Attendevo la serie dedicata a Jesse Custer ed ispirata alla serie a fumetti Preacher almeno quanto quella legata alle gesta di Hap e Leonard, paladini dei romanzi di Joe Lansdale.
La attendevo ancora di più perchè ideata e fortemente voluta dalla scuderia di Seth Rogen ed Evan Goldberg, probabilmente fan della prima ora dell'opera di Garth Ennis e Steve Dillon.
La attendevo perchè Preacher è una delle cose più fottutamente grandi che il Fumetto mi abbia regalato come lettore.
La attendevo perchè adoro ogni singola vignetta di questo titolo, e quello che avrei voluto è una serie che potesse valere quantomeno la metà dello stesso.
Peccato che non sia neppure lontanamente così.
Ora, io non vorrei fare il fondamentalista sostenitore dell'opera originale e detrattore accanito della trasposizione per piccolo o grande schermo, ma devo ammetterlo: questa versione di Preacher, per chiunque conosca il fumetto, sta all'originale quanto l'orrido Io sono leggenda con Will Smith al Capolavoro letterario al quale si sono "ispirati" per portare la stessa immondizia in sala.
Nulla, di quello che è lo spirito del lavoro di Ennis e Dillon, è rimasto nell'adattamento qui presente, dalla figura di Jesse Custer - che più che un eroe tormentato pare uno stronzo fatto e finito - o di suo padre, della mescolanza di charachters presenti in tutta la serie a fumetti condensati in questa prima stagione - dal Santo degli assassini a Odin Quincannon, tanto per citarne due -, dallo snaturamento di Tulip e Facciadiculo ad un tentativo maldestro di riproporre Cassidy in modo che, almeno per lui, i fan hardcore non rimpiangessero il sarcastico, alcolizzato e scombinato vampiro del Tarantino dei Comics Ennis.
La storia stessa non ha praticamente nulla a che vedere - o quasi - con l'originale, senza contare che, almeno per ora, alcuni passaggi tra i più interessanti dell'epopea di Custer - Fino alla fine del mondo resta uno dei miei capitoli preferiti della saga - sono stati mantenuti ai margini in attesa di tempi migliori che, per il sottoscritto, non faranno in tempo ad arrivare, considerato che ho deciso senza troppi rimpianti di abbandonare un titolo che non mi pare abbia nulla che possa trattenermi.
Anche senza contare i miei appunti da groupie dell'opera originale, infatti, ho trovato Preacher poco incisiva, a tratti perfino lenta, priva di una direzione vera e propria da assegnare ai suoi protagonisti o antagonisti, con troppa carne al fuoco per essere sviluppata in soli dieci episodi, o abbastanza per ingolosire l'audience ad attendere una seconda stagione che promette di essere incasinata - e non in senso buono - almeno quanto la prima.
Un vero peccato, perchè se c'è una materia che merita di essere sviluppata a dovere e creata per essere destinata a diventare un cult è proprio quella offerta dalle avventure del revedendo Jesse Custer, ospite umano di Genesis e combattivo rivale di Dio e di qualsiasi stronzo figlio di puttana cerchi o solo tenti di pensare che il Male possa trionfare sul Bene, anche quando il secondo è pronto a mascherarsi dal primo.
E se qui ci fossero Custer in persona, John Wayne o Genesis, non ci sarebbe parola per definire questa robetta che pare acqua calda al confronto di una bella birra ghiacciata, o un bourbon da competizione.
Dunque fanculo, Preacher all'acqua di rose della tv.
Torno felice agli albi che hanno riempito la mia crescita di lettore.
MrFord














