martedì 2 novembre 2010

Buried

Io ci ho voluto credere.
Fino alla fine.
Contro tutti quelli che mi dicevano "guarda che tanto sarà la solita cagata spinta da una promozione selvaggia", contando sui pareri negativi delle persone poco avvezze alla settima arte - per intenderci, più o meno le stesse che mi parlarono male di Inception, folli! -, dando fiducia ad una sensazione, più che ad un effettiva certezza.
Dunque, eccomi qui. Lo ammetto.
Ho clamorosamente sbagliato.
Buried è una sola con i controcazzi, per usare un'espressione dei nostri tempi.
Idea ottima ed intelligente in termini di risparmio nei costi delle riprese, recensioni entusiastiche, premi, pubblicità, e quant'altro: tutto buttato allegramente nel cesso senza neppure sognarsi di passare dal via.
Ma cerchiamo di dare una giustificazione a questa mia sparata - come direbbe Dae - nonchè clamorosa bocciatura della pellicola in questione: un'analisi punto per punto, in modo da sviscerare motivazioni e contraddizioni, delusioni e sorprese, aspettative e conferme.
Punto primo: ma perchè, e dico perchè, quando si ha la possibilità di sviscerare un tema non dico nuovo - Kill Bill Parte 2 vi dice nulla? - ma quasi, si deve necessariamente mettere in mezzo la politica? Iraq, Iraq, Iraq, terrorismo, guerra, bla bla bla.  
Cosa c'era di male in un bel pazzo vecchia maniera che si prendeva la briga di seppellire un uomo solo per il gusto di torturarlo? Anche perchè, onestamente, se fossi un guerrigliero alla ricerca di riscatti e soldi, non mi sbatterei a seppellire vivi i miei ostaggi nel deserto, ma li terrei in un più classico rifugio senza dovermi crucciare al pensiero di doverli tirare fuori al momento della riscossione del riscatto stesso. Li voglio uccidere, riscatto o non riscatto? Tanto meglio: perchè stare sotto il sole cocente per scavare una fossa che sarà teatro di una così lunga sceneggiata? Che si uccidano e basta, questi ostaggi.
Punto secondo: immagino che quasi novanta minuti di pellicola all'interno di una bara possano correre il rischio di essere noiosi e ripetitivi - cosa che, a tutti gli effetti, sono -, ma perchè perdersi in sequenze incentrate su smielate telefonate inutili - il dialogo con la madre - o in momenti "di tensione" che risultano poco credibili e fuori luogo - l'arrivo del serpente -?
Punto terzo: vorrei davvero capire da quando un finale non consolatorio deve essere necessariamente preso come un colpo di genio impensabile ed assoluto. 
Non voglio svelare nulla, per chi volesse cimentarsi nella visione di questa pellicola, ma, in tutta onestà, porto la mente a vagare dalle parti di Hitchcock e del suo Nodo alla gola per trovare il vero significato della tensione e della sorpresa nello spettatore. 
Altro che gente sepolta viva in piena nuova Guerra del Golfo! Colpevoli visibili, riconosciuti, fra le mani dello spettatore, eppure in grado di tenere sulla corda trama ed audience fino alla fine: certo, da quelle parti c'era il vecchio Alfred, un vero Maestro, e non un Cortes con la voglia di stupire e la spocchia da videoclipparo finto artista.
Punto quarto: perchè essere necessariamente buonisti, in pieno stile Studio Aperto? Perchè il protagonista sepolto dev'essere un conducente di mezzi, e non un soldato? Perchè deve cercare disperatamente ed amare alla follia la moglie lontana, ed essere lì ingiustamente rinchiuso dai cattivi terroristi figli di Bin Laden e soci? Il Munny de Gli spietati diceva "non esistono meriti, in queste cose", ed è proprio così. 
Quindi perchè non osare mettendo in quella bara una testa di cuoio senza scrupoli che con quel telefono avrebbe fatto tutto, tranne una chiamata in cerca dell'amore della sua vita? Perchè non mettere alla prova il pubblico, scegliendo un protagonista colpevole di una strage di innocenti di fronte alla remota ipotesi di salvezza, un metro sotto il deserto?
In realtà, risposte non ce ne sono.
Resta solo un film che di teso ha poco, o nulla.
Una scorciatoia per il successo da registi con troppo poco talento per muovere la macchina da presa.
Personalmente non amo Kill Bill alla follia, ma guardando Buried mi è sembrato che la Sposa ed il suo flashback legato a Pai Mei fossero paragonabili a 2001: odissea nello spazio.
Scusate se è poco.


MrFord


"Today is my birthday,
and I get one every year,
and some day...
Hard to believe
but I'll be buried six feet underground."
No Doubt - "Six feet under" -

8 commenti:

  1. Non solo il tuo nuovo "vestito" è una figata (anche se questo non te lo toglierei...), ma hai super ragione su Buried. Forse il titolo originale era Boring.
    Forse.
    Probabilmente.

    RispondiElimina
  2. Sai che forse hai proprio ragione?
    Può essere che abbiano sbagliato a promuoverlo!

    RispondiElimina
  3. Signori e signore, ecco a voi MrFord.
    Il demolitore di film.

    Anche se un po' di voglia di vederlo mi è rimasta.
    E vediamolo 'sto cazzo di colpo di scena...

    RispondiElimina
  4. Dembo: sai quanto mi diverto, quando si tratta di sparare una sonora serie di bottigliate a qualche film poco meritevole!
    Mi farai sapere quando l'avrai visto. Intanto preparati per Boogie nights.
    Che, quella sì, che è una signora visione.

    RispondiElimina
  5. c'è chi parla di sola (come te), chi di quasi capolavoro.. io non l'ho ancora visto

    kill bill rules!
    come fai a non amarlo alla follia??

    RispondiElimina
  6. Cannibale: aspetto di sapere che ne pensi, allora.

    Kill bill mi pare sempre un pò troppo compiaciuto, per raggiungere i livelli dei veri capolavori di Mr. Tarantino.
    Anche se, devo ammetterlo, adoro Budd.

    RispondiElimina
  7. Noioso decisamente,in più il finale mi ha ucciso!!!Anch'io speravo meglio :/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più che sperare meglio, io speravo in un film! ;)

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...