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lunedì 11 maggio 2020

White Russian's Bulletin



Seconda settimana di Fase 2 e primi tentativi di ritorno alla vita "esterna" che, tra lavoro e questioni personali, hanno finito per alimentare, al netto delle serate Cinema con i Fordini, il ruolo fondamentale di massaggiatore dei neuroni di PES: accanto alla Play, serie tv nordiche che continuano ad essere ripescate dal bacino di Netflix, film chiacchierati in rete ultimamente e recuperi che finiscono per incontrare bottigliate che, ai tempi, non avevano ricevuto neanche alla lontana. 
Ma del resto, il Tempo ha il potere di cambiare davvero un sacco di cose.


MrFord



BORDERTOWN - STAGIONE 2 (Netflix, Finlandia/Francia, 2018)

Bordertown Poster

La quarantena e la Fase 1 sono state senza dubbio un'occasione, qui al Saloon, per riscoprire una serie di titoli di stampo thriller/crime nordici che, per mancanza di tempo e impegni quotidiani, sarebbe stato decisamente arduo recuperare in altri momenti: quello più interessante, senza dubbio, è stato Bordertown, una sorta di versione finnica del nostrano Rocco Schiavone con protagonista un profiler dei metodi e dai modi curiosi che, a seguito della malattia della moglie, da Helsinki decide di trasferirsi a Lappeenraalta, città al confine con la Russia, in cerca di una tranquillità maggiore che ovviamente non arriverà.
Dopo una prima stagione di rodaggio, occorre fare un plauso agli autori che, con la seconda annata, alzano l'asticella mantenendo la struttura dei due episodi dedicati ad una sola storia ed incastrando una serie di casi decisamente più interessanti di quelli visti all'esordio: una buona conferma, dunque, per Kari Sorjonen ed il suo cast di comprimari, in attesa della pubblicazione sulla piattaforma di Netflix della terza stagione, già uscita in patria. 
Menzione d'onore per la storia del cecchino, che mi ha ricordato le atmosfere tipiche di Nesbo.




GUNS AKIMBO (Jason Lei Howden, UK/Germania/Nuova Zelanda, 2019, 98')

Guns Akimbo Poster

Applaudito e generalmente ben accolto dalla rete, con protagonista un Daniel Radcliffe che si conferma come un attore inquieto ed incapace di sedersi sugli allori che lo vedranno, suo malgrado, associato ad Harry Potter a vita - e in questo occorre fargli dei gran complimenti -, Guns Akimbo ha destato la curiosità del Saloon tempo fa, e saperlo approdato sulla piattaforma di Prime ha finalmente messo a tacere la curiosità che si era creata da queste parti: onestamente, però, mi aspettavo qualcosa di più da questo fumettone tamarro e incasinatissimo, considerato che alle tamarrate sono abituato da oltre trent'anni e che cose molto più datate come Crank ancora oggi risultano, a mio parere, più divertenti e spassose di questa.
A remare contro sono senza dubbio una regia troppo insistita sul gusto gamer/videoclipparo anni novanta - all'ennesimo treesessanta mi è venuto da sparare un gancio al buon Howden - ed una storia decisamente ripetitiva, "a livelli" per usare un termine da videogioco, che passata la sorpresa dell'inizio e la simpatia per il protagonista finisce presto per stancare.
Niente di particolarmente grave, ma sulla cara mi aspettavo decisamente di meglio.




CRIMINAL MINDS - STAGIONE 15 (CBS, USA, 2020)

Criminal Minds Poster

Si chiude un'epoca, al Saloon, con il saluto a Criminal Minds.
Iniziato nel lontano duemilasette all'inizio della convivenza con Julez, passato attraverso cambi di personaggi e di protagonisti, momenti di grande potenza - l'ho sempre considerato superiore ai vari CSI ed affini - ed altri decisamente dimenticabili - del resto, quindici stagioni sono tante -, Criminal Minds saluta i fan nel modo migliore, con dieci episodi di una qualità che negli ultimi quattro o cinque anni non avevo più trovato, complice forse la sensazione di essere all'ultimo giro di giostra.
In questo senso fondamentali la figura di un villain giunto dalla stagione precedente - ennesima buona prova di Michael Mosley - ed un ultimo episodio tra nostalgia e lacrime in agguato che sancisce l'addio ad una delle serie simbolo del Saloon, che ha accompagnato i Ford da quando, ancora neppure trentenni, si trovarono in un appartamento da artisti nel centro di Milano a oggi, con le strade verso il futuro che si sono aperte davanti a noi.
E per non lasciarsi andare solo alla malinconia per il passato, questa stagione sarà sempre ricordata per la personale interpretazione della sigla d'apertura della Fordina, che chiudeva con un plateale "Poliziott!". Da antologia.




STAR WARS - LA SECONDA TRILOGIA (George Lucas, USA, 1999/2005)

Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith Poster

A grande richiesta dei Fordini, dato il "tanto tempo" trascorso dalla prima trilogia, è tornata sugli schermi del Saloon la saga di Star Wars, a distanza di una decina d'anni dall'ultima volta che anche io l'avevo rispolverata: e devo ammettere, pur se a malincuore, che a parte La vendetta dei Sith - che resta un film valido -, rivedere questa seconda trilogia è stata davvero una tortura. I primi due film sono davvero terribili e invecchiati male, e vedendoli a poca distanza da Il signore degli anelli, di fatto loro contemporaneo, è sconvolgente osservare il clamoroso divario in termini di effetti, scrittura, narrazione. Ci si salva con il terzo capitolo, incentrato sullo sprofondare di Anakin nel Lato Oscuro, che pur se non perfetto riesce quantomeno a portare spessore e drammaticità a tre pellicole che, altrimenti, avrebbero avuto una loro importanza solo in termini di merchandising ed operazioni commerciali.
Anche i Fordini stessi, tolte le parti di battaglia e gli ultimi quaranta minuti de La vendetta dei Sith, si sono ritrovati decisamente poco coinvolti, a riprova del fatto che il confronto con le prime tre pellicole è quantomeno impietoso.





PIANETA ASSURDO (Netflix, USA, 2020)

Pianeta assurdo Poster

Sempre in materia di Fordini, una segnalazione doverosa va alla fuori di testa Pianeta assurdo, docuserie targata Netflix incentrata sulle stranezze che ci regala il regno animale: narrata da Madre Natura - !?!?!? - e giostrata dagli autori neanche fosse una sorta di episodio di Spongebob sotto lsd, questa serie ha lasciato il segno dal piglio, per l'appunto, assurdo, alla sigla di chiusura, adorata in tutte le salse da queste parti.
Senza dubbio il suo valore sia come documentario che come prodotto cinematografico resta molto basso, a prescindere dalla qualità delle immagini - così incredibili sempre grazie alla suddetta Madre Natura -, eppure da queste parti ci si è divertiti parecchio grazie al tono surreale e sopra le righe del prodotto, senza contare che la passione del Fordino per gli animali ha reso tutto più facile, compresa una visione incredibilmente quasi priva delle interruzioni che, di norma, i più piccoli di casa Ford garantiscono.


lunedì 16 dicembre 2019

White Russian's Bulletin



Altra settimana di transizione, per il Bulletin, figlio dell'ormai stanchezza da divano che mi coglie inesorabilmente la sera, degli impegni in famiglia, al lavoro e con la palestra che portano via gran parte delle energie mentali e fisiche: prima, però, di avventurarci nelle classifiche di fine anno, sono riuscito comunque a portare a casa un altro sabato sera Cinema con i Fordini, una serie e una novità da sala. Di questi tempi, direi un bottino abbastanza importante.


MrFord



LE MANS '66 - LA GRANDE SFIDA (James Mangold, USA/Francia, 2019, 152')

Le Mans '66 - La grande sfida Poster


Come chi mi conosce o frequenta il Saloon da un pò di tempo ben sa, il mio rapporto con i motori non è esattamente idilliaco: anzi, per usare un eufemismo, direi che meno sto con le mani su un volante e meglio sto. Eppure, paradossalmente, fin da bambino sono sempre stato affascinato dalle storie legate ai grandi piloti - soprattutto di Formula Uno -, associando le stesse alle imprese sportive che, probabilmente per merito della passione di mio padre per lo sport in genere, sono state parte di una mitologia domestica importante negli anni della mia formazione.
James Mangold, ottimo artigiano del Cinema che negli anni mi ha regalato piccole gioie come Identità o Walk the line, porta sullo schermo una vicenda che non conoscevo, quella della storica edizione del sessantasei della ventiquattro ore di Le Mans, una delle gare automobilistiche con maggior fama e memoria storica di sempre: in particolare, quell'edizione portò a confronto i due colossi Ford e Ferrari, e a collaborare l'ex asso del volante Carroll Shelby ed il meccanico e spigoloso pilota Ken Miles. Mangold, sfruttando una struttura molto classica ed appoggiandosi a due certezze come Damon e Bale - e devo ammettere che, nonostante il talento, in questo caso ho apprezzato di più il primo -, porta in scena il classico racconto in pieno stile Oscar che coinvolge ed emoziona, una sorta di versione old school di Rush cui manca forse l'impatto di una rivalità effettiva - di fatto, è la storia di un'amicizia - ma riesce comunque a raccontare una storia e ad emozionare.
Curiosa l'interpretazione macchiettistica del team Ferrari, sempre "troppo italiano", o quantomeno italiano visto da occhi a stelle e strisce, ma è un peccato veniale all'interno di un lavoro sicuramente ben strutturato.




JACK RYAN - STAGIONE 1 (Prime Video, USA, 2018)

Jack Ryan Poster

Pescato dal catalogo Prime, che ultimamente in casa Ford sta facendo da concorrente a Netflix, e giunto più in sordina del previsto da queste parti - in fondo si parla di territori molto fordiani -, la versione da piccolo schermo di Jack Ryan, eroe nato dalla penna di Tom Clancy, ha portato una ventata di action spionistica quasi più cinematografica che seriale, convincendo episodio dopo episodio portando in scena una vicenda dal sapore di primi Anni Zero senza per questo sembrare datata o fuori tempo massimo, risultando solida sia per quanto riguarda il comparto tecnico che per il cast - e pensare che non sono un fan di John Krasinski e Abbie Cornish - ed alimentando una tensione che con gli ultimi episodi cresce con buona intensità.
Un prodotto dunque interessante che potrebbe raccogliere il testimone dell'ormai classico 24 regalandone però al pubblico una versione più realistica e meno da fumetto, legata a tematiche importanti come la guerra al terrorismo e rappresentata da un main charachter che unisce la componente fisica dell'eroe di genere ad una mentale che, in questi casi, non ci si aspetta proprio.




STAR WARS EPISODIO IV - UNA NUOVA SPERANZA (George Lucas, USA, 1977, 121')

Guerre stellari Poster

Il sabato sera Cinema dei Fordini questa settimana ha iniziato uno dei percorsi più importanti per un cinefilo, anticipato rispetto a quanto pensassi dall'esaltazione mostrata soprattutto dalla Fordina per il trailer del nono e ultimo capitolo della Saga, motivata principalmente da Chewbacca, diventato l'idolo della più piccola del Saloon.
A fronte, dunque, degli oltre quarant'anni dall'uscita e della stanchezza, sono rimasto sorpreso di quanto bene abbiano preso questo cult i ragazzi, incuriositi da particolari e personaggi differenti - uno tutto per i droidi, l'altra tutta per Chewbacca, uniti contro un Darth Vader che ancora vedono come il Male assoluto - ed ora curiosi di proseguire nel cammino delle avventure di Luke Skywalker e soci: senza ombra di dubbio Una nuova speranza resta una pietra miliare del genere e non solo, capace di raccontare una storia universale trasformandola in un giocattolone magico che colpisce ad ogni età e a prescindere dai propri gusti in fatto di strade da percorrere.
E' forse il film simbolo ed il più completo della Saga, quello che giustamente viene preso come modello e riferimento, è sempre una pacchia da guardare e nonostante gli anni invecchia alla grandissima: non è il mio favorito - e sono curioso di scoprire come prenderanno i Fordini L'impero colpisce ancora, a questo proposito -, ma indubbiamente è un titolo che non può mancare nella formazione di un amante della settima arte.
Che la Forza sia con noi.

mercoledì 16 dicembre 2015

Wednesday's child

La trama (con parole mie): ed eccoci giunti, ormai alla vigilia della schiera di classificoni che intaserà la blogosfera fino alla fine dell'anno, all'ultimo appuntamento del duemilaquindici con la rubrica condotta dal sottoscritto e dal pusillanime per eccellenza della rete, il lato oscuro della Forza Cannibal Kid.
Ultimo appuntamento non tanto perchè quest'ultimo abbia deciso di ritirarsi ufficialmente - decisione che sosterrei senza dubbio alcuno -, quanto perchè si è deciso di raggruppare le poche ma - almeno in alcuni casi - significative uscite che troveranno spazio in sala prima dei festeggiamenti per l'arrivo del duemilasedici.
Sperando, dunque, che il nuovo anno porti un pò di sanità mentale al mio rivale per i suoi giudizi, ecco cosa ci aspetta.



"Fatti sotto, Cannibal The Hutt!"


Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della Forza
(dal 16 dicembre)

"Dannazione, come si guida questo coso!? E' più vecchio di Ford!" "L'importante è non chiamare lui: ci terrei a non schiantarmi."
Cannibal dice: È finalmente arrivato il nuovo tanto atteso episodio di Star Wars. Tanto atteso, ma non da me che di questa saga me ne sbatto altamente. Nonostante questo, pure su Pensieri Cannibali ci sarà modo di parlare più approfonditamente delle vecchie puntate. Riguardo a questo nuovo capitolo, sono moderatamente curioso giusto di scoprire se potrà rappresentare davvero un risveglio per la serie, o se sarà una boiata stile La merdaccia fantasma. Di certo però non ci perderò il sonno a pensarci, come invece farà il superfan Harrison James Ford.
Ford dice: ho sempre amato la saga di Star Wars, e sono riuscito a perdonare a Lucas anche cose decisamente lontane dall'essere esaltanti come La minaccia fantasma, eppure di norma sono piuttosto cauto quando vengono attivate operazioni come quella de Il risveglio della forza, che pare più marketing che altro. Eppure, Abrams con Star Trek ha fatto un lavoro egregio, ed il fascino della Saga resta invariato: fiducioso, io mercoledì sarò in sala. Che la Forza sia con me.



Il ponte delle spie
(dal 16 dicembre)

"Quel Cannibal Kid continua a seguirmi su ogni set: non si sarà mica preso una cotta!?"
Cannibal dice: Il nuovo di Steven Spielberg con Tom Hanks negli Usa ha ricevuto un'accoglienza da parte di pubblico e critica piuttosto tiepidina. Un modo gentile per dire che è passato parecchio inosservato. Considerando che Mr. Hanks mi sta simpatico quasi quanto Mr. Ford e che gli ultimi lavori di Spielberg mi hanno fatto pena quasi quanto un film medio consigliato sempre da Ford, di certo non sto certo a dispiacermi troppo per loro.
Ford dice: oltre a Star Wars, voglio bene anche a Spielberg, anche se, per dirla tutta, questo Il ponte delle spie già dal trailer mi sa di porcata distante un paio di miglia. Sarei lieto di essere smentito, ma purtroppo prevedo un massacro in stereo come fu ai tempi di War Horse, che mise d'accordo in negativo perfino me e quel cavallo goloso di Peppa.



Irrational Man
(dal 16 dicembre)

"Sei uscita con Cannibal? Allora, ragazza mia, puoi scordarti che ti sfiori anche da sbronzo."
Cannibal dice: Woody Allen mi fa un po' lo stesso effetto di Star Wars. Non rientro tra quelli che impazziscono per lui, però un minimo di curiosità per vedere ciò che combina c'è lo stesso. Irrational Man vanta poi un super cast capitanato da Joaquin Phoenix, Emma Stone e dalla sempre sottovalutata e sottoutilizzata Parker Posey, quindi la curiosità è pure più alta del solito. Dubito comunque che questo Irrational Man riuscirà a trasformarmi in un fan di Allen, come dubito che mai diventerò un fan di Ford.
Ford dice: Allen è sempre una scommessa, considerato che riesce a sfornare grandi cose come schifezze subumane, al contrario del Cucciolo eroico che, nel novantanove per cento dei casi, è in grado di consigliare sempre schifezze.
Un tentativo, non fosse altro che per Joaquin Phoenix, si farà, ma con l'asticella dell'hype giustamente bassa.



Vacanze ai Caraibi - Il film di Natale
(dal 16 dicembre)

"Cannibal, Ford, complimenti! Il prossimo anno i protagonisti del Cinepanettone sarete voi due!"
Cannibal dice: Insieme a Star Wars, torna pure il cinepanettone. Io avrei anche fatto volentieri a meno di entrambi, ma il richiamo del denaro è troppo forte e quindi, quando una cosa funziona, si tende a replicarla all'infinito. Unica cosa: siamo sicuri che il cinepanettone sia una ricetta che funziona ancora?
Ford dice: ho sempre evitato i Cinepanettoni quanto e più di Cannibal, e non comincerò certo ora ad invertire la tendenza.



Natale col boss
(dal 16 dicembre)

"Hai poco da baciare le mani: mi sa tanto che con Ford finirà a pistolettate!"
Cannibal dice: Attenzione perché questo potrebbe non essere il tipico cinepanettone. Potrebbe essere persino peggio! Anche perché al peggio - e ne ho conferma tutti i giorni quando vado a visitare WhiteRussian - non c'è mai fine.
Ford dice: come il Cinepanettone, peggio del Cinepanettone. Il trailer, oltretutto, fa davvero vomitare il culo. Basta con questa roba. Davvero.



Francofonia - Il Louvre sotto occupazione
(dal 17 dicembre)

"Quelli sono Ford e Cannibal: arrestateli immediatamente e trasferiteli nel campo più inospitale e lontano da qui."

Cannibal dice: Non sono fan di Star Wars, né di Spielberg, né di Allen, né dei cinepanettoni, né tanto meno di Aleksandr Sokurov, uno dei registi più noiosi del mondo. Non a caso è amato da Mr. James Boring. E il bello è che questo film si preannuncia ancora più soporifero del solito...
Le probabilità che lo guardi di mia spontanea volontà sono quindi le stesse che questo film ha di superare Star Wars nella classifica degli incassi.
Ford dice: tecnicamente e visivamente parlando, Sokurov è un genio come pochi ne esistono attualmente, al mondo, parlando di Cinema. Peccato che, di norma, risulti quantomeno ostico al grande pubblico ed ai finti intenditori di Cinema come Cannibal, che di fronte a proposte davvero con le palle di norma finiscono per fuggire come un branco di lepri davanti alla volpe.
Personalmente, spero garantisca come al solito meraviglia.



Alvin Superstar - Nessuno ci può fermare
(dal 23 dicembre)

"Ragazzi, ve l'avevo detto di non far guidare Ford, maledizione!"
Cannibal dice: Per completare la serie di pellicole di cui non sono fan in arrivo in queste festività natalizie ci sono pure le bambinate d'animazione. Come Ford, purtroppo nessuno le può fermare.
Ford dice: di Alvin ricordo visioni da bambino del cartone animato, che pure non mi faceva impazzire, ed i primi esperimenti fatti con il fast forward per imitare le voci dei Chipmunks sullo stereo. Per il resto, ho sempre ignorato la loro presenza al Cinema quasi più di quella di Peppa Kid nella blogosfera. E mi sento bene a continuare così.



Masha e Orso - Amici per sempre
(dal 23 dicembre)

Katniss Kid e Ford alle prese con la stesura di questa rubrica.

Cannibal dice: Per 'sta roba credo che ormai persino i miei nipotini siano troppo grandi. Il mio blogger rivale invece mi sa di no...
Io preferisco andare a vedere Cannibal e Ford - Nemici per sempre.
Ford dice: il Fordino adora Masha e Orso, ma per l'esperienza in sala preferisco aspettare primavera e Kung Fu Panda 3.
Per il momento, continueremo con la visione degli episodi in tv.



Franny
(dal 23 dicembre)

"Mi sa tanto che prima di vestirmi ho esagerato con i White Russian."
Cannibal dice: Pellicola con Richard Gere che puzza di buonismo natalizio lontano un miglio. Ma spero di sbagliarmi. Su Ford invece non mi sbaglio: lui ormai è più buono e buonista di Fabio Fazio e Babbo Natale messi insieme. Detto questo, buon Natale, dannato Ford!
Ford dice: le pellicole natalizie, di norma, finiscono per infastidirmi più di quanto non faccia nel resto dell'anno Cannibal.
Lascio dunque Richard Gere alla sua dorata pensione e mi preparo a combattere con il mio rivale anche per tutto il duemilasedici.
Nel frattempo mi tocca augurare Buon Natale e Buon Anno perfino a lui.


sabato 27 agosto 2011

Howard e il destino del mondo

Regia: Willard Huyck
Origine: Usa
Anno: 1986
Durata: 110’


La trama (con parole mie): Howard, pubblicitario di successo che non disdegna di sfoggiare un’aria da duro e donnaiolo, a seguito di un esperimento viene catturato da un raggio e portato dal pianeta dei paperi fin sulla Terra, dove è raccolto da Beverly, una giovane musicista in rampa di lancio che, quasi da subito, si prende per il nostro una sonora cotta.
Ma i piani di Howard di trovare il modo di essere rispedito a casa si complicheranno quando Phil, giovane assistente di laboratorio amico di Beverly metterà i due in contatto con il responsabile dell’esperimento che ha portato il pennuto dalle nostre parti: il dottor Jenning.
Quest’ultimo, nel tentativo di aiutare il papero, si ritroverà posseduto da una terrificante entità aliena con mire di conquista che Howard ed i suoi amici si troveranno ad affrontare per salvare le penne, e chissà, magari anche il mondo.


Mi sento praticamente in colpa a pensare che, in quasi un anno e mezzo di vita di questo blog, un post dedicato ad uno dei supercult della mia infanzia ancora non avesse fatto capolino tra queste pagine. 
Howard e il destino del mondo, nonostante la sua pessima qualità cinematografica, è rimasto uno dei punti di riferimento nell’ambito fantasy per tutto il periodo delle mie scuole elementari, negli anni del primo videoregistratore di casa Ford continuamente messo alla prova con i film consigliati dal mio riferimento dei tempi Paolo, gestore con la sua famiglia di una videoteca di quartiere che ancora oggi, quando torno dalle parti dei miei, rimpiango neanche fosse una sorta di luogo sacro simbolo dei tempi andati.
Delle mie visioni di allora rispetto a questo vero e proprio gioiello del trash ricordo le parti dedicate al gruppo rock di Beverly e compagne – già da bambino sognavo di essere parte, o manager, come finirà lo stesso Howard, di una band di sole fanciulle -, la nerditudine selvaggia di Phil – interpretato da un giovanissimo Tim Robbins –, il crescendo di inquietudine che seguiva i cambiamenti nel dottor Jenning mutato dal suo ospite e culminati con la clamorosa sequenza della lotta nella caffetteria ed il fantastico viaggio sul piccolo aereo a due posti di Howard e Phil per volare a salvare Beverly e il mondo dalle grinfie dei mostri compagni dell’ospite di Jenning, tutti in arrivo per direttissima dall'altro capo dello spazio conosciuto.
Ancora oggi la sequenza del tubo della benzina staccato e delle acrobazie di Phil per rimetterlo al suo posto, o il rauco lamento di Jenning “due milioni di kilowatt di energia” scuotono la mia spina dorsale quasi come fossi tornato bambino e vivessi quelle sequenze come a trovarmici all'interno, nel tipico gioco che allora, con mio fratello, toccava ogni pellicola e ruotava tutto attorno al “io sono questo, tu sei quell’altro” tipico dei bambocci in cerca di modelli – giusti o sbagliati che fossero – dai quali partire per cominciare a cercare di capire chi si era, o più semplicemente giocare senza troppi dilemmi e preoccupazioni fino a crollare, una volta arrivata la sera.
Prodotto da George Lucas ed ispirato ad una serie a fumetti Marvel, probabilmente sarebbe dovuto diventare una sorta di Indiana Jones surreale, ma i problemi di budget, un regista assolutamente inadeguato e diverse traversie nel corso della realizzazione ne fecero uno dei più grandi flop della Storia del Cinema d’avventura, senza contare il totale stravolgimento delle idee iniziali – decisamente adulte e grottesche – che gli sceneggiatori coltivavano per la pellicola e del personaggio originale, diametralmente opposto – se non per la sua natura di papero – dalla versione proposta sul grande schermo.
A suo modo – e oltre che per il sottoscritto – divenne quasi mitico per essere stato accolto malissimo sia dal pubblico che dalla critica – un caso quasi unico nell’ambito trash -, e ancora oggi fa la sua porca figura tra i peggiori film della sua decade e non solo.
Eppure non riesco, neppure sforzandomi, a non voler bene a questo film: una piccola perla con difetti abissali eppure traboccante di quel senso di meraviglia che soltanto nella magica cornice degli eighties pareva trovare lo spazio adeguato sugli schermi e nelle pellicole prettamente d’intrattenimento come questa, dando un senso alle rassegne televisive – quando ancora le emittenti si preoccupavano di trasmettere film ad ore decenti e con una certa passione – come “Fantastica avventura”, che allora facevano la gioia di grandi e piccini.


MrFord

"And I want to conquer the world,
give all the idiots a brand new religion,
put an end to poverty, uncleanliness and toil,
promote equality in all my decisions
with a quick wink of the eye
and a "God you must be joking!"
Bad Religion - "I want to conquer the world"-

domenica 21 agosto 2011

George Lucas in love

Regia: Joe Nussbaum
Origine: Usa
Anno: 1999
Durata: 9'


La trama (con parole mie): George Lucas, studente di college, ha pochissimo tempo per ultimare la sceneggiatura del lavoro che presenterà a fine corso e cercare di portarsi a casa un buon voto, ma le idee latitano e sono confuse. Soltanto grazie all'intervento di Marion, prima grande cotta del futuro regista, George riuscirà a trovare gli stimoli per ultimare la prima stesura di quello che diverrà uno dei maggiori successi della Storia del Cinema: la saga di Star Wars.


Questo Free drink è per Suarakamansa, che spero possa essersi sistemato al meglio nella sua nuova casa francese.

Per la prima volta qui al saloon, è un cortometraggio a farla da padrone, al posto del consueto film, o romanzo. 
E non un cortometraggio qualsiasi, bensì una delle più grandi dichiarazioni d'amore - per quanto divertente e divertita possa essere - rivolta alla creatura più nota, di successo ed importante partorita dalla mente di George Lucas: la saga di Star Wars.
Vissuta come una sorta di incubo da molti e venerata a livelli religiosi da molti, molti di più, la suddetta epopea ebbe origine e radici nella giovinezza del futuro regista, e Joe Nussbaum, probabilmente fan hardcore del lavoro del vecchio George, questo deve averlo saputo bene, andando ad omaggiare il suo idolo mescolando le atmosfere da teen movie anni ottanta made in Usa - il college, le prime cotte, la classica nemesi all'interno della scuola - a quelle di una vera e propria parodia.
Non lasciatevi dunque spaventare dal voto basso - ulteriore conferma del fatto che è sempre meglio leggere il post, invece di fermarsi soltanto alla valutazione -, motivato principalmente dal fatto che questa resti un'opera limitata - non in quanto corto, ma perchè a suo modo prigioniera nella sua natura di omaggio - e, soprattutto, assolutamente incomprensibile, indigesta ed irritante per tutti gli spettatori che di Star Wars si preoccupano più o meno quanto Chewbacca o Jabba del galateo.

Pensano che io sia un bruto, invece sono un piccolo lord!
 Per i fan della saga, al contrario, risulterà una breve, divertente, piacevole digressione legata all'importanza dell'esperienza personale nel corso della stesura di una sceneggiatura - così come accade per i romanzi -, e della capacità dell'autore di trasportare la sua realtà quotidiana in una galassia "lontana lontana".
Personalmente, la palma dell'ispirazione migliore va ad Aaron/Darth Vader, primo della classe ombroso e dall'ego smisurato con grossi problemi di asma in aexequo con la mano mozzata che caratterizzarà il culmine dello scontro di Skywalker e Darth al termine del mio personale favorito L'impero colpisce ancora.
Nasce dunque una riflessione legata alla curiosità di scoprire cosa si celi dietro i grandi personaggi della Storia del Cinema e le loro origini, condita da un finale che pare un sottile colpo basso legato alla scoperta del legame di sangue tra Luke e Leia, una delle soluzioni che personalmente ho meno apprezzato dell'intera saga.
Resta un'unica domanda senza risposta, tornando al 1999, anno di realizzazione della pellicola: cosa avrà pensato il fan Nussbaum della seconda trilogia, invisa a molti degli storici sostenitori dell'affresco galattico di Lucas?
Non sarebbe affatto male avere una risposta grazie ad un nuovo corto.

MrFord

"Space is dark it is so endless
when you're lost it's so relentless
it is so big, it is small
why does man try to act so tall."
Hawkwind - "Space is deep" -


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