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martedì 26 novembre 2013

Wolf children

Regia: Mamoru Hosoda
Origine: Giappone
Anno: 2012
Durata: 117'




La trama (con parole mie): Hana è una studentessa universitaria, e nel corso di una delle lezioni che frequenta conosce un misterioso ragazzo che si rivela essere uno studente "abusivo". Stretto un legame con il giovane, Hana si innamorerà - ricambiata - di lui, scoprendo la natura di lupo mannaro di quest'ultimo: i licantropi, più simili agli animali che non ai mostri dei racconti, sono in via d'estinzione, e quando Hana rimane incinta prima di Yuki e dunque di Ame, scopre cosa significhi essere la madre di due piccoli bambini lupo.
Proprio quando tutto pare andare a gonfie vele nella famiglia, però, i piccoli restano orfani del padre, morto mentre cercava di procacciare il cibo per i suoi cari: Hana, spaventata dalla città e dai suoi rischi e fermamente convinta a tenere nascosta la vera natura dei suoi figli, decide di andare a vivere in montagna, proprio negli stessi luoghi in cui il suo compagno era cresciuto.
Inizia così il percorso di crescita dell'esuberante primogenita e dell'introverso secondo.







In pochi, considerando il panorama del Cinema d'animazione - e del Cinema in generale, a ben guardare -, sono riusciti negli ultimi trent'anni della sua storia a mantenere un equilibrio pressochè perfetto tra semplicità ed emozione, riuscendo a parlare a qualsiasi età e latitudine: uno di questi pochi è senza dubbio Hayao Miyazaki, indiscusso Maestro riconosciuto anche da grandissimi come Kurosawa - che, ricorderò sempre, in una delle sue ultime interviste aveva affermato quanto potesse essere riduttivo per il papà di Totoro essere associato a lui -.
Proprio a Totoro e alla sua magia è legato l'ultimo, splendido lavoro di Mamoru Hosoda, già autore di opere decisamente interessanti come La ragazza che saltava nel tempo e Summer Wars, giunto senza dubbio alla sua piena maturità come autore proprio con questo Wolf children: la storia di Hana e dei suoi figli Yuki e Ame è infatti resa unica dalla stessa magia che ha toccato molte delle creazioni del già citato Miyazaki e di meraviglie come Up, nonchè da una sceneggiatura a dir poco splendida in grado di raccontare i dolori e le gioie che si vivono da compagni, genitori e figli con una sensibilità da brividi.
Così, alla storia d'amore che vede la protagonista abbracciare l'unicità del suo partner, in grado di rendere leggera ed estatica la prima parte, succede il caos delle difficoltà di una madre single e costretta a fare fronte all'eredità che i figli hanno ricevuto dal padre, e dalla bucolica poesia del trasferimento lontani dalla città dei protagonisti il pubblico finisce per essere travolto dall'ultima parte della pellicola, che diviene una sorta di formazione per Yuki e Ame, pronti a crescere ed affrontare la loro esistenza.
E se il personaggio di Hana è straordinario - una madre fiera, combattiva, sempre pronta a sorridere di fronte alla vita e allo stesso tempo mai sopra le righe, o prevaricatrice - i due giovani licantropi non sono da meno, in grado di travolgere l'audience grazie alla loro energia tanto quanto alla fragilità: in questo senso, Hosoda regala momenti di poesia pura come la prima nevicata in montagna, e riesce a mantenere una tensione costante pur raccontando, di fatto, la quotidianità di una vita da famiglia - pur se legata a caratteristiche "particolari" -.
Dal viaggio verso le montagne ai diversi caratteri di Yuki e Ame, dal loro rapporto con la scuola - altra sequenza meravigliosa lo scorrere degli anni raccontato attraverso il corridoio che separa le classi dei due bambini - a quello con la Natura, dal progressivo inserimento di Hana nella sparuta comunità locale - da applausi il vecchio contadino in pieno stile Walt Kowalski - ai sentieri differenti presi dai suoi pargoli, tutto ha il sapore della sincerità, di una realtà filtrata attraverso la forza d'animo che permette ai personaggi di continuare ad andare avanti nel loro cammino, sempre e comunque.
E se l'evoluzione caratteriale di Yuki e Ame che porta fratello e sorella ad una sorta di scambio avvenuto con la crescita, dalla Natura alla civiltà e viceversa, i tormenti dell'adolescenza e la passione e la lotta di un genitore sono portati sullo schermo con la stessa forza - se non maggiore - dei grandi eventi, perchè in realtà ogni piccolo cambiamento del quotidiano e attorno ad un focolare domestico è, a tutti gli effetti, parte della categoria.
E dunque ci si aspetta di tutto, guardando Wolf children.
Un dramma, una catastrofe, una caccia al diverso, qualcosa che sconvolga il mondo di Hana, Yuki e Ame come se ci trovassimo all'interno di un film fantasy, sempre pronti affinchè quel qualcosa accada: ma, come nel corso della visione è stata bravissima a sottolineare Julez, quello che accade è semplicemente la vita.
E dunque si cresce, si cade, si impara, si cambia, si ama, si piange, si ride.
E ad ogni tempesta, si finisce per allargare le spalle ed affrontare quello che ci aspetta, ritagliandoci un ruolo che possa essere importante per noi e chi amiamo.
Non sarà facile, o quello che ci aspettiamo. 
Eppure, quando vedremo i nostri figli crescere e muovere i loro primi passi nel mondo, tutto avrà avuto un senso.
Ogni caduta, ogni lacrima, ogni perdita.
E soprattutto ogni sorriso.


MrFord


"Oh the mother and child reunion
is only a motion away
oh the mother and child reunion
is only a moment away."
Paul Simon - "Mother and child reunion" - 



giovedì 14 novembre 2013

Thursday's child


La trama (con parole mie): alle spalle una settimana con uscite finalmente interessanti, torniamo alla quasi normalità con un weekend che non si prospetta come uno dei peggiori mai passati da questa rubrica ma senza dubbio lontano dai livelli di quello appena trascorso.
Chi, invece, continua a mantenersi molto in basso - parlando di livelli - è quel pusillanime del mio antagonista Cannibal Kid, che anche nei periodi di relativa tranquillità tra una Blog War e l'altra come questo riesce fastidiosamente come suo solito ad infestare questo appuntamento.

"Ma quando arriva Ford!? Qui da sola a leggere Pensieri cannibali mi sto annoiando da morire!"
Jobs di Joshua Michael Stern


Il consiglio di Cannibal: Jobs, grazie per non aver mai inventato l’iPhord
Quando si parla di un grande personaggio, uno di quelli che hanno cambiato la storia recente, c’è sempre grande interesse.
No, non sto parlando di me. Sto parlando di Steve Jobs e dell’atteso film dedicato alla sua vita.
Com’è? Come non è?
Io l’ho già visto, ma non ve lo dico. Bisogna creare la suspance, come sapeva fare nelle sue presentazioni Jobs, un innovatore al contrario di Ford che è un conservatore. C’è una cosa però ad accomunarli: entrambi possono essere considerati dei visionari. Steve Jobs per le sue invenzioni rivoluzionarie, Ford perché ha delle visioni di gente travestita in modo ridicola che se le dà di santa ragione.
Ah, dite che quella non è una visione, ma un vero sport che si chiama wrestling?
Sarà, in ogni caso la recensione cannibale di Jobs arriverà a breve sui vostri Macintosh. E pure sui vostri PC.
Il consiglio di Ford: meglio un Apple oggi che un Cannibale domani!
Nonostante sia un possessore di Mac e Ipod, non sono mai stato uno di quei pazzi maniaci modaioli totalmente schiavi del marchio Apple, così come non ho mai avuto un particolare coinvolgimento emotivo rispetto alla vita e alle innovazioni di Steve Jobs, per quanto ne possa riconoscere l'importanza per il settore tecnologico ed il suo progresso.
Il film ispirato alla sua vita, dal canto suo, mi ispira meno di una sua possibile recensione cannibalesca a partire dal protagonista, Ashton Kutcher, che non ho mai potuto vedere.
Non credo sarà in cima alla mia lista, ma prima o poi, per dovere di recensore, penso mi toccherà. Un po’ come mi tocca Peppa Kid come co-conduttore di questa rubrica ogni settimana.

"Ora sì che il computer di Ford funzionerà alla grande, l'abbiamo aggiornato con gli ultimi software disponibili!"
The Canyons di Paul Schrader


Il consiglio di Cannibal: Ford, gettati in un canyon!
Un film scritto da Bret Easton Ellis con protagonista Lindsay Lohan?
Ma questa è la versione cannibale dell’accoppiata Stallone + Schwarzy tanto amata da Ford.
The Canyons è stato disprezzato dalla critica americana e veneziana e so che probabilmente si rivelerà una roba davvero trash. Spero però che sia almeno talmente trash da raggiungere il sublime, anche se temo non sarà così. Questa è una pellicola quindi che mi preoccupa parecchio visto che Bret è uno dei pochi idoli che mi sono rimasti a non avermi mai ancora deluso. Non più di tanto, se non altro.
Quanto a Ford, da lui rimarrei deluso se cominciasse a dire delle cose furbe!
Il consiglio di Ford: Cannibal, facciamo una gita in un canyon, così posso dire che sei scivolato!
Paul Schrader non mi è mai dispiaciuto, come sceneggiatore così come regista. Eppure questo suo nuovo lavoro, accolto come una sorta di rivelazione dalla rivista cinematografica online più radical chic d'Italia - www.spietati.it - e soprattutto atteso dal mio rivale mi preoccupa non poco.
Sono sicuro che lo vedrò, ma starò ben attento a tenere in forma le bottiglie in caso di eventuale delusione.

"Finalmente è arrivato Ford! Inizia la festa!"
Venere in pelliccia di Roman Polanski


Il consiglio di Cannibal: meglio di un inguardabile Ford in pelliccia da tamarro alla Kid Rock
Nuovo film di Roman Polanski di cui non so molto e di cui non voglio nemmeno sapere troppo. Perché non mi interessa?
Tutt’altro, semmai perché mi incuriosisce e preferisco rimanga avvolto nel mistero fino a che lo vedrò. Le premesse in ogni caso sono piuttosto buone, considerando che Polanski a me sembra in buona forma registica, dopo l’ottimo L’uomo nell’ombra e il valido Carnage, che non era un capolavoro ma non era nemmeno malaccio come vi dirà quello sfordito di Ford.
Il consiglio di Ford: quest'inverno sto pensando di farmi una pelliccia di Goi. Roba da ultima moda.
Ho sempre avuto un'ottima opinione di Polanski, uno dei grandi Maestri del Vecchio Continente. Eppure, a seguito della visione di Carnage - forse il suo lavoro più sopravvalutato -, ho cominciato a nutrire gli stessi dubbi che mi attanagliarono dopo aver visto A dangerous method di Cronenberg: non è che il vecchio Roman mi si è rammollito come fosse un Cucciolo Eroico qualsiasi?
Spero proprio di no, e che questo film non mi costringa a dispensare colpi su colpi come fu per Cosmopolis del collega canadese.

"Hey Peppa, vestito da paggetto stai proprio bene!"
Il paradiso degli orchi di Nicholas Bary


Il consiglio di Cannibal: il paradiso dei Ford è l’inferno per i cannibali
Tratto da un romanzo di Daniel Pennac, questo film promette di confermarci l’ottimo periodo del cinema francese, che raramente delude. Da Il paradiso degli orchi mi aspetto allora grandi cose, un film surreale al livello del recente La schiuma dei giorni di Michel Gondry e magari anche meglio. In più c’è l’attrice del momento, la grande Bérénice Bejo che la prossima settimana vedremo anche in Il passato. Speriamo bene, che ci sono le premesse per un film bello radical-chic che potrebbe rivelarsi il paradiso dei cannibali e l’inferno dei ford.
Il consiglio di Ford: l'orco Ford contro il pusillanime Cannibal.
Di Pennac ho un ricordo molto vago risalente ai tempi del liceo e qualche spruzzata derivata dal nostro Stefano Benni, e poco più. Onestamente, ho sempre pensato che fosse sopravvalutato almeno quanto gli ultimi film di Polanski e Cronenberg, ma forse dovrei dargli una spolverata, prima di esserne davvero sicuro.
Questo film, comunque, mi puzza parecchio di roba da fighetti come il mio rivale, e credo che rimarrà al palo almeno quanto La schiuma dei giorni, che ancora giace in attesa di visione temendo un'insostenibile porcata finto essai.

"Finalmente sono riuscita a scattare una foto a Katniss Kid: quella se ne sta sempre rintanata nella sua cameretta a Casale!"
Stai lontana da me di Alessio Maria Federici


Il consiglio di Cannibal: Miss Ford, stai lontana da me
Commediola con Enrico Brignano (argh!) e Ambra Angiolini (doppio argh!!), stai lontana da me!!!
Il consiglio di Ford: stai lontana da me, commedia all'italiana!
Non sprecherò neppure una cattiveria all'indirizzo del mio antagonista per questo supposto film. Neanche una.

"Ecco quello che succede ad incontrare Ford e Cannibal nel giorno sbagliato."
L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi


Il consiglio di Cannibal: Ford, l’ultima ruota del carro dei blogger
Un titolo che è già tutto un programma, ma che questa settimana non è del tutto esatto. L’ultima ruota del carro è infatti Stai lontana da me, questa è solo la penultima ruota del carro. Considerando però che Elio Germano di solito se la cava bene e che il film nel suo attraversare vari decenni della storia recente italiana sembra un La meglio gioventù di serie B, e oggi come oggi un La meglio gioventù di serie B può anche essere preso per il meglio cinema nostrano, ci sono i presupposti perché non sia tanto male.
Andando però a vedere che la protagonista femminile è Alessandra “Cesarona” Mastronardi, già agghiacciante presenza del Woody Allen romanesco, questo potrebbe anche rivelarsi La peggio gioventù.
E Ford?
Beh, lui è La peggio terza età.
Il consiglio di Ford: l'ultima ruota del carro del Cinema. L'Italia.
Come se non bastasse la porcata di cui sopra, ecco l'ennesima proposta "troppo italiana" made in Italy.
Comincio a non ricordare più l'ultima volta in cui mi è parso che un film nostrano valesse l'attesa e l'hype per la sua uscita.
Se si continua così, finirò per essere più curioso delle sparate cannibali che delle produzioni tricolori.

"Facciamo un brindisi al ritiro dalle scene del Cannibale!"
Wolf Children di Mamoru Hosoda


Il consiglio di Cannibal: per tutti i cannibal children (e non solo)
In chiusura, segnalazione doverosa per tutti i fan degli anime (e non solo), nonostante il film non arrivi nel weekend ma sia stato programmato nelle sale italiane per una sola giornata, ieri mercoledì 13 novembre. Per chi se lo fosse perso nei cinema, credo che presto in rete ci sarà qualche modo per rimediare…
Wolf Children è il nuovo film di Mamoru Hosoda, regista dello spettacolare e divertentissimo Summer Wars nonché discepolo di Hayao Miyazaki, e rischia quindi di essere la pellicole d’animazione migliore dell’anno.
Speriamo di riuscire a vederlo. E speriamo di non vedere più Ford presente su questo blog.
Scherzo Ford, sei sempre il mio nemico preferito, dopo gente del calibro di Moccia e Brignano.
Il consiglio di Ford: il tempo dei lupi. Ovvero quello della distribuzione italiana.
E mentre impazzano vere e proprie merde prodotte dalle nostre parti, ecco che uno dei film d'animazione più importanti ed interessanti dell'anno viene relegato ad una sola giornata di programmazione.
Complimenti, ragazzi. Davvero.
Passando oltre, e sperando di avere tutti la possibilità di recuperare questo interessantissimo Wolf children grazie alla rete, azzardo nell'affermare che il lavoro di Hosoda potrebbe addirittura mettere d'accordo perfino il sottoscritto e Peppa Kid.
Una cosa davvero non da poco.

In esclusiva per i lettori di WhiteRussian, una foto del Cucciolo Eroico.

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