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sabato 3 novembre 2018

Saturday's child almost Sunday in fuckin' late since Halloween



In sempre più clamoroso ritardo, ecco i commenti alle uscite settimanali orchestrati dalla consueta e scombinata accoppiata formata da questo vecchio cowboy ed il suo rivale Cannibal Kid, per l'occasioni spalleggiati da Marcello. Halloween ed i festeggiamenti prolungati per il mio compleanno hanno portato ad un ritardo "spaziale".


"Finalmente ho distrutto il rifugio segreto del Cucciolo Eroico. Ora la mia missione è conclusa."


First Man - Il primo uomo

"Speriamo che spedendolo sulla Luna, Cannibal sia al sicuro da Ford."

Marcello: Il ritorno di Chazelle dopo La La Land (che ho amato e canticchiato) è una storia che cerca forse di allontanarsi dalla rutilante musica del film che l’ha preceduto. Lo andrò a vedere, nonostante Gosling (che a me continua a non convincere e vedo sempre nei panni del giovane Hercules). La storia del primo uomo sulla luna, nonostante ciò che pensino i complottisti, è un punto altissimo della nostra storia.
Cannibal Kid: Anche io ho amato La La Land, ma per rispetto nei confronti dell'opera ho preferito non canticchiare le sue canzoni. Spero non l'abbia fatto nemmeno Ford. Non so quale sia la sua voce, ma se è direttamente proporzionale ai suoi pareri cinematografici, allora dev'essere più fastidiosa di quella di Giusy Ferreri in calore. Quanto a First Man, confesso di temerlo molto. La storia – vera o presunta – del primo uomo sulla Luna sarà anche un punto altissimo della nostra Storia, ma temo che per Damien Chazelle e Ryan Gosling possa rappresentare un passo indietro nella loro carriera. Un po' perché le storie degli astronauti per me di solito non sono poi così spaziali, e poi soprattutto perché più in alto di La La Land è impossibile andare.
Ford: La La Land è stato senza dubbio uno dei filmoni dello scorso anno, e Chazelle e Gosling una coppia ormai rodata. Eppure nutro parecchi dubbi rispetto a questo First Man neanche fosse un titolo consigliato con fervore da Cannibal: la vicenda è affascinante ma ad altissimo rischio retorica, l'assenza dell'elemento musicale dei precedenti lavori del regista potrebbe risultare un "trauma", l'operazione pare più una strizzata d'occhio all'Academy.
Poi, ben lieto di essere smentito. Tranne che da Cannibal.

Millennium - Quello che non uccide

"Questa è un'immagine di Peppa Kid. E come puoi vedere, io sono messa molto meglio."

Marcello: I Reboot o remake o come diamine vogliono chiamarli a me hanno sempre fatto l’effetto che sono finito per ignorarli completamente. Riuscita la regina Elisabetta della famosa serie a farmi cambiare idea? Dubito.
Cannibal Kid: Ho seguito le vicende di Lisbeth Salander e della saga svedese di Millennium con un buon interesse iniziale ai tempi del primo Uomini che odiano le donne, diventato poi calante con i sequel e con il poco necessario remake ammeregano. Sono però piuttosto curioso di vedere questa nuova incarnazione del personaggio. Dopo le ottime Noomi Rapace e Rooney Mara, è il turno di una delle migliori attrici oggi in circolazione: Claire Foy, questa settimana nei cinema anche come moglie di Ryan Gosling in First Man. Due parti con cui farà dimenticare la Regina Elisabetta interpretata in The Crown?
Ford: la saga di Millennium mi ha sempre attratto, così come il personaggio di Lisbeth Salander, passato attraverso la trilogia nordica - interessante ma poco incisiva - ed il forse non necessario ma bellissimo Uomini che odiano le donne di Fincher. La Rapace e la Mara hanno reso in modo diverso un personaggio già cult, riuscirà nell'impresa Claire Foy? Personalmente spero di sì, razionalmente i dubbi sono tanti quanti quelli nutriti per First Man.



La diseducazione di Cameron Post

"Dici che è il caso di invitare Katniss Kid al nostro pigiama party?"

Marcello: Il film perfetto col quale invitare al cinema Giovanardi. Cameron Post è una ragazza omosessuale cresciuta da una zia convinta che questa sia una malattia. E quindi una volta scopertala la manda in un istituto rieducativo diretto da Maria De Filippi. Insomma potrebbe interessarmi.
Cannibal Kid: E se, in mezzo alle uscite più pompate, il vero filmone della settimana fosse questo? Atmosfera da Sundance, una storia potente, un ottimo cast di ggiovani star. Per La diseducazione di Cameron Post prevedo un'educata promozione nel mio Post. E prevedo anche che il Post di Ford farà... schifo. Se solo ne facesse ancora di Post veri, anziché limitarsi ai suoi striminziti bulletins.
Ford: questo è il tipico titolo in bilico. Potrebbe rivelarsi una chicca stile Sundance fordiana oppure un'inutile e pretenziosa supercazzola radical pronta per essere esaltata da Cannibal. Non so voi, ma io preferirei senza dubbio si rivelasse la prima.

Hell Fest

"Questi sono peggio di quei due bloggers che mi perseguitano!"

Marcello: Oh ragazzi io ve lo dico, l’horror, a parte qualche episodio alto proprio non mi avvince. E questo film ambientato in un parco giochi horror a me ha ricordato i ragazzi che finivano nel paese dei balocchi. Sarò malato io. Che non si fa per non vedere un film che non ti attira, si tirano fuori pure citazioni colte.
Cannibal Kid: Io con l'horror ho un rapporto complicato. Come genere in sé mi piace, ma la maggior parte degli horror che guardo si rivelano o delle porcherie clamorose, o comunque delle mezze delusioni. Per questo Hell Fest le aspettative non sono altissime, ma un'occhiatina credo gliela darò comunque, che non si sa mai.
Ford: sempre amato l'horror - lo testimonia la collaborazione degli ultimi anni con Cannibal - e sempre stato un fan del genere, pur consapevole del fatto che, spesso e volentieri, produca schifezze atomiche. Speriamo non sia questo il caso.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

"Katniss Kid ti fa un baffo, piccola. Sarai la reginetta della blogosfera!"

Marcello: Una giovane ragazza viene trasportata in un mondo magico, dove incontra soldati fatti di pan di zenzero e un esercito di topi. Sembra la storia di Virginia Raggi ma è la trama del nuovo film fantastico che rivisita un classico della letteratura. Credo passerò.
Cannibal Kid: Ecco la disneyata buonista per fare contenti i Ford di turno. Io lo vedrei solo se ci fosse veramente la Raggi, nei cui confronti nutro un'insospettabile attrazione. Sessuale, non politica.
Ford: alla visione del trailer sono stato colto dal desiderio di vomitare. Tipica cartoonata buonista da weekend al multisala che snobbo volentieri e senza pensieri.



Il mistero della casa del tempo

"Se Lynch scopre che mi sono ridotto così, al prossimo Twin Peaks mi darà la parte del Cucciolo Eroico!"

Marcello: Il nuovo film di Eli Roth ha dalla sua almeno tre cose che mi porteranno a vederlo: 1. Jack Black. 2. Cate Blanchett. 3. Lo vuole vedere mio figlio Enea e quindi. Lo vedrò e mi lascerò conquistare come un bimbetto.
Cannibal Kid: Tra Marcello che ha un figlio e Ford che ne ha – se non ho perso il conto – credo 12, io sono ben felice di non averne. Perché odio i bambini? Ma no, ma che dite? È solo che in genere odio i loro gusti cinematografici. E in questo film l'unico mistero presente mi pare: perché uno come Eli Roth ha ceduto a girare una bambinata simile? Soltanto per amore dei soldi?
Ford: fortunatamente i Fordini sono entrati nel trip del "periodo The Rock", e dunque non vedono l'ora di vedere e rivedere Jumanji o A testa alta, ed io sono felice di accontentarli. Credo dunque eviterò per tempo questo mistero della casa del tempo, attendendo il momento in cui potrò mostrare ai piccoli Ford l'intera saga di Rocky.

Il presidente

"Non salirò mai più su un aereo guidato da Ford."

Marcello: Ricardo Darin ha una presenza scenica superiore a quella di molti presidenti, il film di Mitre è molto “attuale”. Un presidente del popolo che i suoi colleghi credono di poter manovrare senza troppi problemi. No, non è basato sulla storia del premier Conte, quello i fili li ha davvero. Lo potrei vedere perché il Sud America su di me ha sempre un ascendente importante.
Cannibal Kid: I film politici sulla carta non mi attirano per niente. Devo però riconoscere che la politica – per quanto la odi – sia uno degli argomenti maggiormente in grado di farmi incazzare e discutere. Quindi una bella discussione incazzosa con Ford, su questo film o su qualsiasi altra cosa, credo potrebbe farmi bene.
Ford: Darin grande spessore, film potenzialmente interessante in una settimana che, inspiegabilmente, pare dare una scossa alla noia accumulata negli ultimi mesi. Speriamo solo che non sia un fuoco di paglia.


Museo - Folle rapina a Città del Messico

"Se non sei Ford, non bere un White Russian di troppo."

Marcello: Basato su una storia vera, due studenti rubarono oltre un centinaio di opere dal museo di antropologia di Città del Messico, ha vinto premi a Berlino e vanta uno degli attori latini che più amo: Gael Garcia Bernal. Nsomma, anche stavolta Vuelvo al Sur!
Cannibal Kid: Va bene Ricardo Darin, va ancora meglio Gael Garcia Bernal, però, caro Marcello, se adesso la tua passione per il Sud America sfocia anche in una lode della musica reggaeton, qui abbiamo un serio problema.
Ford: ma questo titolo non era già dato in uscita il mese scorso!? Cannibal si sarà fatto un white russian di troppo prima di buttare giù i commenti alle uscite, o la distribuzione nostrana lavora senza capo ne coda proprio come il signor Goi?

Ti presento Sofia

"Quei tre bloggers ne dicono di stronzate, eh!?"

Marcello: Lo vedrò, per motivi vari. Sono un papà single, come De Luigi confido di incontrare prima o poi una gnocca come Micaela Ramazzotti, ma a differenza del nostro le direi subito: bella de Marcello tuo, sai quei puzzle di Yokai Watch che ci sono per casa? Non sono evidenti manifestazioni della mia infantilità latente, appartengono ad un ometto che mi piacerebbe farti incontrare davanti ad una pizza ed un film coi Minions! Bananaaaaa
Cannibal Kid: Come mi hanno fatto notare di recente, quando in un film c'è Micaela Ramazzotti, tendo a esaltarlo oltre ogni misura. E pensare che a me la Ramazzotti non è che entusiasmi poi così tanto. Di solito la considero brava soprattutto a scegliere i film giusti. Ma questo non mi sembra proprio il caso.
Ford: devo ammettere che mi ha interessato più la storia personale di Marcello che non la trama di questo film, che sinceramente appare inutile. Donne, intanto, perchè non vi siete ancora messe a fare la fila per contendervelo?

giovedì 21 aprile 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): dopo settimane di nulla assoluto, o quasi, una con almeno un titolo potenzialmente interessante come questa pare una manna dal cielo neanche il mio co-conduttore di rubrica nonchè acerrimo nemico Cannibal Kid avesse deciso di chiudere baracca e burattini e darsi ai the delle cinque come avrebbe dovuto fare già da anni.
Niente per cui strapparsi i capelli, ma considerata la situazione di questa smortissima primavera cinematografica, direi che ci sarebbe quasi da festeggiare.



"Non provate mai più ad ordinare un giro di White Russian senza di me, sono stato chiaro!?"



Zona d'ombra – Una scomoda verità

"Cannibal non si è ancora deciso a dichiarare il ritiro: dovrò inventarmi qualcosa di estremo."

Cannibal dice: Film che ho già visto ma di cui al momento non ho ancora trovato l'ispirazione per scriverne un post. Ce la farò, un po' come è successo con Mistress America, oppure rinuncerò, come ho fatto con la speranza che Ford scriva per una volta qualcosa di furbo?
Ford dice: film che non ho ancora visto, ma che dal titolo originale - Concussion - mi ispira una qualche mossa di wrestling pronta a costare una bella commozione cerebrale a Cannibal Kid.



Le confessioni

"Quel dannato Ford ha pestato di nuovo Peppa Kid: speriamo che le sue condizioni non siano troppo disperate!"

Cannibal dice: Film tra i papabili per il Festival di Cannes 2016, alla fine non ce l'ha fatta a entrare in Concorso e così eccolo già qui nelle nostre sale. La pellicola di Roberto Andò dal trailer mi sembra un lavoro molto alla Sorrentino, sarà per via della presenza di Toni Servillo, quindi confesso che un'occhiata gliela darò volentieri. E confesso anche che WhiteRussian è un blog che proprio non mi piace.
Per caso questo già si sapeva?

Ford dice: tipico film finto autoriale italiano che non ho alcuna voglia di vedere. Un po' come di leggere la prossima recensione made in Cannibaland di qualche filmetto o serietta spacciati per Capolavoroni.



Codice 999

"Siamo pronti a procedere all'arresto del sospettato Marco Goi, colpevole di reati contro il Cinema."

Cannibal dice: Più che il 999, io chiamo il 112: allarme fordianata! Il regista del film è John Hillcoat, quello di Lawless e The Road, e ho la sensazione che sia il solito thriller criminale medio buono per il mio blogger rivale. Il ricco cast potrebbe però portarmi a concedergli una visione. Se poi si rivela troppo una fordianata, ho già l'ambulanza prenotata.
Ford dice: il film non solo della settimana, non solo del mese, ma dell'ultimo paio, considerate le uscite che ci sono state. Ho grandi aspettative rispetto al nuovo lavoro di John Hillcoat, spero solo non mi deluda!



The Other Side of the Door

"Dicono che dietro questa porta si nasconda Ford: ho molta paura ad aprirla."

Cannibal dice: Horrorino paranormale che rischia di essere o una schifezza colossale, o solo una schifezza media. E non so quale delle due possibilità sia peggio. Nel primo caso almeno ci sarà da farsi qualche risata, proprio come con la lettura di qualche post serioso su WhiteRussian.
Ford dice: horrorino di bassa lega buono giusto per i pusillanimi come Cannibal Creed, al quale lascerò volentieri l'incombenza della recensione.



Truman – Un vero amico è per sempre

"Ho saputo che alla guida dell'aereo c'è Ford." "Voglio un paracadute. Subito."

Cannibal dice: Possibile sorpresa della settimana. A frenarmi ci sono però due fattori. Il primo è che c'è di mezzo un cane e io notoriamente non sono un loro grande fan, soprattutto al cinema. Il secondo è che si tratta del film trionfatore dei premi Goya 2016, gli Oscar spagnoli, e i vincitori delle precedenti edizioni, La vita è facile a occhi chiusi e La isla mínima, mi sono sembrati due dei film più sopravvalutati visti di recente. E considerando che non c'è due senza tre, così come non c'è Ford senza Cannibal, fate un po' voi i conti.
Mi sa allora che preferirò andare a vedere il film da me sceneggiato: Ford – Un vero nemico è per sempre.
Ford dice: il Cinema spagnolo in passato ha regalato ottime cose, anche se, come quello italiano, pare mancare attualmente dell'ispirazione dei giorni migliori.
Per il momento passo, anche in questo caso lasciando la patata bollente a Peppa, che l'ispirazione dei giorni migliori non l'ha proprio mai avuta.




Sp1ral

"Che cazzo guardi, Cannibal!?"

Cannibal dice: I film di questa settimana mi danno quasi tutti una forte sensazione di déjà vu, un po' come quando Ford annuncia di essere in dolce attesa per l'ennesima volta. Di questo Sp1ral però sono più che convinto che ne avevamo già parlato nella rubrica sulle uscite degli scorsi weekend. O sbaglio?
Ford dice: ma questo non l'avevamo già annunciato? La distribuzione italiana, ormai, è messa perfino peggio di quel cattivo soggetto del Goi!




Grotto

"State attenti, ragazzi: la leggenda narra che Peppa Kid sia stato esiliato in questa grotta da Ford secoli fa."

Cannibal dice: Film vincitore del Giffoni Film Festival 2015. Cosa che significa: bambinata fordianata clamorosa in arrivo. Vado a nascondermi in un grotto.
Ford dice: il Giffoni mi ha sempre dato l'impressione di un festival buonista. E da poco di buono direi che mi terrò ben lontano da questo titolo.




Abbraccialo per me

"Tranquillo, ti proteggo io da quei due bruti bloggers!"

Cannibal dice: Pellicola buonista made in Italy della settimana a tematica materna, quindi perfetta per il di nuovo neo-mammo Ford.
Ford dice: invece di abbracciare questo film, direi che mi divertirò di più a praticare un paio di mosse di wrestling al mio avversario preferito. Il Cucciolo Eroico.



venerdì 13 novembre 2015

Storie pazzesche

Regia: Damian Szifron
Origine: Argentina, Spagna
Anno:
2014
Durata:
122'






La trama (con parole mie): una selezione di storie grottesche, tragiche e ridicole ad un tempo, ci mostra le sfumature più animalesche ed istintive dell'Uomo. Dalle coincidenze di un volo aereo legate ad un certo Pasternak ai propositi omicidi di una vecchia cuoca di un ristorante perso nel nulla, passando attraverso la sfida all'ultimo sangue - in tutti i sensi - tra due automobilisti in lotta per la propria "ragione" lungo un'autostrada e l'odissea burocratica e legale di un ingegnere troppo arcigno deciso a lottare contro il sistema a tutti i costi, fino alle drammatiche vicende di una famiglia alle prese con un reato da insabbiare ed un matrimonio che riserverà sorprese a non finire per sposi ed invitati.
Sei vicende, sei realtà differenti, sei modi di vedere la follia che, spesso e volentieri, governa la giungla all'interno della quale muoviamo i nostri passi un giorno dopo l'altro.











Il mio primo incontro con le antologie, o più precisamente i film a episodi, risale all'infanzia, ed è legato ad alcuni dei primi ricordi rispetto al Cinema dell'ignoto e della paura: Ai confini della realtà e Storie incredibili furono, infatti, due visioni imprescindibili, che segnarono il mio immaginario e mi spinsero alla scoperta dell'horror e della fantascienza, popolando quella zona grigia precedente al sonno di visioni e quasi incubi per diverso tempo.
Il format della raccolta, più o meno regolato da una cornice che avvolga ed abbracci le vicende narrate nei singoli episodi, ha continuato ad affascinarmi nel tempo pur non regalando, di fatto, visioni particolarmente interessanti: questo Storie pazzesche, approcciato con un discreto ritardo qui al Saloon rispetto all'uscita in sala, è stato una piacevole eccezione.
Prodotto da Almodovar e girato in Argentina, il lavoro di Szifron, per quanto non esente da difetti, è risultato un ottimo intrattenimento pulp e grottesco in grado di fornire, di fatto, una propria decisa interpretazione della natura più bestiale ed istintiva dell'Uomo - bellissimi i titoli di testa con tanto di galleria degli animali, che hanno suscitato una standing ovation del Fordino - attraverso le sei storie portate sullo schermo, di differente valore ma ugualmente interessanti: geniale l'apertura con Pasternak, episodio brevissimo e fulminante legato alle coincidenze della vita e alla vendetta, con un finale agghiacciante che ha richiamato alla memoria del sottoscritto i tragici eventi del volo German Wings di qualche mese fa.
Molto almodovariano, invece, il secondo episodio, ambientato in un ristorante che richiama i tipici "diner" da autostrada americani in cui una cameriera riconosce nell'unico avventore lo strozzino che è costato dolore e tragedia alla sua famiglia, pronto a divenire il bersaglio di una cuoca ex detenuta dall'omicidio facile: interessante, violento, fotografato da dio, eppure, sarà anche per la parte finale decisamente troppo veloce, uno dei meno interessanti della carrellata.
Con la storia numero tre, invece, la qualità si alza, riportando alla mente Tarantino e Duel, e raccontando la rivalità finita nel sangue tra due automobilisti che più diversi tra loro non potrebbero essere: il fighetto di città dalla macchina lussuosa e rombante ed il buzzurro di campagna dall'andatura lenta e la vettura carica di oggetti di ogni genere.
L'escalation di violenza che vede protagonisti i due guidatori si mantiene in ottimo equilibrio sulla sottile linea della commedia e del dramma, fino a sfociare in un epilogo che risulta geniale quanto ironico, con quel commento a proposito del "delitto passionale" cui fanno riferimento i poliziotti giunti troppo tardi sul luogo dello "scontro".
Ricardo Darìn, storico volto del cinema argentino, è invece il protagonista del quarto racconto, una parabola sociale che è una pesante critica al sistema ed alle sue regole, e che vede un ingeniere perdere progressivamente tutto a causa della contestazione di una rimozione forzata: un'idea quasi orwelliana, in cui il protagonista finisce fagocitato da un sistema in cui tutti si difendono giustificando il fatto di compiere semplicemente il proprio compito e l'eroe, alimentando la sua rabbia, passa dalla parte del torto cedendo progressivamente alla stessa fino a diventare, di fatto, un simbolo "positivo" attraverso azioni che, positive, non sono affatto.
Forse sviluppato troppo in fretta - del resto, il minutaggio in questi casi lo impone -, eppure efficace e profondo.
Le premesse, invece, interessanti del penultimo episodio - corruzione, potere del denaro, il povero comprato dal ricco che finisce per subire le conseguenze dei gesti di chi ha potuto "riparare" al danno con i soldi - finiscono per non essere calibrate al meglio, sprecando un'occasione con un'altra storia discretamente debole, prevedibile fin dal principio rispetto all'inevitabile, amara ed appunto scontata conclusione.
Sorprende, invece, così come l'apertura, la chiusura della pellicola con una vicenda ambientata durante una festa di matrimonio che pare mescolare lo stesso Almodovar, De La Iglesia, Rodriguez e, ancora una volta, il vecchio Quentin di noi tutti, perfetta nel descrivere la realtà più vera, appassionata e dolente dell'amore, ovvero la sua Natura di "guns&roses": gioie e dolori attraverso i quali solo le coppie più toste riusciranno a ritrovare se stesse e fare fronte ai sorrisi ed alle pacche sulle spalle tanto quanto alle tempeste peggiori.
Un'escalation drammatica, a tratti clamorosamente comica nella sua dirompente esplosione - il volo contro lo specchio è da antologia - di violenza, un colpo da knockout che, come in un tango, monta passo dopo passo per esplodere in una chiusura inaspettata eppure perfetta, caotica e ribollente come solo la passione può e sa essere.
Storie pazzesche, dunque, con il suo bagaglio di tentativi più o meno centrati si propone principalmente di raccontare proprio questo: la passione umana e tutti i risvolti caotici dell'istinto.
Forse non ci riuscirà sempre allo stesso modo, o con la stessa qualità, ma in fondo è giusto così.
Del resto, quello che ci fa davvero girare la testa vive spesso e volentieri nelle imperfezioni.





MrFord





"Clenched emotions
'round my ween
feel my heart beat
off and your head in
I feel strongly about violence
love is a fist."
Mr. Bungle - "Love is a fist" - 





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