ferire a potenziali scene cult dell'anno, pronti ad andare a braccetto con un elogio degli outsiders adolescenti degno degli anni ottanta, un ritmo veloce ed una colonna sonora assolutamente perfetta.
Un film perfetto per la stagione, per i ragazzini in cerca di conferme e per gli adulti che ricordano con affetto il loro periodo di lotta adolescenziale per emergere rispetto a tutti quelli che si trovavano, per un motivo o per un altro, con la pappa pronta e che poi, di fronte alla vita vissuta, hanno finito per soccombere, o diventare zombies (due bicchieri e mezzo).
Chiudo in bellezza, sempre nello spirito eighties, con Midnight Special, nuovo film dell'amatissimo da queste parti Jeff Nichols, che riprende il discorso iniziato con lo splendido Take Shelter mescolando fantascienza, famiglia e road movie appoggiandosi alle garanzie Michael Shannon e Kirsten Dunst e ad un eccezionalmente in parte Joel Edgerton per raccontare la metafora del superamento di una perdita devastante come quella di un figlio: un film che, probabilmente, ad una prima visione - o ad una superficiale - rischia di apparire meno potente di quanto non sia in realtà, e che non solo conferma il talento del suo autore - colpevole, forse, soltanto di un paio di passaggi di sceneggiatura un pò troppo tagliati con l'accetta -, ma grazie ad una fotografia pazzesca e a riprese splendide porta lo spettatore all'interno di un dramma affrontato con determinazione, coraggio ed una dose di Fede da fare invidia perfino ad un miscredente convinto come questo vecchio cowboy.
In questo caso il mio consiglio è montare senza troppi pensieri sui sedili della vettura condotta in modo forse a tratti sconsiderato da Nichols, gettare ogni pregiudizio ed aprire il cuore ad una vera e propria rivelazione (tre bicchieri).
Non c'entra invece nulla con il resto, ma data la perfezione tecnica e lo script non potevo esimermi: in questi giorni, con Julez, abbiamo completato Uncharted 4, conferma clamorosa del valore cinematografico che i videogiochi stanno acquistando titolo dopo titolo: la saga di Nathan Drake non ha nulla da invidiare a quella di Indiana Jones, e pur non avendo un corrispettivo su grande schermo, andrebbe gustata dal primo all'ultimo secondo.





MrFord

domenica 22 maggio 2016

Ash VS Evil Dead - Stagione 1

Produzione: Starz
Origine: USA
Anno: 2015
Episodi: 10








La trama (con parole mie): sono passati trent'anni dagli eventi che hanno visto Ash protagonista di una lotta all'ultimo sangue con i semimorti, ed avanti e indietro nel tempo. L'uomo, come allora tamarro e sopra le righe, in possesso del Necronomicon e come allora commesso in un grande magazzino, si diletta con alcool, droghe e giovani disposte a cedere al suo fascino fino a quando una notte brava non lo conduce a recitare una poesia presente sul Libro dei morti creata per risvegliare il Male che, ai tempi, gli era costato una fidanzata, gli amici ed una mano.
Affiancato dai giovani colleghi Pablo e Kelly, Ash dovrà accettare il suo ruolo di eroe, riprendere boomstick e motosega e dare inizio ad una nuova battaglia.
Ma cosa accadrà se il Male, questa volta, dovesse offrirgli qualcosa che non può rifiutare?








Per dare la misura della goduria che una serie come Ash VS Evil dead è in grado di provocare agli abitanti del Saloon basta una misura in termini di tempistiche: per Mr. Robot, sòla del secolo per quanto riguarda il piccolo schermo, osannata inspiegabilmente un pò ovunque, ci sono voluti tre mesi di visioni a singhiozzo prima di decidere di dare un taglio netto ad un'esperienza allucinante per quanto riguarda ritmo, coinvolgimento e trasporto, per Ash sono bastati tre giorni, o poco più, per divorare l'intera stagione e godere di ogni secondo della stessa, dalle reminiscenze dei passati La casa, La casa 2 e L'armata delle tenebre alle risate spese su episodi come Fire in the hole, spontanee e di pancia come non capitava da tempo neppure rispetto al grande schermo.
Il ritorno di Ash - charachter mitico all'origine di un vero e proprio culto dei fan - e del suo interprete Bruce Campbell non potevano, dunque, tra un colpo di boomstick ed uno di motosega, un semimorto che esplode ed un altro che uccide nel modo peggiore possibile il primo malcapitato che gli capita per le mani, che essere un successo, specie se conditi dagli stessi elementi che, ormai trent'anni or sono, resero Evil Dead uno dei titoli di riferimento dell'horror e non solo.
Complimenti, in questo senso, a Starz per aver intuito le potenzialità del prodotto ed aver lasciato mano libera alla produzione, che non si risparmia nulla rispetto a splatter decisamente grindhouse e vintage, colpi bassi, (auto)ironia ed una costruzione in grado di alimentare l'hype degli appassionati in vista di una seconda stagione che promette di essere una delle più interessanti dei prossimi mesi, almeno per quanto riguarda il sottoscritto.
Ottimi i comprimari, dal timido Pablo alla più aggressiva Kelly, senza dimenticare la poliziotta sexy in pieno stile anni settanta e l'ormai mitica Lucy Lawless, forse in parte penalizzata da un personaggio ancora soltanto accennato ma comunque sempre in grado di rievocare i fasti indimenticati di Xena: per il resto, divertimento, sangue a volontà, allusioni sessuali e hype già a mille per il secondo giro di giostra, che vedrà l'insolito gruppo di cacciatori di semimorti affrontare, di fatto, la decisione di Ash di cedere lo "scettro" al Male stesso in modo che si autocontrolli - e ho seri dubbi in proposito - in cambio di una goduriosa ed assolata pensione - che accetterei volentieri anche io, in tutta onestà, considerato che non ho assolutamente idea di quanti anni mi restino di lavoro, e la cosa mi fa più paura di un esercito di semimorti da squartare con motosega alla mano -.
Un prodotto, dunque, promosso a pieni voti, veloce, diretto, sboccato, insanguinato e divertentissimo, di quelli che sempre più mi convincono ad abbracciare la grande famiglia dei pane e salame senza troppi fronzoli e pensieri, che come il sottoscritto ed Ash pensano che il tempo sia troppo prezioso per sprecarlo in inutili pippe mentali.
Meglio indossare l'abito della festa ed essere pronti a sporcarlo spassandosela al massimo e senza ritegno, anche se questo significa far saltare qualche testa di zombies assetati di sangue.




MrFord





"Raining blood
from a lacerated sky
bleeding its horror
creating my structure
now I shall reign in blood!"
Slayer - "Raining blood" -




 

giovedì 4 febbraio 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): questo sarà un weekend decisamente importante, per le uscite in sala. Torna infatti a fare capolino sul grande schermo uno dei registi più importanti ed amati dell'ultimo ventennio: Quentin Tarantino.
Questa volta, complici la rete ed un'uscita negli States risalente al periodo natalizio, molti dei bloggers arriveranno all'appuntamento già pronti a sparare le loro cartucce, mentre altri attenderanno che si sia posata la polvere dei primi colpi in canna per dire la loro.
Di sicuro, The hateful eight finirà per monopolizzare il weekend imminente: e chissà cosa accadrà, quando si confronteranno in proposito i due nemici per eccellenza della blogosfera, il qui presente MrFord e la sua nemesi Cannibal Kid?


"La prossima volta devo pensarci due volte prima di dire a Ford che preferisco leggere Pensieri Cannibali."

The Hateful Eight

"Da queste parti non c'è posto per pusillanimi, Cannibali o Cuccioli eroici: siamo nel pieno dei territori fordiani."
Cannibal dice: Del nuovo film di Quentin Tarantino non dico niente. Fino all'uscita della mia recensione. Quanto a quella dell'Hateful Ford, per una volta sono quasi curioso di leggerla. Quasi, ho detto.

Ford dice: Tarantino ed un suo nuovo film rappresentano sempre una novità importante. Non dirò nulla, però, fino a lunedì, quando pubblicherò il post dedicato a Hateful Eight. E sarà divertente scoprire se il vecchio Quentin sarà riuscito ancora una volta a mettere d'accordo i due rivali più hateful della blogosfera.



PPZ - Pride and Prejudice and Zombies

"Sorelle, combattiamo in memoria della fu Katniss Kid!"
Cannibal dice: Se c'è una cosa che mi ha stufato, più ancora dei post di WhiteRussian dedicati a Preacher e a Sherlock, sono i film e le serie tv sugli zombie. Che rottura di palle!
Per quanto li odi, finisco comunque sempre per guardarli. Questa versione di Jane Austen con i morti viventi rappresenterà finalmente qualcosa di originale e curioso sul tema, oppure ne rappresenterà la definitiva pietra tombale?

Ford dice: non sono più in vena di cose in stile Jane Austen dall'adolescenza, e l'idea dell'influenza zombie mi ispira poco o nulla. Un po' come Pensieri cannibali.




La quinta onda

"Ma guarda che devo combinare per tenere alla larga quello stalker di Cannibal!"
Cannibal dice: Se c'è un'altra cosa che mi ha stufato, al di là dei film zombie e dei post-pompino di Ford sugli eroi action anni '80, sono le nuove saghette young adult fantasy. Lo so che a dirlo rischio di mettere in crisi la mia immagine da bimbominkia4life, però non ne posso più. Ridatemi le storie adolescenziali di una volta alla Dawson's Creek, senza zombie, vampiri, nani, elfi, alieni e altre stronzate fantasy, horror o sci-fi, please!
Ford dice: non sono più in vena - again - di teenate dai tempi dell'adolescenza - e forse anche prima - a meno che non si tratti di giusti e sacrosanti cult anni ottanta. Dunque, a parte immaginare un improbabile Cannibal Creed pronto a fare surf e travolto da una quinta, sesta, settima e via dicendo onda, non penso mi dedicherò a questo film.



1981: Indagine a New York

"Lo sapevo che non dovevo dare a Ford il permesso di guidare, dannazione."
Cannibal dice: 1981: Indagine a New York? E che cos'è?
Ah, ma è il film A Most Violent Year, già recensito da queste parti un annetto fa (http://www.pensiericannibali.com/2015/03/a-most-violent-year-un-anno-e-un-film.html). Purtroppo, nonostante la presenza di due attori favolosi come Oscar Isaac e Jessica Chastain e un potenziale notevole, non si è rivelato il filmone che mi aspettavo. A Ford invece scommetto che piacerà un sacco. Quando, con i suoi tempi più lenti della distribuzione italiana, si deciderà a vederlo...
Ford dice: nonostante la recensione piuttosto negativa del mio rivale, e pur avendolo disponibile da almeno un anno, non ho ancora trovato l'ispirazione per vedere questo film. Chissà che non sia la volta buona, e che non mi ritrovi dall'altra parte della barricata rispetto al mio indigesto compare di rubrica.



Remember

"Abbiamo finalmente trovato il blog ideale per noi giovanotti: White Russian."
Cannibal dice: Nuovo film di Atom Egoyan, regista piuttosto interessante un tempo, mentre più di recente si è messo a fare cose parecchio modeste come Chloe o Devil's Knot. E qualcosa mi dice che questo suo nuovo film sarà proprio come i post di Ford: tutt'altro che da remember.
Ford dice: Egoyan ha fatto gran cose, in passato. Peccato che, da qualche anno a questa parte, pare essersi perso, e non aver intenzione di tornare.
Cannibal, invece, non si è mai ritrovato.



Il viaggio di Norm

"Cannibal e Ford sono proprio due bestie."
Cannibal dice: Pellicola d'animazione che negli Usa si è rivelata un floppone ed è pure stata massacrata dalla critica. Da noi è destinata a fare lo stesso, tranne che dalle parti di Ford, dove 'ste bambinate si trasformano automaticamente in cult totali.
Ford dice: passi pure che, con il Fordino che impazza, il livello di cartoni animati sia naturalmente cresciuto, qui al Saloon, ma c'è un limite a tutto. E questo comprende Il viaggio di Norm, che pare peggio di un viaggio nella mente di Goi.



Seconda primavera

"Che tristezza di posto: non servono neppure il White Russian!"
Cannibal dice: Del cinema italiano su Pensieri Cannibali negli ultimi se n'è parlato fin troppo e fin troppo bene. Per far tornare la situazione alla normalità allora dico che questo film non lo guardo manco se il regista mi promette in cambio di esiliare Ford sulla Luna.
Oddio... in quel caso forse potrei farci anche un pensierino (cannibalino).

Ford dice: abbiamo parlato più che bene del Cinema italiano proprio di recente, in occasione di un Day che ha stimolato molti di noi bloggers cinefili ed ha pure messo d'accordo il sottoscritto e Cannibal. Un po' come questo film, che mi pare ci metta d'accordo sul saltarlo a piè pari.



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