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giovedì 1 marzo 2018

Thursday's child



Si avvicina la notte degli Oscar e, per l'occasione, si affaccia alla finestra della rubrica a tre più richiesta (!?) della blogosfera lo specialista Gabriele La Spina, che porta in campo la sua professionalità cercando di dare un equilibrio al continuo tentativo di scontro tra questo vecchio cowboy e Cannibal Kid, eterno più o meno rivale.
Quali saranno le opinioni rispetto agli ultimi titoli in uscita in sala prima della Notte più attesa del Cinema?


"Non preoccuparti: se JLaw esce con Ford ed io con Cannibal, tu hai sempre Gabriele La Spina."


Red Sparrow

"Chissà se a Ford andrò bene così chic, o se mi preferiva in versione Winter's Bone."

Gabriele La Spina: Parliamo chiaramente: a Jennifer Lawrence ultimamente non gliene va bene una. Madre! ha raccolto fischi, nonostante sia tra i sostenitori di Aronofsky, e la sua stella si sta un po’ eclissando. Quale modo migliore dunque per tornare in pista, e tra i favori degli affezionati della saga di Hunger Games, con un nuovo ruolo action? Il regista dopotutto è sempre lo stesso, Francis Lawrence (no, non si tratta di suo zio), ma in Red Sparrow, la Lawrence è una ballerina russa che diviene spia, dunque un Atomica Bionda che si prende sul serio. Si tratta di un genere un po’ demodé, che ci ricorda i vecchi fasti di Luc Besson e il suo Nikita del 1990, ed è forse per questo che negli USA non è andato poi così bene. Motivo per cui si tratta di un titolo che eviterei di vedere in sala, giusto per dire: “Provaci ancora Jen!”
Cannibal Kid: È vero che la stella di Jennifer Loverence, tanto amata sia da me che a sorpresa anche da Ford, ultimamente brilla meno del solito. Però non è colpa sua. È colpa della galassia. Dopo il successo di Hunger Games e l'Oscar, le sta capitando un po' quello che ha subito Leonardo DiCaprio nel post-Titanic. Si cerca a tutti i costi di farli affondare. Così come all'epoca era stato massacrato The Beach, adesso hanno demolito Madre!, che per quanto mi riguarda è un capolavoro o quasi, e comunque, al di là dei deliri biblico-aronofskyani, l'interpretazione di JLaw è davvero notevole. Non certo da nomination ai Razzie Award che invece le è piovuta addosso senza motivo. Scommetto che la critica distruggerà anche questo nuovo Red Sparrow, che però per me è già uno dei filmoni imperdibili dell'anno. Cioè, Jennifer Lawrence nei panni della ballerina russa che diventa una sexy spia... cosa volere di più da un film?
Ford: Jennifer Lawrence non si discute e chiunque lo faccia merita un Razzie Award, o un Cannibal Award. Detto questo, il film meriterebbe una guardata solo per dare una guardata a JLaw, che per quanto mi riguarda non è affatto in parabola discendente - almeno per certe cose - e che continua a contendersi il ruolo di mia favorita americana con Jessica Chastain. E non parlo necessariamente di questioni legate alla settima arte. E penso che perfino Cannibal potrebbe convenire.

Lady Bird

"Ti prego, Ford. Salvami dall'appuntamento con Cannibal."

Gabriele La Spina: Il Cannibale lo ha apprezzato, dunque miglior motivo per essere il must-see della settimana. Ex-attrice, ex-musa di Baumbach, Greta Gerwig si aggiunge all’olimpo ristrettissimo di registe nominate all’Oscar insieme a Kathryn Bigelow, Jane Campion e Sofia Coppola, e di quest’ultima sembra volerne seguire le orme stilistiche, anche se non in pochi hanno definito la Gerwig una Woody Allen donna (una frase che non potrebbe essere più contorta). Lady Bird, che probabilmente non vincerà nessun Oscar sulle 5 nomination ricevute, è il naturalismo cinematografico che ha conquistato gli americani, per il paesaggio di una cittadina tipica dello Zio Sam, ma soprattutto per il ritratto disfunzionale (termine abusato nel cinema indie), intimista e sincero di una madre e una figlia. Ronan e Metcalf sono due fuori classe, di due generazioni a confronto. Ma non vi aspettate “il filmone”, Lady Bird va visto senza alcuna pretesa.
Cannibal Kid: Magari non un filmone perfetto, ma un'imperfetta cannibalata assurda sì! Io l'ho già visto, già adorato, già recensito (http://www.pensiericannibali.com/2018/01/lady-bird-si-si-fa-chiamare-donna.html) e non posso fare altro che consigliare a tutti di guardarlo. Anche a Ford. Ho il sospetto che possa massacrarlo, così almeno saremo per una seconda volta in disaccordo sui film nominati agli Oscar, dopo la sua mostruosa e a oggi ancora inspiegabile stroncatura de La forma dell'acqua.
Ford: ho già visto Lady Bird, così come tutte le pellicole che saranno candidate alla statuetta per il miglior film, ed attendevo il momento dell'uscita italiana per pubblicare il post, cosa che farò prontamente nei prossimi giorni. Parliamo della quota indie della Notte degli Oscar, che forse non sarà ai livelli di cose come Little Miss Sunshine ma potrebbe addirittura stupire in positivo e strappare un parere discreto anche qui al Saloon nonostante sia materia decisamente cannibalesca. Sarà vero? O dopo La forma dell'acqua un altro candidato si troverà candidato al titolo di film più sopravvalutato dell'anno?

Quello che non so di lei

"A me non interessa di tutta questa roba da mangiare. Tira subito fuori un White Russian."

Gabriele La Spina: I fischi ai festival non sono mai un monito distintivo per la riuscita di un film, anzi quando un film divide è solitamente interessante, ma non si tratta dell’ultimo lavoro di Polanski. Sembra avere di fronte l’ennesimo thriller-erotico-trash, incrocio lesbo tra Attrazione fatale e Misery non deve morire, con l’ennesima Emmanuelle Seigner insieme a Eva Green, sogno erotico di gran parte degli spettatori, e potrei scommetterci anche del Cannibale. Ma qui non si tratta di un concorso di miss maglietta bagnata (con dispiacere del Cannibale e di Polanski), è un cinema di genere ormai usurato, che il pubblico va a vedere solo per la firma dell’autore, pensando ingenuamente di ritrovarsi una pellicola orchestrata ad arte come Carnage, o imponente come Il panista, ma non abbiamo più di fronte quel Polanski, nonostante Venere in pelliccia, il suo penultimo lavoro, non sia stato poi così male. O forse non è più capace di adattamenti non-teatrali?
Cannibal Kid: Un thriller-erotico-trash, incrocio lesbo tra Attrazione fatale e Misery non deve morire, con l’ennesima Emmanuelle Seigner insieme a Eva Green? Cosa volere di più da un film, a parte Jennifer Lawrence che trasforma la relazione tra le due in un ménage à trois?
Oltre a questo, personalmente gli ultimi film di Polanski a me avevano convinto: Venere in pelliccia, L'uomo nell'ombra e anche quel Carnage che Ford aveva bottigliato. E le bottigliate di Ford sono (quasi) sempre un sinonimo di film riuscito. Qualcuno ha menzionato di nuovo La forma dell'acqua?

Ford: Polanski, quasi sempre, è stato un grandissimo regista. Dico quasi perché, con l'avanzare dell'età, di tanto in tanto ha compiuto qualche scivolone niente male - La nona porta, il sopravvalutatissimo Carnage -. Eppure Venere in pelliccia non mi era affatto dispiaciuto, e quest'ultimo Quello che non so di lei, con potenziale erotico a mille, mi ispira parecchio. Quasi quanto Jennifer Lawrence, oserei dire.
Che sia la settimana soft-porno dell'anno?

Puoi baciare lo sposo

"Sposiamoci, prima che lo facciano Cannibal e Ford!"

Gabriele La Spina: Ho un’orticaria solo a scrivere di questo titolo. Ma davvero in Italia non si sa produrre niente di meglio sul genere commedie? L’ennesima marchetta a tematica gay, stereotipata, sul genere Diverso da chi, Mine vaganti, e company. Protagonisti l’interprete di Gomorra, Salvatore Esposito, forse una delle persone meno credibili per un ruolo del genere, Diego Abatantuono, Dino Abbrescia travestito da donna, e direttamente dal piccolo schermo Diana Del Bufalo ed Enzo Miccio, interprete che il Cannibale difenderà con le unghie e con i denti ne sono certo, dopotutto è lui il primo sostenitore dello share di Real Time. Puoi baciare lo sposo è la tipica commedia degli equivoci che purtroppo si farà sentire al boxoffice italiano, “altro che Lady Bird, vogliamo vedere una coppia gay che vuole sposarsi e abbattere il bigottismo di un piccolo paesino italiano”. Avanguardia pura.
Cannibal Kid: Ahahah! Mi spiace deluderti, caro Gabriele, ma non sono un fan di Enzo Miccio. Non credo di aver mai visto più di 30 secondi di un suo programma...
Sono invece curioso di vedere Genny Savastano alle prese con una commedia, anche se la presenza dell'odioso Abatantuono credo mi terrà lontano. Ford invece credo non se lo perderà. Ultimamente s'è fissato con le commediole italiane con Ambra Angiolini, quindi zitto zitto si guarderà pure questo.
Ford: sarei curioso di vedere come se la cava Salvatore Esposito in un ruolo diverso da quello del mitico Genny Savastano, ma questa roba mi sa di commediola italiana finto anticonformista ed in realtà piena di stereotipi come ce ne sono a mazzi. Dovessi però recuperarla ed avere una serata da rutto libero, non nego che potrei anche vederla.

Dark Night

"Messo così come sono farò più paura di Ford, o no?"

Gabriele La Spina: E poi arriva in sala quel film piccolissimo, di cui nessuno aveva mai sentito parlare, portato in pochissime sale da una casa di distribuzione nata da pochi anni. Il terzo film di Tim Sutton, regista di Pavilion (non l’avete mai visto?) e Memphis (e questo?), è di estrema attualità. Ci racconta di un massacro in un cineplex, in quella “notte oscura” e di come ognuna di quelle persone sono arrivate a trovarsi lì. Interpreti sconosciuti, film da vecchio cinema in centro con le poltrone mezze rotte e un tizio che mangia una mela nella fila dietro (cit. I Simpson). Ma non è roba da hipster.
Cannibal Kid: Se non è roba da hipster, allora non mi interessa!
E invece sì che mi interessa. È il film sul massacro di Aurora, quello compiuto in un cinema durante la proiezione de Il cavaliere oscuro - Il ritorno, e potremmo trovarci di fronte a qualcosa di notevole come Elephant e Polytechnique. Sperando che questo Tim Sutton, che ammetto di non conoscere, sia all'altezza di Gus Van Sant e Denis Villeneuve. Una missione ardua quasi quanto quella di Ford di essere al mio livello ahahah!
Ford: non conosco Sutton, ma grazie a Gabriele la curiosità è salita di parecchio, e considerato quanto film come quelli citati da Cannibal abbiano convinto anche me, direi che potrebbe scattare non solo il recupero di questo - ricordo molto bene il triste episodio di cronaca -, ma anche dei due precedenti. Grazie Gabriele, dunque, e abbasso il Cannibale.

La terra buona

"Ma come ha fatto Gabriele La spina a ridursi a collaborare con quei due bloggers da lancio del portatile nel camino?"

Gabriele La Spina: Questo è il cinema indipendente italiano? Non è una domanda retorica, rispondi tu Cannibale. Premettendo che è un film così nordico che offriranno vino e polenta all’entrata di ogni sala, motivo per cui da me non arriverà probabilmente.
Cannibal Kid: Più che il cinema indipendente italiano, questo mi sembra il cinema noioso italiano. A questo punto sono meglio le commediole tricolori. Questo già dal trailer sembra una rottura di coglioni del decimo livello. La brutta copia nostrana di Terrence Malick, che negli ultimi tempi è diventato la brutta copia di se stesso. La tipica proposta pseudo impegnata che il Ford di una volta avrebbe osannato e che oggi manco più lui troverebbe il coraggio di vedere. Se questo è il cinema indipendente italiano, io non voglio averci niente a che fare.
Ford: con il Cinema italiano io vado sempre con i piedi di piombo, neanche stessi colpendo Cannibal con una finisher di wrestling, ma qui, più che altro, vado a bere molto piuttosto che in sala, o quantomeno prima di affrontare una visione potenzialmente da mattonate nelle parti basse come questa.Tim

Un figlio a tutti i costi

"Ma chi ha arredato in questo modo!? Cannibal sotto acidi o Gabriele La Spina!?"

Gabriele La Spina: Se Puoi baciare lo sposo ha urtato la vostra sensibilità, questa ennesima manfrina sul voler essere genitori peggiorerà la situazione. Perché se i matrimoni gay e il rapporto con la tecnologia, sono tra le tematiche più gettonate della new wave della commedia (falsamente intelligente) italiana, la genitorialità è sempre pronta ad accodarsi per ucciderci dalla noia. E qui vediamo Fabio Gravina dirigere sé stesso e Roberta Garzia, la rossa in carriera di Camera Caffè, nei panni di una coppia che cerca a tutti i costi di avere un figlio? Avanguardia pura 2.0.
Cannibal Kid: Voler essere genitori a tutti costi? Cos'è, un film scritto, prodotto, diretto e interpretato da Mr. James Ford nella parte di Padre dell'anno?
“La genitorialità è sempre pronta ad accodarsi per ucciderci dalla noia.” Queste parole direi che non valgono solo per i film, ma anche per i post a tematica genitoriale. Capito Ford? uahahah
Ford: ancora una volta ci troviamo di fronte ad un Cinema italiano di quelli dal potenziale di bottigliate enorme, una roba degna de La forma dell'acqua. Non credo mi cimenterò, mentre a tutti i costi, prima o poi, dovrò portare a forza Cannibal a bere con me. Per poi gettarlo da qualche parte sbronzo e senza un rene.

È arrivato il Broncio

"Riesco a dormire solo se con me ho il pupazzo del Cucciolo Eroico."

Gabriele La Spina: Chiudiamo in grande bellezza, con il dozzinale film d’animazione di turno. Questi ultimi titoli stanno tirando il peggio di me caro Cannibale. Quindi il Broncio sarebbe una specie di Grinch-Scrooge che ha con un sortilegio ha cancellato la felicità dal mondo? Storia da libro pop-up per bambini dai 3 anni in su. E poi se un film d’animazione non è Pixar, non ha la mia attenzione.
Cannibal Kid: Non posso che sottoscrivere, caro Gabriele. Questa è una dozzinale bambinata animata fordianata che in casa del mio blogger rivale si trasformerà in un cult istantaneo. Non tra i bambini, ma solo per il padre. Questa settimana sono stato troppo cattivo con te, Ford? Ok, ma non mettere su il Broncio. Intendo letteralmente: non mettere su 'sto schifo di film!
Ford: mi associo a Gabriele. Se non sono Pixar, Dreamworks - quelli buoni -, Ghibli o proposte autoriali come si deve, i film d'animazione possono essere peggiori perfino delle commedie all'italiana. O delle porcate che esalta Cannibal. Ahahahahah!

mercoledì 28 maggio 2014

Venere in pelliccia

Regia: Roman Polanski
Origine: Polonia, Francia
Anno: 2013
Durata: 96'





La trama (con parole mie): Thomas è un autore teatrale all'esordio con la regia in cerca dell'attrice protagonista per l'opera ottocentesca che ha adattato, Venere in pelliccia.
Quando, ad audizioni finite, si presenta nel teatro ormai vuoto l'aspirante Vanda, l'uomo si trova prima a respingerla professionalmente, dunque coinvolto nel tentativo di quest'ultima di convincerlo ad assegnarle la parte.
La lettura delle prime tre pagine della piece si trasforma dunque in una sorta di duello di corpi, cuori e menti dei due, in un passaggio di consegne tra dominante e dominato che parte dalla pagina scritta per sconfinare nella realtà, e divenire una riflessione ironica e profonda sul rapporto tra Uomini e Donne. Chi la spunterà?








Non era facile, per Polanski, dopo la delusione che fu per il sottoscritto Carnage, tornare a convincere. Personalmente, ho sempre trovato il lavoro del regista polacco ormai francese d'adozione stupefacente, dagli esordi fino ad oggi, fatta eccezione per l'appena citato massacro borghese newyorkese ed il deludente La nona porta: eppure, come spesso accade quando le bottigliate vengono stuzzicate, pur non raggiungendo i livelli del passato o millantati dalle recensioni lusinghiere lette fin dai tempi della sua uscita, Venere in pelliccia è uscito a testa alta dal Saloon.
Da questo punto di vista, dunque, il risultato ottenuto dal vecchio Roman è stato senza dubbio un successo: perchè questo lavoro è indiscutibilmente un concentrato di ironia, intelligenza, capacità di muovere la macchina da presa così come di dirigere al meglio gli attori - specie in coppia, come fu per La morte e la fanciulla -, nonchè una riflessione colta e profonda sul confronto eterno tra Uomo e Donna, che passa dal cervello per giungere inevitabilmente alla zona sotto la cintura.
Perchè, signori e signore, non esiste pezzo d'arte, discussione, appuntamento o qualsiasi altra cosa vogliate metterci, che non coinvolga, in un modo o nell'altro, proprio le energie scaturite dal fulcro di molto più di quanto si continui a non ammettere di ogni tipo di rapporto: ed Emmanuelle Seigner e Mathieu Amalric portano in scena alla grande proprio questa tensione, erotica quanto cerebrale, figlia di un legame che, prima ancora delle leggende legate alla religione, da Adamo ed Eva in avanti, finisce per essere un impulso naturale.
Eppure, il lavoro di Polanski, una volta superati gli entusiasmi per il sempre stimolante "faccia a faccia" tra i sessi, non può definirsi allo stesso tempo completo, quasi parlassimo di un coito interrotto, o di un bacio rubato quando vorremmo con ogni fibra del nostro corpo finire a letto: dalla strepitosa e divertentissima parte iniziale, infatti, al finale, ad un tempo grottesco e drammatico, e clamorosamente vero - almeno per quanto riguarda l'assoluta dipendenza di noi maschietti rispetto al potere esercitato dalle signorine, pronte a rispondere, anche se si trattasse soltanto di alimentare ulteriormente la sfida, con un sonoro ed ancora più attraente "attaccati al cazzo" -, attraversiamo una lunga - troppo lunga, oserei dire, nonostante il minutaggio limitato - fase di studio e stimolo a distanza che a tratti appare fastidiosamente compiaciuta, neanche fosse una figa di legno in vena di tirarsela per bene, come diremmo noi beceri pane e salame.
La cornice da film da salotto - molto radical e molto chic -, dunque, rimane, con tutti i suoi limiti, di fatto riportando Venere in pelliccia ad un livello assolutamente discreto ma non in grado di far gridare al miracolo - da questo punto di vista, Repulsion fu un ritratto decisamente più inquietante e quasi seducente della lotta tra i sessi -, lasciando che la mia soddisfazione di vedere Polanski tornare a fare il Polanski fosse soddisfatta solo in parte, neanche mi ritrovassi ad essere il Thomas della situazione, lasciato alla mercè di un cactus reduce dalla versione musical di Ombre rosse - e rabbrividisco al solo pensiero -.
Non posso comunque lamentarmi, e non lo vorrei, anche perchè non è detto che doversi sudare qualcosa non porti ad un risultato finale ancora più sorprendente di quello che ci saremmo aspettati in principio: dunque torno a dare fiducia ad uno dei più importanti registi degli ultimi trent'anni nel convogliare velleità autoriali e capacità di narrazione ad un pubblico senza limiti di sorta o di gusto, che seppur non al meglio lascia ancora una volta intravedere tutta la sua scintillante bravura di giocoliere della tensione.
Erotica, orrorifica o semplicemente cinematografica che dir si voglia.




MrFord




"Shiny, shiny, shiny boots of leather
whiplash girlchild in the dark
comes in bells, your servant, don't forsake him
strike, dear mistress, and cure his heart."
The Velvet Underground - "Venus in furs" - 




giovedì 14 novembre 2013

Thursday's child


La trama (con parole mie): alle spalle una settimana con uscite finalmente interessanti, torniamo alla quasi normalità con un weekend che non si prospetta come uno dei peggiori mai passati da questa rubrica ma senza dubbio lontano dai livelli di quello appena trascorso.
Chi, invece, continua a mantenersi molto in basso - parlando di livelli - è quel pusillanime del mio antagonista Cannibal Kid, che anche nei periodi di relativa tranquillità tra una Blog War e l'altra come questo riesce fastidiosamente come suo solito ad infestare questo appuntamento.

"Ma quando arriva Ford!? Qui da sola a leggere Pensieri cannibali mi sto annoiando da morire!"
Jobs di Joshua Michael Stern


Il consiglio di Cannibal: Jobs, grazie per non aver mai inventato l’iPhord
Quando si parla di un grande personaggio, uno di quelli che hanno cambiato la storia recente, c’è sempre grande interesse.
No, non sto parlando di me. Sto parlando di Steve Jobs e dell’atteso film dedicato alla sua vita.
Com’è? Come non è?
Io l’ho già visto, ma non ve lo dico. Bisogna creare la suspance, come sapeva fare nelle sue presentazioni Jobs, un innovatore al contrario di Ford che è un conservatore. C’è una cosa però ad accomunarli: entrambi possono essere considerati dei visionari. Steve Jobs per le sue invenzioni rivoluzionarie, Ford perché ha delle visioni di gente travestita in modo ridicola che se le dà di santa ragione.
Ah, dite che quella non è una visione, ma un vero sport che si chiama wrestling?
Sarà, in ogni caso la recensione cannibale di Jobs arriverà a breve sui vostri Macintosh. E pure sui vostri PC.
Il consiglio di Ford: meglio un Apple oggi che un Cannibale domani!
Nonostante sia un possessore di Mac e Ipod, non sono mai stato uno di quei pazzi maniaci modaioli totalmente schiavi del marchio Apple, così come non ho mai avuto un particolare coinvolgimento emotivo rispetto alla vita e alle innovazioni di Steve Jobs, per quanto ne possa riconoscere l'importanza per il settore tecnologico ed il suo progresso.
Il film ispirato alla sua vita, dal canto suo, mi ispira meno di una sua possibile recensione cannibalesca a partire dal protagonista, Ashton Kutcher, che non ho mai potuto vedere.
Non credo sarà in cima alla mia lista, ma prima o poi, per dovere di recensore, penso mi toccherà. Un po’ come mi tocca Peppa Kid come co-conduttore di questa rubrica ogni settimana.

"Ora sì che il computer di Ford funzionerà alla grande, l'abbiamo aggiornato con gli ultimi software disponibili!"
The Canyons di Paul Schrader


Il consiglio di Cannibal: Ford, gettati in un canyon!
Un film scritto da Bret Easton Ellis con protagonista Lindsay Lohan?
Ma questa è la versione cannibale dell’accoppiata Stallone + Schwarzy tanto amata da Ford.
The Canyons è stato disprezzato dalla critica americana e veneziana e so che probabilmente si rivelerà una roba davvero trash. Spero però che sia almeno talmente trash da raggiungere il sublime, anche se temo non sarà così. Questa è una pellicola quindi che mi preoccupa parecchio visto che Bret è uno dei pochi idoli che mi sono rimasti a non avermi mai ancora deluso. Non più di tanto, se non altro.
Quanto a Ford, da lui rimarrei deluso se cominciasse a dire delle cose furbe!
Il consiglio di Ford: Cannibal, facciamo una gita in un canyon, così posso dire che sei scivolato!
Paul Schrader non mi è mai dispiaciuto, come sceneggiatore così come regista. Eppure questo suo nuovo lavoro, accolto come una sorta di rivelazione dalla rivista cinematografica online più radical chic d'Italia - www.spietati.it - e soprattutto atteso dal mio rivale mi preoccupa non poco.
Sono sicuro che lo vedrò, ma starò ben attento a tenere in forma le bottiglie in caso di eventuale delusione.

"Finalmente è arrivato Ford! Inizia la festa!"
Venere in pelliccia di Roman Polanski


Il consiglio di Cannibal: meglio di un inguardabile Ford in pelliccia da tamarro alla Kid Rock
Nuovo film di Roman Polanski di cui non so molto e di cui non voglio nemmeno sapere troppo. Perché non mi interessa?
Tutt’altro, semmai perché mi incuriosisce e preferisco rimanga avvolto nel mistero fino a che lo vedrò. Le premesse in ogni caso sono piuttosto buone, considerando che Polanski a me sembra in buona forma registica, dopo l’ottimo L’uomo nell’ombra e il valido Carnage, che non era un capolavoro ma non era nemmeno malaccio come vi dirà quello sfordito di Ford.
Il consiglio di Ford: quest'inverno sto pensando di farmi una pelliccia di Goi. Roba da ultima moda.
Ho sempre avuto un'ottima opinione di Polanski, uno dei grandi Maestri del Vecchio Continente. Eppure, a seguito della visione di Carnage - forse il suo lavoro più sopravvalutato -, ho cominciato a nutrire gli stessi dubbi che mi attanagliarono dopo aver visto A dangerous method di Cronenberg: non è che il vecchio Roman mi si è rammollito come fosse un Cucciolo Eroico qualsiasi?
Spero proprio di no, e che questo film non mi costringa a dispensare colpi su colpi come fu per Cosmopolis del collega canadese.

"Hey Peppa, vestito da paggetto stai proprio bene!"
Il paradiso degli orchi di Nicholas Bary


Il consiglio di Cannibal: il paradiso dei Ford è l’inferno per i cannibali
Tratto da un romanzo di Daniel Pennac, questo film promette di confermarci l’ottimo periodo del cinema francese, che raramente delude. Da Il paradiso degli orchi mi aspetto allora grandi cose, un film surreale al livello del recente La schiuma dei giorni di Michel Gondry e magari anche meglio. In più c’è l’attrice del momento, la grande Bérénice Bejo che la prossima settimana vedremo anche in Il passato. Speriamo bene, che ci sono le premesse per un film bello radical-chic che potrebbe rivelarsi il paradiso dei cannibali e l’inferno dei ford.
Il consiglio di Ford: l'orco Ford contro il pusillanime Cannibal.
Di Pennac ho un ricordo molto vago risalente ai tempi del liceo e qualche spruzzata derivata dal nostro Stefano Benni, e poco più. Onestamente, ho sempre pensato che fosse sopravvalutato almeno quanto gli ultimi film di Polanski e Cronenberg, ma forse dovrei dargli una spolverata, prima di esserne davvero sicuro.
Questo film, comunque, mi puzza parecchio di roba da fighetti come il mio rivale, e credo che rimarrà al palo almeno quanto La schiuma dei giorni, che ancora giace in attesa di visione temendo un'insostenibile porcata finto essai.

"Finalmente sono riuscita a scattare una foto a Katniss Kid: quella se ne sta sempre rintanata nella sua cameretta a Casale!"
Stai lontana da me di Alessio Maria Federici


Il consiglio di Cannibal: Miss Ford, stai lontana da me
Commediola con Enrico Brignano (argh!) e Ambra Angiolini (doppio argh!!), stai lontana da me!!!
Il consiglio di Ford: stai lontana da me, commedia all'italiana!
Non sprecherò neppure una cattiveria all'indirizzo del mio antagonista per questo supposto film. Neanche una.

"Ecco quello che succede ad incontrare Ford e Cannibal nel giorno sbagliato."
L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi


Il consiglio di Cannibal: Ford, l’ultima ruota del carro dei blogger
Un titolo che è già tutto un programma, ma che questa settimana non è del tutto esatto. L’ultima ruota del carro è infatti Stai lontana da me, questa è solo la penultima ruota del carro. Considerando però che Elio Germano di solito se la cava bene e che il film nel suo attraversare vari decenni della storia recente italiana sembra un La meglio gioventù di serie B, e oggi come oggi un La meglio gioventù di serie B può anche essere preso per il meglio cinema nostrano, ci sono i presupposti perché non sia tanto male.
Andando però a vedere che la protagonista femminile è Alessandra “Cesarona” Mastronardi, già agghiacciante presenza del Woody Allen romanesco, questo potrebbe anche rivelarsi La peggio gioventù.
E Ford?
Beh, lui è La peggio terza età.
Il consiglio di Ford: l'ultima ruota del carro del Cinema. L'Italia.
Come se non bastasse la porcata di cui sopra, ecco l'ennesima proposta "troppo italiana" made in Italy.
Comincio a non ricordare più l'ultima volta in cui mi è parso che un film nostrano valesse l'attesa e l'hype per la sua uscita.
Se si continua così, finirò per essere più curioso delle sparate cannibali che delle produzioni tricolori.

"Facciamo un brindisi al ritiro dalle scene del Cannibale!"
Wolf Children di Mamoru Hosoda


Il consiglio di Cannibal: per tutti i cannibal children (e non solo)
In chiusura, segnalazione doverosa per tutti i fan degli anime (e non solo), nonostante il film non arrivi nel weekend ma sia stato programmato nelle sale italiane per una sola giornata, ieri mercoledì 13 novembre. Per chi se lo fosse perso nei cinema, credo che presto in rete ci sarà qualche modo per rimediare…
Wolf Children è il nuovo film di Mamoru Hosoda, regista dello spettacolare e divertentissimo Summer Wars nonché discepolo di Hayao Miyazaki, e rischia quindi di essere la pellicole d’animazione migliore dell’anno.
Speriamo di riuscire a vederlo. E speriamo di non vedere più Ford presente su questo blog.
Scherzo Ford, sei sempre il mio nemico preferito, dopo gente del calibro di Moccia e Brignano.
Il consiglio di Ford: il tempo dei lupi. Ovvero quello della distribuzione italiana.
E mentre impazzano vere e proprie merde prodotte dalle nostre parti, ecco che uno dei film d'animazione più importanti ed interessanti dell'anno viene relegato ad una sola giornata di programmazione.
Complimenti, ragazzi. Davvero.
Passando oltre, e sperando di avere tutti la possibilità di recuperare questo interessantissimo Wolf children grazie alla rete, azzardo nell'affermare che il lavoro di Hosoda potrebbe addirittura mettere d'accordo perfino il sottoscritto e Peppa Kid.
Una cosa davvero non da poco.

In esclusiva per i lettori di WhiteRussian, una foto del Cucciolo Eroico.

venerdì 18 maggio 2012

Last friday night

La trama (con parole mie): udite, udite, gente! Avvenimento più unico che raro, ci troviamo di fronte un fine settimana insolitamente ricco di proposte interessante e per i palati più disparati, tanto da non farmi sembrare troppo insopportabile neppure la presenza del mio acerrimo rivale Katniss Kid, con il quale mi trovo a condividere, per una volta, la maggior parte dei pareri.
La maggior parte, sia chiaro. Non la totalità. 
Quello sarebbe un evento più epocale dell'Apocalisse Maya che ci attende.
A questo punto non vi resta che scegliere una delle per una volte numerose proposte e ringraziare che, ogni tanto, anche la distribuzione italiana si svegli dal torpore, pur se in ritardo abissale!


"Bravo, Ford. Meno male che ci sei tu, a compensare gli squilibri del Cannibale."

Another Earth di Mike Cahill


Il consiglio di Cannibal: another cinema is possible, another Ford maybe not
Film raccomandato fortemente da Cannibal numero 1 della settimana, già tra i miei top movies del 2011, arriva con colpevole ritardo anche da noi. Un ritardo, quello italiano, che non sorprende più. Proprio come quello di Ford nei miei confronti.
si va a inserire nel filone della fantascienza “umanista” che ci sta regalando un sacco di perle notevoli negli ultimi tempi, quella in cui si prediligono le idee e i personaggi, piuttosto che gli effettoni speciali tanto amati dai bambinoni come Ford Disney. Se volete una pellicola sci-fi davvero originale, non perdetevelo. Se invece vi piacciono le americanate boiate, fate un giro dalle parti di WhiteRussian, oppure aspettate la settimana prossima che tornano gli insopportabili ford in black.
Il consiglio di Ford: another Earth, without Cannibals!
Questo film, consigliatissimo ovunque, ancora mi manca, ma direi che le premesse sono molto buone e che, a questo punto, approfitterò di una settimana per una volta non scialba nelle nostre sale per
recuperarlo. Da un lato vorrei davvero fosse una cosa interessante come District 9 o Monsters, dall'altro non mi dispiacerebbe trovare qualcosa da bottigliare giusto per irritare la piccola Katniss durante i suoi
giochini per bambini.
In un caso o nell'altro, si tratta di un titolo da non perdere.

"Ho provato a leggere nella mente del Cannibale, ma nulla: non ho trovato assolutamente nulla."
Margin Call di J.C. Chandor


Il consiglio di Cannibal: Margin Ford
Film raccomandato fortemente da Cannibal numero 2 della settimana, pure questo tra i miei preferiti del 2011 e pure questo importato a distanza di mesi pure in Italia.
Margin Call (http://pensiericannibali.blogspot.it/2011/12/crisi-economica-ora-saprete-chi.html) è il film perfetto per capire la merdosa situazione economica in cui ci troviamo ora e sapere di chi è la colpa. Di Ford? Almeno in questo caso no…
Al di là del discorso economico, che rende questa pellicola attuale come poche altre, Margin Call è un viaggio tutto in una notte cinematograficamente densissimo.
Da non perdere. Fidatevi.
Ford? Quello è meglio perderlo che trovarlo. Fidatevi pure in questo caso.
Il consiglio di Ford: Cannibal calls? Io non rispondo di certo!
Film numero uno della settimana per il vecchio Ford - trovate qui il post dedicatogli:
http://whiterussiancinema.blogspot.it/2012/01/margin-call.html -, che nonostante le sue scarse affinità con il mondo della finanza trovò ai tempi il lavoro di Chandor strepitoso sia in fase di scrittura che di tensione, un bell'incontro tra Wall Street, Americani e un thriller quasi psicologico.
Purtroppo questo notevole esordio non è uscito vincitore dalla notte degli Oscar, e arriva come al solito in ritardo qui da noi, ma non lamentiamoci troppo: avercene, di uscite così. E come se fosse necessario, quando un film mette d'accordo anche i due antagonisti per antonomasia della blogosfera, significa che dovete correre a vederlo!

"Lo sapevo che non dovevo leggere Pensieri Cannibali al lavoro: licenziato con giusta causa!"
Damsel in Distress di Whit Stillman


Il consiglio di Cannibal: Ford in distress
Già presentato all’ultimo Festival di Venezia, fortemente voluto dall’ormai ex direttore yogurt Mullen, è la nuova pellicola del regista di super culto Whit Stillman, autore di quel gioiello assoluto che risponde al nome di The Last Days of Disco e ora a 13 anni di distanza di rientro con una nuova promettente pellicola. Roba per palati fini, un cinema indie prelibato che non viene servito alla tavola fordiana.
Per lui tanto sul pavimento c’è la ciotola con il suo nome inciso sopra eheheh.
Il consiglio di Ford: lo stress fordiano? Sopportare il Cannibale!
Un film che, rispetto al resto delle uscite di un weekend insolitamente molto interessante, non mi dice fondamentalmente nulla, un pò come The last days of disco culto cannibalesco e qui al saloon mai pervenuto. Staremo a vedere: se mi avanza del tempo per qualche bottigliata, una frollata allo yogurt Muller e alla nostra amichetta Katniss la do sempre volentieri.
E ai loro film anche di più.

"Cosa ne dici del Cannibale?" "No,  troppo teen! Molto meglio quel gran figo di Ford!"
Quella casa nel bosco di Drew Goddard


Il consiglio di Cannibal: entrate in quel cinema nel bosco
Film che si preannuncia tra le figate horror dell’anno, di Quella casa nel bosco si sta già parlando parecchio bene in rete. Il regista Goddard sembra promettere molto bene già a partire dal cognome, mentre a co-firmare la sceneggiatura c’è il paparino di Buffy e del film The Avengers, ma soprattutto di Buffy, Joss Whedon.
Una casa nel bosco in cui avventurarsi volentieri. A patto che sul citofono non compaia il nome di Ford. In quel caso, datevela a gambe!
Il consiglio di Ford: entrate in quella casa, ma senza il Cannibale!
Film che ho già visto e che a breve recensirò, e posso dire questo: ficata dell'horror - e non solo - dell'anno.
Intelligente, ironico, scritto benissimo da Whedon e Goddard, un omaggio e non il solito festival delle citazioni. Si potrebbe dire tantissimo, ma il bello è gustarselo lasciandolo carburare come un diesel, da un inizio che sa di già visto ad un finale strepitoso. Aspetto solo di leggere cosa ne dirà quello sciagurato del Cucciolo Eroico. Che si impegnerà, ovviamente, a darmi contro a tutti i costi anche rispetto a qualcosa che, finalmente, potrebbe metterci d'accordo in questo campo.

Ed ecco un'immagine esclusiva della stanza comunicante di Ford - a destra, maglione a righe - e Cannibale - a sinistra, vestito da gita al lago -.
La fredda luce del giorno di Mabrouk El Mechri



Il consiglio di Cannibal: Bruce, sarà ora di far uscire un bel film alla luce del giorno?
Ultimamente il buon vecchio Bruce Willis non è sempre garanzia di qualità. Tutt’altro, purtroppo. Però questo si preannuncia come un thillerino probabilmente non imprescindibile, ma almeno guardabile. Si spera. Anche se, condividendo questa rubrica con Ford, ho imparato a non essere troppo fiducioso e la speranza nella razza umana in genere l’ho ormai quasi persa del tutto, uahahaha!
Il consiglio di Ford: la fredda luce della cameretta del Coniglione. Bruce, aiutalo tu perchè ha paura del buio!
Un film che dice molto, molto poco e sa di mezza sòla, soprattutto alla luce del fatto che quest'anno Bruce Willis ha già il suo apice, ed è uno dei film più attesi in assoluto in casa Ford: Expendables 2. Il resto, dunque, è ben poco importante, un pò come i vaneggiamenti del mio antagonista ogni volta che mi tocca sopportarlo per una rubrica o una Blog War. Certo, sarebbe interessante pagare al Coniglione una bella settimana di full immersion di addestramento action con Mr. Die Hard. E molto, molto divertente.

"Cannibale, la prima prova del nostro percorso di sopravvivenza è una bella cenetta a lume di candela: solo io e te."
Il pescatore di sogni di Lasse Hallström


Il consiglio di Cannibal: sogni d’oro
Lasse Hallstrom è uno di quei registi super classici e super tradizionali, roba che uno come Ford al suo confronto appare quasi un tipo ganzo e all’avanguardia.
Bah, forse…
Questa favoletta non promette molto bene, però c’è pur sempre un Ewan McGregor che di recente è tornato a infilare una discreta serie positiva di film. Questa pellicola interromperà la catena, così come i commenti animaleschi di Ford interrompono malamente la grazia e la poesia delle leggiadre parole cannibali?
Il consiglio di Ford: questa settimana si pescano molti ottimi film, questo lo lascio negli abissi.
Nonostante Ewan McGregor sia da sempre considerato un fordiano onorario e mi abbia stupito più di una volta in passato, questo film ed il suo regista mi paiono la tipica proposta insulsa da sala da the per vecchie finte alternative dai gusti anche più discutibili rispetto a quelli del mio rivale per eccellenza.
Così prendo tutto il pacchetto, lo infiocchetto per bene con la poesia delle leggiadre parole cannibali, e lo getto nel cassonetto differenziato per il frutto del peccato senza colpo ferire.

"Il Cannibale mi ha dato buca per cenare con Bruce Willis: questo mi rende molto perplesso."
Roman Polanski: A Film Memoir di Laurent Bouzereau


Il consiglio di Cannibal: meglio di una Ford Memoir, ma comunque evitabile
Polanski è un nome di sicuro interesse, sia per i suoi film che ancor di più per la sua vita privata. Un docu-film su di lui ci può stare, però questo sembra solo un semplice faccia a faccia con il regista.
Più interessante di un’intervista a Mr. Ford, certo, però mi sa comunque di notevole palla…
Il consiglio di Ford: a quando le memorie del Cannibale?
Probabilmente mai, dato che sarebbero un lungo monologo di un teenager vestito da coniglio chiuso in camera davanti al pc dalla mattina alla sera! Ahahahahahahah!
Scherzi - ? - a parte, nonostante l'opinione altissima che ho sempre avuto per Polanski regista e quella un pò più bassa per il Polanski uomo non sono particolarmente interessato a questa docu-intervista.
Specie in una settimana in cui, per una volta, le uscite interessanti non mancano affatto.

"Bruce, non darne troppe al Cannibale, altrimenti ti denuncia e finisci in fuga come me!"
A morte! di Gianluca Sulis


Il consiglio di Cannibal: a morte chi? No, non lo dico neanche, troppo scontato!
Ford, per questa settimana pensavi di aver scampato alla pena di morte cinematografica, ovvero al puntuale film italiano?
Anch’io, ma purtroppo non è così.
Questo è un film che fin dal trailer si preannuncia mortale. A questo punto preferisco quasi quasi una maratona cinematografica proposta dal mio rivale.
Ma va là che sto scherzando!
Il consiglio di Ford: mi pareva strano di aver respirato così tanto Cinema, questa settimana!
Ed eccoci qui. Anche questa settimana il Cinema italiano di scarsa qualità non vuole saperne di lasciarci in pace, godendo delle uscite finalmente ottime, e deve metterci lo zampino con una pellicola che pare orripilante fin dai primi secondi del trailer.
Un film che pare talmente brutto che non lo augurerei neppure al Cannibale.
E questo dice tutto!

"Siamo quasi pronti per la maratona cinefila, Cannibale. Preparati!"
 
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