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domenica 10 agosto 2014

Un giorno devi andare

Regia: Giorgio Diritti
Origine: Italia
Anno: 2013
Durata: 109'
 




La trama (con parole mie): la giovane Augusta, legata ad una profonda educazione cattolica e figlia delle montagne del Trentino, segnata dalla perdita di quello che sarebbe stato suo figlio e della possibilità di averne altri, parte accanto ad una suona per l'Amazzonia, andando alla scoperta dei villaggi e delle comunità indios e di se stessa. Resasi conto di non trovare quello che cerca, decide di stabilirsi a Manaus, nel cuore di una favela, reinventandosi come parte del processo sociale degli abitanti del luogo.
Quando anche questa situazione si rivela troppo stretta per il suo dolore e per le prospettive di un nuovo amore fallito, Augusta decide di riprendere il viaggio lungo il Rio delle Amazzoni da sola, confrontandosi con la solitudine in cerca di un'illuminazione che pare non voler giungere, o farsi raggiungere da lei.








Gli avventori più stagionati del Saloon ben sapranno quanto abbia amato Il vento fa il suo giro e L'uomo che verrà, due tra i migliori film italiani degli ultimi vent'anni.
Allo stesso modo, gli stessi avranno avuto modo di leggere, nel corso di questi quattro giri di giostra del Saloon, più di una stroncatura all'indirizzo anche di protetti del bancone - da Cronenberg ad Abrams, da Scorsese a Malick -: mai avrei pensato, però, di uscire deluso dalla visione - tardiva, rispetto ai tempi della sala - di un lavoro di Giorgio Diritti.
Purtroppo Un giorno devi andare, road movie dal sapore simile alle opere di Walter Salles e dall'ambientazione per certi versi simile - Central do Brasil, per primo -, non è riuscito a replicare, in quanto a forza, potenza narrativa ed emozionale, il successo dei due lavori precedenti del regista, finendo per risultare lento, prolisso, molto noioso e decisamente stucchevole, soprattutto per quanto riguarda le parti dell'opera girate in Italia: non che questo lavoro sia privo delle intuizioni, o delle intenzioni, o non possa contare su una messa in scena ottima - dalla fotografia ai movimenti di macchina - ed un approccio laico alla religione che ad un anticlericale come il sottoscritto piace sempre molto, eppure manca davvero molto a quest'ultima fatica del Terrence Malick italiano perchè la stessa possa davvero conquistare.
Senza dubbio parte dell'insuccesso è da attribuire alla protagonista, pronta a creare un legame con il pubblico più o meno come una scarica di calci rotanti in piena faccia, figlia di un'interpretazione davvero occidentale dell'uomo o della donna in qualche misura perduti - ed il dramma di Augusta è senza dubbio dei più grandi che si possano vivere - alla ricerca del riscatto in luoghi e Paesi considerati "sottosviluppati", come se la permanenza in una favela possa di colpo illuminare la benestante italiana a proposito dei veri valori della vita - una cosa della quale ho sempre dubitato, considerato che, di norma, chi vive nelle suddette favelas farebbe carte false per scambiarsi di posto con chi, da quelle parti, finisce per capitarci solo di passaggio - ed indurre ad una rinascita che il carattere, la volontà o la fede non riescono a garantire.
Ma lasciando per un momento da parte l'effetto Into the wild non convince in generale l'intera opera del regista: si tratta di un viaggio alla ricerca di se stessi o una denunicia sociale rispetto alle condizioni della povera gente di uno dei centri nevralgici del mondo - soprattutto quest'anno - come il Brasile? Di una critica al cattolicesimo e alla Fede o di un tentativo di dialogo con la stessa?
Della ricerca della Natura o dell'esplorazione dell'universo femminile?
Domande suscitate a parte, il problema principale di Un giorno devi andare finisce per essere proprio quello che era stato il punto di forza dei già citati  Il vento fa il suo giro e L'uomo che verrà: a questo film mancano cuore, trasporto, partecipazione.
E poco importa che sia realizzato da qualcuno che sa il fatto suo.
Un giorno devi andare è un film che non è mai partito davvero, ed è rimasto ancorato - e saldamente - a radici che non sono in grado di reggere il confronto con l'immensità che vorrebbero affrontare: il Fitzcarraldo di Diritti, di fatto, è un naufragio sotto tutti i punti di vista che non siano prettamente tecnici, e questo, per un regista di cuore come lui, forse è un fallimento ancora più grave di quanto potesse esserlo sbagliare gettandosi allo sbaraglio con tutta l'anima.



MrFord



"Voci di strada, rumori di gente,
mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
Sbiadì l'immagine, stinse il colore,
ma l'eco lontana di brevi parole
ripeteva d'un angelo la strana preghiera
dove forse era sogno ma sonno non era."
Fabrizio De Andrè - "Il sogno di Maria" - 




giovedì 28 marzo 2013

Thursday's child

 
La trama (con parole mie): prosegue l'agghiacciante bad luck streak delle ultime settimane che vede il sottoscritto con il suo come di consueto inconsistente antagonista, l'ex radical chic Cannibal Kid divenuto l'aristocratico -  o presunto tale - Marco Goi, rimanere allibiti al cospetto delle proposte nella quasi totalità per nulla incoraggianti dei distributori italiani.
Certo, tra le suddette ne troverete una che potrebbe cambiare la geografia dei migliori film del 2013, ma dopo quasi un mese di penuria contro un inizio anno scintillante, non mi basta neppure questo.

Ecco la locandina del nuovo film di Bryan Singer, Peppa Kid contro il mostro Ford.
Il cacciatore di giganti di Bryan Singer


Il consiglio di Cannibal: io preferisco dare la caccia ai Ford
Bryan Singer era un regista promettente. Dopo I soliti sospetti e L’allievo si è però dato unicamente al cinema più commerciale e super eroistico con gli X-Men e Superman Returns e ora con questo fantasy che negli USA in pochi si sono filati. Il buon cast britannico (Nicholas Hoult, Ewan McGregor, Ewen Bremner…) potrebbe sollevare il livello recitativo, ma non mi va mica tanto di scoprirlo.
Un film a cui non dare la caccia nei cinema, preferendo uno sport più salutare: la caccia al Ford. Nel senso di cacciarlo via dall’Italia!
Il consiglio di Ford: il cacciatore di Cannibali è solo uno, Ford!
Film che mi lascia alquanto perplesso, e che ho come il sentore potrebbe risvegliare una certa quale voglia di bottigliate mai sopita dalle mie parti. È anche vero che, considerato il periodo non proprio eccellente delle uscite in sala dopo un inizio anno più che promettente, non ho proprio voglia di perdere tempo con riempitivi deludenti, e preferirei piuttosto recuperare qualche supercult del passato da proporre qui al Saloon in attesa della prossima maratona registica nonchè della Blog War che mi vedrà nuovamente massacrare il buon Peppa Kid.

"Ma quello è Cannibal Kid!? A saperlo per pestarlo come si deve non scomodavo tutta questa gente!"
G.I. Joe - La Vendetta di Jon Chu


Il consiglio di Cannibal: il cinema chiede vendetta
Io c’ho provato. In vista dell’uscita del sequel ho pensato di recuperarmi il primo. Ma non ce l’ho fatta. Dopo i primi 15/20 minuti ho dovuto rinunciare a questa bambinata fracassona con esplosioni e una trama pseudo militaresca da trauma. Al confronto altri film tratti da giochi come Transformers e Battleshit mi sono sembrati dei capolavori.
Con queste porcherie commerciali spacciate per pellicole lascio giocare quell’eterno bambinone di Ford che non vedrà l’ora di vedere quel wrestler spacciato per attore di The Rock in questo sequel che potrebbe persino rivelarsi peggiore del primo.
Il consiglio di Ford: G.I. Ford si vendica sul Cannibale. Anzi, su Marco Goi.
Ammetto di aver evitato perfino io di vedere il primo capitolo di questa nuova, agghiacciante, tamarrissima saga cinematografica che prende spunto da una linea di giocattoli che è stata la base della mia infanzia: ricordo ancora i pomeriggi passati ad inventare storie con protagonisti gli infiniti personaggi dei G.I. Joe, i venerdì sera in cui mio padre tornava dal lavoro portandone uno a me e uno a mio fratello - con conseguenti litigi a proposito di chi doveva prendere possesso di quale - ed il wrestling con tanto di sistema di mosse basato sui dadi che avevo elaborato per loro.
Ammetto anche che il trailer di questo secondo episodio mi ha esaltato come il peggiore dei tamarri di periferia, quindi potrei addirittura pensare di spararmeli entrambi per l'occasione.

"Dunque Peppa Kid ti sta molestando!? Non preoccuparti, ci pensiamo noi!"
The Host di Andrew Niccol


Il consiglio di Cannibal: osteria, che settimana tragica!
The Host è uno dei più autorevoli candidati al titolo di film più massacrato dalla critica dell’anno. Si tratta infatti di una pellicola tratta da un romanzo di Stephenie Meyer che, a quanto pare, nella sua vita non s’è dedicata soltanto a torturarci con la saga di Twilight, per il momento terminata, ma ha anche scritto un libro pseudo fantascientifico. La regia è poi di Andrew Niccol, un tempo autore di cose pregevoli come Gattaca e Lord of War e ultimamente finito con In Time nella cerchia dei registoni commercialoni deludentoni come Bryan Singer.
A salvare la baracca ci potrebbe però pensare la piccola immensa Saoirse Ronan. Ce la farà in un’impresa del genere? E ce la farò io a liberarmi una volta per tutte di Ford?
Il consiglio di Ford: sarò il nuovo Host del Cannibale, e penso proprio di distruggergli completamente la casa.
Film assolutamente inutile tratto dal lavoro di una scrittrice assolutamente inutile affidato ad un regista che pare proprio stia diventando inutile.
No, non si tratta della pellicola ispirata all'autobiografia di Marco Goi, bensì della nuova fatica di Stephenie Meyer tradotta in immagini da Andrew Niccol.
Passo oltre lasciando che sia il mio sgradito ospite di rubrica ad occuparsene.

"Ecco cosa succede quando si è tra le preferite del Cannibale!"

Un giorno devi andare di Giorgio Diritti


Il consiglio di Cannibal: un giorno te ne devi andare, Ford
Giorgio Diritti è tipo il mito italiano di Ford, e già solo per questo meriterebbe delle bottigliate. Io comunque avevo abbastanza apprezzato il suo precedente L’uomo che verrà, nonostante la presenza della solita odiosa Alba Rohrwacher, anche se non mi era sembrato il capolavoro assoluto come definito dal mio ubriaco blogger rivale. Questo Un giorno devi andare sfoggia una delle migliori attrici italiane, Jasmine Trinca, altroché la Rohwacher, però sembra anche un film di quelli ad alto rischio retorica e, considerando il tragico stato in cui versa il cinema nostrano attuale, non mi sento di puntare troppo: su questo film, su Diritti e sui consigli storti di Ford.
Il consiglio di Ford: Peppa Kid, un giorno dovrai andare ad imparare un pò di Cinema nel Saloon di Ford.
Giorgio Diritti è il regista de Il vento fa il suo giro e L'uomo che verrà. Basterebbe questo a rendere questo film uno dei potenziali titoli dell'anno.
Non basta?
Giorgio Diritti è il Terrence Malick italiano. Il Malick buono, quello fino allo scempio che fu The tree of life.
Voglio puntare forte: potremmo essere di fronte non solo al titolo italiano dell'anno, ma anche ad uno dei primi dieci del meglio dei Ford Awards.

"E' stata proprio una bella idea quella di buttare a mare Peppa Kid. Ora si sta decisamente meglio."
Outing - Fidanzati per sbaglio di Matteo Vicino


Il consiglio di Cannibal: io e Ford, nemici mica per sbaglio
Faccio outing: odio Ford.
Lo sapevate già?
Faccio un altro outing: odio il cinema italiano attuale.
Sapevate già pure questo?
Siete proprio dei sapientoni e allora saprete anche che da una commedia con Nicolas Vaporidis potete pure tenervi al largo. Senza bisogno che ve lo dica io o tanto meno ve lo dica Ford.
Il consiglio di Ford: Cinema manco per sbaglio.
Vaporidis?
Giro al largo quanto e più che se mi trovassi su Pensieri Cannibali!
Dritto dritto nel cestino della settima arte.

"Vi piace il mio nuovo look? L'ho copiato pari pari da quello di Marco Goi!"
Come pietra paziente di Atiq Rahimi


Il consiglio di Cannibal: questa settimana ci va una grande pazienza
Ed ecco la prima uscita impegnata della settimana. Quella di cui Ford e i suoi amichetti radical-chic discuteranno nei loro circoli riservati. Ahahaha.
Tra una produzione italiana e una francese come questa tenderei a dare più fiducia alla seconda, però questo film ho voglia di vederlo quanto di dedicarmi a una rassegna di cinema russo da russate sponsorizzato da WhiteRussian.
Il consiglio di Ford: chi è senza peccato, ma anche no, scagli la prima pietra in testa al Cannibale.
Questo potrebbe essere uno di quei film impegnati in bilico tra bottigliate e sorpresa in positivo buono per salvare una settimana povera come questa, se non fosse che esce Giorgio Diritti.
Giorgio Diritti.
E del resto mi frega poco o niente. Come di Pensieri Cannibali. Ahahahahah!

Il tipico viale del tramonto dei registi consigliati dal Cannibale.
Due agenti molto speciali di David Charhon


Il consiglio di Cannibal: Cannibal e Ford, due blogger molto speciali
Altro film francese che mi ispira ben poco.
Okay, c’è il simpatico Omar Ry di Quasi amici e solo per lui mi viene quasi voglia di vederlo, però il rischio di trovarsi di fronte a una quasi minchionata è piuttosto alto. D’altra parte in questa settimana di molto speciale sembra esserci davvero ben poco. Commenti fordiani compresi.
Il consiglio di Ford: Ford e Cannibal, uno è speciale e l'altro no. In quest'ordine.
Filmetto che pare assolutamente trascurabile e che salterò ben volentieri a meno che non venga colto dalla nostalgia per Quasi amici ed il suo protagonista. Nostalgia che invece non mi coglierà quando Cannibale deciderà di liberare la blogosfera dall'ingombrante presenza sua e del suo ego. Ahahahahaha!

"Alla prossima stronzata che mi dici su Diritti ti spedisco dritto dritto nel Rio delle Amazzoni a far compagnia a Peppa Kid!"
Marsupilami di Alain Chabat


Il consiglio di Cannibal: piuttosto mutilatemi!
Se sui due film francesi precedenti resto indeciso, su questa roba ibrida cartoon-carne e ossa sono sicuro al 100%: col piffero che lo guardo!
Una bambinata di quelle che manco il peggior Ford saprebbe consigliare.
Fordse…
Il consiglio di Ford: neanche il peggiore dei Coniglioni.
A volte mi chiedo se la distribuzione italiota pianifichi le uscite in modo da rendere necessariamente la vita difficile a noi poveri bloggers cinematografici.
Capisco renderla difficile a Peppa Kid, ma tutti gli altri che c' entrano!?
Comunque, saltato a piè pari senza ritegno alcuno.

"Caro Peppa, questa settimana non c'è solo The Rock pronto a sistemarti per le feste!"
I figli della mezzanotte di Deepa Mehta


Il consiglio di Cannibal: Ford, a mezzanotte per te c’è il coprifuoco
Deepa Metha è una regista indiana di cui non so niente, ma di cui magari il cosmopolita Ford dall’alto delle sue infinite conoscenze di cinema internazionale saprà illuminarci.
Dal trailer, sembra trattarsi dell’altra pellicola pseudo impegnata e pseudo noiosa della settimana. Anzi, mi sa tanto che non è pseudo noiosa, ma è noiosa noiosa. Ai livelli di un serioso post fordiano a caso.
Il consiglio di Ford: caro Pargoletto Kid, a nanna prima di mezzanotte!
Deepa Mehta é da sempre una sorta di idolo dei salotti radical chic che tanto detesto, e i suoi lavori passati dalle mie parti hanno sempre stuzzicato pericolosamente le bottigliate.
Mi risparmio dunque felicemente questo per evitare di chiudere tremendamente una settimana pessima.

"Ma quello là sopra è The Great Khali!?" "Sì, ma stai tranquilla: è qui solo per mettere le mani sul Cannibale!"

mercoledì 18 aprile 2012

AmarFord

La trama (con parole mie): dopo essere sopravvissuti a stento alla lista di ieri del mio antagonista Cannibale, è il momento della parte migliore di questa Blog Guerra legata al Cinema italiano, ovvero la lista compilata dal vecchio Ford.
Anche in questo caso non mancheranno i consueti scambi di cortesie tra i due contendenti, che non risparmieranno nulla dei loro colpi più bassi per affossarsi a vicenda: la differenza rispetto alla prima parte di questo ennesimo capitolo della rivalità è che questa volta avrete dieci film dieci da urlo.

Notti magiche con l'Italia di Ford.
Tornare a combattere con quel Cucciolo Eroico del Cannibale in una sana Blog Guerra è un pò come gustarsi il sapore vero di un bel Montenegro dopo aver soccorso un amico in difficoltà.
Peccato che il Kid sia un acerrimo nemico e che, dunque, verrà abbandonato al suo destino in qualche bosco isolato, pronto per essere depredato da qualche branco di radical chic assetati di sangue.
Come abbiamo già avuto modo di constatare ieri con la come di consueto altalenante decina cannibalesca, l'argomento è delicato e ci tocca molto da vicino: il Cinema italiano prende infatti la parola nella disputa tra i due più agguerriti antagonisti della blogosfera, sfoderando colpi più o meno bassi e pellicole più - le mie, ovviamente - o meno - le sue, ovviamente - interessanti.
E' dunque l'ora della solidissima ed importante decina fordiana, che tocca le opere più importanti della nostrana produzione, in barba alle pippe da sala d'essai del Coniglione Kid. Qui si lotta per le strade, non nei salotti.
E visto che il mio tradizionalista avversario ha puntato su Fratelli d'Italia, io sceglierò un inno più moderno e pane e salame, tiè!

Il radical chic, il pane e salame, una lacrima sul blog,
Blog Guerra sì, Blog Guerra no, Blog Guerra bum, la rete è impazzita!
Puoi dir di sì, puoi dir di no, ma questa è la vita!

Prepariamoci un bel post, impaginiamoci un bel post, Ford e Cannibal son pronti a battagliare un pò.

Battaglia sì, battaglia no, battaglia furiosa.
Battaglia pam, battaglia papapapapapam, va in tilt ogni cosa.
Cucciolo sì? Eroico no? E' un vero marasma!
Coniglio sì? Coniglio no? Coniglio fantasma!

Io coniglio non sarò, e ai tuoi film dico no,
se dimentichi Von Trier bottigliando ti dirò:
fifififififififi ti devo un Von Trier!
fififififfifififi l'ho già bottigliato!

Viva Schwarzy e Stallone! Viva le bottigliate!
Gli piacciono le tamarrate... Ma è un Ford grande così!
Ford sì, Cannibale no! Se famo un pane e salame!

"Er Canibbale!? Ma io me lo magno, chevvoichessia!"
1) Ossessione (1943) di Luchino Visconti


Mr. James Ford Un pò come l'ossessione di Cannibale di riuscire, un giorno, ad essere all'altezza del vecchio Ford.
Il primo film di Visconti rivelò al mondo della settima arte tutto il talento del futuro autore di Rocco e i suoi fratelli e Il gattopardo, grazie ad un dramma dalle atmosfere soffuse che pare una versione del Bel Paese dei primi lavori di Hitchcock.
Una storia oscura di passione che i cuori aridi e abituati ai film senza capo ne coda come quello del Cannibale non riusciranno a spiegarsi, ma che, di fatto, è l'emblema della fuoco che avrebbe mosso, decenni dopo, registi come Almodovar nella loro personale ricerca cinematografica, nonchè un esempio perfetto di come e quanto, allora, i nostri registi erano in grado di insegnare ai colleghi di tutto il mondo.
Cannibal Kid Ma allora sei davvero ossessionato dalle pellicole stranoiose, strasorpassate e strainguardabili, questa così come il forse ancor più soporifero Il gattopardo.
Se già il genere neorealista non lo reggo, per lo meno avresti potuto optare per Ladri di biciclette, film che non mi entusiasma, ma almeno di certo è più emozionante di questa soap-opera sentimentale di quelle che possono mandare in brodo di giuggiole giusto il tuo cuore da vecchio tenerone.
Il fatto di aver ispirato Almodovar, ammesso sia vero, non mi sembra nemmeno tutto ‘sto motivo di vanto…
Non mi sorprende certo che Ford sia un fan del neorealismo, laddove io prediligo di gran lunga invece la Nouvelle Vague francese: la differenza può essere sintetizzata tutta in una scena, lo sguardo in camera gettato da Jean Paul Belmondo in Fino all’ultimo respiro. Laddove il cinema neopalloso, ehm neorealista si limita a documentare la realtà, il cinema che preferisco io invece la interpreta, la fa diventare racconto, ci gioca con ironia. È questo il cinema che amo e anche i registi che preferisco (Tarantino, Lynch, Kubrick…) sono tutti quanto di più lontano ci possa essere dal realismo.
Il mio cinema è gioco, finzione, divertimento. Il tuo Ford è noia, realismo, e ancora noia. Oh, alla fine, de gustibus. E anche la noia è un gusto da rispettare. Più o meno…
JF La cosa curiosa è che io apprezzo anche i tuoi registi, mentre tu fatichi a scendere dal tuo piedistallo pseudoartistico e passeggiare un pò per la strada. Quella vera. E anche quella di Fellini. Tiè.
Comuque, ti lascio volentieri quella roba da finta avanguardia di Fino all'ultimo respiro e mi tengo tranquillamente le mie "ossessioni".

"Ti prego Ford non mi lasciare, ho paura che torni il Cannibale!" "Non preoccuparti, piccola. A quel Coniglione ci penso io!"
2) Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini


JF Inutile che stia a spendere troppe parole su quello che è uno dei Capolavori indiscussi del nostro Cinema, del neorealismo e della settima arte in generale.
Una pellicola così grande da far apparire sbiancata e sbiadita qualsiasi eclisse cannibalesca, un ritratto di quello che fu il dramma della Seconda Guerra Mondiale e del concetto di Resistenza come raramente se ne sono visti.
Sequenze da brividi, rabbia e commozione.

E mentre Roma si apre, che la bocca del Cannibale si chiuda e non osi proferire verbo contro quest'opera gigantesca.

CK Ancora neorealismo? Siamo solo al secondo film e io sono già in coma totale, senza se e senza ma.

Se c’è un filone cinematografico che non reggo e che mi annoia più della morte, è il neorealismo italiano.

“Il cinema è la vita con le parti noiose tagliate,” diceva un saggio.
“Il cinema neorealista è la vita con solo le parti noiose,” dice l’ancor più saggio Cannibal Kid.
Non metto in discussione il fatto che Roma città aperta sia un documento importante, una pellicola dal forte valore storico, però sono 2 ore che non passano più. Ottima l’interpretazione di Anna Magnani, peccato che ATTENZIONE SPOILER a manco metà del film muore, nella celebre scena che è anche l’unico momento memorabile di un film per il resto terribilmente antiquato e superato.
Non è una questione di anni: ci sono film dello stesso periodo come Quarto potere o Viale del tramonto che ancora oggi risultano attuali e moderni. Non è questo il caso. Un film invecchiato male, proprio come te, Ford, Re non di Roma bensì del cinema neopalloso! Ahahahahah
JF Fossi in te, Cannibale, andrei a fare un giro armato di bulldozer dalle parti delle piramidi. In fondo ora risulterebbero scomode come abitazioni. E già che ci sei, fai tabula rasa anche con quel mucchio di pietre di Stonehenge.
E metterei nel mucchio anche la Grande Muraglia.

Vorrei vederli, i tuoi genietti del futuro, senza l'eredità dei Classici!
CK Come ho detto, ci sono tante cose del passato che vanno tenute. Il cinema neorealista e quella mummia di Mr. Ford invece possono essere abbattuti immediatamente. Nessuno sentirà la loro mancanza! :D

"Me viene er groppo in gola a sentì tutte le castronerie der Canibbale!"
3) La grande guerra (1959) di Mario Monicelli


JF Da un Capolavoro all'altro, la decina fordiana pesca ora quello che è il vertice dell'opera di uno dei grandi Maestri della commedia all'italiana, che grazie all'accoppiata da fantascienza Gassman/Sordi - no, non Ford/Cannibale - regala al pubblico un ritratto solo apparentemente "leggero" della Prima Guerra Mondiale zeppo di caratteristi che hanno fatto la storia del nostro Cinema e di sequenze memorabili, culminate in un finale che sarebbe riduttivo definire struggente.
Pellicole come questa, normalmente snobbate dai finti avanguardisti come il mio rivale, dovrebbero essere proiettate a ripetizione non solo nelle scuole di Cinema, ma nelle scuole e basta, perchè sono la migliore eredità della nostra cultura.
CK La grande noia, più che la grande guerra.

Ford dev’essere una di quelle persone tutte serie che ritengono un film importante solo se tratta temi pesanti, come la guerra. Sarà per questo che ha riempito metà della sua lista con film più o meno bellici o più o meno sul Fascismo. E qui torna indietro persino alla prima guerra mondiale, ovvero la versione anti cinematografica della seconda guerra mondiale, come abbiamo purtroppo potuto notare anche con War Horse.
Sarà come non sarà, ma questo film del buon Monicelli tenta l’approccio da commedia alla guerra, peccato che non faccia ridere, né tanto meno sia emozionante o toccante.
Coppia di attori da fantascienza??? Qua l’unica cosa da fantascienza sono le dichiarazioni del Ford.
Vittorio Gassman se la cava, peccato che fosse genovese e il suo accento milanese non risulta molto credibile…
Quanto ad Alberto Sordi, bah. Per me era un personaggio, ma non un attore. Un po’ come Benigni, uno che più che recitare, ogni volta interpreta solo una variante di se stesso. Con la differenza che Benigni è più divertente. Qui abbiamo Sordi in versione soldato, che è uguale a Sordi in qualunque altra versione, come vedremo dopo, visto che Ford con i suoi gusti monolitici ha voluto spararci altre sue 12 pellicole…
L’unica scena interessante del soporifero film (e siamo finora a 3 su 3) è allora quella del finale.
“Mi te disi proprio un bel gnènt!! Hai capito?!? Facia de Ford!”

JF Già il fatto che tu consideri Benigni più di Sordi la dice lunga sui tuoi gusti, antagonista dei miei stivali.
Poi, che tu possa trovare fuori dal tuo tempo - ovvero gli ultimi dieci anni, buahhahahahahahaha! - un film come questo ci può anche stare, ma che la tua scarsa tenuta non ti permetta di vedere la serie praticamente infinita di scene memorabili de La grande guerra è davvero incredibile: tutti i duetti tra i protagonisti sono da antologia - oltre che divertentissimi -, e il dramma della guerra è presentato senza essere appesantito come sarebbe stato se ad averlo tra le mani fosse stato uno dei tuoi amiconi pipponi, che considerano un dramma anche una merenda con la fidanzatina.

"Mario, ma sai che il Cannibale dice che il tuo film è noioso?" "Ma che vuoi che ne capisca, quello!? Gli è piaciuto The tree of life!"
4) Una vita difficile (1961) di Dino Risi


JF Il film che ha bruciato Il sorpasso al fotofinish entrando di prepotenza nella selezione per la Blog Guerra, uno dei più grandi esempi del valore come attore drammatico di Alberto Sordi nonchè un ritratto dei lati oscuri della "dolce vita" dalla potenza incredibile.
Forse non conosciuto come altri lavori di Risi, l'epopea del partigiano divenuto aspirante borghese è una delle "favole nere" più riuscite del nostro Cinema: e dopo una giornata passata a sorbirsi i pipponi del Cannibale, basta la sequenza dell'Albertone ubriaco a Viareggio per cancellare ogni dubbio su quale sia la parte migliore di questa Blog Guerra.
CK Una vita difficile, quella di un blogger come me che si deve sorbire tanti film tanto noiosi per poter partecipare a una Blog War come questa.
La commedia di Dino Risi presenta una buona regia e una discreta sceneggiatura, peccato che come commedia non faccia ridere manco per sbaglio. Figuriamoci se Ford ci proponeva 1 film 1 che facesse ridere, sia mai. Ci si potrebbe divertire troppo!
A non funzionare, per quanto mi riguarda, è il protagonista: Alberto Sordi era il medioman del cinema italiano. Come già detto sopra, si limitava a fare se stesso in ogni film. La scena in cui fa l’ubriaco è la chiara dimostrazione di quanto non fosse capace a recitare. Scommetto che persino quell’astemio di Ford riuscirebbe a essere più credibile come ubriaco. Se quella è la scena che dovrebbe farti aggiudicare la vittoria, Ford, mi sa che sei più ottimista degli americani quando invasero il Vietnam…
Ve lo meritate Alberto Sordi, voi fordiani!

A forza di sentire castronerie pronunciate da Ford, quasi quasi però sarebbe meglio essere sordi. UAHAHAHAHA

JF Sarà un attorone il tuo amichetto corvaccio di Uccellacci e uccellini.

O quell'altro squinternato del coniglione di Donnie Darko.
Effettivamente, il tuo è un Cinema buono giusto per le bestialità! Buahahahahahahah!
Una vita difficile è un Capolavoro. E basta.

"Dev'essere stato il Cannibale: sarà fuggito in Sud America con Von Trier e Megan Fox!"
5) 8 e 1/2 (1963) e Amarcord (1973) di Federico Fellini


JF Uno dei pochi registi della Storia in grado di mettere d'accordo anche due acerrimi nemici come il sottoscritto e il Cucciolo Eroico, l'enorme Fellini, non andrebbe discusso a priori, tale e tanta è la sua importanza.
8 e 1/2 rappresenta, a mio parere, l'equivalente di 2001: odissea nello spazio per il Cinema italiano, ed è senza ombra di dubbio il viaggio più importante che possa offrire una pellicola made in Terra dei cachi al pubblico.
Amarcord, dall'altra parte, è tutto il cuore del Maestro riminese, una carrellata di personaggi che, considerate le origini di mio padre, sento più vicine di quanto non sembri.
Due Capolavori indiscutibili, buoni giusto per prendere un pò di fiato tra un round e l'altro della lotta.
CK Ed ecco l’unico Artista (vabbè, mettiamoci dentro pure Sergio Leone) di una lista fordiana composta per il resto da artigiani del cinema. Alcuni magari mestieranti decenti, altri nemmeno quello. 8 e ½ è quindi un oggetto alieno in questa lista e figurava molto meglio ieri tra le pellicole cannibali.
Quanto ad Amarcord, è una pellicola valida e interessante, però troppo frammentaria e discontinua e presenta anche vari momenti kitsch, come quelli con Alvaro Vitali, che non mi hanno entusiasmato molto. Per me siamo diversi gradini sotto rispetto alla classe assoluta di 8 e ½ e La dolce vita. Sarà che io preferisco il dolce all’amaro… Del tutto strepitoso invece il tema musicale di Nino Rota, una delle musiche da cinema (e non solo) più belle della storia.
Questa è qundi la parte migliore di una lista per il resto non da amarcord, bensì da dimentare, caro il mio AmarFord.
JF Da dimenticare c'è solo l'ennesima dimostrazione della tua mancanza di gusto cinematografico! E se vieni un pò più vicino, mentre sono in cima al tuo Tree of life dei poveri, ti prendo volentieri a sassate gridando "VOGLIO UN RIVALE CHE SI INTENDA DI CINEMAAAA!"


6) Il buono, il brutto, il cattivo (1966) di Sergio Leone


JF Nella lista fordiana non poteva mancare uno dei film più rappresentativi della nostra cinematografia, un cult imprescindibile del western ed un saggio di tecnica impareggiabile.
Cast stellare, sequenze e battute indimenticabili, un finale da paura.

"Cannibale, al mondo ci sono due tipi di persone: quelli con il fucile e quelli che scavano. Tu scavi."

Bang bang, Cucciolo Eroico: lungo la Frontiera c'è spazio per uno solo di noi.

E non sei tu.
CK Io ho un problema con il genere western, così come ce l’ho con Ford: proprio non mi piacciono. A pelle.
Non mi piace l’atmosfera da vecchio West, non mi piacciono i personaggi stereotipati, le solite sparatorie e situazioni da saloon. Non è proprio il mio mondo, il mio ambiente.

Questo film è di certo un capolavoro nel genere spaghetti western, peccato che a me piacciano tutti i tipi di pasta, ma gli spaghetti western proprio mi stanno sullo stomaco. Della pellicola ho comunque apprezzato le ottime inquadrature di Sergio Leone e le musiche memorabili di Ennio Morricone. Per quanto riguarda vicenda e personaggi, invece, sbadigli.
Un film fordiano fino al midollo, ma che rivela un finale sorprendentemente e ironicamente cannibale, con l’urlo: “Ford sei un figlio di una grandissima putt aah aah aaah!” :D
JF Sarebbe proprio divertente vedere il Cannibale strapazzato lungo la Frontiera da un bruto Clint fordiano, lasciandolo appeso qualche oretta in più alla corda.
Forse il western è il tuo genere, caro antagonista.
Specie se ci sono io a darti del filo da torcere.

"Cannibale, è inutile che continui ad insistere: io sarò sempre il Buono, e tu sempre il Brutto!"
7) Cani arrabbiati (1974) di Mario Bava


JF Titolo purtroppo quasi sconosciuto ai più, questo gioiellino violentissimo e perverso di uno dei registi più importanti del nostro panorama - Burton, Carpenter e Tarantino gli devono un'infinità di trovate, e non perdono occasione di sottolineare la sua importanza - è a mio parere la versione italiana proprio de Le iene.
Un viaggio senza alcuna speranza di redenzione che è un'escalation di crudeltà da spavento, considerati i tempi in cui fu girato: e nonostante la povertà dei mezzi, Bava dimostra di essere uno dei grandi innovatori del concetto di grindhouse, in barba a tutti i registucoli finti alternativi sbucati come funghi dopo Pulp fiction e tanto ammirati da Cannibal e soci.
CK I Cannibali arrabbiati si prendono una pausa, a sorpresa, e la smettono di abbaiare contro il povero Ford ormai già bell’e che sbranato.
Tra i diversi film di nicchia scelti dal Ford che non avevo ancora visto e mi sono dovuto sorbire, pardon vedere in occasione di questa Blog Guerra, questo è l’unico che ho apprezzato. Non al 100%, visto che le interpretazioni degli attori più che da Cani arrabbiati sono da cani e basta, però mi è piaciuto il tocco registico del Mario Bava. Amatoriale, ma molto pulp. Un on the road movie criminale dotato di una buona sceneggiatura che tiene dall’inizio alla fine con pochi cedimenti per strada.
Un film, quasi l’unico della lista fordiana, che non fa scendere la bava mentre li si guarda addormentati sul divano.
JF Immaginavo che non ti sarebbe dispiaciuto, in fondo.
Del resto, sei più prevedibile di un medioman fordiano! Ahahahahah!

"Se non la smetti di difendere il Cannibale, passerai un brutto quarto d'ora."
8) Anche libero va bene (2005) di Kim Rossi Stuart


JF Quello che potrebbe apparire come una sorta di "intruso" in una sequenza così esagerata di filmoni, esordio dietro la macchina da presa di Kim Rossi Stuart, è stata una delle scoperte migliori che feci nel mio periodo "allo stato brado", e che alimentò allora la voglia di scrollarmi di dosso la ruggine e tornare ad alzare la testa e guardare avanti.
Un dramma sobrio e potente che tratteggia le delicate geometrie del rapporto tra padri e figli, e sfodera un coraggio davvero niente male del regista/attore che, nel pieno della berlusconiana Italia sempre troppo cattolica, in una delle scene più cariche della pellicola caccia un bestemmione liberatorio e sentitissimo.
Ma pensare solo a quello sarebbe riduttivo per uno dei ritratti di crescita più intensi del Cinema italiano recente.
La stessa crescita che il mio antagonista continua a rifiutarsi di affrontare. Ahahahahahaha!
CK Un film caruccio quanto dimenticabile.

Kim Rossi Stuart esordisce in maniera dignitosa dietro la macchina da presa con una pellicola neo-neorealista (ANCORAAAAA???) che racconta con semplicità la vita di una famiglia dei sobborghi di Roma. Niente di che, a parte la scena della bestemmia dello stesso Kim Rossi Stuart, un momento davvero coraggioso per il cinema italiano. Per il resto è una pellicola troppo urlata, manco fossimo in un film di Muccino, e parecchio prevedibile, che si chiude con un finale davvero campato lì giusto per mettere la parola fine. Se non altro, rispetto ad altre atroci visioni fordiane, si lascia guardare.
Il motivo per cui a Ford piace tanto questo esordio registico decente, ma certo non da top 10 del cinema italiano (e forse nemmeno da top 1000), secondo me va ricercato nel passato da Ragazzo dal kimono d’oro di Kim Rossi Stuart…
Niente di che come film ma, comunque, anche libero va bene. A questo punto: tutto fuorché Ford va bene!
JF Non sarà da top ten assoluta, come del resto non lo è il tuo Sapore di mare, eppure è una pellicola coraggiosa - come giustamente sottolinei anche tu - e piena di cuore, ed entrambi noi sappiamo quanto ci sia bisogno di film così in una realtà povera come quella italiota.
Tra l'altro, fosse stato firmato da un Cannibàl Garcon francese, ora saresti qui a gridare al miracolo.
CK Io ho solo detto che c’è 1 scena 1 coraggiosa. Il resto è trascurabilissimo. Quello che ha bisogno il cinema italiano sono i talenti veri come Sorrentino, non queste esili storielline neo-neorealiste!
E Sapore di mare è un cult per generazioni e generazioni. Questo è un cult giusto nella terra dei cachi fordiani.

"La lista di Cannibale!? Ci saranno giusto due film guardabili!"
9) Vincere (2009) di Marco Bellocchio


JF Quando si è deciso, insieme a quel tordo del Cannibale, di mettere in piedi una Blog Guerra a base di film italiani, una delle prime certezze che ho avuto rispetto alla mia decina, era che Bellocchio sarebbe stato della partita.
Avevo l'imbarazzo della scelta, considerate pellicole come Buongiorno, notte e L'ora di religione, ma ho deciso di puntare su Vincere, il ritratto anomalo che il regista tracciò di Mussolini: un film incredibile, visionario, dalla tecnica impareggiabile e dal carico emotivo quasi schiacciante, interpretato da un Filippo Timi mai così bravo.
Senza alcun dubbio, uno dei due più grandi film italiani degli ultimi dieci anni.
CK Pellicola decente eppure non del tutto riuscita sul Duce, ma soprattutto sulla sua amante e sul suo figlio segreto. No, non sto parlando di Berlusconi. E no, non sto parlando nemmeno di Mr. Ford. Per una semplice questione anagrafica: Ford è nato prima!
Qui c’è la mia vecchia recensione del film
riassumendo il mio pensiero: una pellicola tecnicamente interessante, quanto emotivamente fredda. Come al solito, con i film fordiani.
Vincere?
Ford, per battere la tua lista mi sarebbe bastato anche solo mettere una rassegna di film con Lino Banfi ahahah!
JF Magari avessi messo in lista qualche bel film con Banfi! Almeno mi sarei risparmiato certe schifezzone come L'eclisse!

"Filippo, per favore, vacci tu a spiegare al Cannibale cos'è il Cinema!"
10) L'uomo che verrà (2010) di Giorgio Diritti


JF La sparo subito grossa: Giorgio Diritti è il Terrence Malick italiano.

Già con Il vento fa il suo giro questo sorprendente autore mi aveva colpito e affondato grazie ad un'escalation devastante sul finale, ma con L'uomo che verrà viene compiuto un passo oltre nel raccontare la strage di Marzabotto, episodio terribile degli anni dell'occupazione nazista nel cuore dell'Emilia Romagna della Resistenza.
Una pellicola che è una poesia, nonchè la rappresentazione migliore per il Cinema di quello che un certo De Andrè fece con la musica.
Un miracolo compiuto sottovoce in grado di far scomparire come per magia tutte le folli aspirazioni del mio scomodo antagonista.
CK L’uomo che verrà a darti una bella mano di botte, Ford, prima o poi lo troverai.
Nel frattempo, questo film è tra i pochi decenti della tua lista, che si chiude quindi a sorpresa con dignità.
Ai tempi l’avevo recensito in maniera molto positiva http://pensiericannibali.blogspot.it/2010/05/man-who.html, anche se devo dire che a un paio di anni di distanza non è che mi sia rimasto molto della visione. Buon film, però quanti WhiteRussian ti sei scolato per scomodare un paragone del genere?
Terrence Malick sta davvero troppo più in alto, in cima al The Tree of Life.
Così come Cannibal non può far altro che guardare dall’alto il piccolo Ford allontanarsi sconfitto e in lacrime. Aspettando la vittoria che non verrà…
JF Cannibale, tira pure un sospiro di sollievo: tu l'uomo che verrà a darti una bella mano di botta l'hai già trovato.
E ho come intenzione di arrivare armato dell'alberello di Malick, che ti schianterò felice sulla testa.

"Così tu saresti il Cannibale? Ti prendo come comparsa giusto perchè Ford ha messo una parola consolatoria per te!"

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