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giovedì 1 agosto 2019

Thursday's child



Benvenuti ad una nuova puntata della rubrica a tre un tempo a due più combattiva della blogosfera, dedicata alle uscite cinematografiche di agosto e caratterizzata da due grandi rivelazioni: la prima è che l'ospite della settimana è nientemeno che MrInk, primo ospite della versione "triangolare" di questo format, e la seconda è che con questa puntata io ed il mio rivale Cannibal Kid abbiamo deciso, dopo anni di onorata carriera, di chiudere questo spazio.
Una decisione che, considerati gli ultimi mesi di stanca, la situazione della blogosfera e chi più ne ha, più ne metta, ci stava tutta: questo non significa, ovviamente, che la nostra rivalità avrà fine, ma che si rinnoverà attraverso nuovi confronti, e chissà, magari in un ritorno a sorpresa - più o meno - delle care, vecchie Blog Wars.


MrFord

"Hey, Jodie, io volevo essere in quell'altro film che parla di wrestling, perchè diavolo sono finito qui!?"
Una famiglia al tappeto
(1 agosto)

"Finalmente abbiamo messo al tappeto Cannibal. Ora la rubrica la conduciamo insieme a Ford."
Mr. Ink: Per anni e anni, da ragazzino, sono stato un patito di wrestling. Non sono più aggiornato da un po’. Accanto a The Rock, Triple H e John Cena, però, ricordo loro: le Divas. Bionde e sexy come le conigliette di Playboy. Qualcuna se le dava di santa ragione. Qualcuna – per esempio Stacy Keibler, ex fiamma di George Clooney – era più interessata alle paparazzate che al ring. Fare un film sulla giovane Paige, lottatrice atipica con il look da rocker e il nome di una delle sorelle Halliwell, poteva essere interessante: mio fratello mi parla di uno scandalo sessuale che l’ha vista coinvolta e di un infortunio, purtroppo, che l’ha costretta presto al ritiro. Restando su toni più superficiali, invece, il film è un’innocua favoletta femminista sulla scia di Glow con la prezzemolina Florence Pugh. Già visto, se ne scriverà a breve.
Cannibal Kid: Mr. Ink era un patito di wrestling?!?
Questa non me l'aspettavo. Questo sì che è un colpo basso! Che Mr. Ink e Mr. Ford in realtà siano la stessa persona? Se non altro, come chiunque abbia superato gli 8 anni di età, Ink ha smesso di seguire questo “sport”.
Anche io comunque ho già visto questo film e devo dire che... mi è piaciuto un sacco. Sorpresa! Dopo Glow, il wrestling femminile mi ha messo di nuovo al tappeto. Quello maschile invece continua a sembrarmi una fordianata pazzesca.
Ford: sapevo della passione di Ink, che ovviamente sostengo e che anzi, sul buon esempio del fratello, gli consiglio di rispolverare. Non ho ancora visto il film - ma è tra le visioni obbligate delle vacanze -, ma quello che posso dire è che la figura di Paige è stata senza dubbio una delle più importanti per il cambiamento avvenuto nel wrestling femminile degli ultimi anni: la ragazza è sempre stata parecchio turbolenta - le sue relazioni sentimentali ed i gossip conseguenti ne sono la prova -, ma sul ring era un vero talento, e l'infortunio che l'ha costretta al ritiro giovanissima è stato uno dei più grandi torti al wrestling che il destino abbia giocato nel passato recente. Ad ogni modo, aspetto di essere messo al tappeto.

Hotel Artemis
(1 agosto)

"Io sono venuto per soccorrere Cannibal, mica questo qui! Pare che Ford l'abbia conciato davvero male!"
Mr. Ink: Un trafficante, un assassino, due ladri e un poliziotto s’incontrano in un ospedale privato. Sembrerebbe proprio l’inizio di una barzelletta triste, di quelle che raccontano gli zii alticci (o Ford, anticipando la battuta del Cannibale) alle cene di Natale. Si tratta, in realtà, di un thriller futuristico con un cast decisamente popoloso, che medie disastrose e un poster italiano realizzato con gli scart di Paint hanno reso a malapena adatto per una timida distribuzione estiva. Neanche il piacere di rivedere Jody Foster, di recente regista di film e serie TV tutt’altro che memorabili, può spingermi a fare il check-in all’Artemis.
Cannibal Kid: Film che latita nell'hard-disk da mesi, la sua uscita italiana mi ha ricordato della sua esistenza. E ora che me ne sono ricordato, posso dimenticarmene di nuovo. Di cosa stavamo parlando?
Ford: altro film che mi pare sinceramente scarso e che non intendo recuperare neppure alla vigilia delle ferie, quando la serata film diventa una vera e propria goduria, specie sapendo che il giorno dopo ci attende il mare invece che il lavoro. Passo oltre senza troppi patemi.

Fast & Furious – Hobbs & Shaw
(8 agosto)

"Questa rubrica chiude: non posso fare altro che perdermi in un trip per combattere il dispiacere."
Mr. Ink: The Rock e Jason Statham chi? Ospitato da due boss come Ford e Cannibal Kid, esperti in risse (verbali) da orbi, mi sembra una scortesia grande preferire la compagnia dei protagonisti dell’ennesimo Fast & Furious (reboot, prequel, boh: non so cosa sia) alla loro. Lo salterò per questo motivo perciò, e non perché non abbia mai visto in vita mia un capitolo della serie action.
Cannibal Kid: Mr. Ink, non hai mai visto manco un Fast & Furious? Devi recuperare il primo, un caposaldo della tamarraggine dei primi anni zero, mentre il resto della saga è più che altro trascurabile. Curiosamente, a introdurre Ford alla visione di questa serie cinematografica ero stato proprio io. Riuscirò a convincere pure il poco tamarro autore del blog letterario Diario di una dipendenza? Tutto può succedere, tranne che questo non necessario spin-off dedicato alla versione action-hero di Ford & Me, ovvero Hobbs & Shaw interpretati da Dwayne Johnson & Jason Statham, si riveli un capolavoro.
Ford: questo spin off di un franchise partito decisamente male e divenuto interessante con l'arrivo di The Rock e del suo livello oltre misura di tamarraggine promette di essere uno dei guilty pleasure fordiani dell'estate: botte, casino, The Rock, Statham, altre botte, esplosioni, altre botte. E, sempre in tema di wrestling, la comparsata di un parente dello stesso Dwayne Johnson, considerato da molti come il "nuovo John Cena", Roman Reigns. Direi che non posso perderlo.

Il sole è anche una stella
(8 agosto)

"Ho talmente paura di questo film che non vado oltre la locandina."
Mr. Ink: Lui, asiatico, incontra lei, giamaicana con il visto in scadenza. Hanno un giorno insieme, New York e pochissime speranze di lieto fine. Sembra tutto talmente teen e adorabile, ovviamente, che lo conosco già. Lo scorso anno ho letto infatti l’omonimo romanzo di Nicola Yoon, giù autrice del passabile Noi siamo tutti, con un coinvolgimento che non mi sarei aspettato. Un po’ Serendipity, un po’ Prima dell’alba, come risulterà in sala un genere che, di solito, preferisco leggere sotto l’ombrellone anziché guardare?
Cannibal Kid: Finalmente Mr. Ink rivela il suo lato più cannibale, e finalmente la programmazione cinematografica di agosto mi regala una youngadultata strappalacrime come si deve. A piangere mi sa però che sarà più che altro Ford. Dal terrore.
Ford: in effetti, questo promette di essere l'horror più terrificante dell'estate. E di fronte ad una cannibalata tale, giro bene al largo.

Crawl – Intrappolati
(15 agosto)

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Ford e Katniss Kid durante la stesura dell'ultima puntata della rubrica.
Mr. Ink: Gli animalisti devono essersi rotti i cosiddetti. Squali intrappolati negli uragani del trash, squali che nuotano nei supermercati sommersi, squali alle prese con le grazie di Blake Lively o Mandy Moore strizzate in drammatici bikini colorati. Insomma, non soltanto Steven Spielberg. E alla lobby dei coccodrilli giganti, invece, chi pensa? Il francese Alexandre Aja, dopo avermi divertito da morire con Alta tensione, Le colline hanno gli occhi e Piranha, ci porta in uno scantinato allagato. Una trappola mortale, in cui la suddetta belva assassina può tormentare Kaya Scodelario: piuttosto misera a livello di curve, vero, la fanciulla britannica di Skins è comunque una bellezza da non sottovalutare. Produce Sam Raimi.
Cannibal Kid: Una robaccia survival trash con i coccodrilli giganti? Ma questa è una fordianata gigante che non guarderò mai!
Ah, la protagonista è Kaya Scodelario? Corro subito a guardarlo!
Ford: Aja è piuttosto incostante, ma il suo livello di trash abbastanza elevato da farmi considerare questo survival con coccodrillo gigante annesso come un altro dei guilty pleasures da ombrellone che mi sa tanto dovrò cercare di recuperare, immaginando una delle future battaglie con il Cannibale con me nella parte del rettile mangiatutto e lui in quello della damigella in pericolo.

Il re leone
(21 agosto)

Cannibal Kid e Ford si salutano prima delle vacanze.
Mr. Ink: Margo Mengoni ed Elisa sono le versioni italiane di Donald Glover e Beyoncé. Doppieranno Simba e Nala, tanto nel cantato quanto nel parlato, nel’ennesimo live action non richiesto. Ripeto, signore e signori, Mengoni ed Elisa: e c’è chi, con anni d’anticipo, osa lamentarsi se la prossima Ariel sarà impersonata da un’attrice di colore? Di questo passo attendiamo Crudelia doppiata da Alessandra Amoroso: i dalmata, così, si ammazzeranno direttamente da sé, per la gioia delle pelliccerie di ogni dove.
Cannibal Kid: Considerando che già la versione originale a livello musicale non è niente di che, per quella italiana c'è proprio da aver paura. Anche se la scelta di Elisa non mi sembra così malvagia. Considerando inoltre che già ero stato tra i pochi al mondo a non aver sopportato la ruffianissima e fordianissima pellicola animata, questa “nuova” versione, non richiesta soprattutto da me, me la sbranerò. Se mai la guarderò.
Ford: la Disney, in evidente crisi di idee, continua a propinare al pubblico live action dei suoi film d'animazione più noti e amati. E, a meno di pressioni insostenibili dei Fordini, farò come ho già fatto con Dumbo e compagnia bella. Finta che non siano neppure usciti.

La rivincita delle sfigate
(21 agosto)

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"Ti senti davvero una sfigata?" "Mai quanto un blogger cinematografico!"
Mr. Ink: Inaspettato successo di critica in patria, Booksmart – esordio alla regia dell’attrice Olivia Wilde – arriva in Italia storpiato da un titolo a misura di Giffoni. Ritratto adolescenziale annunciato come fresco e divertente, per alcuni già iconico, potrebbe essere una delle maggiori sorprese di una stagione dichiaratamente fiacca. Dopo Eight Grade (se vi manca, recuperatelo!) ho lasciato un posto vuoto per un altro romanzo di formazione, sperando che quest’opera prima sia proprio il diamante grezzo di cui si legge in anteprima.
Cannibal Kid: Dai, dai, dai. Un film teen che si preannuncia come il Lady Bird di quest'anno e che si prenota un posto tra i miei nuovi cult personali. Alla faccia di quello sfigato di Ford, uahaha!
Ford: nonostante le apparenze cannibalesche - paurosamente cannibalesche - questo film potrebbe rivelarsi la sorpresa del mese e forse dell'estate, considerato che incuriosisce perfino un tamarro senza ritegno come il sottoscritto. Speriamo bene.

Submergence
(22 agosto)

"Questa rubrica chiude." "Sono distrutto dal dolore."
Mr. Ink: Nomen omen. Sumbergence, dramma romantico con a bordo una coppia di belli e bravi da paura (Michael Fassbender, nella fantasia di qualche fan, probabilmente si è spupazzato entrambi), è stato sommerso e superato dagli altri titoli girati nel mentre da Alicia Vikander e James McAvoy. Io stesso me l’ero procurato in lingua per poi dimenticarlo presto e senza rimpianti sul mio Hard Disk. C’è da aggiungere l’aggravante, poi, che il cielo non brilli da un po’ sulla filmografia ondivaga del regista Wim Wenders... Meriterà finalmente una rispolverata, e il recupero?
Cannibal Kid: Se manco a un fan di Alicia Vikander come me è mai venuta voglia di guardare questo potenziale polpettone che ha già due anni sul groppone, dubito che verrà a qualcun altro. Forse giusto a quel tenerone di Ford, uno dei pochi al mondo a cui quell'altro polpettone con la Vikander, alias La luce sugli oceani, era piaciuto ancora più che a me.
Ford: La luce sugli oceani era stato una grande e inaspettata sorpresa, ma c'è da dire che in quel periodo ero a casa per il mio anno sabbatico dal lavoro ed avevo le energie fisiche e mentali per affrontare polpettoni di ogni genere. Ora mi pare più difficile, dunque penso che lascerò Wenders ancora per un pò in standby.

Charlie Says
(22 agosto)

"Stasera White Russian per tutti, e poi si va a far visita a un certo Marco Goi!"
Mr. Ink: Il famigerato Charles Manson si contende il titolo di cattivo dell’anno con il nostro Matteo Salvini. Spunto prima per un orribile film di serie Z con la rediviva Hilary Duff nei panni di Sharon Tate, poi per l’ultimo attesissimo Quentin Tarantino, il carismatico sussurratore dallo sguardo infernale ha questa volta il volto di uno dei Doctor Who più noti nel ritorno in sala di Mary Harron. Sia per il passaggio in Laguna, sia per la regista che – a proposito di squinternati da manuale di psicologia – firmò il cult American Psycho, ci si fida.
Cannibal Kid: Come antipasto per il film di Tarantino ci potrebbe stare. Anche perché pure io di Mary Harron mi fido, così come non mi fido di James Ford, Charles Manson e Matteo Salvini. I tre cattivi dell'anno. E di sempre.
Ford: Manson è un personaggio che mi ha sempre infastidito, un pò come Cannibal, e parlando di psicopatici e serial killers non è mai stato tra i miei favoriti. Eppure, non fosse altro che per fare da anticamera a Tarantino, una visione ci potrebbe stare. Potrebbe.

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen
(28 agosto)

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"Cannibal? Sto venendo a prenderti."
Mr. Ink: Perché, ne hanno fatto pure altri due? Gerard Butler, accusato del tentato omicidio del Presidente degli Stati Uniti (no, non Donald Trump: la storia allora sarebbe molto diversa), si vendica insieme a papà Nick Nolte. L’attore protagonista, per l’occasione, rispolvera in parte il canovaccio di Giustizia privata – thriller tamarro che, a sorpresa, mi era piaciuto parecchio ai tempi – e ruba il ruolo all’ormai intercambiabile Liam Neeson. Gerard, che mi combini: la precedenza agli anziani!
Cannibal Kid: La precedenza agli anziani non viene data nemmeno in questa rubrica. Ford infatti è sempre l'ultimo a commentare. Mentre sarà il primo (e unico) a guardare questo nuovo inutile capitolo di una saga che per me poteva tranquillamente finire già al trailer del primo film.
Ford: Gerardone Butler è uno dei fordiani più fordiani degli ultimi anni, anche se ammetto che la saga di Attacco al potere è quasi troppo perfino per me. Avendo visto gli altri due ed essendo in agosto potrebbe scapparci anche questo numero tre, ma non garantisco. A meno che il Gerardo non mi prometta di darle a Trump, Cannibal o entrambi.

The Rider – Il sogno di un cowboy
(29 agosto)

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"Questo sarebbe il sogno di Ford."
Cannibal Kid: Sono felice che i miei colpi di teatro siano apprezzati, almeno da qualcuno. Un altro colpo di teatro è l'annuncio che questa sarà l'ultima puntata della rubrica sulle uscite cinematografiche. Però se non altro si chiude alla grande. The Rider a me è piaciuto decisamente, ma credo che Ford potrebbe trovarlo addirittura uno dei più bei film del decennio. E una pellicola gradita da entrambi è un altro colpo di scena clamoroso.Mr. Ink: Tante cose possono dirsi del Cannibale, belle e brutte, ma non che non abbia un certo gusto per i colpi di teatro: me lo conceda a cuor leggero anche Ford. Chi non legge le sue classifiche di fine anno per sapere quale film di nicchia, all’ultimo momento, ha tirato fuori dal cilindro? Nel 2018, fra gli altri, è stato il turno di The Rider. Dramma western alla Kent Haruf, acclamatissimo nel circuito indie, che potrebbe regalare gioie e lacrime di commozione anche su White Russian. E quando un piccolo film mette d’accordo il Gatto e la Volpe, diciamolo, non può che essere grande.
Ford: non mi ricordavo di questo colpo di teatro del Cannibale, e dunque mi segno di recuperare questo The Rider - che promette benissimo - in modo da poterne parlare appena tornerò dalle vacanze, anche se sarà durissima farlo rischiando di essere d'accordo con il Cucciolo Eroico, così come è stata dura essere d'accordo con lui nel decidere di chiudere questa rubrica.

Teen Spirit – A un passo dal sogno
(29 agosto)

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"Questo sarebbe il sogno di Cannibal."
Mr. Ink: Ha il titolo che fa pendant con una canzone dei Nirvana ma, nella colonna sonora interamente cantata dalla protagonista, si scorgono a colpo d’occhio alcuni dei successi pop più trasmessi di questi anni. In attesa di vedere Natalie Portman in Vox Lux ed Elisabeth Moss in Your Smell, ci si godrà con gli occhi a cuoricino il talento e la bellezza della mia sorella Fanning preferita. Benché il sottotitolo suggerisca un musical in stile Disney Channel, meglio fidarsi della fotografia cupa alla Refn e della prova alla regia di Max Minghella, figlio d’arte conosciuto come attore (è Nick, l’autista innamorato) in The Handmaid’s Tale. Off topic: su YouTube, intanto, cercate il duetto fra Elle e Woodkid e alzate il volume a palla.
Cannibal Kid: Per chiudere alla grandissima per sempre questa rubrica, dopo il gioiellino The Rider ecco un altro potenziale nuovo cult assoluto. Per abbassare un po' le aspettative devo ricordarmi della cocente delusione provocata di recente da Vox Lux. Questa volta spero comunque che tutto vada per il verso giusto. Elle Fanning in versione popstar è già la mia nuova popstar preferita e un film del genere qui su Pensieri Cannibali già solo dal titolo è a un passo dal sogno. E a un passo dal cult.
Quanto alla fine della nostra rubrica sulle uscite cinematografiche, rappresenta invece la fine di un incubo. Almeno per un po' potrò starmene beato senza le opinioni spesso discutibili, e ancor più spesso detestabili, di Mr. James Ford. Tranquilli però che la nostra rivalità continuerà ancora. Cannibal VS Ford, la sfida prosegue. Coming soon su Pensieri Cannibali e WhiteRussian.
Ford: si chiude questa puntata - e la rubrica - con un potenziale cult cannibale che spero sinceramente di poter massacrare alla grande, più che altro perchè, ora che un capitolo è alle spalle, la rivalità più lunga della blogosfera ha bisogno di nuove sfide, e nuova benzina gettata sul fuoco. Non sia mai che si lasci questo spazio troppo vacante, del resto.


domenica 24 marzo 2019

Sunday's child


Per rimanere fedele al rito del ritardo che ormai caratterizza l'uscita della rubrica dedicata alle uscite in sala, chiudo in zona Cesarini la settimana anticipando il Bulletin di pochissimo segnalando i titoli ormai "vecchi" distribuiti giovedì, commentati come al solito da me e da quello scellerato di Cannibal Kid, accanto all'ospite Samuele Burroni: meglio tardi che mai, no?

"Ho letto Pensieri Cannibali dal cellulare, e mi sono immediatamente sentito male."

RICORDI?

"L'unico modo che Cannibal ha per farmi vedere un film consigliato da lui è chiudermi in gabbia!"
Samuele: Una volta un vecchio saggio disse “Occhio alle scritte nei trailer !”. Per rimanere in tema io non ricordo chi fosse costui, ma certo i diversi titoli che appaiono nella clip promozionale sembrano lanciati come esche succulente che solitamente lasciano molte deluso il palato e incazzato lo spettatore.
Potrebbe non essere neanche d’aiuto la naftalina che ha accompagnato la macchina da presa di Valerio Mieli, vincitore del David di Donatello con la sua opera prima nel lontano 2010 ma di ritorno solo ora alla regia. Eppure, nonostante tutto e tutti, una speranzuccia continuo ad avvertirla. Sarà qualche richiamo malickiano nelle immagini del trailer, la confusione totale che rimane attorno alla trama oppure, con più probabilità, la presenza nel film del grande Luca Marinelli, unico attore italiano della nuova generazione capace di emozionare anche stando in silenzio.
Insomma, ce ne ricorderemo di questo film? (Lo so, me la sono cercata, potete far partire gli insulti dopo questo ultimo commento!).
Ford: vai tranquillo, Samuele, gli insulti sono tutti per Cannibal. D'accordissimo su Marinelli, con Borghi il miglior giovane attore italiano al momento, mentre per quanto riguarda il film non mi aspetto nulla, e non ho neppure un hype particolare rispetto ad un eventuale recupero. Quello che ricordo davvero, però, sono i bei tempi in cui la blogosfera era affollata e le Blog Wars impazzavano.
Cannibal Kid: Non so se mi ricorderò di questo film. Per quanto meraviglioso possa essere, e io sinceramente ci spero molto, ho una pessima memoria. Non è colpa della vecchiaia come per Ford. È che sono fatto proprio così. Sono così smemorato, che è già tanto se questa pellicola mi ricorderò di vederla.

A UN METRO DA TE

"Qui è davvero terribile: con la scusa delle cure non mi passano neppure un White Russian!"
Samuele: Prepariamo i fazzoletti, almeno tre pacchetti, e non pensiamoci più. Sarà un lungo viaggio tra lacrime, singhiozzi e “shhh” continui alla fazione annoiata degli spettatori in sala. A un metro da te è infatti la bomba romantica di questo inizio 2019, l’opera che non può mai mancare nella stagione cinematografica, anche se in ritardo di un mese rispetto a San Valentino (e per questo una tirata di orecchie alla distribuzione ci starebbe eccome!).
Fa una certa impressione vedere uno dei due gemelli di Zack e Cody al Grand Hotel (Cole Sprouse) moro, adolescente e innamorato, ma questa immagine non sembra stonare con il viso angelico, dolce e fiabesco della sua controparte Haley Lu Richardson, che mostra già nel trailer di essere interprete ideale e azzeccata della protagonista. Non posso e non voglio mostrare tutta la mia negatività nelle poche righe dedicate a questo film, per cui mi asterrò dal dilungarmi sui ricordi che le prime immagini del film hanno innescato nella mia cinica memoria (su tutti Io prima di te …), e invece voglio ammettere che il trailer mostra un grande potenziale, che non pare solo frutto della storia commovente che cela distrattamente ma soprattutto di una mano e di una penna abili e astute, che difficilmente deluderanno gli appassionati del genere e chissà, forse, conquisteranno anche i più diffidenti.
Ford: questa mi pare la classica baracconata buona per le ragazzine e per i pusillanimi come Peppa Kid, che andrà in brodo di giuggiole come fece per porcate come Colpa delle stelle qualche anno fa. Ovviamente, dovessi vederlo, lo farò con il chiaro intento di massacrarlo a dovere neanche fosse il film preferito del mio rivale.
Cannibal Kid: Questo è il tipico “Malattia Movie” fatto apposta per contagiarmi. Lo adoro già a prescindere e sono pronto a infettare con il mio entusiasmo nei suoi confronti anche i più scettici. Tipo Ford, che alla visione di Io prima di te ha finito per commuoversi più di tutte le ragazzine e dei pusillanimi come me. Al di là del tema strappalacrime, che lo rende già il mio guilty pleasure supremo del 2019, sono curioso di vedere come se la cava Cole Sprouse lontano da Riverdale e Haley Lu Richardson, già notata in Split, 17 anni (e come uscirne vivi) e nello splendido Columbus. Fazzoletti, a me!

PEPPERMINT

"Per sistemare quel pusillanime di Peppa Kid mi paiono troppo perfino i proiettili di gommapiuma!"
Samuel: I muscoli di Jennifer Garner tornano a sfondare lo schermo a distanza di molti anni dalla serie tv Alias e il contesto in cui ciò accade non poteva essere dei migliori. Sulla scia di un filone di forte successo nell’ultimo periodo, il regista di Taken Pierre Morel ripropone il tema della vendetta sotto forma di fuoco e fiamme, proiettili e coltelli volanti, senza apparentemente osare più di quanto non avesse fatto in passato e riempiendo lo stesso trailer di pura adrenalina. Basterà di nuovo questo a vincere la sfida ? Certo la scelta di fondo è comprensibile e non si può biasimare nessuno: il momento storico in cui viviamo si adatta perfettamente ad un eroina che cerca da sola giustizia e che nel sostituirsi alle autorità reca aiuto ai suoi concittadini. E cosa dire della scelta di Jennifer Garner come protagonista, visto che solamente con un po’ di azione e un fucile in mano riesce a far emergere le sue qualità recitative (ebbene sì, Trent’anni in un secondo per me è indecente caro Kid e il suo poster io non lo avrei mai appeso in camera…) . In definitiva se la sorella di John Wick e nipote di Brian Mills finisse per creare una distrazione di un’ora e mezzo ben curata ed efficace nessuno potrebbe sorprendersi dal mio punto di vista, ma la necessità di un altro film di questo tipo è veramente tutta da dimostrare e lascio ad altri fortunati questo compito, mentre io vado a ricercare l’ultima interpretazione decente di Jennifer Garner…
Ford: non ho mai apprezzato particolarmente il franchise di Taken, così come Liam Neeson in versione spaccaculi, ma in passato ho amato moltissimo Alias, e la Garner era riuscita a rendere alla grande. Peppermint, quindi, ha due potenziali strade: da un lato un action serioso e inutile come alcuni di quelli usciti negli ultimi anni, dall'altro una baracconata che intrattiene e diverte ed è tamarra abbastanza da ricordare gli anni ottanta. Spero ovviamente nella seconda.
Cannibal Kid: L'ultima interpretazione decente di Jennifer Garner? Proprio nel da Samuele tanto bistrattato 30 anni in 1 secondo, uno dei guilty pleasure cult della mia generazione e pure di quella di Ariana Grande, che di recente l'ha omaggiato nel video capolavoro di thank u, next. I tempi di quel film, così come quelli di Alias, per lei sembrano però lontani, e il suo triste tentativo di riciclarsi come Liam Neeson al femminile mi sembra fallimentare quanto la scelta di Ford di non scrivere più post “normali”, ma solo striminziti bulletin che somigliano a una lista della spesa.

IL PROFESSORE E IL PAZZO

"Lasciate subito in custodia Marco Goi a me, agenti. Ho il compito di scortarlo a Fordlandia."
Samuele: Dietro grandi imprese si nascondono spesso storie straordinarie e fondamentali, esattamente come quella da cui prende spunto Il professore e il pazzo, film di Farhad Safinia interpretato da due grandi nomi quali Mel Gibson e Sean Penn. Si sa che il fascino dei dizionari incanta tutti prima o poi, per non dire della storia di come questi sono stati redatti, eppure quest’opera possiede qualcosa di davvero attraente, che già attraverso le poche immagini del trailer riesce a venir fuori e a colpire. Sarà forse l’insolita coppia di “vecchietti” Gibson-Penn o le loro perfette barbe ottocentesche, oppure gli occhi sempre più profondi di Natalie Dormer. Resta il fatto che questo film ha il sapore della rivincita, non solo per due attori caduti in sordina ma anche per quegli spettatori che erano rassegnati a destinare tutto il loro tempo libero della settimana al solo Netflix.
Bisogna crederci a volte, andare oltre l’apparenza di un soggetto abbastanza spiccio, come può essere la storia del dizionario inglese, e seguire l’istinto. Se poi il vostro istinto è solo quello di detestare tutto ciò che porta il nome di Gibson e ancora portate le cicatrici dell’aramaico de La passione di Cristo allora siete in buona compagnia, vero Ford?
Ford: Ford: a dire la verità, nonostante ancora soffra per la visione de La passione di Cristo, ho sempre sostenuto il fordinanissimo Mel Gibson, sopra le righe senza controllo come piace a me. Purtroppo questo film mi ispira decisamente poco, complice anche il terrificante titolo: sarei lieto di essere smentito, ma l'impressione che ho è quella del polpettone/mattonazzo. Staremo a vedere.
Cannibal Kid: Tra me e Ford, direi che il Professore so-tutto-io è lui e il pazzo sono io. Considerando però la sua passione per Mel Gibson, pessimo sia come attore che come regista che come essere umano, qualche dubbio sulla sua sanità mentale mi viene. Quanto al film, che purtroppo coinvolge anche uno dei miei idoli, Sean Penn, sembra una pazzia il solo pensiero di guardarlo.

INSTANT FAMILY

"Mettiti in posa: voglio fare concorrenza a Ford e alle sue foto da instadad!"
Samuele: Il buon umore è contagioso e allora facciamoci un’abbuffata con la coppia Mark Wahlberg - Rose Byrne, che interpretano una coppia alle prese con l’adozione di tre ragazzini molto vivaci e poco docili, che insegneranno loro cosa vuol dire essere genitori a caro prezzo.
L’idea della commedia non pare molto originale e neanche invoglia chissà quanto a mio parere, eppure dopo aver visto il trailer il mio sommo giudizio si è ribaltato e mi sono scoperto desideroso di mettere su famiglia e di adottare tre pesti come queste. A parte gli scherzi, il film sembra avere davvero tutte le carte in regola per rientrare nella classica commedia americana, leggera e piacevole, sempre più rara e sempre più spesso dilagante nel genere demenziale. Magari sarà solo un abbaglio il mio e Wahlberg attore comico si rivelerà nuovamente un grande fallimento, ma se doveste decidere di farvi due risate al cinema questa settimana punterei gli ormai cari dieci euro su questo film.
Ford: Wahlberg è un altro fordiano per eccellenza in stile Mel Gibson che da queste parti godrà sempre di un giro gratis al bancone, eppure questa volta mi pare sia incastrato in una di quelle commediole americane senza arte ne parte che non spingono troppo in modo da risultare il più "per famiglie" possibili: per il momento passo, attenderò poi di scoprire come ne scriverà Cannibal, e nel caso in cui dovesse scontrarlo allora correrò a vederlo.
Cannibal Kid: Peccato per la presenza di Mark Wahlberg, attore inespressivo come tutti i fordiani per eccellenza. Per il resto questa pare essere una commediola di quelle che si guardano con piacere e che qualche sana risata la sanno tirare fuori. Persino ai musoni come Ford che, considerata la tematica famigliare e l'amore per i muscolacci di Wahlberg, in gran segreto ha già affittato una sala per vederselo in santa pace con la sua numerosissima instant family.

LA CONSEGUENZA

"Benvenuta a Casale Monferrato, Keira." "Non c'è troppo da stare allegri: questo è un posto dimenticato da dio."
Samuele: I postumi della seconda guerra mondiale sulla Germania post nazismo sono sempre stati tra gli argomenti meno dibattuti nel cinema europeo moderno e contemporaneo, per via del senso di colpa di sponda alleata che spesso abbiamo visto invece scalzato dai molti racconti di liberazione ed eroismo. Oggi James Kent decide di ambientare il suo film nell’Amburgo del 1946, devastata dai bombardamenti, e concentra la sua attenzione proprio su un uomo rimasto vedovo per gli attacchi alleati.
Keira Knigthley e Alexander Skargard sono i protagonisti di melo’ denso e impegnativo, spinto alla ricerca di un pubblico impegnato e sensibile che già dalle prime immagini del trailer può cogliere molto delle atmosfere che troverà in quest’opera. Certo non si tratta di un film adatto a tutti, ma le premesse per un buon lavoro ci sono tutte e in una settimana cinematografica giocata molto sulla risata si potrebbe dedicare anche un po’ di tempo al romanticismo. Chissà che non se ne rimanga piacevolmente sorpresi.
Ford: Samuele, lavori per la produzione di questo film? Perché mi pare che questo commento sappia di promozione neanche fossi il Cucciolo Eroico che cerca di propinare qualcuna delle sue boiate teen agli sfortunati lettori di Pensieri Cannibali! L'idea di base potrebbe anche essere interessante, ma la primavera è ufficialmente iniziata e non voglio rischiare, vista anche la mia facilità crescente al sonno da divano, di affrontare polpettoni di questo genere.
Cannibal Kid: Come dice il buon Samuele, il tema della Germania post nazista è stato spesso trascurato. Negli ultimi tempi è però stato finalmente affrontato in un film interessante come Il labirinto del silenzio e quindi ho un po' di curiosità pure per questo. Sebbene mi preoccupino un po' la presenza della imprevedibile Keira Knightley, capace di alternare interpretazioni buone ad altre agghiaccianti, e il pesante rischio noia.

PETERLOO

"E doveva essere solo un'innocua Blog War!"
Samuele: La curiosità per questo film nasce già dal titolo, che richiama la storia vera di una manifestazione pacifica nella Manchester del 1819, finita in una giornata di sangue che ricordò a quel tempo la strage della battaglia di Waterloo. Mike Leigh continua a insegnare storia alle nuove generazioni attraverso le sue opere, dimostrando ancora fiducia in un’epoca dove molti suoi coetanei hanno invece ormai abbandonato la nave e si sono dedicati alle sole memorie del passato. Purtroppo gli eventi narrati sono stati tutt’altro che unici nella storia moderna e la lezione ancora non è stata evidentemente imparata. Nonostante questo però c’è chi ancora ci prova e che avanti per la sua strada, senza badare alle mille dimostrazioni di incoscienza che la vita di oggi, politica e non, ci getta in faccia.
Magari neanche questo suo ultimo film terrà lo spettatore incollato alla sedia, anzi qualche sbadiglio o momento di ripensamento si faranno vivi tra molti di noi, eppure, come è accaduto con Turner (2016), la possibilità di uscire dalla sala più ricchi di prima dovrebbe incoraggiarci tutti. Certo, lo so che ci sarà qualcuno che storce il naso di fronte ai costumi dell’Ottocento e alle acconciature delle parrucche, ma credo che pure Kid possa essere d’accordo sul fatto che il cinema non possa essere solo Marvel e superpoteri, e finché Captain America e i suoi simili continueranno a tenere vivi gli studios perché non alternare i kolossal ai film d’autore?
Cos’è un film d’autore? Beh, chiedetelo a chi ci capisce, vero Kid?! …
Ford: Mike Leigh è uno che ci sa fare, e una decina d'anni fa sarei corso a recuperare questo film. Purtroppo le energie mentali che al momento mi restano a fine giornata sono troppo poche per poter affrontare il Cinema d'autore nel vero senso della parola, dunque credo mi segnerò nella lunga lista Peterloo pronto ad affrontarlo quando sarò in vacanza, o verrò da un weekend in cui avrò dormito il maggior numero di ore possibile.
Cannibal Kid: Secondo me molto confondono i film impegnati con i film d'autore. Non sempre i primi coincidono con i secondi, e viceversa. Mike Leigh io personalmente lo preferisco quando è più leggero e comedy, come in Another Year e soprattutto nello stupendo La felicità porta fortuna - Happy-Go-Lucky. Questa lezione gratuita (almeno se si guarda il film in streaming) di Storia la lascio volentieri a quel professorino sapientino di Ford. Anche perché ancora sbadiglio al pensiero del film-lezione di Storia dell'arte Turner, una delle visioni più noiose degli ultimi anni.

SCAPPO A CASA

Samuele: Una lacrima mi scorre giù lungo la guancia e non posso fermarla. Un misto di nostalgia e rabbia si abbatte su di me, e non credo di poter essere il solo, quando noto l’assenza degli altri due.
Questo è quanto accaduto qualche mese fa, quando ho scoperto che Aldo sarebbe stato senza Giovanni e Giacomo in Scappo a casa, la commedia di Enrico Lando in uscita questa settimana.
In parte ne sono ancora scosso perché sì, lo devo ammettere, conosco a memoria tutte le battute di Tre uomini e una gamba e nonostante gli anni che passano e la vecchiaia che si avvicina sono un romantico nostalgico che si illude che alcune cose restino per sempre intatte. Potete capire allora che sono rimasto molto sorpreso quando ho finito di vedere il trailer e ho scoperto di essermi fatto qualche risata durante la visione. Addirittura ho pensato che potesse esserci anche qualcosa di sostanzioso alla base del film e che il tema dell’immigrazione potesse essere stato trattato in maniera non così inadeguata come potevo aspettarmi.
Forse anche tutte queste considerazioni si riveleranno solo un’altra illusione, ma se Aldo ha voluto credere in questa seconda possibilità chi siamo noi per non fare altrettanto ? E poi, chissà, potrebbe pure spuntare un inatteso cameo, o meglio due …
Nostalgia canaglia!
Ford: sono rimasto molto sorpreso nello scoprire il tentativo di Aldo di buttarsi in un'avventura lontano dai suoi due compagni storici, Giovanni e Giacomo. I tre, ai tempi della mia adolescenza, hanno rappresentato qualcosa di fresco e nuovo nel panorama comico italiano, prima di perdersi inevitabilmente ed inesorabilmente nelle riprese sbiadite di loro stessi. Che questo titolo sia l'inizio di una ripresa? O l'inevitabile conferma di un'inesorabile decadenza?
Cannibal Kid: Sono contento che Aldo abbia deciso di uscire dalla sua comfort zone e fare un film solista che sa un po' di “checcozalonata”. E lo dico in senso buono. Potrei inoltre prendere ispirazione da lui e da buon egotomane realizzare questa rubrica da solo invece che in trio, lasciando perdere gli ospiti settimanali e soprattutto la fastidiosa presenza di Mr. James Ford.

sabato 20 ottobre 2018

Saturday I'm in late child



Per il piacere del Cannibale e a causa degli impegni lavorativi, arrivo all'appuntamento con la rubrica delle uscite in clamoroso ritardo: accanto a questo vecchio cowboy ed al suo istituzionale rivale a questo giro una vecchia conoscenza del sottoscritto - e sottolineo vecchia, così impara -, Giorgia Stargirl, che si è rivelata radical quasi quanto Peppa Kid.


"E questi chi sarebbero?" "Sono quei pupazzi dei tre bloggers che hanno tentato di parlare del nostro film."

Soldado

"Cannibal, indossa un giubbotto antiproiettile. Pare sia in giro Ford."

Stargirl: Il debutto americano di Stefano Sollima in un film duro, violento, maschio e pure un po’ coatto, che racconta la lotta tra la CIA e il narcotraffico sul confine fra Messico e Stati Uniti, battaglia inaspritasi ora che i cartelli hanno iniziato a infiltrare terroristi oltre la frontiera americana.
Benicione del Toro e Josh Brolin (sempre più pacioccone), la fanno da padroni, trasudando testosterone a ogni inquadratura. Avete presente Cannibal e Ford? Ecco, l’opposto.
Ford: il debutto americano di Sollima è stato, a mio parere, buono. Il nostrano Stefano non avrà rinverdito fino in fondo i fasti dello stupendo Sicario di Villeneuve dal quale ha ereditato i main charachters ma ha tirato fuori un solidissimo prodotto di genere. L'ho visto da poco e posso garantire. Per Cannibal, invece, non garantisco neanche per sbaglio.
Cannibal Kid: Sicario è di gran lunga il film di Denis Villeneuve che mi è piaciuto di meno e questo sequel, che di Villeneuve manco vede l'ombra, soprattutto dopo la promozione di Ford mi attira quanto la politica di Trump. In questo caso però potrei seguirla e costruire un muro tra me e la pellicola. Quello tra me e James Ford invece l'ho costruito già da un pezzo.


Pupazzi senza gloria

"E così quello è il Cucciolo Eroico? Ford l'ha ridotto proprio male, poverino."

Stargirl: Pupazzi e umani indagano su una serie di efferati omicidi in quel di Los Angeles.
Detto così sembra serio, ma no, non lo è. A essere sterminati sono infatti i pupazzi della Happytime Gang, show anni Ottanta amatissimo dai bambini. A indagare sul misterioso caso, Sookie St. James di Gilmore Girls (all’anagrafe Melissa McCarthy) e un pupazzo di nome Phil, doppiato in Italia da quel genio di Maccio Capatonda.
Un film irriverente, a tratti demenziale, volgare e senza filtri.
Il mix perfetto che potrebbe o renderlo un capolavoro o ridurlo a un flop pazzesco.
Comunque andrà, io sto con Maccio.
Ford: mai piaciuto Maccio Capatonda, e questo Pupazzi senza gloria mi puzza di potenziale sòla di quelle che piacciono tanto a Cannibal che per fare il figo anti-disneyano dirà che è una figata imperdibile. Lieto di essere smentito, meno di scoprire che anche Giorgia va in visibilio per certi personaggi.
Cannibal Kid: Io sto Maccio e sto con Stargirl. E naturalmente sto contro Ford. Detto ciò, i film con i pupazzi non li sopporto e sono delle bambinate buone giusto per il mio rivale. Per una volta mi attira di più la versione doppiata in italiano piuttosto che quella originale, giusto per Capatonda, ma dubito che darò gloria a 'sta robaccia.

Searching

"Mettere d'accordo Ford e Cannibal è talmente sconvolgente che penso di ritirarmi dalle scene."

Stargirl: Quando sua figlia scompare misteriosamente, David Kim decide di cercare indizi per ritrovarla nel laptop della ragazza, dando inizio a una storia ricca di colpi di scena inaspettati, in un thriller già definito dalla critica americana “mozzafiato”.
Ho grandi aspettative per questo film, sia perché adoro John Cho dai tempi di Flash Forward, sia perché trovo molto originale e interessante l’idea di raccontare un film dal punto di vista di un computer e di uno smartphone.
Certo la domanda sorge spontanea: se scomparissero Ford o Cannibal, quanti di voi sarebbe disposti a guardare nei loro laptop? Io no! Ho troppa paura di cosa potrei trovarci dentro…
Ford: cos'è un laptop!? Ahahahahahah! Scherzi a parte, Cho non mi dispiace affatto e un buon thriller è sempre ben accetto da queste parti. Peccato che il sospetto che questo non rientri nel novero è piuttosto concreto. Ma anche in questo caso, sarei ben lieto di essere smentito dalla pellicola.
Cannibal Kid: FlashForward ben presto si rivelava una discreta porcata, nonché la brutta copia di Lost. Che i suggerimenti telefilmici di Stargirl non siano poi così affidabili?
John Cho comunque si è riscattato recentemente con lo splendido indie movie Columbus (recuperatelo, gente, recuperatelo!) e questo promettente thriller spero si riveli davvero mozzafiato. Se così non fosse, potrei mozzare delle dita a qualcuno tipo il mio blogger nemico. Quelle dita che sono sempre impegnate a digitare sul suo laptop...
Ford con un laptop???
Cos'è? Un nuovo inquietante episodio di Black Mirror?



The children act - Il verdetto

"Solo guardando l'immagine di questa scena, ho rischiato di addormentarmi."

Stargirl: Che noia che ansia, che ansia che noia. Adoro Stanley Tucci alla follia (indimenticabile ne Il Diavolo veste Prada) ritengo che Emma Thompson sia un’attrice stratosferica, ma decisamente questo film non fa per me. Ha tutte le carte in regola per farmi addormentare o annoiare, quindi grazie, ma no grazie. Però se lo vedete, fatemi sapere com’è!
Ford: ho accumulato talmente tanti titoli in lista in queste ultime settimane di semi-inattività cinematografica da essere arrivato ad operare una selezione dei titoli in uscita. Questo, inesorabilmente, finirà in fondo e forse verrà recuperato con molta, molta calma. La stessa che manifesta Peppa Kid quando si tratta di rispolverare un action anni ottanta.
Cannibal Kid: che noia... e basta. Stanley Tucci ed Emma Thompson mi fanno sbadigliare al solo vederli, la trama pure, Ford anche. Il mio verdetto: lo recupererò insieme a tutti gli action anni '80. Ovvero negli anni '80. Del prossimo secolo.

In viaggio con Adele

"Non sono la nuova fidanzata di Cannibal. Ma il nuovo Cucciolo Eroico."

Stargirl: Partiamo dal presupposto che appena sento “True Colors” io piango, qualsiasi versione sia, in qualunque contesto venga inserita. In questo film la canzone è presente, per cui già so che piangerò.
Sara Serraiocco (Non è un paese per giovani) è Adele, ragazza problematica, che indossa una tuta rosa da coniglio, gira con una gabbietta (rosa) per gatti con all’interno un gatto immaginario, attacca in giro post-it (il più delle volte rosa) con scritti sopra i suoi pensieri.
Alessandro Haber, che interpreta un attore sull’orlo del fallimento, scopre di essere suo padre e parte con lei per un viaggio on the road nel sud Italia. Conoscendomi, saranno lacrime assicurate.
Per ridere, penserò a Ford o Cannibal con la tuta rosa da coniglio. Per forza.
Ford: la tuta rosa da coniglio potrebbe essere un costume perfetto per Cannibal nel caso in cui dovesse decidere di intraprendere una carriera nel wrestling. Per il resto, questo mi pare il classico film italiano finto indie che potrebbe irritarmi come fece ai tempi Basilicata coast to coast. Fondalmentalmente, ho più riserve di approcciarlo rispetto al tentare la visione di un teen movie suggerito dal finto giovane.
Cannibal Kid: Una ragazza problematica che indossa una tuta da coniglio, gira con una gabbietta per gatti e scrive i suoi pensieri cannibali su dei post-it?
Non so se è la protagonista del mio film ideale, considerata la presenza di Alessandro Haber di recente pessimo in Youtopia, ma di sicuro è la mia ragazza ideale.


Nessuno come noi

"Non sei felice? Siamo finti giovani anni ottanta come Cannibal!"

Stargirl: La dilagante nostalgia canaglia per gli anni Ottanta torna prepotente nel nuovo film di Volfango De Biasi, tratto dal romanzo di Luca Bianchini.
Un Alessandro Preziosi sempre più impostato e una Sarah Felberbaum sempre più bella, vivono una storia d’amore sdolcinata e prevedibile (un po’ come quella tra Ford e Cannibal) che si incrocia con quella di due adolescenti, in un mix tra commedia romantica e teen drama da fiction Rai.
Colonna sonora e font dei titoli di testa tipicamente anni Ottanta.
Ford: film italiano che tenta di scimmiottare il ritorno alla ribalta degli eighties nelle produzioni oltreoceano? Grazie, ma no grazie.
Cannibal Kid: Commedia romantica, teen drama da fiction Rai, revival degli anni '80?
Guilty pleasure della settimana e forse dell'anno!

Piccoli brividi 2 – I fantasmi di Halloween

"Ammazza, questi sono più mummie di Ford, Cannibale e Stargirl!"

Stargirl: I capelli bianchi incombono, l’età avanza e per quanto io sembri decisamente più giovane di Cannibal e Ford, direi che sono parecchio fuori target per questo film. Beh, lo ero anche per Piccoli Brividi, il primo capitolo della saga (se così si può cambiare).
Lascerò quindi ai più giovani lo spazio per i commenti in merito. Io mi ritiro a fare la maglia, che è meglio.
Ford: cara Giorgia, che tu possa sembrare più giovane di me anche se non ci vediamo da un pò è tutto da vedere, mentre su Cannibal scommetto che non ci sono dubbi. Sarà ormai ridotto come l'Unabomber di Manhunt. Per quanto riguarda il film, invece, penso lo guarderò volentieri, dato che il primo mi aveva a sorpresa garbato molto.
Cannibal Kid: Sequel non richiesto da nessuno di un filmetto che già non è che fosse stato tutto 'sto successone. In sala ci saranno solo James Ford e bambini di non più di... 8 anni. A essere ancora larghi. E poi il finto ggiovane bimbominkia sarei io...
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