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mercoledì 20 aprile 2016

Il libro della giungla

Regia: Jon Favreau
Origine: USA
Anno: 2016
Durata:
105'







La trama (con parole mie): il cucciolo d'uomo Mowgli, trovato solo nella giungla ed affidato ai lupi guidati da Akela dalla pantera Bagheera, è costretto ad abbandonare la sua famiglia adottiva a causa della minaccia rappresentata dalla tigre Shere Khan, predatore conscio della natura umana del bambino e deciso ad ucciderlo prima che possa crescere e diventare quello che lo stesso felino si aspetta.
Scortato proprio da Bagheera, Mowgli scoprirà, nel corso del suo viaggio attraverso la giungla, quanto le sue radici umane saranno fondamentali non solo per affrontare la nemesi felina, ma per guadagnare un posto unico all'interno del mondo animale una volta superate le difficoltà rappresentate dall'infido Kaa e del dispotico ed ambizioso re delle scimmie.
Le Legge della giungla, dunque, varrà anche per chi alla giungla, per natura, non appartiene?













Ai tempi delle scuole elementari e della mitica videoteca dell'altrettanto mitico Paolo, due Classici Disney si contendevano il primato delle visioni nell'allora casa Ford e la preferenza assoluta del sottoscritto: Robin Hood ed Il libro della giungla.
Alla notizia di una trasposizione cinematografica tutta effetti ed "umanizzazione" di quest'ultimo, ammetto di avere storto il naso - e non poco -, all'idea che i ricordi e l'affetto per quello stesso Classico potessero essere in qualche misura intaccati da questo esperimento, tra l'altro targato Jon Favreau, un mestierante di Hollywood che personalmente ho sempre particolarmente apprezzato, con le dovute proporzioni.
Devo ammettere, in questo senso, di aver recuperato il titolo in prima istanza solo ed esclusivamente in favore del Fordino, che con la sua fervente passione per gli animali sta di fatto definendo la direzione delle visioni pomeridiane di casa Ford quando sono lontano dal lavoro, tra documentari, cartoni animati o pellicole che richiamino in qualche modo la fauna terrestre, senza troppi pensieri a proposito di quello che potrebbe apparire ai miei occhi: il risultato, invece, occorre ammetterlo, è stato decisamente meno peggio del previsto, con una trasposizione dell'opera di Rudyard Kipling più adulta e meno effervescente del cult animato - che, musicalmente, continua a fare la differenza -, quasi "dark" - per quanto il termine possa passare, in questo contesto -, un buon ritmo ed una caratterizzazione da film di formazione quasi pre adolescenziale in grado quantomeno di tentare un difficile aggancio tra l'epoca in cui si è ancora bambini e quella in cui si pensa di essere già adulti.
Del resto, Il libro della giungla è, di fatto, un lavoro di costruzione, la descrizione del percorso di emancipazione di Mowgli che può essere considerato una rappresentazione di quello che ognuno di noi vive proprio a cavallo dell'adolescenza, e che ha ispirato altri cult di tempi recenti come Vita di Pi, a prescindere dalla questione "felina" del racconto.
Favreau, dal canto suo, conosce bene il mestiere ed i segreti grazie ai quali unire l'approccio mainsteam a quello più ricercato, di fatto limitando quello che l'egida Disney pone rispetto al pubblico più esigente - ed inutilmente pretenzioso, occorre dirlo - senza dimenticare l'impatto empatico sul pubblico che, al contrario, una pellicola finisce per volersela vivere, più giovani in primis - la lotta con Shere Khan in chiusura di pellicola richiama a gran voce l'ottima parte finale di Kung Fu Panda 3, amatissimo da queste parti -: per il resto, è una caccia alla citazione del film d'ispirazione ed alle differenze dallo stesso - ottima l'idea di sostituire il Kaa maschile alla versione femminile doppiata in originale da Scarlett Johansson - così come una cavalcata accanto ad un Mowgli irriverente ed istintivo ma non bambinesco, sostenuto da un mondo animale molto più umano di quanto potremo mai essere noi custodi e fruitori del rosso arbitro del destino della fauna del pianeta.
L'ideale approccio per questo Il libro della giungla è quello di un prodotto d'intrattenimento in grado di smuovere istinti primordiali in ciascuno di noi grazie ad una galleria di personaggi indimenticabili - e non parlo di influenze hollywoodiane, quando di Letteratura - sfruttati ottimamente, ed in grado di reggere il confronto con un precedente che ha fatto la Storia di almeno un paio di generazioni: forse non si tratterà della visione del periodo, o tantomeno dell'anno, ma di una più che discreta lezione su quello che può diventare il Cinema mainstream se poggiato su basi solide e portato in scena con grande professionalità ed empatia.
Onestamente, non saprei se la parte autoriale a tutti i costi della settima arte saprebbe fare altrettanto.





MrFord




"What am I supposed to do after we done everything that we've done?
Who is your replacement?
Are we still good? Are we still good?
Are we still good? Are we still good?"
Drake - "Jungle"- 





giovedì 14 aprile 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): pare che, Notte degli Oscar alle spalle, la distribuzione cinematografica - e la settima arte - abbiano deciso di regalarsi una vacanza anticipata, intasando le sale settimana dopo settimana di titoli inutili o di ripiego, lasciandomi in questo deserto solo accanto alla mia nemesi di sempre Cannibal Kid.
Anche questa settimana, in un modo o nell'altro, tocca sopravvivere: e non parlo della convivenza con il mio rivale, purtroppo! 


Ford e Cannibal nel corso di una delle loro passeggiate di meditazione.

Nonno scatenato

"Nipote, vestito come un fighetto in quel modo sembri Cannibal." "Nonno, vestito in modo improponibile, sembri proprio Ford."
Cannibal dice: Nonno scatenato è la storia del vecchio e tamarro Nonno Ford che va in giro con il giovane e posato Cannibal Kid, interpretati per l'occasione da Robert De Niro e Zac Efron. Per quanto minkiatona possa essere questo film, una visione ignorante perfetta per la nuova collezione primavera estate 2016 per me ci sta tutta. E non date ascolto a quegli snob come il mio blogger nemico che proveranno a convincervi del contrario.
Ford dice: che De Niro ormai sia bollito è cosa risaputa. Questa commediola con il suddetto e Zach Efron potrebbe dunque rivelarsi l'ennesima stronzata con protagonista il vecchio Bob oppure una cosa divertente come Cattivi vicini.
Spero nella seconda, anche perchè non ho voglia di sparare sulla croce rossa più di quanto già non faccia ogni settimana con il Cannibale.


Il libro della giungla

"Hey Ford, ma quando arriviamo al centro commerciale!?" "Cucciolo eroico, la giungla non è uno dei tuoi film teen."
Cannibal dice: La storia dell'infanzia di James Ford, sballottolato dalla giungla a Lodi. Un libro che io chiudo subito volentieri.
Ford dice: la storia del Cucciolo Eroico accompagnato nel suo viaggio nella giungla dall'orso Ford, pronto a salvargli il culo ad ogni piè sospinto.
Potrebbe essere molto divertente.


Mistress America

"Ora ti porto a casa di una mia grande amica: Katniss Kid. E' la regina delle radical chic."
Cannibal dice: Pellicola vista un po' di tempo fa, ma di cui ancora non ho avuto tempo, modo e ispirazione di scrivere un post. Ce la farò adesso?
La risposta, forse, nei prossimi pezzi di me... di Pensieri Cannibali.
Ford dice: pellicola già vista, recensita e pubblicata giunta con il consueto ritardo nelle sale italiane. Non il meglio di Baumbach, ma comunque una visione interessante.


Hardcore!

"Cannibal, vedi di smetterla con le tue pose, o ti faccio saltare la testa."
Cannibal dice: Hardcore! è un film-videogame che rischia in maniera hard di essere una delle più grandi stronzatone dell'anno. C'è anche una possibilità, piuttosto piccola quasi quanto quella che Ford in realtà sia un genio incompreso, che possa trattarsi di una delle figatone dell'anno. Staremo a vedere...

Ford dice: film che promette di essere una delle stronzate più grosse mai portate in sala, già pubblicizzato a manetta online e non solo. Probabilmente, peggio si potrà trovare soltanto andando a vedere i film con i voti più alti su Pensieri Cannibali.


Criminal

"Kevin, deve venire con noi: è accusato di Fordismo di primo grado."
Cannibal dice: Il fordiano e ormai in età da pensione Kevin Costner qui su Pensieri Cannibali non è mai stato troppo ben voluto. Anzi, proprio per niente. Questo Criminal dal trailer mi è sembrato però uno di quei thrillerini innocui che, per quanto già visti e stravisti, per una serata disimpegnata potrebbero rivelarsi una visione nemmeno troppo criminale.
Ford dice: il buon Kevinone Costner è un fordiano ad honorem, ma in un periodo sciapo come questo non ho certo bisogno dell'ennesimo film dal sapore di già visto. Piuttosto, posso sempre sfoderare un recupero di una delle sue pellicole migliori, come Un mondo perfetto, tanto per citarne una. Staremo a vedere.


Nemiche per la pelle

"Ma quando arriva Ford!? Aveva promesso che sarebbe passato per rivelare se ci sono altri suoi figli in giro per il mondo!"
Cannibal dice: La versione al femminile della storia di Cannibal Kid e James Ford, nemici per la pelle che ora potrebbero unire le forze per fare causa agli sceneggiatori di questa pellicola per essersi ispirati a loro senza il loro permesso.
Ford dice: come si sono permessi gli autori di questa pellicola di plagiare le vicende che hanno visto, negli ultimi anni, il sottoscritto e Cannibal darsele in continuazione di santa ragione!?
Solo per questo meriterebbero il boicottaggio ed un risarcimento milionario ai due bloggers cui si sono ispirati.


Un'estate in Provenza

"Quello laggiù è Cannibal Kid. Una volta aveva sembianze umane, poi Ford ha deciso di portarlo su un ring."
Cannibal dice: Sembra la versione più famigliare, e quindi più fordiana, del recente molto chic Un momento di follia. Per quanto Jean Reno e Anna Galiena non mi ispirino molta fiducia, io a un film francese bello estivo come questo difficilmente riesco a dire di no.
Ford dice: già fatico con i film francesi in generale - tranne selezionate eccezioni -, se poi parliamo di qualcosa di leggerino e poco consistente, con un altro re dei bolliti come Jean Reno, impiego poco a dire di no. Preferisco farmi una bella estate in Australia. Più wild e più pane e salame.


Les souvenirs

"Sono proprio contento: ho trovato un lavoro da badante con una molto più giovane di Ford."
Cannibal dice: Film sul rapporto tra un ragazzo e la nonna che sembra quasi la versione francese, quindi meno cazzara, di Nonno scatenato. Anche in questo caso difficilmente riuscirò a dire di no, cosa che invece faccio con disinvoltura ogni volta che Ford scrive.
Ford dice: settimana che pare segnata dall'invasione francese. Dunque altra settimana pessima per il sottoscritto.


The Idol

"Ora suoneremo il nostro nuovo pezzo: il Cucciolo Eroico Rock."
Cannibal dice: The Idol? Oh, vedo che finalmente hanno girato un film su di me. Bene così!
Ford dice: film palestinese che ricorda The Millionaire di qualche anno fa, ma che, sarà l'effetto deja-vù, non mi attira per nulla. L'unica speranza è che possa essere smentito, ed avere almeno una soddisfazione da queste ultime settimane di magra.


Senza lasciare traccia

"Non ci posso credere: ho visto un film consigliato da Pensieri cannibali, e sono sopravvissuto!"

Cannibal dice: Senza lasciare traccia? Oh no, vedo che alla fine hanno girato un film su James Ford. Male così!

Ford dice: questo film è l'emblema del Cinema italiano attuale. Che di norma passa senza lasciare traccia.


Il bambino di vetro

"Secondo te che me ne faccio di due bottiglie d'acqua!? Portami un White Russian!"
Cannibal dice: Ford ha sfornato un altro bambino?
E questa volta pure di vetro?
Ford dice: film ispirato all'infanzia di Peppa Kid, ripetutamente bulleggiato dai suoi compagni di scuola pronti a romperlo come una bella statuina di vetro nel nome di Ford.


L'universale

"Prima di vedere un film consigliato da Cannibal, dobbiamo sballarci come si deve!"

Cannibal dice: Va bene che durante i Cinemadays i biglietti del cinema costano meno, ma questo manco se mi pagano lo vedo.
Ford dice: io non capisco per quale motivo occorre fare uscire undicimila titoli la settimana, se i titoli sono questi.


Fiore del deserto

"Uscire con Cannibal Kid!? Mai e poi mai!"
Cannibal dice: Pellicola del 2009 che esce nei cinema adesso, quando ormai sarebbe considerato un film vecchio persino per Rai Movie.
Quando sarebbe considerato vecchio persino per Mr. James Ford!
Ford dice: come sopra. Ma dopo la Notte degli Oscar la distribuzione è forse entrata in sciopero!?

venerdì 12 dicembre 2014

Chef - La ricetta perfetta

Regia: Jon Favreau
Origine: USA
Anno:
2014
Durata: 114'





La trama (con parole mie): Carl Casper è un ex fenomeno della cucina da tempo accasatosi in un rinomato ristorante di Los Angeles ed in cerca di sfide e nuovi orizzonti. Quando un blogger e critico culinario critica aspramente il suo approccio conservatore, inizia per lui un viaggio che lo porta a tornare al punto di partenza della sua carriera, Miami, accanto all'ex moglie ed al figlio, con il quale non è mai riuscito a costruire davvero un rapporto.
La scelta di ricominciare grazie ad un food-truck percorrendo la strada che separa le due coste degli States rimetterà in gioco la sua passione per i fornelli, la volontà di mettere le basi per una nuova storia d'amore ed un rinnovato legame con il piccolo Percy: riuscirà Carl a mettere insieme gli ingredienti migliori per la sua nuova ricetta?
O la scommessa legata al ripartire dal basso scriverà la parola fine sulla sua carriera?








Personalmente, sono più legato all'atto del mangiare, che non a quello del cucinare.
Del resto, sono un predatore ingordo e dedito ai piaceri, spesso egoista e decisamente travolto dalle passioni: ho sempre pensato, al contrario, che la cucina fosse un'arte perfetta per le persone in qualche modo generose, intellettualmente o emotivamente.
Ho deciso di recuperare Chef su consiglio di una persona che ritengo se non generosa, quantomeno più in grado del sottoscritto di concepire il pensiero di qualcosa fatto per gli altri, e nel corso della visione ho avuto in mente Julez, che senza dubbio è l'essere umano più generoso che conosca - anche nei suoi difetti -, e dedicarmi a questa stessa visione è stato un vero e proprio piacere quasi fisico.
Osservare il percorso di Carl/Favreau - bravissimo nel dirigere, scrivere ed interpretare un charachter costruito con ogni probabilità sul suo stesso essere - attraverso l'arte culinaria - che è il suo terreno congeniale - e le peripezie in famiglia - decisamente più ostiche, ma non per questo meno soddisfacenti di una ricetta elaborata e ben riuscita - è stato un piacere in grado non solo di alimentare il bisogno di un film indie dal sapore decisamente Sundance, ma anche e soprattutto di una necessità fisica, legata al piacere di mangiare, ed osservare chi segue ispirazione ed istinto affinchè sia soddisfatta una delle voglie più antiche e primordiali di noi esseri umani: l'appetito.
Un appetito che non si contenta del riempire la pancia, ma che si concede perfino il lusso di scegliere la direzione da prendere non solo da parte del pubblico, ma dalla stessa direzione: Chef è senza dubbio un film dalle concessioni generose, per quanto, di fatto, prodotto di nicchia, eppure in grado di alimentare l'acquolina in chi si trova dall'altro lato della macchina da presa.
Favreau, sfruttando un cast d'eccezione per un titolo che dovrebbe essere una sorta di outsider semisconosciuto, riesce nella non facile impresa di dimenticarsi delle sue origini hollywoodiane e confezionare ad un tempo un prodotto onesto e piacevole, ritmato da una colonna sonora splendida e soprattutto pane e salame nell'affrontare tematiche che finiscono per essere note anche a chi non è avvezzo al successo ed al dorato mondo della cucina alternativa d'alto bordo.
Attraversando gli States più caldi e favoriti dal sottoscritto - e l'ideale linea Miami/New Orleans/Los Angeles - il main charachter tocca tematiche importanti come il riscatto, l'amicizia - splendido il rapporto tra Carl ed il suo vice interpretato da John Leguizamo - ed il legame unico che si crea, rinnova e costruisce tra padre e figlio, basato anche e soprattutto sul confronto, in grado di far crescere da entrambi i lati della barricata senza distinzione alcuna, esperienza da un lato ed energia dall'altro.
La cucina, di fatto una scusa legata, probabilmente, ad una delle attività collaterali dello stesso protagonista/sceneggiatore/regista, troppo abile con il coltello e tra i fornelli per essere soltanto un attore, rappresenta un punto di partenza per l'esplorazione dell'evoluzione di un uomo adulto trovatosi a mettere in gioco un ruolo lavorativo ma non solo nel nome non tanto di critiche piovute dall'esterno - quasi divertente la riflessione rispetto ai criticoni cresciuti nella blogosfera - ma della volontà di costruire qualcosa che vada ben oltre a quello che ci si potrebbe aspettare o alle crisi di mezza età imputabili per svariati motivi agli esponenti di sesso maschile - ottima l'idea di lasciare solo accennata la storia con la collaboratrice interpretata dalla Johansson, conquistata proprio con un piatto -.
Chef - e non voglio neppure pronunciarmi rispetto al pessimo adattamento italiano - è uno degli esperimenti più riusciti dell'anno per quanto riguarda l'alternativismo a stelle e strisce positivo, privo delle influenze che l'elitarietà cinematografica a volte induce nei suoi artisti più promettenti: ed è assolutamente interessante osservare l'uomo dietro la macchina da presa di Iron Man concentrarsi su un progetto low budget tenuto in piedi da favori chiesti agli amici - a tutti i livelli della settima arte - eppure in grado di regalare l'impressione che tutto avrebbe funzionato anche senza spinte, come un panino ben farcito e preparato con il piglio che si richiede ad un food-truck che si rispetti.
E qui al Saloon va bene così.
Pane, carne, il giusto condimento e quei momenti unici alla fine della serata, in bilico tra un drink e un sigaro.
Dove si andrà domani, chissà. Anche quando apparirà una concessione.
Nel frattempo, ce la saremo goduta davvero.




MrFord




"Ooh, now let's get down tonight
baby I'm hot just like an oven
I need some lovin'
and baby, I can't hold it much longer
it's getting stronger and stronger
and when I get that feeling
I want sexual healing."
Marvin Gaye - "Sexual healing" - 





giovedì 31 luglio 2014

Thursday's child special holydays edition

La trama (con parole mie): vacanze - tempo permettendo -, uscite non proprio esaltanti da contare sulle dita di una mano, clima rilassato e chi più ne ha, più ne metta, coinvolgono anche la rubrica più attesa - !?!?!?!? - della blogosfera, dedicata ai nuovi titoli approdati nelle sale commentati per l'occasione dal sottoscritto e dal suo rivale sempiterno Cannibal Kid.
Dunque, in un'unica soluzione, ecco pronte per voi tutte le proposte che ci accompagneranno fino a dopo ferragosto, appena in tempo per il rientro e - speriamo davvero - la ripresa della stagione cinematografica.

"Ognuno di questi manubri pesa più del Cannibale!"
Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie

 
Cannibal dice: Della serie di pellicole de Il pianeta delle scimmie non me n’è mai importato nulla, quasi quanto del bloggaccio WhiteRussianaccio. Il primo (pare) mitico film degli anni ’60 non l’ho mai visto, quello di Tim Burton m’è sembrata una gran flebo e l’ultimo con James Franco mi aveva colpito così tanto che non ho avuto manco voglia di recensirlo. Questo nuovo capitolo, definito dalla campagna marketing come il nuovo film di fantascienza più sconvolgente dai tempi di Matrix, frase che negli ultimi 15 anni avrò già sentito almeno 15 mila volte, mi ha già stufato dal trailer. Passo allora volentieri la visione a quel gorillone di Ford, che sul pianeta delle scimmie si sente sempre a casa.
Ford dice: il recente L'alba del pianeta delle scimmie, per quanto riuscito a metà, non mi era dispiaciuto affatto, complici una riflessione niente male rispetto al dispotismo dell'umanità ed un'interpretazione pazzesca di Andy Serkis nel ruolo dello scimmiesco protagonista.
Ammetto di attendere con discreta curiosità questo secondo capitolo delle avventure di Caesar, sperando che interrompa l'agghiacciante trend di questa scialba estate al Cinema.


"Hey Ford, sgancia un pò di quel White Russian!"
Chef – La ricetta d’amore


Cannibal dice: Questo film sono pronto a odiarlo e ad amarlo allo stesso tempo.
Odiarlo perché è il tentativo indie low-budget di Jon Favreau, il regista dei primi due Iron Man, uno capace di far passare Michael Bay per un grande Autore, ed è qui presente pure nelle vesti di sceneggiatore e attore protagonista.
Amarlo perché c’è Scarlett Johansson e i film con Scarlett Johansson, fatta eccezione per le porcatone supereroistiche, non ce la faccio a non amarli.
E Ford?
Lui sono pronto a odiarlo. E basta.
Ford dice: Favreau mi sta simpatico, così come i film indie, quando non sono troppo radical chic nello stile del mio rivale. Considerata, dunque, la già citata pochezza di proposte, penso proprio tenterò un recupero. Sempre che, nel frattempo, Peppa Kid non dichiari di trovarsi di fronte ad una ficata. In quel caso, passerò volentieri la mano.

"Nel taco di Peppa Kid ci schiaffo un pò di lassativo, giusto per farmi due risate!"
Io vengo ogni giorno
 (esce il 7 agosto)


 
Cannibal dice: Il titolo è talmente scemo che sarebbe perfetto per un post di Pensieri Cannibali, ma per un film forse è un pochino esagerato. Quanto alla pellicola, si tratta di un teen-movie anch’esso troppo scemo perché possa perdermelo. Gustandomelo ancora di più sapendo che è uno di quei film che Ford invece non guarderà mai e poi mai. Se non sotto mia tortura.
Ford dice: già dal titolo questo film promette ben poco, a meno che non si tratti di uno spin off di Californication. Dato che non troveremo, però, da queste parti Hank Moody o Charlie Runkle, lascio al Cannibale quello che è del Cannibale. Le teenate.

"Oh mio dio! Le hai più grosse di Katniss Kid!"
Hercules – Il guerriero
(esce il 13 agosto)


 
Cannibal dice: Ecco la Fordianata dell’estate e, forse, dell’anno. Hercules in versione The Rock. Una merda totale fin dal trailer. Probabilmente sarà tra i miei candidati al peggio del 2014, mentre nella lista di Ford rischia di finire nella top 10 del meglio. Se pensate di leggere ancora il blog WhiteRussian, riflettete prima su questo.
Ford dice: in attesa degli Expendables, non posso che festeggiare con i calici alzati l'avvento dell'Hercules interpretato da The Rock, che probabilmente finirà per rivelarsi una tamarrata agghiacciante e terribile ma che, allo stesso tempo, stimolerà i miei istinti di goduria suina quando si tratta di propostacce da neuroni in vacanza. Per il ferragosto, direi che sarà perfetto. E anche per mantenere alto il livello di ostilità rispetto al Cucciolo in attesa della prossima Blog War.

"Per il primo che cattura il Cucciolo Eroico, da bere gratis una settimana!"
Dragon Trainer 2
(esce il 16 agosto)
 

 
Cannibal dice: Molto carino il primo Dragon Trainer, uno dei miei cartoni preferiti degli ultimi tempi, però come al solito il bisogno di un seguito io non lo sentivo. Ma al riciclare le idee di Hollywood ormai sono allenato, così come all’amore incondizionato di Ford nei confronti delle tamarrate, quindi nessuna sorpresa.
Ford dice: il primo Dragon Trainer fu senza dubbio uno dei titoli più interessanti prodotti dalla Dreamworks - se non il più interessante in assoluto. Così come per Monsters&Co, però, non sentivo il bisogno di un sequel che rischia di rovinare il ricordo del bellissimo primo capitolo: la speranza è che, se non allo stesso livello, si attesti almeno oltre la soglia della decenza, regalandomi intrattenimento ed un titolo da visione futura con il Fordino.

Ford e Peppa Kid sconvolti dalla loro insolita alleanza.

mercoledì 15 maggio 2013

Iron man 3

Regia: Shane Black
Origine: USA
Anno:
2013
Durata: 134'




La trama (con parole mie): Tony Stark, miliardario ed ex playboy ormai legato alla ex segretaria Pepper Potts, dopo l'invasione aliena che portò alla quasi distruzione di New York narrata in The Avengers, è ormai una sorta di rifugiato nel castello dorato che è la sua principesca dimora a Malibu, soffre di attacchi di panico, non dorme praticamente mai e passa il tempo continuando a lavorare sulla progettazione e la modifica di armature. Nel frattempo il suo amico di vecchia data, Happy, è diventato il capo della sicurezza delle Stark Industries, coordinate con grande successo sempre da Pepper, mentre il Colonnello Rhodes, che indossa un modello da battaglia simile a quello di Iron Man, è stato ribattezzato dal Presidente Iron Patriot.
Quando il misterioso Mandarino, terrorista pronto a dichiarare guerra agli USA, scende in campo causando un disastro dietro l'altro arrivando a minacciare le vite delle persone più vicine a lui, Stark sarà costretto a superare le sue insicurezze e tornare a combattere, senza sapere che la vicenda lo porterà a confrontarsi con i fantasmi del suo passato.




Da troppi mesi, ormai, non passava sugli schermi di casa Ford una tamarrata fracassona e roboante a tema supereroistico: considerata la mezza delusione - comunque di fattura notevole - data dall'ultimo Batman firmato Nolan, potrei affermare con una discreta dose di sicurezza che era ormai dai tempi dell'ottimo The Avengers che non mi capitava di divertirmi come si conviene con materia di questo genere.
Ed in qualche modo, forse, è stato giusto così, dato che questo Iron Man 3 firmato da Shane Black riparte proprio dai postumi di quella che fu l'invasione aliena all'origine della battaglia che permise ai suddetti Vendicatori di mettersi in bella mostra sul grande schermo e consolidare l'Universo Marvel cinematografico come un unico grande mosaico all'interno del quale ogni eroe è indipendente quanto legato agli altri.
Una ripartenza decisamente efficace, tra le altre cose, che permette ai fan di dimenticare lo scivolone del secondo capitolo - decisamente sotto la media delle recenti produzioni di Mamma Marvel - e godersi uno spettacolo portato avanti con il giusto equilibrio tra effettoni, approfondimento dei personaggi ed ironia: il modello di riferimento diviene dunque il lavoro di Jon Favreau - come di consueto presente come attore nel ruolo di Happy ed autore dell'esordio cinematografico di Testa di latta -, impreziosito dalla decisione di lasciare Tony Stark - e dunque Robert Downey Jr - libero di portare il film sulle spalle senza l'ausilio del suo ingombrante alter ego meccanico, sfruttato come una sorta di divertente marionetta per la quasi totalità del minutaggio, con risultati a tratti decisamente spassosi.
Una nuova ed efficace interpretazione, dunque, del motto di Stan Lee - creatore della maggior parte dei supereroi Marvel, che come di consueto si ritaglia una breve apparizione mostrandosi sempre arzillo nonostante i suoi novant'anni suonati - "supereroi con superproblemi", che fece la fortuna della casa editrice ormai divenuta un vero e proprio colosso dell'entertainment: la vulnerabilità di Tony Stark e l'approccio spesso scanzonato alle vicissitudini della sua esistenza divengono così armi in più per conquistare la platea senza necessariamente dover ricorrere alla drammaticità che pervade il Bruce Wayne nolaniano senza di contro rischiare di dipingere l'uomo dentro l'armatura come una sorta di inutile pagliaccio.
La stessa identità dell'eroe, che trova il suo spessore non in quanto combattente corazzato ma come genio dalle mille risorse, pare riferirsi a quel "non è quello che sei, quanto quello che fai, che ti qualifica" che chiuse Batman begins creando un ponte ideale con quella meraviglia che fu Il cavaliere oscuro: "Io sono Iron Man", afferma il meccanico Tony Stark in chiusura, senza il bisogno di un'armatura a sottolinearlo, ed è questa la percezione che si ha anche dall'altra parte dello schermo.
In questo senso assume un'importanza fondamentale anche la trovata decisamente azzeccata legata alla figura del Mandarino, che farà storcere il naso a molti dei puristi del personaggio a fumetti - non gli è per nulla fedele - ma che per l'economia della pellicola rende alla grande, regalando un twist divertente e lontano dalle consuete e seriose prese di posizione dei titoli di natura assolutamente giocosa come questi colpevoli di darsi un tono troppo alto per il loro target.
Anche e soprattutto per questo, lasciati alle spalle i discorsi legati alla filosofia del supereroe e l'uomo dietro la maschera - e qui si allaccerebbe alla grande il discorso del rapporto tra padri e figli tornato alla ribalta grazie al confronto tra Tony Stark ed il ragazzino pronto a fargli da spalla - Shane Black non si dimentica della responsabilità di guidare gli spettatori lungo il percorso di un chiassoso ottovolante e regala un crescendo finale totalmente action, scandendo ogni colpo ed esplosione con una battuta in pieno Arma letale style - in fondo, si potrebbe considerare l'approccio scanzonato allo scontro come un trademark del regista, autore dello script di supercult come L'ultimo boyscout o della regia e sceneggiatura di divertissement godibilissimi come Kiss kiss bang bang -.
Terza prova, dunque, decisamente superata per il nostro Uomo di ferro, serrata e divertente ma neppure stupida come i detrattori vorrebbero fosse - e si torna al discorso del ruolo del Mandarino e allo sfruttamento delle potenzialità di un conflitto da parte dell'AIM e del suo leader Aldrich Killian, un più che discreto Guy Pierce -, ed ennesimo colpo messo a segno dalla Marvel, che con il secondo capitolo di Thor all'orizzonte, Capitan America: soldato d'inverno e I guardiani della galassia previsti per il prossimo anno e l'attesissimo The Avergers 2 nel 2015 promette di porre radici sempre più profonde nel territorio del Cinema fantastico, continuando nell'operazione di rivalutazione non soltanto degli eroi più famosi del mondo del Fumetto, ma anche di un genere troppo spesso e troppo semplicisticamente catalogato come "da bambini".
Per poter affrontare sfide di questo calibro, occorre, a volte, tirare fuori gli attributi ed essere uomini.
Duri, determinati, cazzuti, e perchè no, anche fuori dagli schemi.
In poche parole, Iron Man.
O Men, volendo far sentire Tony Stark meno solo.


MrFord


"You sit behind the mask
and you control your world
you sit around and I watch your face
I try to find the truth, but that's your hiding place."
Michael Jackson - "Behind the mask" -


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