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giovedì 9 novembre 2017

Thursday's child




Nuovo appuntamento per la sempre nuova e camaleontica rubrica dedicata alle uscite in sala gestita da Cannibal e dal qui presente Ford che torna per l'occasione al formato "tre moschettieri": a questo giro, a dare man forte ai due rivali numero uno della blogosfera, nientemeno che la mitica Arwen Lynch, unica e vera erede del Maestro David quantomeno in rete.
Si dia dunque inizio a questa nuova, mitica, grottesca danza.
E non voglio sentire ragioni: voglio essere Dougie.



"Ciao, sono il Cucciolo Eroico, e sono uno psicopatico!"


The Place

"Davvero un postaccio, questo." "Già, non servono neppure il White Russian."

Arwen Lynch: Oh yess, comincio io? Okappa, dunque The place, dalla trama mi sembra qualcosa di carino, poi non so Ford e il Cannibale che decidono di fare, se vederlo o meno, io me lo metto da parte per quanto sarà disponibile in altri luoghi...oh ognuno può fare ciò che vuole no? XD
Cannibal Kid: Con il suo film precedente, Perfetti sconosciuti, Paolo Genovese nel 2016 è riuscito nell'impresa mai riuscita a nessun altro regista italiano di conquistare il titolo di film dell'anno qui su Pensieri Cannibali. Un riconoscimento più prestigioso di qualunque Oscar, Golden Globe, MTV Award, White Russian Award e dei premi de La fabbrica dei sogni... Come?
Sbaglio o sul tuo blog non assegni i premi di fine anno?
Quest'anno le cose devono cambiare, cara Arwen, altrimenti non verrai più invitata in questa rubrica!
Questo nuovo The Place comunque riuscirà a bissare?
Ne dubito, anche perché lo spunto rubato alla serie The Booth at the End mi fa sospettare che Genovese le idee originali le abbia già esaurite...

Ford: Paolo Genovese aveva sorpreso lo scorso anno con il suo Perfetti sconosciuti, film molto interessante ma forse un po' troppo sopravvalutato da alcuni blogger come Cannibal, pronti ad esaltarlo oltre misura solo per fare i radical italiani contro i film ammeregani che tanto piacciono a me. Sinceramente, non credo che questo The Place riuscirà a bissare il successo, ma non si può mai sapere. Un po' come non si può sapere se anche Cannibal, come Arwen, si deciderà finalmente ad aprire un suo canale YouTube dove lo vedremo finalmente mettere la faccia rispetto alle boiate che di norma propina nelle sue recensioni.


Auguri per la tua morte

"Non c'è l'open bar al party a casa Goi? AAAAAAAAAAHHHHHH!

Arwen Lynch: Eh no, non cominciamo con le jettature che poi le cose vanno male eh? Aaah è un mix tra horror e thriller, di una ragazza pugnalata a morte che poi resta intrappolata in un loop temporale...considerando il fatto che ce lavora uno che ha fatto pure Paranormal Activity...beh non so che fare a questo punto, se tenerlo a caldo oppure evitarlo, in questo caso passo la palla sia a Ford che al Cannibale xD.
Cannibal Kid: It a parte, potrebbe essere il mio horror dell'anno. Una roba teen ironica che si candida a essere lo Scream mixato a Ricomincio da capo di nuova generazione e che ha un titolo perfetto per fare gli auguri a Mr. Ford, che di recente ha tagliato il traguardo dei 200 anni e che quindi, non per dire, ma una visita del killer mascherato di questo film a questo punto se la meriterebbe.
Arwen, tu non fare tanto la snob con questi teen-horrorini, che se no il killer con la faccia da bimbominkia scemo arriva pure dalle tue parti.
Ford: teen horror che pare mischiare il sopravvalutatissimo Scream e l'ottimo Ricomincio da capo, ma che dal trailer e dalla ridicola maschera da Cucciolo Eroico dell'assassino mi ispira ben poco. Lascio volentieri questa robetta al finto giovane Cannibal e ad Arwen, che riesce a vedere e recensire anche tre o quattro o cinque film al giorno, e dunque potrebbe avere modo di buttarci anche questo.
Arwen Lynch: Intanto sono due film al giorno Ergo, e in alcuni casi c'è un solo film con una serie tv...precisiamo okappa? Per me lo posso vedè ma se non me piace glie metto due gne gne gne!!!

Borg e McEnroe

"Caro McCannibal, è stato un piacere batterti! Parola di Forg!"

Arwen Lynch: Aaah questo è il film giusto per la visione mia personale che mi fa pensare a un film sulla rivalità blogghistica tra Ford e il Cannibale, in questo caso giocata tutta su un campo da tennis con me come spettatrice, preparo subito birra e popcorn 😛
Cannibal Kid: Dici bene, Arwen. Questo film ricrea, in versione tennistica e quindi un po' pallosa (io avrei preferito la versione teenistica), la guerra nucleare tra me, che ovviamente sono il folle ma geniale John McEnroe/Shia LaBeouf di turno, e Ford, rappresentato qui dal noioso e precisetto Björn Borg/Sverrir Gudnason (chiii?). Quindi sfida, e film, da non perdere.
Ford: Finalmente un film decente in questa settimana davvero agghiacciante sotto molti punti di vista. La rivalità storica tra Borg e McEnroe, che ben rappresentano Ford e Cannibal, rivista sul grande schermo. Una buona rappresentazione della rivalità più accesa della rete per l'occasione arbitrata da Arwen, che così finirà per prendersi gli insulti di entrambi i contendenti.

Addio fottuti musi verdi

"Non ti hanno detto che la moda di Casale non va nel resto dell'universo!?"

Arwen Lynch: Miiii una commedia che parla di Alieni...chista nun ma perdu proprio...come diciamo in Sicilia, Ford e Cannibale, se volete vi invito da me per una visione al cinema così ci facciamo quattro risate, e vediamo di fraternizzare molto di più questa rivalità xD
Cannibal Kid: Addio fottuto Ford! Me ne vado. Destinazione... Sicilia?
No, dai, lì c'è ancora la Mafia, guidata dalla padrina Don Arwen Corleone. E vai di stereotipi!
Me ne vado nello spazio, sperando che anche lì trasmettano il film dei The Jackal, che mi sono sempre stati simpatici e che alla prima prova con un lungometraggio può darsi che abbiano fatto il passo più lungo della gamba, ma che qualche momento divertente sono sicuro ce lo regaleranno.
Ford: Arwen, se vuoi invitarci a cena e a bere per me va benissimo, ma questo film che già dal trailer mi pare una di quelle cose da vomito a spruzzo, direi che lascio perdere. E Addio fottuto Cannibal!

The Square

"Cosa diavolo sono quelle cose?" "Una rappresentazione delle opinioni cinematografiche di Cannibal Kid, una creazione di Ford."

Arwen Lynch: Ford non cominciare con la tua solita aria da cazzuto tamarro, e non chiamarci radical chic a me e al cannibale okappa? Qua mi sembra un film davvero davvero interessante, un'occhiata gliela do comunque e invito anche Ford a vedere questo film.
Cannibal Kid: Film svedese diretto da Ruben Östlund, regista del notevole Forza maggiore, pellicola che se non ricordo male è stata apprezzata decisamente più dalle mie parti che da quelle di Ford, che d'altra parte di Grande Cinema ne capisce quanto me di Grande Wrestling... anche perché non esiste il Grande Wrestling.
Con questo nuovo lavoro Östlund ha “solamente” vinto la Palma d'oro all'ultimo Festival di Cannes e in più nel cast c'è Elisabeth Moss che è una che non sta sbagliando un colpo. Si preannuncia quindi la visione radical perfetta della settimana. L'unica riserva che ho è che possa essere una di quelle commedie grottesche senza senso stile Vi presento Toni Erdmann, una delle più grandi vaccate autoriali recenti, ma spero sinceramente di no.

Ford: ed eccoci di fronte alla scommessa della settimana, un po' come questa nuova versione della rubrica delle uscite che ad ogni cambio di formazione può regalare grandi momenti o cocenti delusioni. Potrebbe rivelarsi la sorpresa del mese o una di quelle ciofeche finto artistiche che tanto piacciono al mio rivale, e a volte perfino ad Arwen, che sarà pure pane e salame ma di tanto in tanto tira fuori dal cilindro qualche coniglione in stile Cannibal. Dunque, attenzione!
Arwen Lynch: A me il panino col salame piace, e se me lo devo magnà davanti a The Square ancora meglio, e poi non fare troppo il furbo Forduccio, anche a te piace il cinema ricercato, non a caso ne hai recensiti diversi anche tu se non erro, anche film che poi ho scoperto da te xD.


Paddington 2

"Ora vado dritto da Arwen Lynch, l'unica blogger che è disposta a vedere il mio film, e le regalo questo Big Ben di zenzero."

Arwen Lynch: Ecco, lo sapevo, e così nasce pure il franchise di Paddington...e ora me lo devo guardare per forza, altrimenti entro in criiiisiiiii muhahahaha, non ve preoccupate sto a scherzà pur io...che ne dite se ce lo guardiamo insieme anche questo qua?
Cannibal Kid: Già ho evitato con grande cura il primo Paddington, figuriamoci se mi vedo il sequel. Lo lascio tutto a voi amanti delle merdat... ehm, delle bambinate e dei franchise!
Ford: ho evitato il primo Paddington almeno quanto evito Cannibal - o cerco di farlo -, dunque difficilmente credo mi cimenterò con il secondo. Per questa volta, sono ben felice se ne occupi Arwen.

Malarazza

Cannibal dopo l'ennesimo scontro con Ford.

Arwen Lynch: Ok, ora sono seria, ci mancava anche il film che sembra di ispirazione pasoliniana, che dite un'occhiata gliela do? Vabbè tanto non fa male a nessuno se do una sbirciatina a questo film...secondo me ne vale la pena, Ford e Cannibale voi che dite?
Cannibal Kid: Per me è no. Un no grande come una casa. Più che di ispirazione pasoliniana, sembra la brutta copia catanese di Gomorra – La serie, già anche solo nell'imitazione del font usato per il titolo. Tutte le settimane mi devo sorbire la copia bloggara di Sylvester Stallone, almeno questo me lo risparmio, così come credo farà pure lui. Arwen mi spiace, ma anche no, però mi sa che sarai l'unica spettatrice di questo obbrobrio.

Ford: direi proprio di no. Già con il Cinema italiano io vado con i piedi di piombo, figuriamoci poi se tutto mi pare un mix neppure troppo riuscito di un'imitazione di Gomorra e quell'amatorialità che nella Terra dei cachi significa schifezza quasi assicurata. Lascio senza pensieri.


L'esodo

Dopo aver collaborato con Ford e Cannibal, per la blogger Arwen Lynch è iniziato un periodo durissimo della vita.

Arwen Lynch: All'inizio pensavo...che barba, che noia...leggendo la trama invece ho notato qualcosa di interessante, secondo me potrebbe essere forse il miglior film uscito al cinema della settimana...al diavolo i film pane e salame, quelli me li guardo al momento giusto...per ora 😀
Cannibal Kid: Sul mandare al diavolo i film pane e salame mi trovo perfettamente d'accordo con Arwen. Sul fatto che questo possa essere il film della settimana, o anche il film del minuto, direi invece di no. Sembra una pellicola amatoriale pseudo impegnata, un instant movie su un tema di attualità, quello degli esodati e della riforma Fornero, che arriva giusto con quei 5 anni di ritardo e che quindi adesso non è più così d'attualità. Né è abbastanza vecchio da essere considerato vintage. O da essere considerato Ford.
Ford: sul pane e salame non sono ovviamente d'accordo con nessuno dei due inquietanti individui qui sopra, mentre sul film mi tocca dare ragione a Cannibal. E sapete tutti quanto mi costa.

sabato 22 aprile 2017

Tutta colpa di Freud (Paolo Genovese, Italia, 2014, 120')




E' davvero curioso come e quanto possa cambiare la percezione dei punti di vista quando si passa dall'essere uomini all'essere padri: personalmente, devo dire di essere stato quasi sempre un bello stronzo, dal punto di vista sentimentale.
Del resto, sono un ingordo di vita, un egoista, un predatore, e negli anni ho preso le mie mazzate ma senza ombra di dubbio le ho restituite nel modo peggiore, perchè non l'ho fatto per vendetta, ma per natura, e spesso e volentieri non l'ho fatto con chi se le meritava davvero, anzi.
Eppure, il lato oscuro di me è anche quello che definisce quello che invece vive in piena luce, e che tira fuori qualità che senza i difetti non ci sarebbero, e si perderebbero in un nulla che, sinceramente, non mi attrarrebbe neppure in una donna, per l'appunto.
Ma non sono giustificazioni, quanto ammissioni.
Di colpa e di presenza.
Ora che la Fordina è con noi, a volte, penso a quanto mi sarei preso a pugni se fossi stato il padre di una qualsiasi delle ragazze o donne che nel corso della mia vita ho trattato male, o deluso, o fatto incazzare, o qualsiasi cosa si possa combinare in amore: è difficile, da questo punto di vista, essere padre, e cercare di crescere la propria figlia sapendo bene a cosa andrà incontro, perchè in un modo o nell'altro ci andrà.
In un certo senso, pare quasi di consegnare quella che diviene la donna della nostra vita ad un branco di bestie pronta a masticarla e, in caso, risputarla fuori: una cosa che spaventa tantissimo anche me, credo dal giorno dell'ecografia in cui scoprimmo che era femmina.
Eppure, come in tutte le cose, esistono sfumature e punti di vista, così come i difetti che non solo ci definiscono anche per quanto riguarda il nostro meglio, ma che, soprattutto nei rapporti di coppia e quelli con i propri parenti, la propria Famiglia, creano quella magia, quel legame che permette ad alcune persone di legarsi per la vita, ed imparare a conoscersi sempre di più.
Tutto questo pippone, in realtà, viene tradotto dal film di Paolo Genovese in modo molto più naif e leggero, quasi come se di fronte ci trovassimo ad una commedia pseudo indie americana e non ad una pellicola pop tutta Roma, da Gassman a Giallini, per non parlare della città: una pellicola che, e ben sapete quale sia stato il mio rapporto con il Cinema nostrano negli ultimi anni, ho trovato piacevole e ruffiana al punto giusto, in grado di guardare da più angolazioni l'amore ed i rapporti e che, cosa curiosa, ho scoperto casualmente quando il suocero Ford, che non sempre ha rapporti semplici con Julez, l'ha lasciata probabilmente in modo che fosse sua figlia, a vederla.
Ed è curioso che, guardandola, ho pensato che forse avrebbe dovuto trovare il modo di chiederle di vederla insieme, così come al fatto che già adoro ci possa essere la possibilità che, tra una quindicina d'anni, possa vedere un film come questo insieme alla Fordina, e cominciare a condividere con lei le gioie ed i dolori che comporterà avere a che fare con gli ominidi, o con l'amore in generale.
E così come in un rapporto il bello, una volta passati il sesso, i sogni, i progetti e via discorrendo, è andare incontro ai pregi ed ai difetti dell'altro, e sapere bene ed in anticipo di cosa avrà bisogno, quando si tratta di figli pare quasi tutto spogliarsi del lato più incasinato dell'amore, in modo che resti a definirlo solo quello più puro.
Fortunatamente, è solo un'apparenza.
E, seppur diversi, casini sono e saranno sempre.
Ma del resto, senza quelli, gli occhi non sarebbero così belli.



MrFord




 

giovedì 29 dicembre 2016

Ford Awards 2016: i film (dal 30 al 21)


Seconda giornata dedicata alla classifica dei migliori film usciti in sala nel corso di questo duemilasedici ormai agli sgoccioli, modificata in corso d'opera a seguito di alcune visioni "dell'ultimo minuto": quali sorprese riserverà, dunque, questa decina?
E sarà premiato l'intrattenimento, o l'autorialità?


N°30: DOCTOR STRANGE di SCOTT DERRICKSON


Uno dei personaggi che meno ho amato in casa Marvel da lettore di Fumetti diventa il fulcro di una delle pellicole di supereroi più riuscite degli ultimi anni: bravo Derrickson a pescare a piene mani da Inception, Matrix e Iron Man e bravo Cumberbatch a dare corpo e carattere ad un personaggio per nulla semplice.
Intrattenimento intelligente al cento per cento. Attendo già il sequel.

N°29: ZOOTROPOLIS di BYRON HOWARD, RICH MOORE, JARED BUSH

 

La Disney, tacciata da sempre dai radical di buonismo e film "solo per bambini", confeziona una piccola chicca pronta a dimostrare che la grande D è nettamente proiettata nel Nuovo millennio per modernità e tematiche, oltre che per intrattenimento, alla facciazza di molte sue rivali al botteghino.
Testimonianza del grande momento della creatura del mitico Walt, il fatto che Zootropolis non sarà l'unico suo titolo in classifica.

N°28: IO PRIMA DI TE di THEA SHARROCK

 

Una delle sorprese dell'anno.
Giunto su questi schermi praticamente con un bersaglio grosso come una casa appeso al collo, si è rivelato la versione sentimentale di Quasi amici per spontaneità, freschezza ed intensità.
Un plauso ad autori e protagonisti per non averlo trasformato in un polpettone da buoni sentimenti.

N°27: VELOCE COME IL VENTO di MATTEO ROVERE

 

Molti degli avventori abituali del Saloon sanno bene della mia diffidenza rispetto al Cinema italiano, soprattutto da amante dei Classici e del periodo in cui avevamo in scuderia i migliori registi del mondo.
Nel corso degli ultimi dodici mesi, però, sono state molte le cose buone prodotte nella Terra dei cachi: una di esse è senza dubbio Veloce come il vento, imperfetto e coinvolgente film "in famiglia" con un ottimo Stefano Accorsi ed una rivelazione come Matilda De Angelis.
Diretto, di pancia, pane e salame. Come piace a me.

N°26: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT di GABRIELE MAINETTI



Il film italiano forse più osannato della stagione è un esperimento in stile Batman Begins che, pur molto nostrano, avvicina il Cinema made in Italy ad un certo standard internazionale: i margini di miglioramento sono molti, e senza dubbio è stato sopravvalutato, ma il lavoro di Gabriele Mainetti è notevole e merita senza dubbio una vetrina.

N°25: ROGUE ONE di GARETH EDWARDS


Frenato - e non poco - da scelte di casting poco felici e da una prima parte poco coinvolgente a dispetto della tecnica, lo spin off della Saga per eccellenza del Cinema si riprende - e vola fino al venticinquesimo posto in classifica - con una seconda ed un finale da urlo, coinvolgenti, tiratissimi e molto emozionanti, degni dei momenti migliori che Star Wars ci ha riservato negli ultimi quarant'anni.
N°24: DEMOLITION: AMARE E VIVERE di JEAN-MARC VALLEE


Un film sul quale non avrei scommesso nulla, o quasi, giunto al Saloon solo per dovere di cronaca, bistrattato spesso e volentieri e non esente da difetti, ma diretto come pochi altri nel corso di questi ultimi dodici mesi: ancora una volta si toccano il tema del superamento del dolore e della famiglia, che da queste parti sfondano una porta più che aperta.


N°23: CAROL di TODD HAYNES

 

Todd Haynes, da queste parti amatissimo in passato per Velvet Goldmine e Lontano dal paradiso, torna sul grande schermo raccontando una storia d'amore nella sua evoluzione, fine e superamento vista dal doppio punto di vista dell'esperienza e della giovinezza.
Apparentemente algido, sotto il vestito è uno dei titoli più passionali della stagione.


N°22: PERFETTI SCONOSCIUTI di PAOLO GENOVESE

 

Un impianto teatrale, un esperimento tra amici molto pericoloso, l'eterno dilemma verità a tutti i costi o bugie a fin di bene (o male): un gruppo ben nutrito ed affiatato di attori al servizio di una sceneggiatura ottimamente scritta per quello che, senza dubbio, è stato il titolo italiano più convincente dell'anno per il sottoscritto.
In un periodo di "guerra fredda" tra il Saloon e la Terra dei cachi, direi che è un risultato invidiabile.


N°21: ANOMALISA di DUKE JOHNSON, CHARLIE KAUFMAN

 

Torna sul grande schermo il genio Charlie Kaufman con uno dei film d'animazione più maturi ed adulti del passato recente, forse fin troppo criptico in molte parti ma ugualmente affascinante e magico grazie principalmente alla sua protagonista femminile e ad un finale da riflessioni profonde ed assolutamente "a portata di tutti".


TO BE CONTINUED...

lunedì 14 marzo 2016

Perfetti sconosciuti

Regia: Paolo Genovese
Origine: Italia
Anno: 2016
Durata: 97'







La trama (con parole mie): un gruppo di amici che fin dall'adolescenza continuano a vivere quasi in simbiosi le proprie vite si riunisce per una cena di quelle da serata in relax per aggiornarsi sulle diverse quotidianità, e spinti da una sorta di curiosità o di voglia di uscire dal seminato, decidono per tutta la durata dell'appuntamento di condividere ogni informazione, chiamata, messaggio o mail giunta sui loro telefoni.
La scelta di rendere pubblico tutto anche solo per qualche ora darà inizio, ovviamente, ad un valzer di equivoci, momenti divertenti, scambi di persone e rivelazioni drammatiche che potrebbero mettere in gioco non solo le relazioni delle coppie presenti, ma anche quella che lega l'intero gruppo.
Quali saranno, dunque, le decisioni che muoveranno i singoli?
Bugie e silenzi in grado di proteggere l'ordine costituito o rivelazioni devastanti?







Quanti di noi, in assoluta sincerità e certezza, possono affermare, soprattutto di fronte alle persone più care, di non avere segreti, di alcuna natura?
A prescindere dal fatto di vivere in un contesto sociale che ormai prevede network, collegamenti, mail, chiamate, smartphones e via discorrendo, quanti possono davvero guardare in faccia qualcuno che non sia l'immagine riflessa la mattina nello specchio ed affermare che chi si ha di fronte conosce tutto, ma proprio tutto, di noi?
Spesso si dice che la verità rende liberi, e si canta che fa male, e mi sento di poter affermare che entrambe le cose sono spesso e volentieri assolutamente vere.
Eppure, c'è qualcosa che lascia il dubbio, almeno in me: sarà che nel corso della mia vita ho tradito, rubato, mi sono mosso alle spalle delle persone almeno quanto in faccia, sarà che la timidezza della gioventù finiva per farmi sentire in imbarazzo, nel rivelare una verità scomoda, sarà che il senso di colpa in cui cresciamo in quanto società cattolica mina la nostra formazione fin dalla tenera età, sarà che probabilmente c'è chi ha un senso etico più alto di altri, e via discorrendo, ma ho sempre trovato clamorosamente rischiosa anche la verità a tutti i costi, in una misura uguale, se non addirittura peggiore, della bugia a tutti i costi.
Perfetti sconosciuti, esperimento quasi teatrale che a tutti gli effetti pare la versione italiana - e più riuscita, per quanto mi riguarda - del Carnage polanskiano, porta lo spettatore - o ancora meglio, gli spettatori, se parliamo di coppie o gruppi - a confrontarsi e riflettere sul tema della reciproca conoscenza dalle risate alle lacrime, toccando non solo tematiche classiche legate a questo tipo di situazioni - come il tradimento - ma anche la convivenza con gli altri, l'approccio alla vita, la capacità di superare, affrontare di petto o arginare problemi che, se gestiti in modo diverso, potrebbero far prendere una direzione anche opposta non solo ad un rapporto, ma anche e soprattutto alle esistenze di chi lavora per costuirlo giorno dopo giorno, che si parli di marito e moglie, fidanzati, o "semplicemente" amici.
Perchè non è semplice, per l'appunto, costruire un rapporto: certo, ci sono i primi periodi di "innamoramento", il sesso per le coppie e le uscite da risate dall'inizio alla fine per le amicizie, la voglia di scoprire l'altra persona, e di farsi scoprire da lei, ma esistono anche la fatica del quotidiano, la normalità che si cela, come è giusto che sia, dietro ognuno di noi, e che, paradossalmente, ci rende speciali almeno quanto i difetti prima ancora dei pregi e dei "misteri".
Ed è proprio nella normalità che si rifugiano le soluzioni di comodo, le piccole bugie a fin di bene, quel quieto vivere che rischia di insidiarsi come una tentazione sotto la pelle, pronta ad uscire fuori non appena si presenta un'occasione.
Ma non c'è soltanto questo, nella normalità: esiste anche la verità detta senza filtri, perchè se l'altro ci può capire allora è più facile dire tutto, ma proprio tutto, anche a costo di apparire brutali.
Tanto brutali da scatenare risentimenti, silenzi pesanti, rabbia, vendetta.
Dunque, cosa scegliereste e cosa scegliete tutti i giorni di fare, rispetto ai rapporti più importanti della vostra vita?
Quando decidete di mentire - a fin di bene, o a fin di male -, e quando, al contrario, puntate alla verità nuda e cruda?
Chiedetevi questo, allo specchio, una volta terminata la visione di Perfetti sconosciuti - mi sono risparmiato di parlare specificamente del film, per evitare ogni spoiler o falsa traccia, un pò come il trailer che lo fa apparire come una sorta di innocua commedia, quando non lo è neppure lontanamente -: cosa è meglio per me? E cosa per chi mi sta accanto?
Personalmente, preferirei non sapere quali sono le vostre risposte.





MrFord





"Vorrei poterti credere 
sarebbe molto più facile 
rincontrarci nei pensieri 
distesi come se fossimo 
sospesi ancora nell'attimo in cui poteva succedere 
e poi cos'è successo 
aspettami oppure dimenticami 
ci rivediamo presto 
fra almeno altri cinque anni 
e come sempre sei la descrizione di un attimo per me."
Tiromancino - "La descrizione di un attimo" - 





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