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mercoledì 22 luglio 2020

White Russian's Bulletin



Come preannunciato e promesso, eccomi di ritorno al bancone del Saloon per un Bulletin che riprende le proposte passate da queste parti nelle ultime settimane, revisioni escluse - da questo punto di vista, è stato sicuramente un periodo in cui farsi coccolare da film già visti, stravisti e amati è stato un vero piacere -: principalmente si tratta di titoli legati a Netflix, la piattaforma che sta riscuotendo più successo nel nuovo Saloon, nonostante l'incalzare dei sempre presenti Disney+ e Prime, che hanno però fatto da serbatoio per i recuperi.
Spazio dunque a quello che la memoria mi permette di ricordare dei titoli che mi hanno fatto compagnia dalla seconda settimana di giugno a oggi.


MrFord



BORDERTOWN - STAGIONE 3 (Netflix, Finlandia, 2020)

Bordertown Poster

A cavallo dell'ultima fase del lockdown, alle spalle le visioni delle prime due stagioni nel periodo di piena clausura, Netflix aveva arricchito le sue proposte con l'annata numero tre legata alle vicende del Rocco Schiavone finnico, Sorjonen, anticonvenzionale profiler che dallo "stress" di Helsinki si trasferisce a Lappeenranta, sul confine russo, alla ricerca di una tranquillità che ovviamente non arriverà mai e poi mai.
Archiviati i primi episodi in lingua originale - una volta compreso che il finlandese non è propriamente un idioma affascinante per l'udito -, ho atteso l'edizione doppiata che ha momentaneamente chiuso le avventure dell'investigatore: una terza stagione a mio parere di transizione, con molti cambi importanti - la morte della moglie, il confronto con una nemesi da fumetto, la strana evoluzione del charachter della figlia, i possibili sbocchi narrativi per una possibile season four - e, forse, un pò più di discontinuità rispetto alla seconda.
Resta una proposta valida per gli appassionati di thriller e psicopatici, anche se, onestamente, con il caldo degli ultimi giorni forse andrebbe conservata per il prossimo inverno.




BECOMING CHAMPIONS (Netflix, Messico, 2018)

Becoming Champions Poster

Nata per veicolare l'attenzione sui Mondiali di due estati fa, Becoming Champions è una miniserie che ho apprezzato come compagnia per le pause pranzo, da appassionato di calcio - in fondo, pur essendo un tifoso molto tranquillo, lo sport più bello del mondo mi ha accompagnato fin dall'infanzia - e da appassionato della rassegna iridata, un appuntamento che, ad ogni occasione, mi trova sempre molto coinvolto nella visione di più partite possibili: questa mini, pur se molto televisiva, offre una panoramica sulle sole otto Nazionali che, nel corso della Storia, sono riuscite a portare a casa la Coppa del Mondo, il premio più ambito che ogni calciatore potrebbe sognare di vincere.
Il Brasile (con cinque titoli), l'Italia e la Germania (con quattro), Uruguay, Francia e Argentina (con due), Spagna e Inghilterra (con uno) diventano quindi una sorta di viaggio sportivo che attraverso interviste e rivisitazioni racconta - o prova a farlo - i perchè delle vittorie e delle sconfitte di questi Paesi. Una parentesi piacevole in un periodo che, senza dubbio, ha messo a dura prova anche lo sport.




THE TITAN GAMES - STAGIONE 1 (Netflix, USA, 2019)

The Titan Games Poster

Sponsorizzato dai Fordini - come ormai è risaputo, la Fordina ha da tempo dichiarato di voler sposare The Rock - e recuperato in ritardo rispetto a loro, The Titan Games ha riportato alla mente i tempi di Ultimate Beastmaster, finendo per intrattenere alla grande un vecchio sportivo che rifiuta di darla vinta al Tempo come il sottoscritto.
Divertente ed incentrato sulle storie di persone comuni, lo show capitanato da Dwayne Johnson fa tutto quello che deve fare, e per quanto pacchiano e a stelle e strisce sia, funziona, anche perchè per chi è abituato a fare attività fisica la curiosità di mettersi alla prova con prove come quelle portate sullo schermo è davvero molta.
Personalmente, dato che ormai il suddetto Tempo non è dalla mia parte, spero sempre di vedere, un giorno, uno dei Fordini - o entrambi - competere in qualche tamarrata di questo genere.
Ovviamente sempre con The Rock come host.




EUROVISION SONG CONTEST - LA STORIA DEI FIRE SAGA (David Dobkin, USA, 2020, 123')

Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga Poster

In un annata per cause di forza maggiore privata delle uscite in sala, i portali di streaming sono diventati ancora di più un riferimento anche per le nuove uscite, finendo per portare alla ribalta anche titoli che avrei clamorosamente snobbato come questo, islandese per esigenze di copione ma per nulla di fatto, espressione di quella commediaccia a stelle e strisce che nelle serate senza impegno va un gran bene, anche perchè, come per Sanremo o l'Eurovision, se anche ci si addormenta e si perde un pezzo per strada, tutto sommato non fa troppo male.
A dire il vero, comunque, sarà che Will Ferrell finisce sempre per divertirmi, sarà che l'Islanda è un chiodo fisso che prima o poi dovrò togliermi o che il rapporto padre/figlio mi colpisce da qualsiasi angolazione lo si tratti, ma tutto sommato ho apprezzato La storia dei Fire Saga come visione senza impegno, finendo addirittura per apprezzarlo nel suo essere così com'è.
In fondo, fare i puristi e gli snob - che si tratti di Cinema o altro - serve sempre fino a un certo punto.
E la canzone trash, in fondo in fondo, piace a tutti.




THE OLD GUARD (Gina Prince-Bithewood, USA, 2020, 125')

The Old Guard Poster

Altro giro, altra produzione Netflix: chiudo questo primo Bulletin più corposo con uno dei titoli più pubblicizzati dalla popolare piattaforma in questo periodo, forte di un cast e di una produzione assolutamente da distribuzione su grande schermo globale e di un plot che pesca a piene mani dall'eredità action degli anni ottanta e novanta.
Peccato che, per qualcuno che in quegli anni è quasi nato e senza dubbio cresciuto, The Old Guard appaia come qualcosa di molto telefonato e già visto, che scorre via senza colpo ferire e si dimentica non troppi minuti dopo la visione, in barba a quanto, a conti fatto, possa menarsela di poter fare.
Per quanto mi riguarda, prevedibile, troppo lungo e per nulla in grado di sfruttare un cast che senza dubbio porta in dono un concentrato di talento ben diverso da quello che script e regia garantiscono.
Si lascia guardare, ma è un pò come uno di quegli appuntamenti con la figa di turno che dopo cinque minuti vorrei che fosse già finito, perchè sai bene dentro di te che sarà una lunga, lenta, inesorabile morte per noia.


lunedì 29 ottobre 2018

White Russian's Bulletin

 


Nuova settimana di dieta forte per le visioni in casa Ford e per il Bulletin, che torna a proporre due soli titoli, complice la scarsa voglia del vecchio cowboy di sfruttare ogni momento libero per le visioni da settima arte e l'inizio di tre nuove proposte da piccolo schermo che troveranno spazio non appena ultimate in una delle prossime puntate.
Nel frattempo, posso certo dire che questo duemiladiciotto non sarà ricordato come uno dei più memorabili del Cinema recente, voglia o no del sottoscritto di recuperare titoli e non crollare sul divano la sera a prescindere dalla visione.


MrFord



ASH VS EVIL DEAD - STAGIONE 3 (Starz, USA, 2018)
  
Ash vs. Evil Dead Poster


La terza e ultima stagione di Ash VS Evil Dead, nato da una costola del franchise de La Casa e poggiata sulle spalle del mitico Ash Williams di Bruce Campbell, fortunatamente, sarà l'ultima della produzione.
Mai mi sarei aspettato di poter affermare una cosa simile, specialmente di un titolo così clamorosamente tamarro e fordiano, eppure è così: questa terza annata appare come la versione spompa e priva di idee delle divertentissime precedenti, tirata per i capelli ed infarcita di morti e resurrezioni a caso e a profusione.
Un vero peccato, considerate le potenzialità espresse nelle due seasons passate, i charachters e l'amalgama tra Ash, Pablo e Kelly: ad ogni modo, meglio che si concluda così, e non finisca per trascinarsi nel ridicolo come altri titoli partiti alla grande e naufragati senza alcun ritegno - True Blood docet -. Nel frattempo il buon Ash non me ne voglia, ma a questo giro non risparmio neanche lui.


 


DISOBEDIENCE (Sebastian Lelio, UK/USA/Irlanda, 2017, 114')

 Disobedience Poster


E' curioso quanto, a volte, il potere dei bisogni di base alimenti la notorietà di titoli altrimenti destinati alla nicchia dei soli appassionati: Disobedience, firmato da Sebastian Lelio nel duemiladiciassette ed arrivato decisamente in ritardo in Italia, rientra nel novero. La sequenza di sesso lesbico tra Rachel McAdams e Rachel Weisz, infatti, seconda solo, tra quelle degli ultimi anni, a quelle de La vita di Adele, si poteva già ammirare da tempo perfino su piattaforme decisamente meno votate ad un certo tipo di settima arte come Pornhub, e per il pubblico maschile rappresenta e rappresenterà una calamita irresistibile.
In realtà Disobedience è un film che parla di ritorni a casa, Famiglia, storie d'amore, sentimenti destinati a fare del male fotografato molto bene che è riuscito a ricordarmi, a tratti, cose decisamente importanti come Two Lovers: è un film che parte dalla Fede come imposizione per giungere alla liberazione di se stessi non tanto attraverso la disobbedienza, ma la presa di coscienza della propria identità. Nel deserto che sono state le ultime settimane, una visione convincente e solida.


 

venerdì 26 ottobre 2018

Friday I'm in late






Nuova settimana di uscite e nuovo ritardo "lavorativo" per questa rubrica, che oltre al vecchio cowboy ed il suo socio nonchè nemesi Cannibal Kid vede come ospite Tiziana Lusardi, che non si sa per quale motivo pare essere fan dell'operato di Peppa Kid.
Cosa ci riserverà questo inedito terzetto rispetto alle uscite che ci attendono in sala?


"Ora sono pronta per affrontare il Cucciolo Eroico."


Disobedience

"Alla fine tutto il tempo passato accanto a Ford è stato troppo per Cannibal. Poveretto."

Tiziana: Conturbante come lo sguardo di Rachel Weisz e dolce come il sorriso di Rachel McAdams, mia beniamina dai tempi di Mean girls, questo film è un connubio di repressione, ribellione e sensualità. La comunità ebraica ortodossa di Londra altro non è che un’allegoria, l’allegoria dell’ipocrisia e del puritanesimo che ancora oggi possiamo trovare nel nostro vicino di casa, quando prendiamo un treno o quando facciamo la spesa. Un capolavoro assicurato.
Cannibal Kid: Un film in cui Rachel Weisz e Rachel McAdams si fanno?
Ovviamente l'ho già visto e ovviamente l'ho già adorato. Qui c'è la mia recensione. http://www.pensiericannibali.com/2018/08/disobedience-rachel-doppia-rachel.html
Correte a leggerla, ma soprattutto correte a vedere il film. E non osate disobbedirmi. Altrimenti fate la fine di Mr. Ford. Ovvero una brutta fine.
Ford: questo film ha già fatto il giro del web per una scena in particolare che potrebbe essere una delle sequenze dell'anno. Non l'ho ancora visto, ma per quella vale tutto.

Halloween

Ford attende Cannibal nascosto nella cameretta di quest'ultimo.

Tiziana: Da vera fanatica del genere horror ho già acquistato i biglietti per una maratona che trasmetteranno in un cinemino vicino casa, dove proietteranno all’inizio il primo film della saga, ovvero “Halloween-La notte delle streghe” (1978) e successivamente questo (brutta mossa). La realtà è che quasi quasi ci andrò più per riguardare il capolavoro di John Carpenter che per la curiosità di vedere l’opera di David Gordon Green e anzi, con molta probabilità uscirò dalla sala pensando: “ne avevamo davvero bisogno?”
Cannibal Kid: Dell'Halloween originale ho un ricordo piuttosto lontano e vago. Se non ricordo male, cosa possibile visto che la mia memoria funziona bene tanto quanto i gusti cinematografici del mio blogger rivale di cui in questo momento non ricordo il nome, mi era piaciuto decisamente, anche se non lo considero tra i miei horror preferiti in assoluto. Dopo i vari sequel, remake e anche i reboot a opera di Rob Zombie, che non ricordo con troppo piacere, questo nuovo capitolo del franchise, che dovrebbe essere un sequel diretto del primo, non mi ispira un granché, ma un'occhiata è probabile che gliela butti comunque.
Ford: il primo Halloween è un capostipite dell'horror, una chicca dello slasher movie che ancora oggi impartisce lezioni a raffica al genere. Non penso ci fosse bisogno di questo sequel, ma la curiosità c'è, e la possibilità di una possibilità anche. Nonostante il periodo da poco avvezzo alla sala.


Euforia

"Ammazza ma quanto fanno ridere quei due bloggers con le loro stronzate!?"

Tiziana: Per carità, lungi da me il voler essere cinica, ma in tutta onestà mi sembra una storia un attimo trita e ritrita, con quel velo di politicamente corretto e perbenismo che ultimamente dilaga nelle produzioni italiane. Però c’è Riccardo Scamarcio, quindi a posto così.



Cannibal Kid: Poco fa ho visto un film intitolato Euphoria e, nonostante la presenza di Eva Green e Alicia Vikander, non è che mi avesse fatto diventare proprio euforico. Figuriamoci questo dove non ci sono manco Eva Green e Alicia Vikander, ma Scamarcio e la Golino (qui in versione regista). Va beh, se non altro c'è pure il sempre valido Mastandrea. Che però non è la Green né tantomeno la Vikander.
Ford: in questo periodo fatico a vedere qualsiasi film tenendo la visione senza penniche. Figuriamoci una roba italiana di questo genere. Neanche fosse un titolo pseudo indie autoriale consigliato dal mio rivale.

Uno di famiglia

"E così siamo riusciti ad incarcerare quei due finti nemici. Ora la blogosfera è finalmente libera."

Tiziana: Non mi ritengo certamente una fan delle commedie italiane, ma questa non promette affatto male. Dopo i primi sei secondi di trailer avevo già accennato un sorriso, che si è trasformato in un sorriso vero e proprio man mano che continuavo la visione. La trama mi sembra più originale e “intelligente” del solito (stiamo pur sempre parlando di una commediola italiana) e Lucia Ocone appare davvero perfetta nel ruolo.
Cannibal Kid: Non ero un grande fan delle commedie italiane e, per carità, non lo sono nemmeno tutt'ora. Eppure negli ultimi tempi diversi titoli appartenenti a questo filone hanno saputo intrattenermi con piacere. Chissà se ce la farà pure questo Uno di famiglia? Probabile che pure Ford se lo recuperi visto che negli ultimi tempi è diventato il più insospettabile promotore delle commedie italiane.
Ford: negli ultimi tempi, più che delle commedie italiane, sono diventato promotore del sonno da divano. Quindi la domanda è: riuscirà questo film a tenermi sveglio? Più di Cannibal è sicuro.



7 sconosciuti al El Royale

"Quei tre che tengono la rubrica sono più strambi di noi."

Tiziana: Premettendo che fatico a trovare un senso alla carriera da attrice della Johnson dato che credo non abbia mai cambiato espressione dal suo primo provino, l’impressione che mi ha dato questo film è stata che alla base c’è del potenziale: quel tocco di Agatha Christie, una location interessante, citazioni tarantiniane, una buona colonna sonora e, non meno importante, Chris Hemsworth. Resta solo da sperare che il regista Drew Goddard sia riuscito a giocarsi bene questi elementi, perché è risaputo che per gli americani il confine tra filmone e trashata è molto molto labile.
Cannibal Kid: Drew Goddard dopo l'ottimo esordio con il sorprendente Quella casa nel bosco potrebbe sorprendere di nuovo?
Spero proprio che questo suo nuovo lavoro non sia il solito thriller-noir che cerca di copiare Tarantino e i Coen, ma qualcosa di originale e personale. Se c'è riuscito ribaltando i cliché degli horror, non vedo perché non ci possa riuscire pure ora. E in più realizzare una missione da brividi: riuscire a convincere per la seconda volta di fila sia me che Ford. Brrr.
Ford: Goddard, ai tempi di Quella casa nel bosco, era riuscito nell'impresa certo non semplice di portare dallo stesso lato della barricata i due rivali più ex rivali della blogosfera. Che questo film possa significare doppietta? Nonostante mi lasci molto perplesso l'idea, non mi dispiacerebbe. Segno di tempi che cambiano?


Up & Down - Un film normale

"Festeggiamo! Ford e Cannibal mi vogliono soltanto evitare!"

Tiziana: Sicuramente una bellissima iniziativa, andrebbe certamente guardato per avvicinarsi ad un mondo che troppo spesso ignoriamo. Anche se Paolo Ruffini, mamma mia che fastidioso...
Cannibal Kid: Tiziana è stata troppo buona nel definire Paolo Ruffini soltanto come fastidioso. Per persone come lui, o come Ford, giusto per fare un esempio a caso, ci sarebbe da usare ben altri termini. Ma non lo farò, se no Google mette il mio sito nella lista nera e lo fa sparire dal motore di ricerca.
Ford: un film normale? Più che altro, un film da evitare. Tiziana, forse è il caso di rivalutare questo buonismo da Cucciolo Eroico!



Angel Face

"Ford non mi risponde. Katniss Kid è una rivale più tosta di quanto non potessi pensare."

Tiziana: Qui so già che piangerò copiosamente. I rapporti madre-figlia, il momento in cui ci si rende conto per la prima volta che i genitori non sempre sono eroi, la disillusione di un figlio che per natura ha sempre idealizzato la famiglia, sono argomenti ancora troppo poco trattati, ma sempre di grande impatto psicologico. Basti pensare a “Mommy” di Xavier Dolan, un capolavoro assoluto difficile da eguagliare. Nonostante ciò, il trailer ha suscitato in me altissime aspettative. Vedremo.
P.S. Marion ti amo follemente.
Cannibal Kid: Pure io amo follemente Marion, pure io ho altissime aspettative e pure io so già piangerò copiosamente... ok, quest'ultima cosa forse era meglio se non la dicevo per non sminuire la mia mascolinità. Dite che ormai è troppo tardi?
P.S. Sono quasi sicuro che pure Ford saprà apprezzarlo, visto che lui nel rapporto tra madre-figlia ci sguazza anche nella vita privata... ehm, volevo dire nel rapporto padre-figli. :)
Ford: Marion e rapporti genitoriali, le premesse ci sono tutte. Il fatto che sia atteso da Tiziana e Cannibal, però, gioca contro. Chi vincerà? Spero il Cinema, perchè in questo periodo ne ho davvero bisogno.

martedì 15 maggio 2018

Game night - Indovina chi muore stasera? (John Francis Daley/Jonathan Goldstein, USA, 2018, 100')








Nel corso degli anni sugli schermi di casa Ford sono passate decine - e forse centinaia - di pellicole da neuroni in vacanza perfette per la decompressione da stanchezza nel corso della settimana lavorativa, alcuni decisamente pessimi, altri completamente inutili ed altri ancora che certo non saranno destinati a fare la storia o costituire tasselli importanti della memoria ma che hanno finito per rendere al meglio il loro servizio: Game night - tralascio ogni commento a proposito dell'aggiunta voluta dalla distribuzione italiana - è senza ombra di dubbio parte di quest'ultimo gruppo.
Firmata - in parte - dallo stesso John Francis Daley del guilty pleasure trash personale di qualche anno fa Come ti rovino le vacanze, questa commedia finto nera pronta a ricongiungersi con tutti i voleri del Cinema a grande diffusione funziona nel suo genere dall'inizio alla fine, tiene un ritmo invidiabile e diverte non poco pur rimanendo nel totalmente implausibile e sopra le righe, sfrutta al meglio un gruppo di attori che senza ombra di dubbio si saranno divertiti un mondo a girarlo - è sempre un piacere vedere Rachel McAdams così come Kyle Chandler, indimenticato Coach Taylor di Friday Night Lights - e non porta sullo schermo alcuna pretesa di andare oltre quella che è la sua area di competenza.
In un certo senso, pare quasi di assistere ad una versione comedy di The Game - sopravvalutato film anni novanta per molti divenuto cult - zeppa di citazioni, momenti decisamente spassosi - l'estrazione del proiettile, tanto per citarne uno - ed una serie di situazioni perfette per adattarsi anche e soprattutto al pubblico delle coppie, unendo le speranze di norma maschili di confrontarsi con un pò di azione e quelle di norma femminili di un messaggio o un punto cui arrivare che non sia il semplice esibirsi in pirotecniche sequenze d'azione o gesti al limite dell'incredibile.
Fa il suo ritorno sullo schermo, inoltre, un altro ex grande protagonista del piccolo schermo, quel Michael C. Hall che prima del tracollo delle ultime due annate aveva fatto sognare i fan con Dexter, pronto a rendere ancora più vivace un finale giocato sui colpi di scena ed i continui cambi di prospettiva, degna conclusione di una pellicola senza pause che ha finito per sorprendermi in positivo soprattutto considerate le scarse aspettative che nutrivo fin dalla prima visione del trailer: certo, non aspettatevi qualcosa in grado di cambiare la vostra annata da cinefili, o che possa ispirare post di quelli che si scrivono con il cuore in mano, quanto più che altro uno di quei prodotti che pare una poltrona massaggiante o un piatto particolarmente buono al termine di una giornata non necessariamente andata male, ma che chiede il suo tributo in termini di stanchezza e voglia di staccare la spina da ogni responsabilità mentale.
In questo senso le vicende dei protagonisti fungono da catalizzatore d'attenzione, generatore di risate e antistress per chiunque si accomodi sul divano, aiutando l'audience a dimenticare - o quantomeno non fare troppo caso - a quello che li ha strapazzati durante tutto il giorno e farà lo stesso dalla mattina dopo: come spesso mi è capitato di sottolineare, il Cinema è anche questo, e quando l'idea del popcorn movie finisce per tradursi in intrattenimento senza pretese per quanto mi riguarda tutto fila liscio come l'olio, e pur senza grandi partecipazioni emotive, opere artistiche o colpi di genio, si finisce per crollare nel letto sereni.
E non è cosa da poco.
Anzi, direi che è proprio un bel gioco, come quelli che si fanno tra amici in quelle serate in cui ci si sente leggeri e liberi dai pensieri che si lasciano fuori dal tabellone.



MrFord



venerdì 4 maggio 2018

Friday's child



Ed eccoci giunti, nella nuova tradizione che mi vede in ritardo di un giorno, all'appuntamento con la rubrica dedicata alle uscite in sala, per l'occasione condotta da questo vecchio cowboy, il suo rivale Cannibal Kid ed un altro vecchio scampolo della blogosfera, Caden Cotard.
Le uscite avranno stimolato nuove rivalità? O la razionalità avrà preso il sopravvento e perfino i due più acerrimi nemici della rete, per una volta, avranno trovato un punto d'incontro?


"E' passato quel bestione di Ford e si è mangiato tutto, Joaquin." "Meglio lui che Cannibal, quello non avrebbe mangiato niente ma sarebbe rimasto a rompere le palle."


GAME NIGHT - INDOVINA CHI MUORE STASERA?

"Abbiamo impiegato un paio d'ore a costruire questa torre. Ora ci metterà mano Cannibal, e tutto crollerà in un istante."

Caden: Lo spettatore, verrebbe voglia di rispondere al titolo.
In realtà vedendo il trailer sembra di trovarsi davanti ad una cosa carina, un mix di generi probabilmente riuscito, talmente riuscito che ha portato le possibilità che io lo veda dallo 0% allo 0,734%
Cannibal Kid: C'è Jason Bateman, attore che non mi sta particolarmente simpatico, quindi anche per me le possibilità di concedergli una visione sono le stesse del “matematico” Caden Cotard, ovvero dello 0,734%.
Hey, un momento. C'è anche Rachel McAdams?
Allora le possibilità salgono improvvisamente al 100%!
Quanto a chi vorrei morisse stasera, un'idea ce l'avrei...
Ford: credo ci siano le probabilità dello 0,734% che possa piacermi questo film. Dello 0%, invece, che possa piacermi Cannibal.

A BEAUTIFUL DAY - YOU WERE NEVER REALLY HERE

"Katniss Kid, mi raccomando, non avvicinarti per nessun motivo a Caden Cotard."

Caden: Dopo 6 lunghissimi anni torna finalmente alla regia la Ramsey, regista, tra l'altro, di quel grandissimo film che fu "E ora parliamo di Kevin".
Come se non bastasse prende come attore principale Dio Phoenix.
E niente, bastano sti due elementi (più un paio di immagini) a darmi la quasi certezza di fiondarmi in sala.
Cannibal Kid: Film già visto e presto arriverà il mio post in proposito. Sarà una beautiful recensione come quelle di Caden, o una schifezza come quelle di Ford? uahahah
Ford: questo film pare uno di quei titoli in grado di promettere tutto, e non portare a casa nulla. Le premesse perchè si possa far bene ci sono, ma l'eventuale cannibalata incombe. In quel caso, cercherò di non essere lì.

CI VUOLE UN FISICO

"Puoi scordarti che faccia guidare te o Ford. Non voglio certo morire."

Caden: Il trailer mostra un film abbastanza innocuo ma anche abbastanza piccolo e dolce per farsi voler bene. Sapete quanto stia lontano dalle commedie, non parliamo di quelle italiane. Ma qui c'è la sensazione, almeno, di aver voluto raccontare una piccola storia senza tante ambizioni. E i due volti mi pare funzionino.
Cannibal Kid: Caden si dichiara lontano dalle commedie italiane, qualche tempo fa pure io avrei detto lo stesso, e Ford ancora di più. Negli ultimi tempi però il vento sta girando e tutti e tre sembriamo meglio disposti nei confronti del genere. Soprattutto quel finto musone di Ford. Qui non c'è la sua nuova eroina Ambra, però a sorpresa si potrebbe trattare di una piccola gradevole visione per tutti e tre.
Ford: tra Caden e Cannibal mi pare si sia esaurita la dose massima di melassa per questa rubrica, quindi direi che continuerò a rimanere nella mia posizione di pseudo duro ed ignorerò questa proposta.

MANUEL

"Butto un pò di White Russian nell'impianto di irrigazione. Pare che faccia bene alle piante."

Caden: Sembra quasi (ma davvero, ho letto solo una riga) una specie di Mommy italiano. In ogni caso un film impegnato, difficile, probabilmente molto sentito da chi l'ha girato.
Sono sempre affascinato dai film con queste tematiche, i giovani e le loro difficoltà. Non ho visto il trailer proprio perchè non escludo a priori la visione.
Cannibal Kid: Il Mommy italiano?
Caden, avevi la mia curiosità, ora hai la mia attenzione. E speriamo non si riveli una di quelle sparate assurde e senza fondamento di cui siamo capaci giusto io e Ford.
Ford: dopo la melassa, le sparate. Questa settimana Caden e Cannibal, i nuovi M&M'S, vogliono davvero farmi riconsiderare la presenza in questa rubrica!

ARRIVANO I PROF

"Quei tre bloggers mi pare si atteggino troppo a professoroni." "Hai ragione, soprattutto quel Caden Cotard."

Caden: Ho visto due cose di Silvestrini, e mi sono entrambe piaciute un sacco (Stuck e Monolith).
Stavolta però non ce la faccio...
Soggetto respingente, Bisio vestito in quella maniera, la stangona di colore che dovrebbe esse una prof.
Ci andrei solo per Nichetti.
Anzi, manco per lui.
Cannibal Kid: Monolith l'ho trovato guardabile più che altro per l'affascinante protagonista Katrina Bowden, ma a livello di regia e sceneggiatura mi è sembrato giusto la copia scialba di una produzione a stelle e strisce già di livello medio-bassa. Questo Arrivano i prof se non altro mi sa di tipica minchiatona italiana al 100%, che non cerca di scimmiottare gli ammeregani come fa il (finto) cowboy from Lodi alias Mr. James Ford. Del cast non reggo Bisio e non ho mai filato il redivivo Nichetti, che manco sapevo fosse ancora vivo, in compenso mi sta simpatico Lino Guanciale. Tutto sommato, considerata l'ambientazione liceale, potrei persino osare una visione.
Ford: filmetto italiano inutile tipico della nostrana tradizione, firmato dal Silvestrini di Monolith, che ho visto e recensirò a breve. Sinceramente, ne faccio a meno.

DOPO LA GUERRA

"Poverino, ha visto un film consigliato da Cannibal, ed è caduto in depressione."

Caden: Ah, politica, guerre armate, ex terroristi, riforme del lavoro, cronaca sociale.
Un bel mix di cose che rendono Dopo la guerra una specie di kryptonite per il buon Giuseppe.
Di sicuro, però, è un bel film, visto che l'ha preso il Postmodernissimo de Perugia (che è come dire un tempo "l'ha detto la tv" per confermare che una cosa fosse vera).
Cannibal Kid: Le commedie all'italiana questa settimana ci possono stare. La pellicola pseudo impegnata italiana anche no.
Ford: i film italiani, per questa settimana, farò finta non siano usciti.

L'ISOLA DEI CANI

"Mi dispiace, ragazzi. Ma esiste solo un Cucciolo Eroico, ed è inimitabile."

Caden: Ho sempre sperato di amare Wes Anderson ma niente, ancora mai scoccata del tutto la scintilla.
Magari succederà con questa stop motion.
Le sensazioni sono buonissime, il soggetto intrigante, i cani fantastici.
Lo vedrò al 100%.
Cannibal Kid: Wes Anderson l'ho amato per davvero soltanto per Moonrise Kingdom, ma apprezzato comunque decisamente anche per quasi tutti i suoi altri lavori. Eccetto quella palla di Steve Zissou, più noioso di un entusiasmante action a caso sponsorizzato da White Russian. Questo si preannuncia come un gioiellino carino, ma scatterà l'amore?
Considerando che io e i cani abbiamo un rapporto come io e Ford, la vedo difficile...
Ford: Wes Anderson mi è sempre piaciuto, nonostante non lo ritenga una sorta di guru come tanti radical chic. Questo L'isola dei cani potrebbe rivelarsi un piccolo cult, e in un periodo smorto come questo, ce ne sarebbe davvero bisogno. D'altro canto, sono anni che si sarebbe bisogno del ritiro del Cannibale, eppure è ancora qui.

COSA DIRA' LA GENTE

"Con i miei fingo di essere tutta casa e religione, ma in realtà sono seguace del cannibalesimo."

Caden: Argomento straordinariamente attuale, anche in Italia. Penso al caso della povera ragazza bresciana di pochi giorni fa del quale, vedendo il trailer, sono incredibili le somiglianze. Ragazze che vorrebbero vivere normalmente nel paese che l'ha viste nascere e crescere ma devono fare il conto con il mondo dal quale viene la loro famiglia, un mondo di tradizione e cultura completamente diverso dal nostro.
Non mi era ancora mai capitato di vedere al cinema questo argomento, almeno con queste dinamiche. Insieme al film della Ramsey questo è per me il più interessante di tutti.
Bellissima lei.
Cannibal Kid: Argomenti d'attualità e cinema non sempre vanno d'accordo. Anzi, spesso si rischia di cadere nella trappola del film necessariamente con un messaggio morale. E l'unico messaggio che interessa a me è: “distruggere Mr. Ford!”.
Ford: la linea di demarcazione tra sensazionalismo e voglia di raccontare una storia è sempre molto labile. Sinceramente, non ho voglia di scoprire da che parte sta questo film.

EVA

"Ma quando cominciano a servirci white russian, in questo postaccio radical chic!?"

Caden: Avevo già preso una grossa fregatura con Elle, film amatissimo da tutti e che io trovai davvero sconclusionato, malgrado la grandissima Huppert.
E ancora una volta, a leggere due righe di trama, pare che la grande attrice francese interpreti un ruolo sessualmente travagliato.
Sento puzza di seconda fregatura, parecchia puzza di seconda fregatura.
Cannibal Kid: T'è piaciuto Monolith e non Elle?
Caden, stai per caso cercando di rubare a Ford il posto di blogger cinematografico più incompetente della rete? Guarda che c'ho già provato io, ma ancora non ci sono riuscito.
Quanto al film, spero che si riveli una gran bella francesata radical-chic di quelle che piacciono a me, pu**ana Eva!
Ford: a me non è piaciuto Elle, e neppure Monolith. Direi, dunque, che posso saltare questo.
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