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mercoledì 22 luglio 2020

White Russian's Bulletin



Come preannunciato e promesso, eccomi di ritorno al bancone del Saloon per un Bulletin che riprende le proposte passate da queste parti nelle ultime settimane, revisioni escluse - da questo punto di vista, è stato sicuramente un periodo in cui farsi coccolare da film già visti, stravisti e amati è stato un vero piacere -: principalmente si tratta di titoli legati a Netflix, la piattaforma che sta riscuotendo più successo nel nuovo Saloon, nonostante l'incalzare dei sempre presenti Disney+ e Prime, che hanno però fatto da serbatoio per i recuperi.
Spazio dunque a quello che la memoria mi permette di ricordare dei titoli che mi hanno fatto compagnia dalla seconda settimana di giugno a oggi.


MrFord



BORDERTOWN - STAGIONE 3 (Netflix, Finlandia, 2020)

Bordertown Poster

A cavallo dell'ultima fase del lockdown, alle spalle le visioni delle prime due stagioni nel periodo di piena clausura, Netflix aveva arricchito le sue proposte con l'annata numero tre legata alle vicende del Rocco Schiavone finnico, Sorjonen, anticonvenzionale profiler che dallo "stress" di Helsinki si trasferisce a Lappeenranta, sul confine russo, alla ricerca di una tranquillità che ovviamente non arriverà mai e poi mai.
Archiviati i primi episodi in lingua originale - una volta compreso che il finlandese non è propriamente un idioma affascinante per l'udito -, ho atteso l'edizione doppiata che ha momentaneamente chiuso le avventure dell'investigatore: una terza stagione a mio parere di transizione, con molti cambi importanti - la morte della moglie, il confronto con una nemesi da fumetto, la strana evoluzione del charachter della figlia, i possibili sbocchi narrativi per una possibile season four - e, forse, un pò più di discontinuità rispetto alla seconda.
Resta una proposta valida per gli appassionati di thriller e psicopatici, anche se, onestamente, con il caldo degli ultimi giorni forse andrebbe conservata per il prossimo inverno.




BECOMING CHAMPIONS (Netflix, Messico, 2018)

Becoming Champions Poster

Nata per veicolare l'attenzione sui Mondiali di due estati fa, Becoming Champions è una miniserie che ho apprezzato come compagnia per le pause pranzo, da appassionato di calcio - in fondo, pur essendo un tifoso molto tranquillo, lo sport più bello del mondo mi ha accompagnato fin dall'infanzia - e da appassionato della rassegna iridata, un appuntamento che, ad ogni occasione, mi trova sempre molto coinvolto nella visione di più partite possibili: questa mini, pur se molto televisiva, offre una panoramica sulle sole otto Nazionali che, nel corso della Storia, sono riuscite a portare a casa la Coppa del Mondo, il premio più ambito che ogni calciatore potrebbe sognare di vincere.
Il Brasile (con cinque titoli), l'Italia e la Germania (con quattro), Uruguay, Francia e Argentina (con due), Spagna e Inghilterra (con uno) diventano quindi una sorta di viaggio sportivo che attraverso interviste e rivisitazioni racconta - o prova a farlo - i perchè delle vittorie e delle sconfitte di questi Paesi. Una parentesi piacevole in un periodo che, senza dubbio, ha messo a dura prova anche lo sport.




THE TITAN GAMES - STAGIONE 1 (Netflix, USA, 2019)

The Titan Games Poster

Sponsorizzato dai Fordini - come ormai è risaputo, la Fordina ha da tempo dichiarato di voler sposare The Rock - e recuperato in ritardo rispetto a loro, The Titan Games ha riportato alla mente i tempi di Ultimate Beastmaster, finendo per intrattenere alla grande un vecchio sportivo che rifiuta di darla vinta al Tempo come il sottoscritto.
Divertente ed incentrato sulle storie di persone comuni, lo show capitanato da Dwayne Johnson fa tutto quello che deve fare, e per quanto pacchiano e a stelle e strisce sia, funziona, anche perchè per chi è abituato a fare attività fisica la curiosità di mettersi alla prova con prove come quelle portate sullo schermo è davvero molta.
Personalmente, dato che ormai il suddetto Tempo non è dalla mia parte, spero sempre di vedere, un giorno, uno dei Fordini - o entrambi - competere in qualche tamarrata di questo genere.
Ovviamente sempre con The Rock come host.




EUROVISION SONG CONTEST - LA STORIA DEI FIRE SAGA (David Dobkin, USA, 2020, 123')

Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga Poster

In un annata per cause di forza maggiore privata delle uscite in sala, i portali di streaming sono diventati ancora di più un riferimento anche per le nuove uscite, finendo per portare alla ribalta anche titoli che avrei clamorosamente snobbato come questo, islandese per esigenze di copione ma per nulla di fatto, espressione di quella commediaccia a stelle e strisce che nelle serate senza impegno va un gran bene, anche perchè, come per Sanremo o l'Eurovision, se anche ci si addormenta e si perde un pezzo per strada, tutto sommato non fa troppo male.
A dire il vero, comunque, sarà che Will Ferrell finisce sempre per divertirmi, sarà che l'Islanda è un chiodo fisso che prima o poi dovrò togliermi o che il rapporto padre/figlio mi colpisce da qualsiasi angolazione lo si tratti, ma tutto sommato ho apprezzato La storia dei Fire Saga come visione senza impegno, finendo addirittura per apprezzarlo nel suo essere così com'è.
In fondo, fare i puristi e gli snob - che si tratti di Cinema o altro - serve sempre fino a un certo punto.
E la canzone trash, in fondo in fondo, piace a tutti.




THE OLD GUARD (Gina Prince-Bithewood, USA, 2020, 125')

The Old Guard Poster

Altro giro, altra produzione Netflix: chiudo questo primo Bulletin più corposo con uno dei titoli più pubblicizzati dalla popolare piattaforma in questo periodo, forte di un cast e di una produzione assolutamente da distribuzione su grande schermo globale e di un plot che pesca a piene mani dall'eredità action degli anni ottanta e novanta.
Peccato che, per qualcuno che in quegli anni è quasi nato e senza dubbio cresciuto, The Old Guard appaia come qualcosa di molto telefonato e già visto, che scorre via senza colpo ferire e si dimentica non troppi minuti dopo la visione, in barba a quanto, a conti fatto, possa menarsela di poter fare.
Per quanto mi riguarda, prevedibile, troppo lungo e per nulla in grado di sfruttare un cast che senza dubbio porta in dono un concentrato di talento ben diverso da quello che script e regia garantiscono.
Si lascia guardare, ma è un pò come uno di quegli appuntamenti con la figa di turno che dopo cinque minuti vorrei che fosse già finito, perchè sai bene dentro di te che sarà una lunga, lenta, inesorabile morte per noia.


lunedì 20 aprile 2020

White Russian's Bulletin



Mentre la quarantena prosegue - sperando si avvii ad una "nuova fase" di apertura - e la clausura influenza le vite, il lavoro e chi più ne ha, più ne metta, le visioni al Saloon si attaccano principalmente al piccolo schermo, fatta eccezione per qualche esperimento e per le serate Cinema dei Fordini, che ora si accingono ad affrontare per la prima volta Il signore degli anelli.
Senza dubbio, in un momento storico in cui le sale paiono dinosauri in estinzione, la fanno da padrone le proposte seriali ed i network come Netflix, che sempre di più si imporranno come una realtà imprescindibile in tempi di distanziamento sociale.


MrFord



IL BUCO (Galder Gaztelu Urrutia, Spagna, 94', 2019)

Il buco Poster


Recensito piuttosto bene - per essere un film da piattaforma streaming - sia in rete che su portali a grande diffusione, Il buco è stato una delle poche nuove visioni che ci si è concessi al Saloon in questo periodo di quarantena: riflessioni sociali non banali, spunti interessanti, un mix semplice ma efficace che pare mescolare The Cube a riferimenti letterari importanti - il Don Chisciotte che il protagonista sceglie di portarsi nell'agghiacciante struttura carceraria come unico oggetto personale -, violenza in stile orientale e un tentativo di proporre la sensibilizzazione della coscienza sociale in modo diretto, teso e non pesante e autoriale.
Peccato che, nonostante le premesse, il film esaurisca presto la sua carica, e nella parte finale non si dimostri a mio parere coraggioso abbastanza per giustificare il tutto: un pò come se fosse stata lanciata una provocazione senza che la stessa potesse davvero centrare il bersaglio per la quale era stata, per l'appunto, lanciata.
Senza dubbio una visione particolare, ma che avrebbe potuto essere davvero molto di più.




LO SHOW DI BIG SHOW - STAGIONE 1 (Netflix, USA, 2020)

Lo show di Big Show Poster

Per un appassionato di wrestling del mio calibro, fosse anche solo per affezione, era impossibile non fare un tentativo con la serie comedy in stile Modern Family legata alla figura di Big Show, uno dei lottatori più importanti del periodo in cui il wrestling venne traghettato dagli Anni Novanta al Nuovo Millennio, e ancora oggi veterano sempre pronto a lavorare in modo da lanciare nuovi volti nel panorama dello sport entertainment.
Senza dubbio, nonostante la partecipazione molto attiva dei Fordini, la serie è davvero poca cosa anche nell'ambito delle sit com, e se non fossi stato un appassionato "del settore" avrei abbandonato la nave già dopo il primo episodio: ci sono volute le partecipazioni di gente come Mick Foley ed i riferimenti al wrestling per poter mandare giù il tutto e non privare i piccoli del Saloon di un intrattenimento che pare aver divertito soltanto loro.
Probabilmente, farò a meno di comunicare l'uscita di un'eventuale seconda stagione.




BORDERTOWN - STAGIONE 1 (Netflix, Finlandia, 2016)

Bordertown Poster

Una cosa sicuramente interessante del periodo di lockdown è stata la possibilità di recuperare serie che, in condizioni di normalità, per il tempo a disposizione e la quotidianità serrata, sarebbe stato impossibile anche solo immaginare di andare a cercare: sulla scia di The Valhalla Murders, al Saloon si è proseguito nel filone del thriller nordico con questa sorta di versione finlandese del nostrano Rocco Schiavone. Kari Sorjonen, profiler dei metodi inusuali della polizia di Helsinki, decide di trasferirsi nella città natale della moglie, Lappenranta, al confine con la Russia, per trovare la tranquillità che nella capitale non aveva mai avuto.
Ovviamente non sarà così, e caso dopo caso lui e la sua nuova squadra si troveranno ad affrontare crimini violenti di ogni genere, pronti a sconvolgere una volta ancora la vita privata del detective: strutturata a blocchi di coppie di puntate dedicate ad un singolo caso Bordertown non rappresenta certo una proposta rivoluzionaria, ma come intrattenimento legato al genere funziona, per quanto il taglio finisca per essere abbastanza televisivo.
Interessanti i soggetti legati ai crimini, così come il metodo del protagonista - legato all'utilizzo delle stanze della memoria -, per il resto un prodotto solo per gli appassionati.




NON SUCCEDE, MA SE SUCCEDE... (Jonathan Levine, USA, 2019, 125')

Non succede, ma se succede... Poster

Ho sempre avuto un debole per Seth Rogen, uno di quei cazzoni che negli Anni Novanta sarebbe stato da dio dentro a cose come Clerks. Il suo approccio pane e salame ed film legati al clan Apatow lo rendono uno dei buddies ideali per le serate senza troppo impegno, e le commedie romantiche con deragliamenti sguaiati sono da sempre le mie preferite.
Non succede, ma se succede... - stendo un velo pietoso sul titolo italiano - si ascrive perfettamente al genere, anche se, devo ammetterlo, non riesce a raggiungere il livello di altri titoli come Zack&Miri, un pò per la sua durata - il muro delle due ore è duro da affrontare per questo tipo di titoli -, un pò perchè i momenti di ilarità legati all'insolita coppia Rogen/Theron finiscono per essere troppo pochi, o di sicuro meno di quanti ci si potrebbe aspettare.
Resta una visione buona per una serata senza impegno, con il giusto equilibrio tra sguaiatezza maschile e spessore femminile, ma senza dubbio non è destinato a lasciare un segno nella memoria.




CORRUZIONE (Don Winslow, USA, 2017)

Corruzione (Einaudi. Stile libero big) eBook: Winslow, Don ...

Don Winslow è da sempre una delle certezze letterarie del Saloon, quasi sempre - come il suo collega Nesbo - in grado di centrare l'obiettivo grazie a competenza, talento e capacità di raccontare.
Uscito qualche anno fa ma recuperato solo oggi, Corruzione pare scritto per essere un film: incentrato sulla figura di Denny Malone, poliziotto irlandese che regna supremo sulla Harlem degli afroamericani e dei domenicani, e sulla sua squadra, racconta quanto la realtà della società influisca sugli atteggiamenti e sulle decisioni di chiunque occupi una posizione di potere, da una parte o dall'altra della barricata della Legge.
A metà tra l'epopea scorsesiana ed il taglio da 25ma ora o Collateral, Corruzione è l'ennesima grande prova d'autore di Winslow, senza dubbio uno dei grandi maestri contemporanei del crime, pronto a mostrare il lato oscuro di ogni personaggio dei suoi romanzi senza dimenticare neppure per un istante la loro umanità: ed è proprio questo, il bello.
Denny Malone e i suoi sono profondamente umani, nel bene e nel male.
Così come i trafficanti ed i politicanti con i quali si trovano a venire a compromessi, a combattere, a giocarsi la vita: per quanto si possa pensare che le regole siano dettate e precise, le sfumature del tavolo da gioco sono sempre troppo indistinte.




GODLESS (Netflix, USA, 2017)

Godless Poster

Era da parecchio che leggevo e sentivo parlare di questa miniserie western, e da parecchio che, colpevolmente, ne rimandavo la visione. Complici Netflix ed il lockdown, ho potuto recuperare quello che, da appassionato, posso ufficialmente considerare come un vero e proprio gioiellino western, genere prediletto da queste parti: la vicenda delle donne di LaBelle, città di vedove a seguito di un terribile incidente nella miniera che costituisce la spina dorsale della città, e della rivalità tra Frank Griffin e Roy Goode, porta in dono tutta l'epica di un genere che ha fatto la Storia del Cinema e che ancora oggi ha il potere di affascinare, per quanto lontano nel Tempo e nei modi possa apparire.
Sette episodi che si prendono tutto quello che serve per disporre tutti i pezzi sulla scacchiera ed esplodere in una chiusura splendida, a tratti crudele e a tratti profondamente commovente, un vero film nella serie che chiude una vicenda in grado di raccontare anche in una manciata di minuti personaggi che avrebbero lo spessore dei protagonisti, e lasciare ai protagonisti destini di un secondo come quelli che un'epoca crudele come quella poteva riservare.
E per essere "senza dio", devo ammettere che Godless rappresenta qualcosa di così "santo" da valere i il rischio di battersi per lei fino alla fine.


giovedì 28 giugno 2018

Thursday's child



A fare da "intervallo" per gli excursus Mondiali del Saloon torna la consueta, inossidabile, sempre ricca di ospiti rubrica del giovedì dedicata alle uscite in sala, nonostante in questo periodo da queste parti si veda davvero poco Cinema.
Ecco dunque, per l'occasione, accanto ad alcuni titoli potenzialmente interessanti, a questo vecchio cowboy e a Cannibal Kid, il buon Pietro Saba.

Introduzione di Pietro: E' inusuale per me presentare i film in uscita, dato che al cinema non vado mai, e non perché sono tirchio. Tuttavia ogni settimana vedo sempre quali film escono, dopotutto è utile segnarmi subito quali film vedere e quali no, e quali quindi segnarmi sulla lista, che comunque credo non finirà mai. In ogni caso mi sono cimentato in questa "sfida" con grande piacere, d'altronde non capita tutti i giorni di far parte di questa memorabile rubrica. Rubrica che questa settimana contiene non solo pochi film, ma soprattutto alcune interessanti proposte, quali? Vediamole insieme.


"Ricordami di non invitare più quei tre bloggers come animatori: fanno davvero schifo."

IL SACRIFICIO DEL CERVO SACRO

"Ho guardato un radical film consigliato da Radical Kid. E mi è salita la depressione."

Pietro: Dopo l'aragosta il cervo, Yorgos Lanthimos sembra avere una predilezione per gli animali e la metafora, il prossimo sarà forse un uccello che sogna mica di volare? Comunque questo thriller dagli echi Kubrickiani pare promettere bene e dopo il successo (di critica e pubblico) di The Lobster, film che mi piacque parecchio, la strada sembra nuovamente ben avviata, anche grazie ad un sempre più redivivo Colin Farrell.
Cannibal Kid: Spero che il prossimo animale che porterà sullo schermo Lanthimos non sia quel gorillone di Ford. Anche se potrebbe uscirne il lavoro più inquietante della sua carriera, e sì che ce ne va. Inquietante è anche la distribuzione italiana, che sarebbe meglio chiamare distruzione, visto che far uscire nei cinema adesso una notevole pellicola che molti (come me) hanno già visto mesi fa in rete è un vero autogol. Come quelli che fa il mio blogger nemico James Ford ogni volta che parla di cinema. O di qualunque argomento, Messi a parte.
Ford: Lanthimos è senza dubbio un grande regista. Ma anche uno che potrei detestare forte, sulla scia di Lars Von Trier. Ricordo benissimo quanto odiai Dogtooth, un colpo di genio che avrei volentieri preso a bottigliate. E ricordo anche la recensione decisamente buona di Cannibal di questo Cervo. Quindi parto con la guardia alta, ma consapevole del fatto che, quantomeno, avrò di fronte un film pronto a far parlare di sè ne bene e nel male. Un film con del carattere. Mica come Messi.

TULLY

"Nascondiamoci: non vogliamo vedere anche noi il film consigliato da Cannibal che ha steso nostra madre."

Pietro: A parte la trama banale di emancipazione non ci sono dubbi che questa commedia sulla maternità certamente vedrò, perché basta la presenza di Charlize Theron e Mackenzie Davis, a farmi propendere per un sì, lo voglio.
Cannibal Kid: Per una volta a sorpresa non sono io a fare quello infoiato delle protagoniste femminili, visto che Charlize Theron, per quanto sia una bellissima donna e non lo metto certo in dubbio, non è mai stata una delle mie preferite in assoluto, mentre l'ottima Mackenzie Davis della serie Halt and Catch Fire mi piace più a livello recitativo che fisico. Ad attirarmi di questo Tully sono invece più che altro regista + sceneggiatrice: Jason Reitman e Diablo Cody, già autori di due miei due cult movies come Juno e Young Adult.
Ford: Reitman e Diablo Cody, in passato, raramente mi hanno deluso, al contrario di Cannibal, e dunque penso che un film di questo genere possa soprendermi in positivo, e magari, purtroppo, mettermi ancora una volta d'accordo con il mio rivale, forse mai come in questo periodo sulla mia stessa linea d'onda.

FAVOLA

"Con questo vestito farò più scena di Katniss Kid!"

Pietro: Più che favola, incubo. Perché il film, a metà tra Mrs. Doubtfire e il video della canzone I Want To Break Free, sembra uscito da un trip sotto acidi, probabilmente scaduti. Va bene il tema dell'identità di genere, ma così no.
Cannibal Kid: Considerando che a me le favole non sono mai piaciute, al contrario del cenerentolo disneyano Ford, non posso che sottoscrivere le parole di Pietro. Chissà però che Filippo Timi in versione femminile non possa sorprendere, anche se dal trailer sembra avere meno femminilità di Maria de Filippi...
Ford: se questa è una favola, allora mi aspetto un horror con le contropalle la prossima settimana.

PAPILLON

"Ma chi ti ha consigliato il tatuatore!? Ford!?"

Pietro: Posso capire alcuni sequel, altrettanti reboot e certi adattamenti di film cult, ma addirittura il remake di un quasi capolavoro proprio no! Perché anche se in verità il cast sembrerebbe perfetto per l'occasione, esso sembra poca cosa di fronte a qualcosa di ormai prevedibile ed abusato, ovvero la fuga, nella cinematografia moderna. Tuttavia un'occasione potrebbe meritarsela, anche se io non spenderei neanche un euro per vederlo.
Cannibal Kid: Sinceramente non ho mai visto il film originale del 1973. Un po' perché sul cinema anni '70 ammetto di avere numerose lacune, e un po' perché mi sembra uno di quei film con Steve McQueen buoni più che altro per Ford e Vasco Rossi. Credo quindi che potrei recuperare prima questo remake, grazie al cast telefilmico capitanato da Charlie Hunnam (Sons of Anarchy) e Rami Malek (Mr. Robot).
Ford: già è sconvolgente la mancanza di idee che negli ultimi anni pare aver colpito Hollywood, ma rischiare di vituperare la memoria di un cultissimo sfruttando due volti noti - uno dei quali tra i miei preferiti - della realtà delle serie tv è davvero bieco. Alla vista del trailer mi si sono contorte le budella neanche fossi stato di fronte ad una qualsiasi delle proposte teen di Cannibal.

L'INCREDIBILE VIAGGIO DEL FACHIRO

"Pietro, parti immediatamente prima che a Ford venga in mente di darmi un passaggio." "Certo, Katniss."

Pietro: Il regista della spassosa commedia Starbuck: 533 figli e non saperlo, ma anche del suo inutile remake con Vince Vaughn, ci riprova con una avventurosa commedia, adattamento del romanzo omonimo senza però la dicitura "che restò chiuso in un armadio Ikea", alquanto scanzonata e sicuramente divertente, e quindi certamente vedrò, anche perché c'è parecchia gnocca.
Cannibal Kid: L'unica cosa incredibile mi pare quella di aver trovato questa settimana un ospite ancora più arrapato di me. :)
Il fatto che sia una produzione francese la rende più appetitosa e chic rispetto alle solite commediole made in Usa, ma non so se ciò è sufficiente per farmi compiere un viaggio insieme al fachiro. Certo, sempre meglio di un viaggio con Ford che ogni due secondi si fa un selfie per postarlo subito su Instagram manco fosse Chiara Ferragni.
Ford: questo viaggio insieme al fachiro mi ispira ben poco, soprattutto in un periodo in cui sono ben poco ispirato e, quando non combatto il sonno, finisco a guardare le partite del Mondiale. Ma forse è meglio così, piuttosto che incappare in potenziali cannibalate.

HURRICANE - ALLERTA URAGANO

"Avendo adottato lo stile di Ford nell'abbigliamento, non ho nulla da temere da nessun uragano."

Pietro: Non ho visto Geostorm, ma se anche se per metà assomiglia a Into the storm, proprio non ci tengo a vedere, anche perché il cast mi dice niente e nonostante il suo lato heist movie, il tutto m'ispira poco.
Cannibal Kid: Se c'è qualcosa che non sopporto, Ford, Messi e Salvini a parte, sono i disaster movie. Quelli sugli uragani in particolare vorrei che venissero spazzati via da questo mondo.
Ford: nonostante possa apparire una tamarrata fordiana, c'è un limite perfino a quello che io posso sopportare. E l'allerta stronzata, qui, è suonata forte.

ACTION POINT

"Portami a bordo anche quei tre sciroccati di bloggers!? Neanche morto! Quelli sono più pazzi della ciurma di Jackass!"

Pietro: A dispetto del nome e come dovreste aver capito è tornato Jackass, è tornato Johnny Knoxville, è tornato il divertimento sfrenato e le risate a crepapelle, sono tornati gli scherzi più assurdi nel parco divertimenti più pericoloso del mondo. E non so voi, ma io un giro me lo faccio lo stesso.
Cannibal Kid: Nonostante sia stato uno dei programmi più cazzari e idioti di sempre, e dunque in teoria avesse tutte le carte in regola per piacermi, non sono mai stato un fan di Jackass, né tantomeno di Johnny Knoxville. Questo nuovo film poi mi sembra arrivato fuori tempo massimo persino per le sue groupie come Pietro e probabilmente Ford. Non sono nemmeno un patito di luna park, quindi un giro me lo faccio sì, ma al largo.
Ford: ho adorato Jackass e Johnny Knoxville è un fordiano ad honorem, quindi mi sa tanto che una chance la darò, anche se purtroppo non credo si rivelerà la sorpresa della settimana. Con grande gioia di Peppa Kid.

LA GUERRA DEL MAIALE

"Se ci sono il Cucciolo Eroico e Ford lo Scimmione, non vedo perchè non potrei essere io il prossimo ospite della rubrica!"

Pietro: Il regista David Maria Putorti sarà forse amico di Yorgos Lanthimos? perché anche qui gli animali e la metafora la fanno da padrone, anche se la suddetta è meno sottile di quanto si possa pensare, giacché il film (che esce 6 anni dopo e che sorprendentemente è un film italiano) parla proprio di noi uomini, che anche da vecchi non cambiamo mai. Vero colleghi?
Cannibal Kid: 6 anni di ritardo? Abbiamo un nuovo record, o forse Ford è riuscito a fare di peggio nel recuperare qualche serie TV?
Ford: film italiano, sei anni di ritardo, uscita estiva. Questa roba puzza di carne avariata lontano un miglio. Preferisco optare per una bella grigliata estiva con tanta birra.

Discorso finale di Pietro: Che dire, mi sono davvero divertito, è stata quasi come un'esperienza, un'esperienza davvero interessante, per cui ringrazio entrambi per avermi dato questa gradita possibilità. Ciao!

venerdì 22 settembre 2017

Atomica bionda (David Leitch, Germania/Svezia/USA, 2017, 115')




Era la primavera scorsa quando, in sala per goderci in libera uscita dai Fordini l'ultimo Fast and furious, passò il primo trailer di Atomica Bionda, action dal sapore di spy story classica che sulla carta non aggiungeva nulla ad un genere che ho sempre amato e che, purtroppo, non ha particolari sussulti da diverso tempo: probabilmente, se non mi fosse saltato agli occhi un particolare, non avrei badato troppo alla sua data d'uscita, e forse mi sarei lanciato in un recupero casuale legato all'ambientazione - adoro Berlino - ed alla colonna sonora - il pop anni ottanta è una bomba -: a metà trailer, i furboni della distribuzione piazzano una limonata selvaggia tra Charlize Theron, protagonista che pare un cocktail tra Furiosa e John Wick, e Sophia Boutella, già vista ed apprezzata nel recente La mummia.
A questo punto, Atomica bionda è diventato uno dei potenziali cult dell'anno del Saloon, alimentando anche il desiderio di spaccare qualche bottiglia in testa al sottoscritto in Julez, ben conscia del fascino che l'amore saffico esercita sul sottoscritto: il lavoro di David Leitch, dunque, è stato posto in cima alla lista delle visioni al ritorno dalle vacanze, rivelandosi un prodotto senza infamia e senza lode dal punto di vista narrativo - l'intreccio con doppi e tripli giochi sotto la Cortina di Ferro si è già visto in questo tipo di pellicole, e la seriosità non aiuta lo sviluppo di uno script decisamente freddino - e recitativo - tutti fanno il compitino, specialmente Charlize Theron nella sua versione "figa glaciale" e James McAvoy, che ultimamente pare essere rimasto prigioniero del ruolo "fattone affascinante", e non vorrei davvero che questo rovinasse uno dei giovani talenti più interessanti del Cinema mainstream -, mentre l'aspetto tecnico, dalla cornice alla strepitosa sequenza della fuga della protagonista con il sempre ottimo Eddie Marsan - il momento migliore, senza ombra di dubbio, dell'intera visione, con un piano sequenza vertiginoso, botte da orbi e passaggi spaccatutto come piacciono al sottoscritto - e la già citata sequenza della limonata dura hanno finito per rappresentare il fiore all'occhiello di un titolo certo non destinato a diventare uno dei protagonisti delle classifiche di fine anno quanto piuttosto un solido intrattenimento per gli appassionati di film d'azione e spionaggio e di belle donne pronte a concedersi l'un l'altra - anche se non parliamo, e devo aggiungere purtroppo, di sequenze come quelle viste in La vita di Adele, sia chiaro a tutti gli interessati -.
Ammetto che, forse, mi sarei aspettato qualcosa in più in termini di sceneggiatura e di ritmo - i primi quaranta minuti paiono cento -, ma il crescendo della seconda parte finisce per supplire ai limiti della prima ed alla sensazione di deja-vù che avvolge l'intera pellicola: resta una visione ottima per una serata votata all'intrattenimento "algido" - non aspettatevi battutacce o momenti particolarmente sopra le righe in stile anni ottanta, per l'appunto -, condita da una particolare cura per i corpo a corpo mostrati e le scene d'azione - la fuga già segnalata è davvero un gioiellino che non sfigura neppure se confrontata con Classici del calibro di The raid -, alcool che scorre di continuo e quella dose di sesso che non guasta mai.
In un certo senso, Atomica bionda è come il pop anni ottanta: non sarà come ascoltare Mozart, o i Pink Floyd, ma la goduria c'è ed il casino anche.
Poco importa, dunque, che la forma non sia proprio "regolare".




MrFord




giovedì 10 agosto 2017

Thursday's child


Prosegue la marcia della rubrica dedicata alle uscite in sala condotta dal sottoscritto e dal suo antagonista Cannibal Kid attraverso una delle estati più torride ed avare di soddisfazioni cinematografiche che ricordi, che a questo giro pare aver concesso almeno sulla carta qualche chance in più a noi poveri cinefili in cerca di titoli interessanti.
Sinceramente, spero sia così, anche perchè nella puntata di questa settimana abbiamo deciso di includere anche l'unico titolo in uscita il diciassette agosto prossimo, rimandando l'appuntamento alla prossima puntata il ventiquattro.
Nel frattempo, doveste essere al mare, in montagna o in vacanza come concetto, il nostro consiglio - o almeno il mio - è sempre uno: godetevela.



"E questa è la fine che fanno tutti i seguaci di Cannibal Kid!"


La torre nera
(nei cinema da giovedì 10 agosto)

"Ascolta, bello: se ti metti contro Ford, sei finito. Parola di Cannibal."

Cannibal dice: La torre nera è già stato massacrato dalla critica americana. Ma della critica americana c'è da fidarsi quanto di quella fordiana, visto che ad esempio quando è uscito Wonder Woman è stato esaltato come il miglior film degli ultimi 500 milioni di anni. La torre nera invece ha fatto schifo a tutti ma, a vedere dal trailer, sembra che questa volta non abbiano poi tutti i torti.
Io non sono un grande lettore di Stephen King, della sua vasta produzione ho letto poco e tra l'altro nemmeno i suoi romanzi più famosi, però a questo punto mi viene un dubbio. Visto che la maggior parte dei film e pure delle serie tv tratte dalle sue opere non sono un granché e la pellicola migliore, ovviamente Shining, a lui non è manco piaciuta, non è che c'è qualcosa che non va in lui?
Ford dice: ho letto qualche anno fa il primo libro della saga della Torre Nera di Stephen King, un autore a volte in grado di stupire con romanzi pazzeschi ed altre con prodotti decisamente meno riusciti. Personalmente, lego quella lettura più alla seconda categoria, anche se non si tratta certo di un'opera di basso livello. L'idea, dunque, di una trasposizione cinematografica mi ispira poco, anche perchè penso si tratti più di una trovata commerciale che di un vero tentativo di trasformare un romanzo solo discreto in un film assolutamente imperdibile.




Casa Casinò
(nei cinema da giovedì 10 agosto)

"Cannibal, devo fare un paio di tagli alle tue prossime recensioni."

Cannibal dice: Commedia con due comici molto amati soprattutto negli Usa come Will Ferrell e Amy Poehler che ha fatto flop persino negli Usa e mi chiedo quindi quale successo possa ottenere da noi nella settimana di Ferragosto. Io comunque una puntata in questa Casa Casinò la farei lo stesso, sperando mi possa regalare ancora più risate di qualche serioso post di WhiteRussian a caso.
Ford dice: commediola senza senso o motivo di esistere che ovviamente farà sbellicare dalle risate Cannibal e che, dovessi vederla, farà invece schifo al sottoscritto, che ovviamente sarà fatto passare per serioso da Cannibal stesso. Considerato il suo senso dell'umorismo, però, non penso che la cosa mi dispiaccia.


Diario di una schiappa – Portatemi a casa!
(nei cinema e a casa di Ford da giovedì 10 agosto)

"E' stata un'esperienza così terribile che abbiamo pensato stesse guidando Ford."

Cannibal dice: Saga bambinesca con cui non ho mai avuto occasione, e soprattutto voglia, di cimentarmi, lascio l'arduo compito a quella schiappa di Ford, che si godrà la visione facendo finta di fare un favore ai poveri piccoli Fordini.
Ford dice: non ho mai seguito una saga per schiappe come questa, che lascio volentieri a quella schiappa di Cannibal.



Monolith
(nei cinema da sabato 12 agosto)

"Ti prego, Ford: scendi dall'auto. Non guidare."

Cannibal dice: Produzione italiana con protagonista una bella sgnacchera americana come Katrina Bowden tratta da una graphic novel. Sembra un esperimento rischioso, ma intrigante. Il risultato potrebbe essere fallimentare, così come si potrebbe anche rivelare la sorpresa di questo caliente agosto. L'altra sorpresa del mese potrebbe essere Ford che dice finalmente una cosa furba, però su questo non ci conterei troppo.
Ford dice: per me esiste solo il Monolito di 2001. Il resto è un rischio, come quello di accettare consigli soprattutto cinefili da quel curioso individuo che è Peppa Kid.


Atomica bionda
(nei cinema da giovedì 17 agosto)

"E questa la fine che fa Cannibal stesso."

Cannibal dice: Subito dopo Ferragosto, viene sganciata l'Atomica...
Paura eh, Ford?
Sto parlando però di Atomica bionda, il nuovo film di uno dei co-registi del pessimo John Wick con protagonista Charlize Theron. E sembra essere lei, qui in versione più sexy e combattiva che mai, l'arma vincente di una pellicola che per il resto si preannuncia come la classica inutile prevedibile fordianata action spionistica estiva.
Ford dice: di questo film non mi importano regia, riscontri, successo, data di uscita.
Fin dai tempi in cui vidi il trailer, so già che sarà indispensabile per la limonata dura tra Charlize Theron e la protagonista dell'ultimo La mummia, Sofia Boutella. Il resto potrà anche essere una vera schifezza cannibalesca. Ma quello varrà comunque il biglietto.

 

giovedì 29 giugno 2017

Thursday's child






Temperature e temporali a parte, l'estate è arrivata come di consueto portando in sala ricicli, vecchie pellicole, cose di poco conto e via discorrendo, come se l'ultima, terribile primavera cinematografica non fosse stata abbastanza.
Quantomeno, a tenere un pò alto il morale della moscissima blogosfera, i due rivali ex rivali ultimamente più rivali, il qui presente Ford ed il purtroppo anch'egli qui presente Cannibal Kid.


"Vorresti far guidare il furgone a Ford!? Hai intenzione di lasciarci la pelle!?"



Codice criminale

"Sono dovuto venire qui in mezzo al nulla dove vive Ford, per avere un White Russian decente!"

Cannibal dice: Michael Fassbender in un film musicato dai Chemical Brothers?
Potrebbe essere una figata! Il condizionale è comunque d'obbligo, visto che alcuni degli ultimi film con Fassbender non è che mi abbiano fatto “fangirlare” come quel criminale di Ford quando vede una pellicola con Stallone tutto nudo e tutto unto.
Ford dice: Fassbender e i Chemical Brothers potrebbero promettere bene, ma si sa che spesso non è tutto oro quello che luccica. Guardate Pensieri Cannibali: a prima vista potrebbe sembrare un blog curato, aggiornato e documentato, ma poi si comincia a leggere, e ci pensa il suo autore a trasformarlo in una roba terrificante. Speriamo che in questo caso ci vada meglio.

Il tuo ultimo sguardo

"Ho riempito il frigo di birre. Dici che Ford sarà contento?"

Cannibal dice: Una storia d'amore tra i sex symbol Charlize Theron e Javier Bardem nei panni di una direttrice di una ONG e di un medico sullo sfondo della guerra civile in Liberia?
Potrebbe essere la pellicola buonista più banale dell'anno. Peccato che a dirigerla ci sia Sean Penn, il cui ultimo film era il bellissimo Into the Wild e che poi, per amore (già finito) della bella Charlize si dev'essere bevuto il cervello. Come Ford dopo troppi White Russian.
Ford dice: Sean Penn, come attore e come regista, mi ha regalato cose davvero notevoli ed altre clamorosamente sopravvalutate. Ho come l'impressione che questo apparentemente finto impegnato e buonista Il tuo ultimo sguardo faccia parte della seconda categoria. Su Cannibal, invece, non ho dubbi: è quasi più sopravvalutato di Malick.

2:22 – Il destino è già scritto

"Cannibal Kid? Ancora!? Me l'avevano detto che quello era un vero stalker!"

Cannibal dice: Un altro film in cui lo stesso giorno si ripete di continuo? Sembra di stare dentro una versione thriller di Ricomincio da capo. O dentro White Russian quando parla per la millesima volta di serie infinite come Grey's Anatomy e Criminal Minds.
Ford dice: ennesima roba inutile tra viaggi nel tempo e pseudo thriller. Potrebbe venire buona per una visione estiva senza impegno, ma non ci faccio troppo affidamento, almeno quanto sulle opinioni del mio ex quasi rivale tornato - forse - agli antichi fasti.

Le Ardenne – Oltre i confini dell'amore

"Tra cinque minuti inizia la proiezione del film consigliato da Cannibal." "Bene: ho già il cuscino pronto."

Cannibal dice: Il manifesto di questo film thriller-drammatico belga recita: “Tanto potente quanto Fargo, Trainspotting e i primi film di Quentin Tarantino”. Io non sono il primo pollo che passa e ci casca, come Ford, e lo so che sono le solite sparate di marketing esagerate per vendere una pellicola, però in questo caso con me l'hanno venduta bene e l'ho già messa in elenco tra le prossime visioni.
Ford dice: film belga del duemilaquindici arrivato non si sa come o perchè qui in Italia in ritardo clamoroso e spinto da una serie di critiche non proprio esaltanti. Personalmente, fino a settembre cercherò di tenermi lontano dalle scommesse pseudo radical e pseudo Cannibal.

Bedevil – Non installarla

"Sento la presenza di Marco Goi, qui in giro. Ho tanta paura."

Cannibal dice: Solita pellicola horror che cerca di demonizzare le nuove tecnologie. Ma mi sa che fa molta più paura vedere il poco smart Ford che tenta di installare una app su uno smart phone.
Detto questo, io un horrorino teen scemo come questo per una rinfrescante visione estiva non credo me lo farò mancare.
Ford dice: tipico horrorino buono per i pusillanimi che in estate è praticamente un appuntamento fisso. Dovessi avere un buco nella classifica del peggio di fine anno, lo recupererò.

L'infanzia di un capo

"Questi sono i libri usati per studiare da Ford quando aveva la tua età, il secolo scorso."

Cannibal dice: Film che un capo del cinema d'autore e radical-chic come me ovviamente ha già visto e pure recensito qui: http://www.pensiericannibali.com/2017/01/the-childhood-of-leader-crescere.html. Mica come Ford che si vede solo action e B-movies per decere... ehm, per persone poco intelligenti.
Ford dice: altra pellicola radical che non mi pare sospinta da critiche così esaltanti che prima dell'autunno non mi sognerò di certo di recuperare. E' estate, fuori i mojiti, i despaciti e tutto quello che non richiede impegno.

The Latin Dream

"E ora suoniamo Despacito tutta la notte!"

Cannibal dice: Un film sulle danze latinoamericane?
Ma questo è l'horror dell'anno insieme a Io, James Ford.
Ford dice: già faccio cagare a ballare, non mi sogno neppure di avvicinarmi ad una roba come questa. Anche se, da buon tamarro, con Despacito e Subeme la radio sto alimentando l'estate a volume alto.

Ninna nanna

"E' nato il primo figlio di Cannibal e Ford." "Ammazza, è proprio mostruoso!"

Cannibal dice: Pellicola italiana che speriamo faccia almeno onore al suo titolo e consenta una bella ronfata come si deve.
Ford dice: mi basta il titolo, senza neppure bisogno del film. E ho un bel coma di qualche ora pronto per rifocillarmi.

 
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