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lunedì 2 marzo 2020

White Russian's Bulletin



Nel pieno del quasi epicentro della psicosi da Coronavirus il Saloon torna, per vincere l'assurdità dell'antisocialità della situazione che stiamo vivendo, con un Bulletin abbastanza ricco - considerati gli ultimi tempi -, ed una serie di recuperi da piccolo schermo che, insieme ai "sabati sera Cinema" con i Fordini moltiplicatesi a causa della chiusura delle scuole, hanno caratterizzato gli ultimi giorni da queste parti: novità e vecchi titoli che, in qualche modo, possono legare le generazioni e distrarci da una situazione surreale come quella che stiamo vivendo.


MrFord



I DOMINATORI DELL'UNIVERSO (Gary Goddard, USA/Israele, 1987, 106')

I dominatori dell'universo Poster


Tratto dalla notissima linea di giocattoli, Masters of the universe è una delle tamarrate più cheap e clamorose degli anni ottanta, figlia delle produzioni Golan/Globus che resero la mia infanzia decisamente felice: ovviamente non potevo che inserirla nella lista dei "sabati sera Cinema" con i Fordini, che dopo Conan il distruttore - che non ho recensito la scorsa settimana, mea culpa - hanno avuto modo di sperimentare anche l'He Man di Dolph Lundgren prima ancora di aver avuto l'esperienza illuminante della maratona di tutti i Rocky, per la quale aspetterò ancora qualche anno.
Oggettivamente si tratta di un film clamorosamente brutto, ma per chi, come me, è cresciuto con i pupazzetti di He Man e Skeletor ed il Castello di Greyskull, resta una chicca senza precedenti, un cult del trash che non si può dimenticare.




SCRUBS - STAGIONE 7 (ABC, USA, 2008)

Scrubs: Medici ai primi ferri Poster

Prosegue, volgendo ormai alle sue ultime stagioni, il recupero al Saloon di Scrubs, divenuta una delle serie preferite in particolare del Fordino, che incappa con l'annata numero sette nel punto più basso della sua cavalcata - almeno per ora -, complice, se non ricordo male, il famigerato sciopero degli sceneggiatori che mise in ginocchio la maggior parte delle produzioni da piccolo schermo quell'anno. Meno episodi del solito, pochi picchi, molte giocate sul sicuro.
Resta comunque un titolo che fa bene al cuore e si guarda volentieri in qualsiasi momento e condizione, reso ancora più funzionale da un cast ispirato e perfettamente all'interno dei suoi personaggi: talmente tanto che, Scrubs alle spalle, molti di loro sono letteralmente spariti. O quasi.




DOOM PATROL - STAGIONE 1 (AMAZON PRIME, USA, 2019)

Doom Patrol Poster

Non sono mai stato un fan della DC Comics. Anche ai tempi in cui leggevo fumetti come se non ci fosse un domani e scrivevo sceneggiature sperando di poter, un giorno, trasformarlo in un lavoro, la Marvel è sempre stata il mio riferimento assoluto o quasi per il mercato americano.
Prima della visione di Titans lo scorso anno, non avevo mai sentito parlare della Doom Patrol, e riscoprirla in questa serie iniziata praticamente per caso grazie alla piattaforma di Amazon Prime è stato un vero piacere: innanzitutto perchè questa serie - e chi l'ha scritta - è assolutamente delirante, piena zeppa di trovate così assurde da farmi tornare alla mente cose come Spongebob o BoJack Horseman - dall'esercito delle chiappe a Danny la strada gender free -, poi perchè l'atmosfera da Stranger Things versione fifties è una bomba, così come i personaggi, losers di prima categoria come piacciono da queste parti.
Un lavoro da non sottovalutare, che potrà risultare strambo e scombinato - ma attenzione, il "cattivo" Mr. Nobody è uno dei charachters più geniali che abbia visto di recente - ma che si fa volere più che bene, e che rappresenta una delle scoperte migliori del passato recente del piccolo schermo.
Avrei osato con una valutazione più alta, ma spero che con la seconda stagione questi scombinati possano regalarmi gioie ancora più grandi.




NARCOS: MEXICO - STAGIONE 2 (Netflix, USA, 2020)

Narcos: Messico Poster

Da sempre, per genere, stile, narrazione e qualità, sono un fan dell'ormai franchise di Narcos. Alle spalle le prime due, spettacolari stagioni con protagonista Pablo Escobar e la terza, dedicata al Cartello di Cali - avversario storico di Pablo - e passaggio agli orizzonti messicani, ho ritrovato, con il nuovo setting, le atmosfere e le vicende già romanzate da Don Winslow nella sua trilogia formata da Il potere del cane, Il cartello e Il confine.
Lo scorso anno gli autori si erano concentrati sulla vicenda - che fu fondamentale soprattutto in termini simbolici - che portò alla morte dell'agente Kiki Camarena, mentre con questa season two i riflettori si spostano sugli effetti che quella stessa morte ebbe rispetto agli affari non solo del patron messicano Gallardo e sui suoi associati, ma anche sui loro rapporti con la Colombia - principale fornitrice del prodotto che i messicani, ai tempi, di fatto traghettavano negli States - e gli USA, sempre pronti a dare un colpo al cerchio e uno alla botte per fare la figura dei buoni samaritani e contemporaneamente arricchirsi senza alcuno scrupolo.
La tensione è sempre alta, i personaggi funzionano, le sfumature delle miserie umane vengono mostrate pienamente dal nero al grigio: unico limite, forse, il fatto che resti un'opera di genere, lontana dai gusti di chi con il crime ha poca confidenza. Ma cazzo, che botta. E che botta, cazzo.




GREMLINS (Joe Dante, USA, 1984, 106')

Gremlins Poster


Altro giro e altro regalo per i "sabati sera Cinema" moltiplicatisi al Saloon a causa della chiusura forzata di scuole, luoghi di lavoro e chi più ne ha, più ne metta.
Gremlins è stata una delle prime pellicole che, ai tempi delle elementari e della mitica videoteca del mitico Paolo, ha contribuito a formare la mia passione per il Cinema: spaventosa, ironica, con quel gusto un pò nostalgico tipico delle pellicole anni ottanta, questa piccola chicca firmata da Joe Dante ha visitato gli schermi dell'allora casa Ford decine di volte, cominciando a formare il mio concetto "stagionale" di settima arte - anche se, in questo caso, sono andato un pò troppo lungo, considerata l'ambientazione natalizia - da sempre radicata in questo vecchio cowboy.
Non lo rivedevo da anni, e oggi mi pare più una commedia nera che non quel piccolo horror che sembrava ai tempi: i Fordini - entrambi - si sono vantati di non essersi spaventati -, hanno manifestato il desiderio di volere anche loro un Gizmo - e come non capirli - e mi hanno tempestato di domande per tutto il tempo, segno che il film riesce ancora a fare il suo lavoro nonostante l'età.
Considerato, dunque, che il Saloon è passato indenne, comincio ad accarezzare seriamente l'idea di passare a calibri più grossi come Predator, per cercare di far salire un pò la tensione: in questo caso, valuteremo con il ritorno del caldo, sempre per parlare di Cinema stagionale.
Intanto, archivio volentieri questo sempre piacevole tuffo nel passato.


lunedì 7 ottobre 2019

White Russian's Bulletin



Settimana di pausa nel recupero tarantiniano - comunque in cima alla lista delle mie priorità di visione - che ha portato al Saloon due nuove uscite e un paio di serie che erano da parecchio nel menù di casa Ford: e in bilico tra pellicole premiate, supereroi e vecchie glorie fordiane, non c'è stato davvero modo di annoiarsi.
Anche se i punti di vista potrebbero essere diversi da quelli raccolti in rete e sui social.


MrFord



THE BOYS - STAGIONE 1 (Amazon Original, USA, 2019)

The Boys Poster


Tratto da una serie firmata dal Garth Ennis di Preacher e legato per ispirazione a Watchmen, The Boys è giunto sugli schermi del Saloon quasi a sorpresa, nonostante il passato legato a doppio filo al mondo del Fumetto del sottoscritto: acclamata e ben accolta, la produzione Amazon centra il bersaglio grazie ad una serie di personaggi e trovate di grande efficacia, oltre ad una manciata di episodi - quelli iniziali - davvero notevoli.
Si spegne un pò alla distanza, ma senza dubbio presenta materiale che, se ben trattato, potrebbe trasformare The Boys in una delle realtà da supereroi più interessanti del passato recente, grazie principalmente al gruppo di outsiders protagonisti/antagonisti e ad un villain d'eccezione - il Patriota di Anthony Starr, che in barba al passato tagliato con l'accetta di Banshee ha svolto un lavoro d'interpretazione notevole -, oltre ad una visione che porta il mondo del superpotere strettamente a contatto con i difetti che tutti noi portiamo dentro da esseri umani.
E cosa accade quando un essere umano in grado di sfondare muri o volare o correre a velocità supersonica non è in grado di mantenere il controllo?
Who watch the Watchmen?, recitava la graphic novel cult di Alan Moore. Ci sarebbe da chiederselo.




WU ASSASSINS - STAGIONE 1 (Netflix, USA, 2019)

Wu Assassins Poster


Giunta sugli schermi di casa Ford principalmente grazie alla presenza nel cast di Iko Uwais e alla promessa di un sacco di calci rotanti, Wu Assassins ha finito per non rispettare appieno le attese: la produzione Netflix, ambientata in una San Francisco splendidamente ripresa, ha vissuto nel corso dei suoi dieci episodi una sorta di lotta tra la componente action e botte da orbi e quella fantasy, legata a doppio filo alla trama principale che vede il protagonista ritrovarsi ricettacolo del potere di Assassino dei Wu, esseri una volta umani divenuti sovrannaturali grazie al ritrovamento di reliquie in grado di donare loro caratteristiche uniche ma anche una propensione al "lato oscuro" non indifferente.
Personalmente, ho di gran lunga preferito la prima, legata agli stilemi classici del "buono contro cattivo" in ambiente metropolitano con tante mazzate e dose di pane e salame elevata rispetto alla seconda, più dispersiva, senza particolari idee e confusa, purtroppo pronta a prevalere nel ciclo di episodi che concludono la stagione, ancora senza una conferma a proposito di una seconda.
Faccio giusto tesoro delle evoluzioni di Uwais - uno dei migliori interpreti attuali del "Cinema di botte" - e di Katheryn Winnick, la Lagertha di Vikings.




JOKER (Todd Phillips, USA/Canada, 2019, 122')

Joker Poster

Ho fatto di tutto, nonostante le recensioni entusiastiche lette in ogni dove in rete e sui social, per non farmi influenzare dall'hype rispetto al Joker fresco vincitore del Leone d'Oro a Venezia, in modo da evitare l'eventuale delusione. Oggettivamente, c'è da congraturarsi con Todd Phillips per la confezione e la realizzazione di una pellicola dal sapore di anni settanta disturbante e molto autoriale, considerato il genere, e con Joaquin Phoenix per un'interpretazione ottima, almeno tre scene cult - la discesa dalla scalinata una volta completata la "mutazione" in Joker, gli omicidi in metropolitana e quello nello studio televisivo - ed un lavoro di oppressione rispetto allo spettatore più che efficace, eppure devo ammettere di essere uscito dalla sala emotivamente distaccato, con la sensazione di aver assistito ad un grande spettacolo con la grande pecca di essere stato studiato clamorosamente a tavolino.
Anche se non è giusto - perché si tratta di pellicole diverse - fare paragoni, questo Joker è più simile a quello macchiettistico di Nicholson nel primo Batman di Tim Burton che non a quello distorto e caotico di Heath Ledger nel Cavaliere Oscuro di Nolan, e proprio per questo, forse, non sono riuscito a sentire tutta la carica emotiva che avrebbe dovuto avere.
Resta senza dubbio un lavoro con i fiocchi, ma non quelli che restano stampati nella memoria.




RAMBO: LAST BLOOD (Adrian Grunberg, USA/Spagna/Bulgaria, 2019, 89')

Rambo: Last Blood Poster


La settimana è stata chiusa dal più consueto festival della tamarrata fordiana, quel Rambo che, come Rocky ed in modo ancora più pane e salame continua a non voler mollare e continuare a combattere, in barba ad età, mondo che cambia ed essere fuori tempo massimo.
Riprendendo il canovaccio di Taken alimentando pessimismo e violenza, il buon Sly riesuma uno dei suoi charachters simbolo in un tributo che ha poco senso in termini di scrittura e di logica narrativa ma è una gioia per gli occhi ed il cuore di tutti i fan che, come il sottoscritto, l'hanno visto attraversare mezzo mondo e spaccare culi a prescindere dalla latitudine geografica ed ora tornano ad apprezzarlo tra le mura di casa sua, spinto come il passato vuole dalla vendetta e dal desiderio di raddrizzare i torti.
Con ogni probabilità i radical chic o i finti intenditori di Cinema come Cannibal Kid protesteranno di fronte a un titolo come questo, eppure messi da parte i pregiudizi ed accettata l'operazione per quello che è, resta un festival del gore versione action come solo il Rambo precedente era stato.
Segno che, per quanto fantasmi, certi personaggi hanno ancora il diritto ed il dovere di far sentire la loro presenza al pubblico.


domenica 21 luglio 2019

Thursday's child - Spider Man very late special

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Con un ritardo abissale e dopo un silenzio che non si era mai verificato qui al Saloon, ripropongo lo speciale che, con Cannibal, avevamo programmato una decina di giorni fa in occasione dell'uscita in sala di Spider Man: far from home, pronto a ripercorrere tutta la storia recente di Testa di tela sul grande schermo. Fa davvero strano pubblicare questo post oggi, in differita e per giunta dopo aver visto il film, ma succede anche questo. E per una volta non per colpa del mio rivale.


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"Che facciamo, Ford, programmiamo la rubrica?" "Non siamo ancora abbastanza in ritardo, Spider Kid. Aspettiamo un altro paio di settimane!"


Spider-Man

Spider-Man Poster

Cannibal Kid: C'era una volta, tanto tempo fa, il primo Spider-Man cinematografico, Tobey Maguire. Perfetto nella parte del nerd di quelli simpatici, non di quelli che vorresti bullizzare dal mattino alla sera. Anche perché poi si scopre che può sparare ragnatele dai polsi e altre diavolerie del genere, quindi mica è facile bullizzare un tipo del genere. C'era una volta, ma nemmeno troppo una volta. Non stiamo parlando dell'età della pietra in cui è venuto su Ford Flintstone, ma del 2002. Fa strano pensare che nel giro di manco due decenni siano già cambiati 3 Uomini Ragno, però il mondo gira velocemente, il tempo passa, non ci sono più le mezze stagioni e altri luoghi comuni fordiani di questo tipo.
C'è da dire che un po' ce l'ho, con questo primo Spider-Man. Non perché non mi sia piaciuto. Anzi, mi ha esaltato un casino (nel 2002 era ancora fico dire “esaltato un casino”, quindi passatemi l'espressione). Era un film divertente, con una sceneggiatura notevolissima, una scena di bacio al contrario entrata nella storia del cinema e c'era pure Kirsten Dunst. Insomma: il miglior cinecomics realizzato fino a quel momento. Il problema è proprio questo. Spider-Man ha fatto tornare di moda i cinecomics, anzi li ha portati su un altro livello, in un periodo in cui, dopo il ridicolo Batman & Robin, il genere sembrava finito. Morto. Kaputt. Da lì in poi tutti a copiare Spider-Man, chi bene, come la serie Heroes, chi male, come quasi tutti gli altri.
(voto 8/10)
Ford: da accanito lettore dei fumetti Marvel nonché fan sfegatato del charachter di Spidey fin dall'infanzia, l'uscita del primo lungometraggio firmato Sam Raimi dedicato all'alter ego di Peter Parker fu un evento epocale. Ricordo che vidi in sala il primo spettacolo del primo giorno, tornai a vederlo un altro paio di volte ed acquistai il dvd il giorno dell'uscita. Fu, per chi come me è un pò più vecchio, il primo, vero, grande lavoro di fusione tra Comics e Cinema, perfetto nel rendere l'idea di uno dei personaggi più azzeccati mai creati da Stan Lee.
(voto: 7,5)

Spider-Man 2

Spider-Man 2 Poster

Cannibal Kid: Dopo il primo Spider-Man, come ho appena detto, tutti a copiare Spider-Man. Pure lo stesso Sam Raimi. Con il sequel c'è però da dire che ha portato il gioco a un livello ancora superiore. Spider-Man 2 è più dark e profondo, senza dimenticare di essere un ottimo prodotto d'intrattenimento ricco d'ironia. Un seguito all'altezza dell'originale e forse persino un pochino più emozionante. Con un attore più convincente di Alfred Molina – che non sopporto – come villain sarebbe stato ancora meglio. In ogni caso, tanta roba.
(voto 8+/10)
Ford: il sequel è sempre materiale pericoloso, ma Raimi con il secondo capitolo della sua trilogia non solo sorprende, ma migliora ulteriormente la qualità inserendo nella formula il complesso rapporto tra Peter Parker e il Dott. Octopus, simile a quello che si potrebbe avere con un insegnante o con un padre. La sequenza della lotta sul treno della metropolitana è ancora oggi impressa nella mia mente, e se forse sono meno affezionato a questo numero due rispetto al primo a livello emotivo, cinematograficamente parlando per me resta ancora lo Spidey migliore.
(voto: 8)

Spider-Man 3

Spider-Man 3 Poster

Cannibal Kid: Non c'è Ford senza Cannibal, e non c'è due senza tre. Purtroppo. La trilogia di Sam Raimi si sarebbe potuta fermare al capitolo precedente, anche se in quel caso non sarebbe stata una trilogia, e nessuno l'avrebbe rimpianto. Al contrario. Spider-Man 3 è tutto ciò che i primi due episodi avevano evitato. È un brutto pasticcio kitsch finto epico che riporta i cinecomics ai “fasti” degli anni '90. Proprio quelli che dopo Batman & Robin sembravano essere scomparsi dalla circolazione. Un film da dimenticare...
Hey, ma di cosa stavamo parlando?
(voto 4/10)
Ford: dopo due capitoli scoppiettanti e clamorosi, Raimi prova a giocare la carta dello humour nero che l'ha sempre contraddistinto ripescando per l'occasione uno dei villain che ai miei tempi da lettore adoravo, Venom. Peccato che il risultato appaia fuori fuoco e poco avvincente, e la scelta di affidare a Grace il ruolo di Eddie Brock una delle meno azzeccate della Storia dei Cinecomics. Un vero peccato, perchè l'occasione di chiudere in bellezza c'era tutta, ma è sfumata in una tempesta di bottigliate.
(voto: 4,5)

The Amazing Spider-Man

The Amazing Spider-Man Poster

Cannibal Kid: Andrew Garfield è uno degli attori che più mi stanno sulle palle. Adesso, dopo l'orrendo La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson e il soporifero Silence di Martin Scorsese. Ai tempi in cui aveva ereditato la calzamaglia di Spider-Man da Tobey Maguire, quando arrivava da The Social Network, Non lasciarmi a Boy A, mi stava invece parecchio simpatico e mi era sembrato una scelta valida per il ruolo. Ormai il buon Maguire aveva fatto il suo tempo e, dopo il dimenticabile Spider-Man 3 – hey, come ho fatto a ricordarmene? – l'idea di un reboot delle avventure dell'Uomo Ragno ci poteva stare. Solo che è arrivato troooppo presto. Spider-Man 3 era uscito nel 2007, The Amazing Spider-Man è arrivato nel 2012. 5 anni sono un po' pochi per un reboot. Il problema del film è proprio questo. È carino, un buon intrattenimento, c'è pure Emma Stone e Andrew Garfield non era ancora l'attore fastidioso che è diventato oggi. Solo che è un lavoro del tutto inutile.
(voto 6,5/10)
Ford: qualche anno dopo i fasti di Raimi, viene tentato un primo esperimento di Reboot del personaggio affidando il costume a Andrew Garfield - che personalmente preferisco a Tobey Maguire - e ripartendo da zero. Peccato che, nonostante qualche buono spunto, tutto il coinvolgimento che si provava guardando il primo dei tre film raininiani non venga pervenuto neanche a cercarlo con un branco di cani da tartufo, e tutto risulti semplicemente essere un film d'intrattenimento come tanti altri.
(voto: 5,5)

The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro

The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro Poster

Cannibal Kid: Il sequel del già poco Amazing Spider-Man è ancora più inutile e affrettato del precedente. Due anni dopo è arrivata sugli schermi questa nuova avventurina dell'Uomo Ragno che si lascia più o meno vedere, ma non lascia traccia. Non è un caso se poi non c'è mai stato un Amazing Spider-Man 3 e Andrew Garfield, che qui stava già cominciando a stufare, è stato rimpiazzato.
(voto 5/10)
Ford: questa volta il peso del sequel si fa sentire, e accanto ad un'altra scelta attoriale scellerata - l'Electro interpretato da Jamie Foxx - troviamo un film che non è altro che la versione più sciapa del predecessore, che già non brillava particolarmente rispetto alla meraviglia suscitata nel pubblico. Una saga, questa, interrotta dall'arrivo del colosso Cinematic Universe che, a conti fatti, non è mancata a nessuno. Doveste capitarvi, da fan, potreste recuperarlo solo per completezza.
(voto: 5)

Spider-Man: Homecoming

Spider-Man: Homecoming Poster

Cannibal Kid: Una volta levato dalle palle Andrew Garfield, che pur avendola sfangata è risultato lo Spider-Man di minor successo e meno amato nella storia degli Spider-Man, è arrivato il turno del novellino Tom Holland. Uno che sembra nato per fare Peter Parker, anche se io – nostalgia canaglia – continuo a preferire Tobey Maguire. La vera mattatrice del film comunque è la mia nuova idola Zendaya, sia messo agli atti.
Spider-Man: Homecoming è una pellicola che, per quanto mi riguarda, e non credo che quel vecchiazzo di Ford sarà d'accordo, funziona soprattutto per i suoi aspetti teen. Per quanto concerne la parte più supereroistica invece annoia alquanto. Se già il precedente reboot appariva non necessario, cosa dire di questo Homecoming, giunto dopo appena 3 anni da Il potere di Electro?
Il problema – uno dei tanti problemi – di questi cinecomics contemporanei è che ce ne sono troppi, ne esce ormai uno a settimana come i Bulletin di Ford e quindi basta. Go home!
(voto 5,5/10)
Ford: l'ingresso di Spidey nel Cinematic Universe degli Avengers stravolge le regole e riparte di nuovo da zero, mescolando le atmosfere di quello che fu Ultimate Spider Man con il lavoro fatto da Raimi. Il risultato è un film frizzante e divertente, con un ottimo Downey Jr a fare da spalla a Spidey ed un'atmosfera scanzonata che, a conti fatti, funziona. Certo, non parliamo del più memorabile tra i titoli prodotti negli ultimi anni da Mamma Marvel, ma il risultato c'è e si avvicina di più a quello che, inizialmente, fu l'intento dell'autore de La casa quando riportò Spidey sul grande schermo.
(voto: 6,5)

Spider-Man: Far From Home

Spider-Man: Far from Home Poster

Cannibal Kid: Nonostante quanto qua sopra detto, confesso che un minimo di curiosità nei confronti del “nuovo” Far From Home ce l'ho. Ho detto un minimo. Merito di Zendaya, sempre più idola grazie alla serie Euphoria, e dell'arrivo nel mondo dei cinecomics di Jake Gyllenhaal. Uno che a dirla tutta era già stato il primo vero supereroe dell'epoca moderna, nel 2001, ancora prima dello Spider-Man in versione Tobey Maguire. Parlo di Donnie Darko, ovviamente, da me e da tutto il mondo che ne capisce tanto osannato e da Ford e – basta, solo da lui – tanto incompreso. O sarà anche perché l'ultimo lavoro dell'MCU Avengers: Endgame mi era sorprendentemente piaciuto e mi ha fatto venire un po' più di fiducia nell'MCU. Questo Spider-Man: Far From Home, che si preannuncia parecchio adolescenziale e vacanziero, confermerà la tendenza positiva?
Ford: primo film Marvel post-Endgame, con gli strascichi della morte di Iron Man ed un inedito Peter Parker in viaggio con gli amici lontano da New York. Sarà una bolla di sapone estiva o una sorpresa più che piacevole? Ancora non sono riuscito a capirlo, ma di sicuro la scommessa è affidare la parte del complesso e potenzialmente molto interessante Mysterio a Jake Gillenhaal, che potrebbe diventare l'antagonista più interessante dai tempi dell'Octopus di Alfred Molina. Speriamo bene. E speriamo che far se ne vada anche Cannibal, per un bel po' di tempo.

lunedì 24 giugno 2019

White Russian's Bulletin


Nuova settimana e nuovo Bulletin insolitamente in orario rispetto all'uscita e insolitamente variegato in termini di proposte: a causa della breve vacanza al mare, infatti, ho potuto chiudere i conti con un romanzo che giaceva sul comodino da troppo tempo, tentare la strada della sala e quella delle serie televisive. Non tutto, purtroppo, ha però regalato emozioni e gioie dalle parti del Saloon. Forse è l'ora, una volta festeggiata l'estate con l'ennesimo passaggio su questi schermi de Il grande Lebowski, trovare titoli che non richiedano particolare impegno: i neuroni saranno in vacanza anticipata e non si rischieranno delusioni.


MrFord



SLEEPING BEAUTIES (Stephen&Owen King, USA, 2017)

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Regalatomi da Julez più o meno all'inizio dello scorso anno e subito iniziato, il romanzo a quattro mani scritto dal Re del terrore e da suo figlio - un genere di nepotismo che non apprezzo particolarmente per quanto, forse, nella sua posizione farei esattamente lo stesso per i Fordini -, nato per essere venduto come base per una serie televisiva, ha praticamente tutte le carte in regola per essere una di quelle letture da divorare: una trama non originalissima ma interessante, un interrogativo attuale - cosa combinerebbero gli uomini in un mondo privo o quasi di donne? -, momenti onirici ed altri violenti e reali. 
Eppure.
Eppure Sleeping Beauties non riesce mai ad ingranare la marcia, non incolla alla pagina e, soprattutto, non stuzzica affatto la curiosità di scoprire come andrà a finire. Nella pratica, non crea quella dipendenza che prodotti del genere dovrebbero creare quasi per contratto.
E dunque le seicento e oltre pagine sono diventate una sorta di tappa obbligata intervallata da qualche romanzo di più veloce scorrimento nell'ultimo anno e mezzo, chiuse proprio nel viaggio in treno che mi ha portato dal resto dei Ford. Una liberazione, per quanto mi dispiaccia ammetterlo.




HELLBOY (Neil Marshall, USA/UK/Bulgaria, 2019, 120')

Hellboy Poster

Chi frequenta il Saloon da un pò ben conosce la stima che io nutra per Neil Marshall dai tempi dell'ottimo esordio Dog Soldiers e dello strepitoso The Descent, che ho mantenuto negli anni nonostante il calo nella resa dei suoi lavori sia risultato anno dopo anno evidente.
Il rilancio di Hellboy, charachter creato da Mike Mignola e portato benissimo sullo schermo qualche anno fa da Guillermo Del Toro, poteva essere l'occasione della vita per il regista scozzese di tornare a fare parlare di sé in positivo: peccato che questo Hellboy convinca poco, risulti confusionario e privo di spessore, troppo preoccupato di seminare in vista della creazione di un eventuale franchise ma davvero poco convincente sia se guardato dal punto di vista del cinecomic a largo consumo che da quello della proposta insolita e violenta di nicchia.
Un vero peccato, perchè il protagonista è un personaggio da homerun in termini di potenziale appeal, contrasti e scrittura, e in questa sede viene sfruttato davvero poco e male, finendo per risultare addirittura pesante, più che grottesco e magnetico.
Un'occasione sprecata che, purtroppo, segna e non poco il percorso di Marshall sul grande schermo, almeno per quanto riguarda il Saloon.




SUBURRA - STAGIONE 1 (Neftlix, Italia, 2017)

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Nata ispirandosi all'omonimo film e sull'onda lunga del successo di Gomorra, Suburra rappresentò, un paio d'anni or sono, la risposta di Netflix al successo targato Sky dei Savastano, poggiandosi sulle solide spalle, parlando di talento attoriale, di Alessandro Borghi, pronto con il sorprendente Giacomo Ferrara a prendere per mano un prodotto partito in sordina e forse artigianale rispetto al già citato Gomorra ma episodio dopo episodio divenuto sempre più interessante, principalmente grazie proprio al rapporto tra i personaggi di Aureliano e Spadino, interpretati rispettivamente dagli appena citati Borghi e Ferrara.
Il loro rapporto, nato nell'odio e sviluppatosi come un'amicizia che nasconde la situazione complicata di Spadino, è forse la cosa più interessante della stagione, a prescindere dalle sottotrame che vedono la Roma Capitale percorsa da intrighi che passano dalle sue strade ai salotti d'alto bordo, dal Vaticano fino alla Sicilia della Mafia: un quadro inquietante all'interno del quale i tre giovani protagonisti sono costretti a sopravvivere come pesci gettati dalla vasca di un acquario in un oceano popolato da squali.
Non parliamo di un titolo destinato a fare la storia del piccolo schermo, ma di un prodotto che, per chi ama il genere, rappresenta una buona alternativa made in Italy e, potenzialmente, potrebbe perfino fare "il grande salto". Un pò come i suoi protagonisti.


lunedì 29 aprile 2019

White Russian's Bulletin



Il viaggio a New York ed il rimbalzare tra i ponti divisi tra Pasqua, Liberazione e Primo Maggio, nonchè l'approdo sugli schermi del Saloon delle nuove stagioni di Gomorra, Shameless e Game of thrones ha rallentato non poco il ritmo delle visioni da grande schermo, ma il piatto principale di questa settimana è speciale, non fosse altro perchè ha rappresentato un'uscita in sala di tutti i Ford e la prima "epopea" di tre ore affrontata dai Fordini, che tutto sommato hanno retto molto bene e partecipato parecchio - soprattutto, c'è da ammetterlo, quando volavano gran mazzate -.
Del resto, anche io ho iniziato come loro, e pensare che possano ancora scoprire praticamente da zero un mondo fantastico come quello della settima arte mi emoziona più che se dovessi farlo io.


MrFord



AVENGERS - ENDGAME (Anthony e Joe Russo, USA, 2019, 181')

Avengers: Endgame Poster


La fine - almeno per un annetto - della saga del Marvel Cinematic Universe era piuttosto attesa, qui in casa Ford: da qualche mese, infatti, i Fordini sono preda del fascino dei supereroi, e dalle domande su chi sia più forte di chi alle discussioni su chi fa chi - ricordo le stesse scenette con mio fratello da bambini, solo che noi ci contendevamo Wolverine e Spider Man, loro Groot e Hulk - fino al recupero di alcuni dei film targati Marvel - ancora non tutti, ma si rimedierà -, siamo giunti in sala sperando che tutto potesse andare per il meglio, sia rispetto alla tenuta dei bimbi che alla qualità del lavoro, considerate le recensioni controverse.
A mio parere il risultato è stato un clamoroso successo: Endgame è la degna conclusione della cavalcata come è stata fino ad ora degli Avengers, e riesce a far coesistere comicità, dramma, fan service, epicità, tantissimi personaggi ed una storia che non era semplice comprimere in tre ore di pellicola - che sono comunque parecchie -: in qualche modo, la Marvel ha realizzato il suo Ritorno del re in termini di struttura e gestione, e alla facciazza di chi inevitabilmente andrà contro questo tipo di produzioni mainstream e classiche, trovo possa essere impossibile a meno di non avere seri problemi in termini di emotività non farsi coinvolgere come si fosse bambini da momenti come il confronto - o meglio, i confronti - tra Cap. America e Thanos durante la battaglia finale o sul funerale che apre - come fu per il lavoro più noto di Peter Jackson - la serie di finali che congedano, per ora, l'MCU dal pubblico.
Per il resto, ottimi gli effetti, giusto lo "spezzettamento" - troppi charachters in campo per gestirli diversamente -, interessanti i cambiamenti operati su Hulk, Occhio di falco, Falcon e Thor - bellissima la battuta di Tony Stark su Lebowski -, curioso scoprire quello che accadrà con la Fase Quattro del progetto - che dovrebbe iniziare nel duemilaventi -: quando si parla di Cinema mainstream e d'intrattenimento, produzioni come questa dovrebbero essere prese da esempio.
Avengers, uniti!





HIGHWAYMEN - L'ULTIMA IMBOSCATA (John Lee Hancock, USA, 2019, 132')

Highwaymen - L'ultima imboscata Poster


Avevo ricordi velati delle vicende di Bonnie e Clyde, filtrati attraverso le immagini del mitico Gangster Story di Arthur Penn, e a rinfrescarmi la memoria con una produzione classica e dallo spirito decisamente Western e fordiano ci ha pensato Netflix, che ripercorre molto fedelmente la caccia ai leggendari banditi dalla parte dei due Rangers che si occuparono di seguirli e braccarli fino all'agguato che segnò la fine delle loro imprese.
Come di consueto intensi e funzionali Harrelson e Costner, ottime fotografia e ricostruzione dei tempi, profonda la riflessione ed il confronto tra il compito dell'uomo di Legge ed il ruolo sociale di due ragazzini divenuti a suon di omicidi simbolo del malcontento dei poveri e degli emarginati sociali - incredibile che, nel pieno degli anni trenta della crisi economica e in un'epoca molto meno "social" della nostra, ai funerali di Bonnie parteciparono ventimila persone e a quelli di Clyde quindicimila -, ben descritto il rapporto di amicizia virile dei due protagonisti.
Non brillerà per originalità o capacità di conquistare quella maggioranza di pubblico smart che allo stato attuale ha dimenticato un certo Cinema, ma per quanto mi riguarda, avercene.


mercoledì 24 aprile 2019

Wednesday's child - MCU special



In occasione della settimana che accoglie in sala il nuovo kolossal made in Marvel Avengers Endgame io e il mio rivale nonchè compare Cannibal Kid abbiamo deciso di tornare alla classica formula della coppia e ad una puntata speciale della rubrica delle uscite in sala in cui ci concentriamo solo sull'uscita targata MCU e sull'intero passato di questo progetto ambizioso e commercialmente molto redditizio per gli Studios che l'hanno prodotto nel corso dell'ultimo decennio.
Scoprite con noi cosa pensano e come valutano tutti i prodotti made in Marvel i due antieroi rivali più agguerriti della blogosfera.


MrFord



Il Cucciolo Eroico e Ford Man in una rara immagine da battaglia.

Iron Man (2008)


Cannibal Kid: Il mio primo impatto con il Marvel Cinematic Universe, che allora, nel lontano 2008 probabilmente non era manco stato concepito come tale, è stato subito dei peggiori. Tutti o quasi si sono esaltati con questo film sull'Iron Man imprenditore capitalista fighetto molto berlusconiano, io invece l'ho trovato davvero pessimo. Salvo giusto l'ironia di Tony Stark/Robert Downey Jr., ma per il resto mi è sembrata la solita porcheruola supereroistica. Capisco che a Ford sia piaciuto, considerati i suoi gusti plebei, mentre mi ha stupito di più il fatto che per questo, così come per buona parte dei successivi titoli Marvel, sia impazzita anche una buona fetta della critica. Viviamo proprio in un pazzo Universo (intendo quello reale).
(voto 4/10)
Ford: un inizio molto promettente, quello del Cinematic Universe. La pellicola dedicata a Tony Stark/Iron Man, infatti, era spiritosa, piacevole, ritmata e ricordo bene che mi stupì in positivo alimentando l'hype per i titoli successivi nonostante lo scetticismo iniziale che nutrivo. Downey Jr in una delle sue vesti migliori.
(Voto 7,5/10)

L'incredibile Hulk (2008)


Cannibal Kid: Uno dei pochi mezzi-flop dell'MCU. Mi incuriosiva giusto vedere Edward Norton in versione supereroe ma alla fine, reduce dalla noia della precedente pellicola su Hulk diretta da Ang Lee, me lo sono risparmiato.
(s.v.)
Ford: avevo detestato l'Hulk di Ang Lee, e nonostante abbia apprezzato in parte il tentativo fatto dalla Marvel per recuperare, trovai questo lavoro incompiuto, e ancora oggi spero che prima o poi qualcuno possa realizzare un lungometraggio come si deve su Hulk, sfruttando magari anche il lato più ironico uscito nella sua "rivalità" con Thor.
(Voto 5/10)

Iron Man 2 (2010)


Cannibal Kid: Se il primo Iron Man m'era sembrato una porcheruola, questo m'è sembrato una gran porcata. Salvo giusto Scarlettina Johansson, a mio avviso l'unica cosa degna di nota dell'MCU. Almeno fino all'arrivo di Captain Marvel.
(voto 3/10)
Ford: prima, grossa delusione targata MCU. Le aspettative del primo film, troppo alte, portarono ad una tempesta di bottigliate su questo spento secondo capitolo, cosa che purtroppo si ripeterà anche con Avengers. Lento, verboso, poco avvincente. Ma Tony Stark si rifarà.
(Voto 4,5/10)

Thor (2011)


Cannibal Kid: Mi sbagliavo completamente. Ritiro quando detto sopra.
No, non su Iron Man e Iron Man 2, che per me restano delle ciofeche clamorose. C'è un'altra cosa degna di nota nel Marvel Cinematic Universe che stavo quasi dimenticando: Natalie Portman in Thor e in Thor 2, sebbene non figurino certo tra le sue interpretazioni più memorabili. Per il resto Thor è un film ridicolo.
(voto 4/10)
Ford: primi segnali di ripresa. Nonostante Thor non sia mai stato tra i miei supereroi preferiti, il lavoro che viene fatto pare andare in una direzione più moderna del Dio del Tuono, che irrompe in questo complicato universo portando una ventata di speranza. Promosso, anche se con riserva.
(Voto 6,5/10)

Captain America - Il primo Vendicatore (2011)


Cannibal Kid: Talmente inguardabile, che non sono manco riuscito a finire di vederlo e l'ho abbandonato a circa metà della visione. Apprezzo la sua lotta contro i nazisti, ma per il resto Cap non lo reggo proprio. Troppo ammeregano per i miei gusti.
(voto 3/10)
Ford: vale lo stesso discorso fatto per Thor. Trovo il buon Cap, nonostante la lotta ai nazisti, uno dei charachters più stucchevoli e noiosi del panorama Marvel, eppure in questo primo film a lui dedicato gli autori dietro al progetto MCU hanno cominciato a mostrare nuove potenzialità, e dopo una prima parte piuttosto spiazzante, si entra nel vivo chiudendo in bellezza. Cannibal, da buon pusillanime, si è ritirato prima.
(Voto 6,5/10)

The Avengers (2012)


Cannibal Kid: Ancor più di Iron Man, questo primo The Avengers, oltre ad aver fatto incassi strepitosi, è stato osannato da buona parte della critica in maniera a dir poco incomprensibile. Un filmetto modesto, in cui ok – lo concedo – ci sono 2 o 3 battute simpatiche. Al di là di ciò, è il solito tripudio di effetti speciali, combattimenti continui e inseguimenti vari che a me provocano solo sbadigli.
(voto 5,5/10)
Ford: la prima parte del progetto MCU si chiude alla grande con quello che è in assoluto il miglior film di supereroi - pur se completamente diverso - dopo Il cavaliere oscuro e prima di Deadpool. Fracassone, sopra le righe, tamarro, divertentissimo ma anche esaltante: valorizzazione dei personaggi, su tutti Thor e Hulk, pazzesca, ed ascesa di un villain che conquisterà sempre più spazio, Loki.
Il combattimento finale con i Chitauri è una vera festa.
(Voto 7,5/10)

Iron Man 3 (2013)


Cannibal Kid: Iron Man Tre-mendo. E Ben Kingsley nei panni di Mandarino è uno dei worst villains ever.
(voto 3/10)
Ford: per quanto Cannibal possa affermare il contrario, Tony Stark e Iron Man con questo terzo capitolo si rifanno almeno in parte della debacle del secondo, grazie anche al mordente da buddy movie voluto da Shane Black, regista di Arma Letale, che fa sentire tutta la sua presenza. Divertente e piacevole, intrattenimento come si conviene.
(Voto 6,5/10)

Thor: The Dark World (2013)


Cannibal Kid: Mi sono sforzato di vederlo soltanto per amor di Natalie Portman. Solo che nemmeno lei può salvare una roba del genere. Per non esagerare ed essere considerato più cattivone di Thanos, aggiungo che il personaggio di Loki interpretato da Tom Hiddleston non è così malvagio. Sebbene il suo potenziale non sia sfruttato in pieno.
(voto 4/10)
Ford: e qui il MCU comincia a giocare seriamente. Con questo The Dark World il personaggio di Thor acquista uno spessore che non ricordavo neppure nelle migliori pagine del fumetto a lui dedicato, mescola divertimento e dramma, rende interessante anche un mondo lontano e poco reale come quello di Asgard. Il Dio del Tuono è uno dei cavalli di razza di questo Universo, e pare l'abbiano capito anche gli autori.
(Voto 7/10)

Captain America: The Winter Soldier (2014)


Cannibal Kid: Io con il Capitano non ce la faccio e questo film, soprattutto dopo i pareri di critici strafatti che come al solito ne parlavano bene, non l'ho visto.
(s.v.)
Ford: con ogni probabilità, uno dei film più belli dell'intero progetto MCU. Un Cap inedito, messo all'angolo dal suo stesso governo e costretto a trovare una nuova strada, un modo per conoscere il personaggio che soltanto i lettori dei fumetti avevano potuto assaporare, ed ottimo inserimento del Soldato d'inverno, charachter fondamentale per Cap.
La fuga dallo Shield è un altro gioiellino action.
(Voto 8/10)

Guardiani della Galassia (2014)


Cannibal Kid: Attenzione! Un film della Marvel che non mi ha fatto schifo. Guardiani della Galassia l'ho trovato anzi molto simpatico e divertente. Con un idolesco Rocket Raccoon e una valida colonna sonora vintage come notevoli punti a suo favore.
A sorpresa non è comunque l'unico prodotto Marvel che ho apprezzato. Tra le serie tv che in qualche modo fanno parte dell'MCU mi sono piaciute anche le prime stagioni di Daredevil e Jessica Jones e seguo pure con interesse Runaways. Sarà forse che è molto teen.
(voto 7/10)
Ford: altro grande colpo del progetto MCU. Sfruttando un gruppo di personaggi poco noti James Gunn sfodera un titolo fresco, divertente e cult sotto molti punti di vista, che porta i ragazzacci di Starlord a diventare i favoriti dei fan del mondo cinematografico di Avengers e soci.
(Voto 7,5/10)

Avengers: Age of Ultron (2015)


Cannibal Kid: Questo film è stato accolto in maniera tiepida persino dalle groupie della Marvel come Ford. E in effetti faceva davvero pena.
(Voto 4/10)
Ford: come scrivevo poco sopra, stesso effetto del secondo Iron Man. Grandi aspettative che portarono, purtroppo, a grande noia. Rischiai addirittura una pennica in sala.
(Voto 4,5/10)

Ant-Man (2015)


Cannibal Kid: Ant-Man è probabilmente l'eroe più sfigato dell'MCU. A parte Occhio di falco. Sarà forse per questo che mi ispira più simpatia degli altri. Di sicuro è l'eroe più piccolo. E anche la sua pellicola solista è un filmetto piccolo piccolo. Guardabile, ma comunque modesto.
(voto 6-/10)
Ford: Ant-Man è un outsider, una sorta di Goonie del mondo degli Avengers, e proprio da un'ottica alternativa è stato preso il suo punto di vista, variazioni d'altezza a parte. Una pellicola piacevole e simpatica, che forse non sarà memorabile, ma che porta a casa la pagnotta.
(Voto 6,5/10)

Captain America: Civil War (2016)


Cannibal Kid: Anche questa volta, al Cap ho detto no!
Anzi, a pensarci bene credo di aver provato a guardare i primi minuti, salvo poi rinunciarci al partire dei primi combattimenti e delle prime scene action. Ovvero dopo pochissimo.
(s.v.)
Ford: un passo indietro rispetto a Soldato d'inverno, ma un passo avanti rispetto a Age of Ultron, dato che, pur essendo "intitolato" a Cap, Civil War è di fatto una sorta di costola degli Avengers. Interessante l'esordio di Spider Man così come lo scontro tra le due fazioni di eroi, quelli dalla parte di Cap - per una volta ribelle - e quelli sostenitori di Tony Stark.
(Voto 6,5)

Doctor Strange (2016)


Cannibal Kid: Non malvagissimo, il film sul Doctor Strange. Sarà che questo stregone non ha un granché del supereroe tradizionale. O sarà che sto diventando troppo buono?
Nah! Alla faccia di Thanos, io con uno schioccare delle dita i personaggi dell'MCU li farei fuori tutti, non solo la metà. A parte Vedova Nera e Captain Marvel, ça va sans dire.
(voto 6,5/10)
Ford: altro film che si è rivelato una sorpresa, considerato che a Strange io non avrei dato due lire. Invece i responsabili del progetto MCU trasformano il Mistico della Marvel in una sorta di versione new age di Iron Man, e sfruttando ispirazioni di matrice inceptionesca ed un ottimo Cumberbatch consegnano al pubblico un prodotto più che discreto che fa ben sperare per il destino del suo protagonista.
(Voto 7/10)

Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017)


Cannibal Kid: Avevo trovato Guardiani della Galassia divertente e tutto, però il Vol. 2 non l'ho ancora visto. Mi sa che sono stato spaventato dalla presenza dell'idolo di Casa Ford, Sylvester Stallone. La sua recitazione mi fa più paura di qualunque villain.
(s.v.)
Ford: se Soldato d'inverno è uno dei film più belli della struttura MCU, Guardiani della Galassia Vol. 2 è probabilmente il più bello. Personaggi ancora più cult, sequenze spassose ed altre da strappare il cuore, stupendi il piccolo Groot ed i non-villain Yondu e Nebula. Colonna sonora come nel primo episodio perfetta, e due miti della mia infanzia come Kurt Russell e Stallone nel cast. Cosa potrei chiedere di più?
(Voto 8,5/10)

Spider-Man: Homecoming (2017)


Cannibal Kid: Di Spider-Man: Homecoming ho apprezzato l'atmosfera adolescenziale e a tratti pure da comedy, e l'ironia del personaggio della disadattata interpretato da Zendaya. Ciò non toglie che un nuovo reboot dell'Uomo Ragno, a così breve distanza dalla precedente versione con Andrew Garfield e a poi nemmeno così tanta distanza da quella a oggi rimasta insuperata con Tobey Maguire, per quanto mi riguarda era del tutto inutile. Il sequel comunque me lo guarderò, più che altro per vedere Jake Gyllenhaal, in passato vicino a interpretare Spider-Man e pure Batman, nella parte del cattivo di turno, Mysterio. Da non confondere con Rey Mysterio, di professione buffone... volevo dire wrestler. Non è la stessa cosa? :)
(voto 5,5/10)
Ford: carino e a tratti divertente, ma come per una volta giustamente scrive Peppa Kid, incapace di superare i fasti del primo Spider Man di Sam Raimi, che ricordo ancora adesso, a distanza di oltre quindici anni, come una piccola gemma. Resta la curiosità per l'evoluzione di quello che, ai tempi, era il mio charachter preferito, dunque staremo a vedere che combineranno con il sequel.
(Voto 6/10)

Thor: Ragnarok (2017)


Cannibal Kid: Non l'ho visto, ma devo ammettere che un pochino mi incuriosiva, più che altro perché sembrava più cazzaro rispetto agli altri pseudo-ironici, ma in realtà parecchio seriosi, titoli dell'MCU. Alla fine però non l'ho guardato lo stesso.
(s.v.)
Ford: un altro grande esperimento riuscito per il MCU. Cazzaro e autoironico, pronto a giocare ancora una volta sul rapporto tra Thor e Hulk, questo fracassone terzo capitolo della saga del Dio del Tuono pare più un film fantastico anni ottanta filtrato attraverso l'irriverenza di cose come il già citato Deadpool, e questo è solo che un gran bene.
Forse non sarà il più bello tra tutti questi titoli, ma è senza dubbio quello che più mi ha esaltato e divertito.
(Voto 7,5/10)

Black Panther (2018)


Cannibal Kid: Mi fa ridere il fatto che c'è gente che considera Iron Man e The Avengers dei capolavori e poi si è indignata perché Black Panther è stato nominato agli Oscar. A me è sembrato un film mediocre come altri della Marvel, né più né meno. Forse giusto un pochino più interessante, per la sua vaghissima impronta politica, e per un paio di interpretazioni di buon livello come quelle del villain Michael B. Jordan e della rivelazione Letitia Wright.
(voto 5,5/10)
Ford: interessante sotto alcuni aspetti, troppo serioso per altri. È pur vero che il personaggio di T'Challa è più stitico di Cap, ma forse una dose di brio in più avrebbe reso la pellicola, comunque ben realizzata, qualcosa da ricordare davvero. Curiosa la nomination - per motivi politici - agli Oscar, più che altro perchè allora se la sarebbero meritata almeno altri due o tre rappresentanti dell'MCU.
(Voto 6,5/10)

Avengers: Infinity War (2018)


Cannibal Kid: La prima metà del film sorprendentemente non mi ha fatto del tutto schifo. La seconda combattiva parte, che tiene persino troppa fede al suo titolo, mi è sembrata invece estenuante e... infinita.
(voto 5/10)
Ford: gli Avengers in netta ripresa dopo il terribile Age of Ultron. Nonostante una certa staticità, Thanos si rivela un villain filosoficamente interessante, ed il finale molto drammatico alza asticella e tensione in vista di Endgame. Un bel mosaico che abbraccia tutto l'Universo Marvel cinematografico.
(Voto 7/10)

Ant-Man and the Wasp (2018)


Cannibal Kid: Il primo Ant-Man l'avevo trovato decente, ma evidentemente non abbastanza da sorbirmi pure il sequel. Saltato.
(s.v.)
Ford: carino, in grado di intrattenere e piacevole. Nulla di più e nulla di meno del primo capitolo. Ma va bene così.
(Voto 6,5/10)

Captain Marvel (2019)


Cannibal Kid: Questo non l'ho ancora visto, però me lo vedrò. La principessa del cinema indie, e degli unicorni, Brie Larson nelle vesti della supereroina non me la voglio perdere.
Ford: anche il MCU ha la sua Wonder Woman, e tra atmosfera anni novanta, una certa ironia ed un'azione che non guasta, Brie Larson regala un carattere inaspettato ad un charachter che non pensavo sarebbe stata capace di rendere così interessante. Ora resta da vedere che combinerà nei prossimi capitoli.
(Voto 7/10)

Avengers: Endgame (2019)


Cannibal Kid: Nonostante Thanos sia un cattivone piuttosto stereotipato e ben poco simpatico, e sia meno minaccioso di questa nuova pellicola della spaventosa durata di ben 3 ore e passa, io faccio il tifo per lui. Daje, Thanos, liberaci da questo Marvel Cinematic Universe una volta per tutte! E, già che ci sei, liberaci pure da Ford!
Ford: a parte la preoccupazione data dalla durata - l'idea è quella di vederlo in sala con i Fordini, entrambi appassionati di Avengers -, Endgame potrebbe essere il punto d'arrivo della seconda parte del progetto MCU ed un ottima base per la terza. Il trailer funziona, l'idea di Cap. Marvel e Nebula accanto ad una formazione inedita degli Avengers ispira, il duello finale con Thanos potrebbe regalare momenti decisamente epici. Qui al Saloon siamo fiduciosi. Anche perché il gioco non è ancora finito.

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