Visualizzazione post con etichetta tamarrate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tamarrate. Mostra tutti i post

lunedì 2 marzo 2020

White Russian's Bulletin



Nel pieno del quasi epicentro della psicosi da Coronavirus il Saloon torna, per vincere l'assurdità dell'antisocialità della situazione che stiamo vivendo, con un Bulletin abbastanza ricco - considerati gli ultimi tempi -, ed una serie di recuperi da piccolo schermo che, insieme ai "sabati sera Cinema" con i Fordini moltiplicatesi a causa della chiusura delle scuole, hanno caratterizzato gli ultimi giorni da queste parti: novità e vecchi titoli che, in qualche modo, possono legare le generazioni e distrarci da una situazione surreale come quella che stiamo vivendo.


MrFord



I DOMINATORI DELL'UNIVERSO (Gary Goddard, USA/Israele, 1987, 106')

I dominatori dell'universo Poster


Tratto dalla notissima linea di giocattoli, Masters of the universe è una delle tamarrate più cheap e clamorose degli anni ottanta, figlia delle produzioni Golan/Globus che resero la mia infanzia decisamente felice: ovviamente non potevo che inserirla nella lista dei "sabati sera Cinema" con i Fordini, che dopo Conan il distruttore - che non ho recensito la scorsa settimana, mea culpa - hanno avuto modo di sperimentare anche l'He Man di Dolph Lundgren prima ancora di aver avuto l'esperienza illuminante della maratona di tutti i Rocky, per la quale aspetterò ancora qualche anno.
Oggettivamente si tratta di un film clamorosamente brutto, ma per chi, come me, è cresciuto con i pupazzetti di He Man e Skeletor ed il Castello di Greyskull, resta una chicca senza precedenti, un cult del trash che non si può dimenticare.




SCRUBS - STAGIONE 7 (ABC, USA, 2008)

Scrubs: Medici ai primi ferri Poster

Prosegue, volgendo ormai alle sue ultime stagioni, il recupero al Saloon di Scrubs, divenuta una delle serie preferite in particolare del Fordino, che incappa con l'annata numero sette nel punto più basso della sua cavalcata - almeno per ora -, complice, se non ricordo male, il famigerato sciopero degli sceneggiatori che mise in ginocchio la maggior parte delle produzioni da piccolo schermo quell'anno. Meno episodi del solito, pochi picchi, molte giocate sul sicuro.
Resta comunque un titolo che fa bene al cuore e si guarda volentieri in qualsiasi momento e condizione, reso ancora più funzionale da un cast ispirato e perfettamente all'interno dei suoi personaggi: talmente tanto che, Scrubs alle spalle, molti di loro sono letteralmente spariti. O quasi.




DOOM PATROL - STAGIONE 1 (AMAZON PRIME, USA, 2019)

Doom Patrol Poster

Non sono mai stato un fan della DC Comics. Anche ai tempi in cui leggevo fumetti come se non ci fosse un domani e scrivevo sceneggiature sperando di poter, un giorno, trasformarlo in un lavoro, la Marvel è sempre stata il mio riferimento assoluto o quasi per il mercato americano.
Prima della visione di Titans lo scorso anno, non avevo mai sentito parlare della Doom Patrol, e riscoprirla in questa serie iniziata praticamente per caso grazie alla piattaforma di Amazon Prime è stato un vero piacere: innanzitutto perchè questa serie - e chi l'ha scritta - è assolutamente delirante, piena zeppa di trovate così assurde da farmi tornare alla mente cose come Spongebob o BoJack Horseman - dall'esercito delle chiappe a Danny la strada gender free -, poi perchè l'atmosfera da Stranger Things versione fifties è una bomba, così come i personaggi, losers di prima categoria come piacciono da queste parti.
Un lavoro da non sottovalutare, che potrà risultare strambo e scombinato - ma attenzione, il "cattivo" Mr. Nobody è uno dei charachters più geniali che abbia visto di recente - ma che si fa volere più che bene, e che rappresenta una delle scoperte migliori del passato recente del piccolo schermo.
Avrei osato con una valutazione più alta, ma spero che con la seconda stagione questi scombinati possano regalarmi gioie ancora più grandi.




NARCOS: MEXICO - STAGIONE 2 (Netflix, USA, 2020)

Narcos: Messico Poster

Da sempre, per genere, stile, narrazione e qualità, sono un fan dell'ormai franchise di Narcos. Alle spalle le prime due, spettacolari stagioni con protagonista Pablo Escobar e la terza, dedicata al Cartello di Cali - avversario storico di Pablo - e passaggio agli orizzonti messicani, ho ritrovato, con il nuovo setting, le atmosfere e le vicende già romanzate da Don Winslow nella sua trilogia formata da Il potere del cane, Il cartello e Il confine.
Lo scorso anno gli autori si erano concentrati sulla vicenda - che fu fondamentale soprattutto in termini simbolici - che portò alla morte dell'agente Kiki Camarena, mentre con questa season two i riflettori si spostano sugli effetti che quella stessa morte ebbe rispetto agli affari non solo del patron messicano Gallardo e sui suoi associati, ma anche sui loro rapporti con la Colombia - principale fornitrice del prodotto che i messicani, ai tempi, di fatto traghettavano negli States - e gli USA, sempre pronti a dare un colpo al cerchio e uno alla botte per fare la figura dei buoni samaritani e contemporaneamente arricchirsi senza alcuno scrupolo.
La tensione è sempre alta, i personaggi funzionano, le sfumature delle miserie umane vengono mostrate pienamente dal nero al grigio: unico limite, forse, il fatto che resti un'opera di genere, lontana dai gusti di chi con il crime ha poca confidenza. Ma cazzo, che botta. E che botta, cazzo.




GREMLINS (Joe Dante, USA, 1984, 106')

Gremlins Poster


Altro giro e altro regalo per i "sabati sera Cinema" moltiplicatisi al Saloon a causa della chiusura forzata di scuole, luoghi di lavoro e chi più ne ha, più ne metta.
Gremlins è stata una delle prime pellicole che, ai tempi delle elementari e della mitica videoteca del mitico Paolo, ha contribuito a formare la mia passione per il Cinema: spaventosa, ironica, con quel gusto un pò nostalgico tipico delle pellicole anni ottanta, questa piccola chicca firmata da Joe Dante ha visitato gli schermi dell'allora casa Ford decine di volte, cominciando a formare il mio concetto "stagionale" di settima arte - anche se, in questo caso, sono andato un pò troppo lungo, considerata l'ambientazione natalizia - da sempre radicata in questo vecchio cowboy.
Non lo rivedevo da anni, e oggi mi pare più una commedia nera che non quel piccolo horror che sembrava ai tempi: i Fordini - entrambi - si sono vantati di non essersi spaventati -, hanno manifestato il desiderio di volere anche loro un Gizmo - e come non capirli - e mi hanno tempestato di domande per tutto il tempo, segno che il film riesce ancora a fare il suo lavoro nonostante l'età.
Considerato, dunque, che il Saloon è passato indenne, comincio ad accarezzare seriamente l'idea di passare a calibri più grossi come Predator, per cercare di far salire un pò la tensione: in questo caso, valuteremo con il ritorno del caldo, sempre per parlare di Cinema stagionale.
Intanto, archivio volentieri questo sempre piacevole tuffo nel passato.


lunedì 13 gennaio 2020

White Russian's Bulletin



Prosegue la carrellata di titoli da grande e piccolo schermo passati dalle parti del Saloon nel corso delle vacanze natalizie, occasione buona per rilassarsi - almeno sulla carta - per qualche ora in più rispetto alla routine quotidiana ed evitare di addormentarsi secchi sul divano ad ogni visione.
A giocare un ruolo da protagonista è sempre Netflix, che come le realtà che ha generato sta occupando uno spazio sempre più rilevante nell'economia delle visioni domestiche, segnale che il futuro - anche del Cinema - passa sempre più da questo tipo di canale.


MrFord


NELLA MENTE CRIMINALE (Netflix, USA, 2017)

Risultati immagini per inside the criminal mind netflix

Da sempre in casa Ford ci si è interessati, in termini di letture e visioni, del lato oscuro - o quantomeno di uno dei tanti - dell'Uomo, in particolare quello che porta alcuni tra noi a percorrere strade che parrebbero agghiaccianti perfino se paragonate a horror o thriller mozzafiato: questa miniserie in quattro puntate analizza fenomeni ben definiti - serial killers, rapimenti, leader di sette e boss criminali - sfruttando esempi noti per sottolinearne le caratteristiche principali.
Nulla di trascendentale o rivoluzionario, quanto più un'infarinatura utile per chi non conoscesse questo tipo di crimini approfonditamente e volesse compiere un primo passo all'interno della zona d'ombra che inesorabilmente portano con loro.
Non fondamentale, ma comunque utile per un ripasso.




6 UNDERGROUND (Michael Bay, USA, 2019, 128')

6 Underground Poster


Giunto dalle parti di Casa Ford con tutte le aspettative della tamarrata buona per alleggerirsi la mente e superare le "fatiche" delle Feste, il lavoro di Michael Bay che tanto pare una strizzatona d'occhio al filone che originò con Pulp Fiction Tarantino negli anni novanta e con il tempo portò a cose interessanti - The Snatch, a loro modo i due Crank - e molte altre decisamente meno si rivela essere una baracconata non così esaltante, decisamente troppo lunga e priva di quel minimo spessore che determina il confine tra il divertissement ed il giocattolone realizzato solo per mostrare effetti speciali ed affini.
Un peccato, perchè le possibilità di portare a casa qualcosa di davvero divertente c'erano tutte, mentre a conti fatti le poco più di due ore in questione, passati i primi momenti di ambientamento, finiscono per apparire una sequela troppo lunga di macchine ribaltate e momenti action montati troppo velocemente.




GIU' LE MANI DAI GATTI: CACCIA A UN KILLER ONLINE (Netflix, USA, 2019)

Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online Poster


La vera chicca del periodo di visioni delle Feste: consigliato da mio fratello e sua moglie, questo inquietante documentario ricostruisce la vera vicenda di uno psicopatico che, non troppi anni fa, postò online un video che lo ritraeva togliere la vita a due gattini, scatenando la rabbia ed il desiderio che la giustizia facesse il suo corso di un gruppo di appassionati della rete che si attivarono in modo da identificarlo e consegnarlo alle autorità.
Questo portò a due anni di indagini e alla scoperta che quello stesso individuo non si sarebbe fermato agli animali, ma avrebbe tolto la vita - ed in modo agghiacciante - anche ad una persona: un viaggio da brividi nella mente di un killer e negli occhi di chi si dedicò alla sua ricerca che colpisce e lascia sconvolti come i migliori episodi della serie Blu Notte, raccontando una storia vera più incredibile di qualsiasi film e perdendo punti soltanto con la chiusa finale, un pò troppo furbetta e a suo modo moralista.
Nonostante quel piccolo scivolone, però, un prodotto consigliatissimo e senza dubbio da recuperare.




JUMANJI - THE NEXT LEVEL (Jake Kasdan, USA, 2019, 123')

Jumanji - The Next Level Poster


Attesissimo dai Fordini - ma anche da me, inutile prenderci in giro - il secondo capitolo del nuovo franchise di Jumanji con protagonista The Rock si è rivelato un altro ottimo esperimento di Jake Kasdan, che pur senza strafare - nonostante i numerosi cambi e le divertenti evoluzioni degli avatar passati da un charachter all'altro la vicenda scorre abbastanza prevedibile, ed il villain della storia appare poco caratterizzato - porta a casa la pagnotta con un giocattolone godibilissimo e piacevole, pronto a strappare ben più di qualche risata ed intrattenere grandi e piccini sfruttando il meccanismo del videogioco applicato al concetto del vecchio film d'avventura anni ottanta.
Oltre al sempre più convincente in questo tipo di ruoli Dwayne Johnson, un plauso va ai vecchietti Danny DeVito e Danny Glover, così come a tutti gli interpreti degli avatar del gioco, bravissimi nel replicare anche fisicamente i loro alter ego al di fuori dello stesso.
Sarà pop e decisamente poco autoriale, ma una proposta del genere, a mio parere, fa respirare tutti e funziona sempre.




INSTANT FAMILY (Sean Anders, USA, 2018, 118')

Instant Family Poster

Chiude la carrellata un recupero di quelli buoni per le serate da divano e pieno relax legato al regista di Daddy's Home - un guilty pleasure assoluto per il sottoscritto -, forse un pochino troppo politically correct e buonista ma comunque piacevole da guardare, in particolare per chi ha voluto e dovuto confrontarsi con la durissima realtà dell'essere genitore - in questo caso amplificata, considerato che parliamo di famiglie affidatarie -: Mark Wahlberg è sempre una certezza in quanto a fordianità e pane e salame, la storia è giusta per questo tipo di produzione, la visione scorre senza intoppi.
Anche in questo caso non si è certo di fronte al titolo della vita, ma ad una di quelle visioni che, di tanto in tanto, comunque fanno bene, se non altro per farsi quattro risate insieme e, magari, per i più sensibili, anche un paio di lacrime di quelle buone.


lunedì 9 settembre 2019

White Russian's Bulletin



Alle spalle - e di molto - le vacanze estive e la consueta esperienza legata a Notte Horror, torna il Bulletin raccontando quelle che sono state le prime visioni al ritorno dal mare, l'accoglienza che Cinema e Televisione hanno preparato per i Ford sperando in un autunno pronto a risvegliare un duemiladiciannove senza dubbio poco memorabile, a prescindere dalla scarsa frequentazione delle sale di questo vecchio cowboy: ci sarà da confidare nel meglio?


MrFord



FAST&FURIOUS - HOBBS&SHAW (David Leitch, USA, 2019, 137')

Fast & Furious - Hobbs & Shaw Poster


Non è un mistero che, per quanto mi riguarda, la saga di Fast & Furious abbia inserito un'altra marcia con l'innesto di The Rock nel cast, alimentando la parte fracassona e tamarra nel pieno spirito degli anni ottanta del franchise: alle spalle anche l'ingresso di Jason Statham, questo spin off rappresenta tutto quello che si potrebbe immaginare di eighties al momento.
Un action ignorante, dozzinale, per nulla plausibile, senza filtri, eppure divertente alla follia, con una coppia che funziona alla grandissima tra bromanticismo, battute e botte - incredibile, tra l'altro, quanto la stazza del buon Dwayne Johnson faccia apparire Statham, non proprio quello che si potrebbe pensare uno sfigatino, come un liceale ancora non al pieno dello sviluppo - e un ritmo che fa apparire le più di due ore di visione praticamente una scampagnata di una mezzoretta scarsa.
Tutto, nel suo genere, funziona, dalla coppia di protagonisti alla loro spalla femminile - davvero notevole Vanessa Kirby -, dai cazzotti alle improbabili evoluzioni alla guida: il guilty pleasure dell'estate, senza se e senza ma.




UNA FAMIGLIA AL TAPPETO (Stephen Merchant, UK/USA, 2019, 108')

Una famiglia al tappeto Poster


Da un The Rock protagonista ad un altro sfruttato per lanciare un film che, probabilmente, nessuno al di fuori del giro degli appassionati di wrestling si sarebbe cagato se non per l'intercessione del People's Champion: conoscevo, ovviamente, la storia di Paige, una delle wrestlers responsabili del passaggio dal periodo delle "divas" alle lottatrici che oggi rubano spesso e volentieri la scena anche in incontri decisamente impegnativi e qualitativamente elevati ai loro colleghi uomini purtroppo costretta ad un ritiro molto prematuro a causa di un bruttissimo infortunio al collo.
La pellicola dedicata alla sua vita ed alla sua ascesa nel mondo del wrestling funziona molto bene nel mostrare la fatica di un mondo spesso considerato finto - "it's fixed, not fake", sentenzia la fidanzata del fratello di Paige - ma in realtà legato ad un lavoro massacrante, così come una famiglia borderline risollevatasi proprio grazie al ring, meno nel raccontare l'evoluzione della carriera della protagonista, accelerata bruscamente, almeno per chi come me ne ha seguito il percorso, nella fase finale, che compromette la resa dell'intera pellicola.
Resta un buon esperimento, che spero possa portare nuovi - e nuove - fan allo sport entertainment.




THE RIDER - IL SOGNO DI UN COWBOY (Chloé Zhao, USA, 2017, 104')

The Rider - Il sogno di un cowboy Poster


Con ogni probabilità, questo è uno dei titoli più fordiani mai usciti in sala.
Una storia vera, il rodeo, la provincia profonda americana, quella in cui non c'è davvero altro che il nulla o l'addio, la filosofia del cowboy portata all'estremo.
Senza dubbio, è un film potente, realizzato alla grande, sincero nel portare sullo schermo una storia vera, e che mette di fronte chiunque abbia mai avuto dei sogni e chiunque, come me, ama vivere, ad un interrogativo importante: quanto vale l'istante?
Otto secondi valgono una vita all'opposto di quella che vorremmo? 
Oltre alla filosofia, dietro questo The Rider c'è anche una profonda riflessione sul sacrificio, sulla Famiglia, sull'amicizia, sugli spazi sconfinati che diventano prigioni, se non si sanno, possono o riescono a gestire: forse troppo autoriale per diventare davvero uno dei miei supercult, ma senza dubbio un titolo che colpisce e conquista, e che regala alla settima arte uno spazio ed alcune sequenze che è importante non dimenticare, prima fra tutte quella che chiude la pellicola.
The Rider corre, sente e si fa sentire, vive.
Perchè racconta un pezzo di vita.




GLOW - STAGIONE 3 (Netflix, USA, 2019)

GLOW Poster


Le ragazze di Glow tornano sul ring e lo fanno con la stagione paradossalmente più lontana dal ring stesso da quando esiste la serie: non per questo, però, non si parla e non si racconta il wrestling. Perchè lo sport entertainment è anche e soprattutto la vita extra-ring, l'organizzazione degli eventi, i rapporti tra gli atleti e la loro vita on the road: in questo senso, a prescindere dal fatto che cose come la versione de "Il canto di Natale" siano riuscite benissimo, la stagione ha una sua dimensione fondamentale proprio in questo, legata alle relazioni che, in questo spettacolo, tendono a costruirsi all'esterno del quadrato.
Si passa dai momenti grotteschi a quelli surreali, dal dramma alla commedia, e la caratterizzazione delle ragazze ed un finale che non lascia presagire niente di buono pongono già basi interessanti per il giro di giostra - o di corde - numero quattro: senza dubbio, pur non eccellendo, Glow mette in scena uno spettacolo solido e convincente, in grado di soddisfare chi sta da una parte o dall'altra delle corde.




JOHN WICK 3 - PARABELLUM (Chad Stahelski, USA, 2019, 131')

John Wick 3 - Parabellum Poster


John Wick è stato una grande illusione.
Approcciato nel suo primo capitolo senza alcuna aspettativa e rivelatosi come una sorpresa in grado di rinverdire, con altre, i fasti dell'action anni ottanta, e dunque divenuto, a causa delle scellerate scelte dei suoi autori, un prodotto serioso e pretenzioso nel secondo capitolo, al terzo era di fatto al banco di prova: purtroppo, nonostante alcune sequenze interessanti specialmente per i creativi metodi di uccisione ideati dal protagonista, il risultato finisce per essere ancora una volta ben lontano da quanto potessi aspettarmi, appesantito da un continuo reiterarsi delle dinamiche di base della vicenda - che Wick abbia scavalcato le regole è ben presente a tutti e non è necessario ribadirlo ogni cinque minuti - e da una durata che, invece che essere consacrata sull'altare delle botte - e ce ne sono - e della tamarraggine finisce per fare da spalla ad un'inutile ragnatela di intrighi, voltafaccia e cambi di gioco che non servono ad altro se non ad allungare il brodo.
Forse io sono troppo legato all'action ignorante e senza pretese, ma mi pare che questo John Wick e la sua combriccola vogliano alzare il tiro un pò troppo per quella che è la loro reale portata.


giovedì 1 agosto 2019

Thursday's child



Benvenuti ad una nuova puntata della rubrica a tre un tempo a due più combattiva della blogosfera, dedicata alle uscite cinematografiche di agosto e caratterizzata da due grandi rivelazioni: la prima è che l'ospite della settimana è nientemeno che MrInk, primo ospite della versione "triangolare" di questo format, e la seconda è che con questa puntata io ed il mio rivale Cannibal Kid abbiamo deciso, dopo anni di onorata carriera, di chiudere questo spazio.
Una decisione che, considerati gli ultimi mesi di stanca, la situazione della blogosfera e chi più ne ha, più ne metta, ci stava tutta: questo non significa, ovviamente, che la nostra rivalità avrà fine, ma che si rinnoverà attraverso nuovi confronti, e chissà, magari in un ritorno a sorpresa - più o meno - delle care, vecchie Blog Wars.


MrFord

"Hey, Jodie, io volevo essere in quell'altro film che parla di wrestling, perchè diavolo sono finito qui!?"
Una famiglia al tappeto
(1 agosto)

"Finalmente abbiamo messo al tappeto Cannibal. Ora la rubrica la conduciamo insieme a Ford."
Mr. Ink: Per anni e anni, da ragazzino, sono stato un patito di wrestling. Non sono più aggiornato da un po’. Accanto a The Rock, Triple H e John Cena, però, ricordo loro: le Divas. Bionde e sexy come le conigliette di Playboy. Qualcuna se le dava di santa ragione. Qualcuna – per esempio Stacy Keibler, ex fiamma di George Clooney – era più interessata alle paparazzate che al ring. Fare un film sulla giovane Paige, lottatrice atipica con il look da rocker e il nome di una delle sorelle Halliwell, poteva essere interessante: mio fratello mi parla di uno scandalo sessuale che l’ha vista coinvolta e di un infortunio, purtroppo, che l’ha costretta presto al ritiro. Restando su toni più superficiali, invece, il film è un’innocua favoletta femminista sulla scia di Glow con la prezzemolina Florence Pugh. Già visto, se ne scriverà a breve.
Cannibal Kid: Mr. Ink era un patito di wrestling?!?
Questa non me l'aspettavo. Questo sì che è un colpo basso! Che Mr. Ink e Mr. Ford in realtà siano la stessa persona? Se non altro, come chiunque abbia superato gli 8 anni di età, Ink ha smesso di seguire questo “sport”.
Anche io comunque ho già visto questo film e devo dire che... mi è piaciuto un sacco. Sorpresa! Dopo Glow, il wrestling femminile mi ha messo di nuovo al tappeto. Quello maschile invece continua a sembrarmi una fordianata pazzesca.
Ford: sapevo della passione di Ink, che ovviamente sostengo e che anzi, sul buon esempio del fratello, gli consiglio di rispolverare. Non ho ancora visto il film - ma è tra le visioni obbligate delle vacanze -, ma quello che posso dire è che la figura di Paige è stata senza dubbio una delle più importanti per il cambiamento avvenuto nel wrestling femminile degli ultimi anni: la ragazza è sempre stata parecchio turbolenta - le sue relazioni sentimentali ed i gossip conseguenti ne sono la prova -, ma sul ring era un vero talento, e l'infortunio che l'ha costretta al ritiro giovanissima è stato uno dei più grandi torti al wrestling che il destino abbia giocato nel passato recente. Ad ogni modo, aspetto di essere messo al tappeto.

Hotel Artemis
(1 agosto)

"Io sono venuto per soccorrere Cannibal, mica questo qui! Pare che Ford l'abbia conciato davvero male!"
Mr. Ink: Un trafficante, un assassino, due ladri e un poliziotto s’incontrano in un ospedale privato. Sembrerebbe proprio l’inizio di una barzelletta triste, di quelle che raccontano gli zii alticci (o Ford, anticipando la battuta del Cannibale) alle cene di Natale. Si tratta, in realtà, di un thriller futuristico con un cast decisamente popoloso, che medie disastrose e un poster italiano realizzato con gli scart di Paint hanno reso a malapena adatto per una timida distribuzione estiva. Neanche il piacere di rivedere Jody Foster, di recente regista di film e serie TV tutt’altro che memorabili, può spingermi a fare il check-in all’Artemis.
Cannibal Kid: Film che latita nell'hard-disk da mesi, la sua uscita italiana mi ha ricordato della sua esistenza. E ora che me ne sono ricordato, posso dimenticarmene di nuovo. Di cosa stavamo parlando?
Ford: altro film che mi pare sinceramente scarso e che non intendo recuperare neppure alla vigilia delle ferie, quando la serata film diventa una vera e propria goduria, specie sapendo che il giorno dopo ci attende il mare invece che il lavoro. Passo oltre senza troppi patemi.

Fast & Furious – Hobbs & Shaw
(8 agosto)

"Questa rubrica chiude: non posso fare altro che perdermi in un trip per combattere il dispiacere."
Mr. Ink: The Rock e Jason Statham chi? Ospitato da due boss come Ford e Cannibal Kid, esperti in risse (verbali) da orbi, mi sembra una scortesia grande preferire la compagnia dei protagonisti dell’ennesimo Fast & Furious (reboot, prequel, boh: non so cosa sia) alla loro. Lo salterò per questo motivo perciò, e non perché non abbia mai visto in vita mia un capitolo della serie action.
Cannibal Kid: Mr. Ink, non hai mai visto manco un Fast & Furious? Devi recuperare il primo, un caposaldo della tamarraggine dei primi anni zero, mentre il resto della saga è più che altro trascurabile. Curiosamente, a introdurre Ford alla visione di questa serie cinematografica ero stato proprio io. Riuscirò a convincere pure il poco tamarro autore del blog letterario Diario di una dipendenza? Tutto può succedere, tranne che questo non necessario spin-off dedicato alla versione action-hero di Ford & Me, ovvero Hobbs & Shaw interpretati da Dwayne Johnson & Jason Statham, si riveli un capolavoro.
Ford: questo spin off di un franchise partito decisamente male e divenuto interessante con l'arrivo di The Rock e del suo livello oltre misura di tamarraggine promette di essere uno dei guilty pleasure fordiani dell'estate: botte, casino, The Rock, Statham, altre botte, esplosioni, altre botte. E, sempre in tema di wrestling, la comparsata di un parente dello stesso Dwayne Johnson, considerato da molti come il "nuovo John Cena", Roman Reigns. Direi che non posso perderlo.

Il sole è anche una stella
(8 agosto)

"Ho talmente paura di questo film che non vado oltre la locandina."
Mr. Ink: Lui, asiatico, incontra lei, giamaicana con il visto in scadenza. Hanno un giorno insieme, New York e pochissime speranze di lieto fine. Sembra tutto talmente teen e adorabile, ovviamente, che lo conosco già. Lo scorso anno ho letto infatti l’omonimo romanzo di Nicola Yoon, giù autrice del passabile Noi siamo tutti, con un coinvolgimento che non mi sarei aspettato. Un po’ Serendipity, un po’ Prima dell’alba, come risulterà in sala un genere che, di solito, preferisco leggere sotto l’ombrellone anziché guardare?
Cannibal Kid: Finalmente Mr. Ink rivela il suo lato più cannibale, e finalmente la programmazione cinematografica di agosto mi regala una youngadultata strappalacrime come si deve. A piangere mi sa però che sarà più che altro Ford. Dal terrore.
Ford: in effetti, questo promette di essere l'horror più terrificante dell'estate. E di fronte ad una cannibalata tale, giro bene al largo.

Crawl – Intrappolati
(15 agosto)

Risultati immagini per crawl intrappolati
Ford e Katniss Kid durante la stesura dell'ultima puntata della rubrica.
Mr. Ink: Gli animalisti devono essersi rotti i cosiddetti. Squali intrappolati negli uragani del trash, squali che nuotano nei supermercati sommersi, squali alle prese con le grazie di Blake Lively o Mandy Moore strizzate in drammatici bikini colorati. Insomma, non soltanto Steven Spielberg. E alla lobby dei coccodrilli giganti, invece, chi pensa? Il francese Alexandre Aja, dopo avermi divertito da morire con Alta tensione, Le colline hanno gli occhi e Piranha, ci porta in uno scantinato allagato. Una trappola mortale, in cui la suddetta belva assassina può tormentare Kaya Scodelario: piuttosto misera a livello di curve, vero, la fanciulla britannica di Skins è comunque una bellezza da non sottovalutare. Produce Sam Raimi.
Cannibal Kid: Una robaccia survival trash con i coccodrilli giganti? Ma questa è una fordianata gigante che non guarderò mai!
Ah, la protagonista è Kaya Scodelario? Corro subito a guardarlo!
Ford: Aja è piuttosto incostante, ma il suo livello di trash abbastanza elevato da farmi considerare questo survival con coccodrillo gigante annesso come un altro dei guilty pleasures da ombrellone che mi sa tanto dovrò cercare di recuperare, immaginando una delle future battaglie con il Cannibale con me nella parte del rettile mangiatutto e lui in quello della damigella in pericolo.

Il re leone
(21 agosto)

Cannibal Kid e Ford si salutano prima delle vacanze.
Mr. Ink: Margo Mengoni ed Elisa sono le versioni italiane di Donald Glover e Beyoncé. Doppieranno Simba e Nala, tanto nel cantato quanto nel parlato, nel’ennesimo live action non richiesto. Ripeto, signore e signori, Mengoni ed Elisa: e c’è chi, con anni d’anticipo, osa lamentarsi se la prossima Ariel sarà impersonata da un’attrice di colore? Di questo passo attendiamo Crudelia doppiata da Alessandra Amoroso: i dalmata, così, si ammazzeranno direttamente da sé, per la gioia delle pelliccerie di ogni dove.
Cannibal Kid: Considerando che già la versione originale a livello musicale non è niente di che, per quella italiana c'è proprio da aver paura. Anche se la scelta di Elisa non mi sembra così malvagia. Considerando inoltre che già ero stato tra i pochi al mondo a non aver sopportato la ruffianissima e fordianissima pellicola animata, questa “nuova” versione, non richiesta soprattutto da me, me la sbranerò. Se mai la guarderò.
Ford: la Disney, in evidente crisi di idee, continua a propinare al pubblico live action dei suoi film d'animazione più noti e amati. E, a meno di pressioni insostenibili dei Fordini, farò come ho già fatto con Dumbo e compagnia bella. Finta che non siano neppure usciti.

La rivincita delle sfigate
(21 agosto)

Risultati immagini per la rivincita delle sfigate
"Ti senti davvero una sfigata?" "Mai quanto un blogger cinematografico!"
Mr. Ink: Inaspettato successo di critica in patria, Booksmart – esordio alla regia dell’attrice Olivia Wilde – arriva in Italia storpiato da un titolo a misura di Giffoni. Ritratto adolescenziale annunciato come fresco e divertente, per alcuni già iconico, potrebbe essere una delle maggiori sorprese di una stagione dichiaratamente fiacca. Dopo Eight Grade (se vi manca, recuperatelo!) ho lasciato un posto vuoto per un altro romanzo di formazione, sperando che quest’opera prima sia proprio il diamante grezzo di cui si legge in anteprima.
Cannibal Kid: Dai, dai, dai. Un film teen che si preannuncia come il Lady Bird di quest'anno e che si prenota un posto tra i miei nuovi cult personali. Alla faccia di quello sfigato di Ford, uahaha!
Ford: nonostante le apparenze cannibalesche - paurosamente cannibalesche - questo film potrebbe rivelarsi la sorpresa del mese e forse dell'estate, considerato che incuriosisce perfino un tamarro senza ritegno come il sottoscritto. Speriamo bene.

Submergence
(22 agosto)

"Questa rubrica chiude." "Sono distrutto dal dolore."
Mr. Ink: Nomen omen. Sumbergence, dramma romantico con a bordo una coppia di belli e bravi da paura (Michael Fassbender, nella fantasia di qualche fan, probabilmente si è spupazzato entrambi), è stato sommerso e superato dagli altri titoli girati nel mentre da Alicia Vikander e James McAvoy. Io stesso me l’ero procurato in lingua per poi dimenticarlo presto e senza rimpianti sul mio Hard Disk. C’è da aggiungere l’aggravante, poi, che il cielo non brilli da un po’ sulla filmografia ondivaga del regista Wim Wenders... Meriterà finalmente una rispolverata, e il recupero?
Cannibal Kid: Se manco a un fan di Alicia Vikander come me è mai venuta voglia di guardare questo potenziale polpettone che ha già due anni sul groppone, dubito che verrà a qualcun altro. Forse giusto a quel tenerone di Ford, uno dei pochi al mondo a cui quell'altro polpettone con la Vikander, alias La luce sugli oceani, era piaciuto ancora più che a me.
Ford: La luce sugli oceani era stato una grande e inaspettata sorpresa, ma c'è da dire che in quel periodo ero a casa per il mio anno sabbatico dal lavoro ed avevo le energie fisiche e mentali per affrontare polpettoni di ogni genere. Ora mi pare più difficile, dunque penso che lascerò Wenders ancora per un pò in standby.

Charlie Says
(22 agosto)

"Stasera White Russian per tutti, e poi si va a far visita a un certo Marco Goi!"
Mr. Ink: Il famigerato Charles Manson si contende il titolo di cattivo dell’anno con il nostro Matteo Salvini. Spunto prima per un orribile film di serie Z con la rediviva Hilary Duff nei panni di Sharon Tate, poi per l’ultimo attesissimo Quentin Tarantino, il carismatico sussurratore dallo sguardo infernale ha questa volta il volto di uno dei Doctor Who più noti nel ritorno in sala di Mary Harron. Sia per il passaggio in Laguna, sia per la regista che – a proposito di squinternati da manuale di psicologia – firmò il cult American Psycho, ci si fida.
Cannibal Kid: Come antipasto per il film di Tarantino ci potrebbe stare. Anche perché pure io di Mary Harron mi fido, così come non mi fido di James Ford, Charles Manson e Matteo Salvini. I tre cattivi dell'anno. E di sempre.
Ford: Manson è un personaggio che mi ha sempre infastidito, un pò come Cannibal, e parlando di psicopatici e serial killers non è mai stato tra i miei favoriti. Eppure, non fosse altro che per fare da anticamera a Tarantino, una visione ci potrebbe stare. Potrebbe.

Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen
(28 agosto)

Risultati immagini per attacco al potere 3
"Cannibal? Sto venendo a prenderti."
Mr. Ink: Perché, ne hanno fatto pure altri due? Gerard Butler, accusato del tentato omicidio del Presidente degli Stati Uniti (no, non Donald Trump: la storia allora sarebbe molto diversa), si vendica insieme a papà Nick Nolte. L’attore protagonista, per l’occasione, rispolvera in parte il canovaccio di Giustizia privata – thriller tamarro che, a sorpresa, mi era piaciuto parecchio ai tempi – e ruba il ruolo all’ormai intercambiabile Liam Neeson. Gerard, che mi combini: la precedenza agli anziani!
Cannibal Kid: La precedenza agli anziani non viene data nemmeno in questa rubrica. Ford infatti è sempre l'ultimo a commentare. Mentre sarà il primo (e unico) a guardare questo nuovo inutile capitolo di una saga che per me poteva tranquillamente finire già al trailer del primo film.
Ford: Gerardone Butler è uno dei fordiani più fordiani degli ultimi anni, anche se ammetto che la saga di Attacco al potere è quasi troppo perfino per me. Avendo visto gli altri due ed essendo in agosto potrebbe scapparci anche questo numero tre, ma non garantisco. A meno che il Gerardo non mi prometta di darle a Trump, Cannibal o entrambi.

The Rider – Il sogno di un cowboy
(29 agosto)

Risultati immagini per the rider il sogno di un cowboy
"Questo sarebbe il sogno di Ford."
Cannibal Kid: Sono felice che i miei colpi di teatro siano apprezzati, almeno da qualcuno. Un altro colpo di teatro è l'annuncio che questa sarà l'ultima puntata della rubrica sulle uscite cinematografiche. Però se non altro si chiude alla grande. The Rider a me è piaciuto decisamente, ma credo che Ford potrebbe trovarlo addirittura uno dei più bei film del decennio. E una pellicola gradita da entrambi è un altro colpo di scena clamoroso.Mr. Ink: Tante cose possono dirsi del Cannibale, belle e brutte, ma non che non abbia un certo gusto per i colpi di teatro: me lo conceda a cuor leggero anche Ford. Chi non legge le sue classifiche di fine anno per sapere quale film di nicchia, all’ultimo momento, ha tirato fuori dal cilindro? Nel 2018, fra gli altri, è stato il turno di The Rider. Dramma western alla Kent Haruf, acclamatissimo nel circuito indie, che potrebbe regalare gioie e lacrime di commozione anche su White Russian. E quando un piccolo film mette d’accordo il Gatto e la Volpe, diciamolo, non può che essere grande.
Ford: non mi ricordavo di questo colpo di teatro del Cannibale, e dunque mi segno di recuperare questo The Rider - che promette benissimo - in modo da poterne parlare appena tornerò dalle vacanze, anche se sarà durissima farlo rischiando di essere d'accordo con il Cucciolo Eroico, così come è stata dura essere d'accordo con lui nel decidere di chiudere questa rubrica.

Teen Spirit – A un passo dal sogno
(29 agosto)

Risultati immagini per teen spirit a un passo dal sogno
"Questo sarebbe il sogno di Cannibal."
Mr. Ink: Ha il titolo che fa pendant con una canzone dei Nirvana ma, nella colonna sonora interamente cantata dalla protagonista, si scorgono a colpo d’occhio alcuni dei successi pop più trasmessi di questi anni. In attesa di vedere Natalie Portman in Vox Lux ed Elisabeth Moss in Your Smell, ci si godrà con gli occhi a cuoricino il talento e la bellezza della mia sorella Fanning preferita. Benché il sottotitolo suggerisca un musical in stile Disney Channel, meglio fidarsi della fotografia cupa alla Refn e della prova alla regia di Max Minghella, figlio d’arte conosciuto come attore (è Nick, l’autista innamorato) in The Handmaid’s Tale. Off topic: su YouTube, intanto, cercate il duetto fra Elle e Woodkid e alzate il volume a palla.
Cannibal Kid: Per chiudere alla grandissima per sempre questa rubrica, dopo il gioiellino The Rider ecco un altro potenziale nuovo cult assoluto. Per abbassare un po' le aspettative devo ricordarmi della cocente delusione provocata di recente da Vox Lux. Questa volta spero comunque che tutto vada per il verso giusto. Elle Fanning in versione popstar è già la mia nuova popstar preferita e un film del genere qui su Pensieri Cannibali già solo dal titolo è a un passo dal sogno. E a un passo dal cult.
Quanto alla fine della nostra rubrica sulle uscite cinematografiche, rappresenta invece la fine di un incubo. Almeno per un po' potrò starmene beato senza le opinioni spesso discutibili, e ancor più spesso detestabili, di Mr. James Ford. Tranquilli però che la nostra rivalità continuerà ancora. Cannibal VS Ford, la sfida prosegue. Coming soon su Pensieri Cannibali e WhiteRussian.
Ford: si chiude questa puntata - e la rubrica - con un potenziale cult cannibale che spero sinceramente di poter massacrare alla grande, più che altro perchè, ora che un capitolo è alle spalle, la rivalità più lunga della blogosfera ha bisogno di nuove sfide, e nuova benzina gettata sul fuoco. Non sia mai che si lasci questo spazio troppo vacante, del resto.


sabato 1 giugno 2019

Saturday's child back in late


Nuova settimana di uscite e grande ritorno del più classico dei ritardi made in Saloon, in compagnia del solito e fastidioso Cannibal Kid e di un ospite d'eccezione, Gabriele Russo, che per tenere fede al suo cognome per sopportare me e il mio rivale si è dovuto scolare tre o quattro white russian.
Una cosa che potrebbe inaugurare una nuova tradizione per gli ospiti di questa rubrica in modo da colmare il gap con gli squilibrati commenti dei "padroni di casa".


"Voglio che Godzilla venga messo immediatamente a guardia di King's Landing."


Rocketman

"Questo look fordiano non mi convince a fondo. Il white russian un pò di più."
Gabriele: Dopo la “Still standing” del gorilla di Sing, Taron Egerton andò in fissa per Elton John e bisognava appaciarlo in qualche modo. Dopo le briciole per la regia di Bohemian Rhapsody, poi, bisognava far contento pure Dexter Fletcher. Lo sfrontato biopic/musical sul baronetto ha fatto felici attore e regista e, si spera, pure noi. Perché, a quanto pare, questi nuovi musicarelli faranno la fine dei cinecomic. C’è stata la benedizione di sir Elton, quindi, se non dovesse piacervi, sapete con chi prendervela. Il problema Cannibal e Ford manco se lo pongono: hanno snobbato Mamma mia! Perché scegliere questo?
Cannibal Kid: Mamma mia! continua a spaventarmi quasi quanto il wrestling, lo ammetto. In quel caso si tratta però di un vero musicarello con Meryl Streep che canta, quindi paura. I biopic musicali invece sono un genere che amo particolarmente. Sono riuscito ad apprezzare persino Bohemian Rhapsody sui da me tanto odiati (un tempo, dopo la pellicola un po' meno) Queen. Pure di Elton John non è che sia proprio un grande fan, ma il lavoro da quanto ho visto promette bene e Taron Egerton prenota già un posto alle nomination degli Oscar 2020. Quindi insomma sì, credo che quello sull'uomo razzo non sarà un film del cazzo.
Ford: mi tocca essere d'accordo con Peppa Kid su Mamma Mia, su Bohemian Rhapsody e anche su questo Rocket Man, anche perchè il buon Elton ha sfoderato nel corso della sua carriera dei pezzi davvero da paura. Fortunatamente non sono d'accordo con lui sul wrestling, che perfino il Baronetto, se non ricordo male, apprezza. Dunque spero che Gabriele entri a far parte del nostro circolo fordiano del Russo Bianco e snobbi quello del the delle cinque del mio rivale.

Godzilla II - King of the Monsters

Cannibal e Ford nel corso della preparazione della rubrica delle uscite in sala.
Gabriele: Vallo ad accontentare lo smaliziatissimo pubblico di nerd e cinefili che ci ritroviamo in sala sempre più agguerriti, con il ritorno del lucertolone stavolta più grasso, più arrabbiato e più confuso. Valli ad accontentare dopo avergli piazzato nel trailer una “Somewhere over the rainbow” che Dorothy Gale ancora si rivolta nella sua tomba in Kansas. Ebbè, almeno si è data l’opportunità a miss Undici di farla qualche altra espressione d’attrice.
Cannibal Kid: Stavo parlando di film del cazzo, ed ecco che arriva il nuovo Godzilla. Una coincidenza? Già il precedente mi era sembrato mostruoso, e non intendo in senso positivo. Mostruoso ai livelli delle sparate cinematografiche di Mr. James Ford, per intenderci. Ok, questa volta il cast è cambiato, ma il risultato mi sa che è rimasto lo stesso. Se non ancora peggiore.
Ford: sulla carta questo film sui mostri dovrebbe essere pane per i miei denti, e invece mi attrae più o meno come una delle pellicole consigliate dal mostruosamente incompetente cinematograficamente parlando Cannibal, che come ogni volta cerca di attirare l'attenzione su di me affinchè nessuno si accorga di tutto quello che è evidente.
Sinceramente, preferivo il King of monsters targato Neo Geo negli anni ottanta, e non sentivo la necessità di questa roba.

L’angelo del crimine

"Pur di non far guidare Ford, sono disposto a passare alla mano armata."
Gabriele: Ma la povera Dorothy può rifarsi con la struggente cover di Palito Ortega per il trailer di “El Angel”, azzeccatissima per questo film ispirato a una storia vera. Quella violenta, sexy e imprevedibile del killer argentino Robledo Puch, qui incarnato dalla faccia d’angelo di un ragazzetto che sembra uscito dal cast di Elite. Si chiama Lorenzo Ferro e diventerà famoso. E produce Almodóvar. Ma a voi stà cosa non impressiona manco un po’, vero colleghi?
Cannibal Kid: In pratica, raccontata così sembra la versione argentina di Ted Bundy. Dal trailer pare inoltre come la versione teen-rétro-vintage-hipster-radical-chic della solita vicenda di un killer panesalame di quelle che piacciono a Ford. Non so allora se finirà per piacere più a me che a lui, però io già adesso sono abbastanza impressionato, lo confesso.
Ford: potenzialmente la sorpresa della settimana, soprattutto perchè potrebbe essere una di quelle pellicole in grado - impresa non da poco - di mettere d'accordo perfino Peppa e il sottoscritto. Accadrà questo miracolo voluto dall'angelo?

Quel giorno d’estate

"Sei proprio brava a guidare: molto meglio di Ford!"
Gabriele: E qui siamo di fronte a roba che ti prende a schiaffi e ti riporta nel mondo fin troppo reale, dopo le prodezze di Stark cinematografici o televisivi. Storia di David, eterno adolescente costretto a farsi da padre per la nipotina che resta orfana. Lo hanno definito radioso, commovente, imperdibile. Ma a me la bimbetta che mi ricorda la mia di nipotina mi aveva già convinto al primo sguardo. Perché io un cuore ce l’ho. Io.
Cannibal Kid: Quando si parla di nipoti, quel briciolo di umanità che mi è rimasto dentro torna con prepotenza a farsi sentire. Quel giorno d'estate, per di più un film francese e con nel cast Stacy Martin già in miei cult personali come Nymphomanic e Il mio Godard, ha quindi tutte le carte in regola per “fregarmi” alla grande. Come un film action di merda con Stallone fa con Ford.
Ford: nonostante si tratti di un film francese potenziale radicalchiccata cannibalesca, questo giorno d'estate - sarà che tarda ad arrivare in questa primavera monsonica - pare un'altra potenziale sorpresa, e considerato che gli ultimi due anni non sono stati propriamente un tripudio dal punto di vista cinematografico, ben vengano potenziali titoli in grado di colpire e rimescolare già da ora le gerarchie delle classifiche di fine anno.

Pallottole in libertà

"Cannibal, in nome della Legge fordiana, ti dichiaro in arresto!"
Gabriele: A me Audrey Tautou da fastidio. Non come Nicholas Cage o Loredana Lecciso, intendiamoci, ma da fastidio. E in questo sgangherato thriller in cui una bella poliziotta cerca di tenere viva la memoria del marito (poi non così) eroico morto proprio da poliziotto, c’è pure lei. A me da fastidio, lasciatemi stà.
Cannibal Kid: A me Audrey Tautou dava fastidio ai tempi de Il favoloso mondo di Amélie, uno dei film più favolosamente sopravvalutati della storia. Una cosa che non mi ricordo è: anche a Ford ha fatto schifo quella pellicola?
Vedendola poi in altri film, devo però dire che Audrey Tautou l'ho rivalutata abbastanza. Inoltre, i veri protagonisti di Pallottole in libertà sono Adèle Haenel, giovane attrice fenomenale, e Pio Marmaï, già visto in quello sconosciuto capolavoro di Le Premier jour du reste de ta vie, ma anche negli adorabili Travolti dalla cicogna e Ritorno in Borgogna. Dal trailer sembra inoltre la tipica commedia indie francese di quelle che su Pensieri Cannibali partono già dal 7 in su come voto. Anche se nella mia penosa Casale probabilmente non lo daranno, io ho già il biglietto del cinema prenotato comunque.
Ford: stranamente, anche su Il favoloso mondo di Amelie - apprezzabile per certi aspetti - io e il Cucciolo Eroico andiamo d'accordo. Così come con Gabriele concordo a proposito della Tautou, che con quell'aria da finta brava ragazza hipster non me l'ha mai raccontata giusta. Detto questo, in una settimana posso concedere il beneficio del dubbio solo ad un titolo francese alla volta, ed essendomelo già giocato con Quel giorno d'estate, temo che non ci sarà spazio anche per questo.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...