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lunedì 3 dicembre 2018

White Russian's Bulletin



Nonostante gli impegni lavorativi, la desertificata blogosfera e Red Dead Redemption 2 che mi cattura sempre di più, anche a questo giro di giostra sono riuscito a portare a casa qualche visione nel corso della settimana: titoli criticati, non perfetti, lontani dal poter essere considerati tra i migliori dell'anno, eppure a loro modo di carattere e ottimi da gustarsi per serate da divano e White Russian - ovviamente - lontani dal freddo ormai quasi invernale.


MrFord


RED ZONE - 22 MIGLIA DI FUOCO (Peter Berg, USA, 2018, 94')

Red Zone - 22 miglia di fuoco Poster


Peter Berg da queste parti è sempre ben accetto dai tempi di Friday Night Lights, e nonostante si tratti di uno dei registi action più americani - nel senso stelle, strisce e se metti piede nella mia proprietà ti pianto una palla in corpo - che si possano immaginare, è sempre riuscito a trasportare la tipica retorica bianca, rossa e blu in qualcosa di sanguigno e tosto.
Non è da meno il tanto vituperato - in patria - Mile 22, action di stampo orientale - in più occasioni mi ha ricordato The Raid - che vede un altro fordiano d'eccezione, Mark Wahlberg, capitanare una squadra di operativi paramilitari incaricati di accompagnare un prigioniero politico fino ad un recupero che pare distante anni luce nel tipico action survival che quasi ricorda un videogiocone sanguinoso.
Strepitosi i combattimenti, da quello con protagonista Lauren Cohan a tutti quelli che vedono al centro dell'azione Iko Uwais, già star di The Raid - per l'appunto -: e come se non bastassero botte, proiettili ed un ritmo incalzante, i twist continui del finale aggiungono pepe ad un titolo, a mio parere, sottovalutato ed incompreso. Roba tosta.



BOHEMIAN RHAPSODY (Bryan Singer, UK/USA, 2018, 134')

Bohemian Rhapsody Poster


Freddy Mercury e i Queen sono stati, ai tempi delle medie, una delle mie prime cotte musicali, con quel loro gusto kitsch e sopra le righe e pezzi che praticamente parevano nati per far parte di compilation e greatest hits vari: la storia di Mercury, legata a doppio filo all'AIDS e alle controversie sulla sua sessualità è da sempre materia di chiacchiere tra gli appassionati, e nonostante la critica illustre non veda la sua band come una delle più importanti del rock non ci sono dubbi rispetto al fatto che ne abbia fatto indubbiamente la Storia.
Il lungometraggio che ne racconta le gesta sul palco e non solo, firmato dal Bryan Singer de I soliti sospetti ed interpretato da un grandissimo Rami Malek, è a tratti troppo facile nel suo svolgimento, per certi versi clamorosamente hollywoodiano e pronto a fare leva nella seconda parte sul coinvolgimento emotivo ed ovviamente sui pezzi immortali scritti dalla band, eppure è, come Mile 22, pane e salame e di cuore anche nel mostrare quegli stessi limiti, esibiti al contrario orgogliosamente almeno quanto le modifiche "storiche" operate per alimentare la drammatizzazione del soggetto - come le tempistiche secondo le quali Freddy comunicò ai suoi tre compagni di aver contratto l'HIV -: in questo senso, probabilmente, sarebbe piaciuto ad un "eccessivo" come Mercury.
Ed il concerto del Live Aid replicato alla perfezione nel finale resta davvero da brividi.




MAKING A MURDERER - STAGIONE 1 (Netflix, USA, 2015)

Making a Murderer Poster


La Storia della Giustizia americana è senza dubbio ricca di casi eclatanti raccontati spesso e volentieri dal grande e dal piccolo schermo, da Hurricane a O. J. Simpson.
In questo caso a portare sullo schermo l'incredibile lavoro in termini di dedizione degli autori è ancora una volta Netflix, che qualche anno fa fece parlare di sé grazie a questa serie dedicata all'incredibile vicenda di Steven Avery, condannato a metà degli eighties per uno stupro che non ha commesso e scarcerato grazie alla prova del dna dopo diciotto anni, che, dopo due anni di libertà ed una causa milionaria intentata contro il dipartimento di polizia della sua regione viene accusato di un omicidio dai contorni orrorifici con il giovanissimo nipote in quello che pare, dall'esterno, essere un vero e proprio caso di "costruzione di reato".
Stilisticamente antispettacolare - le riprese furono tutte fatte seguendo i protagonisti delle vicende, senza alcun fronzolo -, agghiacciante da seguire se non altro come critica feroce al sistema di giudizio negli USA, non privo di domande da una parte o dall'altra della barricata lo si guardi - in questo caso ricorda lo splendido Capturing the Friedmans di Jarecki -, forse non avrà la potenza emotiva o visiva di altri titoli, ma senza dubbio tocca nel profondo e fa riflettere su quanto fallibile sia o possa essere l'Uomo.


giovedì 29 novembre 2018

Thursday's child






Nuova settimana di uscite e nuovo ospite d'eccezione per questa rubrica: Alessandro, autore dell'ottimo Zucchero sintattico, che fortunatamente interviene per raddrizzare i torti musicali che Cannibal cerca di perpetrare dando contro ai Queen, storica band nota in tutto il mondo, neanche fossero gli esponenti di un film action fordiano.
Come se tutto questo non fosse abbastanza, il buon Alessandro ha anche avuto l'ottima iniziativa di scrivere un'introduzione. Meglio di così!


MrFord


Alessandro: Ehi ciao! Ho appena scoperto, spulciando altri articoli di questa rubrica, che questa premessa non serve. Peccato, ero proprio convinto che gli ospiti che hanno scritto prima di me avessero fatto un’introduzione, un cappello, una prefazione per spiegare chi sono. Avrei detto che ho un blog da una decina d’anni, e che di solito parlo di altro, tipo tematiche LGBT+, biscotti e Beyoncé, ma che anche il cinema non mi dispiace. E avrei detto che è un onore essere qua, sulle pagine virtuali di Pensieri Cannibali, che seguo da tempo immemore e che mi ha fatto scoprire serie tv che mai avrei scovato altrimenti. Un caloroso saluto anche a Mr James Ford, avrei aggiunto infine, prima di passare al commento dei film in uscita. E invece niente: la premessa di questo articolo è tutta di Cannibal Kid. Che diva.


 
"Hey Katniss Kid, ma quel mostro là in fondo è proprio Ford!?"
Bohemian Rhapsody

"We are the champions, e Cannibal neanche per sbaglio."

Alessandro: Se non avete molto tempo per vedere questo film, potreste prendere in considerazione l’idea di recarvi in Malesia. Lì la pellicola è stata tagliata in tutti e ventiquattro i minuti in cui la storia fa riferimento alla sessualità di Freddy Mercury. Un’operazione simpaticissima che avrà l’unica conseguenza di rendere incomprensibile la trama a tutti gli spettatori malesi, i quali avranno tuttavia risparmiato una mezzoretta scarsa da utilizzare per scaricarsi online la versione integrale. Quella della censura malese è solo l’ultima delle polemiche che ruotano attorno a questo film, che viene annunciato da Brian May nel 2010. Otto anni (e cinque cambi di regia) dopo, abbiamo una data di uscita (il 29 novembre), un protagonista (il bravissimo Rami Malek di Mr. Robot) e, finalmente, un regista: Bryan Singer, quello dei Soliti Sospetti e X-Men. Sono abbastanza sicuro che, affrontando tematiche come l’omosessualità, la musica, l’HIV e la vita vera di Freddie Mercury, questo film farà molto discutere. Il mio consiglio: prima di criticarlo, andiamo a vederlo.
Cannibal Kid: Non sono mai stato un fan della musica dei Queen, quindi avrei preferito che in Italia arrivasse la versione della pellicola tagliata da tutte le loro canzoni, ahahah!
Ok, questa battuta non ha fatto ridere nessuno, perché a parte me tutto il mondo Ford compreso ama la musica dei Queen e la prende pure terribilmente sul serio. Pure troppo. A parte il piccolo dettaglio di non essere un loro fan, c'è però da dire che sono un grande appassionato di film biopic musicali, quindi darò un'occhiata e pure un ascolto (magari a volume ridotto) a questa pellicola. L'interpretazione di Rami Malek in particolare dovrebbe valere la pena.
Ford: i Queen sono stati uno dei miei primi amori musicali, e ricordo ancora piuttosto bene quando Freddy Mercury morì ed io approfittai per consolare quella che era la mia cotta dei tempi della seconda media, anche se purtroppo ai tempi ero ancora troppo timido per poter approfittare davvero dello sconforto della signorina in questione. Ad ogni modo, nonostante non abbia grandi aspettative, già so che non mi perderò il biopic di una delle icone più importanti del rock di tutti i tempi, per quanto possa dire Cannibal, che sta alla Musica quasi meno che al Cinema.


Il Grinch

"Buono questo White Russian, bravo Ford!"

Alessandro: Torna il personaggio che vuole rubare il Natale a noi che vogliamo soltanto andare in ferie. Diciotto anni dopo l’ultimo adattamento, il Grinch è di nuovo nelle sale, con Yarrow Cheney e Scott Mosier alla regia al posto di Ron Howard, e Benedict Cumberbatch al posto di Jim Carrey (Alessandro Gassmann nella versione italiana). Per chi dice di odiare il Natale (è una fase, ma passa, tranquilli) c’è un’ottima scusa per andare al cinema e farsi un selfie accanto alla locandina.
Cannibal Kid: Piacere Alessandro, io sono il Grinch della blogosfera e odio il Natale. E no, non mi è ancora passata. C'è poi da dire che odio pure i film sul Natale, persino quelli con personaggi che fanno finta di odiare il Natale ma che poi finiscono per diventare vittime del fascino di regali, decorazioni, buoni sentimenti e volemose bene tipicamente fordiani. A parte Nightmare Before Christmas, io giro al largo da tutto ciò aspettando che questo spaventoso clima, sia invernale che natalizio, venga spazzato via. Possibilmente da un ciclone tropicale.
Ford: io a Natale mi diverto sempre, tra mangiate e bevute e tutti insieme appassionatamente, ma il Grinch non mi ha mai fatto impazzire, a prescindere dalla sua incarnazione. Per me la pellicola delle Feste resta Una poltrona per due, e anche quest'anno resterò fedele alla tradizione.

Se son rose

"Ma sei sicura di voler uscire con Cannibal? Quello è uno stalker di prima categoria!"

Alessandro: Faccio coming out: sono toscano e non sopporto Leonardo Pieraccioni. Ebbene sì. So che fuori dalla mia regione gira la voce secondo cui tutti i toscani amino alla follia Benigni, Pieraccioni e Renzi, ma non è così. Vi dirò di più: siamo in molti a trasgredire a questo luogo comune. In particolare, io sono Pieraccionofobo: credo non mi piaccia niente di quello che ha fatto, forse solo il Ciclone, ma solo perché l’ho visto da piccolo e non me lo ricordo.
Cannibal Kid: Faccio coming out: sono un blogger di cinema e non sopporto Mr. James Ford. So che c'è questo luogo comune che tutti noi blogger cinematografici ci amiamo e ci supportiamo a vicenda, invece no. Io boicotto White Russian fin dal maledetto giorno in cui ci sono finito sopra per sbaglio. Quel bischero di Pieraccioni invece non lo boicotto perché il suo film d'esordio, il brillante I laureati, mi era piaciuto e poi da allora in poi i suoi lavori si sono fatti talmente inconsistenti che si boicottano da soli.
Ford: faccio coming out: non ho mai sopportato Pieraccioni, ancora meno il suo amichetto Ceccherini e ancora meno Cannibal Kid. Ovviamente boicotterò questo film molto felicemente.




Ride

"Ma che succede?" "Ho scoperto di essere più vecchio di Ford. E non pensavo fosse possibile."

Alessandro: Ho letto molto sul primo lungometraggio da regista di Mastandrea, che adoro come attore e adoro come personaggio televisivo, quindi spero di amarlo anche da regista. Ho letto che parla di una donna a cui muore il marito sul lavoro, e non riesce a piangere, come vorrebbero tutti. Ho letto che hanno allagato una stanza per creare una tempesta all’interno di una casa. Ho letto che la signora del piano di sotto si è risentita, e non poco. Il pallino di Mastandrea per le morti sul lavoro non è nuovo: già qualche anno fa aveva girato un corto, Trevirgolaottantasette, con Elio Germano, sempre sullo stesso tema. Stavolta pare però che ci sia un’inversione del punto di vista: la storia che viene raccontata non è quella della vittima, ma quella della sua compagna (interpretata da Chiara Martegiani), quella, cioè, di chi resta in vita. Ed è proprio “a chi resta” che il film è dedicato.
Cannibal Kid: Pure io adoro Mastandrea come attore. Non che lo consideri un fenomeno della recitazione, però quasi tutti i film (e pure le serie TV, si veda l'ottima e sottovalutata La linea verticale) in cui compare sono ben al di sopra del resto delle produzioni italiane. E pure internazionali, diciamolo. Nonostante il tema affrontato rischi di essere più pesante di un post qualunque di James Ford che annega nei ricordi del suo passato, sono sicuro che la corsa su questo Ride varrà la pena di essere affrontata. Anche solo per scoprire un valido nuovo regista, o per realizzare che è meglio se Vastandrea faccia unicamente l'attore e basta.
Ford: Mastandrea mi piace, è un tipo tra l'outsider e la sorpresa. E questo film, che tratta una tematica importante, potrebbe essere uno dei più interessanti della settimana. Senza considerare che il trailer mi ha alquanto sfiziato.


Un giorno all'improvviso

"Ma questa applicazione è una bomba! E' roba da giovani come Alessandro o Cannibal Kid." "Ma Cannibal Kid non è giovane per niente!"

Alessandro: A me Anna Foglietta piace proprio e trovo che sia un’attrice bravissima. Diciamo che questo suo Un giorno all’improvviso non è esattamente il mio genere (una madre single, dolce e problematica si prende cura e si fa prendere cura dal figlio diciassettenne che sogna di diventare un calciatore professionista) ma piuttosto che andare a vedere il film di Pieraccioni sono disposto a fare un’eccezione. Il regista si chiama Ciro D’Emilio che qui dirige il suo primo lungometraggio, in maniera sicuramente migliore di come avrebbe fatto Pieraccioni.
Cannibal Kid: Applausi ad Alessandro e al suo odio viscerale nei confronti di Pieraccioni. Ricorda me i primi tempi in cui mi sono imbattuto in Ford e non facevo altro che criticarlo. A pensarci bene, non ho ancora smesso di farlo. Quindi tranquillo Alessandro, è una fase che non passa.
Anche a me inoltre Anna Foglietta piace, ma non abbastanza da vedermi un film sull'amore genitoriale che pare perfetto per quell'eterno candidato al titolo di “father of the year” di Ford.

Ford: il Cinema italiano, e Cannibal in questi anni l'ha imparato bene soprattutto in questa rubrica, dai tempi d'oro di Fellini e soci non rientra nelle mie priorità a meno di casi eccezionali. Nonostante la trama piuttosto fordiana, questo film non mi pare appartenga a quei casi. Cannibal, invece, resta un caso umano.

Tre volti

"E così il White Russian è arrivato anche in Iran: tra non molto arriverà anche a Casale Monferrato!"

Alessandro: Abbandonata la gialla autovettura del precedente Taxi Teheran, Jafar Panahi si mette al volante di un fuoristrada 4x4 e continua a macinare chilometri e pellicola. Anche se non potrebbe, perché una sentenza gli impedisce di viaggiare, rilasciare interviste, scrivere, produrre e dirigere film. Questo Tre volti è probabilmente il titolo più interessante della settimana cinematografica, sia per tutto il contorno di cui abbiamo appena dato qualche accenno, sia per la trama che si intreccia profondamente con gli elementi culturali della società iraniana.
Cannibal Kid: Di Jafar Panahi non ho ancora guardato alcun lavoro e sono curioso di farlo. Per vedere se di lui si parla solo per via del boicottaggio subito, o perché il suo cinema merita per davvero. Quando sono in vena di farmi una sana serata da radical-chic in stile fordiano, dai che vado di bel film impegnato iraniano.
Ford: Panahi è un grandissimo, e i suoi film sempre interessanti e profondi. Questo Tre volti potrebbe essere la sorpresa cinematografica della settimana, e forse una di quelle del mese. Alla facciazza dei finti radical come il Cucciolo Eroico.


martedì 3 giugno 2014

X-Men - Giorni di un futuro passato

Regia: Bryan Singer
Origine: USA, UK
Anno:
2014
Durata: 131'





La trama (con parole mie): in un futuro non troppo lontano le terrificanti Sentinelle, robot adattabili e programmati per lo sterminio dei mutanti, mietono vittime a profusione, lasciando dietro di loro soltanto cadaveri ed un mondo oscuro e terribile. I sopravvissuti, guidati dai vecchi rivali Xavier e Magneto, decidono di inviare nel passato la coscienza di Wolverine in modo che possa convincere le loro controparti di cinquant'anni prima ad intervenire impedendo l'omicidio dello scenziato Bolivar Trask, inventore delle Sentinelle caduto per mano di Mystica, divenuta a sua volta una cavia per quello che sarebbe stato l'esperimento in grado di rendere gli stessi robot armi così devastanti.
Riuscirà Logan a convincere i giovani Professor X e Magneto a lavorare fianco a fianco per garantire un futuro alla razza mutante? E i pochi sopravvissuti del futuro resisteranno abbastanza affinchè l'artigliato canadese abbia la possibilità ed il tempo di agire?








Fatto tesoro della lezione degli Avengers e del loro universo cinematografico, pare proprio che Mamma Marvel stia affinando sempre più la sua abilità nel confezionare prodotti di altissima qualità ed intrattenimento del pubblico garantiti, sfruttando cast di prim'ordine e pietre miliari degli albi a fumetti dai quali trarre ispirazione.
X-Men - Giorni di un futuro passato è l'esempio perfetto di questa nuova rotta, sequel del già più che discreto First class di qualche anno fa e pellicola di raccordo di tutto il mondo mutante passato in sala fino ad ora, dagli esordi firmati dallo stesso Bryan Singer alle meno convincenti avventure in solitaria del quasi protagonista assoluto Wolverine, da sempre uno dei personaggi di maggior successo del brand: sfruttando la spettacolare saga firmata, all'inizio degli anni ottanta, da Claremont e Byrne, il già citato Singer e soci riescono nell'intento di creare un giocattolone emozionante - in più di un'occasione i brividi del caso passano volentieri lungo la schiena -, ottimamente girato - il montaggio alternato del climax finale in bilico tra la battaglia nel passato e quella nel futuro è un pezzo di bravura notevole - e, perchè no, molto divertente - su tutti, il personaggio di Quicksilver, vera e propria sorpresa della pellicola -, riuscendo a far passare oltre rispetto a qualsiasi scivolone nell'organizzazione dello script legata a viaggi nel tempo e tentativi di assestamento dell'intero universo dei "film mutanti".
Come fu per il già citato X-Men - L'inizio, poi, il tema del doppio approccio di Xavier e Magneto riesce a smuovere e far riflettere, sfruttando la sempre splendida Jennifer Lawrence e la sua Raven/Mystica, vero e proprio ago della bilancia tra i due rivali: accanto a questo, interessanti le licenze poetiche storiche - dall'assassinio di Kennedy al Vietnam - così come la metafora costituita dalle Sentinelle, di fatto armi "preventive" destinate a divenire lo strumento perfetto per un genocidio di massa.
Ma non si parla solo ed esclusivamente di dramma o massimi sistemi, rispetto a questo Giorni di un futuro passato: raramente, infatti, di recente - e parlo anche di proposte action e blockbusteroni -, centotrenta minuti sono corsi via a questa velocità, sfruttati al meglio sia quando si è trattato di affrontare momenti di grande impatto - Magneto che mobilita un intero stadio muovendo l'assedio alla Casa Bianca -, sequenze quasi comedy - l'evasione dal Pentagono grazie all'apporto del già citato, irresistibile Quicksilver - o drammi che, sulla carta degli albi così come ora in pellicola, non divengono altro che metafore di situazioni che l'Uomo ha tristemente conosciuto perchè provate sulla pelle per mano di altri uomini.
Il confronto tra i due "sopravvissuti" Logan e Magneto, in questo senso, diviene fondamentale per comprendere il lato selvaggio del primo e le scelte sempre estreme del secondo, così come il ruolo di mediatore di Xavier, probabilmente uno dei mutanti più potenti del pianeta ed al contempo una sorta di Gandhi per quanto riguarda approccio ed assertività: impossibile, in questo senso, non sentirsi toccati nel profondo da quel "il dolore si supera per prepararsi a qualcosa di migliore, e questo viene dal potere più grande ed umano di tutti, la speranza", che potrà suonare smielato o retorico, ma che, di fatto, caratterizza nel profondo non solo quelli che sono i più Goonies tra i supereroi - gli X-Men, per l'appunto - ma anche noi "semplici" umani, con tutto il nostro bagaglio di esperienze, dolori e ferite che continuano, inesorabilmente a farci andare avanti grazie ad ogni singola, piccola gioia.
Considerato che, probabilmente, se fossi un mutante mi troverei con maggior probabilità dalla parte di Magneto - almeno quando è l'istinto a prendere il sopravvento -, il punto di vista del Professor X è affascinante e decisamente più coraggioso ed arduo da portare avanti ed affrontare: chissà che, dunque, io stesso non stia ancora attraversando quella parte di vita in cui si è più allievi che maestri, e chissà se si finisca mai davvero di imparare, anche quando, di colpo, veniamo catapultati dall'altra parte, a dare una qualche lezione di Storia che noi stessi dobbiamo ancora finire di imparare e di scrivere.
Ma il bello, in fondo, è proprio questo.
Non smettere mai di apprendere. Ed emozionarsi nel farlo.
Un pò come il brivido che mette, al termine dei titoli di coda, vedere all'orizzonte il sopraggiungere di Apocalisse, probabilmente la nemesi per eccellenza degli Uomini X.
Qui al Saloon non vediamo già l'ora.



MrFord



"They've been spending most their lives
living in a pastime paradise
they've been spending most their lives
living in a pastime paradise
they've been wasting most their lives
glorifying days long gone behind."
Stevie Wonder - "Pastime paradise" - 



giovedì 22 maggio 2014

Thursday's child

La trama (con parole mie): finalmente giunge a compimento, grazie all'apporto fondamentale di CheRotto, la nuova versione della rubrica dedicata alle uscite settimanali in sala condotta dal sottoscritto e dal suo perenne rivale Cannibal Kid. Da questa settimana, infatti, per ogni film in uscita troverete un'immagine che possa indicarvi se lo stesso sia più fordiano o cannibalesco, o se metta d'accordo - in positivo oppure no - entrambi.
Buona nuova visione, dunque, sperando che questo periodo di uscite piuttosto mosce termini presto le che la  rivalità decisamente spenta tra i due antagonisti per antonomasia della rete torni a fare fuoco e fiamme.

"Caro Goi, ora darò una risposta definitiva alle tue assillanti richieste di uscire con te!"

Maps to the Stars



Cannibal dice: Il nuovo film di David Cronenberg promette molto bene, almeno per me. Per Ford invece promette molto male, visto che questo Maps to the Stars si preannuncia il fratellino del da lui tanto odiato Cosmopolis, un po’ come La promessa dell’assassino faceva il paio con A History of Violence. Dai Cronenberg, che anche questa volta ce la fai a fare incazzare il mio nemico blogger!
Ford dice: dopo i primi segnali di cedimento di A dangerous method ed il tracollo di Cosmopolis, questa nuova fatica di Cronenberg ormai invaghito di Robert Pattinson, l'unico uomo al mondo più pusillanime di Peppa Kid, fa già fremere le bottigliate.
Un vero peccato, per un regista che fino a qualche anno fa non aveva sbagliato un colpo.

"Cosa dici, Ford? Vuoi guidare tu? Neanche se fossi un vampiro immortale!"
X-Men – Giorni di un futuro passato


 
Cannibal dice: L’ultimo X-Men non mi era dispiaciuto troppo, se non altro meno rispetto ad altri film supereroistici tutti uguali che Hollywood continua a sfornare in serie per la gioia del pubblico meno esigente. Gente come Ford, in pratica. Il motivo per cui non mi era dispiaciuto?
Jennifer Lawrence.
Altri motivi?
Nessuno.
Motivi per guardare questo nuovo miliardesimo X-Men?
Jennifer Lawrence.
Altri motivi?
Nessuno.
Ford dice: gli X-Men, con la loro aura da outsiders un po’ tamarri, mi sono sempre piaciuti, tra le pagine dei fumetti e in sala - eccetto il terribile terzo capitolo della prima trilogia -. L'ultimo film dedicato al loro passato funzionava più che bene, e questo Giorni di un futuro passato promette di essere anche meglio. Inutile dire che sarò in prima linea per scoprire se la suddetta promessa sarà mantenuta.

"Dovrò allenarmi ancora se voglio sostenere una bevuta con Ford: quello è peggio di una spugna!"

Le meraviglie


Cannibal dice: Nuova pellicola di Alice Rohrwacher dopo Corpo celeste, filmetto mal girato che personalmente non ho digerito. C’è già chi è pronto a esaltarla come la nuova meraviglia del cinema italiano. Di certo non io.
Ford dice: la Rohrwacher sta tentando di percorrere una strada decisamente pericolosa per chiunque si avvicini al Saloon, quella del radicalchicchismo. Poco mi importa di quello che si dice in proposito: tendenzialmente, eviterò.

"Raccogli del miele per Ford?" "Ma quale miele!? Gli mando un bel pacco di api pronte a fargli la festa!"

Welcome to New York


Cannibal dice: Ferrara non Ciro ma Abel alle prese con lo scandalo Strauss-Khan? Interessante. Peccato ci sia Gerard Depardieu, attore che sopporto meno del mio blogger rivale Gerford Defordieu, però mi pare comunque un film cui dare il benvenuto.
Ford dice: Ferrara, altro regista negli anni precipitato inesorabilmente in termini di qualità, torna sul grande schermo quasi volesse farsi perdonare gli scivoloni degli anni zero rispetto alle meraviglie degli anni novanta. La fiducia che possa riprendersi non è molta, ma un tentativo si può concedere.

"Che mi frega del parere di Ford e Cannibal! Io tengo core italiano, e mi dedico al bunga bunga."

Poliziotto in prova


Cannibal dice: Commedia action black che negli USA ha fatto incassi strepitosi e che da noi probabilmente passerà in sordina. Potrebbe rivelarsi una visioncina simpatica. Più delle solite actionate tamarrate fordianate medie, almeno.
Ford dice: nonostante si tratti di una di quelle stronzate che di norma mi attirano come il miele le api non riesco ad essere convinto di questo film. Sarà che Tim Story è il regista di due dei più brutti film supereroici della Storia - dedicati ai Fantastici Quattro -, e nella settimana del ritorno degli X-Men non posso proprio farcela a considerarlo credibile.

"Andiamo ad arrestare Ford e Cannibal?" "Ci puoi scommettere, amico: quei due sono i nemici pubblici numero uno!"

Ana Arabia


Cannibal dice: Pellicola girata con un unico piano sequenza da Amos Gitai, uno di quei registi impegnati di cui non credo di aver visto niente (nemmeno Free Zone con Natalie Portman). Lascio quindi la parola all’esperto del cinema radical-chic d’essai: MrJamesSnob.
Ford dice: ritorno sul grande schermo per un altro nome di spicco del panorama autoriale, Amos Gitai. Grande tecnica - come sempre -, ed una coda radical che a volte si digerisce, ed altre no. Una chance, comunque, la darò: in fondo parliamo del regista del meraviglioso Kippur.

"Scusate, giovanotti, Cannibal mi ha detto di cercare Ford tra voi." "Stai scherzando? Quello è troppo vecchio, a quest'ora sarà già a letto!"

Cam Girl


Cannibal dice: Nuova pellicola italiana a tematica attuale. Ovvero un rischio enorme, come ogni volta che si finisce a leggere WhiteRussian anziché guardare un sito con delle graziose cam girls.
Ford dice: piuttosto che guardare questa roba preferirei farmi due risate osservando il mio rivale tentare un'esibizione canora su Youtube.

"Dite che in questo modo potremmo riuscire a corrompere Ford e Cannibal!?"

Il giardino delle parole


Cannibal dice: Film d’animazione giapponese nei cinema italiani per un solo giorno (ieri mercoledì 21 maggio), diretto da Mokoto Shinkai, autore che qualcuno definisce già come il nuovo erede dell’appena ritiratosi Maestro Miyazaki. Sarà vero, o sarà una di quelle solite sparate a caso in stile MrFord?
Ford dice: senza neppure soffermarsi sull'assurdità della scelta di proporre un film in sala per un solo giorno, sono piuttosto curioso di scoprire se il lavoro di Shinkai è davvero tosto come si dice in giro. Personalmente sono scettico, ma mi pare uno di quei casi in cui non mi dispiacerebbe essere smentito. Con il Cannibale, invece, vorrei non essere smentito mai: non voglio rischiare di aprire Pensieri Cannibali e scoprire che, di colpo, il mio rivale ha cominciato a capirne di Cinema.

"Caro Cannibal Kid, per favore, smetti di scrivere stronzate sul Cinema e datti all'ippica. Grazie."

Salinger – Il mistero del giovane Holden


Cannibal dice: A distanza di oltre 60 anni (persino più di quanti ne abbia oggi Ford!) dalla sua prima pubblicazione, il Giovane Holden, romanzo fondamentale della formazione cannibale, è stato ristampato in Italia con una nuova traduzione e in più arriva nei cinema, dallo scorso martedì 20 maggio, un documentario dedicato al libro e al suo misterioso autore. Di solito non amo i noiosi documentari come invece il noioso Ford, però questo potrebbe meritare.
Ford dice: Il giovane Holden non è mai stato un cult formativo totale per il sottoscritto, eppure, fosse anche solo per interesse letterario, sono piuttosto curioso di scoprirne i retroscena, considerato che il buon Salinger non era proprio quello che si definisce un "animale sociale". Un po’ come il mio acerrimo nemico.

"Cosa ne penso di quei due cosiddetti scrittori? Non valgono una cicca!"

giovedì 28 marzo 2013

Thursday's child

 
La trama (con parole mie): prosegue l'agghiacciante bad luck streak delle ultime settimane che vede il sottoscritto con il suo come di consueto inconsistente antagonista, l'ex radical chic Cannibal Kid divenuto l'aristocratico -  o presunto tale - Marco Goi, rimanere allibiti al cospetto delle proposte nella quasi totalità per nulla incoraggianti dei distributori italiani.
Certo, tra le suddette ne troverete una che potrebbe cambiare la geografia dei migliori film del 2013, ma dopo quasi un mese di penuria contro un inizio anno scintillante, non mi basta neppure questo.

Ecco la locandina del nuovo film di Bryan Singer, Peppa Kid contro il mostro Ford.
Il cacciatore di giganti di Bryan Singer


Il consiglio di Cannibal: io preferisco dare la caccia ai Ford
Bryan Singer era un regista promettente. Dopo I soliti sospetti e L’allievo si è però dato unicamente al cinema più commerciale e super eroistico con gli X-Men e Superman Returns e ora con questo fantasy che negli USA in pochi si sono filati. Il buon cast britannico (Nicholas Hoult, Ewan McGregor, Ewen Bremner…) potrebbe sollevare il livello recitativo, ma non mi va mica tanto di scoprirlo.
Un film a cui non dare la caccia nei cinema, preferendo uno sport più salutare: la caccia al Ford. Nel senso di cacciarlo via dall’Italia!
Il consiglio di Ford: il cacciatore di Cannibali è solo uno, Ford!
Film che mi lascia alquanto perplesso, e che ho come il sentore potrebbe risvegliare una certa quale voglia di bottigliate mai sopita dalle mie parti. È anche vero che, considerato il periodo non proprio eccellente delle uscite in sala dopo un inizio anno più che promettente, non ho proprio voglia di perdere tempo con riempitivi deludenti, e preferirei piuttosto recuperare qualche supercult del passato da proporre qui al Saloon in attesa della prossima maratona registica nonchè della Blog War che mi vedrà nuovamente massacrare il buon Peppa Kid.

"Ma quello è Cannibal Kid!? A saperlo per pestarlo come si deve non scomodavo tutta questa gente!"
G.I. Joe - La Vendetta di Jon Chu


Il consiglio di Cannibal: il cinema chiede vendetta
Io c’ho provato. In vista dell’uscita del sequel ho pensato di recuperarmi il primo. Ma non ce l’ho fatta. Dopo i primi 15/20 minuti ho dovuto rinunciare a questa bambinata fracassona con esplosioni e una trama pseudo militaresca da trauma. Al confronto altri film tratti da giochi come Transformers e Battleshit mi sono sembrati dei capolavori.
Con queste porcherie commerciali spacciate per pellicole lascio giocare quell’eterno bambinone di Ford che non vedrà l’ora di vedere quel wrestler spacciato per attore di The Rock in questo sequel che potrebbe persino rivelarsi peggiore del primo.
Il consiglio di Ford: G.I. Ford si vendica sul Cannibale. Anzi, su Marco Goi.
Ammetto di aver evitato perfino io di vedere il primo capitolo di questa nuova, agghiacciante, tamarrissima saga cinematografica che prende spunto da una linea di giocattoli che è stata la base della mia infanzia: ricordo ancora i pomeriggi passati ad inventare storie con protagonisti gli infiniti personaggi dei G.I. Joe, i venerdì sera in cui mio padre tornava dal lavoro portandone uno a me e uno a mio fratello - con conseguenti litigi a proposito di chi doveva prendere possesso di quale - ed il wrestling con tanto di sistema di mosse basato sui dadi che avevo elaborato per loro.
Ammetto anche che il trailer di questo secondo episodio mi ha esaltato come il peggiore dei tamarri di periferia, quindi potrei addirittura pensare di spararmeli entrambi per l'occasione.

"Dunque Peppa Kid ti sta molestando!? Non preoccuparti, ci pensiamo noi!"
The Host di Andrew Niccol


Il consiglio di Cannibal: osteria, che settimana tragica!
The Host è uno dei più autorevoli candidati al titolo di film più massacrato dalla critica dell’anno. Si tratta infatti di una pellicola tratta da un romanzo di Stephenie Meyer che, a quanto pare, nella sua vita non s’è dedicata soltanto a torturarci con la saga di Twilight, per il momento terminata, ma ha anche scritto un libro pseudo fantascientifico. La regia è poi di Andrew Niccol, un tempo autore di cose pregevoli come Gattaca e Lord of War e ultimamente finito con In Time nella cerchia dei registoni commercialoni deludentoni come Bryan Singer.
A salvare la baracca ci potrebbe però pensare la piccola immensa Saoirse Ronan. Ce la farà in un’impresa del genere? E ce la farò io a liberarmi una volta per tutte di Ford?
Il consiglio di Ford: sarò il nuovo Host del Cannibale, e penso proprio di distruggergli completamente la casa.
Film assolutamente inutile tratto dal lavoro di una scrittrice assolutamente inutile affidato ad un regista che pare proprio stia diventando inutile.
No, non si tratta della pellicola ispirata all'autobiografia di Marco Goi, bensì della nuova fatica di Stephenie Meyer tradotta in immagini da Andrew Niccol.
Passo oltre lasciando che sia il mio sgradito ospite di rubrica ad occuparsene.

"Ecco cosa succede quando si è tra le preferite del Cannibale!"

Un giorno devi andare di Giorgio Diritti


Il consiglio di Cannibal: un giorno te ne devi andare, Ford
Giorgio Diritti è tipo il mito italiano di Ford, e già solo per questo meriterebbe delle bottigliate. Io comunque avevo abbastanza apprezzato il suo precedente L’uomo che verrà, nonostante la presenza della solita odiosa Alba Rohrwacher, anche se non mi era sembrato il capolavoro assoluto come definito dal mio ubriaco blogger rivale. Questo Un giorno devi andare sfoggia una delle migliori attrici italiane, Jasmine Trinca, altroché la Rohwacher, però sembra anche un film di quelli ad alto rischio retorica e, considerando il tragico stato in cui versa il cinema nostrano attuale, non mi sento di puntare troppo: su questo film, su Diritti e sui consigli storti di Ford.
Il consiglio di Ford: Peppa Kid, un giorno dovrai andare ad imparare un pò di Cinema nel Saloon di Ford.
Giorgio Diritti è il regista de Il vento fa il suo giro e L'uomo che verrà. Basterebbe questo a rendere questo film uno dei potenziali titoli dell'anno.
Non basta?
Giorgio Diritti è il Terrence Malick italiano. Il Malick buono, quello fino allo scempio che fu The tree of life.
Voglio puntare forte: potremmo essere di fronte non solo al titolo italiano dell'anno, ma anche ad uno dei primi dieci del meglio dei Ford Awards.

"E' stata proprio una bella idea quella di buttare a mare Peppa Kid. Ora si sta decisamente meglio."
Outing - Fidanzati per sbaglio di Matteo Vicino


Il consiglio di Cannibal: io e Ford, nemici mica per sbaglio
Faccio outing: odio Ford.
Lo sapevate già?
Faccio un altro outing: odio il cinema italiano attuale.
Sapevate già pure questo?
Siete proprio dei sapientoni e allora saprete anche che da una commedia con Nicolas Vaporidis potete pure tenervi al largo. Senza bisogno che ve lo dica io o tanto meno ve lo dica Ford.
Il consiglio di Ford: Cinema manco per sbaglio.
Vaporidis?
Giro al largo quanto e più che se mi trovassi su Pensieri Cannibali!
Dritto dritto nel cestino della settima arte.

"Vi piace il mio nuovo look? L'ho copiato pari pari da quello di Marco Goi!"
Come pietra paziente di Atiq Rahimi


Il consiglio di Cannibal: questa settimana ci va una grande pazienza
Ed ecco la prima uscita impegnata della settimana. Quella di cui Ford e i suoi amichetti radical-chic discuteranno nei loro circoli riservati. Ahahaha.
Tra una produzione italiana e una francese come questa tenderei a dare più fiducia alla seconda, però questo film ho voglia di vederlo quanto di dedicarmi a una rassegna di cinema russo da russate sponsorizzato da WhiteRussian.
Il consiglio di Ford: chi è senza peccato, ma anche no, scagli la prima pietra in testa al Cannibale.
Questo potrebbe essere uno di quei film impegnati in bilico tra bottigliate e sorpresa in positivo buono per salvare una settimana povera come questa, se non fosse che esce Giorgio Diritti.
Giorgio Diritti.
E del resto mi frega poco o niente. Come di Pensieri Cannibali. Ahahahahah!

Il tipico viale del tramonto dei registi consigliati dal Cannibale.
Due agenti molto speciali di David Charhon


Il consiglio di Cannibal: Cannibal e Ford, due blogger molto speciali
Altro film francese che mi ispira ben poco.
Okay, c’è il simpatico Omar Ry di Quasi amici e solo per lui mi viene quasi voglia di vederlo, però il rischio di trovarsi di fronte a una quasi minchionata è piuttosto alto. D’altra parte in questa settimana di molto speciale sembra esserci davvero ben poco. Commenti fordiani compresi.
Il consiglio di Ford: Ford e Cannibal, uno è speciale e l'altro no. In quest'ordine.
Filmetto che pare assolutamente trascurabile e che salterò ben volentieri a meno che non venga colto dalla nostalgia per Quasi amici ed il suo protagonista. Nostalgia che invece non mi coglierà quando Cannibale deciderà di liberare la blogosfera dall'ingombrante presenza sua e del suo ego. Ahahahahaha!

"Alla prossima stronzata che mi dici su Diritti ti spedisco dritto dritto nel Rio delle Amazzoni a far compagnia a Peppa Kid!"
Marsupilami di Alain Chabat


Il consiglio di Cannibal: piuttosto mutilatemi!
Se sui due film francesi precedenti resto indeciso, su questa roba ibrida cartoon-carne e ossa sono sicuro al 100%: col piffero che lo guardo!
Una bambinata di quelle che manco il peggior Ford saprebbe consigliare.
Fordse…
Il consiglio di Ford: neanche il peggiore dei Coniglioni.
A volte mi chiedo se la distribuzione italiota pianifichi le uscite in modo da rendere necessariamente la vita difficile a noi poveri bloggers cinematografici.
Capisco renderla difficile a Peppa Kid, ma tutti gli altri che c' entrano!?
Comunque, saltato a piè pari senza ritegno alcuno.

"Caro Peppa, questa settimana non c'è solo The Rock pronto a sistemarti per le feste!"
I figli della mezzanotte di Deepa Mehta


Il consiglio di Cannibal: Ford, a mezzanotte per te c’è il coprifuoco
Deepa Metha è una regista indiana di cui non so niente, ma di cui magari il cosmopolita Ford dall’alto delle sue infinite conoscenze di cinema internazionale saprà illuminarci.
Dal trailer, sembra trattarsi dell’altra pellicola pseudo impegnata e pseudo noiosa della settimana. Anzi, mi sa tanto che non è pseudo noiosa, ma è noiosa noiosa. Ai livelli di un serioso post fordiano a caso.
Il consiglio di Ford: caro Pargoletto Kid, a nanna prima di mezzanotte!
Deepa Mehta é da sempre una sorta di idolo dei salotti radical chic che tanto detesto, e i suoi lavori passati dalle mie parti hanno sempre stuzzicato pericolosamente le bottigliate.
Mi risparmio dunque felicemente questo per evitare di chiudere tremendamente una settimana pessima.

"Ma quello là sopra è The Great Khali!?" "Sì, ma stai tranquilla: è qui solo per mettere le mani sul Cannibale!"

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