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martedì 14 luglio 2020

Notte Horror 2020 - Lidris cuadrade di tre

Radice quadrata di tre - Lidris Cuadrade di tre


L'occasione del mio ritorno nella Blogosfera è stata piacevolmente accompagnata da una delle iniziative più apprezzate e longeve passate dal Saloon nel passato recente, la rassegna Notte Horror: pur in clamoroso ritardo rispetto ai miei colleghi e nonostante le vicissitudini che in questo periodo mi portano ad essere ben poco presente da queste parti, ho approfittato dell'iniziativa per rispolverare un piccolo cult italiano che non rivedevo da almeno una dozzina d'anni, e che ai tempi rappresentò una vera e propria sorpresa, ed una rivelazione per gli appassionati di genere.
Lorenzo Bianchini, con questo suo lavoro decisamente artigianale ma ricco di spunti e idee - per quanto derivative -, fece ben sperare gli appassionati di horror nostrani sfruttando quello che molte produzioni decisamente più imponenti continuano ad ignorare: i film di paura devono sfruttare la suggestione per poter fare paura.
E' risaputo, infatti, che una volta svelati arcani e mostri, o rivelata l'immagine dietro un suono, sia molto più facile esorcizzare - per usare un termine adatto al genere - l'inquietudine: da questo punto di vista Lidris cuadrade di tre tiene discretamente bene per quasi tutta la sua durata, anche se ammetto che, visto a distanza di anni e in una serata dalla risata facile - il ridoppiaggio della parte conclusiva è stato da antologia, ma questa è un'altra storia - l'atmosfera che avevo riscontrato ai tempi mi è parsa appannata, o quantomeno dalla potenza ridotta.
Resta il fatto che, considerata la produzione e la realizzazione tutte italiane, il lavoro di Bianchini resta una delle sorprese underground più interessanti degli Anni Zero, consigliatissima per qualunque appassionato non sia ancora entrato accanto ai protagonisti all'interno di uno dei teatri più horror che ognuno di noi ha la possibilità di vivere - la propria scuola superiore - per vivere il delirio pronto a scatenarsi tra labirinti reali e mentali.


MrFord


martedì 3 settembre 2019

Notte Horror 2019 Edition - La casa del diavolo



E' strano, mettersi a scrivere questo post. Per un sacco di motivi.
Senza dubbio, perchè non ricordo neppure quando è stata l'ultima volta in cui mi sono messo al servizio del blog in questo modo.
Poi perchè questo è un film che ho sempre adorato, ma che appartiene ad un'altra mia epoca, al periodo wild in cui tredici anni fa lo vidi per la prima volta. Cazzo, se sono tanti, tredici anni.
Non da ultimo il fatto che allora pensavo che Rob Zombie avrebbe avuto le carte in regola per raccogliere il testimone di Tarantino e Rodriguez, mentre ora lo considero solo un pallone gonfiato ed un regista terribile.
La casa del diavolo è cazzuto, violento e tosto come lo ricordavo.
E in grado di sfidare il pubblico. Di ribaltare le parti perchè è proprio vero che è così.
Nel corso della nostra vita, a prescindere dalle estremizzazioni cinematografiche - che poi non vanno tanto lontano dagli orrori di situazioni reali -, tutti siamo stati vittime e carnefici, abbiamo fatto soffrire e sofferto, siamo stati quelli da consolare o gli stronzi da insultare.
Il bello de La casa del diavolo, oltre al lavoro eccezionale sul concetto di Famiglia e sull'ironia che si nasconde dietro l'assurdità degli estremismi, è proprio questo.
In Natura, del resto, ogni creatura è predatore e preda, in una qualche misura: dunque nel momento in cui, per istinto, piacere o appetito, ti cibi di una creatura, è giusto in qualche modo che la memoria suoni un campanello d'allarme rispetto al fatto che potrebbe essercene un'altra, in giro, pronta a cercare proprio te.
E in un mondo costruito sulle sfumature, non esistono Bene o Male assoluti, e chi si professa portatore di uno o dell'altro, in realtà, finisce per dispensare la stessa amara medicina.
In un certo senso, rispetto ai tempi, mi sono sentito piuttosto distante, colonna sonora a parte, dal film, quasi come se avessi deciso di ascoltare un disco dei Nirvana, dei Pearl Jam, dei R.E.M. o dei Radiohead, o incontrato per caso una vecchia cotta dei tempi del liceo: un'epoca che potrebbe essere magica, mitica o qualsiasi altro aggettivo esaltante, ma ormai alle spalle.
Eppure, il lavoro di Rob Zombie è carnoso e carnale, e anche se ora non mi coinvolge più emotivamente come in quell'ottobre del duemilasei in cui lo vidi per la prima volta, nel pieno del mio periodo senza controllo, riconosco il tentativo che il regista fece, portando ad un livello decisamente superiore il precedente La casa dei mille corpi: quel finale che rievoca grandi coppie come Thelma e Louise o Butch Cassidy e Sundance Kid, poi, è ancora da pelle d'oca, legato a chiunque abbia ancora qualche sogno selvaggio e segreto che coltiva nel cassetto.
Certo, tutto questo è strano, se riferito ad un titolo che dovrebbe passare in una rassegna dedicata all'horror e ai ricordi che le carrellate estive ha sempre suscitato lo stesso, e che al massimo dovrebbe preoccuparsi di spaventi, tensione, sangue e tutto il circo che ne consegue: ma è un pò come aspettarsi divertimento assicurato da un clown.
I clown possono essere tristi, soli, inquietanti, spaventosi.
Fermarsi all'etichetta non conviene mai.
Un pò come pensare che il mondo sia tutto Bianco o Nero, Bene o Male.
Meglio essere un Free Bird, e lottare per trovare almeno una parvenza di equilibrio tra le sfumature.


MrFord


La casa del diavolo Poster

giovedì 23 maggio 2019

Thursday's child


Nuova, incredibile, geniale - a parte per quanto riguarda Cannibal Kid - puntata della rubrica delle uscite condotta a tre più formidabile - più o meno - e seguita - ancora più o meno - della blogosfera, che vede come ospite di questa settimana Federica Gentili alias Fexxonji, pronta a rimbalzare tra il finto giovane di cui sopra ed il vero vecchio qui presente.


MrFord

"Per evitare quel radical di Cannibal, sono dovuto fuggire a Rio. E non me ne pento."
Aladdin

"Grazie Genio per aver realizzato il mio primo desiderio!" "Figurati, per me è stato un piacere trasformare Cannibal in un vero intenditore di Cinema!"
Federica: Non lo so, sono combattuta. Era veramente necessario fare un live action di uno dei cartoni più belli della Disney? Io avevo la videocassetta di Aladdin e l’ho letteralmente consumata a forza di riguardarla. Il trailer è ok, però com’è che l’attore che interpreta Jafar l’hanno scelto così bello e giovane? E perché a me l’ambientazione sembra più bollywoodiana che medio orientale? Non so se me la sento di rovinare il ricordo più che positivo che ho di Aladdin.
Cannibal Kid: Se avessi a disposizione 3 desideri per il genio della lampada chiederei:
#1 Una Margot Robbie.
#2 James Ford fuori da questo mondo, o se non altro da questa blogosfera.
#3 Basta con 'sti live-action Disney, tra l'altro di film come Aladdin che già in versione animata non è che m'avesse fatto impazzire.
Ford: i live action Disney mi lasciano ogni volta profondamente dubbioso. Se l'esperimento non è risultato malvagio con Il libro della giungla, infatti, si prospetta un vero disastro con Aladdin, che dovrò pure sorbirmi a seguito del desiderio espresso dai Fordini di vederlo per poi venire sbeffeggiato da Jafar Kid che come al solito dirà che sono stato io in realtà a volerlo vedere.

Il traditore

"Un bel brindisi a White Russian, e tutto andrà meglio."
Federica: Sono molto ignorante sulla filmografia di Marco Bellocchio, però questo film sembra interessante. L’unica perplessità che ho è sull’accento finto siculo del romano Pierfrancesco Favino. A sentirlo così non mi sembra super convincente ma ai siciliani l’ardua sentenza.
Cannibal Kid: Io non sono del tutto ignorante sulla filmografia di Marco Bellocchio, uno di quegli autori italiani troppo fordiani per essere cannibali, ma quasi. Tra i suoi che ho visto bene Buongiorno, notte, così così Vincere e malissimo Bella addormentata. I film sui mafiosi, e sui pentiti mafiosi, non è che mi entusiasmino molto, però questo per dovere di cronaca lo vedrò. Cercando di capire se Favino è l'attore più sopravvalutato d'Italia, o se è bravo veramente. E ora via alla noiosa lezione sul cinema di Bellocchio da parte del professorone Ford.
Ford: a dire il vero Bellocchio è molto più radical che fordiano, ma ha realizzato film così potenti da andare oltre perfino a questo al Saloon. Cose come Pugni chiusi, Buongiorno notte, Vincere e L'ora di religione non si dimenticano. Dunque direi che questo Il traditore, per quanto non mi faccia impazzire all'idea, andrebbe visto a scatola chiusa.

Brightburn

Una rara immagine di repertorio di Cannibal Kid.
Federica: Cos’è sto film? La versione poraccia di Superman? Dove non cresce nell’idillio della famiglia Kent ma con una madre adottiva iperprotettiva e un padre adottivo che preferirebbe abbandonarlo in autostrada? Odio gli horror con i bambini indemoniati come protagonisti per cui per me è un gigante NO.
Cannibal Kid: Da ex bambino indemoniato quale sono, i bambini indemoniati e gli horror con i bambini indemoniati mi piacciono. O forse dovrei dire che mi piacevano, visto che il sottogenere è diventato piuttosto abusato. Considerando che questo Brightburn già dal trailer mi sa di porcata assurda, anche per me è un gigante NO. Che poi è la stessa risposta a ogni pretesa di Ford di vedere qualche pellicola da lui consigliata.
Ford: ennesimo horrorino uguale a mille altri che Cannibal, da non più bambino ma sempre indemoniato quale sicuramente è finirà per vedere e magari anche esaltare, in barba ai suoi proclami attuali. Per quanto mi riguarda, più che un NO, è un fingo che non esista.

Una vita violenta

"In mancanza, purtroppo, di White Russian, brinderemo come Cannibal con uno scialbo spumantino."
Federica: Giuro che non pensavo avrei mai pensato in vita mia di vedere il trailer di un film su dei nazionalisti corsi. Probabilmente il buon vecchio Napoleone ne andrebbe fiero ma io sono abbastanza perplessa su questo film che, a quanto pare, è stato definito a metà tra Gomorra e Il Padrino. Io ci andrei piano con questi paragoni.
Cannibal Kid: Vedi Federica, se non fossi stata ospite di questa bellissima e prestigiosissima rubrica, non ti sarebbe mai capitata una cosa del genere. Ok, magari potevi vivere bene anche senza vedere il trailer di un film su dei nazionalisti corsi, però almeno hai imparato qualcosa. Io ad esempio ho imparato che questa pellicola, più che una radical-chiccata cannibalesca di quelle che piacciono a me, sembra essere più una roba noiosa, politica e panesalame di quelle che piacciono a Ford.
Ford: sono rimasto sorpreso anch'io di vedere il trailer e scoprire l'esistenza di un film sui nazionalisti corsi, che potrebbe rivelarsi una discreta sorpresa o un riciclo poco utile - del resto è un film del duemiladiciassette -. Personalmente, spero possa colpirmi e rappresentare bene tutto quello che, nel Cinema d'autore, di norma irrita Cannibal.

Forse è solo mal di mare

E fu così che Marco Goi lasciò la blogosfera in mano a Ford per trasferirsi in una sperduta isola del Pacifico.
Federica: Mi sembra uno di quei film che posso tranquillamente evitare come la peste bubbonica. Smielato, recitato male, con musiche agghiaccianti e pieno di cliché. Passo.
Cannibal Kid: Forse è solo mal di mare, o forse è solo mal di cinema. Quello di cui sembrano soffire gli autori di questo titolo, nauseabondo fin dal trailer, e naturalmente anche Mister James Ford.
Ford: il mal di Cinema è la specialità del Cucciolo Eroico e degli autori di questa roba. Dunque li lascio volentieri da soli su un'isola deserta con la possibilità di rivedersi in loop perenne il titolo qui presente.

martedì 30 aprile 2019

Tuesday's child


Settimana delle uscite che, come per la precedente, arriva in anticipo e rompe gli schemi a causa delle festività di questo periodo: a fare compagnia al vecchio cowboy e al finto giovane Cannibal Kid per commentare i titoli pronti a scaldare il weekend in sala neanche fossimo a ridosso di un finale di stagione calcistica incerto, Riccardo Giannini, che di pallone - ma non solo, a quanto pare - mastica eccome.


MrFord



"Certo che a vivere come Ford si sta proprio bene!"

NON SONO UN ASSASSINO

"Un White Russian mentre mangi? Stai diventando peggio di quel beone di Ford!"
Riccardo: "Non sono un cineblogger", parafrasando il titolo di questo film. Ringrazio entrambi per la "convocazione", usando un termine calcistico; spero non abbiate da pentirvene. Veniamo a questo legal thriller italiano, tratto dal libro omonimo di Francesco Caringella: poliziotto accusato di aver ucciso un giudice, suo caro amico, e difeso da un avvocato in crisi, legato all'indagato e all'assassinato da un rapporto d'amicizia (ma ha sofferto, pare, il ruolo di "terzo incomodo"). Il penale è materia interessante per il sottoscritto e mi incuriosisce soprattutto questo enigma della chiave e del relativo cassetto contenente degli "scomodi segreti". Diciamo che Scamarcio e Boni sono due "top player" tra i nostri attori, mentre la Gerini mi sembra fuori ruolo come Pubblico Ministero. Ho paura che sia il classico film dal finale che ammazza e delude tutte le attese.
Cannibal Kid: Nemmeno io sono un cineblogger. Io sono Il Cineblogger per eccellenza, ahahah
Di certo non è un cineblogger Ford, che semmai può essere considerato un cinehater. O se non altro uno che odia i bei film. Questo Non sono un assassino rientrerà nella categoria dei bei film?
Un tempo avrei detto di no, solo che di recente la mia fiducia in Scamarcio è aumentata. Parecchio. Non dico sia diventato il CR7 del nostro cinema. Dopo i suoi ruoli da amante della cocaina in Loro, Euforia e nel recente esaltante Lo spietato, lo accosterei piuttosto a Diego Armando Maradona. Nientepopodimeno che. Alessio Boni invece è un po' il Dybala della cinematografia italiana: discontinuo, ma a tratti capace di ottimi numeri. In più c'è Edoardo Pesce, rivelazione alla Kean in Dogman. La Gerini invece è come Montolivo: è partita bene (con Verdone) e poi si è rivelata una ciofeca.
Con una formazione così, questo legal-thriller non garantisce una vittoria certa, ma un discreto spettacolo quello sì.
Ford: non sono un radical chic come Cannibal, e nonostante le sorprese che può riservare Scamarcio - che io avevo già ben visto ai tempi dei tempi in Romanzo criminale, da ottimo osservatore - non credo che questo film finirà per rivelarsi l'ennesima produzione italiana esaltata dalla cricca di Peppa Kid neanche fosse destinata a chissà quali traguardi.
Più che altro, rischierà per vedersi svanire tra le mani un sogno che non sembrava neppure tanto più nel cassetto. Un po' me la Juventus con la Champions.

I FRATELLI SISTERS

"Com'è che Ford abita così lontano?" "Non vuole che casa sua sia raggiunta da una qualsiasi automobile!"
Riccardo: Western bizzarro, non tanto per l'humor nero che lo contraddistingue: anche "100 modi per morire nel west" di Seth MacFarlane ne aveva a fiumi (fino a cadere nell'irresistibile demenzialità stile Griffin), ma quest'ultima pellicola rispettava comunque alcuni canoni del Western. Ecco, "I fratelli Sisters" mi sembra veramente uscire dai binari, per offrire una storia interessante (incentrata non solo su duelli e inseguimenti, ma anche sulla ricerca dell'oro). D'altro canto il Western è oramai un genere "defunto", quindi bisogna inventarsi qualcosa per fare un Western nel 2019. C'è Phoenix, nel momento in cui tutti attendono di vederlo nei panni del Joker. Nel complesso ciò che mi incuriosisce e questa assenza di distinzioni tra buoni e cattivi, niente bianco e nero, ma tante sfumature di grigio. Certo, l'epicità del "Grande Silenzio" (il grande spaghetti western senza buoni) è tutt'altra cosa, ma va benissimo così!
Cannibal Kid: Uno dei film più rischiosi dell'anno. Per la mia vita. Io il western non lo sopporto. Un genere troppo vecchio, troppo superato, troppo... fordiano. Anche se questo sembra essere diverso dal solito, anche se alla regia c'è un regista che apprezzo parecchio come Jacques Audiard, anche se nel cast ci sono due miei idoli come Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal, anche se in rete si trova già da diverse settimane, ancora non ho trovato il coraggio di vederlo. E forse mai lo troverò.
Ford: nonostante sia in rete da parecchio non sono ancora riuscito, da buon ritardatario, a recuperare quello che potrebbe essere il film della settimana, ed uno dei più fordiani di questo periodo. Audiard è un regista che ho sempre apprezzato, così come Phoenix e Gyllenhaal e l'ottimo gregario John C. Reilly, il Western è una specie di seconda pelle, direi che gli ingredienti per un ottimo cocktail da Saloon ci sono proprio tutti.

STANLIO & OLLIO

"Solo un bianchino triste?" "Che vuoi che ti dica!? L'open bar l'ha organizzato Cannibal!"
Riccardo: Ritroviamo John C. Reilly, uno dei due fratelli Sisters, nei panni di Oliver "Ollio" Hardy. Devo dire che i due attori protagonisti (Stan "Stanlio" Laurel è Steve Coogan) sono perfetti nella parte! Ammetto però che da bambino non sono mai stato un fan del duo, uno spettatore assiduo; ricordo con piacere più che altro alcune loro "comparsate" in alcune bellissime storie di Topolino. Ho letto velocemente la loro biografa ed effettivamente ci sono tanti momenti tristi. Immagino quindi sia un film da guardare con una buona scorta di fazzoletti, una storia sull'amicizia e sugli ostacoli da essa affrontati. Mi piace porre il focus sulla difficile convivenza dei due personaggi comici con le vere persone (da quello che si evince sul trailer, mi sembra un tema principale): aspetto a me caro quello dello "sdoppiamento" della personalità.
Cannibal Kid: Altro titolo rischiosissimo, altro lavoro che mi spaventa parecchio, considerando che la comicità vecchio stile (quindi anch'essa fordiana) di Stanlio e Ollio non l'ho mai retta manco per sbaglio, altro lavoro interpretato dall'antidivo John C. Reilly, a sorpresa il grande protagonista di questa settimana cinematografica. Un attore che ho amato molto ai tempi di Magnolia, ma che da allora non mi ha più convinto un granché. Difficilmente con una doppietta di pellicole come questa ritornerà nelle mie grazie.
Ford: titolo potenzialmente interessante, che regala il giusto "spotlight" ad un attore capace e sottovalutato come Reilly, che non essendo esattamente un re del ballo di fine anno della scuola è ovviamente snobbato da quella divetta di Katniss Kid. Non sono mai stato un grande fan di Stanlio e Ollio, ma nutro discrete speranze affinchè questo film possa rivelarsi quantomeno interessante nel raccontare quello che c'era dietro "le maschere".

ATTACCO A MUMBAI - UNA VERA STORIA DI CORAGGIO

"Perdonami, non volevo consigliarti quel film consigliato da Cannibal!"
Riccardo: Il film ricostruisce gli attentati terroristici a Mumbai, in India, il 26 novembre 2008. I fari sono puntati su quanto accadde nell'hotel di lusso "Taj Mahal Palace". Ci sarà spazio, immagino, per diverse sotto-storie e personaggi. Ma decisamente un genere di film che non mi attrae affatto. Nel 2019 trovo sorpassato questo modo di fare cinema. Meglio un docu-film a tutti gli effetti sui fatti reali (tanto più a soli 10 anni dai loro avvenimenti).
Cannibal Kid: Anche io non amo molto i film ispirati alla cronaca, che spesso finiscono per essere troppo limitati dall'obbligo di aderire ai fatti realmente successi. Riccardo lo definisce un modo sorpassato di fare cinema e io, considerando che si tratta del tipo di film prediletto negli ultimi anni dall'idolo fordiano Clint Eastwood, non posso che essere d'accordo. Questa ennesima storia di eroismo non è girata da lui, ma mi attira allo stesso modo dei suoi ultimi spenti lavori. Ovvero pochissimo.
Ford: se fosse stato girato da Clint, o Michael Mann, o qualche altro vecchio leone del Cinema made in USA, probabilmente la mia curiosità sarebbe stata più consistente. Purtroppo non è così, dunque prevedo che questo Attacco a Mumbai sarà più che altro un attacco alla pazienza e a chi si aspetta una cronaca e si ritroverà la consueta storia retorica all'ammeregana. Peccato, perchè in questi casi mi tocca quasi dare ragione al mio rivale.

NON CI RESTA CHE RIDERE

"Ford ci detesta, festeggiamo! Andiamo tutti a Casale da Cannibal!"
Riccardo: Alessandro Paci dirige e interpreta questo film, a fianco dell'amicone Massimo Ceccherini, praticamente un insieme di barzellette - credo e spero - legate da una trama (comunque risibile). Personalmente non sono un gran fan del filone della comicità\commedia toscana, nonostante la mia passione per uno dei film capostipiti del filone: "Berlinguer ti voglio bene". Nel caso di Ceccherini e Paci, sono due "mediani" che si sono fatti "fantasisti" mettendosi in proprio, per usare una metafora calcistica, ma i risultati sono sempre stati deludenti. Il Benigni irriverente e Carlo Monni erano di tutt'altra categoria. Di sicuro un film che eviterò senza esitazioni.
Cannibal Kid: Alessandro Paci sinceramente non so manco chi sia. E non ho particolarmente voglia di scoprirlo. Massimo Ceccherini invece (purtroppo) lo conosco e non mi è mai piaciuto per niente. Da quando so che Ford lo detesta ancora più di quanto detesti me, devo però ammettere che ha cominciato a starmi un pochino simpatico. Tranquilli, raga, non abbastanza da guardarmi un suo film, o da smettere di considerarlo uno scarpone totale, sia del cinema che della comicità.
Ford: mancava, in una settimana tutto sommato non malaccio, la classica poracciata italiana di quelle che, per usare un paragone calcistico, vengono in mente quando mettiamo il nostro catenaccio a confronto con un calcio totale. Un pò come se lo spento Milan uscito dalla Coppa Italia fosse sceso in campo contro l'Ajax sorpresa della Champions. Considerata, poi, la presenza di Ceccherini, forse il personaggio cinematografico italiano che più detesto in assoluto, la frittata è fatta. Non mi resta che ignorare l'esistenza di questo film e passare oltre.

lunedì 22 aprile 2019

White Russian's Bulletin - 9 vite, e speriamo di più



Il Bulletin di questa settimana ha un sapore particolare, per questo vecchio cowboy: lo scorso ventisei marzo, preso dal lavoro, dall'imminente compleanno della Fordina, dai preparativi per il viaggio a New York, ho completamente dimenticato che il Saloon, pur se decisamente più spoglio e vuoto dei tempi d'oro, ha compiuto nove anni.
Nove anni di emozioni su grande e piccolo schermo, nove anni che mi hanno accompagnato attraverso vicende lavorative, personali, momenti splendidi - soprattutto la nascita dei Fordini, senza dubbio le due gioie più grandi della mia vita - ed altri decisamente duri da affrontare - l'interruzione della seconda gravidanza di Julez, la morte di Emiliano -, che hanno portato da queste parti non solo pellicole, ma anche persone che hanno senza dubbio reso la mia avventura ed il mio viaggio più ricchi.
Il prossimo anno cercherò di essere più attento, puntuale e soprattutto di realizzare una serie di progetti che ho in mente già da tempo per il giro di boa delle dieci primavere. 
Nel frattempo, pur se all'angolo come Rocky nel più sofferto dei suoi incontri, continuo ad essere qui, a battagliare con il Cannibale, trovare rifugio e far sentire la mia voce.
E intanto, grazie. Che non fa mai male.



MrFord

sabato 30 marzo 2019

Saturday night's child


Nuova settimana e nuovo ritardo - ormai quasi prassi - per la rubrica delle uscite a tre più nota della blogosfera: ad accompagnare la consueta coppia formata da questo vecchio cowboy ed il re dei radical chic Cannibal Kid, il buon Marco Contin, chiamato a confrontarsi con potenziali delusioni e potenziali conferme. E non sto parlando di Peppa e me.

Prima di lasciarvi alle uscite, però, ritaglio uno spazio pubblicitario per annunciare con grande orgoglio che qualche giorno fa è uscito il secondo romanzo di Julez, Partita Doppia, prima parte di una storia che è riuscita, grazie alla determinazione e alla passione della signora Ford, a convincere perfino un tamarro come me che con il romance ha davvero poco da spartire.
Ovviamente invito tutti voi a fare un giro su Amazon e portarvela a casa.


Partita doppia: Double Trouble Series #1 (Pigalle) di [Ferrari, Bianca]

Dumbo

"Non possiamo prendere nel circo Cannibal e Ford: quei due sono troppo freaks anche per noi!"

Marco: La nuova tendenza di Hollywood è quella di riproporre in live-action, classici dell’animazione Disney. È stato così per La bella e la bestia e per Il libro della giungla e ora ci prova anche Tim Burton con Dumbo. Le ultime prove del regista californiano sono state abbastanza deludenti, ma qui torna a parlare di temi a lui cari come i freaks e l’accettazione del diverso. La CG non mi convince troppo, anche se a detta di molti, motivata da nobili intenzioni (schierarsi contro lo sfruttamento degli animali nei circhi). Il cast stellare è composto da diverse vecchie amicizie di Burton, come Danny De Vito, Michael Keaton e la sempre gno…bellissima Eva Green. Insomma chi più ne ha più ne metta.
Cannibal Kid: La casa di produzione preferita da Ford, la Disney, conferma di essere sempre più a corto di idee originali. Proprio come Ford. Negli ultimi anni come cose nuove degne di nota ha tirato fuori giusto Frozen e Inside Out, e pure quelle mi sembra le abbia mezze scopiazzate in giro. Quanto a questo “nuovo” Dumbo sulla carta non promette nemmeno troppo male. Da bimbetto la pellicola d'animazione m'aveva persino commosso, il cast di questa versione non è niente male e alla regia c'è Tim Burton. Peccato solo che sembri l'ennesima rilettura live-action inutile e inoltre Burton quando si dà alle disneyate, come con Alice in Wonderland, dà del suo peggio.
Ford: non ho mai approvato l'idea Disney di trasformare i suoi Classici in live action, e fatta qualche eccezione quantomeno discreta - Il libro della giungla - di norma l'esperimento si è rivelato a mio parere fallimentare quantomeno sotto il profilo della qualità. A dare in parte speranza a questa versione di Dumbo c'è Tim Burton, autore di numerosi film cult ed un paio quantomeno memorabili, che però di recente pare avere messo in naftalina la sua vena migliore. Onestamente, non andrei a vederlo nemmeno sotto tortura, ma pare che i Fordini siano decisamente intenzionati a trascinarmi in sala.

Border - Creature di confine

Ford e Cannibal in una delle loro serate più tranquille.
Marco: Film in cui la storia è più interessante della morale di fondo, che per quanto giusta e fondamentale, non dice nulla di nuovo, basti infatti pensare ai “diversi” di Burton o all’Elephant Man di David Lynch. La pellicola, che mischia vari generi (dal fantastico, al drammatico, passando per il sentimentale) ha avuto successo in tutto il mondo, chissà se sarà un successo meritato. Certo però che i due protagonisti sono brutti forte…
Cannibal Kid: Curiosa pellicola svedese che ho già visto. La cosa più curiosa è che in un paese così pieno di figa, la protagonista sia più spaventosa di Ford. Cazzate a parte, la pellicola pur perdendosi ed esagerando un po' nel finale, è un gioiellino che merita di essere visto. A me è piaciuta abbastanza, ma la consiglio in particolare al mio blogger rivale. Con 'ste storie di freaks più pane e salame che radical-chic lui ci va a nozze e, se per una volta darà retta a un mio saggio consiglio, credo rivedremo questo titolo nella top 10 dei suoi film preferiti dell'anno.
Ford: film nordico che pare molto fordiano e che, nonostante il consiglio del mio rivale, credo cercherò di recuperare al più presto. Dovessi trovarmi nella spiacevole condizione data dal dargli ragione, avrò guadagnato una buona visione, altrimenti mi consolerò con la felicità di potergli dare contro.

Bentornato Presidente!

"Mi sento un pò a disagio: probabilmente come chi andrà a vedere questo film."
Marco: Sequel di Benvenuto Presidente di cui, sinceramente, non ne sentivo l’esigenza. Il trailer lascia intuire una voluta caricatura del clima politico attuale, ma anche un disegno dei personaggi fin troppo macchiettistico. Io amo il cinema italiano e perciò non andrò a vedere questo film in sala.
Cannibal Kid: Anche io negli ultimi tempi ho imparato ad amare il cinema italiano. E, benché farà fatica ad ammetterlo, persino Ford. Pure io quindi eviterò questo film in sala. E pure a casa, visto che avevo trovato il precedente Benvenuto Presidente! tremendo (http://www.pensiericannibali.com/2013/09/benvenuto-deficiente.html).
Ford: non avevo visto il primo, non credo certo che vedrò il secondo. Questo è il cinema italiano che non è il Cinema italiano. E non sa neppure dove sta di casa.

The Prodigy - Il figlio del male

"Papà mi ha detto: da buon Fordino, vai a fare paura a quella zucca vuota di Cannibal!"
Marco: Ennesimo horror su un bambino posseduto da un demone (o spirito o diavolo in persona). Dunque niente di nuovo sul fronte occidentale (inteso come cinema hollywoodiano) ma che, appena avrò modo, recupererò sicuramente, dato che questi film finisco sempre con l’intrigarmi, ben sapendo che gli spaventi saranno per lo più dovuti a jump scare e quasi sempre telefonati.
Cannibal Kid: Peccato. Dal titolo speravo fosse il biopic musicale dedicato ai Prodigy del compianto Keith Flint. In attesa che lo facciano, bisogna accontentarsi di questo horrorino. Pur schifandolo, mi sa che finiremo per guardarlo tutti e tre...
Ma comunque, il figlio del male non è il Fordino?
Ahahah!
Ford: caro Peppa, il Fordino ad oggi è preciso come uno svizzero e sensibile come un teen in piena tempesta emotiva, quindi direi che non ha raccolto da questo punto di vista l'eredità paterna, quantomeno quella attuale. E anzi, sono preoccupato che possa rivelarsi un radicalino del tuo stampo. Per quanto riguarda il film, horrorino inutile del quale non si sentiva l'esigenza e che probabilmente finirò per vedere e demolire come è giusto che sia.

Una giusta causa

"La causa tra Ford e Cannibal sarà più dura e sanguinosa del previsto."
Marco: Biopic che se qui in Italia fosse uscito l’8 marzo (dato la trama della vicenda) e con la giusta pubblicità, avrebbe forse sbancato i botteghini. Anche in questo caso non ci vedo nulla di nuovo, ma il film sembra diretto con mestiere da Mimi Leder (Deep Impact, Un sogno per domani). La presenza, anche se in un “piccolo” ruolo di Kathy Bates è poi una garanzia, o almeno lo spero.
Cannibal Kid: A parte la presenza di Kathy Bates, che ho sempre trovato più inquietante che brava, il cast mi sembra davvero notevole e vanta Felicity Jones, Armie Hammer, Justin Theroux e Cailee Spaeny. Pare un biopic-legal un po' troppo convenzionale, però un'occhiata gliela si potrebbe dare. Il fatto che Ford probabilmente non lo guarderà mai rappresenta una giusta causa.
Ford: pellicola sulla carta potenzialmente interessante a livello sociale, che però mi pare, a prima vista, poco incisiva e più da salottino da signore da pomeridiana che non un vero lavoro da pugni chiusi in stile Ken Loach. Dunque, mantengo i miei dubbi e per ora rimando la visione. Dovessi leggere recensioni particolarmente esaltate, poi, vedrò di recuperarlo. A meno che ad esaltarlo sia Cannibal. E a quel punto, sarebbe giusto evitarlo.

Captive State

"Yo! Siamo più supergiovani di quel fintogiovane di Cannibal!"
Marco: Un’invasione aliena, un mondo distopico, un film di fantascienza diverso dal solito. Sarà poi da vedere se le premesse vengono rispettate dato che questo sembra essere uno dei film più interessanti della stagione, non fosse altro che per la presenza del sempre ottimo John Goodman.
Cannibal Kid: Non sono un enorme appassionato di fantascienza, ma di sci-fi alternativa sì. Pellicole come Arrival, District 9 e Another Earth sono state tra le cose più sorprendenti viste negli ultimi anni. Quasi come Ford che dice una cosa furba. Questo Captive State sarà altrettanto stupefacente? Nutro qualche dubbio, ma per sicurezza darò un'occhiata.
Ford: la sci-fi distopica è un terreno minato, sul grande schermo. Si può passare dal supercult inaspettato alle schifezze mortali. Non penso che Captive State faccia parte di una o dell'altra categoria, ma onestamente non ho gran voglia di scoprire se potrei essere smentito, oppure no. Mi mantengo a distanza, pronto ad avvicinarmi in caso di bisogno.

giovedì 14 febbraio 2019

Thursday's child


Nuova settimana di uscite e nel deserto che ormai pare essere diventata la blogosfera i due nemici per eccellenza della rete, il qui presente Ford ed il purtroppo non assente Cannibal Kid, accompagnati per l'occasione da Carlo Lanna, tornano per dire la loro, richiesta oppure no, sulle uscite che ci attendono in sala questa settimana: cosa ci riserva la settima arte in attesa che la Notte degli Oscar monopolizzi la nostra attenzione?



Alita - Angelo della battaglia

"Sei davvero cuccioloso, ma ho già promesso al Cucciolo Eroico di uscire con lui."
Carlo: Potrebbe essere un guilty pleasure o una boiata pazzesca. Non ci sono mezzi termini. C’è Rodriguez alla regia e Cameron alla produzione: insomma uno sa cosa significa dirigere un film -anche se a volte calca troppo la mano-, l’altro ha ottime idee ma non le sa portare a termine. Mi aspetto praticamente di tutto. Soprattutto sono consapevole che il film non sarà neanche lontanamente simile al fumetto che ho amato quasi più di me stesso. Si fumeranno il manga proprio come hanno fatto con Ghost in The Shell che in verità, come sonnifero, non è stato niente male. E poi, ok, c’è il cast di richiamo ma Christoph Walz interpreta lo stesso personaggio dai tempi di Bastardi Senza Gloria! Non voglio essere disfattista, ma c’è puzza di flop.
Cannibal Kid: Io sento puzza di boiata pazzesca di quelle capaci di venire massacrate da tutti. Una boiata così clamorosa da farmela risultare simpatica. Potrei ergermi a difenderla come Angelo della battaglia delle cause perse. Considerando però che alla produzione c'è James Cameron e che il film potrebbe puntare unicamente sull'aspetto visivo appariscente stile Avatar per far fessi i più facilmente impressionabili come Ford, potrei anche essere a capo della fazione che lo massacra. Sì, diciamo che è più probabile questa seconda opzione.
Ford: ho adorato, ai tempi, il fumetto, nella sua prima incarnazione - e non nell'inutile sequel - uno dei più bei manga mai pubblicati. Inutile dire che da questa trasposizione, nonostante la simpatia per Rodriguez e Tarantino, mi aspetto solo un gran disastro, anche perchè trovo sia impossibile condensare tutti i temi della saga di Alita in una produzione cinematografica "one shot".
Un peccato, quantomeno perchè il personaggio meriterebbe il meglio possibile e soprattutto perché detesto essere della stessa idea del mio rivale.

Un’avventura

Un'avventura che al Saloon si fa volentieri a meno di vivere.
Carlo: Lo devo ammettere appena ho visto il trailer ho detto: «Un film con Laura Chiatti? Lo devo vedere assolutamente.» Sì, ho una cotta per lei fin dai tempi di “Ho voglia di te” e non ho nessuna intenzione di perdere questo suo ultimo “capolavoro”. Qui si toccano picchi di trash assurdi. Frasi scollegate tra di loro, sguardi languidi, atmosfere da romanzetto rosa (che di solito le adoro ma qui proprio non funzionano). Un film che merita di essere visto solo per la colonna sonora, per il resto, si può evitare tranquillamente. Però, ecco, io lo guaderò lo stesso, solo per la gioia di criticare. È nella mia natura.
Cannibal Kid: Le canzoni di Battisti, uno dei pochi mostri sacri della musica italiana che apprezzo sinceramente, aggiunto a tanto kitsch da romanzetto rosa?
Non sarà, un'avventura, ma sarà una trashata da non perdere! Alla faccia di Ford che già immagino con una faccia disgustata.
Ford: io detesto Battisti e anche le trashate italiote. Effettivamente sono disgustato. Dunque eviterò senza neppure pentirmene.

La vita in un attimo

"Ragazzo, è inutile che cerchiamo di somigliare a Cannibal e Ford andando in giro così. Quei due sono inimitabili. Per fortuna."
Carlo: Dico solo una parola. ABORRO. Sì, perché questo è proprio un film pessimo, così melenso che a confronto una tazza di latte e miele ha un retrogusto più amarognolo. E poi, sì, c’è Olivia Wilde che è figa ed è ancora nei miei sogni notturni dai tempi di The Oc, e sì, c’è pure Oscar Isaac che come attore non è male, ma non ce la posso proprio fare, è un film assolutamente terribile. Dopotutto alla regia c’è Dan Fogelman, il creatore di This Is Us. Non potevo certo aspettarmi un capolavoro della commedia sentimentale.
Cannibal Kid: Io dal creatore di This Is Us e da un ottimo cast del genere, che comprende anche Olivia Cooke, mi aspetterei grandi cose. Peccato ne stiano parlando male tutti. Carlo, così come la critica americana, che l'ha distrutto. Considerando che i miei gusti al momento sono abbastanza opposti non solo a Ford, ma un po' a tutto il mondo che spaccia robette come Roma per capolavori assoluti, mi sa che potrei finire per considerare questo film un sottovalutato gioiellino.
Ford: io adoro This is us, ma considerato che Cannibal come al solito spara pareri assurdi contro lavori memorabili come Roma, penso mi troverò felicemente dalla parte opposta alla sua, qualsiasi sarà l'opinione a proposito di questo film che, tra le altre cose, mi attrae ben poco.

Crucifixion - Il male è stato invocato

"Ha visto un film teen consigliato dal Cannibale di troppo, non c'è più rimedio per lei."


Carlo: Non vedo un horror da più di 5 anni. Tutti giocano sempre sullo stesso meccanismo, è un serpente che si mangia la coda. Se non ho visto The Nun, non credo che andrò a vedere la storia di una suora legata ad un esorcismo fallito. Non era meglio lo splatter degli anni ’90?
Cannibal Kid: Non vedi horror da più di 5 anni? Ok, Carlo, sono d'accordo che molti film del genere sono ripetitivi e si somigliano, però questa è una cosa che si può dire anche di altri generi. Vogliamo per caso parlare dei tuoi adorati cinecomics, tanto per fare un esempio a caso?
Se non li guardi, la verità allora è che probabilmente sei un fifone peggio di Ford, AHAHAH! :)
Scherzi a parte – ma Ford che fa tanto il duro e puro e invece se la fa sotto per qualunque horrorino è una storia vera – questo film a livello di trama fa temere il peggio, però va segnalato che alla regia c'è il francese Xavier Gans, quello dell'interessante The Divide, e la protagonista è Sophie Cookson, notevole rivelazione della sottovalutata serie Gypsy. Quindi preferisco crocifiggere Ford e invocare una visione di questa pellicola.
Ford: io invece cerco si spararmi più horror possibili sperando sempre di incontrare una qualche sorpresa davvero inquietante, anche se sono poche e ben selezionate. Dunque dovesse capitare un tentativo lo farò ben volentieri, anche se l'impressione è quella di trovarmi di fronte l'ennesimo esperimento fallito, un pò come quando affronto un nuovo post di Peppa Kid e spero di trovare un'opinione sensata.

La paranza dei bambini

"Cannibal, rassegnati: sei troppo vecchio ormai per entrare nella nostra gang."
Carlo: Ecco, ora si può parlare di cose serie. Da napoletano adoro Gomorra, ne sono innamorato e questo nuovo film che parla delle bruttezze (vere) della mia terra non me lo lascio scappare. C’è tutto, in un mix esplosivo: le ship adolescenziali, le sparatorie, il profumo del Golfo, i vicoli più belli, le sparatorie e … le ship. Sì, scusate. Dovevo dirlo di nuovo. Cannibal Kid mi conosce e sa di cosa parlo.
Cannibal Kid: Pensavo fosse solo uno di quei film impegnati e intellettualmente apprezzabili, ma alla fine noiosi, e invece se Carlo dice che ci sono pure le ship adolescenziali, allora una visione senza temere di addormentarsi la si può dare. Ford, anche se non sa cosa vuol dire ship, già solo al termine adolescenziali credo sia scappato a gambe levate.
Ford: più che ai termini ship - che da vecchio non comprendo - e adolescenziali, il fatto che questo film sia legato al da me detestato Saviano alimenta una certa cautela, per quanto adori Gomorra - la serie - e parzialmente il film. Sicuramente ci andrò con i piedi di piombo, sperando che possa al contrario sorprendermi in positivo. Se così non fosse, sarò pronto a bersagliarlo almeno quanto un film adorato dal Cucciolo Eroico.

Rex - Un cucciolo a palazzo

"E io non sono più cuccioloso del Cucciolo Eroico?"
Carlo: Ho una certa età per vedere i cartoni animati, anche se non è giusto chiamarli in questo modo. È un film carino, dolce e simpatico ma a quasi 34, alla seconda scena, ho già il bisogno di cambiare canale.
Cannibal Kid: Ha ragione Carlo. Non è giusto chiamare robe del genere cartoni animati. Bisogna chiamarle con il loro nome: bambinate buone giusto per quel cucciolo di Ford.
Ford: a proposito di Cuccioli ben poco eroici. Questo è il tipico film d'animazione che esaurisce le sue cartucce con il trailer. E forse anche prima della fine dello stesso.

giovedì 7 febbraio 2019

Thursday's child



Incredibilmente per la terza se non addirittura quarta settimana consecutiva mi presento in orario all'appuntamento con la rubrica dedicata alle uscite in sala, come sempre co-condotta insieme al mio rivale Cannibal Kid insieme all'ospite d'onore della settimana, Fabrizio Panzella.
E così come per il weekend che vide l'approdo sul grande schermo di Creed II, questa volta a farla da padrone almeno per il sottoscritto sarà Clint con il suo nuovo lavoro davanti e dietro la macchina da presa, che sinceramente spero proprio possa scatenare una nuova battaglia contro il mio antagonista.

"E così è qui che Ford ha seppellito Cannibal dopo le sue sparate su American Sniper. Ha fatto un gran bene!"
Il corriere - The Mule

"Quelli sono i resti di Peppa Kid dopo il suo incontro di wrestling con The Rock. Hai il compito di riportarli a Casale Monferrato."

Fabrizio: Dal trailer pare il solito vecchio Clint, con il suo inconfondibile neo-classicismo un po' decadente. Speriamo sia così.
L’accoppiata Eastwood/Cooper farà, nuovamente, “felice” Cannibal.
Cannibal Kid: Mi farà felice eccome. La nuova stroncatura dell'accoppiata che ci ha regalato l'increscioso American Sniper ce l'ho già in canna e penso che la farò portare da un mulo. Ford può andare bene.
Ford: ovviamente l'uscita di ogni nuovo film del Maestro Clint rappresenta un grande evento qui in casa Ford. Come se non bastasse, dal trailer questo pare proprio Clint al suo meglio al 100%. Non vedo l'ora di esaltarmi alla facciazza di Cannibal.

10 giorni senza mamma

"Mi sa che Cannibal aveva un pò sottovalutato quel bruto di Ford!"

Fabrizio: Non so voi ma io queste commedie made in Italy, non riesco proprio a farmele piacere, oltre al fatto che sembrano, sempre, la versione sfigata di alcune sfigate commedie americane.
Cannibal Kid: Negli ultimi anni sono diventato più tollerante. Non nei confronti di Ford – ci mancherebbe – ma verso le commedie made in Italy. Considerando però che questo film ripropone l'accoppiata de La peggior settimana della mia vita (Alessandro Genovesi alla regia + Fabio De Luigi come protagonista), una delle peggiori commedie della mia vita, questo film mi fa paura più di qualunque horror.
Ford: solita commediaccia italiana che come giustamente scrive Fabrizio pare la bruttissima copia di qualche piacevole film americano. Salto senza pietà neanche l'avesse consigliata Peppa Kid.

Copperman

"Dopo aver letto i giudizi di Cannibal e Ford, non mi resta che il ritiro in quest'eremo."

Fabrizio: Copperman… Coppermannhhh… mmmh… la prima volta che ho visto il trailer il personaggio e l’interpretazione di Argentero mi hanno ricordato un’altro attore, che al momento non riuscivo a focalizzare, poi girando sulla rete eccolo, lui, Tugg Speedman (Ben Stiller in Tropic Thunder), che interpreta Simple Jack.
Cannibal Kid: Nuovo film su un supereroe “alternativo”, tema ormai abusato quasi quanto quello dei supereroi “tradizionali”. Più che Lo chiamavano Jeeg Robot, dal trailer mi ha ricordato Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores e Luca Argentero, che pure mi sta abbastanza simpatico, sembra poter puntare al “Gabriel Garko Award 2019”. Sempre che qualche action hero fordiano non gli rubi il titolo.
Ford: se c'è una cosa rispetto alla quale sono ben poco tollerante è il Cinema italiano travestito da Cinema ammeregano sempre nella speranza di portare qualcosa di "alternativo" in sala. Questo Copperman mi pare l'ennesimo tentativo da buttare. Un po' come i suggerimenti del Cucciolo Eroico.

Remi

"Dolce Remi, metti una mano qui, e sentirai, la scimmietta..."
Fabrizio: Il trailer trasuda melassa da tutti i pori ma si evince anche un certa cura che fa ben sperare.
Cannibal Kid: Dolce Remì, metti una mano qui...
Già odiavo il cartone, figuriamoci questo film che potrebbe risultare zuccheroso persino per un tizio che sembra uscito da Disneyland come Ford.
Ford: incredibilmente, sono d'accordo con Cannibal. Perfino con la sua citazione. Il mondo sta per finire.

Il professore cambia scuola

"Se continui a copiare da Cannibal e Ford quest'anno finisce che ti bocciano sicuro!"

Fabrizio: Questo comedy-drama di Olivier Ayache-Vidal sembra una versione aggiornata di Sister Act, speriamo ci sia qualcosa di più, sotto.
Cannibal Kid: Pellicola francese ambientata nel mondo della scuola, potrebbe essere La classe in versione comedy. Considerando la povertà delle altre proposte troppo fordiane settimanali, quasi quasi mi stuzzica.
Ford: se non avessi Clint ed un milione di recuperi di titoli in coda, considerata la povertà delle alternative italiane, potrei quasi quasi considerarlo.

Le nostre battaglie

"Adoro il profumo del White Russian di mattina."
Fabrizio: Terzo film francese in uscita, e secondo film in cui un uomo è costretto a badare, da solo, ai propri figli. Passato anche al Torino Film Festival, il film di Senez ha avuto recensioni più che positive un po' ovunque.
Cannibal Kid: Secondo film in cui qualcuno cerca di rubare a Ford il titolo di padre dell'anno. Questa settimana la concorrenza per lui è davvero agguerrita! Di sicuro promette meglio questo titolo con il solitamente valido Romain Duris (che mi ricorda una versione più espressiva di Luca Argentero) di quello con Fabio De Luigi.
Ford: fare il paragone tra questo film e quello con De Luigi è un po' come pensare di mettere a confronto le indicazioni cinematografiche di White Russian o di Pensieri Cannibali. Personalmente, non ci sono dubbi su quale fonte sia più affidabile.
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