Ricordo bene quando il mio cammino incrociò quello del franchise di xXx.
Ero in Portogallo, nel settembre del duemilatre, alla scoperta di uno dei Paesi che ho più amato nella mia vita da turista, e in un locale vuoto di Coimbra, città universitaria ancora semideserta a causa delle vacanze, con una lista di chupiti di varietà incredibile per le mani, vidi trasmesso sulle tv del posto in inglese sottotitolato in portoghese - per l'appunto - proprio xXx.
Una vera merda, in tutta onestà.
C'è anche da ammettere che, forse, quello fu l'anno più tosto del mio periodo da radical, talmente tosto da farmi rinnegare o dimenticare le gioie che gente come Stallone, Schwarzenegger o Van Damme mi aveva regalato durante l'infanzia, e dunque con ogni probabilità ero addirittura prevenuto.
Fatto sta che, quando qualche anno dopo vidi di striscio il secondo, rimasi orripilato e ringraziai la buona sorte di quella sera a Coimbra, pensando che non ci sarebbe stata altra occasione per affrontare la questione.
E invece, al contrario di ogni previsione, ecco giungere in sala un terzo capitolo che non solo rilancia il charachter di Xander Cage sul mercato, ma strizza l'occhio anche ad un ipotetico quarto episodio della saga - nonostante al botteghino non stia andando niente bene -, arricchendola di personaggi noti agli spettatori del grande - Ice Cube - e piccolo - Ruby Rose, Rory McCann - schermo ed aggiungendo al cocktail grandissimi esperti di Cinema di botte come Donnie Yen e Tony Jaa: il risultato, a conti fatti, è a tutti gli effetti un film di fantascienza a livello di logica ed esecuzione, una tamarrata trash di livelli così alti ed assurdi da non poter risultare antipatica, scomodando paragoni importanti come quello con il primo Sharknado.
Vin Diesel e soci, in barba alla plausibilità ed al fatto di essere potenzialmente fuori tempo massimo - questa è una pellicola che avrebbe fatto furore negli anni ottanta dei Commando e dei Cobra - portano in scena una baracconata talmente assurda da far accendere immediatamente la lampadina del cult, ed accompagnare i Ford tutti, tra giochi, urla, casini da famiglia con due figli e via discorrendo in un normale pomeriggio di follia quotidiana e goduria da sfogo del cervello, quasi lo stesso avesse vinto due settimane pagate in uno dei villaggi più esclusivi della Polinesia in compagnia di almeno tre o quattro donzelle ben disposte - in pieno stile Xander Cage -.
A conti fatti, questo terzo capitolo di xXx è una porcata fatta e finita, una roba di grana così grossa da fare venire un infarto a qualsiasi radical nel raggio di un paio di chilometri, eppure risulta talmente prevedibile, implausibile, eccessivo da essere irresistibilmente divertente e godurioso, di quei film che sono come il pompino della buonanotte, il fast food quando avete il frigo vuoto, il bicchiere dell'oblio al termine di una serata da sbronza totale.
Anzi, dirò di più: nell'anno che vede già l'hype del sottoscritto per Fast 8 toccare livelli astronomici, la sorpresa inaspettata di questo terzo xXx è praticamente un aperitivo per quello che mi aspetta e che non vedo l'ora di godermi.
Questi sono i porno del Cinema.
Senza se e senza ma.
Almeno qui al Saloon.
E come ogni porno che si rispetti, contano la goduria e i pochi pensieri, più che la trama o la credibilità.
MrFord