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sabato 3 novembre 2018

Saturday's child almost Sunday in fuckin' late since Halloween



In sempre più clamoroso ritardo, ecco i commenti alle uscite settimanali orchestrati dalla consueta e scombinata accoppiata formata da questo vecchio cowboy ed il suo rivale Cannibal Kid, per l'occasioni spalleggiati da Marcello. Halloween ed i festeggiamenti prolungati per il mio compleanno hanno portato ad un ritardo "spaziale".


"Finalmente ho distrutto il rifugio segreto del Cucciolo Eroico. Ora la mia missione è conclusa."


First Man - Il primo uomo

"Speriamo che spedendolo sulla Luna, Cannibal sia al sicuro da Ford."

Marcello: Il ritorno di Chazelle dopo La La Land (che ho amato e canticchiato) è una storia che cerca forse di allontanarsi dalla rutilante musica del film che l’ha preceduto. Lo andrò a vedere, nonostante Gosling (che a me continua a non convincere e vedo sempre nei panni del giovane Hercules). La storia del primo uomo sulla luna, nonostante ciò che pensino i complottisti, è un punto altissimo della nostra storia.
Cannibal Kid: Anche io ho amato La La Land, ma per rispetto nei confronti dell'opera ho preferito non canticchiare le sue canzoni. Spero non l'abbia fatto nemmeno Ford. Non so quale sia la sua voce, ma se è direttamente proporzionale ai suoi pareri cinematografici, allora dev'essere più fastidiosa di quella di Giusy Ferreri in calore. Quanto a First Man, confesso di temerlo molto. La storia – vera o presunta – del primo uomo sulla Luna sarà anche un punto altissimo della nostra Storia, ma temo che per Damien Chazelle e Ryan Gosling possa rappresentare un passo indietro nella loro carriera. Un po' perché le storie degli astronauti per me di solito non sono poi così spaziali, e poi soprattutto perché più in alto di La La Land è impossibile andare.
Ford: La La Land è stato senza dubbio uno dei filmoni dello scorso anno, e Chazelle e Gosling una coppia ormai rodata. Eppure nutro parecchi dubbi rispetto a questo First Man neanche fosse un titolo consigliato con fervore da Cannibal: la vicenda è affascinante ma ad altissimo rischio retorica, l'assenza dell'elemento musicale dei precedenti lavori del regista potrebbe risultare un "trauma", l'operazione pare più una strizzata d'occhio all'Academy.
Poi, ben lieto di essere smentito. Tranne che da Cannibal.

Millennium - Quello che non uccide

"Questa è un'immagine di Peppa Kid. E come puoi vedere, io sono messa molto meglio."

Marcello: I Reboot o remake o come diamine vogliono chiamarli a me hanno sempre fatto l’effetto che sono finito per ignorarli completamente. Riuscita la regina Elisabetta della famosa serie a farmi cambiare idea? Dubito.
Cannibal Kid: Ho seguito le vicende di Lisbeth Salander e della saga svedese di Millennium con un buon interesse iniziale ai tempi del primo Uomini che odiano le donne, diventato poi calante con i sequel e con il poco necessario remake ammeregano. Sono però piuttosto curioso di vedere questa nuova incarnazione del personaggio. Dopo le ottime Noomi Rapace e Rooney Mara, è il turno di una delle migliori attrici oggi in circolazione: Claire Foy, questa settimana nei cinema anche come moglie di Ryan Gosling in First Man. Due parti con cui farà dimenticare la Regina Elisabetta interpretata in The Crown?
Ford: la saga di Millennium mi ha sempre attratto, così come il personaggio di Lisbeth Salander, passato attraverso la trilogia nordica - interessante ma poco incisiva - ed il forse non necessario ma bellissimo Uomini che odiano le donne di Fincher. La Rapace e la Mara hanno reso in modo diverso un personaggio già cult, riuscirà nell'impresa Claire Foy? Personalmente spero di sì, razionalmente i dubbi sono tanti quanti quelli nutriti per First Man.



La diseducazione di Cameron Post

"Dici che è il caso di invitare Katniss Kid al nostro pigiama party?"

Marcello: Il film perfetto col quale invitare al cinema Giovanardi. Cameron Post è una ragazza omosessuale cresciuta da una zia convinta che questa sia una malattia. E quindi una volta scopertala la manda in un istituto rieducativo diretto da Maria De Filippi. Insomma potrebbe interessarmi.
Cannibal Kid: E se, in mezzo alle uscite più pompate, il vero filmone della settimana fosse questo? Atmosfera da Sundance, una storia potente, un ottimo cast di ggiovani star. Per La diseducazione di Cameron Post prevedo un'educata promozione nel mio Post. E prevedo anche che il Post di Ford farà... schifo. Se solo ne facesse ancora di Post veri, anziché limitarsi ai suoi striminziti bulletins.
Ford: questo è il tipico titolo in bilico. Potrebbe rivelarsi una chicca stile Sundance fordiana oppure un'inutile e pretenziosa supercazzola radical pronta per essere esaltata da Cannibal. Non so voi, ma io preferirei senza dubbio si rivelasse la prima.

Hell Fest

"Questi sono peggio di quei due bloggers che mi perseguitano!"

Marcello: Oh ragazzi io ve lo dico, l’horror, a parte qualche episodio alto proprio non mi avvince. E questo film ambientato in un parco giochi horror a me ha ricordato i ragazzi che finivano nel paese dei balocchi. Sarò malato io. Che non si fa per non vedere un film che non ti attira, si tirano fuori pure citazioni colte.
Cannibal Kid: Io con l'horror ho un rapporto complicato. Come genere in sé mi piace, ma la maggior parte degli horror che guardo si rivelano o delle porcherie clamorose, o comunque delle mezze delusioni. Per questo Hell Fest le aspettative non sono altissime, ma un'occhiatina credo gliela darò comunque, che non si sa mai.
Ford: sempre amato l'horror - lo testimonia la collaborazione degli ultimi anni con Cannibal - e sempre stato un fan del genere, pur consapevole del fatto che, spesso e volentieri, produca schifezze atomiche. Speriamo non sia questo il caso.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

"Katniss Kid ti fa un baffo, piccola. Sarai la reginetta della blogosfera!"

Marcello: Una giovane ragazza viene trasportata in un mondo magico, dove incontra soldati fatti di pan di zenzero e un esercito di topi. Sembra la storia di Virginia Raggi ma è la trama del nuovo film fantastico che rivisita un classico della letteratura. Credo passerò.
Cannibal Kid: Ecco la disneyata buonista per fare contenti i Ford di turno. Io lo vedrei solo se ci fosse veramente la Raggi, nei cui confronti nutro un'insospettabile attrazione. Sessuale, non politica.
Ford: alla visione del trailer sono stato colto dal desiderio di vomitare. Tipica cartoonata buonista da weekend al multisala che snobbo volentieri e senza pensieri.



Il mistero della casa del tempo

"Se Lynch scopre che mi sono ridotto così, al prossimo Twin Peaks mi darà la parte del Cucciolo Eroico!"

Marcello: Il nuovo film di Eli Roth ha dalla sua almeno tre cose che mi porteranno a vederlo: 1. Jack Black. 2. Cate Blanchett. 3. Lo vuole vedere mio figlio Enea e quindi. Lo vedrò e mi lascerò conquistare come un bimbetto.
Cannibal Kid: Tra Marcello che ha un figlio e Ford che ne ha – se non ho perso il conto – credo 12, io sono ben felice di non averne. Perché odio i bambini? Ma no, ma che dite? È solo che in genere odio i loro gusti cinematografici. E in questo film l'unico mistero presente mi pare: perché uno come Eli Roth ha ceduto a girare una bambinata simile? Soltanto per amore dei soldi?
Ford: fortunatamente i Fordini sono entrati nel trip del "periodo The Rock", e dunque non vedono l'ora di vedere e rivedere Jumanji o A testa alta, ed io sono felice di accontentarli. Credo dunque eviterò per tempo questo mistero della casa del tempo, attendendo il momento in cui potrò mostrare ai piccoli Ford l'intera saga di Rocky.

Il presidente

"Non salirò mai più su un aereo guidato da Ford."

Marcello: Ricardo Darin ha una presenza scenica superiore a quella di molti presidenti, il film di Mitre è molto “attuale”. Un presidente del popolo che i suoi colleghi credono di poter manovrare senza troppi problemi. No, non è basato sulla storia del premier Conte, quello i fili li ha davvero. Lo potrei vedere perché il Sud America su di me ha sempre un ascendente importante.
Cannibal Kid: I film politici sulla carta non mi attirano per niente. Devo però riconoscere che la politica – per quanto la odi – sia uno degli argomenti maggiormente in grado di farmi incazzare e discutere. Quindi una bella discussione incazzosa con Ford, su questo film o su qualsiasi altra cosa, credo potrebbe farmi bene.
Ford: Darin grande spessore, film potenzialmente interessante in una settimana che, inspiegabilmente, pare dare una scossa alla noia accumulata negli ultimi mesi. Speriamo solo che non sia un fuoco di paglia.


Museo - Folle rapina a Città del Messico

"Se non sei Ford, non bere un White Russian di troppo."

Marcello: Basato su una storia vera, due studenti rubarono oltre un centinaio di opere dal museo di antropologia di Città del Messico, ha vinto premi a Berlino e vanta uno degli attori latini che più amo: Gael Garcia Bernal. Nsomma, anche stavolta Vuelvo al Sur!
Cannibal Kid: Va bene Ricardo Darin, va ancora meglio Gael Garcia Bernal, però, caro Marcello, se adesso la tua passione per il Sud America sfocia anche in una lode della musica reggaeton, qui abbiamo un serio problema.
Ford: ma questo titolo non era già dato in uscita il mese scorso!? Cannibal si sarà fatto un white russian di troppo prima di buttare giù i commenti alle uscite, o la distribuzione nostrana lavora senza capo ne coda proprio come il signor Goi?

Ti presento Sofia

"Quei tre bloggers ne dicono di stronzate, eh!?"

Marcello: Lo vedrò, per motivi vari. Sono un papà single, come De Luigi confido di incontrare prima o poi una gnocca come Micaela Ramazzotti, ma a differenza del nostro le direi subito: bella de Marcello tuo, sai quei puzzle di Yokai Watch che ci sono per casa? Non sono evidenti manifestazioni della mia infantilità latente, appartengono ad un ometto che mi piacerebbe farti incontrare davanti ad una pizza ed un film coi Minions! Bananaaaaa
Cannibal Kid: Come mi hanno fatto notare di recente, quando in un film c'è Micaela Ramazzotti, tendo a esaltarlo oltre ogni misura. E pensare che a me la Ramazzotti non è che entusiasmi poi così tanto. Di solito la considero brava soprattutto a scegliere i film giusti. Ma questo non mi sembra proprio il caso.
Ford: devo ammettere che mi ha interessato più la storia personale di Marcello che non la trama di questo film, che sinceramente appare inutile. Donne, intanto, perchè non vi siete ancora messe a fare la fila per contendervelo?

martedì 10 ottobre 2017

Blade Runner 2049 (Denis Villeneuve, USA/UK/Canada, 2017, 164')





Ho sempre pensato che, in barba al Tempo che ci condanna inesorabilmente e alle azioni che mostrano tutti i limiti dell'essere Umani, sia importante, fondamentale, cruciale per la vita venire a patti con se stessi e trovare un equilibrio nella strada che si decide di seguire, a prescindere da quale sia.
Potrebbe non essere la via più semplice, o quella che ci rende migliori, ma nel momento in cui la stessa contribuisce a renderci noi stessi, allora per quanto mi riguarda non ha bisogno di altre spiegazioni.
Blade Runner 2049, a prescindere dalla sue nobili origini e derivazioni, non ha bisogno di altre spiegazioni.
Così come Denis Villeneuve.
Racconta una storia vecchia quanto il mondo, legata al bisogno di identità, di affermazione, di pienezza, di indipendenza, di lasciare qualcosa in questo strano posto in cui siamo capitati e ci muoviamo, e lo fa attraverso immagini e mezzi tecnici clamorosamente superiori ed affascinanti, un ritmo che mette alla prova ma che nasconde la capacità di ammaliare, un Pifferaio magico della settima arte, un incedere che mette a confronto con una ricerca che esula dalla propria origine o Natura, e che porta ad inseguire la strada che condurrà al futuro, a prescindere da quale futuro ci attenda.
"Non hai mai assistito ad un miracolo", afferma Dave Bautista in apertura di pellicola.
Sinceramente, da ateo miscredente, mi sono sentito chiamato in causa.
Eppure, fotogramma dopo fotogramma, bellezza su bellezza, sogno su sogno, l'impressione è davvero stata quella di un miracolo legato - come fu per Arrival - al concetto di creazione, a quelle probabilità sfavorevoli che divengono metro di paragone per una nuova speranza, per qualcosa che non sarebbe dovuto neppure accadere e invece, contro ogni previsione, porta una mano appoggiata ad un vetro a cercare quello che riempie il significato della vita di qualsiasi uomo, replicante o chiunque vogliate o sognate di essere.
La fantascienza dell'epoca di Dick e quella della conquista dello spazio sono ormai tramontate per cedere il passo ad un nuovo sistema ed approccio, dalla rete ai social, dalla vita in condivisione al completamento di se stessi attraverso i mezzi di comunicazione: Villeneuve si adatta a questa nuova realtà portando sullo schermo qualcosa che ha il sapore ancestrale della creazione, dell'esplorazione - di noi e del mondo che ci circorda -, del tentativo di seguire lo schema solo fino a quando lo stesso non diviene una condanna, qualcosa che ci impedirà di vivere non solo un sogno, ma anche, e paradossalmente torniamo al discorso dell'ateo miscredente, l'idea del sogno che vorremmo vivere.
E nonostante l'atmosfera cupa ed opprimente, la sensazione di ineluttabilità, l'impressione che ho avuto di Blade Runner 2049 è stata quella di un inno al desiderio di vivere la propria vita, trovare la strada che permetta di farlo, a prescindere dai sacrifici e dai rischi, dai ruoli e da quello che ci si potrebbe aspettare da noi che stiamo vivendo, replicanti o umani.
Ed è proprio in quello, che io vedo il miracolo.
La lotta è ancora presente, sanguinosa e pronta a chiedere un tributo pesante in termini di vite e sacrifici, eppure mi pare, attraverso le immagini, di aver assaporato l'idea di una consapevolezza maggiore di quello cui è possibile aspirare, o cambiare, della ricerca che porta a confrontarsi con se stessi anche quando l'idea che finiamo per avere di noi è decisamente sopravvalutata rispetto a quanto il mondo richieda: lo stesso fatto che si possa anche solo immaginare che sia così finisce per essere confortante, a prescindere da quello che riservano imposizioni, missioni, compiti, ordini venuti dall'alto impossibili da ignorare.
Se non fosse per il suo passato ingombrante - che torna, comunque, più per aiutare ed essere aiutato che non per ostacolare -, Blade Runner 2049 sarebbe un film "contro", pronto a seguire un impianto classico - soprattutto in termini di svolgimento - e da un ritmo certo non sostenuto: ma le cose non sono mai semplici quanto potremmo sperare o credere, e dunque si finisce sempre a rimboccarsi le maniche e farsi il culo, nella speranza che, prima o poi, anche per noi, o qualsiasi altro ateo miscredente, venga dritto il giorno del miracolo.
Perchè sarà quello che cambierà ogni cosa.




MrFord




 

domenica 26 febbraio 2017

Road to the Oscars 2017: Academy VS Ford

 



E così, anche quest'anno siamo giunti alla vigilia della notte più importante - mediaticamente parlando - del Cinema con il consueto appuntamento dedicato al confronto tra quelle che potrebbero essere le scelte dell'Academy e quelle che sarebbero le mie se stesse a questo vecchio cowboy assegnare le statuette.
Il livello delle nominations, quantomeno per i premi principali, è stato molto buono, e sinceramente spero di uscire soddisfatto dall'appuntamento, per una volta.
L'interrogativo principale, però, resta uno: La La Land sbancherà, o lascerà qualcosa agli altri contendenti?


Miglior film
Academy: La La Land
Ford: Moonlight

Quest'anno, devo ammetterlo, il livello dei nove candidati alla statuetta per il miglior film è decisamente più alto del solito, e benchè ci sia un divario netto tra i due filmoni totali Arrival e La La Land e tutti gli altri, e Lion - La strada verso casa sia decisamente il peggiore, ho finito per apprezzare le scelte.
Con ogni probabilità vincerà l'attesissimo La La Land, e mi va benissimo, ma personalmente il mio cuore è tutto con Moonlight, forse il film della selezione che mi ha toccato maggiormente, perfino più del fordianissimo Hell or high water.

 Miglior regista
  • Denis Villeneuve (Arrival)
  • Mel Gibson (La battaglia di Hacksaw Ridge)
  • Damien Chazelle (La La Land)
  • Kenneth Lonergan (Manchester by the Sea)
  • Berry Jenkins (Moonlight)
Academy: Damien Chazelle
Ford: Damien Chazelle

Poche storie: il lavoro del "jazzista" Chazelle su La La Land è stato tecnicamente straordinario. Nonostante l'ottimo lavoro di tutti i candidati, penso sarà molto difficile che questa statuetta sia assegnata a qualcuno che non sia lui.
 
Miglior attore protagonista
  • Casey Affleck (Manchester by the Sea)
  • Andrew Garfield (La battaglia di Hacksaw Ridge)
  • Ryan Gosling (La La Land)
  • Viggo Mortensen (Captain Fantastic)
  • Denzel Washington (Fences - Barriere)
Academy: Denzel Washington
Ford: Viggo Mortensen

Inizialmente pensavo che anche questa statuetta sarebbe stata quasi certamente affare di Casey Affleck, volto del sentito Manchester by the sea, con buona pace di un pur bravissimo Gosling, ma le vicende personali del fratellino di Ben hanno alzato, e non di poco, le quotazioni del solidissimo Denzellone, che in Fences gigioneggia forte, ma lo fa un gran bene.
Per quanto mi riguarda, la scelta sarebbe tutta per il Capitano Mortensen.

Miglior attrice protagonista
  • Isabelle Huppert (Elle)
  • Ruth Negga (Loving)
  • Natalie Portman (Jackie)
  • Emma Stone (La La Land)
  • Meryl Streep (Florence)
Academy: Natalie Portman
Ford: Emma Stone

Prima rosa di candidature che non ho ancora completato - manca all'appello Loving -, e battaglia piuttosto serrata: sinceramente spero che a vincere non siano la vetusta Meryl Streep e la sopravvalutata - almeno in questo caso - Isabelle Huppert di Elle, piuttosto che se lo giochino la strepitosa Portman del potentissimo Jackie o, con preferenza del sottoscritto, la fresca Emma Stone di La La Land.


Miglior attore non protagonista
  • Mahershala Ali (Moonlight)
  • Jeff Bridges (Hell or High Water)
  • Lucas Hedges (Manchester by the Sea)
  • Dev Patel (Lion - La strada verso casa)
  • Michael Shannon (Animali notturni)
Academy: Mahershala Ali
Ford: Mahershala Ali

Anche in questo caso, una gran bella selezione, ed una delle poche statuette per le quali mi trovo d'accordo con i pronostici della vigilia: il Mahershala Ali di Moonlight mi ha colpito al cuore, e se dovessi trovare un'alternativa - ma mi dispiacerebbe - opterei per Michael Shannon, considerato che Bridges ha già dato ed i due giovani, a mio parere, devono ancora farsi parecchio le ossa.

Miglior attrice non protagonista
  • Viola Davis (Fences - Barriere)
  • Naomie Harris (Moonlight)
  • Nicole Kidman (Lion - La strada verso casa)
  • Octavia Spencer (Hidden Figures - Il diritto di contare)
  • Michelle Williams (Manchester by the Sea)
Academy: Viola Davis
Ford: Viola Davis

Una delle statuette a mio parere con meno storia: Viola Davis in Fences è letteralmente da strapparsi il cuore. Per quanto convincenti siano state soprattutto Naomie Harris e Octavia Spencer, non c'è gara.

Miglior sceneggiatura originale
  • Taylor Sheridan (Hell or High Water)
  • Damien Chazelle (La La Land)
  • Yorgos Lanthimos e Efthimis Filippou (The Lobster)
  • Kenneth Lonergan (Manchester by the Sea)
  • Mike Mills (20th Century Women)
Academy: Kenneth Lonergan

Ford: Taylor Sheridan

Alla cinquina dedicata alla miglior sceneggiatura originale giunto non preparatissimo, considerato il ritardo che ho accumulato su The Lobster ed il mancato recupero nei tempi di 20th Century Women. Probabilmente vincerà il solido Lonergan, ma non mi dispiacerebbe un riconoscimento alla Frontiera di Hell or high water.

Miglior sceneggiatura non originale
  • Eric Heisserer (Arrival)
  • August Wilson (Fences - Barriere)
  • Allison Schroeder e Theodore Melfi (Hidden Figures - Il diritto di contare)
  • Luke Davies (Lion - La strada verso casa)
  • Barry Jenkins e Alvin McCraney (Moonlight)
Academy: Eric Heisserer
Ford: Barry Jenkins e Alvin McCraney 

Il premio della miglior sceneggiatura non originale andrà probabilmente allo splendido Arrival, ma anche in questo caso scelgo con il cuore, e punto tutto su Moonlight, che se non si fosse capito è indiscutibilmente il mio preferito della Notte degli Oscar.

Miglior film in lingua straniera
  • Land of Mine – Sotto la sabbia (Danimarca)
  • A Man Called Ove (Svezia)
  • The Salesman – Il cliente (Iran)
  • Tanna (Australia)
  • Toni Erdmann – Vi presento Toni Erdmann (Germania)
Academy: Land of Mine - Sotto la sabbia
Ford: The Salesman - Il cliente


A questo giro arrivo ad affrontare la cinquina di candidati per il miglior film straniero clamorosamente e colpevolmente nell'ignoranza, dato che non ho ancora visto nessuno dei titoli nominati: vado per logica e notorietà acquisita e opto per la scelta dell'Academy di Land of Mine, mentre per gusto personale mi affido a Fahradi, che quantomeno è in polemica aperta con il governo Trump, oltre ad essere un signor regista.

Miglior documentario
  • Fuocoammare (Gianfranco Rosi e Donatella Palermo)
  • I Am Not Your Negro (Raoul Peck, Rémi Grellety e Hébert Peck)
  • Life, Animated (Roger Ross Williams e Julie Goldman)
  • O.J: Made in America (Ezra Edelman e Caroline Waterlow)
  • 13th (Ava DuVernay, Spencer Averick e Howard Barish)
Academy: OJ: Made in America
Ford: tutto, tranne Fuocoammare
 
Anche in questo caso sono messo male, avendo visto solo il nostrano Fuocoammare. Ma mi è bastato.
Personalmente, mi andrebbe bene uno qualsiasi degli altri titoli candidati, tranne lo spocchioso finto alternativo lavoro di Gianfranco Rosi.

Miglior film d’animazione
Academy: Zootropolis
Ford: Oceania

Della cinquina dedicata all'animazione mi mancano i due più autoriali e di nicchia La mia vita da zucchina e La tartaruga rossa, ma penso che la vittoria andrà al carinissimo Zootropolis, anche se rimanendo in ambito Disney sarei felicissimo di una vittoria di Oceania, per me un vero gioiellino.

Migliore scenografia
Academy: La La Land
Ford: La La Land

Sui premi tecnici, poche discussioni. La La Land balla ad un altro livello.


Migliori costumi
  • Joanna Johnston (Allied - Un'ombra nascosta)
  • Coleen Atwood (Animali Fantastici e dove trovarli)
  • Consolata Boyle (Florence)
  • Madeleine Fontaine (Jackie)
  • Mary Zophres (La La Land)
Academy: La La Land
Ford: La La Land

Anche in questo caso vale il discorso di cui sopra, a meno di una vittoria di Jackie, che sarebbe comunque giustificatissima.


Miglior fotografia

  • Linus Sandgren (La La Land)
  • Bradford Young (Arrival)
  • Greig Fraser (Lion - La strada verso casa)
  • James Laxton (Moonlight)
  • Rodrigo Prieto (Silence)

Academy: La La Land
Ford: La La Land

Un premio decisamente combattuto, con cinque film oggettivamente fotografati benissimo. Come per gran parte dei premi tecnici, credo che a farla da padrone sarà comunque La La Land.


Miglior montaggio

  • Tom Cross (La La Land)
  • Joi McMillon e Nat Sanders (Moonlight)
  • John Gilbert (La battaglia di Hacksaw Ridge)
  • Joe Walker (Arrival)
  • Jake Roberts (Hell or High Water)
Academy: La La Land
Ford: La battaglia di Hacksaw Ridge

Non me ne vogliano i fan di La La Land - e sono tra quelli - ed i detrattori di Mel Gibson, ma probabilmente un premio tecnico al tanto criticato La battaglia di Hacksaw Ridge andrebbe riconosciuto, e trovo che il montaggio potrebbe essere il più indicato.


Miglior colonna sonora

  • Mica Levi (Jackie)
  • Justin Hurwitz (La La Land)
  • Dustin O'Halloran e Hauschka (Lion - La strada verso casa)
  • Nicholas Britell (Moonlight)
  • Thomas Newman (Passengers)
Academy: La La Land
Ford: La La Land

Forse, con quella per la miglior regia, la statuetta più sacrosanta che merita La La Land.
Poco da aggiungere.

Miglior canzone

  • Audition (The Fools Who Dream) (Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul) (La La Land)
  • Can't Stop the Feeling! (Justin Timberlake, Max Martin e Karl Johan Schuster) (Trolls)
  • City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) (La La Land)
  • The Empty Chair (J. Ralph e Sting) (Jim: The James Foley Story)
  • How Far I'll Go (Lin-Manuel Miranda) (Oceania)

Academy: Audition
Ford: Audition

Inevitabile l'ennesima vittoria per la corazzata di Chazelle. Audition supera di gran lunga tutte le altre, e sinceramente spero eviti a tutti noi la vittoria del pur simpatico Justin Timberlake.

Migliori effetti speciali

Academy: Rogue One: A Star Wars Story

Ford: Doctor Strange

Altra categoria da grande battaglia, con cinque ottimi candidati: probabilmente la spunterà Rogue One, ma il tifo del vecchio Ford andrà al sorprendente Doctor Strange, a metà tra Matrix ed Inception, nonchè uno dei migliori film di supereroi delle ultime stagioni.

Miglior sonoro

  • Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow (La La Land)
  • David Parker, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson (Rogue One: A Star Wars Story)
  • Kevin O'Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace (La battaglia di Hacksaw Ridge)
  • Bernard Gariépy Strobl e Claude La Haye (Arrival)
  • Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush e Mac Ruth (13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi)

Academy: La battaglia di Hacksaw Ridge

Ford: 13 hours: the secret soldiers of Benghazi

Premio più che tecnico, tra i pochi che potrebbe almeno sulla carta sfuggire alla brigata di Chazelle. Vado per 13 hours, sottovalutatissimo e molto valido prodotto che non ha nulla da invidiare tecnicamente a Hacksaw Ridge.

Miglior montaggio sonoro

  • Sylvain Bellemare (Arrival)
  • Wylie Stateman, Renée Tondelli (Deepwater - Inferno sull'oceano)
  • Robert Mackenzie, Andy Wright (La battaglia di Hacksaw Ridge)
  • Ai-Ling Lee, Mildred Iatrou Morgan (La La Land)
  • Alan Robert Murray, Bub Asman (Sully)
Academy: La La Land
Ford: La La Land

Continuano le conferme per la confezione impeccabile di La La Land, che come nessun altro titolo negli ultimi anni pare aver convinto critica e grande pubblico.

Miglior trucco e acconciatura

  • Eva Von Bahr e Love Larson (En man som heter Ove)
  • Joel Harlow e Richard Alonzo (Star Trek Beyond)
  • Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson (Suicide Squad)
Academy: En man som heter Ove
Ford: Star Trek Beyond

Forse il premio tecnico del quale mi frega meno. Vado per Star Trek giusto per simpatia.

Eccetto i premi dedicati ai migliori corti, che onestamente non ho mai seguito - anche se mio fratello, specialista nel settore, mi manderà le maledizioni - dovrei non aver dimenticato nulla.
Non resta che preparare snack ed alcool, e rimandare le inevitabili discussioni a martedì, quando su questo bancone ci daremo appuntamento per riflettere sui risultati.


MrFord

martedì 31 gennaio 2017

La La Land (Damien Chazelle, USA, 2016, 128')




"Nel West, quando la realtà incontra la leggenda, vince la leggenda".
Su questa frase tratta dal meraviglioso L'uomo che uccise Liberty Valance di John Ford ho costruito molta della mia personale mitologia legata alla meraviglia del Cinema, a quel miracolo che, dai tempi di Melies, ha regalato magie a generazioni e generazioni di spettatori in tutto il mondo parlando spesso e volentieri del Graal di quasi tutti coloro che sono mossi da passione: i sogni.
Quei sogni che sono la materia di tutto - impossibile dimenticare Il mistero del falco -, dei quali Hollywood nella golden age dei grandi studios è stata forse il simbolo più splendente.
La Hollywood dei colori sgargianti, degli amori folli e dei musical, simbolo dell'unione tra il Cinema, per l'appunto, e la magia delle sette note: nel corso della mia carriera di spettatore, molti titoli figli di quell'epoca e molti altri appartenenti alla categoria, da West Side Story a Moulin Rouge!, mi sono entrati nel cuore rapendolo come in un ballo travolgente ed appassionato - e tutti quelli che mi conoscono ben sanno che, in quel senso, ho la stessa mobilità di un grizzly uscito cinque minuti prima dal letargo -.
Nel West, si diceva, quando la realtà incontra la leggenda, vince la leggenda.
Damien Chazelle, regista del più che discreto - ma in parte sicuramente sopravvalutato - Whiplash, deve ben saperlo, perchè confeziona per due ore piene un pezzo di Cinema strepitoso, dal travolgente piano sequenza in apertura alla mimica facciale tra la provocazione e l'imbarazzo che Ryan Gosling ed Emma Stone raccontano alla perfezione per rendere la storia d'amore dei due protagonisti di una vicenda fotografata, musicata, diretta e montata alla perfezione, che, pur non avendo ancora visionato la maggior parte dei candidati ai prossimi Oscar, sarebbe un'ingiustizia non si portasse a casa quantomeno i premi nelle categorie tecniche.
Ma non si limita a questo: come, infatti, fu qualche stagione fa per il sorprendente The Artist, anche in questo caso un regista attuale rispolvera con mano ispirata ed una capacità che sconfina dall'omaggio e porta ad un nuovo livello il concetto di Classico tutto quello che, sulla carta, poteva apparire ormai morto e sepolto, come il jazz che Sebastian tanto tiene a mostrare per quello che è a Mia, e invece si trasforma in qualcosa che è già esistito eppure ha il sapore di futuro, che forse è più tecnica che non emozione pura - in questo senso, il già citato Moulin Rouge! stravince in quanto a scossoni e lacrime versate - ma travolge e lascia con la sensazione, nonostante l'hype altissimo che lo precedeva, di aver assistito ad uno spettacolo destinato a lasciare il segno ed essere considerato un riferimento dalle generazioni future, magari di quelli che ispireranno qualcosa simile nello spirito a questo tra una trentina d'anni.
Ma si parlava di West, realtà e leggenda.
Perchè la zampata vera sta tutta lì, a prescindere da quanto magica e strabiliante - per quanto mi riguarda, sempre tecnicamente parlando - possa risultare la visione: la zampata delle grandi occasioni, dei grandi film.
Sebastian che siede al piano, sei anni dopo aver conosciuto Mia.
Un gesto, un accordo, un brano, un film, un sogno.
Qualcosa che avrebbe potuto cambiare la sua vita, e quella dell'amata.
Peccato che il West, ed il Cinema, dove la leggenda vince, siano le meraviglie che ogni giorno ci fanno sgranare gli occhi o chiuderli - se si tratta di una canzone - per immaginare quello che potrebbe accadere se fossimo in un film, o nel ritornello del pezzo che più amiamo e ad ogni ascolto ci fa pensare che i sogni possano realizzarsi, e di essere i protagonisti di una di quelle meravigliose cavalcate su pellicola.
Ma la realtà è un'altra cosa.
Anche per Mia e Sebastian.
Nella realtà, che in questo caso coincide con la nostra, non vince la leggenda.
Cosa resta, dunque, oltre ad una manciata di sogni?
Sedere al nostro pianoforte, qualunque esso sia, e ringraziare chi abbiamo amato, amiamo ed ameremo per sempre per aver vissuto quei sogni accanto a noi.
Che si siano realizzati, oppure no.




MrFord




 

giovedì 26 gennaio 2017

Thursday's child



E' ufficialmente iniziata la marcia di avvicinamento ad uno degli eventi cinematografici più attesi dell'anno, la Notte degli Oscar.
Questa settimana, accanto ad uscite potenzialmente pessime ed altre potenzialmente interessanti, arriverà il sala il film che ha fatto sensazione prima a Venezia, dunque ai Globes e per finire con le nominations, raccogliendone tante quante ne raccolsero Titanic ed Eva contro Eva: riuscirà La la land a soddisfare le aspettative?
E soprattutto, come accoglieranno il film i due antagonisti numero uno della blogosfera, il sottoscritto MrFord e Cannibal Kid?


"Come mi sono ridotto così? Ho guardato una selezione di film consigliati da Cannibal!"
La La Land

"Sai, Ryan, quel Ford dice sempre cose così sagge che mi sa che il prossimo film lo girerò con lui."

Cannibal dice: La La Land è davvero così bello come si dice in giro e merita tutti i premi e le nomination che sta ottenendo?
Lo scopriremo solo... ballando e cantando. E leggendo le recensioni di Fo Fo Ford e soprattutto Ki Ki Kid.
Ford dice: il film sensazione di questo inizio anno arriva in sala, incensato praticamente in ogni dove e forte di un gran bel trailer che mi ha ricordato Moulin Rouge!, seppur con una cornice completamente diversa.

Chissà cosa accadrà quando passerà dalle parti dei due antagonisti numero uno della blogosfera?
Solo il tempo lo lo dirà.







Split

"Accidenti! Quel Ford è anche più vecchio di me!"
Cannibal dice: Nella settimana di La La Land, zitto zitto ecco che ritorna ancora una volta M. Night Shyamalan, regista in crisi tornato in buona forma (almeno secondo me) con il brillante mockumentary The Visit. E con questo thriller con James McAvoy alle prese con molte personalità differenti mi sa che ne vedremo ancora più delle belle. Alla faccia di quelli come Ford che davano lo Shyamalan già bollito, quando invece se c'è qualcuno di bollito è proprio lui.
Ford dice: il boriosissimo Shambalà è ormai da anni in caduta libera, nonostante il pur non eccelso The visit sia risultato essere un passo avanti rispetto alle schifezze cui ormai mi ero abituato.
Questo Split, che è riuscito perfino a raccogliere qualche insospettabile recensione positiva, potrebbe essere un ritorno ai fasti degli esordi oppure l'ennesimo clamoroso fiasco.
Io, nel frattempo,splitto felicemente da Cannibal.







Proprio lui?

"Il look fordiano va proprio forte, vero?" "Assolutamente, James. Gli hai copiato anche il nome, dì la verità!"

Cannibal dice: Commedia famigliare/romantica che propone il classico scontro tra un padre e il fidanzato della figlia, potrebbe essere una delle cose più divertenti di questo inizio 2017. Dopo Ford che si autoproclama il più grande esperto di cinema nel mondo, naturalmente.
Ford dice: commediola che non dice nulla di nuovo e che pare la copia riciclata di Ti presento i miei. C'è da dire, però, che lo scorso anno pensai lo stesso di Nonno scatenato, che invece mi divertì parecchio.
Staremo a vedere.

 

Fallen

"Mi sa che Cannibal ha fatto incazzare Ford un'altra volta!"

Cannibal dice: Un nuovo young adult dalle tinte gotiche?
Potrebbe rivelarsi una schifezza fordiana come la saga di Twilight, oppure una sana e bella cannibalata adolescenziale come si deve. In ogni caso, tutti i bimbiminkia4life come me non potranno fare a meno di dargli un'occhiata.
Ford dice: young adult? Potenziale teenata? Roba per quel pusillanime del mio rivale!

 

Riparare i viventi

"Noi te l'avevamo detto, figliolo: non andare da Ford a dire che sei un fan di Pensieri Cannibali!"

Cannibal dice: Un film francese drammatico dalle tinte vagamente paranormali, che dal trailer mi ha ricordato Les Revenants (la prima splendida stagione, non la soporifera seconda) e che potrebbe essere la cannibalata più bella della settimana. La La Land permettendo...
Ford dice: versione radical di cannibalata che mi risparmierei anche, ma che se non altro ha dalla sua il fatto di incuriosire. Dovessi riuscire a vederlo, quantomeno potrebbe risultare una bella occasione per stronzare l'ennesimo film potenzialmente esaltato dal mio rivale.

 


Les ogres

"Signore e signori, accorrete ad assistere allo spettacolo più spaventoso del mondo: un Ford libero fuori dalla gabbia!"

Cannibal dice: Altra pellicola francese ad alto potenziale di radical-chicchismo, e che quindi difficilmente mi perderò, che però possiede anche una componente “zingaresca” che potrebbe attrarre persino quel selvaggio di Ford. A sorpresa, il film meno pubblicizzato della settimana potrebbe anche essere l'unico a mettere d'accordo i due blogger più rivali dell'Internet.
Ford dice: rimaniamo in territorio francese e radical, dunque decisamente più congeniale a Peppa Kid, eppure c'è qualcosa in quest'ultima proposta che potrebbe trasformare la stessa nella sorpresa della settimana.
Posso solo che ben sperare. E che gli orchi divorino Cannibal gustandoselo fino all'ultimo pezzetto.




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