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sabato 19 gennaio 2019

Saturday's child (always in late)


Nuova settimana di uscite e nuovo ritardo accumulato dal sottoscritto tra lavoro, palestra, impegni di famiglia e anche di Cannibal Kid, che con il suo compare Raffaele sono riusciti nell'impresa di essere quasi in ritardo quanto me. Quasi, per l'appunto.
Il duemiladiciannove, intanto, prosegue purtroppo in scia al duemiladiciotto, con uscite non propriamente da coda davanti alla sala: ma andiamo a vederle una per una.


"Katniss Kid, sono il principe Raffaello, e sono qui per liberarvi da quel mostro di Ford."

Glass

James McAvoy si prepara a recitare la parte di Ford.
Raffaello: Gli indizi: un film che inserisce Samuel L.Jackson e Bruce Willis nel cast, ispirato ai comics, crudamente pulp... Pare evidente che si tratti di un sequel tarantiniano.. Ma no, mi dicono di no, l'unica cosa azzeccata è che si tratta di un sequel, Anzi il compimento di una trilogy, iniziata nel 2000 con Unbrekable, poi Split nel 2016 (16 anni di gap, ci sara' stato un motivo...). Perciò finalmente siamo a posto, la trilogy è finita, andiamo in pace. A meno che non salti in mente a qualcuno di farne tre trilogy, visto che c'è la Disney di mezzo in veste Touchstone. E comunque Tarantino non è del tutto estraneo alla faccenda, avendo inserito Unbreakable nella lista dei suoi "film preferiti dopo il 1992", qualsiasi cosa questo voglia significare...
Cannibal: Certo che Tarantino è forse ancora più fissato con le liste di me. D'altra parte noi geni ci assomigliamo tutti. Anche a Ford piace compilare classifiche?
Beh, è la classica eccezione che conferma la regola.
Quanto al film Glass, anche questa potrebbe essere l'eccezione ai soliti sequel, visto che è addirittura un sequel-spin-off-crossover di due film differenti di M. Night Shyamalan: il capolavoro ai tempi incompreso e sottovalutato Unbreakable - Il predestinato, col tempo trasformatosi giustamente in un piccolo cult, e il sopravvalutato e non troppo riuscito recente Split. Da questa fusione ne uscirà una pellicola singolare, o Shyamalamalalalaman questa volta ha davvero esaurito anche la benché minima idea nuova?
Ford: con tutto il dispiacere di Cannibal, anche a me piace compilare liste, e sicuramente Unbreakable, per quanto non clamoroso come dice lui, è in quella che comprende il meglio di Shambalà. Non è nella stessa lista Split, che se non fosse stato per il finale che agganciava a questo Glass sarebbe caduto nel dimenticatoio da tempo. Resto comunque curioso di questo mix, anche se M. Night è talmente incostante da rappresentare un rischio più alto di un qualsiasi consiglio fornito da Peppa Kid.

Maria Regina di Scozia

"Katniss Kid, ma perchè i tuoi gorilla sono tutti degli hipster?" "Sono anche radical chic: due delle cose che Ford teme di più."
Raffaello: Vedo bene dai manifesti: parrucconi, costumi sontuosi, volti imbiancati.. un film di ambientazione, così appare...
Anche in teatro e all'opera l'ambientazione spesso diventa piatto forte, possibilmente fuori contesto, e gli scenografi dettano legge. Ma non divaghiamo.
Mi infastidiscono queste caratterizzazioni ostentate, troppo spesso prevalenti su storie possibilmente risapute...
Però, leggo bene? C'è la piccola Saoirse nel ruolo principale!! Mollo di brutto i miei pregiudizi e corro al cinema senza se e senza meno...
Cannibal: Film storico in costume di quelli che sembrano perfetti per una serata tra carampane insieme a qualche Cosmopolitan, o per quel professorino saputello di Ford insieme a qualche White Russian. In entrambi i casi, certo non il massimo del divertimento. Però, c'è un però. Anzi ce ne sono due: Saoirse Ronan e Margot Robbie. Subito il film diventa doppiamente imperdibile. E per una volta mi riferisco alle loro capacità recitative, visto che a livello fisico qui non mi sembra che appaiano proprio al loro top.
Ford: questo mi pare il classico film da merenda delle cinque che tanto piace alle carampane amiche di Katniss Kid, dunque mi tengo le serate a suon di Rocky e White Russian. E brindo ai film in cui Margot Robbie si mostra in altre vesti.

L'agenzia dei bugiardi

"Per fare incazzare Ford, farò finta di essere dentro Il grande Lebowski."
Raffaello: Ecco un film che in questo periodo di rifiorente boom economico, potrà rilanciare il grande cinema italiano, come fosse Antonioni.
La bugiardigia, sport nazionale, si fa fondamento nella Nuova Commedia all'Italiana.
Un cast eccellente, dall'emergente Ruffini al sempreaggalla Ghini; la solida realtà televisiva di Carla Signoris e l'ineffabile spit-off delle epopee capatondesche, Herbert Ballerina.
Forse con più coraggio si sarebbe potuto offrire un ruolo anche al grande Rupert Sciamenna, sarebbe ormai arrivata l'ora.
Successo assicurato e sempre prima l'italiani!!
Cannibal: La trama di questo film mi suonava stranamente familiare e infatti si tratta del remake italiano di Alibi.com, scemotta ma decisamente divertente commedia francese di quelle che piacciono a me, e forse pure a Ford. Potrei guardarlo per 3 motivi, e tra questi no, non c'è Paolo Ruffini: fare un confronto con l'originale, il mitico Herbert Ballerina e Alessandra Mastronardi. E nel suo caso non è per le sue capacità recitative.
Ford: giro ovviamente al largo da questa roba italiana e troppo italiana che mi pare ancora più agghiacciante di quelle che puntualmente cerca di rifilare Cannibal ai suoi lettori. E preferirei vedere una qualsiasi di quelle, tanto per dare l'idea della voglia che ho di schiaffarmi Ruffini e compagnia.

Mia e il leone bianco

"I weekend fordiani sono proprio divertentissimi!"
Raffaello: Una bambina cresce con un leone bianco per amico, creando un legame speciale e duraturo.
Anche se la storia si svolge in Sud Africa, ogni riferimento al colore del pelo è accidentale.
Dei cattivoni metteranno in pericolo l'idillio, ma tutto finirà bene, suppongo.
In ogni caso non fatelo a casa, e nella vita vera diffidate se occorre anche del vostro gatto.
Cannibal: Tipica storiella sul rapporto tra umani e animali. Non trattandosi però della leggenda di Cicciolina con il cavallo, direi nulla di interessante.
Ford: Tipica storiella sul rapporto tra umani e animali. Una metafora, praticamente, del rapporto tra me e Cannibal.

La douleur

Un film talmente radical da non far reperire altre immagini se non la locandina.
Raffaello: Il titolo francese e la presenza di un cast francese mi fa sospettare che si tratti di un film francese.
E io generalmente detesto il cinema francese, fatte salve rare eccezioni. Vedo che nella produzione sono coinvolti anche Belgio e Svizzera, il che non migliora le cose.
Però non ho ambizioni di influencer, contrariamente a certi blogger, percio' fate come vi pare ma io ve l'avevo detto...
Cannibal: Io adoro il cinema francese, anzi j'adore il cinema francese! Inoltre ho ambizioni da influencer, quindi vi dico: correte a vedere questo film che fin dal titolo sprizza un'incontenibile joie de vivre da tutti i pori e non date retta a quello che vi dice James Ford e, almeno in questo caso, nemmeno a Raffaello Conti.
Ford: questa mi pare una radicalchiccata totale che non risolleva le sorti di un inizio anno purtroppo in linea con la decisamente poco esaltante chiusura del precedente. Attendo fiducioso settimana prossima, quando ad attendere noi tutti ci sarà Creed 2, per la joie di Cannibal.

domenica 30 dicembre 2018

Ford Awards 2018 - I film (N°20-11)


L'ultima parte delle classifiche e dei Ford Awards è ovviamente quella dedicata ai migliori film dell'anno, quest'anno ridotta a causa di un numero limitato di visioni rispetto al solito, ad una qualità media decisamente più bassa e alla consacrazione delle piattaforme come Netflix, che fino all'ultimo mi hanno fatto meditare rispetto all'idea di considerare un'unica classifica dedicata ai film al posto di quelle separate tra distribuiti in sala e non. 
Alla fine sono rimasto fedele alla tradizione - anche perchè nel duemilaventi, per i dieci anni del Saloon, ho in mente qualcosa rispetto ai vincitori delle singole categorie -, e dunque ecco la prima delle due decine dedicate alle pellicole uscite in sala che hanno maggiormente colpito questo vecchio cowboy.


N°20: SEVEN SISTERS

Seven Sisters Poster

Spernacchiato spesso e volentieri, per me un ottimo intrattenimento, apre la classifica il lavoro di Tommy Wirkola, che già avevo apprezzato in passato, dal sapore vagamente blackmirroriano legato ad identità ed affermazione di se stessi: imperfetto, sicuramente non sarebbe entrato in una classifica di questo tipo qualche anno fa, o quantomeno sarebbe stato più in basso, ma i tempi cambiano e questo è quanto mi ha portato il duemiladiciotto. Che nel caso di Lunedì e delle sue sorelle, non è stato poi così male.


N°19: RED ZONE - 22 MIGLIA DI FUOCO

Red Zone - 22 miglia di fuoco Poster

Peter Berg è un altro fordiano ad honorem che, da americano a stelle e strisce tamarro al cento per cento, si affida spesso a prodotti che sono quanto di più lontano esista dal radicalchicchismo. Red Zone ne è il perfetto esempio: azione serrata, sparatorie, morti come se piovesse, patriottismo ed una serie di sequenze d'azione pazzesche - un plauso al mitico Iko Uwais, già protagonista di The Raid - che unite ad un paio di twist ben sviluppati hanno portato ad una delle sorprese più inaspettate della seconda parte dell'anno.


N°18: ANNIENTAMENTO

Annientamento Poster

Un cast pazzesco tutto al femminile, il regista dell'ottimo Ex Machina, tematiche profonde ed importanti: Annientamento poteva essere un supercult e invece è solo un buon film pronto a toccare corde intime presenti in ognuno di noi, ma avercene di "solo un buon film" come questo.
Esteticamente molto interessante, splendida la metafora che muove l'intera pellicola, ha forse il limite di essere troppo teoria e poca pratica, eppure mi è servito per riflettere su un periodo che mi ha visto a confronto con la malattia di mio padre.


N°17: L'ORA PIU' BUIA

L'ora più buia Poster

Ho sempre apprezzato i biopic storici ben realizzati, e la figura di Winston Churchill è per me una delle più sfaccettate ed interessanti del Novecento: grazie ad un'interpretazione pazzesca di Gary Oldman e ad una narrazione avvincente ho riscoperto il piacere di godermi i film di stampo classico, hollywoodiani e "da Oscar" da un lato ma sempre in grado di catturare dal primo all'ultimo fotogramma dall'altro. 


N°16: GLI INCREDIBILI 2

Gli Incredibili 2 Poster

Quattordici anni fa avevo amato Gli Incredibili, visto in un periodo della mia vita in cui non avrei mai immaginato, un giorno, di amarne anche il seguito visto con la mia Famiglia accanto, Fordini esaltati compresi: Brad Bird, mantenendo lo standard qualitativo come di consueto altissimo della Pixar, attualizza alcuni temi - il ruolo di Elastigirl -, si affida alle gag di Jack Jack - irresistibile - e consolida quella che era stata l'ossatura del primo film. La trama resta forse prevedibile, ma il risultato è senza dubbio una certezza.


N°15: AVENGERS - INFINITY WAR

Avengers: Infinity War Poster

I supereroi al Cinema avranno anche cominciato a stancare, ma il Cinematic Universe targato Marvel continua a presentare spettacoli d'intrattenimento di livello altissimo: a riscattarsi dal passo falso di Age of Ultron, gli Avengers tornano con il cupissimo Infinity War, che traghetta il pubblico in quello che dovrebbe essere il terzo blocco di uscite legate al progetto di questo universo e lo fa nel modo più drammatico possibile, portando in campo, tra l'altro, l'intero gruppo di personaggi protagonisti delle pellicole Marvel degli ultimi anni, dai Guardiani della galassia a Thor e Capitan America. 


N°14: DEADPOOL 2

Deadpool 2 Poster

Altro film, altro "supereroe". Certo, Deadpool non è un supereroe come gli altri.
Anzi, non lo è affatto. Ed è proprio questo il bello.
Si è perso l'effetto novità del primo capitolo, ma anche questo numero due è fracassone, sboccato, sfacciato, divertente e chi più ne ha, più ne metta. Senza contare il debutto "mortale" di X-Force.


N°13: LADY BIRD

Lady Bird Poster

Il titolo più indie e se vogliamo radical di questa prima decina porta la firma di Greta Gerwig ed è rappresentato dal volto di Saoirse Ronan, e come gli altri che l'hanno preceduto è tutto fuorchè un film perfetto. Eppure, nella sua imperfezione, rappresenta benissimo proprio l'imperfezione dell'adolescenza, uno dei periodi più assurdi, scombinati e caotici, nel bene o nel male, che ognuno di noi vive prima di diventare adulto. O quantomeno di provarci. 
La Lady Bird della Gerwig di sicuro ci prova.


N°12: BOHEMIAN RHAPSODY

Bohemian Rhapsody Poster

E se questo è l'anno delle imperfezioni, Bohemian Rhapsody rende benissimo l'idea: un film "pilotato", giocato in tutto e per tutto sulla grande prestazione di Rami Malek nel ruolo di Freddy Mercury e sulle canzoni dei Queen, retorico per certi versi e troppo pop per altri, eppure profondamente trascinante ed emozionante, che mi ha ricordato il periodo delle medie, quando vissi non solo la morte del frontman del gruppo inglese, ma anche una delle mie prime, vere passioni rock.
Ed il concerto al Live Aid, replicato praticamente alla perfezione, è da brividi.


N°11: FABRIZIO DE ANDRE' - PRINCIPE LIBERO

Fabrizio De André: Principe libero Poster

Potrebbe valere per questo film - che fino all'ultimo ho avuto dubbi rispetto a dove inserire, se tra i non distribuiti o qui - lo stesso discorso fatto per Bohemian Rhapsody: pilotato, imperfetto, incapace di mostrare al cento per cento le sfaccettature di un mito della Musica italiana e non solo come Fabrizio De Andrè, eppure in grado di trasmettere almeno in parte le emozioni che solo le sue canzoni sanno trasmettere, oltre ad evidenziare aspetti meno noti ma molto interessanti della vita del cantautore genovese - l'amicizia con Paolo Villaggio in particolare -.



giovedì 15 novembre 2018

Thursday's child




Nuova settimana di uscite e nuova uscita puntuale di questa rubrica al Saloon, quasi fosse un miracolo. Accanto al vecchio cowboy, oltre al solito, fastidioso, Cannibal Kid, il buon Carlo "Cinemaniaco", che come i due conduttori di questa rubrica può essere a pieno titolo considerato parte della "vecchia guardia" della Frontiera dei blog ormai morente.
Come sarà andata?



Animali fantastici - I crimini di Grindelwald

"Quel Ford è proprio vecchio. Usa ancora le cartoline per postare i commenti di questa rubrica."

Il cinemaniaco: Di solito le seconde puntate di una trilogia sono sempre interlocutorie. Tranne Deep, che nel trailer appare sempre più bollito, il resto promette bene.
Cannibal Kid: Mi secca iniziare subito facendo l'Hermione saputello di turno, però devo correggere il cinemaniaco Carlo un tempo noto come Nickoftime precisando che quella di Animali fantastici non sarà una trilogia. J. K. Rowling ha infatti annunciato che sono previsti 5 film di questa saga, che se no soltanto con 3 non riusciva a diventare più ricca di Paperon de' Paperoni. Dicendo questo sembra che io sia un fan del magico mondo di Harry Potter e affini, e invece non è proprio così. Anzi, sono delle bambinate che ho sempre visto, ma che non mi hanno mai entusiasmato, come invece hanno fatto con quell'eterno maghetto di James Ford.
Ford: la saga di Harry Potter, pur a corrente alterna, mi ha sempre ben intrattenuto, e a sorpresa anche il primo Animali fantastici, la storia delle origini di Ford e Cannibal, non mi aveva fatto crollare secco. Questo secondo capitolo con il sempre più bollito Depp ed il Silente di Jude Law non mi ispira particolarmente, ma del resto ormai ho lo stomaco forte dopo anni passati a collaborare con Cannibal.

Widows - Eredità criminale

"Quel Cannibal è troppo poco tamarro per farsi vedere in giro da Ford. E già che ci sono, anche Carlo."

Il cinemaniaco: Cosa ci azzecchi il regista di “Hunger” e “10 anni schiavo” con questo thriller al femminile nessuno lo sa, o almeno, noi non lo sappiamo. Lo andremo a vedere solo perché siamo come siamo…
Cannibal Kid: Nuovo film per il mio Steve McQueen preferito. Considerando che i suoi precedenti Shame e 12 anni schiavo (non 10, mi tocca correggere di nuovo il Cinemaniaco, e sto cominciando a prenderci gusto ahahah) mi erano piaciuti parecchio, anche se Hunger decisamente meno, l'attesa per il suo nuovo film dalle mie parti è molto alta. E il fatto che presenti una trama apparentemente distante dai suoi altri lavori non fa che aumentare la curiosità.
Ford: McQueen ci sa fare, i suoi film fino ad ora hanno sempre avuto qualcosa da dire, dunque le aspettative, malgrado la trama insolita per il regista, sono alte. Speriamo solo che non sia una roba troppo fastidiosa in pieno stile Cannibal.



Chesil Beach - Il segreto di una notte

"Cannibal sponsorizza il nostro film. Non resta che buttarci a mare."
 
Il cinemaniaco: Che ve lo dico a fare! Dalle nostre parti i film della Ronan si vedono e si consigliano a scatola chiusa…
Cannibal Kid: Questa volta non ho niente da ridire, anzi sottoscrivo ogni parola di Carlo. Non a caso questo film sono già corso a vederlo, senza che manco fosse ancora uscito nelle sale, e qui potete trovare la mia recensione (http://www.pensiericannibali.com/2018/08/on-chesil-beach-sposare-saoirse-ronan.html). C'è da aggiungere che non è uno dei film migliori nella splendida carriera della splendida Saoirse, però è comunque una visione imperdibile per tutti noi Ronan fans. Un po' come un film medio con Stallone per tutti gli Stallone fans... ovvero solo Ford. Scusate, mi correggo di nuovo: Stallone non ha mai girato film medi. Solo film pessimi o film atrocemente pessimi.
Ford: la Ronan mi sta simpatica, ma da qui a definirla splendida quando in giro ci sono le Jennifer Lawrence del caso mi pare decisamente troppo. Ad ogni modo, un'occhiata la si può comunque concedere.

Cosa fai a Capodanno?

"Non ho invitato io quel Carlo, mi dispiace." "Beh, la prossima volta vedi di stare più attento!"

Il cinemaniaco: Uh questa settimana il cinema italiano rischia di scomparire! in compenso, raccontando di tre coppie che si incontrano per scambiarsi i partner quelli di “Cosa fai a Capodanno?” hanno deciso di buttarla in caciara, promuovendo il film su pornohub! Tenendo conto che a interpretarli sono tra gli altri Scamarcio, la Puccini e Alessandro Haber penso si tratti di uno specchietto per le allodole. Chi si aspetta di vederli nudi e avvinghiati rimarrà con un palmo di naso. A quel punto è meglio stare a casa a cliccare su Pornohub!!
Cannibal Kid: Visto che non c'è due senza tre (un po' come non c'è Ford senza Cannibal), mi tocca a malincuore correggere di nuovo il cinemaniaco Carcarlo. Non per fare l'esperto di porno, ma un po' sì, però il celebre sito si chiama Pornhub e non Pornohub. Evidentemente questo cinemaniaco guarda un po' troppi film d'autore e un po' troppo pochi porno. Come Abdellatif Kechiche insegna, una cosa però non esclude per forza l'altra. Quanto al film, è un autorevole candidato all'Oscar... di titolo più odioso dell'anno. E forse di sempre.
Ford: questo mi pare proprio il tipico film italiano che non andrebbe neanche distribuito. Noto, invece, che finalmente Cannibal ha smesso di guardare solo film teen e si è buttato anche sull'intrattenimento per adulti.

Red Zone - 22 miglia di fuoco

"Non ci sono mai abbastanza Cuccioli Eroici da sistemare in queste esercitazioni!"

Il cinemaniaco: Berg e Wahlberg hanno in comune persino una parte del cognome, figuriamoci se possono smettere di fare film insieme. In questo caso bisognerà verificare il grado di rambizzazione di Wahlberg e capire in che modo è stato metabolizzato il fatto di puntare al mercato orientale oltreché americano. Il rischio è quello di rimanere a metà del guado.
Cannibal Kid: Ai tempi di Friday Night Lights, Peter Berg prometteva bene. Poi ha conosciuto Mark Wahlberg e da lì in poi la sua carriera ha subito una progressiva rambizzazione, o se vogliamo una fordizzazione, che per me fa rima con repulsione. Quasi inutile dire che da questo film girerò a distanza di 22 miglia, e forse più.
Ford: inutile dire che questo potrebbe risultare il film fordiano della settimana e forse del mese. Berg e Wahlberg hanno già lavorato insieme nel discreto Deep Water, nel buon Lone Survivor e nell'ottimo Boston, quindi non posso che ben sperare per questa loro ennesima collaborazione, che spero sia la più fordiana e meno cannibalesca possibile.

Summer

"Facciamo una bella serenata a quei tre bloggers smielati!"

Il cinemaniaco: Qui invece non si scherza. Kirill Serebrennikov, il regista del film, è appena uscito dagli arresti domiciliari o forse lo è ancora. Comunque la storia di una band rock degli anni 80 mi ispira non poco..
Cannibal Kid: Oh, ecco un film che attendo con spasmodica attesa. Come un Ford aspetta un nuovo WrestleMania, o come diavolo si chiama l'evento più importante dell'anno per tutti gli appassionati di wrestling... ovvero solo Ford. Spero che questa pellicola possa avere su di me lo stesso effetto che aveva avuto una manciata di anni fa Searching for Sugar Man: farmi scoprire un grande film e allo stesso tempo pure della grande musica che ancora non conoscevo.
Ford: questo film tra il rock ed i margini della società pare davvero essere una di quelle rare cose in grado di mettere d'accordo perfino me e Cannibal. E a questo punto mi pare anche il nostro Cinemaniaco. Speriamo bene.

In guerra

"Brutta faccia, quella. Ah, è Cannibal Kid. Allora è tutto nella norma."

Il cinemaniaco: Idem come sopra. Stéphane Brizé è regista di film militanti sempre pronti a occuparsi di precarietà lavorative e di diritti dei lavoratori. Lavorando con lui Vincent Lindon si è guadagnato la fama di attore impegnato. Qui la coppia si riforma e, insomma, le premesse di vedere un buon film ci sono tutte.
Cannibal Kid: Oddio, sento l'odore di pellicola militante perfetta per Ford e a quanto pare anche per il cinemaniaco. Considerando che ancora sto sbadigliando al ricordo del precedente film realizzato dalla coppia Brizé + Lindon, ovvero La legge del mercato, piuttosto che vedermi questa loro nuova collaborazione vado... in guerra.
Ford: La legge del mercato mi aveva colpito molto, ho sempre adorato i film d'autore poco radical e molto militanti, quindi direi che questa battaglia tocca proprio combatterla. Per vincere la guerra contro il Cucciolo Eroico.

mercoledì 7 marzo 2018

Lady Bird (Greta Gerwig, USA, 2017, 94')




E' diventata quasi una tradizione, nella grande corsa agli Oscar, i premi più noti ed ambiti - anche da tutti quegli autori radical che fingono di no - del Cinema, che nel novero delle pellicole in lizza per la statuetta del Miglior Film, compaia ormai un titolo proveniente dal bacino indie, in grado di regalare grandi soddisfazioni così come stuzzicare le bottigliate più selvagge: Lady Bird, esordio alla regia dell'attrice Greta Gerwig - che da queste parti, nonostante l'aura alternativa, piace molto -, ha rappresentato proprio la "quota Sundance" alla kermesse losangelina, forte di una narrazione diretta e di pancia come la sua protagonista e di un'ottima performance fornita dall'attrice che le presta il volto, Saoirse Ronan.
Questo lavoro sentito e piacevole, pronto a regalare almeno un paio di sequenze da brividi sulla pelle - finale stupendo - che pure non avrà avuto alcuna possibilità di vittoria, ha finito comunque per rappresentare, nel corso della visione, una sorta di versione adolescenziale di uno dei miei cult totali figli di questo "genere", quel Little Miss Sunshine che ancora oggi è uno dei film del cuore di questo vecchio cowboy.
Il racconto di formazione che vede protagonista Lady Bird - ribattezzatasi in questo modo per ribellarsi alle convenzioni di una scuola troppo puritana e ad una madre presente ma spesso in conflitto con lei - ha la capacità di riportare lo spettatore al traumatico periodo dell'adolescenza, quando la fine di una storia significa abbandonare per sempre l'idea dell'amore, un'amicizia può cambiare la vita, i propri sogni e quello che si desidera per il futuro una strada tracciata nella propria testa che nessuno sarà mai in grado di deviare.
Lady Bird non è un film particolarmente originale, e rispecchia in questo la sua main charachter, che come tutti gli adolescenti ha l'impressione di sentirsi unica e al di sopra di tutto prima di scoprire sulla propria pelle che sì, tutti siamo unici, ma nessuno al di sopra degli altri, che si parli di problemi, patimenti o sogni: la sua forza è proprio questa, l'umanità che viene mostrata e si dimostra pronta ad esplodere nel percorso del rapporto tra l'inquieta ragazza e la sua migliore amica o quello con sua madre, vera e propria antagonista nonchè centro di gravità della pellicola - non avrebbe sfigurato, la brava Laurie Metcalf, con l'Oscar -, simbolo di tutto quello che a quell'età non vorremmo essere ma che, senza che sia possibile rendersene conto, ci forma e prepara a quelle che saranno le vere battaglie, quelle dell'età adulta.
In questo senso non ho trovato il lavoro della Gerwig all'altezza delle entusiastiche recensioni che l'hanno accolto e sospinto nelle ultime settimane, ma ammetto di avergli davvero voluto bene per la sua onestà, ed essere arrivato al termine della visione con una sensazione di familiarità piacevole e quasi magica, neanche la ragazza fosse una sorella minore, o ancora di più una figlia da accompagnare coprendole le spalle silenziosamente - molto affascinante e sentita la figura del padre -: tutti noi, del resto, abbiamo attraversato giorni in cui farsi spezzare il cuore pareva fondamentale, rinunciare al proprio nome per inseguire quello che avremmo voluto appariva come la cosa giusta, trovare la propria strada, dalla scuola, alla vita, al futuro una cosa fondamentale.
Il bello di Lady Bird è la spontaneità di una rigidità magica che si vive soltanto da adolescenti, e che si impara ad amare davvero prendendola a calci in culo quando siamo adulti, come un serpente che si morde la coda e non troverà mai il vero segreto dell'equilibrio.
Ma in fondo, è giusto così.
E scoprire che il nostro nome non è così male, che prima di viaggiare, o fuggire lontano, dobbiamo imparare ad affrontare noi stessi, altrettanto.



MrFord



 

giovedì 1 marzo 2018

Thursday's child



Si avvicina la notte degli Oscar e, per l'occasione, si affaccia alla finestra della rubrica a tre più richiesta (!?) della blogosfera lo specialista Gabriele La Spina, che porta in campo la sua professionalità cercando di dare un equilibrio al continuo tentativo di scontro tra questo vecchio cowboy e Cannibal Kid, eterno più o meno rivale.
Quali saranno le opinioni rispetto agli ultimi titoli in uscita in sala prima della Notte più attesa del Cinema?


"Non preoccuparti: se JLaw esce con Ford ed io con Cannibal, tu hai sempre Gabriele La Spina."


Red Sparrow

"Chissà se a Ford andrò bene così chic, o se mi preferiva in versione Winter's Bone."

Gabriele La Spina: Parliamo chiaramente: a Jennifer Lawrence ultimamente non gliene va bene una. Madre! ha raccolto fischi, nonostante sia tra i sostenitori di Aronofsky, e la sua stella si sta un po’ eclissando. Quale modo migliore dunque per tornare in pista, e tra i favori degli affezionati della saga di Hunger Games, con un nuovo ruolo action? Il regista dopotutto è sempre lo stesso, Francis Lawrence (no, non si tratta di suo zio), ma in Red Sparrow, la Lawrence è una ballerina russa che diviene spia, dunque un Atomica Bionda che si prende sul serio. Si tratta di un genere un po’ demodé, che ci ricorda i vecchi fasti di Luc Besson e il suo Nikita del 1990, ed è forse per questo che negli USA non è andato poi così bene. Motivo per cui si tratta di un titolo che eviterei di vedere in sala, giusto per dire: “Provaci ancora Jen!”
Cannibal Kid: È vero che la stella di Jennifer Loverence, tanto amata sia da me che a sorpresa anche da Ford, ultimamente brilla meno del solito. Però non è colpa sua. È colpa della galassia. Dopo il successo di Hunger Games e l'Oscar, le sta capitando un po' quello che ha subito Leonardo DiCaprio nel post-Titanic. Si cerca a tutti i costi di farli affondare. Così come all'epoca era stato massacrato The Beach, adesso hanno demolito Madre!, che per quanto mi riguarda è un capolavoro o quasi, e comunque, al di là dei deliri biblico-aronofskyani, l'interpretazione di JLaw è davvero notevole. Non certo da nomination ai Razzie Award che invece le è piovuta addosso senza motivo. Scommetto che la critica distruggerà anche questo nuovo Red Sparrow, che però per me è già uno dei filmoni imperdibili dell'anno. Cioè, Jennifer Lawrence nei panni della ballerina russa che diventa una sexy spia... cosa volere di più da un film?
Ford: Jennifer Lawrence non si discute e chiunque lo faccia merita un Razzie Award, o un Cannibal Award. Detto questo, il film meriterebbe una guardata solo per dare una guardata a JLaw, che per quanto mi riguarda non è affatto in parabola discendente - almeno per certe cose - e che continua a contendersi il ruolo di mia favorita americana con Jessica Chastain. E non parlo necessariamente di questioni legate alla settima arte. E penso che perfino Cannibal potrebbe convenire.

Lady Bird

"Ti prego, Ford. Salvami dall'appuntamento con Cannibal."

Gabriele La Spina: Il Cannibale lo ha apprezzato, dunque miglior motivo per essere il must-see della settimana. Ex-attrice, ex-musa di Baumbach, Greta Gerwig si aggiunge all’olimpo ristrettissimo di registe nominate all’Oscar insieme a Kathryn Bigelow, Jane Campion e Sofia Coppola, e di quest’ultima sembra volerne seguire le orme stilistiche, anche se non in pochi hanno definito la Gerwig una Woody Allen donna (una frase che non potrebbe essere più contorta). Lady Bird, che probabilmente non vincerà nessun Oscar sulle 5 nomination ricevute, è il naturalismo cinematografico che ha conquistato gli americani, per il paesaggio di una cittadina tipica dello Zio Sam, ma soprattutto per il ritratto disfunzionale (termine abusato nel cinema indie), intimista e sincero di una madre e una figlia. Ronan e Metcalf sono due fuori classe, di due generazioni a confronto. Ma non vi aspettate “il filmone”, Lady Bird va visto senza alcuna pretesa.
Cannibal Kid: Magari non un filmone perfetto, ma un'imperfetta cannibalata assurda sì! Io l'ho già visto, già adorato, già recensito (http://www.pensiericannibali.com/2018/01/lady-bird-si-si-fa-chiamare-donna.html) e non posso fare altro che consigliare a tutti di guardarlo. Anche a Ford. Ho il sospetto che possa massacrarlo, così almeno saremo per una seconda volta in disaccordo sui film nominati agli Oscar, dopo la sua mostruosa e a oggi ancora inspiegabile stroncatura de La forma dell'acqua.
Ford: ho già visto Lady Bird, così come tutte le pellicole che saranno candidate alla statuetta per il miglior film, ed attendevo il momento dell'uscita italiana per pubblicare il post, cosa che farò prontamente nei prossimi giorni. Parliamo della quota indie della Notte degli Oscar, che forse non sarà ai livelli di cose come Little Miss Sunshine ma potrebbe addirittura stupire in positivo e strappare un parere discreto anche qui al Saloon nonostante sia materia decisamente cannibalesca. Sarà vero? O dopo La forma dell'acqua un altro candidato si troverà candidato al titolo di film più sopravvalutato dell'anno?

Quello che non so di lei

"A me non interessa di tutta questa roba da mangiare. Tira subito fuori un White Russian."

Gabriele La Spina: I fischi ai festival non sono mai un monito distintivo per la riuscita di un film, anzi quando un film divide è solitamente interessante, ma non si tratta dell’ultimo lavoro di Polanski. Sembra avere di fronte l’ennesimo thriller-erotico-trash, incrocio lesbo tra Attrazione fatale e Misery non deve morire, con l’ennesima Emmanuelle Seigner insieme a Eva Green, sogno erotico di gran parte degli spettatori, e potrei scommetterci anche del Cannibale. Ma qui non si tratta di un concorso di miss maglietta bagnata (con dispiacere del Cannibale e di Polanski), è un cinema di genere ormai usurato, che il pubblico va a vedere solo per la firma dell’autore, pensando ingenuamente di ritrovarsi una pellicola orchestrata ad arte come Carnage, o imponente come Il panista, ma non abbiamo più di fronte quel Polanski, nonostante Venere in pelliccia, il suo penultimo lavoro, non sia stato poi così male. O forse non è più capace di adattamenti non-teatrali?
Cannibal Kid: Un thriller-erotico-trash, incrocio lesbo tra Attrazione fatale e Misery non deve morire, con l’ennesima Emmanuelle Seigner insieme a Eva Green? Cosa volere di più da un film, a parte Jennifer Lawrence che trasforma la relazione tra le due in un ménage à trois?
Oltre a questo, personalmente gli ultimi film di Polanski a me avevano convinto: Venere in pelliccia, L'uomo nell'ombra e anche quel Carnage che Ford aveva bottigliato. E le bottigliate di Ford sono (quasi) sempre un sinonimo di film riuscito. Qualcuno ha menzionato di nuovo La forma dell'acqua?

Ford: Polanski, quasi sempre, è stato un grandissimo regista. Dico quasi perché, con l'avanzare dell'età, di tanto in tanto ha compiuto qualche scivolone niente male - La nona porta, il sopravvalutatissimo Carnage -. Eppure Venere in pelliccia non mi era affatto dispiaciuto, e quest'ultimo Quello che non so di lei, con potenziale erotico a mille, mi ispira parecchio. Quasi quanto Jennifer Lawrence, oserei dire.
Che sia la settimana soft-porno dell'anno?

Puoi baciare lo sposo

"Sposiamoci, prima che lo facciano Cannibal e Ford!"

Gabriele La Spina: Ho un’orticaria solo a scrivere di questo titolo. Ma davvero in Italia non si sa produrre niente di meglio sul genere commedie? L’ennesima marchetta a tematica gay, stereotipata, sul genere Diverso da chi, Mine vaganti, e company. Protagonisti l’interprete di Gomorra, Salvatore Esposito, forse una delle persone meno credibili per un ruolo del genere, Diego Abatantuono, Dino Abbrescia travestito da donna, e direttamente dal piccolo schermo Diana Del Bufalo ed Enzo Miccio, interprete che il Cannibale difenderà con le unghie e con i denti ne sono certo, dopotutto è lui il primo sostenitore dello share di Real Time. Puoi baciare lo sposo è la tipica commedia degli equivoci che purtroppo si farà sentire al boxoffice italiano, “altro che Lady Bird, vogliamo vedere una coppia gay che vuole sposarsi e abbattere il bigottismo di un piccolo paesino italiano”. Avanguardia pura.
Cannibal Kid: Ahahah! Mi spiace deluderti, caro Gabriele, ma non sono un fan di Enzo Miccio. Non credo di aver mai visto più di 30 secondi di un suo programma...
Sono invece curioso di vedere Genny Savastano alle prese con una commedia, anche se la presenza dell'odioso Abatantuono credo mi terrà lontano. Ford invece credo non se lo perderà. Ultimamente s'è fissato con le commediole italiane con Ambra Angiolini, quindi zitto zitto si guarderà pure questo.
Ford: sarei curioso di vedere come se la cava Salvatore Esposito in un ruolo diverso da quello del mitico Genny Savastano, ma questa roba mi sa di commediola italiana finto anticonformista ed in realtà piena di stereotipi come ce ne sono a mazzi. Dovessi però recuperarla ed avere una serata da rutto libero, non nego che potrei anche vederla.

Dark Night

"Messo così come sono farò più paura di Ford, o no?"

Gabriele La Spina: E poi arriva in sala quel film piccolissimo, di cui nessuno aveva mai sentito parlare, portato in pochissime sale da una casa di distribuzione nata da pochi anni. Il terzo film di Tim Sutton, regista di Pavilion (non l’avete mai visto?) e Memphis (e questo?), è di estrema attualità. Ci racconta di un massacro in un cineplex, in quella “notte oscura” e di come ognuna di quelle persone sono arrivate a trovarsi lì. Interpreti sconosciuti, film da vecchio cinema in centro con le poltrone mezze rotte e un tizio che mangia una mela nella fila dietro (cit. I Simpson). Ma non è roba da hipster.
Cannibal Kid: Se non è roba da hipster, allora non mi interessa!
E invece sì che mi interessa. È il film sul massacro di Aurora, quello compiuto in un cinema durante la proiezione de Il cavaliere oscuro - Il ritorno, e potremmo trovarci di fronte a qualcosa di notevole come Elephant e Polytechnique. Sperando che questo Tim Sutton, che ammetto di non conoscere, sia all'altezza di Gus Van Sant e Denis Villeneuve. Una missione ardua quasi quanto quella di Ford di essere al mio livello ahahah!
Ford: non conosco Sutton, ma grazie a Gabriele la curiosità è salita di parecchio, e considerato quanto film come quelli citati da Cannibal abbiano convinto anche me, direi che potrebbe scattare non solo il recupero di questo - ricordo molto bene il triste episodio di cronaca -, ma anche dei due precedenti. Grazie Gabriele, dunque, e abbasso il Cannibale.

La terra buona

"Ma come ha fatto Gabriele La spina a ridursi a collaborare con quei due bloggers da lancio del portatile nel camino?"

Gabriele La Spina: Questo è il cinema indipendente italiano? Non è una domanda retorica, rispondi tu Cannibale. Premettendo che è un film così nordico che offriranno vino e polenta all’entrata di ogni sala, motivo per cui da me non arriverà probabilmente.
Cannibal Kid: Più che il cinema indipendente italiano, questo mi sembra il cinema noioso italiano. A questo punto sono meglio le commediole tricolori. Questo già dal trailer sembra una rottura di coglioni del decimo livello. La brutta copia nostrana di Terrence Malick, che negli ultimi tempi è diventato la brutta copia di se stesso. La tipica proposta pseudo impegnata che il Ford di una volta avrebbe osannato e che oggi manco più lui troverebbe il coraggio di vedere. Se questo è il cinema indipendente italiano, io non voglio averci niente a che fare.
Ford: con il Cinema italiano io vado sempre con i piedi di piombo, neanche stessi colpendo Cannibal con una finisher di wrestling, ma qui, più che altro, vado a bere molto piuttosto che in sala, o quantomeno prima di affrontare una visione potenzialmente da mattonate nelle parti basse come questa.Tim

Un figlio a tutti i costi

"Ma chi ha arredato in questo modo!? Cannibal sotto acidi o Gabriele La Spina!?"

Gabriele La Spina: Se Puoi baciare lo sposo ha urtato la vostra sensibilità, questa ennesima manfrina sul voler essere genitori peggiorerà la situazione. Perché se i matrimoni gay e il rapporto con la tecnologia, sono tra le tematiche più gettonate della new wave della commedia (falsamente intelligente) italiana, la genitorialità è sempre pronta ad accodarsi per ucciderci dalla noia. E qui vediamo Fabio Gravina dirigere sé stesso e Roberta Garzia, la rossa in carriera di Camera Caffè, nei panni di una coppia che cerca a tutti i costi di avere un figlio? Avanguardia pura 2.0.
Cannibal Kid: Voler essere genitori a tutti costi? Cos'è, un film scritto, prodotto, diretto e interpretato da Mr. James Ford nella parte di Padre dell'anno?
“La genitorialità è sempre pronta ad accodarsi per ucciderci dalla noia.” Queste parole direi che non valgono solo per i film, ma anche per i post a tematica genitoriale. Capito Ford? uahahah
Ford: ancora una volta ci troviamo di fronte ad un Cinema italiano di quelli dal potenziale di bottigliate enorme, una roba degna de La forma dell'acqua. Non credo mi cimenterò, mentre a tutti i costi, prima o poi, dovrò portare a forza Cannibal a bere con me. Per poi gettarlo da qualche parte sbronzo e senza un rene.

È arrivato il Broncio

"Riesco a dormire solo se con me ho il pupazzo del Cucciolo Eroico."

Gabriele La Spina: Chiudiamo in grande bellezza, con il dozzinale film d’animazione di turno. Questi ultimi titoli stanno tirando il peggio di me caro Cannibale. Quindi il Broncio sarebbe una specie di Grinch-Scrooge che ha con un sortilegio ha cancellato la felicità dal mondo? Storia da libro pop-up per bambini dai 3 anni in su. E poi se un film d’animazione non è Pixar, non ha la mia attenzione.
Cannibal Kid: Non posso che sottoscrivere, caro Gabriele. Questa è una dozzinale bambinata animata fordianata che in casa del mio blogger rivale si trasformerà in un cult istantaneo. Non tra i bambini, ma solo per il padre. Questa settimana sono stato troppo cattivo con te, Ford? Ok, ma non mettere su il Broncio. Intendo letteralmente: non mettere su 'sto schifo di film!
Ford: mi associo a Gabriele. Se non sono Pixar, Dreamworks - quelli buoni -, Ghibli o proposte autoriali come si deve, i film d'animazione possono essere peggiori perfino delle commedie all'italiana. O delle porcate che esalta Cannibal. Ahahahahah!
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