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venerdì 26 ottobre 2018

Friday I'm in late






Nuova settimana di uscite e nuovo ritardo "lavorativo" per questa rubrica, che oltre al vecchio cowboy ed il suo socio nonchè nemesi Cannibal Kid vede come ospite Tiziana Lusardi, che non si sa per quale motivo pare essere fan dell'operato di Peppa Kid.
Cosa ci riserverà questo inedito terzetto rispetto alle uscite che ci attendono in sala?


"Ora sono pronta per affrontare il Cucciolo Eroico."


Disobedience

"Alla fine tutto il tempo passato accanto a Ford è stato troppo per Cannibal. Poveretto."

Tiziana: Conturbante come lo sguardo di Rachel Weisz e dolce come il sorriso di Rachel McAdams, mia beniamina dai tempi di Mean girls, questo film è un connubio di repressione, ribellione e sensualità. La comunità ebraica ortodossa di Londra altro non è che un’allegoria, l’allegoria dell’ipocrisia e del puritanesimo che ancora oggi possiamo trovare nel nostro vicino di casa, quando prendiamo un treno o quando facciamo la spesa. Un capolavoro assicurato.
Cannibal Kid: Un film in cui Rachel Weisz e Rachel McAdams si fanno?
Ovviamente l'ho già visto e ovviamente l'ho già adorato. Qui c'è la mia recensione. http://www.pensiericannibali.com/2018/08/disobedience-rachel-doppia-rachel.html
Correte a leggerla, ma soprattutto correte a vedere il film. E non osate disobbedirmi. Altrimenti fate la fine di Mr. Ford. Ovvero una brutta fine.
Ford: questo film ha già fatto il giro del web per una scena in particolare che potrebbe essere una delle sequenze dell'anno. Non l'ho ancora visto, ma per quella vale tutto.

Halloween

Ford attende Cannibal nascosto nella cameretta di quest'ultimo.

Tiziana: Da vera fanatica del genere horror ho già acquistato i biglietti per una maratona che trasmetteranno in un cinemino vicino casa, dove proietteranno all’inizio il primo film della saga, ovvero “Halloween-La notte delle streghe” (1978) e successivamente questo (brutta mossa). La realtà è che quasi quasi ci andrò più per riguardare il capolavoro di John Carpenter che per la curiosità di vedere l’opera di David Gordon Green e anzi, con molta probabilità uscirò dalla sala pensando: “ne avevamo davvero bisogno?”
Cannibal Kid: Dell'Halloween originale ho un ricordo piuttosto lontano e vago. Se non ricordo male, cosa possibile visto che la mia memoria funziona bene tanto quanto i gusti cinematografici del mio blogger rivale di cui in questo momento non ricordo il nome, mi era piaciuto decisamente, anche se non lo considero tra i miei horror preferiti in assoluto. Dopo i vari sequel, remake e anche i reboot a opera di Rob Zombie, che non ricordo con troppo piacere, questo nuovo capitolo del franchise, che dovrebbe essere un sequel diretto del primo, non mi ispira un granché, ma un'occhiata è probabile che gliela butti comunque.
Ford: il primo Halloween è un capostipite dell'horror, una chicca dello slasher movie che ancora oggi impartisce lezioni a raffica al genere. Non penso ci fosse bisogno di questo sequel, ma la curiosità c'è, e la possibilità di una possibilità anche. Nonostante il periodo da poco avvezzo alla sala.


Euforia

"Ammazza ma quanto fanno ridere quei due bloggers con le loro stronzate!?"

Tiziana: Per carità, lungi da me il voler essere cinica, ma in tutta onestà mi sembra una storia un attimo trita e ritrita, con quel velo di politicamente corretto e perbenismo che ultimamente dilaga nelle produzioni italiane. Però c’è Riccardo Scamarcio, quindi a posto così.



Cannibal Kid: Poco fa ho visto un film intitolato Euphoria e, nonostante la presenza di Eva Green e Alicia Vikander, non è che mi avesse fatto diventare proprio euforico. Figuriamoci questo dove non ci sono manco Eva Green e Alicia Vikander, ma Scamarcio e la Golino (qui in versione regista). Va beh, se non altro c'è pure il sempre valido Mastandrea. Che però non è la Green né tantomeno la Vikander.
Ford: in questo periodo fatico a vedere qualsiasi film tenendo la visione senza penniche. Figuriamoci una roba italiana di questo genere. Neanche fosse un titolo pseudo indie autoriale consigliato dal mio rivale.

Uno di famiglia

"E così siamo riusciti ad incarcerare quei due finti nemici. Ora la blogosfera è finalmente libera."

Tiziana: Non mi ritengo certamente una fan delle commedie italiane, ma questa non promette affatto male. Dopo i primi sei secondi di trailer avevo già accennato un sorriso, che si è trasformato in un sorriso vero e proprio man mano che continuavo la visione. La trama mi sembra più originale e “intelligente” del solito (stiamo pur sempre parlando di una commediola italiana) e Lucia Ocone appare davvero perfetta nel ruolo.
Cannibal Kid: Non ero un grande fan delle commedie italiane e, per carità, non lo sono nemmeno tutt'ora. Eppure negli ultimi tempi diversi titoli appartenenti a questo filone hanno saputo intrattenermi con piacere. Chissà se ce la farà pure questo Uno di famiglia? Probabile che pure Ford se lo recuperi visto che negli ultimi tempi è diventato il più insospettabile promotore delle commedie italiane.
Ford: negli ultimi tempi, più che delle commedie italiane, sono diventato promotore del sonno da divano. Quindi la domanda è: riuscirà questo film a tenermi sveglio? Più di Cannibal è sicuro.



7 sconosciuti al El Royale

"Quei tre che tengono la rubrica sono più strambi di noi."

Tiziana: Premettendo che fatico a trovare un senso alla carriera da attrice della Johnson dato che credo non abbia mai cambiato espressione dal suo primo provino, l’impressione che mi ha dato questo film è stata che alla base c’è del potenziale: quel tocco di Agatha Christie, una location interessante, citazioni tarantiniane, una buona colonna sonora e, non meno importante, Chris Hemsworth. Resta solo da sperare che il regista Drew Goddard sia riuscito a giocarsi bene questi elementi, perché è risaputo che per gli americani il confine tra filmone e trashata è molto molto labile.
Cannibal Kid: Drew Goddard dopo l'ottimo esordio con il sorprendente Quella casa nel bosco potrebbe sorprendere di nuovo?
Spero proprio che questo suo nuovo lavoro non sia il solito thriller-noir che cerca di copiare Tarantino e i Coen, ma qualcosa di originale e personale. Se c'è riuscito ribaltando i cliché degli horror, non vedo perché non ci possa riuscire pure ora. E in più realizzare una missione da brividi: riuscire a convincere per la seconda volta di fila sia me che Ford. Brrr.
Ford: Goddard, ai tempi di Quella casa nel bosco, era riuscito nell'impresa certo non semplice di portare dallo stesso lato della barricata i due rivali più ex rivali della blogosfera. Che questo film possa significare doppietta? Nonostante mi lasci molto perplesso l'idea, non mi dispiacerebbe. Segno di tempi che cambiano?


Up & Down - Un film normale

"Festeggiamo! Ford e Cannibal mi vogliono soltanto evitare!"

Tiziana: Sicuramente una bellissima iniziativa, andrebbe certamente guardato per avvicinarsi ad un mondo che troppo spesso ignoriamo. Anche se Paolo Ruffini, mamma mia che fastidioso...
Cannibal Kid: Tiziana è stata troppo buona nel definire Paolo Ruffini soltanto come fastidioso. Per persone come lui, o come Ford, giusto per fare un esempio a caso, ci sarebbe da usare ben altri termini. Ma non lo farò, se no Google mette il mio sito nella lista nera e lo fa sparire dal motore di ricerca.
Ford: un film normale? Più che altro, un film da evitare. Tiziana, forse è il caso di rivalutare questo buonismo da Cucciolo Eroico!



Angel Face

"Ford non mi risponde. Katniss Kid è una rivale più tosta di quanto non potessi pensare."

Tiziana: Qui so già che piangerò copiosamente. I rapporti madre-figlia, il momento in cui ci si rende conto per la prima volta che i genitori non sempre sono eroi, la disillusione di un figlio che per natura ha sempre idealizzato la famiglia, sono argomenti ancora troppo poco trattati, ma sempre di grande impatto psicologico. Basti pensare a “Mommy” di Xavier Dolan, un capolavoro assoluto difficile da eguagliare. Nonostante ciò, il trailer ha suscitato in me altissime aspettative. Vedremo.
P.S. Marion ti amo follemente.
Cannibal Kid: Pure io amo follemente Marion, pure io ho altissime aspettative e pure io so già piangerò copiosamente... ok, quest'ultima cosa forse era meglio se non la dicevo per non sminuire la mia mascolinità. Dite che ormai è troppo tardi?
P.S. Sono quasi sicuro che pure Ford saprà apprezzarlo, visto che lui nel rapporto tra madre-figlia ci sguazza anche nella vita privata... ehm, volevo dire nel rapporto padre-figli. :)
Ford: Marion e rapporti genitoriali, le premesse ci sono tutte. Il fatto che sia atteso da Tiziana e Cannibal, però, gioca contro. Chi vincerà? Spero il Cinema, perchè in questo periodo ne ho davvero bisogno.

mercoledì 27 settembre 2017

E' solo la fine del mondo (Xavier Dolan, Canada/Francia, 2016, 97')




Nel corso della mia vita di spettatore sono state molte le delusioni patite di fronte ad una pellicola, almeno quante le volte in cui, giunto quasi per caso di fronte ad un titolo, ho finito per rimanere a bocca aperta, conquistato, sconvolto da un'immagine, un momento, un'idea: è un pò come accade rispetto ai rapporti umani.
Ormai molti anni fa ricordo di aver deciso di chiedere di uscire ad una delle persone che sentimentalmente ha significato di più nel percorso di formazione che mi ha portato dove sono ora semplicemente perchè, lavorando insieme nello stesso negozio, coprendo lo stesso turno in cassa, senza neppure pensare chi fossi o che ai tempi avevamo scambiato solo poche parole, decise di portarmi una scorta di sacchetti avendo visto che quelli che avevo a disposizione stavano finendo.
I rapporti sono così. Istintivi e complessi.
Un pò come la Famiglia.
Con le immagini di E' solo la fine del mondo, ultimo - cronologicamente - film del giovane fenomeno Xavier Dolan, che passavano davanti agli occhi ho ricordato che il periodo migliore per il rapporto con i miei genitori e mio fratello fu a cavallo della fine del duemilasette e la fine del duemiladieci, i primi anni in cui andai via da casa: perchè la Famiglia può essere tante cose, croce e delizia, guns and roses, e chi più ne ha, più ne metta.
Senza dubbio ne sa qualcosa Dolan, che porta in scena l'adattamento di una piece che potrebbe aver scritto lui stesso, interpretata decisamente molto bene e graziata da un paio di lampi di quelli che solo chi ha la vera magia tra le mani può garantire: personalmente, ad esempio, non avrei mai e poi mai immaginato che qualcuno, un giorno, sarebbe riuscito a regalare una sequenza da commozione e pelle d'oca sulle note di Dragostea Din Tei, o un crescendo conclusivo in grado di riportare a chi ha memoria storica per la settima arte quadri da focolare gridati o sottovoce come quelli che era solito portare in scena un mostro sacro come Bergman, grazie anche ad un lavoro di carisma pazzesco da parte di Vincent Cassel, che credo sia uno dei più fighi in giro per quanto riguarda quantomeno il panorama europeo.
Ma le sfumature, possano piacere oppure no, contano relativamente: il giovane Xavier, per quanto ancora lontano, a mio parere, dall'aver raggiunto il suo pieno potenziale, riesce a mettere mani, pancia, testa e cuore come pochi altri al servizio di quello che è il calderone più ribollente che i sentimenti possano mettere sul fuoco, quello della Famiglia, per l'appunto, e farlo riflettendo sul Tempo neanche fosse un regista giunto per età anagrafica ed esperienza alla fase della maturità della sua carriera. E questo, già di per sè, meriterebbe un plauso.
Ma un lavoro come questo, per quanto non il migliore tra quelli portati sullo schermo dal cineasta canadese, ha il pregio di fornire all'audience un numero di interpretazioni decisamente maggiore di quanto una singola recensione possa fare, filtrate attraverso la sensibilità, le idee, il carattere e le esperienze: ci sono i Cassel, e le Seydoux, e le Cotillard, e così via, ed il bello è che ognuno può percepire un viaggio, un incontro, un sentimento in modo diverso ed unico.
Un pò come il Cinema.
Un pò come la Musica.
Io stesso, ad esempio, ho sempre pensato che Dragostea Din Tei fosse un pezzaccio trash buono per la palestra o l'estate in spiaggia.
E invece qui diventa qualcosa di struggente.
Di magico.
Qualcosa che dall'esterno non si può comprendere, ma una volta provata non si può dimenticare.
Come la Famiglia.




MrFord




 

giovedì 13 aprile 2017

Thursday's child







E finalmente, dopo quasi un mese di poco o nulla, si avvicina un fine settimana che promette scintille in sala, almeno per quanto riguarda il sottoscritto e l'hype per il nuovo capitolo di uno dei brand più fordiani al momento in circolazione, Fast and Furious.
La speranza è che, con il ritorno di Vin Diesel e soci, torni a ravvivarsi la rivalità spentissima tra il sottoscritto e Cannibal Kid.


"E così quelli sono Ford e Cannibal: chissà cosa accadrebbe se si scambiassero loro i corpi!?"


Fast & Furious 8

"A Cannibal potrebbe piacere questo film? Cos'è, uno scherzo!?"

Cannibal dice: Saga automobilistica iniziata come cannibale e poi diventata sempre più una fordianata action trash, ma avendo già visto tutti gli altri episodi non mi perderò nemmeno questo. Sebbene le quasi 3 ore di durata mi sembrino un pochino esagerate. Soprattutto per un film che dovrebbe essere fast...
Ford dice: curioso quanto una saga nata sotto una cattivissima stella molto cannibalesca sia divenuta, capitolo dopo capitolo, il volto dell'action trash più figo del Nuovo Millennio fordiano, complici inserimenti di lusso - Statham e The Rock - ed un livello di tamarraggine elevatissimo.
Inutile dire che dalla visione del trailer sono esaltatissimo, e l'hype è a mille. Speriamo bene.

 

Moglie e marito

"Forse lo scambio di corpi tra Ford e Cannibal è troppo eccessivo perfino per un horror."

Cannibal dice: Commedia italiana sullo scambio di corpi che fa molto commedia americana alla Freaky Friday/Tale padre tale figlio, con in più due validi protagonisti come Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak: direi che una visione ci sta tutta. Sperando che non mi capiti mai di scambiare il corpo con Mr. Ford.
Ford dice: le commedie sullo scambio di corpo sono da sempre piuttosto divertenti. Riuscirà ad esserlo anche un prodotto italiano, almeno per gli occupanti del Saloon? Sinceramente, spero di sì. Anche se non ho troppa fiducia.

 

Lasciati andare

"Mi sa tanto che la prossima volta che Ford mi invita fuori a bere farò meglio a declinare."

Cannibal dice: Toni Servillo in un film non diretto da Paolo Sorrentino e che per di più è una commedia? Questa sì che è una cosa inaspettata. Quasi come se Ford si perdesse un Wrestlemania.
Ford dice: Servillo senza Sorrentino ed impegnato in una commedia? Questa storia pare più strana di Cannibal che si guarda Wrestlemania.

 

Personal Shopper

"Sarò abbastanza sobria per uscire a bere con Ford!?"

Cannibal dice: La nuova collaborazione di Olivier Assayas con l'ormai sempre più indie Kristen Stewart promette assai bene, dopo il notevole Sils Maria. Sembra inoltre uno di quei film senza senso e sperimentali che Ford non capirà mai...
Ford dice: Assayas è un regista molto interessante, e che mi è sempre piaciuto, nonostante mi sia perso - almeno per il momento - Sils Maria. Che sia giunto il tempo del recupero per veicolare questa nuova visione e scoprirmi purtroppo di nuovo d'accordo con il mio rivale?

 

Planetarium

"Fuma, fuma: è l'unico modo per sopportare che Cannibal venga a fare il bagno con noi."

Cannibal dice: Singolare pellicola su due (finte?) spiritiste interpretate da Natalie Portman e Lily-Rose Depp, a Venezia non è che avesse scatenato particolari entusiasmi. Però le sue due protagoniste e il suo alone radical-chic capace di tenere lontano Ford lo rendono comunque una visione da affrontare.


Ford dice: cannibalata selvaggia che, nonostante il periodo di incredibile non belligeranza tra noi non me la sento proprio di affrontare. Anche perché, dovesse piacermi questo, la situazione prenderebbe una piega ancora più brutta di quanto già non abbia fatto in questi mesi.

 

Mal di pietra

"E così alla fine Ford non ha resistito, e ha fatto secco Cannibal. Poveretto."

Cannibal dice: Altro film promettente più che altro per la sua protagonista femminile, la (quasi) sempre ottima Marion Cotillard. Peccato che l'ambientazione agricolo/fordiana non mi esalti molto...
Ford dice: film incognita della settimana. Fordianata d'autore o cannibalata da evitare? Sperando che non combacino, inizia la caccia per sperare di recuperarlo.

 

Mothers

E pensare che, un tempo, era un highlander.

Cannibal dice: Film con Remo Girone e... Christopher Lambert?!? Ma questo giusto Ford se lo può guardare.
Ford dice: Remo Girone e Christopher Lambert. E purtroppo non siamo più negli anni ottanta. E non si tratta di un action.

 

venerdì 20 gennaio 2017

Allied - Un'ombra nascosta (Robert Zemeckis, UK/USA, 2016, 124')




Ogni volta che incrocio il cammino con produzioni come Allied rimpiango - e non poco - i tempi del Bullettin, quando mi bastavano quattro o cinque righe per chiudere la recensione.
Devo ammettere, giusto per non apparire prevenuto, che, nel caso dell'ultimo lavoro di Zemeckis, pensavo di restare molto, molto più deluso: in fondo, questo Un'ombra nascosta - consueto ed inutile adattamento italiano - è a conti fatti un film innocuo che non aggiunge nulla alla storia di uno spettatore navigato quanto di uno casuale ed alle prime armi, incapace di fare davvero incazzare, e neppure così terribile da annoiare.
Ma resta il fatto che, perizie tecniche a parte, il pensiero che ha accompagnato la visione dal primo all'ultimo fotogramma è stato uno ed uno soltanto: se qualcuno come Hitchcock avesse avuto la possibilità di lavorare a sceneggiatura e regia, incattivendo il finale e lasciando la sua firma, Allied avrebbe avuto tutte le carte in regola per poter diventare un grande film, complici temi importanti e profondi come l'amore, il matrimonio, il legame con un'altra persona cui affidiamo la vita e dalla quale per molti versi, da esseri umani, dipendiamo pur non conoscendone i segreti più profondi.
A fronte di tutto questo è senza dubbio molto triste il fatto che, per quasi tutta la durata della pellicola, il mio pensiero principale sia stato quello che, per la prima volta - e forse complice un look sempre precisino e poco wild -, mi è parso di notare davvero il fatto che anche Brad Pitt - con Tom Cruise e Johnny Depp una delle icone della mia generazione - stia cominciando davvero ad invecchiare: un'aggravante senza dubbio per quello che dovrebbe essere un titolo profondamente drammatico - seppur non coraggioso fino alla fine, da buon, vecchio film USA - e carico di tensione, che avrebbe il dovere di vivere sul dubbio istillato nello spettatore e non sulle osservazioni legate alla pelle in lento rilascio sul collo del protagonista, sex symbol di almeno un paio di generazioni di spettatrici.
In un certo senso, Allied rappresenta il prototipo del film manifesto di una mancanza di idee e stimoli che induce l'autore di turno a rispolverare l'atmosfera di un grande periodo ormai passato - in questo caso, l'epoca d'oro degli Studios - fallendo nel suo intendo proprio a causa delle basi poco solide del progetto: niente di particolarmente brutto, quanto più che altro qualcosa di ininfluente ed a suo modo molto noioso.
E purtroppo, non parlo di noia in termini di rottura di coglioni di vario livello, quanto di incapacità di sorprendere davvero, portando in scena un prodotto che pare un manichino senza vita, un pò come la protagonista femminile, una Marion Cotillard per la quale appaiono lontanissimi i tempi di Un sapore di ruggine ed ossa ed essersi adagiata su una bellezza che, conviene cominci ad abituarsi, il Tempo - e già si comincia a notare - non lascerà intatta.
In un certo senso, l'unica speranza di godere davvero del risultato di produzioni come questa, è di non aver masticato nulla di Cinema, in modo da rimanere sul filo nell'attesa di scoprire la risoluzione della trama ed immaginare cosa accadrebbe se qualcuno vi dicesse che la vostra amata - o amato - è una spia che dovete, in caso di conferma del sospetto, giustiziare: nel mio caso, ho immaginato un finale ben peggiore di quello che Zemeckis ha portato sullo schermo.
E che, ai miei occhi, non è parso neppure il difetto più grande di un film senza vizi di forma ma privo di qualsiasi idea.




MrFord






martedì 17 gennaio 2017

Assassin's Creed (Justin Kurzel, UK/USA/Francia/Hong Kong, 2016, 115')




I videogiochi, fin dai tempi della mia infanzia, del Commodore 64, il Sega Master System e dunque Mega Drive, sono sempre stati parte della componente ludica e d'intrattenimento delle giornate in casa Ford giungendo fino alla Playstation 4 attuale, che se non fosse per gli impegni con i Fordini utilizzerei molto più spesso che non per i ritagli di serate quando, con tutti a letto, libero la mente grazie a sequele quasi infinite di partite a PES, e negli ultimi anni alcune produzioni - si vedano Last of us, Red dead redemption o le saghe di Uncharted e Dead space - hanno raggiunto livelli tali da scomodare addirittura paragoni con il Cinema.
Peccato che - vedasi l'orrido Warcraft - le trasposizioni su grande schermo di videogames di successo siano state nella loro quasi totalità fallimentari: non è da meno questo Assassin's creed, firmato ed interpretato dallo stesso trio che lo scorso anno in questo periodo consegnò al pubblico l'ottimo Macbeth - Justin Kurzel, Michael Fassbender, Marion Cotillard -.
Se, infatti, la pellicola tratta da Shakespeare spingeva l'acceleratore su interpretazioni pazzesche ed un'autorialità al confine con il rischio - in molti lo trovarono soporifero, senza dubbio si trattava di un lavoro ostico -, questa pare invece la tipica marchetta da portafoglio gonfio di regista ed attori, inutile ed assolutamente incapace di provocare qualsiasi emozione e portata qualche centimetro sopra l'abisso soltanto dall'indubbio talento del cineasta australiano, che dimostra, con una manciata di inquadrature e le dinamiche sequenze d'azione quantomeno di conoscere il suo mestiere.
Troppo poco, però, per quello che avrebbe dovuto - o voluto? - ambire a diventare un blockbuster e rivelatosi un buco nell'acqua fatto e finito, che si tratti di critica - è stato massacrato in lungo e in largo - o botteghino - al momento, la parola più ricorrente è flop, e neppure leggero -, una raccolta di sequenze adrenaliniche messe in fila una dopo l'altra in bilico tra presente di narrazione e passato - come fu per il primo capitolo del franchise videoludico, che, lo ammetto, non è riuscito mai a conquistarmi - all'interno della quale perfino gli attori più consumati paiono pesci fuor d'acqua pronti a recitare un copione che dice poco o nulla e del quale non pare capirsi tanto di più, da una parte o dall'altra della macchina da presa.
Un'operazione commerciale di quelle in grado di far incazzare oltre misura la critica più snob, e che finiscono per gettare ombre anche sui popcorn movies d'intrattenimento becero che, al contrario, fanno del pane e salame un vero e proprio vanto: peccato per Kurzel - che probabilmente ha deciso di accettare questo lavoro, oltre che per il compenso, proprio per poter completare il già citato Macbeth - così come per Fassbender e la Cotillard, che da queste parti sono sempre molto ben visti e, come il resto di cast e crew, sprofondano senza colpo ferire insieme alla pellicola, il primo impegnato solo a mostrare il suo stato di forma, la seconda a sfoderare una verve da "è il lunedì mattina del peggior lunedì dell'anno, ho il ciclo e poca voglia".
Non penso che, in fin dei conti, loro saranno così affranti - soprattutto osservando l'estratto conto -, ma spero che, la prossima volta, prima di imbarcarsi in un'operazione di questo tipo, valutino bene la credibilità che potrebbero perdere agli occhi dei fan ed ancor più dei detrattori accaniti: personalmente, comunque, io voglio crederci ancora.
Senza incappare, almeno spero, magari in un sequel, nelle gesta di questi misteriosi assassini incappucciati.
In quel caso, sarebbe davvero troppo anche per un cinefilo di bocca buona come il sottoscritto.




MrFord




giovedì 12 gennaio 2017

Thursday's child







Gennaio, almeno negli ultimi anni, è sempre stato, forse per la vicinanza con Globes e Oscar, uno dei mesi più ricchi dell'anno, in termini di qualità: questa settimana, in sala, troveremo soltanto quattro pellicole - un vero miracolo per il quale io ed il mio scomodo antagonista Cannibal Kid ringraziamo -, tutte potenzialmente meritevoli di una visione.
Possiamo solo sperare che le stesse visioni rendano giustizia all'hype.


"Non farti vedere da Ford: se ci becca con lo spumante al posto del White Russian ci spara al volo un paio di mosse di wrestling."


Silence

"Resterò qui dentro fino a quando non mi sarò pentito per aver condiviso l'opinione di Cannibal su un film."

Cannibal dice: Silenzio, parla Cannibal. E quando parla Cannibal, tutti devono stare zitti a sentire. O se non altro Mr. James Ford.
Così come bisogna stare in silenzio quando c'è un nuovo film di Martin Scorsese. A parte il passo falso spielberghiano di Hugo Cabret, è un regista che negli ultimi tempi ha dimostrato di aver ritrovato una seconda giovinezza. Mentre il mio blogger rivale non ha mai manco trovato la prima.
Dopo lo spettacolare The Wolf of Wall Street e la sottovalutatissima serie Vinyl, questo film a tematica religiosa ambientato nel Giappone del XVII secolo pare parecchio ostico e potenzialmente un mattonazzo, ma in mano a Martin credo ne vedremo comunque delle belle. O almeno prego che sia così.
Ford dice: Scorsese è uno dei pochi registi in grado di zittire la rivalità imperitura tra me e Cannibal, perfino quando sforna ciofeche come Hugo Cabret, forse l'unico titolo inutile della carriera del Maestro.
Questo Silence, che potrebbe potenzialmente rivelarsi una delusione, potrebbe però anche sfoderare la zampata delle grandi occasioni di Marty, e come ai tempi di The wolf of Wall Street, tirare fuori il meglio anche dalle recensioni dei due rivali numero uno della blogosfera.


 

Allied – Un'ombra nascosta

"Beccati questo, Cannibal: con i saluti di Ford."

Cannibal dice: Ecco il film con la coppia Brad Pitt e Marion Cotillard, quella che secondo i pettegoli come me avrebbe portato alla fine dei Brangelina. Voci poi smentite, ma intanto di questo film si è parlato più per il gossip che non per la pellicola in sé, una vicenda spionistico-sentimentale ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale che non pare proprio essere una roba di stretta attualità o rappresentare una grande novità. Alla regia inoltre c'è il discontinuo Robert Zemeckis e quindi questo film pare misterioso come un'ombra nascosta. O minaccioso come un Mister Ford nascosto nell'ombra.
Ford dice: alle spalle l'inutile - salvo per il finale - The Walk, Zemeckis al momento non è certo tra i primi nomi della mia lista, e questo film non mi pare in grado di cambiare le cose.
Cannibal, invece, resta in fondo a qualsiasi lista che potrei redigere.


 

The Founder

"Benvenuti nell'unico fast food dove avrete occasione di incontrare nello stesso momento Cannibal e Ford."

Cannibal dice: Il film su uno dei miei più grandi eroi, che però non so chi sia. Il fondatore di McDonald's è per me un mito così, solo per il semplice fatto di averlo fondato. Ora, grazie a questa pellicola con Michael Keaton a caccia di una nuova nomination agli Oscar, potrò finalmente scoprire anche che uomo era. E potrei magari scoprire che non era poi un così grande uomo. Oppure sì?
La voglia di saperlo è quasi quanto quella di mangiarmi un Big Tasty o di tirare un pugno a James Ford. Quindi molto alta!
Ford dice: io, che non sono radical come Cannibal e non sono un assiduo frequentatore dei ristoranti chic, non dico mai di no ad una bella abbuffata da McDonald's.
Ammetto dunque di essere curioso in questo caso sia per la performance che pare strepitosa di Michael Keaton, sia perchè del fondatore del franchise alimentare più famoso del mondo so meno che di Marco Goi, che tende a nascondersi come una spia del KGB ricercata dalla CIA.


Nebbia in agosto

"Per aver assistito ad una maratona di teen movies suggeriti da Cannibal, questo paziente sta quasi bene. Quantomeno non è in coma."

Cannibal dice: Pellicola a tematica nazi che sa di lavoro piuttosto impegnato e impegnativo. Una potenziale ronfata fordiana, in altre parole. Scusate ma questa settimana se devo affrontare la Seconda Guerra Mondiale preferisco farlo con il più patinato Allied e, se cerco qualcosa di impegnato, preferisco affidarmi a Martin Scorsese piuttosto che a tale Kai Wessel.
Ford dice: lavoro di nicchia che potrebbe rivelarsi potenzialmente interessante, e che in una settimana graziata da pochi titoli in uscita potrebbe scalare le posizioni nel listone dei recuperi.
Speriamo solo non si riveli una sòla cannibale.

 
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