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mercoledì 2 dicembre 2015

The Hunger Games: il canto della rivolta - Parte 2

Regia: Francis Lawrence
Origine: USA, Germania
Anno: 2015
Durata: 137'






La trama (con parole mie): Katniss Everdeen, eroina della rivolta su Panem, si è appena ripresa dallo scontro che ha riportato alla normalità il suo ex compagno di lotta e di vita Peeta, quando scopre il piano dei capi della Resistenza volti a sferrare l'attacco decisivo a Capitol City dopo aver tagliato i rifornimenti di armi all'esercito del leader Snow custoditi nel Secondo Distretto del paese.
Dunque, mentre il fronte principale si muove attraverso le vie devastate della capitale di Panem, Katniss ed un manipolo di soldati selezionati si muovono nell'ombra in modo da raggiungere proprio il Presidente per eliminarlo: il viaggio attraverso la città si rivelerà, però, più difficile ed insidioso del previsto, e perso un compagno dopo l'altro, Katniss finirà per trovarsi da sola all'appuntamento con la vendetta e la conclusione della rivolta.
I piani, però, della leader dei ribelli Alma Coin, si riveleranno più complessi del previsto, e per la Ghiandaia Imitatrice potrebbe non essere finito il momento della rivolta.








Prima di salutare una delle saghe teen più amate degli ultimi anni - anche se, onestamente, ancora non ne ho compreso davvero il motivo -, occorre che precisi due cose: devo dare atto ad Hunger Games di aver, a conti fatti, incrementato la sua qualità con il passare degli episodi, quasi sorprendendomi rispetto al risultato di quest'ultimo doppio capitolo conclusivo rispetto all'agghiacciante e pessimo primo; appurato questo, apro una delle bottiglie migliori e mi auguro che, almeno per qualche stagione, archiviati Twilight e la storia di Katniss Everdeen, nessun'altro prodotto teen di questo calibro invada come un virus le sale cinematografiche.
Il lavoro di Francis Lawrence, comunque, non si chiude nel peggiore dei modi, confezionando forse quello che è il capitolo più "adulto" delle vicende della Ghiandaia Imitatrice, pronta a fronteggiare, più che la guerra, i suoi più sordidi risvolti politici ed i contraccolpi personali che la stessa porterà, soprattutto rispetto al rapporto con il potere costituito - dunque il Presidente Snow - e quello che aspira a sostituirlo - la leader dei ribelli Alma "Insert" Coin -: peccato che, a conti fatti, nonostante le chiare ispirazioni fornite al regista dalla trilogia de Il signore degli anelli e Aliens - Scontro finale ed il desiderio di rendere Hunger Games come una sorta di nuovo cult giovanile neanche fossimo ancora negli anni ottanta, tutto resti decisamente scialbo, senz'anima ed assolutamente, inesorabilmente vittima di un eccessivo minutaggio - difetto che aveva già colpito i comunque più interessanti di questo capitoli finali di Harry Potter -.
Nonostante un cast di prim'ordine, inoltre - Jennifer Lawrence, che fa sempre la sua porchissima figura, Woody Harrelson, il compianto Philip Seymour Hoffman, Julianne Moore, Donald Sutherland -, i personaggi risultano esilini o stantii, dalla sempre più inutile coppia di protagonisti - Katniss è irritante quasi ai livelli della Sookie di True Blood, Peeta uno dei charachters più inutili della Storia del Cinema - ai comprimari mandati al massacro proprio per guardare le spalle della main charachter - roba che, se fosse applicabile il metacinema, e fossi stato parte della squadra di Katniss pronta a partire per detronizzare Snow, avrei disertato senza neppure pensarci -.
Gli unici riferimenti interessanti sono dati dalle eminenze grigie della politica, Snow e Coin, pronti a dare spessore ad un film che pare un ibrido - sempre per utilizzare un linguaggio che ricordi Panem - senza identità precisa, pronto a mostrare il valore in termini di sfruttamento di mezzi ma non l'anima che dovrebbe dare colore a questo tipo di prodotti per renderli davvero memorabili, e destinati a diventare i cult di una generazione: non il peggio, comunque, che si possa immaginare quando si approcciano cose di questo tipo - Maze runner, tanto per citarne uno, risulta assolutamente meno interessante -, ma troppo lontano dall'intrattenimento puro per divertire ed avvincere e troppo prevedibile e di grana grossa per rappresentare un tentativo di esportare l'autorialità nel Cinema mainstream.
Per quanto mi riguarda, sono ben contento di aver affrontato ed essere sopravvissuto agli Hunger Games.
In fondo, qualche cicatrice in più fa sempre figo, e di fatto mi vaccina da un certo tipo di prodotti dal valore indiscutibilmente più basso di quello che viene pubblicizzato.
Quello da cui non c'è cura, oltre al Potere, è il Cinema da poco.
Speriamo solo che almeno una di queste due cose, un giorno, possa essere vinta da una ribellione con le palle grandi al punto giusto.
E regalare al pubblico film davvero memorabili.




MrFord




"There would be a riot
breakin' of my heart, I'd try to fight it
I could go out every night but I'd be lyin'
if I said I could live and breathe
without you."
Rascal Flatts - "Riot" - 






lunedì 12 gennaio 2015

La spia - A most wanted man

Regia: Anton Corbijn
Origine: UK, USA, Germania
Anno: 2014
Durata:
122'




La trama (con parole mie): Issa Karpov, giovane esule ceceno musulmano giunto ad Amburgo clandestinamente, si trova al centro di un complicato intrigo spionistico legato a doppio filo alla sua ingombrante figura paterna, un ex signore della guerra, ed alla lotta al Terrore operata dalle principali agenzie americane. Quando la questione riguardante la fortuna nascosta del genitore di Issa porta quest'ultimo ad essere conteso tra i servizi segreti tedeschi e statunitensi ed una giovane avvocatessa diviene, di fatto, la sua unica speranza in termini non solo di asilo politico, ma anche umani, l'affare si complica.
Toccherà a Gunther Bachmann cercare di concludere l'operazione senza compromettere nessuno dei partecipanti alla stessa.






Personalmente, e considerati i miei gusti quasi per Natura "datati" - come giustamente converrà anche il mio antagonista Cannibal Kid -, ho sempre adorato il film di spionaggio nell'accezione "anni settanta" del termine, con quel gusto per l'attesa a fungere da motore più ancora di quanto possa fare l'azione stessa: dai mitici Il giorno dello sciacallo e Tutti gli uomini del Presidente fino ai più recenti Munich e Homeland, fatta eccezione per l'abulico La talpa - diretto dal del resto da queste parti considerato sopravvalutatissimo Tomas Alfredson - si può dire che, quando si nuota in questo burrascoso ma apparentemente quieto mare, al Saloon si ha una più che discreta garanzia di successo.
Questo La spia - A most wanted man, uscito ormai da qualche mese in sala spinto principalmente dalla presenza - l'ultima, in termini di realizzazione della pellicola - del compianto Philip Seymour Hoffman, e diretto da Anton Corbijn, già apprezzato quantomeno per la tecnica con il discreto Control ed in seguito massacrato per il terribile The american - che, almeno sulla carta, finiva per esplorare territori associabili a quelli portati sullo schermo da questo film, salvo naufragare clamorosamente nel trash involontario - può considerarsi una delle missioni portate a termine con successo dal genere spionistico.
Fotografato - e narrato - con un piglio apparentemente algido e distaccato ed al contempo poggiato sulle spalle di una sceneggiatura che, dietro i fiumi di parole e gli intrighi, finisce per essere al contrario molto appassionata - così come l'interpretazione del già citato Seymour Hoffman, che seppure non in mostra come fu con The Master regala un'altra grande perla agli amanti della settima arte -, A most wanted man - nuova conferma dell'incapacità dei responsabili agli adattamenti italiani - accompagna l'audience sfruttando la curiosità e la tensione rendendo le due ore piene di visione assolutamente godibili e per nulla rese indigeste da quella che, di fatto, è una battaglia combattuta tutta lontana dal campo - fatta eccezione per la splendida sequenza conclusiva -, senza risparmiare critiche alle dinamiche legate alla politica ed alle lotte di potere, trovando un setting interessante e fondamentalmente sconosciuto al grande pubblico - Amburgo, città portuale e pulsante, nonostante la maggior parte delle riprese siano state realizzate a Berlino - e ricordando a chi ne ha amato i momenti di sospensione le prime due stagioni dell'anche in questo caso già citata Homeland.
Ed è proprio la sospensione, il cardine di un lavoro come questo: l'incertezza pronta a regnare sempre e comunque, un filo che può spezzarsi da un momento all'altro, cambiando gli equilibri di una partita in corso da ore in assoluta parità: il charachter di Gunther Bachmann, malinconico e dipinto a mezze tinte, è il simbolo perfetto di una storia che non ha e non può pensare di avere lieti fini, la cronaca di amori solo sognati e legami tra padri e figli che esplodono nel momento in cui la politica non ha la possibilità di fare lo stesso rispetto ai conflitti tra Paesi, etnie, leader più o meno ambiziosi.
Issa Karpov, simbolo di ogni speranza destinata a spegnersi, è anche, in una certa misura, un'ammissione di colpa ed un tentativo di mostrare quantomeno alcuni degli scheletri nell'armadio della Vecchia Europa di fronte agli altrettanto sporchi ma decisamente più capaci di ignorarli States: ed il ricatto, la manipolazione, la menzogna tipici di questo tipo di prodotti diventano una cornice che, più che confondere il pubblico, o spingere in direzione di domande che possano fornire una qualche risposta, quasi affascina e stimola interrogativi che possano far indagare rispetto a quanto a fondo, come esseri umani, siamo disposti ad addentrarci nel lato oscuro, per poter mettere le mani su quello che ci interessa stringere.
Il problema principale si presenta, poi, quando alla fine della lotta finiamo per ritrovarle vuote.



MrFord



"Wanted man in California,
wanted man in Buffalo
wanted man in Kansas City,
wanted man in Ohio
wanted man in Mississippi,
wanted man in ol' Cheyenne."
Johnny Cash - "Wanted man" -




lunedì 15 dicembre 2014

Hunger Games: Il canto della rivolta parte I

Regia: Francis Lawrence
Origine: USA
Anno:
2014
Durata: 123'





La trama (con parole mie): Katniss, scardinate tutte le regole degli Hunger Games, si ritrova protetta dai Ribelli da anni in attesa di un simbolo per la loro lotta contro Capitol City, separata dall'amato Peeta, rimasto in mano al Potere. E mentre la guerra militare e mediatica tra le due fazioni cresce d'intensità, l'intento della giovane pare essere soltanto quello di mettere in salvo le persone che ama e vivere una vita normale.
Come riuscirà Katniss a far coesistere le idee della rivolta con i sentimenti?
E come evolveranno i rapporti tra lei stessa ed i rappresentanti al comando dei due poli del mondo, il Presidente Snow e la Presidentessa Coin?
La battaglia per gli equilibri del mondo ha inizio, e le probabilità dei due vincitori degli ultimi Hunger Games completati di tornare ad essere uno accanto all'altra appaiono sempre più esigue.








Purtroppo per il sottoscritto, e per fortuna del mio antagonista Cannibal Kid, i film teen, passato il periodo d'oro degli anni ottanta, hanno finito per subire un'involuzione quasi ai livelli di quella delle pellicole horror, culminata con il trionfo della saga di Twilight e l'apertura cinematografica a qualsiasi adattamento di serie per così dire letterarie di successo indirizzate agli adolescenti.
Hunger Games è un degno rappresentante di quest'ultima categoria: dopo un primo capitolo inutile ed un secondo imbarazzante - salvabili soltanto per la presenza della sempre notevole Jennifer Lawrence -, mi aspettavo il più classico dei massacri con la prima parte dell'ultimo capitolo - e sia maledetto Harry Potter, che ha sdoganato il finale splittato - pronta a scaldare i motori per l'addio al grande schermo di Katniss Everdeen - che penso non mancherà a nessuno, nonostante l'attrice che le presta volto e corpo, fatta eccezione per le studentesse delle medie ed il già citato Cannibale -, per una di quelle visioni concesse più per dovere di aggiornamento del blog che per piacere.
Al contrario, però, di quanto potessi aspettarmi, devo ammettere che questo terzo film risulta essere il più riuscito del brand - almeno fino ad ora -, una riflessione davvero niente male sul Potere che in alcuni passaggi quasi ricorda il certamente d'altra caratura V per vendetta con un buon ritmo, tenuta appena attorno alle due ore e quantomeno orchestrata discretamente: certo, non sto certo parlando del miracolo cinematografico pronto a ribaltare i pronostici a ridosso delle classifiche di fine anno, ma quantomeno di un prodotto che eviterà a Francis Lawrence di finire nella lista dei peggiori della stagione in corso, e che ha il merito di fugare ogni dubbio circa la visione della chiusura definitiva della storia della giovane ribelle divenuta suo malgrado simbolo di una lotta senza precedenti al potere costituito del suo mondo, specchio decisamente realistico del nostro nonostante la cornice più votata alla fantascienza ed al fantasy che al realismo in senso stretto.
A sorpresa, infatti, il nuovo mezzo capitolo delle avventure della riluttante eroina Katniss finisce per stimolare riflessioni rispetto al ruolo che le posizioni di comando assumono anche nel momento in cui la fazione che guidano risulta essere, in una certa misura, quella dalla parte degli oppressi: il confronto a distanza tra Coin e Snow, infatti, pronti a coinvolgere come specchietti per le allodole la stessa Katniss ed il suo amato Peeta - uno dei personaggi più inutili della Storia del Cinema teen e non solo - in modo da alimentare le speranze e la voglia di combattere della fetta di popolazione sotto il proprio dominio ed influenza, finisce per riportare alla realtà anche più di quanto non si voglia, lontani dall'intrattenimento che da un titolo di questo genere ci si aspetterebbe ed indotti alla riflessione a proposito del potere che il Potere ha sempre avuto e continua ad esercitare sulla gente comune, sfruttamento degli eroi di quest'ultima compreso.
Appurate queste premesse, la lotta della main charachter per affermare i suoi sentimenti a fronte di un ruolo che si è ritrovata ad interpretare e che, a conti fatti, finisce per essere giusto ricoprire in quanto simbolo di qualcosa che assume un significato anche per le persone che ama diviene lo strumento per rendere più profondo l'intero prodotto, tanto da stupire chi - come il sottoscritto - pensava di trovarsi ad avere a che fare con l'ennesimo tentativo di costruire a tavolino un blockbuster stagionale senza arte ne parte: non siamo certo di fronte ad un miracolo, ed i limiti sono ancora parecchi, eppure la curiosità di scoprire come si chiuderà il cerchio è stata risvegliata.
Considerati i miei trascorsi con Francis Lawrence e questa saga, direi che potrebbe essere già abbastanza.




MrFord




"Rebel rebel, you've torn your dress
rebel rebel, your face is a mess
rebel rebel, how could they know?
Hot tramp, I love you so!"
David Bowie - "Rebel rebel" - 




giovedì 30 ottobre 2014

Thursday's child

La trama (con parole mie): nuova settimana di uscite in sala, vecchi conduttori di rubrica. Da una parte la solida certezza del vecchio cowboy, dall'altra l'inquietante presenza dello sbandato Cannibale. Se non altro, alle spalle settimane quasi completamente inutili, a questo giro di giostra potremmo trovarci di fronte ad un buon numero di titoli potenzialmente interessanti, almeno sulla carta.
Non temete, ad ogni modo: troverete le consuete schifezze - italiane, ovviamente, ma non solo - a rendere il weekend cinematografico degno della distribuzione nostrana.

"Chris Martin mi fa una pippa! Anzi, meglio che me la faccia Jennifer Lawrence!"


Una folle passione

"Peppa, è inutile mandare avanti i tuoi compagni di classe per cercare di intimorirmi: Ford è mio e resta mio!"

Cannibal dice: Un film con Jennifer Lawrence va visto e basta. Questo melodrammone storico rischia però di essere tra le mosse meno brillanti della sua carriera. Peggio di quella di aver deciso di mettersi con Chris Martin, anche se per fortuna tra loro pare sia già finita. Quanto al film spero di sbagliarmi, ma ho l'impressione che l'accoppiata J-Law + Bradley Cooper questa volta non riuscirà a ripetere i fasti de Il lato positivo e nemmeno avvicinarsi al non troppo riuscito American Hustle. La folle (anzi, la più che ragionevole) passione per Jennifer Lawrence mi spingerà a guardarlo comunque e a cercare di non stroncarlo. Tanto per quello c'è sempre la mia altra passione: massacrare i film consigliati da Ford.

Ford dice: Jennifer Lawrence è una delle poche certezze della vita in grado di mettere d'accordo perfino me e Peppa Kid. Penso ci metterebbe d'accordo al punto di lavorare in tag team per scassare di legnate Chris Martin e chiunque a parte noi osi avvicinarsi alla signorina in questione.
Detto questo, il film non mi ispira neanche per sbaglio, ma penso mi sacrificherò per dovere di Lawrence.



Frank
 
"Vorrei dedicare questo pezzo alla groupie numero uno della blogosfera: Katniss Kid!"

Cannibal dice: Il folle tizio mascherato Frank è già passato a trovarmi. No, non mi riferisco al coniglione di Donnie Darko, né a un wrestler mandato da Ford, bensì al nuovo misterioso personaggio interpretato da Michael Fassbender.
Presto verrà a trovare anche voi...
Ford dice: onestamente non so cosa aspettarmi, da questa nuova incarnazione di Fassbender. Il film, però, è in rampa di lancio, e presto arriverà al Saloon.
Saranno bottigliate o brindisi?



Dracula Untold

 
"Dobbiamo darci da fare, Peppa: altrimenti ce lo scordiamo, di essere scritturati per Game of thrones!"
Cannibal dice: Dracula Untold? Sento già il sapore non del sangue, bensì dell'ennesimo fantasy-action vampiresco cui infilare un paletto nel cuore così, per precauzione, senza manco vederlo. Come a Ford appena cerca di avvicinarsi.
Ford dice: questo Dracula untold mi pare perfino meno interessante di Cannibal untold, la vera storia del coniglione numero uno della blogosfera. Fate voi.



#ScrivimiAncora

"Dici che siamo più romantici di Ford e Cannibal?" "Impossibile."

Cannibal dice: Nonostante il titolo italiano ggiovane e tecnologico quanto il mio blogger rivale, questa pellicola irlandese con protagonisti i due teen idols Lily Collins e Sam Claflin mi pare piuttosto promettente. Quando si tratta di romcom, il Regno Unito sa stupire e in genere in positivo, come dimostrato di recente con Questione di tempo. Persino quel finto duro di Ford dovrà ammetterlo.
P.S. Ford #NonScrivere+
Ford dice: secondo film della settimana dal quale non so cosa aspettarmi. Sulla carta potrebbe essere anche interessante, o almeno fornire un punto di vista diverso sulla romcom rispetto ai soliti blockbuster, ma so già che il mio rivale avrà l'hype a mille, e questo mi spaventa non poco.
Staremo a vedere.



La spia – A Most Wanted Man

"Andiamocene dalla sala prima che quel Ford ci prenda a bottigliate!"
Cannibal dice: Film visto da pochissimo e recensione in dirittura d'arrivo.
Cosa dirà?
Sono mica scemo che faccio la spia su me stesso. In compenso posso fare la spia sul mio blogger nemico Ford, anticipandovi cosa dirà la sua recensione: delle gran cacchiate come al solito.
Ford dice: ultimo film del compianto Philiph Seymour Hoffman, come sta ampiamente ricordando la campagna pubblicitaria, e a mio parere non proprio il modo migliore per andarsene in bellezza. Non l'ho ancora visto, ma sento puzza di film di spionaggio da salotto noioso e bolso.



Annie Parker
 
"Cannibal Kid? Le prescrivo un paio di film fordiani al giorno, sperando che possa riprendersi dall'incompetenza cinematografica."

Cannibal dice: Indie movie americano con un bel cast (Helen Hunt, Samantha Morton e Aaron “Jesse Pinkman” Paul) che racconta la vera storia di Annie Parker e della sua lotta contro il cancro al seno. Una battaglia più dura della mia contro Ford. Una vicenda interessante, ma sarà anche una pellicola cinematograficamente interessante?
Ford dice: cerco sempre di prendere con le molle i film legati a grandi tragedie, malattie ed affini, considerato il sempre alto rischio di retorica.
Cerco anche di prendere sempre con le molle le discutibili opinioni del mio antagonista, dunque credo attenderò di leggere la sua recensione per capire se questo film varrà una visione, oppure no. E come avrete già intuito, ho intenzione di orientarmi al contrario rispetto a quello che penserà lui.



Ritorno a l'Avana
 
"Ecco la scorta di rum per festeggiare il compleanno di Ford!"

Cannibal dice: Il regista Laurent Cantet è una incognita gigantesca. Dopo aver girato con classe il notevole film Palma d'Oro La classe, ha realizzato il noioso e dimenticabile Foxfire – Ragazze cattive e adesso pure questo Ritorno a l'Avana, una specie di Grande freddo ambientato a Cuba, non sembra così imperdibile, ma anzi pare più una visione da nostalgici fordiani. Chissà però che il cinema francese non torni a regalarci una piacevole sorpresa.
Ford dice: Cantet è un regista incostante, eppure di grande talento. Onestamente questo Ritorno a l'Avana mi pare una mattonata che neppure io potrei sopportare, specie in un periodo decisamente impegnativo a livello di quotidianità come quello dell'inserimento al nido del Fordino. Dunque, almeno per il momento, lascerò in standby.



Pelo Malo

"Peppa, ti ho detto che fino a quando non sarai maggiorenne il rum di Ford potrai proprio scordartelo!"

Cannibal dice: Un film venezuelano che dal trailer non sembra nemmeno malaccio.
Sarà la rivelazione della settimana?
E soprattutto mi chiedo: ma Ford ancora una volta si confermerà il pirla della settimana?
Ford dice: se non altro, dopo una serie di settimane a dir poco agghiaccianti, cominciamo quantomeno ad avere proposte in sala che potrebbero perfino avere una buona possibilità di rivelarsi sorprese piacevoli.
Cannibale, invece, resterà sempre la solita, terrificante certezza.



Confusi e felici
 
"Interessante questo nuovo sport: tiro al Cannibale!"

Cannibal dice: Solita commediola italiana da evitare?
Su questo sia Ford che io non siamo confusi e rispondiamo con un sì in coro. Inoltre, entrambi non siamo felici. Di avere una rubrica in co-abitazione.
Ford dice: oltre a Jennifer Lawrence, esiste un'altra cosa al mondo in grado di mettere d'accordo il sottoscritto e Cannibal. Il Cinema italiano di bassa qualità.
Qui ne trovate un perfetto esempio.



Last Summer

"Le proposte di Cannibal sono così terribili che non posso fare a meno di buttarmi di sotto."
Cannibal dice: L'astuzia dei distributori italiani è sempre più palese. Roba da far invidia al Ford dei tempi peggiori, cioè quello attuale. Nel weekend di Halloween si è infatti deciso di non fare uscire manco un horror, che sarebbe stata una mossa commercialmente troppo furba, per dare invece in pasto al pubblico questo piccolo film italiano intitolato Last Summer. Che poi magari non è nemmeno troppo male, ma con 'sto tempo da castagne chi c'ha voglia di andarsi a vedere un film con un titolo del genere?
Ford dice: ormai, i nostri distributori, oltre ad adattare titoli con un criterio alquanto discutibile, distribuiscono con un approccio anche peggiore.
E dopo C'era una volta in estate, ecco Last summer arrivare in tempo per le prime castagnate. Geniale.



Un fantasma per amico

"Ciao, sono Peppa, il fantasma buono. Mi raccomando: non rivelate a Ford della mia esistenza!
Cannibal dice: Sempre meglio un fantasma, che un Ford per amico. Okay, su questo credo non ci siano dubbi. Così come non ci sono più dubbi sulla schizofrenia di chi decide le uscite nelle nostra sale, in cui nella settimana di Halloween l'unico film vagamente in tema è 'sta robetta fantasy tedesca che si preannuncia più infantile dei filmini di solito adorati dal mio Ford per nemico. Auf wiedersehen!
Ford dice: purtroppo mi sono già sorbito allo sfinimento il trailer di questa robetta dalla qualità simile a quella dei telefilm tedeschi - del resto, l'origine è quella -, martellato a tutta caldara sui canali come Boing e K2, e certo non ho alcuna intenzione di gettarmi a capofitto in una visione praticamente suicida.
I fantasmi, per festeggiare Halloween, dovrebbero fare una visitina agli autori di questa roba.
A Peppa Kid, invece, penserò io.


giovedì 19 giugno 2014

Thursday's child


La trama (con parole mie): ad una settimana di distanza dall'ultima volta, si torna a parlare di Cinema in un Saloon sempre più immerso nell'atmosfera dei Mondiali di calcio. E lo si fa sfruttando la rubrica dedicata alle uscite in sala che da sempre, purtroppo per me e per voi, condivido con il mio rivale Cannibal Kid.
Fortunatamente, ad allietare questo supplizio, questo weekend corre in mio aiuto il Maestro Clint, che torna in sala a tre anni di distanza dalla sua ultima fatica: il suo Jersey Boys sarà l'ennesimo colpo magico o una battuta d'arresto in stile troppo hollywoodiano?
Solo la visione ce lo dirà!

"Addio, Peppa Kid. Non ci mancherai."

Jersey Boys

"Peppa Kid, te la cantiamo noi!"
Cannibal dice: Clint Eastwood ha visto troppe puntate di Glee e ha voluto dedicarsi anche lui al genere musical? Dalle prime immagini, direi che si tratta comunque di un film vecchio stile, pronto per essere idolatrato dalla groupie numero 1 del texano dagli occhi di ghiaccio, Mrs. Ford. Io spero solo che non sia troppo vecchio stile. Ma soprattutto che non somigli a Changeling.
Ford dice: quando Clint sale in cattedra, al Saloon ci si toglie sempre il cappello. Un Maestro è un Maestro. Onestamente, però, non nutro fiducia estrema in questo Jersey Boys, film che pare molto classico e che, a quanto si dice, ricalca il musical da anni in voga a Broadway praticamente in tutto e per tutto.
Detto questo, correrò a vederlo il prima possibile, Mondiali permettendo.



Synecdoche, New York

"Sono più vecchio di Ford: è un vero dramma!"
Cannibal dice: Pellicola splendida del 2008 da me già recensita (http://pensiericannibali.blogspot.it/2012/09/essere-charlie-kaufman.html) che approda solo ora nelle sale italiane, complice probabilmente la sfortunata scomparsa di Philip Seymour Hoffman. Meglio tardi che mai, comunque. Nel caso del mio blogger rivale invece il detto cambia: meglio mai che Ford.
Ford dice: scandalosamente in ritardo - ma rispettando quelli che sono i tempi della Terra dei cachi - giunge in sala uno dei film più importanti interpretati dal fu Seymour Hoffman, recensito tempo fa anche da queste parti -http://whiterussiancinema.blogspot.it/2012/04/synecdoche-new-york.html - ed assolutamente imperdibile.
Al contrario delle bislacche recensioni e dei pronostici calcistici del mio rivale.



Tutte contro lui

"Ammazza, che figo questo Ford!"
Cannibal dice: Commediola leggera leggera perfetta per una visione estiva senza troppe pretese. L’unica pretesa che si può avere è quella di trovare un’altissima concentrazione di figa capitanata da Kate Upton e Cameron Diaz. Prima di vedere il film però tutte, e pure tutti, contro Ford!
Ford dice: mi è capitato di vedere il trailer di questa roba non troppo tempo fa, in sala. Trito e ritrito, visto e rivisto. Una di quelle porcatine da niente che rendono più nei teaser che una volta coinvolti nella visione.
Un po’ come il mio antagonista, che pare perfino simpatico, preso a piccolissime dosi.





La gelosia

"E tu chi sei!? Peppa Kid!?"
Cannibal dice: Ford è geloso del mio radical-chicchismo. La cosa sta emergendo con sempre maggiore evidenza dalle sue ultime recensioni. Ecco allora un film francesissimo che sembra fatto apposta per me e che invece alla fine potrebbe piacere di più al mio rivale ormai sempre meno pane e salame e sempre più caviale e champagne.
Ford dice: assorbito completamente dai Mondiali di calcio e con una marea di titoli da recuperare, non mi sogno neppure di imbarcarmi in una visione che pare perfetta per il circolo di cucito di Katniss Kid e delle sue amichette dedite al the delle cinque.



La pioggia che non cade

"Cannibal, te le cantiamo anche noi!"
Cannibal dice: Film italiano a cavallo tra fiction e reality che racconta di una band folk romana realmente esistente. Considerando quanto questo recente revival della musica folk mi sembri una delle mode più assurde e incomprensibili nella storia delle mode, lo eviterò con grande piacere, come la pioggia in una giornata d’estate o come Ford in una giornata qualunque.
Ford dice: sempre per i motivi di cui sopra ignorerò una proposta finto alternativa italiana che mi sa di fuffa fin dal titolo. Un'impresa che non è riuscita neppure a Peppa Kid, che perlomeno con Pensieri cannibali ha azzeccato la copertina della sua "rivista". Peccato che il contenuto la rovini completamente, a partire dal suo autore. Ahahahahah!



Un insolito naufrago nell’inquieto mare d’Oriente

Cannibal e Ford a spasso in un assolato pomeriggio d'estate.
Cannibal dice: M’è venuto un gran mal di testa soltanto a leggere il wertmulleriano titolo, figuriamoci se mi sciroppo una visione del genere. Piuttosto mi vado a leggere tutti i post di WhiteRussian dal primo all’ultimo.
Ford dice: vorrei andare al mare. Subito. E dimenticarmi che in sala arrivano anche film di questo tipo.



The Dark Side of the Sun

E pensare che per trovare quest'immagine ho scovato perfino un improbabile film con un Brad Pitt giovanissimo ed inguardabile.
Cannibal dice: Pellicola italiana curiosa, tra documentario e animazione. Potrebbe essere un raggio di sole nelle tenebre cinematografiche attuali. Se va bene. Se va male, si potrebbe invece rivelare una fordianata clamorosa.
Ford dice: l'ispirazione pinkfloydiana del titolo mi puzza di radicalchicchismo da poco lontano un miglio. Considerato che in questo periodo non ho alcuna voglia di sciropparmi menate, mi terrò ad una distanza ben maggiore.



Ragazze a mano armata


Cannibal dice: Su MYmovies viene presentato come “Un film che va contro i luoghi comuni”. A me sembra invece che, come Mr. Ford, sia solo una cosa che va contro il buon cinema.
Ford dice: basta luoghi comuni rispetto a Cannibal Kid. Il mio nemico numero uno non è radical chic, una vittima del suo ego, un discutibile recensore cinematografico e calcistico.
No, per nulla.
Dico davvero, non ci credete!?


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