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martedì 3 gennaio 2017

Rogue One - A Star Wars Story (Gareth Edwards, USA, 2016, 133')




Quando, lo scorso anno, proprio a pochi giorni dalla stesura delle classifiche di fine stagione, uscì in sala Episodio VII, nonostante l'hype da vecchio fan della Saga, cercai di andarci piano con gli entusiasmi per evitare di rimanere scottato: il risultato fu un vero trionfo per quello che, con L'impero colpisce ancora, è per me il miglior film di Star Wars mai realizzato.
A distanza di dodici mesi il mondo magico di "una galassia lontana lontana" torna a fare capolino con uno spin off ambientato appena prima di Una nuova speranza ed incentrato sui ribelli che si accingevano a dare i primi colpi decisi all'Impero: il mio approccio, in questo senso, non è cambiato rispetto a Il risveglio della Forza, anche se il risultato, per quanto molto interessante, è stato senza dubbio meno esaltante.
Per buona parte della visione, infatti, la sensazione avuta è stata quella di un titolo ottimamente realizzato - del resto, Gareth Edwards non è proprio l'ultimo arrivato - totalmente privo, di contro, dell'anima che ha contraddistinto anche i capitoli meno riusciti della saga cinematografica più amata di sempre - ebbene sì, anche del decisamente poco riuscito La minaccia fantasma -, reso in parte indigesto da un casting assolutamente non riuscito - i due main charachters sono affidati ad interpreti a mio parere privi dello spessore necessario per sostenere una pellicola e fare a prescindere dal valore della stessa la differenza - ed incapace di aggiungere qualsiasi cosa all'affresco figlio dell'immaginazione di Lucas: a togliere le castagne dal fuoco, ed a farlo alla grande, interviene una parte finale assolutamente da paura, che non ha nulla da invidiare ai capitoli più riusciti del brand, in grado di unire in un cocktail esplosivo - in tutti i sensi - epicità, dramma, grande utilizzo dei personaggi soprattutto secondari, un finale assolutamente imprevedibile e la giusta dose di citazionismo e strizzate d'occhio ai cult del passato in grado di far andare in brodo di giuggiole i fan - le apparizioni di Darth Vader e Leia sul finale sono da antologia -.
Resta dunque il rammarico di un film che accelera troppo tardi, giocando le sue carte migliori solo dopo aver messo a dura prova la tenuta dell'audience e privo in gran parte dell'ironia che aveva reso mitici i protagonisti della serie - soprattutto per quanto riguarda i primi tre film, così come l'ultimo -: unico a cercare di invertire questa tendenza il riuscitissimo K2, droide imperiale riprogrammato e spalla comica dei due protagonisti, che come già sottolineato poco sopra in due riescono ad avere lo stesso carisma dell'unghia del mignolo di Han Solo.
Ad ogni modo, una visione che rappresenta, nonostante i suoi difetti, un esempio di grande Cinema di intrattenimento, tecnicamente ineccepibile e perfetto nel recuperare il fascino delle ambientazioni anni settanta che definirono Una nuova speranza, L'impero colpisce ancora ed Il ritorno dello Jedi: forse i fan hardcore apprezzeranno più di quanto non abbia fatto io, almeno quanto resteranno colpiti gli spettatori casuali, probabilmente ignari di quello che sarebbe accaduto "dopo" e dunque, chissà, preparati ad un finale tutto rose e fiori che - SPOILER - non arriverà. Anzi.
Quello che è certo è che, in barba ai difetti o ai punti di vista, l'universo di Star Wars ha davvero ancora molto da raccontare alla settima arte, al suo pubblico ed alla cultura pop, ed è assolutamente confortante pensare che un racconto di ormai quasi quarant'anni or sono riesca a generare spunti in grado di solleticare l'immaginazione ancora oggi: rende l'idea di un Universo infinito ed in continua espansione.
E per chi adora il viaggio e l'avventura, non c'è nulla di meglio.




MrFord




 

giovedì 29 dicembre 2016

Ford Awards 2016: i film (dal 30 al 21)


Seconda giornata dedicata alla classifica dei migliori film usciti in sala nel corso di questo duemilasedici ormai agli sgoccioli, modificata in corso d'opera a seguito di alcune visioni "dell'ultimo minuto": quali sorprese riserverà, dunque, questa decina?
E sarà premiato l'intrattenimento, o l'autorialità?


N°30: DOCTOR STRANGE di SCOTT DERRICKSON


Uno dei personaggi che meno ho amato in casa Marvel da lettore di Fumetti diventa il fulcro di una delle pellicole di supereroi più riuscite degli ultimi anni: bravo Derrickson a pescare a piene mani da Inception, Matrix e Iron Man e bravo Cumberbatch a dare corpo e carattere ad un personaggio per nulla semplice.
Intrattenimento intelligente al cento per cento. Attendo già il sequel.

N°29: ZOOTROPOLIS di BYRON HOWARD, RICH MOORE, JARED BUSH

 

La Disney, tacciata da sempre dai radical di buonismo e film "solo per bambini", confeziona una piccola chicca pronta a dimostrare che la grande D è nettamente proiettata nel Nuovo millennio per modernità e tematiche, oltre che per intrattenimento, alla facciazza di molte sue rivali al botteghino.
Testimonianza del grande momento della creatura del mitico Walt, il fatto che Zootropolis non sarà l'unico suo titolo in classifica.

N°28: IO PRIMA DI TE di THEA SHARROCK

 

Una delle sorprese dell'anno.
Giunto su questi schermi praticamente con un bersaglio grosso come una casa appeso al collo, si è rivelato la versione sentimentale di Quasi amici per spontaneità, freschezza ed intensità.
Un plauso ad autori e protagonisti per non averlo trasformato in un polpettone da buoni sentimenti.

N°27: VELOCE COME IL VENTO di MATTEO ROVERE

 

Molti degli avventori abituali del Saloon sanno bene della mia diffidenza rispetto al Cinema italiano, soprattutto da amante dei Classici e del periodo in cui avevamo in scuderia i migliori registi del mondo.
Nel corso degli ultimi dodici mesi, però, sono state molte le cose buone prodotte nella Terra dei cachi: una di esse è senza dubbio Veloce come il vento, imperfetto e coinvolgente film "in famiglia" con un ottimo Stefano Accorsi ed una rivelazione come Matilda De Angelis.
Diretto, di pancia, pane e salame. Come piace a me.

N°26: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT di GABRIELE MAINETTI



Il film italiano forse più osannato della stagione è un esperimento in stile Batman Begins che, pur molto nostrano, avvicina il Cinema made in Italy ad un certo standard internazionale: i margini di miglioramento sono molti, e senza dubbio è stato sopravvalutato, ma il lavoro di Gabriele Mainetti è notevole e merita senza dubbio una vetrina.

N°25: ROGUE ONE di GARETH EDWARDS


Frenato - e non poco - da scelte di casting poco felici e da una prima parte poco coinvolgente a dispetto della tecnica, lo spin off della Saga per eccellenza del Cinema si riprende - e vola fino al venticinquesimo posto in classifica - con una seconda ed un finale da urlo, coinvolgenti, tiratissimi e molto emozionanti, degni dei momenti migliori che Star Wars ci ha riservato negli ultimi quarant'anni.
N°24: DEMOLITION: AMARE E VIVERE di JEAN-MARC VALLEE


Un film sul quale non avrei scommesso nulla, o quasi, giunto al Saloon solo per dovere di cronaca, bistrattato spesso e volentieri e non esente da difetti, ma diretto come pochi altri nel corso di questi ultimi dodici mesi: ancora una volta si toccano il tema del superamento del dolore e della famiglia, che da queste parti sfondano una porta più che aperta.


N°23: CAROL di TODD HAYNES

 

Todd Haynes, da queste parti amatissimo in passato per Velvet Goldmine e Lontano dal paradiso, torna sul grande schermo raccontando una storia d'amore nella sua evoluzione, fine e superamento vista dal doppio punto di vista dell'esperienza e della giovinezza.
Apparentemente algido, sotto il vestito è uno dei titoli più passionali della stagione.


N°22: PERFETTI SCONOSCIUTI di PAOLO GENOVESE

 

Un impianto teatrale, un esperimento tra amici molto pericoloso, l'eterno dilemma verità a tutti i costi o bugie a fin di bene (o male): un gruppo ben nutrito ed affiatato di attori al servizio di una sceneggiatura ottimamente scritta per quello che, senza dubbio, è stato il titolo italiano più convincente dell'anno per il sottoscritto.
In un periodo di "guerra fredda" tra il Saloon e la Terra dei cachi, direi che è un risultato invidiabile.


N°21: ANOMALISA di DUKE JOHNSON, CHARLIE KAUFMAN

 

Torna sul grande schermo il genio Charlie Kaufman con uno dei film d'animazione più maturi ed adulti del passato recente, forse fin troppo criptico in molte parti ma ugualmente affascinante e magico grazie principalmente alla sua protagonista femminile e ad un finale da riflessioni profonde ed assolutamente "a portata di tutti".


TO BE CONTINUED...

venerdì 26 dicembre 2014

Ford Awards 2014: i film che non vedrete nelle sale italiane

La trama (con parole mie): alle spalle - più o meno - i bagordi natalizi, ecco giungere prontamente la classifica dedicata alle pellicole non uscite nelle sale italiane che più hanno convinto il sottoscritto nel corso degli ultimi dodici mesi. Dalle tamarrate agli horror d'autore, passando attraverso territori sulla carta fin troppo indie per il sottoscritto, è dunque pronto il cocktail migliore che il Saloon ha riservato per i suoi avventori con gli ingredienti che, nella Terra dei cachi, purtroppo non vedremo neanche di striscio.



N°10: ENEMIES CLOSER di PETER HYAMS


Non sapete quanto mi renda felice inserire un film con protagonista uno degli eroi della mia infanzia, Jean Claude Van Damme, in questa classifica. Ignorato dalla distribuzione e da molti addetti ai lavori, Enemies closer è forse il miglior prodotto con protagonista l'attore belga dai tempi di JCVD, e forse uno dei suoi cult di sempre.
Sopra le righe, estremamente anni ottanta, divertentissimo. E nel ruolo dello psicopatico parruccone, il Nostro è perfetto.


N°9: PALO ALTO di GIA COPPOLA


Una delle sorprese più clamorose di questo duemilaquattordici: partito sulla carta come un film da bottigliate garantite firmato da una nipote d'arte, Palo Alto ha finito per colpirmi in positivo grazie ad un racconto sincero e sentito del disagio che avvolge nel periodo più tumultuoso della nostra vita: l'adolescenza.
Amori e disagi, speranze e delusioni di una California rarefatta ed affascinante, resa alla grande da un cast perfetto.

N°8: WOLF CREEK 2 di GREG MCLEAN




In casa Ford amiamo molto l'horror, l'(auto)ironia e l'Australia.
E Wolf Creek 2, degno erede del primo, sorprendente capitolo, riesce nell'impresa di centrare tutti e tre i bersagli.
Film più che nero ed estremamente divertente anche nei suoi momenti gore, sostituisce le atmosfere angoscianti del predecessore per concentrarsi su un approccio di pancia e risate grasse, culminato in sequenze in equilibrio con il trash come quella dell'inseguimento in autostrada tra i canguri.
Senza contare che lo psicopatico Mick è una garanzia.

N°7: COLD IN JULY di JIM MICKLE


Tratto da un romanzo - ottimo - del mio favorito Joe Lansdale e trasposto con grande fedeltà sul grande schermo, Cold in July - passato anche all'ultimo Festival di Torino - riesce nell'intento di mostrare le doti di grande scrittore crime del romanziere texano, grazie ad una storia a tinte fosche legata a doppio filo al rapporto tra padri e figli.
Ottimo il cast, sudata e perfetta l'ambientazione.

N°6: THE SACRAMENT di TI WEST


Non ho mai particolarmente amato Ti West.
Eppure, proprio attraverso quello che è stato il suo film meno considerato dai fan hardcore, ho scoperto il talento di un regista che reputavo decisamente sopravvalutato.
L'incubo del condizionamento e delle sette, ed il dramma di chi dallo stesso è consumato, all'interno o all'esterno, è reso alla grande in un thriller/mockumentary ad altissima tensione, che seppur imperfetto tiene incollati fino all'ultima inquadratura.
Per qualcuno che rischiava tempeste di bottigliate, direi proprio che si tratta di una vittoria.


N°5: IL LERCIO di JOHN S. BAIRD


Tratto dal romanzo di Irvine Welsh ed interpretato alla grande da un McAvoy in stato di grazia, Il lercio è stato uno dei viaggi più allucinati nel "crime" che questo vecchio cowboy abbia intrapreso nel corso degli ultimi dodici mesi: un noir sotto l'effetto di alcool e tanta, tanta droga in grado di fotografare il disagio e la visione del mondo di un personaggio certo non semplice, ma non per questo poco affascinante.


N°4: CHEAP THRILLS di E. L. KATZ



In un periodo storico che vede nell'incertezza lavorativa ed economica di noi poveri cristi un assoluto quasi matematico, ecco una delle fotografie più interessanti ed ironiche - dal punto di vista "nero" del termine - che si possano immaginare: due amici, due vite ai margini, una possibilità di riscatto.
E' possibile assegnare un prezzo alla nostra moralità, e agli atti che saremmo pronti a commettere se adeguatamente sponsorizzati da qualche ricco annoiato e lontano dalla nostra realtà?
A voi l'ardua sentenza. Katz ha già detto la sua.

N°3: THE BABADOOK di JENNIFER KENT



Doppietta australiana quest'anno per il Ford Award dedicato ai titoli ignorati dalla nostrana distribuzione, e doppietta per l'horror, nonostante il Babadook rappresenti, di fatto, più un'indagine psicologica che non un vero e proprio film di paura.
Interpretazioni straordinarie dei due protagonisti per un titolo che, più che spaventare, finirà per scuotere rispetto a problematiche importanti come quella del superamento del dolore.
Non sottovalutatelo.

N°2: BIG BAD WOLVES di AHARON KESHALES, NAVOT PAPUSHADO


Sdoganato da Tarantino e diventato una sorta di visione virale la scorsa primavera, il lavoro di Keshales e Papushado rappresenta uno degli esperimenti migliori rispetto l'esplorazione dei lati oscuri dell'animo umano, una sorta di Prisoners in versione humour nero, una vicenda terribile mostrata attraverso filtri in grado di rivelare il dramma senza farne necessariamente un peso insostenibile.
O forse addirittura amplificandone gli effetti.

N°1: THE RAID 2 - BERANDAL di GARETH EDWARDS 



Impossibile pensare ad un altro titolo in cima a questa classifica.
Pur non arrivando alle vette del primo capitolo, The Raid 2 rappresenta, in tutta la sua pulsante bellezza, la poesia del Cinema di botte divenuto clamorosamente prodotto d'Autore.
Sequenze tecnicamente spaventose, combattimenti memorabili, attesa per il numero tre già spasmodica.
Un supercult.

     

I PREMI

Miglior regia: Gareth Edwards per The Raid 2 - Berandal

Miglior attore: James McAvoy per Il lercio
Miglior attrice: Essie Davis per The Babadook
Scena cult: l'incontro con l'uomo a cavallo e l'incipit, Big Bad Wolves
Fotografia: The Raid 2 - Berandal
Miglior protagonista: Bruce Robertson, Il lercio
Premio "lo famo strano": Craig e Violet, Cheap thrills
Premio "ammazza la vecchia (e non solo)": il Padre, The Sacrament
Migliori effetti: Wolf Creek 2
Premio "profezia del futuro": The Raid 2 - Berandal, più che altro per l'hype per il terzo capitolo del brand

MrFord

lunedì 2 giugno 2014

Godzilla

Regia: Gareth Edwards
Origine: USA, Giappone
Anno: 2014
Durata: 123'





La trama (con parole mie): Joe Brody, insieme alla moglie Sandra, sono al lavoro in un impianto in Giappone quando qualcosa provoca un incidente che costa la vita alla donna, lasciando l'uomo solo con il dubbio che la scusa di un terremoto sia soltanto una copertura.
Quindici anni dopo lo stesso Joe coinvolge il figlio ormai adulto Ford - e non è uno scherzo - nella ricerca che conduce alla verità a proposito di creature millenarie celate dagli abissi del nostro pianeta tornate alla luce per distruggere il mondo intero in cerca di cibo e mosse dall'istinto di procreazione. Quando ogni speranza pare pronta ad abbandonare l'Uomo, però, dalle profondità marine giunge un'altra temibile ed incontrollabile creatura che potrebbe fungere da arbitro alla contesa: Godzilla.








E' davvero un peccato che mostri giganti e robottoni abbiano finito per perdere il fascino indiscutibile e sopra le righe che avevano ai tempi dei gloriosi eighties, quando i cartoni animati del pomeriggio erano in grado di trasformare anche la più noiosa delle giornate in un appuntamento imperdibile con il divertimento: dopo la delusione che fu Pacific Rim, onestamente speravo che il buon, vecchio Godzilla potesse in qualche modo risollevare le sorti del genere anche grazie alla presenza di Gareth Edwards, che riuscì a sorprendere non troppo tempo fa con il buon Monsters, dietro la macchina da presa.
Ed ho continuato a sperare anche dopo aver letto le prime - certo non entusiastiche - recensioni.
Forse perchè il cervello, quando la Realtà comincia a pesare troppo, finisce per gettarsi a capofitto nella ricerca di qualcosa che lo intratterrà e farà godere come se non ci fosse bisogno alcuno della sua parte logica e razionale, e che chiami in causa, al contrario, quella più antica, detta rettile - che, tra le altre cose, in questo caso ci starebbe da dio -, lasciando che sia solo il piacere primordiale a prendere il sopravvento.
Peccato che, nonostante gli effettoni strabilianti - così come fu per il già citato Pacific Rim, sono almeno due o tre le sequenze da occhi sgranati -, il cast di prim'ordine - da Aaron Taylor Johnson a Ken Watanabe, passando per Elizabeth Olsen e soprattutto Bryan Cranston -, l'approccio decisamente inusuale per quello che, di fatto, è un monster movie catastrofico - Godzilla protagonista assoluto, con un ruolo da "eroe" più in vista di quello del vero e proprio main charachter, ribattezzato curiosamente Ford, opposto ad una coppia di suoi simili colpevoli, di fatto, semplicemente di voler portare avanti la loro specie -, il giocattolone in questione finisca per non soddisfare tanto chi si aspettava qualcosa di scanzonato e fracassone quanto chi da Edwards pensava di ottenere quello che era già stato ribattezzato il Batman begins del genere.
Non che Godzilla sia brutto da vedere, o uno di quei titoli in grado di scatenare il peggio in quanto a bottigliate, eppure qualcosa non è riuscito a funzionare come avrebbe dovuto - allo stesso modo del mancato supercult così tremendamente simile firmato da Guillermo Del Toro lo scorso anno - e la visione passa da un'ottima prima parte decisamente ben costruita alla più classica delle escalation a stelle e strisce della seconda, priva però del divertimento sopra le righe che prodotti come The Avengers o Expendables 2 portavano in dono garantendo all'audience un completo, inesorabile, spassosissimo coinvolgimento.
La cosa più interessante della visione resta l'interpretazione molto "umana" dei mostri coinvolti, dalla coppia di "distruttori" - in cerca, molto istintivamente e semplicemente, di un luogo in cui procreare e stabilire il loro territorio - a quella dello stesso Godzilla, visto dai personaggi di Cranston e Watanabe come una sorta di divinità in pieno stile manga dalle capacità distruttive immense eppure in grado di scegliere quello che, apparentemente, dovrebbe essere il male minore per il pianeta che in qualche modo finisce per proteggere.
Le espressioni del vecchio Godzy e la sua furia in battaglia regalano uno spessore insperato ad una pellicola purtroppo con troppo poco carattere per rimanere davvero impressa nella memoria, del Saloon e degli spettatori in genere, ma il risultato non cambia.
E alla fine, con la polvere finalmente depositata e quella camminata fiera del mostro gigante di ritorno al suo habitat naturale, si ha l'impressione che, per quanto grande e grosso appaia, il lavoro di Edwards non lo sia, di fatto, fino in fondo.
E neppure in superficie.




MrFord




"Those evil natured robots - they're programmed to
destroy us - She's gotta be strong to fight them -
so she's taking lots of vitamins - cause she knows that
it'd be tragic if those evil robots win - I know
she can beat them -."
The Flaming Lips - "Yoshimi battles the pink robots Part. 1" -
  




giovedì 15 maggio 2014

Thursday's child


La trama (con parole mie): il rinnovamento grafico della rubrica settimanale tenuta dal sottoscritto e dal pusillanime Cannibal Kid sta diventando una sorta di Godot, eppure, come improbabili eroi, si continua stoicamente a raccontare delle uscite che ci attendono in sala sperando che prima o poi il suddetto rinnovamento si verifichi davvero.
Nel frattempo, non sperate che qualcosa di davvero importante sia in cantiere per quanto riguarda le proposte dei distributori: ormai trovare qualcosa di davvero interessante pare una sfida più ardua della mia di sopportare il Cucciolo Eroico e le sue bislacche posizioni cinematografiche.

Ford in visita a Casale.
Solo gli amanti sopravvivono

Cannibal dice: Delusionissima. Già visto e recensito (http://pensiericannibali.blogspot.it/2014/03/only-lovers-left-alive-twilight-secondo.html), l’ultimo vampiresco film di Jim Jarmusch affoga in un mare non di sangue, ma solo di noia, quindi Ford probabilmente lo adorerà…
Ford dice: Jarmusch mi ha regalato grandi perle, in passato. Ho come l'impressione, però, che questo Solo gli amanti sopravvivono non entrerà nel club. Me lo sono conservato in attesa dell'uscita italiana, quindi aspettatevi a brevissimo la recensione fordiana.

"Dopo la rassegna dedicata a Von Trier, ho deciso di farla finita."
Godzilla

Cannibal dice: God, save us from Godzilla. And from Mr. Ford. Io di solito odio i film di mostri, i film catastrofici e i film tutti effetti speciali. Questo sembra fare 3 su 3. Nonostante la regia di Gareth Edwards del valido Monsters, è probabile che odierò pure il nuovo ennesimo Godzilla quasi quanto odio il mio blogger rivale.
Ford dice: in un periodo decisamente avaro di uscite, questo Godzilla firmato da Gareth Edwards potrebbe rappresentare una valida visione da neuroni spenti o una potenziale sorpresa, dato che c'è già chi lo ha definito "il Batman Begins dei monster movies". Staremo a vedere. Nel frattempo spero sempre che un mostro gigante passi dalle parti di Casale Monferrato.

L'urlo di Ford terrorizza anche il Monferrato.
Grace di Monaco

Cannibal dice: La vita di Grace di Monaco dev’essere stata interessante. Questo film probabilmente no. Spero solo che sia almeno un filino meglio del recente pessimo biopic su Diana. O dell’imminente pellicola sulla Principessa Ford di Lodi.
Ford dice: probabilmente salterò senza ritegno questo biopic da Katniss Kid almeno quanto avevo finito per ignorare quello su Diana. I lustrini e i belletti li lascio volentieri al mio pusillanime rivale.

"Crepa d'invidia per il mio outfit, Katniss Kid!"
Ghost Movie 2 – Questa volta è guerra

Cannibal dice: Il primo episodio me l’ero visto, d’altra non ce la faccio a resistere ai film parodia così come Ford non riesce a resistere al wrestling, ed era davvero terrificante (http://pensiericannibali.blogspot.it/2013/04/ghost-movie-paranormal-parody.html). Riuscirò a resistere almeno a sorbirmi pure questo che cercherà di essere persino peggiore? E quando ci sarà una nuova guerra bloggare tra me e il blogger rivale?
Ford dice: ho sempre detestato i film parodia quasi quanto le proposte da radical del mio rivale, dunque sarò felice di lasciare a Peppa Kid questa decisamente poco esaltante visione per ridacchiare con i suoi amichetti mentre io vedrò di recuperare film da grandi.

Katniss Kid al termine dell'ennesima visione di Nymphomaniac.
Non dico altro

Cannibal dice: Perché in Italia continuano a spostare le uscite dei film di una settimana o due? Comunque pure questo già visto e già recensito (http://pensiericannibali.blogspot.it/2014/05/non-dico-altro.html).
Ford dice: ma che è, una presa per il culo!? La distribuzione è impazzita. Comunque, nel frattempo è uscita anche la mia recensione - http://whiterussiancinema.blogspot.it/2014/05/enough-said-non-dico-altro.html -.

"La rubrica delle uscite di Ford e Cannibal si rinnova graficamente? Ma non raccontatene!"

Più buio di mezzanotte

Cannibal dice: Promettente film di un esordiente italiano che sarà presentato alla chicchissima Semaine de la Critique al Festival di Cannes appena partito. Riuscirà finalmente a fare un po’ di luce nel buio più buio di mezzanotte del cinema nostrano?
Ford dice: più buio di mezzanotte pare essere il presente del Cinema italiano, e anche il suo futuro. Onestamente, non nutro particolari aspettative su questo film, ma potrei anche essere smentito. E spero per la settima arte nostrana che possa essere così.

"Ti svelo un segreto: Cannibal è una fighetta!"
La moglie del sarto

Cannibal dice: Se Maria Grazia Cucinotta è una brava attrice, MrJamesFord è un giovane promettente blogger cinematografico.
Ford dice: Maria Grazia Cucinotta attrice. È un pò come dire Cannibal Kid wrestler.

"Se tu sei un'attrice, io sono un grande capitano: parola di Schettino."
Pinuccio Lovero – Yes I Can

Cannibal dice: Questo film racconta la storia di un becchino, ma qui mi sa che siamo più dalle parti della vita di MrFord che non da quelle di Six Feet Under.
Ford dice: Ogni settimana rimango stupito da quante proposte assolutamente inutili finiscono per occupare quell'una o due sale nella penisola. Piuttosto che farle uscire, produrrei un film girato da Cannibal.

Ecco dove finisce il Cinema italiano. Con il culo per terra.
Padre vostro

Cannibal dice: Padre Vostro è una pellicola croata a tematica religiosa. Ecco finalmente trovata una cosa che ha meno appeal di una puntata di Amici di Maria de Filippi con ospite Mr. Ford!
Ford dice: già di norma reggo poco la roba a tematica religiosa, figuriamoci una pellicola che pare giunta in diretta dalla serie b croata! Piuttosto, dopo aver prodotto un film girato da Cannibal, me lo guardo anche!

"Mi benedica, Padre, perchè ho peccato: ho letto tutto Pensieri cannibali in un giorno." "Mi dispiace, figliolo: per questo non c'è perdono."

St@lker

Cannibal dice: Quando il cinema italiano si occupa di argomenti di @ttu@lità, di solito è come quando Ford cerca di cimentarsi con un film di Lars von Trier. Un disastro annunciato.
Ford dice: purtroppo non si tratta della storia di Von Trier e Kirsten Dunst, bensì di un maldestro tentativo del Cinema italiano di coprirsi ancor più di ridicolo. Temo ci sia riuscito, purtroppo.

"Peggio di Lars Von Trier!? Questa sì che è bella!"
Sogni di gloria

Cannibal dice: Miliardesimo film italiano in uscita questa settimana che fa sogni di gloria, ma finirà per trasformarsi in un incubo. Per noi poveri spettatori.
Ford dice: L'argomento della prossima Blog War con protagonisti il sottoscritto e il Cannibale sarà il Cinema italiano. E noi due insieme contro di Lui.

 
"Non prendete in giro Ford: abbiate rispetto per i più anziani!"
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