Visualizzazione post con etichetta fantascienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fantascienza. Mostra tutti i post

lunedì 6 gennaio 2020

White Russian's Bulletin


Alle spalle i Ford Awards ed i festeggiamenti di fine anno, torna il Bulletin portando in dono tutto quello che, nel periodo delle vacanze natalizie, è passato sugli schermi del Saloon, dalle novità in sala alle serie, dai recuperi ai titoli appena usciti.
In alcuni casi ci sono state ottime sorprese che potrebbero essere protagoniste dei Ford Awards il prossimo anno, in altri, purtroppo, anche delusioni.


MrFord



SCRUBS - STAGIONE 4 (ABC, USA, 2004)

Scrubs: Medici ai primi ferri Poster

Prosegue il recupero di casa Ford dell'ormai classicissima Scrubs, che nonostante il tempo che passa continua a risultare divertente e fresca, pronta ad allietare pranzi e cene facendo impazzire perfino i Fordini. Nel corso della quarta stagione, oltre alle vicissitudini sentimentali sia della solidissima coppia Turk/Carla, si assiste al passaggio professionale dei ragazzi una volta terminato il periodo di praticantato, senza che questo però limiti le pressioni ricevute dal mitico Kelso e dall'ancor più mitico Cox, che resta uno dei charachters più azzeccati di sempre.




STAR WARS EPISODIO IX - L'ASCESA DI SKYWALKER (J.J. Abrams, USA, 2019, 142')

Star Wars: L'ascesa di Skywalker Poster

Ricordo bene l'esaltazione che provai quando vidi per la prima volta il trailer di quello che, almeno sulla carta, dovrebbe o avrebbe dovuto essere l'ultimo capitolo della saga di Star Wars: considerata la qualità dell'Episodio VII e, seppur con un calo, dell'VIII, speravo in una chiusura davvero col botto per la terza trilogia, in barba all'altalenante seconda.
Purtroppo, però, le aspettative sono state deluse a seguito di un film davvero poco memorabile, che alterna poche buone idee e momenti da pathos figlio di un ultimo capitolo a lunghi minuti di ordinaria amministrazione e scelte discutibili - era davvero necessario il ritorno di Palpatine? -: un vero peccato, perchè se, con tutti i suoi punti deboli, la già citata seconda trilogia era partita malissimo per chiudersi molto bene - La vendetta dei Sith è un gran film che andrebbe rivalutato - questa ha imboccato il percorso inverso, e considerato come era iniziata, non può che essere una perdita per tutti i fan di questo universo così ricco e mitico.




THE WITCHER - STAGIONE 1 (Netflix, USA, 2019)

The Witcher Poster

Tanto Star Wars è stata la sorpresa in negativo delle Feste, quanto The Witcher è stata quella in positivo: tratta da un popolare videogioco ed interpretata da Henry Cavill - che non mi aveva mai convinto -, pensavo che si sarebbe rivelata una mezza porcata da abbandonare dopo il primo episodio. Al contrario, invece, non solo il protagonista funziona molto meglio da Geralt di Rivia che da Superman, ma gli autori sono riusciti a trovare il giusto mezzo tra la tamarrata, l'opera pulp violenta ed ironica, l'iconografia nerd da giocatori di ruolo e l'atmosfera giusta per conquistare il pubblico a più livelli - si pensi solo alla coppia formata dal Witcher e il bardo, perfetto nel diventare la sua spalla comica - costruendo un giocattolone piacevole e divertente, che mi ha fatto venire una gran voglia di provare la versione videoludica ed alimentato l'hype per la seconda stagione, prevista per il duemilaventuno.
Sinceramente, dono molto volentieri il soldo al mio Witcher.


domenica 29 dicembre 2019

Ford Awards 2019: le serie


Ed eccoci giunti al momento di uno dei premi che, nel corso dell'ultima decade, ha assunto un'importanza sempre maggiore: quello delle serie televisive.
Se ripenso a quando, ormai quasi sedici anni or sono, Lost cambiò radicalmente il modo di autori e pubblico di concepire i serial, il panorama è decisamente cambiato: l'offerta è numericamente impressionante, così come la varietà di generi e l'impegno profuso dalle case di produzione, e ogni anno ci si ritrova di fronte a conferme di prodotti importanti o alla nascita di nuovi, con in mezzo il consueto ventaglio di mancate conferme o delusioni.
Ma quali saranno stati i dieci protagonisti del duemiladiciannove da piccolo schermo del Saloon?


N°10: MINDHUNTER

Mindhunter Poster

Alla sua seconda stagione il serial fincheriano Mindhunter, tratto da una delle autobiografie di riferimento del genere - quella di John Douglas, uno dei primi profiler FBI -, conferma la validità del progetto e dei protagonisti, della scrittura e del percorso che pare si intenda fare.
Non sarà un titolo per tutti, o quello che ci si aspetterebbe da un thriller, ma resta un'alternativa importante ad un genere che, per anni, è caduto nel clichè e nell'abitudine.


N°9: THE OA

The OA Poster

A distanza di tre anni dalla prima stagione, torna il delirante - in senso positivo - viaggio di Prairie con una seconda che, a tratti, mi ha convinto addirittura più della precedente.
Nonostante passaggi che paiono scritti sotto acido pieno, The OA è stato uno dei prodotti più interessanti che Netflix abbia proposto nel corso delle ultime stagioni, ed è davvero un peccato che si sia deciso di chiuderla dopo sole due delle cinque stagioni previste. Una perdita davvero importante.


N°8: GOMORRA

Gomorra: La serie Poster

Prosegue dritta come un treno la corsa di Genny Savastano e di Gomorra, una delle certezze del panorama televisivo made in Italy degli ultimi anni, pur se orfana in questa stagione del personaggio cardine della serie fin dagli inizi, quello di Ciro Di Marzio detto l'Immortale, dirottato per l'occasione al Cinema in quello che dovrebbe essere il raccordo tra questa e la prossima stagione.
Nonostante quest'assenza, comunque, il buon Genny compie un ulteriore cambiamento su se stesso provando dapprima a ripulire il suo nome per poi capire che, una volta nato come è nato lui, è sempre difficile pensare di poter modificare destino e natura.


N°7: STRANGER THINGS

Stranger Things Poster

Altra produzione Netflix che scombinò le classifiche ai tempi della prima stagione, arrancò con la seconda e con questa terza pare aver trovato la quadratura perfetta per il suo equilibrio, finendo per risultare, almeno dal mio punto di vista, la migliore realizzata ad oggi.
Come se non bastasse, il finale e l'addio (?) di uno dei protagonisti condisce di emozioni forti per chiunque sia un padre una chiusura da brividi, e ne apre di nuove per una quarta annata che promette di essere protagonista anche nella classifica del duemilaventi.


N°6: BILLIONS

Billions Poster

Stagione dopo stagione, sono pochi i serial che riescono a mantenere uno standard qualitativo e di narrazione elevato, evitando la comune trappola del calo inevitabile che colpisce la maggior parte delle produzioni anno dopo anno: uno di questo è senza dubbio Billions, dramma shakespeariano mescolato al legal thriller condito da elementi che non sfigurerebbero in The wolf of Wall Street.
La rivalità in continua evoluzione tra Chuck Roades e Bobby Axelrod, che fagocita tutto quello che i due amicinemici hanno attorno, assume nuove sfumature e si prepara a raggiungere un altro livello, confermando Billions come uno dei titoli più interessanti e vivi degli ultimi anni.


N°5: NARCOS - MEXICO

Narcos: Messico Poster

Abbandonati Pablo Escobar prima e la Colombia poi, Narcos approda in Messico per raccontare l'ascesa del Cartello di Guadalajara e la vicenda che vide la lotta al traffico di droga segnata dalla morte del primo agente della DEA fuori dal suolo statunitense, che scatenò, ai tempi, il dispiegamento di forze che caratterizzò una vera e propria guerra nel corso degli anni ottanta e novanta.
Per chi, come il sottoscritto, conosceva già le vicende e le aveva vissute nella trasposizione di Don Winslow grazie a Il potere del cane, è un ritorno a territori noti ma non per questo portati sullo schermo in modo meno drammatico e potente: gli ultimi episodi, che raccontano la fine dell'agente Camarena, sono da brividi e strette al cuore.


N°4: ORANGE IS THE NEW BLACK

Orange Is the New Black Poster

Un altro dei serial simbolo di questi ultimi anni, che ha visto protagoniste le ragazze della prigione di Litchfield, è giunto alla sua conclusione recuperando il terreno perduto nel corso delle due precedenti stagioni chiudendo davvero in bellezza, omaggiando non solo le protagoniste che negli anni hanno accompagnato il pubblico ma anche il concetto di donna in tutte le sue sfumature, alimentando inoltre una critica sociale molto aspra rispetto al sistema correzionale americano - e non solo - ed alla società occidentale, troppo spesso pronta a dimenticarsi di chi sta ai margini, per colpa o per destino.
Una chiusura come dovrebbero essere sempre quelle delle produzioni televisive, sensata e sentita.


N°3: TRUE DETECTIVE

True Detective Poster

La creatura di Nic Pizzolatto, alle spalle una prima stagione divenuta un instant cult ed una seconda ingiustamente sottovalutata, torna con una terza poggiata sulle spalle del Premio Oscar - e bravissimo - Mahershala Ali, che racconta un'indagine non solo investigativa, ma sociale, attraverso un arco di tempo di decenni.
Scrittura eccellente, una grandissima interpretazione del protagonista, un prodotto di altissimo livello sotto tutti i punti di vista: non avrà portato una rivoluzione, ma ci sarebbe da baciarsi i gomiti quando di fronte, accendendo la tv, ci si trova di fronte a cose di questo genere.


N°2: WHEN THEY SEE US

When They See Us Poster

Ricordo ancora benissimo quando affrontammo, la scorsa estate, il primo episodio di questa miniserie tratta da una storia vera che sconvolse New York ed ebbe una conclusione legale soltanto pochi anni fa: provai talmente tanto sconcerto e rabbia che dubitai di poter sostenere emotivamente l'intera produzione, da quanto mi sentii toccato.
Fatta scorta di coraggio, proseguimmo nella visione scoprendo uno dei tesori del piccolo schermo non solo di questo che volge alla conclusione, ma degli ultimi anni, un lavoro prezioso ed importante che racconta la cronaca senza risultare fazioso e che ad un tempo risulta essere una bomba emotiva pazzesca - sfido chiunque a non venire toccato dalla storia degli Harlem Five, e da un episodio conclusivo di fronte al quale trattenere le lacrime è un'impresa quasi impossibile.


N°1: CHERNOBYL

Chernobyl Poster

Altra miniserie, altra storia vera, altra produzione destinata a restare negli annali delle più potenti mai realizzate.
Per chi è in giro su questo pianeta da più di trent'anni l'evento che sconvolse il mondo nella primavera dell'ottantasei resta probabilmente un ricordo di risonanza globale quanto in seguito fu soltanto il crollo del World Trade Center: l'esplosione del reattore della centrale di Chernobyl provocò un disastro ecologico come pochi altri nella Storia dell'Umanità, costando la vita non solo a chi sfortunatamente si trovò sul posto, ma anche a tanti altri nel corso degli anni.
La vicenda, narrata e diretta splendidamente, passa, nonostante la cronaca, da atmosfere drammatiche ad altre quasi horror, e mette lo spettatore di fronte all'analisi del prezzo che l'Uomo debba considerare di dover pagare a fronte di determinate scelte, comportamenti, progressi.
Un affresco potente e dolente, ed uno dei punti più alti mai raggiunti dal piccolo schermo, di quelli che lo portano addirittura oltre il Cinema.


I PREMI

Preferito fordiano: Korey Wise, When they see us


Miglior personaggio: Bobby Axelrod, Billions

Miglior sigla: True Detective

Uomo dell'anno: Jared Harris, Chernobyl

Donna dell'anno: il cast di Orange is the new black, Orange is the new black

Scena cult: l'arrivo dei pompieri a Chernobyl dopo il disastro, Chernobyl

Migliore episodio: Vichnaya Pamyat, Chernobyl

Premio ammazzacristiani: il disastro nucleare, Chernobyl

Miglior coppia: Bobby Axelrod e Chuck Roades, Billions


Cazzone dell'anno: Wags, Billions

Cattivo dell'anno: Linda Fairstein, When they see us

lunedì 16 dicembre 2019

White Russian's Bulletin



Altra settimana di transizione, per il Bulletin, figlio dell'ormai stanchezza da divano che mi coglie inesorabilmente la sera, degli impegni in famiglia, al lavoro e con la palestra che portano via gran parte delle energie mentali e fisiche: prima, però, di avventurarci nelle classifiche di fine anno, sono riuscito comunque a portare a casa un altro sabato sera Cinema con i Fordini, una serie e una novità da sala. Di questi tempi, direi un bottino abbastanza importante.


MrFord



LE MANS '66 - LA GRANDE SFIDA (James Mangold, USA/Francia, 2019, 152')

Le Mans '66 - La grande sfida Poster


Come chi mi conosce o frequenta il Saloon da un pò di tempo ben sa, il mio rapporto con i motori non è esattamente idilliaco: anzi, per usare un eufemismo, direi che meno sto con le mani su un volante e meglio sto. Eppure, paradossalmente, fin da bambino sono sempre stato affascinato dalle storie legate ai grandi piloti - soprattutto di Formula Uno -, associando le stesse alle imprese sportive che, probabilmente per merito della passione di mio padre per lo sport in genere, sono state parte di una mitologia domestica importante negli anni della mia formazione.
James Mangold, ottimo artigiano del Cinema che negli anni mi ha regalato piccole gioie come Identità o Walk the line, porta sullo schermo una vicenda che non conoscevo, quella della storica edizione del sessantasei della ventiquattro ore di Le Mans, una delle gare automobilistiche con maggior fama e memoria storica di sempre: in particolare, quell'edizione portò a confronto i due colossi Ford e Ferrari, e a collaborare l'ex asso del volante Carroll Shelby ed il meccanico e spigoloso pilota Ken Miles. Mangold, sfruttando una struttura molto classica ed appoggiandosi a due certezze come Damon e Bale - e devo ammettere che, nonostante il talento, in questo caso ho apprezzato di più il primo -, porta in scena il classico racconto in pieno stile Oscar che coinvolge ed emoziona, una sorta di versione old school di Rush cui manca forse l'impatto di una rivalità effettiva - di fatto, è la storia di un'amicizia - ma riesce comunque a raccontare una storia e ad emozionare.
Curiosa l'interpretazione macchiettistica del team Ferrari, sempre "troppo italiano", o quantomeno italiano visto da occhi a stelle e strisce, ma è un peccato veniale all'interno di un lavoro sicuramente ben strutturato.




JACK RYAN - STAGIONE 1 (Prime Video, USA, 2018)

Jack Ryan Poster

Pescato dal catalogo Prime, che ultimamente in casa Ford sta facendo da concorrente a Netflix, e giunto più in sordina del previsto da queste parti - in fondo si parla di territori molto fordiani -, la versione da piccolo schermo di Jack Ryan, eroe nato dalla penna di Tom Clancy, ha portato una ventata di action spionistica quasi più cinematografica che seriale, convincendo episodio dopo episodio portando in scena una vicenda dal sapore di primi Anni Zero senza per questo sembrare datata o fuori tempo massimo, risultando solida sia per quanto riguarda il comparto tecnico che per il cast - e pensare che non sono un fan di John Krasinski e Abbie Cornish - ed alimentando una tensione che con gli ultimi episodi cresce con buona intensità.
Un prodotto dunque interessante che potrebbe raccogliere il testimone dell'ormai classico 24 regalandone però al pubblico una versione più realistica e meno da fumetto, legata a tematiche importanti come la guerra al terrorismo e rappresentata da un main charachter che unisce la componente fisica dell'eroe di genere ad una mentale che, in questi casi, non ci si aspetta proprio.




STAR WARS EPISODIO IV - UNA NUOVA SPERANZA (George Lucas, USA, 1977, 121')

Guerre stellari Poster

Il sabato sera Cinema dei Fordini questa settimana ha iniziato uno dei percorsi più importanti per un cinefilo, anticipato rispetto a quanto pensassi dall'esaltazione mostrata soprattutto dalla Fordina per il trailer del nono e ultimo capitolo della Saga, motivata principalmente da Chewbacca, diventato l'idolo della più piccola del Saloon.
A fronte, dunque, degli oltre quarant'anni dall'uscita e della stanchezza, sono rimasto sorpreso di quanto bene abbiano preso questo cult i ragazzi, incuriositi da particolari e personaggi differenti - uno tutto per i droidi, l'altra tutta per Chewbacca, uniti contro un Darth Vader che ancora vedono come il Male assoluto - ed ora curiosi di proseguire nel cammino delle avventure di Luke Skywalker e soci: senza ombra di dubbio Una nuova speranza resta una pietra miliare del genere e non solo, capace di raccontare una storia universale trasformandola in un giocattolone magico che colpisce ad ogni età e a prescindere dai propri gusti in fatto di strade da percorrere.
E' forse il film simbolo ed il più completo della Saga, quello che giustamente viene preso come modello e riferimento, è sempre una pacchia da guardare e nonostante gli anni invecchia alla grandissima: non è il mio favorito - e sono curioso di scoprire come prenderanno i Fordini L'impero colpisce ancora, a questo proposito -, ma indubbiamente è un titolo che non può mancare nella formazione di un amante della settima arte.
Che la Forza sia con noi.

mercoledì 6 novembre 2019

White Russian's Bulletin



Alle spalle i festeggiamenti ed i bagordi legati al compleanno, torna con il giusto e standardizzato ritardo il Bulletin, che se non mi sono perso tra una sbronza e l'altra la memoria di qualche visione recupera due dei titoli dei sabati sera Cinema con i Fordini ed un paio di novità molto chiacchierate di recente, giunte una dal calderone di Netflix e l'altra direttamente dalla sala, prima di chiudere con un ripescaggio targato Prime Video, tanto per sottolineare l'importanza che, ormai, hanno le piattaforme streaming per il Cinema.


MrFord



LA STORIA INFINITA (Wolfgang Petersen, Germania, 1984, 102')

La storia infinita Poster

Nella carrellata di pellicole che attendono i Fordini nel programma "sabato sera Cinema" che con Julez abbiamo inagurato da qualche settimana non poteva mancare uno dei cult assoluti di tutti i nati tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli ottanta, La storia infinita.
Ricordo ancora quando lo vidi al Cinema all'aperto al mare con mio nonno, abbastanza inquietato dal Nulla e dallo scontro tra Atreyu e Gmork: come scritto nel post per il compleanno, allora mi rivedevo nel timido Bastian che riviveva nella fantasia le gesta tradotte in parole dagli scrittori, mentre ora sono più un ibrido tra lo stesso Atreyu e Falcor, altra creatura cinematografica divenuta mitica.
Nonostante oggi se ne vedano tutti i limiti e rispetto al romanzo perda ovviamente il confronto, il film funziona ancora come favola, e ai Fordini, cresciuti in tutt'altra generazione, è piaciuto molto, incuriositi dal confronto tra Bene e Male e dai "mostri": e la macchina del tempo che innescano i loro occhi nel corso della visione è una vera e propria magia.




WOUNDS (Babak Anvari, USA/UK, 2019, 95')

Wounds Poster


Circolato rapidamente nella blogosfera dopo il tam tam creatosi a seguito della distribuzione su Netflix, Wounds è stato forse il "film di Halloween" per molti degli avventori del Saloon, considerate le contrastanti recensioni lette praticamente in ogni dove: portato sulle spalle da un sempre ottimo Armie Hammer ed ambientato in una New Orleans sotto la quale pare pulsare un mondo di blatte, Wounds parte con un buono spunto e idee interessanti, pur senza inquietare o forzare lo spettatore al jump scare: peccato che, come spesso accade con i film di nicchia ed almeno parzialmente ambiziosi, lo sviluppo e lo scioglimento della trama con conseguenti rivelazioni finiscano per fare acqua - o blatte - da tutte le parti e conducano ad un finale che, in tutta onestà, mi ha lasciato davvero molto perplesso.
Un progetto, dunque, che poteva risultare particolare ed interessante che, invece, si sgonfia minuto dopo minuto fino a risultare perfino fastidioso: peccato, perchè mantenendo forse una maggiore semplicità e buttando meno ingredienti nel calderone qualcosa di abbastanza tosto sarebbe potuto uscire. Qualcosa, quantomeno, diverso da una blatta.
Che potrà essere imbellettata quanto si vuole, ma resterà sempre una blatta.




HOOK - CAPITAN UNCINO (Steven Spielberg, USA, 1991, 142')

Hook - Capitan Uncino Poster


Altro giro per i "sabati sera Cinema", ed altro film cult, questa volta per chi apparteneva alla generazione appena successiva alla mia, come il buon fratello Ford: ricordo che vidi Hook all'inizio dell'adolescenza, catturato dalla bellissima sequenza della gara di insulti alla tavola dei Bimbi Sperduti proprio durante una delle innumerevoli visioni del più giovane - ma non all'apparenza - dei Ford: il lavoro di Spielberg, baracconesco e per famiglie, era e resta un film sottovalutato e magico, che ai più vecchi tra noi ricorda il grandissimo Robin Williams in una delle sue tante interpretazioni, con personaggi cult - Rufio spacca! - e quel qualcosa che incolla allo schermo anche quando si incrocia il suo cammino dopo averlo imparato a memoria.
Prova del suo valore, il fatto che entrambi i Fordini abbiano retto alla grandissima le due ore e venti di visione senza battere ciglio, infilando domande a raffica sui rapporti tra i personaggi ed assaporando un nuovo elemento legato all'amore scoppiato di recente per "Il rock di Capitan Uncino" di Bennato.
E il Bangarang è finalmente arrivato anche ai più piccoli di casa Ford.




TERMINATOR - DESTINO OSCURO (Tim Miller, USA/Spagna/Ungheria/Francia/Germania/Rep. Ceca/Cina/UK/Australia/Nuova Zelanda/Canada, 2019, 128')

Terminator - Destino oscuro Poster


Devo ammettere che l'hype per il nuovo Terminator firmato dal regista di Deadpool con protagonisti Linda Hamilton e Schwarzy era davvero alle stelle, quasi si potesse tornare ai fasti dei primi due episodi del franchise, maltrattato in anni recenti se non per l'ultimo Genysis, primo valido dai tempi del mitico T-1000: e proprio allo strepitoso Judgement Day strizza l'occhio - per usare un eufemismo - questo Destino Oscuro, che mescola apparentemente le carte solo per riportare in gioco trama e situazioni del lavoro di James Cameron, bruciando completamente un personaggio che poteva diventare decisamente interessante come quello dell'umana potenziata Grace catapultandolo in una copia smorta del secondo film della saga prima di immolarlo sull'altare dell'eccessivo carisma dei "vecchi", che per quanto sacrificabili - ma non troppo - diventano ancora una volta gli squali pronti a mangiarsi qualsiasi charachter o situazione anche potenzialmente affascinante.
Una grossa delusione, per gli occupanti di casa Ford e per chi come me vide l'ascesa del T-1000 in sala, cui questo nuovo Rev-9 può giusto giusto pulire le cromature.




AUGURI PER LA TUA MORTE (Christopher Landon, USA, 2017, 96')

Auguri per la tua morte Poster


Giunto in una sera di stanchissima sugli schermi del Saloon - credo di aver battuto ogni record precedente di abbiocchi nel corso di una visione, oltre a quello di essere andato a letto entro le ventitre senza essere malato -, Auguri per la tua morte, una sorta di versione slasher di Ricomincio da capo - apertamente citato a fine pellicola -, nonostante i tracolli da divano appena citati si è rivelato molto più divertente ed interessante di quanto non potesse suonare alla vigilia, finendo per fare fronte ad una certa scontatezza in fase di scrittura con una leggerezza di fondo che non guasta mai, e fa pensare che, in fondo, il regista non debba essere troppo spocchioso.
Interessante anche, pur se in qualche modo abbastanza telefonata, la ricerca dell'assassino da parte della protagonista e le varie modalità di omicidio portate in scena in questa versione "sanguinolenta" del Giorno della Marmotta, pronta a mostrare allo spettatore un pò di cara, vecchia, old school del genere priva di jump scares o trucchetti buoni giusti giusti per i due secondi del salto e poco altro.
Assolutamente imperfetto, ma decisamente meglio di quanto potessi pensare.


martedì 4 giugno 2019

White Russian's Bulletin


Con la nuova settimana giunge puntuale anche il ritardo del Bulletin dopo quello della rubrica dedicata alle uscite: con l'inizio dell'estate, ai recuperi dei mesi scorsi hanno cominciato ad aggiungersi le classiche visioni disimpegnate tipiche del periodo, perfette soprattutto perchè ormai, considerati impegni e stanchezza, difficilmente riesco a sfondare il tetto delle due visioni impegnate a settimana.
Ecco dunque cosa è passato dalle parti del Saloon a cavallo tra una primavera monsonica ed un'estate arrivata di fretta.


MrFord



BETTER WATCH OUT (Chris Peckover, Australia/USA, 2016, 89')

Better Watch Out Poster

Se non fosse stato consigliato dal mio fratellino Dembo, a causa della sua ambientazione natalizia avrei atteso il prossimo inverno per effettuare il recupero di questo insolito home invasion che strizza l'occhio a Mamma ho perso l'aereo e, in parte, al Cinema di genere figlio degli anni ottanta - ho da sempre un'avversione per i recuperi fuori stagione -: forse, però, e non me ne voglia il mio suddetto grande amico, non avrei perso granchè ad aspettare, considerato che il lavoro di Peckover, nonostante alcune idee di fondo davvero molto valide ed alcune soluzioni di violenza creativa notevoli mostra diverse pecche sia in termini di sceneggiatura che di logica - problema in comune a molti horror, del resto - che rischiano di stancare o comunque limitare l'apprezzamento del pubblico prima dell'escalation della parte finale, forse la parte migliore del lavoro.
A conti fatti, Better watch out resta una curiosa alternativa all'intrattenimento thriller/horror senza impegno buono per una serata natalizia diversa dalle altre e soprattutto senza le aspettative della vigilia che hanno scottato gli occupanti del Saloon: se presa in quel modo, potrebbe anzi addirittura risultare sorprendente.




THE OA - STAGIONE 2 (Netflix, USA, 2019)

The OA Poster


Qualche anno fa The OA aveva travolto la blogosfera come un fenomeno accolto come un vero e proprio miracolo da buona parte del pubblico e dalla quasi totalità dei radical, e, anche se con riserva, aveva convinto perfino me. Con la seconda stagione la creatura scritta e pensata da Brit Marling e dal suo compagno dal nome poco pronunciabile mantiene gli stessi folli binari riuscendo a rimanere convincente neanche fosse una figlia dell'immaginario di Lynch, finendo per risultare magnetica anche quando, a conti fatti, di quello che racconta e porta sullo schermo si finisce per non capire un bel cazzo.
Visivamente impressionante, costruita con grande intelligenza, resa ancora più affascinante dalle variazioni sui suoi protagonisti e dall'inserimento della fordiana figura del detective, perfetta nella sua digressione metacinematografica finale. Un prodotto di quelli che si continuerebbero a guardare anche quando non si sa davvero perchè.



TED BUNDY - FASCINO CRIMINALE (Joe Berlinger, USA, 2019, 110')

Ted Bundy - Fascino criminale Poster


Ted Bundy è una delle figure più note, quando si parla di serial killers statunitensi: passato alla Storia per il suo fascino e le sue doti persuasive, per quanto non uno dei miei "favoriti" in quest'ambito, è senza dubbio uno dei profili criminali sui quali chi affronta questo argomento deve necessariamente considerare come d'esempio.
Portato sullo schermo ispirandosi al libro scritto dalla sua confidente, il lavoro di Joe Berlinger è interessante sulla carta e rispetto all'idea di non mostrare mai - o quasi - il lato oscuro di Bundy, dimenticandosi la strada del biopic tradizionale per concentrarsi sul punto di vista distorto di una persona che per anni non ha mai visto chi c'era davvero dietro la persona che frequentava e alla quale si era legata: peccato che, nonostante le premesse, il film risulti troppo spezzettato e freddo, privo di una scrittura davvero in grado di coinvolgere partendo dal lato apparentemente normale di questo serial killer che rese "l'apparenza inganna" il suo motto.
Di fatto, un'occasione sprecata, anche se non così "malvagia".



LA LLORONA - LE LACRIME DEL MALE (Michael Chaves, USA, 2019, 93')

La Llorona - Le lacrime del male Poster


E' vero, è scoppiata l'estate. E come si conviene, qualche serata immolata sull'altare dei filmetti horror ci sta tutta. Anche quando, con ogni probabilità, si sa già di andare incontro all'ennesima ciofeca che il purtroppo bistrattato genere "di paura" rischia di propinare.
Quando in casa Ford abbiamo scelto di affrontare la visione de La llorona eravamo ben coscienti dei rischi, ma non di quanta banalità fosse stata condensata in un'ora e mezza di luoghi comuni che il più classico - e non in senso buono - dei film d'orrore è in grado al suo peggio di regalare: situazioni ben oltre i limiti della logica - assistente sociale vedova che lascia i figli in età neppure da scuola media a casa da soli a prepararsi la cena, fare i compiti e secondo me anche a finire le pulizie prima che rientri a tarda sera, utilizzo delle forze dell'ordine quantomeno da fantascienza e così via -, classica storia di spiriti senza la benchè minima speranza non dico di spavantare, ma quantomeno di turbare in minima parte, finale con resa dei conti talmente teso da farmi crollare secco gli ultimi dieci minuti costringendo Julez all'inusuale ruolo di incaricata del riassunto del film dopo che l'altro ha deciso di abbracciare Morfeo.
Più che da piangere, qui, c'è da lottare per rimanere con gli occhi aperti. Peccato si chiudano per il sonno e non per la paura.


venerdì 31 agosto 2018

Solo - A Star Wars story (Ron Howard, USA, 2018, 135')





- Dovessi considerare di scegliere il charachter dell'universo di Star Wars che preferisco e più simile a questo vecchio cowboy non ci sarebbero dubbi: Han Solo sarebbe "the man".

- Ho sempre amato il Cinema d'avventura old school, quello con l'antieroe positivo, gli inseguimenti, le lotte, le battute e via discorrendo: in questo senso Ron Howard, che ha esperienza da vendere e tra gli artigiani di Hollywood è uno dei più capaci, è riuscito a portare a casa un lavoro onesto e solido, molto pop ma anche perfetto per i nostalgici.

- Sarà ormai sempre un pò uguale a se stesso, ma Woody Harrelson, per quanto mi riguarda, è uno di quei fattori che contano se si deve innalzare la qualità media di una produzione: il suo Beckett è uno spasso dalla prima all'ultima scena.

- Per un vecchio appassionato del brand di Star Wars è stato senza dubbio godurioso scoprire l'origine dell'amicizia tra Solo e Chewbecca, suo storico compagno, nonchè tornare su un episodio mitico come quello del passaggio di consegne del Falcon tra Lando e Han.

- Sicuramente gli appassionati più radical troveranno questo film assolutamente disneyano nell'approccio e nello svolgimento, lontano dall'oscurità di filmoni come L'impero colpisce ancora, eppure ritengo non ci fosse bisogno di sovraccaricare la storia, perchè charachters come questi, nati come i primi di un genere, sono ormai a loro volta divenuti classici, e dunque cosa potrebbe esserci meglio di una bella avventura per l'appunto classica per definirli?

- Curioso come un lavoro forse non originalissimo ma ben confezionato e pensato come questo riesca a non far pesare minimamente una durata comunque importante rispetto ad altri titoli, e non parlo solo di roba pretenziosa o d'autore, che con una quarantina di minuti in meno riescono ad apparire mattonazzi di quattro ore e mezza.

- Qualcuno storcerà sempre e comunque il naso, ma non sono il tipo che si preoccupa troppo per queste cose: per me Solo è un film riuscito e divertente, pop come è giusto che questo tipo di proposte siano, con la dose di amarcord che conviene, un ritmo sostenuto ed il mix di emozioni in grado di toccare chiunque. Anche chi farà finta di no.



MrFord



giovedì 29 marzo 2018

Thursday's child



Nuovo episodio della rubrica a tre più scoppiettante della rete e nuovo ospite che, complice il nome, giunge per tentare di arbitrare il duello che ormai da anni si perpetua tra questo vecchio cowboy ed il suo rivale Cannibal Kid, ideatori e co-conduttori di questo spazio ormai da tempo immemore o quasi: Marco Grande Arbitro.
Sarà riuscito questo imparziale terzo conduttore a tenere a bada i contendenti? E ce ne sarà stato davvero bisogno?

"E secondo te questo Marco Grande Arbitro dovrebbe essere buono a giudicarmi!?"


Ready Player One

"All'attacco! Sgominiamo tutti i robottoni made by Del Toro!"

Marco Grande Arbitro: Ringrazio il duo Cannibal & Ford per questa ospitata, ma devo mettere le cose in chiaro: oggi non mi metterò a fare il nerd del cinema. Toh, ma guarda un po'; iniziamo con il film più nerd e citazionistico degli ultimi 8 anni! Bravo Spielberg e complimenti a Ernest Cline, ma diciamolo: questo revival nostalgico degli anni '80 e '90 ha rotto i coglio... NO! OK... LA SMETTO DI FARE IL FINTO RADICAL CHIC: QUESTO È IL FILM CHE TUTTI I NERD VOGLIONO VEDERE! È uscito quasi in sordina, ma già dal trailer si vede che trasuda di tutte quelle cose che piacciono a noi amanti della cultura pop. Sono sicuro che ci sarà almeno una scena/situazione/personaggio che toccherà la sfera geek dello spettatore. Sarà il film manifesto della retronostalgia? Staremo a vedere... Intanto, possiamo dire senza problemi che questo è il blockbuster perfetto per questa Pasqua 2018!
Cannibal Kid: Steven Spielberg è uno dei registi più massacrati da Pensieri Cannibali degli ultimi anni, si vedano gli spernacchiati War Horse, The Post, Il ponte delle spie e Il GGG. Quello che molti non sanno è che c'è anche uno Spielberg che amo, o meglio ho amato. Quello più fantascientifico, quello più 80s, quello di E.T.. Il suo nuovo Ready Player One sembra quindi avere tutte le carte in regole per tornare a conquistare il mio cuore, soprattutto per quella patina da revival di 80s e 90s che a me personalmente non ha ancora stufato. Figuriamoci a quel vecchio nostalgico di Ford e a quel geek di Marco 2...
Ford: Spielberg negli ultimi anni ha infilato una serie di pacchi davvero niente male, ma l'hype per Ready Player One è altissimo. Il romanzo di Cline è una bomba, e se Spielberg fosse riuscito a mantenerne lo spirito buttandoci dentro effettoni e visionarietà - oltre alle citazioni a pacchi - potrebbe rivelarsi uno dei cult dell'anno. O almeno, lo spero: anche perchè se il vecchio Steven fallisce su questo, per me può essere considerato bollito senza ritorno.

Tonya

"Tranquilla, poteva andarti peggio: Ford avrebbe potuto darti uno strappo in macchina!"

Marco Grande Arbitro: Gli americani sono bravi a raccontare le vite bizzarre di gente eccentrica. Tonya Harding è stata una pattinatrice incazzosa, circondata da gente altrettanto teste di ca...spita! Solo Margot Robbie e Allison Janney valgono la visione del film. Da vedere!
Cannibal Kid: E che aspetti ancora a vederlo, Grande Arbitro chiamato quest'oggi al difficile per non dire impossibile compito di arbitrare l'ennesimo scontro dell'eterna sfida tra me e Ford? Io l'ho già guardato, recensito (http://www.pensiericannibali.com/2018/02/i-tonya-and-you-you-suck.html) e adorato. Perché ai film con gente incazzosa e teste di ca... è difficile che non voglia bene. A Ford però, che pure risponde alla descrizione, col ca... che gli voglio bene.
Ford: anche io l'ho già visto, e purtroppo per tutti noi l'ho trovato decisamente valido, proprio come Cannibal. Niente match, dunque, almeno per ora: aspetto però di pubblicare il post la settimana prossima in modo che Peppa Kid trovi comunque qualcosa da criticare del mio punto di vista.

Nelle pieghe del tempo

"Ma dove siamo finiti!? In un incrocio tra un film di Malick e Annientamento!?"

Marco Grande Arbitro: Film Disney tratto da un libro che non conosco. Mi hanno detto che è davvero un bel romanzo per ragazzi! Nonostante parli di distorsioni spazio-temporali, la pellicola mi interessa davvero poco... Ma dico: avete visto come hanno truccato Oprah Winfrey? Sembra un lampadario! Dopo la visione esclameremo il classico: "Era meglio libro"? Staremo a vedere...
Cannibal Kid: L'unico motivo per cui potrei vedere 'sta disneyata clamorosa persino per gli standard Disney è la mia adorata Reese Witherspoon. Per il resto è una di quelle bambinate che Ford fingerà di schifare per darsi un contegno, ma poi in gran segreto amerà. Come tutto ciò che proviene dalla casa di Topolino.
Ford: nonostante Cannibal continui a pensare che io sia un fan sfegatato di tutto ciò che è Disney, sarà lui il primo a correre a vedere questa roba, perchè quando qualche suo protetto dirige o recita in qualche nuovo titolo diventa più groupie di me rispetto a Clint e Sly.

Contromano

"Queste calze urticanti sono giuste giuste della taglia di Salvini, ma se vuoi puoi sempre rifilarle a Cannibal Kid."

Marco Grande Arbitro: Ma quanti film di Antonio Albanese stanno uscendo negli ultimi mesi? Almeno è una comicità intelligente, non volgare da cinepanettone, che ti lascia anche da pensare. Il tema dell'immigrazione è molto serio, spero solo che non la butti in buonismo.
Cannibal Kid: Io sento la puzza di buonismo lontano un miglio. Anche se Albanese un tempo era uno imprevedibile e fuori dagli schemi. Un tempo però... Adesso è solo uno qualunque, anzi qualunquemente.
Ford: ancora una volta, purtroppo, mi trovo dalla parte del Cannibale. Marco, ma che combini!? Vuoi proprio fare il ruolo dell'arbitro osteggiato da tutti i giocatori in campo!?

Io c'è

"Fidati, piccoletto: a casa Ford si beve di più e meglio."

Marco Grande Arbitro: Una commedia che fa ironia sul concetto di religione. Dopo questo film l'Ionismo diventerà culto professato in Italia? Oppure se non se lo filerà nessuno? Staremo a vedere... In ogni caso, complimenti per la scelta d'uscita: farlo uscire qualche giorno prima di Pasqua è una bella sfida!
Cannibal Kid: Un film che sembra più antireligioso che religioso a Pasqua ci sta. Il protagonista poi è Edoardo Leo, attore che a me sta simpatico e che Ford invece considera sopravvalutato, quindi mi sembra una doppia ragione per accettare la sfida!
Ford: l'idea di ironizzare sulla religione per Pasqua è assolutamente valida, peccato che questa robetta si rivelerà la classica commediola italiana inutile portata alla ribalta dall'altrettanto inutile Edoardo Leo.

Era giovane e aveva gli occhi chiari

"Questa robetta mi pare uno di quei cocktail sciapi che si beve Peppa Kid!"

Marco Grande Arbitro: Non sono un'amante del cinema romantico, specialmente se è indipendente come questo. Non capisco se sia un drammone o una commediona... Questo è un film che lascio volentieri Cannibal Kid!
Cannibal Kid: Grande incognita della settimana. Potrebbe essere una cannibalata teen made in Italy coi fiocchi, di quelle che fanno rivoltare lo stomaco a Ford, e di cui quindi c'è sempre un gran bisogno. Potrebbe però essere anche una robina semi-amatoriale di quelle inguardabili persino per me. E ho detto tutto.
Ford: sugli occhi chiari ci siamo - almeno per quanto mi riguarda - ma giovane, di noi tre, non è rimasto nessuno. Dunque meglio saltare a piè pari l'ennesima robetta italiana senza senso.

L'ultimo viaggio

"Porca puttana, sono più vecchio di Ford!"

Marco Grande Arbitro: Un film tedesco che rievoca emozioni passate, incentrate nel tema del viaggio. Ma è Il Posto delle Fragole? Lo lascio a Ford, che saprà parlarne meglio di me :P!
Cannibal Kid: Tipica pellicola finto autoriale di quelle che una volta Ford si sparava giusto per darsi un tono da intellettuale. Adesso che nemmeno lui, resosi conto che tanto 'sta cosa tanto non se la beveva nessuno, li guarda più, ma chi diavolo se li fila 'sti film? Chi?
Ford: effettivamente, come giustamente dice Marco, pare quasi una versione in minore de Il posto delle fragole, Capolavorone di Bergman che non credo proprio verrà eguagliato da questo film da pomeriana per vecchie signore radical in stile Cannibal Kid. Direi che viaggerò molto volentieri verso altri lidi.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...