Visualizzazione post con etichetta film per ragazzi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta film per ragazzi. Mostra tutti i post

lunedì 17 dicembre 2018

White Russian's Bulletin



Ci stiamo avvicinando alla fine dell'anno e alle consuete classifiche che, a questo giro, risulteranno particolarmente difficili da compilare considerato che nel corso degli ultimi dodici mesi le visioni sono state clamorosamente più contenute numericamente rispetto alle edizioni precedenti dei Ford Awards e che il duemiladiciotto non sarà certo ricordato come il migliore della Storia del Cinema. Ad ogni modo qui al Saloon si cerca di riprendere un certo ritmo, tra ripescaggi, esperimenti e rispolverate di vecchi classici.


MrFord


LA BALLATA DI BUSTER SCRUGGS (Joel&Ethan Coen, USA, 2018, 133')

La ballata di Buster Scruggs Poster


I Coen sono da sempre una garanzia, qui al Saloon, e nel corso della loro carriera le delusioni sono state poche e di poco conto se confrontate a tutti i cult che hanno sfornato e che ancora oggi fanno parte del mio personale "greatest hits" della settima arte: questo La ballata di Buster Scruggs, antologia di sei storie che rievocano i miti del West e della Frontiera, nato per Netflix - destinato a mio parere come tutti i network di questo genere a prendere progressivamente il posto dei distributori da sala - è una conferma di quella garanzia.
Con ironia, violenza, poesia ed il tocco grottesco che è sempre stato la loro firma, i Coen portano sullo schermo un vero e proprio gioiellino che parte con il fantastico La ballata di Buster Scruggs e cavalca poi attraverso polvere, sangue, amori mai consumati, solitudine, oro inseguito, perso e ritrovato, in una vera e propria antologia di un mondo, quello del vecchio West, che era più spesso crudele che non luminoso e mitico come si è portati a pensare.
L'ombra della Morte aleggia, più o meno pesantemente, su tutti i personaggi, e l'impressione è che, anche nelle storie più tristi, ci sia sempre il pensiero che, per dirla come lo Straniero, "a volte sei tu che mangi l'orso, e a volte è l'orso che mangia te": sta a noi, almeno in una certa misura, decidere come affrontare anche la parte peggiore e inevitabile.




BEVERLY HILLS COP (Martin Brest, USA, 1984, 105')

Beverly Hills Cop - Un piedipiatti a Beverly Hills Poster


Nel pieno di un sabato pomeriggio da famiglia, giochi con i Fordini e voglia di relax a mille non c'è niente di meglio di un recupero d'annata - anche se, lo ammetto, clamorosamente fuori stagione -: Eddie Murphy ai tempi della mia infanzia era uno degli idoli indiscussi dell'allora casa Ford - insieme a Bill Murray -, complice la faccia da culo e la sfrontatezza che da bambino sognavo di arrivare a sfoggiare al posto della timidezza.
Beverly Hills Cop, a trentaquattro anni dalla sua uscita, ancora regala perle a profusione, e benchè risulti assolutamente lineare nello svolgimento - quasi scolastico, direi - risulta uno degli esempi più riusciti dell'action pop anni ottanta, funziona dall'inizio alla fine e diverte ad ogni visione, sia essa la prima - come nel caso dei Fordini - o la chissàquantesima - come nel caso del sottoscritto -.




MOWGLI - IL FIGLIO DELLA GIUNGLA (Andy Serkis, UK/USA, 2018, 104')

Mowgli - Il figlio della giungla Poster


Sempre restando nell'ambito "weekend prenatalizio passato in casa cercando di rilassarsi il più possibile e farsi prendere in ostaggio dai piccoli della tribù" Netflix ha fornito un'altra visione perfetta per i pomeriggi di gioco sul tappeto, nonchè la sua risposta alla versione live action de Il libro della giungla diretta non troppo tempo fa da Jon Favreau: in questo caso dietro la macchina da presa ritroviamo l'ex Gollum Andy Serkis, che sarà pure un buon caratterista ma che non riesce a dare il piglio di Favreau alla vicenda, forse più in linea con l'originale scritto di Kipling rispetto alla controparte disneyana ma in qualche modo un pò troppo rapida nell'evoluzione e nello svolgimento.
L'impressione, a prescindere dal fascino dei luoghi e degli animali - che come al solito hanno ipnotizzato i Fordini -, è che si sia trattato di una "compressione", quasi come se una stagione di una serie fosse compattata in un film da poco più di un'ora e mezza.
Peccato, perchè i temi trattati sono evergreen, così come i personaggi, eppure la sensazione è che manchi davvero qualcosa, prima fra tutte la meraviglia che stava dietro ai vecchi cartoni animati ma anche alle nuove frontiere dei vari "Vita di Pi".



giovedì 22 febbraio 2018

Thursday's child



Nuova settimane di uscite cinematografiche dal sapore di Oscar e nuova ospite a tenere compagnia a questo vecchio cowboy ed al suo rivale nonchè compagno di misfatti Cannibal Kid: Alessandra Muroni del blog Director's cult.
Continua dunque il viaggio nella blogosfera ed accanto ai suoi protagonisti della rubrica da triangolo più nota - più o meno - della rete, che a questo giro dovrà confrontarsi, tra le altre, con due pellicole che si preannunciano tra le protagoniste di questa parte finale dell'inverno.
Riusciranno James Franco e Paul Thomas Anderson a seminare zizzania tra i tre conduttori?


"E così tu vorresti portarmi a letto!? Ma se sei più vecchio di Ford!"

The Disaster Artist

"Ammazza! Questo film suggerito da Cannibal è davvero disastroso!"

Alessandra Muroni: Prima di Corinna Negri, aka la Cagna Maledetta, c’era lui, Tommy Wiseau, che non solo era ed è tutt’ora il cane dei cani della recitazione, ma è anche stato capace di produrre (non si sa con quali soldi), dirigere (non si sa con quale talento) e recitare (con grandissima cagnitudine) The Room, ovvero il Quarto potere dei film demme#da. Interpretato e diretto da James Franco, il film mostra la parabola esistenziale di questo malaugurato progetto che vide il coinvolgimento (suo malgrado) di Greg Sestero, suo partner a delinquere, nonché suo migliore amico. Dalle stelle alle stalle, James Franco ha fatto a malapena in tempo a coccolarsi il suo Golden Globes come migliore performance di un attore canissimo, che è stato travolto dalle accuse di molestie. Il film merita la visione, a meno che non lo boicottate - come potrebbe fare il Cannibal - che spera di ridare la spilla a Scarlett Johannson ora che è MILF e pure single. E se andate a vederlo e vi perdete i titoli di coda, siete dei brutti figli di sultana.
Cannibal Kid: Con tutto il rispetto, ma Scarlett se ne può andare a quel paese, insieme a tutti quelli che hanno boicottato il povero James Franco. Come attore non è mai stato cagno quanto Wiseau, ma non è mai stato nemmeno fenomenale. Fino a questo film, in cui dà veramente il massimo, con un'interpretazione da Oscar che probabilmente non ripeterà mai più. E invece non è arrivata per lui nemmeno la nomination. Per rimediare a questo torto, potete tutti precipitarvi a guardare questa pellicola tutt'altro che disastrosa, di cui a breve parlerò. E secondo me potrebbe piacere anche a James Ford, il Tommy Wiseau dei blogger cinematografici.
Ford: prima che a Franco venisse l'idea di produrre un film sull'Ed Wood moderno, Tommy Wiseau, non avevo assolutamente idea di chi fosse quest'ultimo. Poi ho visto questo film, che purtroppo, come dice Cannibal, è tutt'altro che disastroso, e più che rimanere basito di fronte all'ennesima ostracizzazione della finta società bene e dell'Academy non ho potuto fare. A breve ne parlerò, e secondo me potrei addirittura essere d'accordo con Cannibal Kid, il Greg Sestero dei blogger cinematografici.

Il filo nascosto

"E adesso corri a farti rifare il trucco dalla Muroni, perchè così sei davvero impresentabile!"

Alessandra Muroni: Il re del fesciòn londinese Reynold Woodcock (Daniel Day Lewis) incontra Alma, una bella cameriera in un ristorante dove era in procinto di abbuffarsi (ha fatto un patto con il diavolo, perché è così magro che vola alla prima folata di vento), e lei botta di chìulo da cameriera diventa modella e poi musa del fesciosissimo stilista. Dedito al lavoro e sempre in procinto di creare vestiti per le signore dell’alta borghesia, la sua vita e le sue abitudini abitudinarie (d’altronde uno che si chiama Woodcock – ovvero ca@@o di legno - mica è pieno di vitalità, no?) verranno sconvolte da questa deliziosa ragazza, che sembra uno zuccherino ma non lo è, ma è una tipa che quando mastica fa più rumore di un trattore e ha una malsano uso della cucina da far rabbrividire pure Gordon Ramsay. Film finto zuccheroso ma cazzuto, roba che potrebbe piacere al duro e puro come il Ford, che è cazzuto, ma con un velo di zuccherosità, nascondendo dentro ai piedi un sottile strato di pisellaggine romantica.
Cannibal Kid: Sul fatto che la protagonista femminile abbia una botta di chìulo a incontrare Woodcock avrei qualche dubbio... quasi quasi le andava meglio se conosceva Fordcock dal pizzettaro di Lodi. Perché dico questo?
Guardate il film del solito imprevedibile Paul Thomas Anderson e lo scoprirete.
Ford: Paul Thomas Anderson è da sempre uno dei favoriti del Saloon. Questo film, che ho già visto, è stato un banco di prova importante. Accadrà quanto è accaduto con Del Toro? Oppure no? A breve la risposta.

La vedova Winchester

"Cannibal ha detto di fare attenzione: qui sotto c'è la tana di Ford."

Alessandra Muroni: Oh mio Dio hanno ucciso il commissario Winchester dei Simpson, brutti bastardi! Ah, no, è un’altro Winchester, l’inventore dell’arma che ha il suo nome, che è moruto e ha reso vedova Sarah (Helen Mirren). Oltre alla vedovanza ha un gran bel da fare nel costruire una magione per tenere lontani gli spiriti uccisi dall’arma creata dall’anima dei mortacci di suo marito. Occhio, malocchio prezzemolo e finocchio non bastano, e quindi si deve fare il mazzo qadro nel costruire questa magione senza fine per tenere alla larga la miriade di anime dannate. Ammazza quanti ne ha ammazzati la Winchester! Un dottore è incaricato di verificare se la vedova ha sbroccato o meno, ma a quanto pare è vero le anime nel loro piccolo s’incazzano e invocano vendetta. Che gli spiriti vogliono anche vendicarsi di Ford e Cannibal e dei loro blog (così, come passatempo tra uno spavento alla Winchester e l’altro)? Per scoprirlo, dovete andare al cinema!
Cannibal Kid: Questa potrebbe essere una visione letteralmente mortale, per quanto mi riguarda. I film sulle case infestate non li sopporto più. A dire il vero credo di non averli mai sopportati. Come protagonista c'è pure Helen Mirren, una di quelle attrici per il mondo brave brave ma che io troppo sopravvalutata quasi quanto Meryl Streeptease. Mi vuoi proprio ammazzare proponendomi un film del genere, vero Alessandra?
Ford: lascio volentieri quest'ennesima ghost story che mi pare priva di qualsiasi appeal all'ormai anglosassone Alessandra, che di case infestate, abitando da quelle parti, ormai se ne intenderà parecchio. A Cannibal, invece, lascio la parte del fantasma.

Sconnessi

"Ford aveva proprio ragione: il caffè corretto vodka è molto meglio."

Alessandra Muroni: Sapessi quanto sono sconnessa io la mattina quando mi sveglio! Ah, un momento, non è un film su quanto si è rinco@lioniti la mattina, ma è la storia una famiglia (rinco@lionita) dove il patriarca (Fabrizio Bentivoglio) è nemico giurato di internet e talmente figlio di sultana da riunire per il suo compleanno la sua famigliola in uno chalet di montagna senza I-Pad, Internet, Instagram, Facebook, WhatsApp, roba che manderebbe al manicomio l’intera famiglia Kardashian insomma. Tutto sto’ ambaradam per far riavvicinare il figlio giocatore incallito e l’altro figlio sfigat... Ehm, nerd e introverso con la seconda moglie ciòfane e con prole in arrivo. Alla famigliola si aggiungerà la tata, sua figlia, il fratellastro del patriarca e il bipolare. Vale la pena vederlo, o il Ford e il Cannibal si sconetteranno dalla blogosfera pur di non parlare di questo film in caso di monnezza movie conclamato?
Cannibal Kid: Tipica commediola italiana incentrata sulle nuove tecnologie, o meglio sull'astinenza da nuove tecnologie. Sottogenere che come guilty pleasure/monnezza movie a me personalmente non dispiace nemmeno. E la prevedibile morale di fondo, che è meglio la vita sconnessi in uno sperduto chalet di montagna rispetto alla frenesia del mondo moderno iperconnesso, potrebbe far felice persino il vecchio Ford che ancora rimpiange i tempi in cui si comunicava attraverso i geroglifici e Kardashian era solo l'avvocato di O.J. Simpson.
Ford: tipica commediola italiana che farà andare in brodo di giuggiole Cannibal, che ormai difende qualsiasi porcata si produca da queste parti, ma che, avendo già dato con il caro vecchio Verdone, dubito passerà da queste parti. Piuttosto, vado a fare un salto sull'Appennino da mio nonno, dove davvero non c'è possibilità che internet e affini prendano in alcun modo.

Belle & Sebastien – Amici per sempre

"Ford & Goien - Nemici per sempre."

Alessandra Muroni: Canta con noi, auuu, meglio che puoi auuuuu, canta con noi meglio che puoi canta insieme a noi viva viva i nostri eroi, viva Belle e Sebastien. Versione in carne ed ossa del cartone giappo, Belle e Sebastien racconta la storia di un cane finisce per fare da genitore all’ennesimo ragazzino rimasto orfano. Dopo le prime rocambolesche (?) avventure del primo film, ci smaron... Ehm, ci allieta con il ritorno del bambinello orfanello che inizia ad andare a scuola dopo la fine della guerra. Che bello, un po’ di normalità dopo una mamma cane e tante tante bombe! Ma anche no! E infatti la sua amica Angelina è forse perita in un incidente aereo, o forse è ‘solo’ dispersa. Mai una gioia eh. Ma il piccolo Sebastien – carramba che sorpresa! – scopre di avere un papà, che non solo se ne sbatte di lui, ma anche di trovare Angelina. Così Belle, deve fare da mamma e da inviato di Chi l’ha visto, cercando di ritrovare l’amica di Sebasien. Pierre li aiuta svogliatamente, ma forse c’è speranza si avvicini a Sebastien, così come c’è speranza che Cannibal e Ford si vogliano bene!
Cannibal Kid: Alessandra, sul serio ti sei vista il primo film, o hai fatto solo un sapiente uso del copia e incolla della trama da Wikipedia?
Spero la seconda, temo la prima. Comunque devo correggerti: questo non è il secondo film della serie, Belle & Sebastian – L'avventura continua, bensì addirittura il terzo, Belle & Sebastien – Amici per sempre. Ebbene sì. Sono arrivati al terzo capitolo della trilogia, proprio come quella di Cinquanta sfumature.
Comunque sia, io già non sopportavo il cartone giappo, figuriamoci se mi guardo la trilogia di una versione melò strappalacrime e animalesca di una tipica bambinata fordiana. Preferisco un'altra visione: Ford & Cannibal – Nemici per sempre.
Ford: ricordo il vecchio cartone animato dedicato a Belle e Sebastien, che comunque non è mai stato tra i miei preferiti. Dai film mi sono sempre tenuto alla larga. Quindi, cara Alessandra, per una volta ancora, purtroppo, questa settimana, sono d'accordo con il mio antagonista e preferisco pensare a Ford&Cannibal - Nemici per sempre.
Alessandra Muroni: Tana per Cannibal! Io ho copiato pari pari da Wikipedial, tu invece di sicuro l'hai visto, e scommetto che l'hai visto insieme a Ford, anche se negate! E tu Ford, scommetto che farai vedere ai tuoi figli, piuttosto si vedono la serie di Sharknado! XD

Omicidio al Cairo

"Pur di non tornare a lavorare con Ford e Cannibal, la Muroni si è buttata di sotto."

Alessandra Muroni: Urka qua le cose si fanno serie in Egitto, quando il poliziotto Nouredin è corrotto fino al buco del c@lo come tutti i suoi colleghi e si ritrova a dover indagare un omicidio, talmente preso da fare tana ai commercianti che doveva proteggere dal marasma di una rivoluzione che sta per scoppiare in piazza Tahrir. Come se la grossa crisi non bastasse, pure le botte. Non bastava Amazon? Se ci dovete corcare, comprate online, no?!? Nouredin è talmente coinvolto dal caso, da arrivare a un possibile colpevole - Il Cannibal? Ford? No, dippiù! Un deputato del Parlamento. Salveneee? Tsé, magari!
Cannibal Kid: Leggo su MYmovies che “questo film si ispira a un omicidio realmente accaduto nel 2008 di cui risultò colpevole un uomo d'affari e parlamentare egiziano vicino alla famiglia Mubarak”. Più che Salveneee, Silvio, c'entri qualcosa tu?
Ford: questa sorta di noir politico egiziano mi lascia perplesso. Scommessa d'essai della settimana o roba dalla quale scappare a gambe levate? Direi che non ho voglia di scoprirlo. Quanto più di ritrovare l'alchimia giusta per una nuova Blog War con Cannibal.

giovedì 10 agosto 2017

Thursday's child


Prosegue la marcia della rubrica dedicata alle uscite in sala condotta dal sottoscritto e dal suo antagonista Cannibal Kid attraverso una delle estati più torride ed avare di soddisfazioni cinematografiche che ricordi, che a questo giro pare aver concesso almeno sulla carta qualche chance in più a noi poveri cinefili in cerca di titoli interessanti.
Sinceramente, spero sia così, anche perchè nella puntata di questa settimana abbiamo deciso di includere anche l'unico titolo in uscita il diciassette agosto prossimo, rimandando l'appuntamento alla prossima puntata il ventiquattro.
Nel frattempo, doveste essere al mare, in montagna o in vacanza come concetto, il nostro consiglio - o almeno il mio - è sempre uno: godetevela.



"E questa è la fine che fanno tutti i seguaci di Cannibal Kid!"


La torre nera
(nei cinema da giovedì 10 agosto)

"Ascolta, bello: se ti metti contro Ford, sei finito. Parola di Cannibal."

Cannibal dice: La torre nera è già stato massacrato dalla critica americana. Ma della critica americana c'è da fidarsi quanto di quella fordiana, visto che ad esempio quando è uscito Wonder Woman è stato esaltato come il miglior film degli ultimi 500 milioni di anni. La torre nera invece ha fatto schifo a tutti ma, a vedere dal trailer, sembra che questa volta non abbiano poi tutti i torti.
Io non sono un grande lettore di Stephen King, della sua vasta produzione ho letto poco e tra l'altro nemmeno i suoi romanzi più famosi, però a questo punto mi viene un dubbio. Visto che la maggior parte dei film e pure delle serie tv tratte dalle sue opere non sono un granché e la pellicola migliore, ovviamente Shining, a lui non è manco piaciuta, non è che c'è qualcosa che non va in lui?
Ford dice: ho letto qualche anno fa il primo libro della saga della Torre Nera di Stephen King, un autore a volte in grado di stupire con romanzi pazzeschi ed altre con prodotti decisamente meno riusciti. Personalmente, lego quella lettura più alla seconda categoria, anche se non si tratta certo di un'opera di basso livello. L'idea, dunque, di una trasposizione cinematografica mi ispira poco, anche perchè penso si tratti più di una trovata commerciale che di un vero tentativo di trasformare un romanzo solo discreto in un film assolutamente imperdibile.




Casa Casinò
(nei cinema da giovedì 10 agosto)

"Cannibal, devo fare un paio di tagli alle tue prossime recensioni."

Cannibal dice: Commedia con due comici molto amati soprattutto negli Usa come Will Ferrell e Amy Poehler che ha fatto flop persino negli Usa e mi chiedo quindi quale successo possa ottenere da noi nella settimana di Ferragosto. Io comunque una puntata in questa Casa Casinò la farei lo stesso, sperando mi possa regalare ancora più risate di qualche serioso post di WhiteRussian a caso.
Ford dice: commediola senza senso o motivo di esistere che ovviamente farà sbellicare dalle risate Cannibal e che, dovessi vederla, farà invece schifo al sottoscritto, che ovviamente sarà fatto passare per serioso da Cannibal stesso. Considerato il suo senso dell'umorismo, però, non penso che la cosa mi dispiaccia.


Diario di una schiappa – Portatemi a casa!
(nei cinema e a casa di Ford da giovedì 10 agosto)

"E' stata un'esperienza così terribile che abbiamo pensato stesse guidando Ford."

Cannibal dice: Saga bambinesca con cui non ho mai avuto occasione, e soprattutto voglia, di cimentarmi, lascio l'arduo compito a quella schiappa di Ford, che si godrà la visione facendo finta di fare un favore ai poveri piccoli Fordini.
Ford dice: non ho mai seguito una saga per schiappe come questa, che lascio volentieri a quella schiappa di Cannibal.



Monolith
(nei cinema da sabato 12 agosto)

"Ti prego, Ford: scendi dall'auto. Non guidare."

Cannibal dice: Produzione italiana con protagonista una bella sgnacchera americana come Katrina Bowden tratta da una graphic novel. Sembra un esperimento rischioso, ma intrigante. Il risultato potrebbe essere fallimentare, così come si potrebbe anche rivelare la sorpresa di questo caliente agosto. L'altra sorpresa del mese potrebbe essere Ford che dice finalmente una cosa furba, però su questo non ci conterei troppo.
Ford dice: per me esiste solo il Monolito di 2001. Il resto è un rischio, come quello di accettare consigli soprattutto cinefili da quel curioso individuo che è Peppa Kid.


Atomica bionda
(nei cinema da giovedì 17 agosto)

"E questa la fine che fa Cannibal stesso."

Cannibal dice: Subito dopo Ferragosto, viene sganciata l'Atomica...
Paura eh, Ford?
Sto parlando però di Atomica bionda, il nuovo film di uno dei co-registi del pessimo John Wick con protagonista Charlize Theron. E sembra essere lei, qui in versione più sexy e combattiva che mai, l'arma vincente di una pellicola che per il resto si preannuncia come la classica inutile prevedibile fordianata action spionistica estiva.
Ford dice: di questo film non mi importano regia, riscontri, successo, data di uscita.
Fin dai tempi in cui vidi il trailer, so già che sarà indispensabile per la limonata dura tra Charlize Theron e la protagonista dell'ultimo La mummia, Sofia Boutella. Il resto potrà anche essere una vera schifezza cannibalesca. Ma quello varrà comunque il biglietto.

 

martedì 9 maggio 2017

Monster trucks (Chris Wedge, USA/Canada, 2016, 104')




Se penso che negli anni ottanta erano considerati film d'avventura per ragazzi I Goonies, La storia infinita, La storia fantastica, Labyrinth, Gremlins e via discorrendo ed ora ci siamo ridotti a cosa implausibili anche per un prodotto fantasy - problemi di logica, non di immaginazione - con una qualità da pomeriggio di Italia Uno - sarà pur vero che si parla di una produziona Nickelodeon, ma c'è un limite all'artigianalità - come questa, brutta copia di E. T. et similia con un cast che pare la sagra delle star in rovina in cerca di qualsiasi impiego pur di un ritorno economico - da Rob Lowe a Barry Pepper passando per Danny Glover - sento la desolazione crescere nel cuore rispetto al destino che attende i Fordini e la loro generazione per gli anni a venire.
Quello che è certo, oltre al fatto che Monster Trucks fa davvero una gran tristezza, è che questo duemiladiciassette sarà l'anno in cui, dai tempi dell'apertura del Saloon, la battaglia per il primo posto per il Ford Award dedicato al peggio sarà sanguinosa come non era mai stata, considerato il volume delle merdate che la primavera cinematografica ha riservato alle sale.
Qualche anno fa di fronte ad un titolo come questo mi sarei sbizzarrito con una bella recensione divertente e divertita a proposito del livello bassissimo di tutto quanto potesse essere basso nella produzione del film, ma proprio come Danny Glover era solito pronunciare in un cult - quello sì - dei favolosi anni ottanta dei favolosi film d'avventura per ragazzi, "sono troppo vecchio per queste stronzate".




MrFord



 

mercoledì 18 gennaio 2017

Il GGG - Il grande gigante gentile (Steven Spielberg, USA/India, 2016, 117')




Voglio sia chiaro a tutti che, come molti della mia generazione, voglio un bene sconfinato a Steven Spielberg: grazie a lui e ad alcuni film come E.T., Indiana Jones, Incontri ravvicinati del terzo tipo ma anche Duel, Lo squalo, L'impero del sole ho avuto le prime esperienze sulla pelle della meraviglia del Cinema, consolidate, nonostante qualche scivolone, in tempi più recenti con Schindler's List, Munich o Prova a prendermi.
Ad oggi, posso contare davvero sulle dita di una mano le opere del regista che ancora non ho affrontato da spettatore.
Eppure, con il Nuovo Millennio, qualcosa tra me ed il vecchio Steven si è rotto: La guerra dei mondi, War Horse e Lincoln, nello specifico, hanno messo così a dura prova la pazienza da farmi dubitare di molto di quel bene, e soltanto il recente e più che discreto Il ponte delle spie aveva riacceso la speranza.
Ma evidentemente anche Spielberg non deve volermi troppo bene, perchè con questo Il GGG ce l'ha messa davvero tutta per farsi detestare come nei momenti peggiori delle tre rotture di coglioni quantomeno di ottavo livello - per dirla come Rocco Schiavone - citate poco sopra: a prescindere, infatti, dall'aspetto tecnico - come sempre curatissimo e lavorato ad uso e consumo dell'hd e del 3D neanche fossimo in un parco tematico da Universal Studios -, e dal romanzo per ragazzi che l'ha ispirato - e che, occorre ammetterlo, non ho mai particolarmente amato -, Il grande gigante gentile è la favoletta per bambini buonista e noiosa per eccellenza, una sorta di Hugo Cabret - altro titolo che avevo detestato con tutte le mie forze - all'ennesima potenza, resa ancora più insopportabile da una piccola protagonista saccente e fastidiosa - ed io adoro i bambini - ed un modo di parlare dei giganti - ma questa, va detto, non è certo colpa del regista - assolutamente insopportabile ed adattato neanche tutti gli spettatori fossero un pò indietro di cottura, per dirla in termini metaforici ed edulcorati.
In buona sostanza, Il GGG ha tutte le carte in regola per essere il tipico film da sabato pomeriggio su Italia Uno, di quelli che perfino i piccoli - ormai tutti troppo svegli ed esposti a molte delle visioni non solo degli adulti, ma anche più adulte dei film d'animazione di nuova generazione - snobbano vinti dalla noia dopo qualche minuto, figurarsi dopo un paio d'ore.
Non basta, dunque, la sola perizia tecnica o meraviglia di effetti - la sequenza della caccia ai sogni è sicuramente una gran cosa, visivamente parlando -, se le stesse mascherano semplicemente carenza di idee e coinvolgimento: in questo senso Spielberg dovrebbe imparare da se stesso, quando con Hook riuscì nell'impresa certo non facile - seppur confezionando un prodotto imperfetto - di unire la magia della favola con l'epicità del titolo ad ampio respiro, portando gli spettatori adulti a riscoprirsi bambini ed i bambini a sentirsi un pò più "grandi".
Nel caso del GGG, tutto pare, semplicemente, una presa per il culo.
Adulti o bambini, conta poco.
E sinceramente, dopo aver amato incondizionatamente Swiss Army Man, ho vissuto la sequenza dedicata alle scoregge verdi degna della volgarità del peggior Cinepanettone.
E del peggior Cinema.
Cinema di cui, tristemente, Il GGG fa senza dubbio parte.




MrFord



venerdì 16 dicembre 2016

Animali fantastici e dove trovarli (David Yates, UK/USA, 2016, 133')




Oltre a fare la fortuna della sua autrice ed aver in qualche modo veicolato la vittoria del viaggio ad Orlando ed ai suoi fantastici parchi giochi dei Ford qualche anno fa, Harry Potter è stato senza ombra di dubbio un vero e proprio fenomeno di massa per le generazioni che ora vanno dall'adolescenza ai quaranta, in termini letterari, ludici o cinematografici.
Nonostante non sia mai stato un fan accanito del maghetto - mi sono fermato a L'ordine della fenice per quanto riguarda i romanzi, mentre ho amato solo a corrente alterna le trasposizioni su grande schermo - occorre ammettere che la sua saga ha avuto il merito di coinvolgere anche chi non se lo sarebbe mai aspettato, dando vita ad una vera e propria mitologia e ad opere "sorelle" come questa: Animali fantastici e dove trovarli, infatti, rappresenta l'inizio di una nuova epopea ambientata nello stesso mondo di Harry Potter, ma a partire dagli Stati Uniti degli anni venti, dunque ben prima che non solo il piccolo predestinato ma anche i suoi genitori nascessero.
Personalmente, non smaniavo all'idea di buttarmi in un'altra produzione di questo genere, ed ho approcciato la visione principalmente spinto dall'hype di Julez all'idea di tornare a gettarsi nel mondo della magia e dei babbani - o nomag, come pare si usi nel Nuovo Mondo -, e considerato il mio scetticismo, devo dire che il risultato del lavoro di David Yates è stato più che discreto: nonostante, infatti, una durata eccessiva ed una certa freddezza di fondo, Animali fantastici e dove trovarli è divertente e piacevole, non rappresenta nulla di nuovo per quanto riguarda il Cinema d'avventura per ragazzi ma non sfigura neppure, principalmente grazie alle creature curiose portate a spasso dal protagonista - un Eddie Redmayne che ha già cominciato a fare l'Eddie Redmayne, e per un attore al top del successo non è mai un bene - e alla spalla comica dello stesso, il Kovalski di Dan Fogler, vero e proprio jolly di una pellicola che, senza queste presenze decisamente spassose, avrebbe finito per apparire quasi troppo pretenziosa e seriosa, considerati i suoi elementi cardine.
Proprio la parte più dark, infatti, che aveva fatto la fortuna dei capitoli migliori della saga di Harry Potter - più precisamente quelli dal due al quattro, il mio personale favorito -, in questo caso pare appesantire eccessivamente una proposta che, al contrario, gira decisamente meglio quando lavora come fosse una pellicola figlia degli anni ottanta dei vari Il bambino d'oro e Labyrinth e perfino quando è il romanticismo a farla da padrone - immagino che la storia incrociata tra Newt, Kovaski e le due sorelle trovatesi sulla loro strada sia destinata a proseguire -, e prima Colin Farrell e dunque - per fortuna solo per una manciata di minuti, almeno per ora - Johnny Depp fanno sorgere più dubbi che altro proprio rispetto al "lato oscuro" di un prodotto che pare proprio non averne.
Promosso, parlando di "cattivi", Ezra Miller, che al contrario dei suoi blasonati colleghi appena citati, con i suoi turbamenti pare mostrare uno spessore in grado quantomeno di non far rimpiangere charachters come Voldemort, Codaliscia o Piton: un inizio sicuramente abbastanza promettente di una saga che, comunque, anche ora non ho così tanta voglia di seguire, priva della scintilla che trasforma un giocattolone in qualcosa destinato a segnare davvero un'epoca.
Ma la magia, così come gli animali, è imprevedibile: dunque chissà che, con il prossimo capitolo, non finisca per uscire davvero a bocca aperta anch'io.




MrFord




venerdì 27 maggio 2016

Le cinque leggende

Regia: Peter Ramsey
Origine: USA
Anno:
2012
Durata: 97'









La trama (con parole mie): Jack Frost, legato a poteri nati dal freddo e dalla Luna, dopo secoli e secoli di solitudine ed incapacità di comunicare con il mondo mortale, viene convocato da Babbo Natale al Polo Nord perchè selezionato come nuovo Guardiano del mondo e delle speranze dei bambini a fronte di un'iniziativa dell'Uomo Nero volta a minare qualsiasi speranza dei giovani terrestri rispetto ai miti ed alle leggende del pianeta.
Inizialmente scettico, lo spirito troverà proprio grazie al sostegno dei suoi riluttanti "colleghi" e di un gruppo di bambini pronti ad aggrapparsi proprio alla sua presenza la forza di reagire e far scattare la scintilla necessaria per debellare il Male ed iniziare un nuovo percorso di speranza e magia legato ai sogni, alle passioni ed alla capacità di non vergognarsi di ciò in cui si crede.
Basterà questo, a fermare l'Uomo Nero?














Considerato il tipo che sono e mi dipingo pare assurdo, Fordino a parte, che possa concedere una possibilità anche remota ad un recupero come questo, legato a doppio filo al mondo delle favole ed al concetto di non mollare, a prescindere dalla condizione in cui ci si trovi.
Eppure, lo ammetto, erano anni che lo meditavo.
Prima di tutto perchè, per questioni lavorative, mi sono ritrovato, ai tempi dell'edizione in bluray di questo titolo, a dover ritrattare l'opinione maturata a scatola chiusa legata all'uscita del lavoro firmato da Peter Ramsey a seguito di una serie reiterata di visioni pronte a riconoscere, quantomeno, lo sforzo contenutistico e produttivo dei suoi autori, e dunque spinto, attualmente, dalla curiosità del Fordino a proposito di un film in cui figuravano Babbo Natale, il Coniglio di Pasqua - anche se, da queste parti, più che un rito cristiano appare come una sorta di festività del cioccolato - ed altre figure mitiche ad essi associate pronte a "dare le botte" all'Uomo Nero, famigerata nemesi nota praticamente a tutti i bambini del mondo.
La visione complessiva de Le cinque leggende, dunque, lo posso confermare a scapito della mia eventuale reputazione, è stata decisamente positiva, nonchè distante, in termini di qualità, messaggio trasmesso e perizia, anni luce da molti titoli dello stesso genere spinti anche oltre misura nel corso delle ultime stagioni cinematografiche: grande merito di questo pur non clamoroso successo è legata alla resa grafica dei main charachters, dalla versione tatuata di Babbo Natale a quella australiana del già citato Coniglio, senza contare l'impatto notevole delle evoluzioni del ghiaccio di Jack Frost, delle ombre dell'Uomo Nero e della sabbia di Sandman, per la prima volta proposto sul grande schermo in una versione in grado di dare un'alternativa all'immagine dello stesso personaggio legata ai fumetti firmati negli anni novanta da Neil Gaiman.
Per il resto, la vicenda ed il suo svolgimento non inventano certo nulla di nuovo, ma portano sullo schermo una storia piacevole e coinvolgente, che si lascia guardare più che volentieri a qualsiasi età, rimbalzando, nel mio caso, dalle domande a raffica del Fordino - che nel corso di qualsiasi visione, ormai, vuole sapere i perchè di tutto e di più - al piacevole intrattenimento per i vecchi della casa, pronti a tornare bambini per un'ora e mezza immaginando quale tra i Guardiani sarebbe stato, ai tempi, il preferito.
Come sempre in questi casi, si è inoltre optato per un finale che chiude la vicenda ma non le porte ad un eventuale sequel che, al momento, non mi pare sia stato progettato o annunciato, ma che non vedrei affatto male se realizzato con lo stesso piglio di questo primo capitolo: e se Jack Frost con la sua aura da outsider destinato a diventare un riferimento per gli altri Guardiani pare un mix dei vecchi cartoni giapponesi e dei nuovi idoli delle teenager - divertenti, in questo senso, i siparietti con le fatine dei denti pronte ad andare in brodo di giuggiole neanche fosse una specie di Justin Bieber -, personalmente le potenzialità ancora da esprimere dimorano tutte nel muto Sandman, che tra l'altro sarebbe ora fosse conosciuto di più anche qui in Italia, dove la tradizione legata ai sogni ha sempre snobbato quello che, nei paesi anglosassoni, è considerato il loro signore.
Ad ogni modo, dovesse capitarvi, in televisione o in una qualche sezione di offerte per l'home video online o in un negozio, date una possibilità a Peter Ramsey ed al suo lavoro: in fondo, basta poco per cominciare - o ricominciare - a credere, e la magia tornerà a farsi sentire.





MrFord




"The story ends, as stories do
reality steps into view
no longer living life in paradise - of fairy tales - uh
no, uh - huh - mmm - mmm."
Anita Baker - "Fairy tales" -









giovedì 21 aprile 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): dopo settimane di nulla assoluto, o quasi, una con almeno un titolo potenzialmente interessante come questa pare una manna dal cielo neanche il mio co-conduttore di rubrica nonchè acerrimo nemico Cannibal Kid avesse deciso di chiudere baracca e burattini e darsi ai the delle cinque come avrebbe dovuto fare già da anni.
Niente per cui strapparsi i capelli, ma considerata la situazione di questa smortissima primavera cinematografica, direi che ci sarebbe quasi da festeggiare.



"Non provate mai più ad ordinare un giro di White Russian senza di me, sono stato chiaro!?"



Zona d'ombra – Una scomoda verità

"Cannibal non si è ancora deciso a dichiarare il ritiro: dovrò inventarmi qualcosa di estremo."

Cannibal dice: Film che ho già visto ma di cui al momento non ho ancora trovato l'ispirazione per scriverne un post. Ce la farò, un po' come è successo con Mistress America, oppure rinuncerò, come ho fatto con la speranza che Ford scriva per una volta qualcosa di furbo?
Ford dice: film che non ho ancora visto, ma che dal titolo originale - Concussion - mi ispira una qualche mossa di wrestling pronta a costare una bella commozione cerebrale a Cannibal Kid.



Le confessioni

"Quel dannato Ford ha pestato di nuovo Peppa Kid: speriamo che le sue condizioni non siano troppo disperate!"

Cannibal dice: Film tra i papabili per il Festival di Cannes 2016, alla fine non ce l'ha fatta a entrare in Concorso e così eccolo già qui nelle nostre sale. La pellicola di Roberto Andò dal trailer mi sembra un lavoro molto alla Sorrentino, sarà per via della presenza di Toni Servillo, quindi confesso che un'occhiata gliela darò volentieri. E confesso anche che WhiteRussian è un blog che proprio non mi piace.
Per caso questo già si sapeva?

Ford dice: tipico film finto autoriale italiano che non ho alcuna voglia di vedere. Un po' come di leggere la prossima recensione made in Cannibaland di qualche filmetto o serietta spacciati per Capolavoroni.



Codice 999

"Siamo pronti a procedere all'arresto del sospettato Marco Goi, colpevole di reati contro il Cinema."

Cannibal dice: Più che il 999, io chiamo il 112: allarme fordianata! Il regista del film è John Hillcoat, quello di Lawless e The Road, e ho la sensazione che sia il solito thriller criminale medio buono per il mio blogger rivale. Il ricco cast potrebbe però portarmi a concedergli una visione. Se poi si rivela troppo una fordianata, ho già l'ambulanza prenotata.
Ford dice: il film non solo della settimana, non solo del mese, ma dell'ultimo paio, considerate le uscite che ci sono state. Ho grandi aspettative rispetto al nuovo lavoro di John Hillcoat, spero solo non mi deluda!



The Other Side of the Door

"Dicono che dietro questa porta si nasconda Ford: ho molta paura ad aprirla."

Cannibal dice: Horrorino paranormale che rischia di essere o una schifezza colossale, o solo una schifezza media. E non so quale delle due possibilità sia peggio. Nel primo caso almeno ci sarà da farsi qualche risata, proprio come con la lettura di qualche post serioso su WhiteRussian.
Ford dice: horrorino di bassa lega buono giusto per i pusillanimi come Cannibal Creed, al quale lascerò volentieri l'incombenza della recensione.



Truman – Un vero amico è per sempre

"Ho saputo che alla guida dell'aereo c'è Ford." "Voglio un paracadute. Subito."

Cannibal dice: Possibile sorpresa della settimana. A frenarmi ci sono però due fattori. Il primo è che c'è di mezzo un cane e io notoriamente non sono un loro grande fan, soprattutto al cinema. Il secondo è che si tratta del film trionfatore dei premi Goya 2016, gli Oscar spagnoli, e i vincitori delle precedenti edizioni, La vita è facile a occhi chiusi e La isla mínima, mi sono sembrati due dei film più sopravvalutati visti di recente. E considerando che non c'è due senza tre, così come non c'è Ford senza Cannibal, fate un po' voi i conti.
Mi sa allora che preferirò andare a vedere il film da me sceneggiato: Ford – Un vero nemico è per sempre.
Ford dice: il Cinema spagnolo in passato ha regalato ottime cose, anche se, come quello italiano, pare mancare attualmente dell'ispirazione dei giorni migliori.
Per il momento passo, anche in questo caso lasciando la patata bollente a Peppa, che l'ispirazione dei giorni migliori non l'ha proprio mai avuta.




Sp1ral

"Che cazzo guardi, Cannibal!?"

Cannibal dice: I film di questa settimana mi danno quasi tutti una forte sensazione di déjà vu, un po' come quando Ford annuncia di essere in dolce attesa per l'ennesima volta. Di questo Sp1ral però sono più che convinto che ne avevamo già parlato nella rubrica sulle uscite degli scorsi weekend. O sbaglio?
Ford dice: ma questo non l'avevamo già annunciato? La distribuzione italiana, ormai, è messa perfino peggio di quel cattivo soggetto del Goi!




Grotto

"State attenti, ragazzi: la leggenda narra che Peppa Kid sia stato esiliato in questa grotta da Ford secoli fa."

Cannibal dice: Film vincitore del Giffoni Film Festival 2015. Cosa che significa: bambinata fordianata clamorosa in arrivo. Vado a nascondermi in un grotto.
Ford dice: il Giffoni mi ha sempre dato l'impressione di un festival buonista. E da poco di buono direi che mi terrò ben lontano da questo titolo.




Abbraccialo per me

"Tranquillo, ti proteggo io da quei due bruti bloggers!"

Cannibal dice: Pellicola buonista made in Italy della settimana a tematica materna, quindi perfetta per il di nuovo neo-mammo Ford.
Ford dice: invece di abbracciare questo film, direi che mi divertirò di più a praticare un paio di mosse di wrestling al mio avversario preferito. Il Cucciolo Eroico.



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...