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lunedì 16 marzo 2020

White Russian's Bulletin



In diretta dalla quarantena - anche se il lodigiano non è più l'epicentro della pandemia in Italia -, il Saloon continua a lottare contro una condizione che non gli è propria - quella della forzata condizione casalinga - sfruttando il momento per accelerare i tempi dei Sabati Sera Cinema dei Fordini ormai moltiplicati e recuperare visioni e letture neanche si fosse tornati indietro di qualche anno, quando da casalingo - per scelta - mi godevo un altro tipo di libertà.
Ad ogni modo, tra piccolo e "grande" schermo, titoli vecchi e nuovi, gli spunti, per fortuna, non mancano.


MrFord



HOTEL ARTEMIS (Drew Pearce, UK/USA, 2018, 94')

Hotel Artemis Poster


Giunto in casa Ford in una di quelle serate da divano senza pretese che nelle normali condizioni di routine lavorativa avrebbe significato una dormita galattica, Hotel Artemis è stato, principalmente, un intrattenimento derivativo senza troppe pretese che non potrà mai competere con la magia degli action anni ottanta e prima parte dei novanta ma che, quantomeno, finisce per risultare meno indigesto di alcuni dei prodotti troppo seriosi figli degli anni zero. 
Molto sfortunato al botteghino - probabilmente la produzione sperava nell'inizio di un franchise -, pronto a pescare a piene mani dall'immaginario di titoli simili dal buon successo - John Wick in primis - Hotel Artemis è giusto un diversivo buono per gli appassionati del genere e per chiunque non abbia troppe pretese, arricchito da un cast comunque interessante considerata la tipologia di prodotto e quantomeno non noioso da vedere.
Un giocattolino.




SEMPRE AMICI (Neil Burger, USA, 2017, 126')

Sempre amici Poster


Ai tempi della sua uscita, avevo adorato Quasi amici. Uno di quei film che, per quanto a loro modo un pò ruffiani, fanno sempre bene ed è sempre un gran piacere guardare.
Avevo completamente ignorato l'esistenza di questo remake made in USA fin troppo a ridosso della pellicola transalpina fino a quando, considerato il massiccio sfruttamento di Prime dell'ultimo periodo, non è capitato anche da queste parti: a prescindere dal fatto che, senza dubbio, avendo visto l'originale ed essendo da questo punto di vista "fresco" dell'esperienza, l'operazione, il cast e la gestione non mi sono apparsi neppure troppo malvagi, anzi. Sotto molti aspetti funzionano.
La pecca più grande resta quella di non aggiungere nulla rispetto ad un titolo divenuto un instant cult che, forse, necessitava di qualche anno in più prima di essere non solo considerato per un remake, ma tendenzialmente rifatto con variazioni minime.
Una visione ci può stare, ma forse varrebbe quasi più la pena nel caso in cui Quasi amici, incredibilmente, mancasse ancora alla lista delle vostre visioni.




SANGUE E LIMONATA (Joe Lansdale, USA, 2017)

Risultato immagini per sangue e limonata

Joe Lansdale è uno dei fordiani più ad honorem che esistano, un pò come i suoi due protagonisti principi, Hap e Leonard. Scoperti ormai una buona decina di anni fa e recuperati in tutta la loro serie di romanzi, i due improvvisati detectives sono ancora oggi una delle fonti di divertimento letterario più importanti per questo vecchio cowboy, anche se l'accelerazione della produzione dello scrittore texano dedicata loro - conseguenza, probabilmente, della serie televisiva - non ha certo giovato alla freschezza e alla qualità della proposta: passato, infatti, Honky Tonk Samurai, il buon Joe pare essersi messo comodo, e dopo aver sfornato nuove avventure dei due ragazzacci texani ad una velocità mai avuta prima è uscito con un "romanzo a mosaico" che racconta alcuni episodi del loro passato, dall'infanzia all'adolescenza. 
Molto piacevole per i fan di vecchia data, forse troppo "morbido" per chi dovesse approcciarsi al loro mondo ora. Spero solo che con l'ultima fatica, Elefante a sorpresa, prossimo della lista, le cose possano tornare un pò come ai vecchi tempi.




INDIANA JONES E IL TEMPIO MALEDETTO (S. Spielberg, USA, 1984, 118')

Indiana Jones e il tempio maledetto Poster

Le "serate Cinema" dei Fordini proseguono con la riscoperta di uno dei più grandi miti degli anni ottanta e non solo, quell'Indiana Jones che fece la fortuna di Harrison Ford e consegnò al pubblico uno degli eroi più noti ed apprezzati anche al di fuori della cerchia degli appassionati di settima arte.
Spinti dalla curiosità per il ribattezzato "stregone pazzo", i Fordini hanno approcciato questa seconda avventura del vecchio Indy - paradossalmente a livello qualitativo inferiore alla precedente - con un entusiasmo maggiore, lo stesso che ai tempi avevo avuto io.
Del resto, Il tempio maledetto è un vero e proprio circo di inseguimenti, trappole, situazioni ben oltre la fantascienza che resero il franchise dell'archeologo più famoso del grande schermo un vero e proprio cult del genere e non solo, tra cuori estirpati a mani nude e cene a base di serpenti e cervelli di scimmia. 
Il ritmo è serratissimo, il divertimento assicurato, e il Tempo pare non pesare troppo. Almeno a giudicare dalla partecipazione dei Fordini, che non immaginano neppure lontanamente com'era l'epoca in cui il loro vecchio si entusiasmava per le gesta di Indy impegnato contro lo "stregone pazzo".




INDIANA JONES E L'ULTIMA CROCIATA (S. Spielberg, USA, 1989, 127')

Indiana Jones e l'ultima crociata Poster


L'ultima tappa - per ora Il teschio di cristallo resta in stand by - del percorso dei Fordini nel mondo di Indiana Jones è stata L'ultima crociata, probabilmente il titolo più amato e divertente della saga, grazie anche al fondamentale contributo di uno degli Sean Connery più in forma di sempre.
Nonostante il tracollo della Fordina - che aveva insistito a tutti i costi per vederlo, ma era visibilmente provata dalla giornata - la cosa più bella è stata la partecipazione del Fordino, che non solo ha dichiarato di sentirsi a suo agio immedesimandosi con la figura di Jones Senior, ma ha chiesto delucidazioni sui nazisti, il graal, l'esistenza oppure no di alcuni riferimenti.
A prescindere dalle valutazioni e dalla critica cinematografica vera e propria, queste sono le cose che rendono il passaggio di testimone un vero piacere, e lasciano il gusto unico dell'esperienza e dell'emozione trasportate a chi viene dopo di noi.
Un pò come i Jones, anche se, effettivamente, a conti fatti, io e il Fordino la viviamo un pò alla rovescia.




HUNTERS - STAGIONE 1 (Prime Video, USA, 2020)

Hunters Poster


Alle spalle Narcos, che aveva riportato un entusiasmo da piccolo schermo nel sottoscritto che quest'anno ho potuto vivere prima solo grazie a The Witcher, in casa Ford si è cercato, in questo periodo di quarantena, un titolo che potesse venire buono per i momenti "da aperitivo" in cui i Fordini si dilettano con il loro film o cartone animato. 
Hunters, produzione Prime di grande impatto dal sapore tarantiniano, ha colmato abbastanza bene il vuoto, portando in scena dramma, pulp e ironia con il giusto tocco, forse un pò prevedibile ma ben orchestrato e gestito: l'epopea del giovane Jonah, che si ritrova dall'essere outsider di quartiere a pedina fondamentale nella caccia ai nazisti ospitati segretamente dal governo USA è coinvolgente e ricca di situazioni e personaggi interessanti, a tratti commovente e a tratti furba.
Sarà interessante, considerate le evoluzioni della trama, come verrà deciso di gestire la seconda stagione, se preferendo una svolta completamente fuori dai binari della Storia o una gestione più realistica: a prescindere dalla scelta, gli ingredienti per tirare fuori qualcosa di valido ci sono in una direzione o nell'altra.




SCRUBS - STAGIONE 8 (ABC, USA, 2009)

Scrubs: Medici ai primi ferri Poster

La cavalcata di Scrubs, serie amatissima dai Fordini e compagnia per pranzi e cene degli ultimi mesi, giunge ormai quasi al termine con quella che è stata la sua vera stagione conclusiva - bellissimo il finale, assurdo pensare di prolungare con un altro anno, ma se ne parlerà quando scriverò della nove - salutando un cast che è riuscito a fare il verso e ad un tempo fare amare il cosiddetto "medical drama" da un punto di vista più leggero - ma non sempre - e confidenziale, sfornando idoli assoluti come Cox e Kelso ed una galleria di personaggi nei quali chiunque ha la possibilità di trovare un favorito, o quantomeno qualcuno in cui immedesimarsi.
L'inventiva ovviamente non è più quella delle prime stagioni, ma il crescendo che conduce al commiato porta questa ottava stagione ad essere una delle meglio riuscite della produzione, carica dello spirito che, probabilmente, aveva spinto Bill Lawrence a crearla.


martedì 10 dicembre 2019

White Russian's Bulletin



Tra gare di crossfit, impegni di famiglia, lavoro e stanchezza cronica che finisce, weekend escluso, per abbattermi sul divano ogni santa sera, il Bulletin torna dopo due settimane di silenzio portando in dono recuperi e nuove proposte da piccolo schermo, novità da grande, Maestri e registi alla prima esperienza dietro la macchina da presa, cult dei tempi che furono riproposti per i sabati sera Cinema con i Fordini. Insomma, un pò di carne al fuoco.


MrFord



IL METODO KOMINSKY - STAGIONE 2 (Netflix, USA, 2019)

Il metodo Kominsky Poster


La commedia "da terza età" è da decenni una solida sicurezza su piccolo e grande schermo, quando è ben scritta e condotta: Il metodo Kominsky, che pare la versione da casa di riposo di Californication, cavalca quest'onda alla grande anche con questa seconda stagione, prendendo con un sorriso sornione per il culo quel Tempo e quel decadimento fisico che prima o poi colpiranno anche i più forti e i più fortunati tra noi. 
L'alchimia tra Douglas e Arkin, ottimi protagonisti, è perfetta, i dialoghi brillanti, l'equilibrio tra commedia e dramma ben dosato: senza dubbio non saremo di fronte al titolo destinato a rivoluzionare il mondo del piccolo schermo, ma Il metodo Kominsky rappresenta una di quelle piccole certezze che, arrivati a fine giornata, possono garantirvi di addormentarvi sul divano soddisfatti di non aver perso tempo di fronte a qualcosa che non è valso la pena.




SCRUBS - STAGIONE 3 (ABC, USA, 2003)

Scrubs: Medici ai primi ferri Poster


Dopo anni di "silenzio", è tornato a fare capolino sugli schermi del Saloon uno dei Classici da piccolo schermo dei primi Anni Zero, Scrubs, perfetto per alleggerire ogni giornata pesante e, nonostante i quasi vent'anni di età, ancora spassoso nonchè nuovo mito dei Fordini, che adorano le avventure "del dottore giovane che fa arrabbiare il dottore pazzo", chiara allusione a Perry Cox, uno dei miei personaggi preferiti di sempre quando si tratta di piccolo schermo.
Una proposta sempre fresca e perfetta per le cene in famiglia, ormai diventate una specie di circo all'interno del quale i Fordini impazzano impedendo una visione impegnativa o anche solo vagamente tale: meglio, allora, fare un giro sulla macchina del tempo e tornare ai tempi in cui il buon J.D. veniva vessato continuamente da Cox, perfetto nel trovare sempre il nomignolo giusto per il suo protetto, nonchè per la sua vittima preferita.




THE IRISHMAN (Martin Scorsese, USA, 2019, 209')

The Irishman Poster


Scorsese, inutile dirlo, è un Maestro. Nel corso della sua carriera dagli anni settanta ad oggi ha regalato al pubblico titoli che hanno fatto scuola, e che sono diventate le basi del Cinema americano: Mean Streets, Taxi Driver, Toro scatenato, Fuori orario, Quei bravi ragazzi, L'età dell'innocenza, Casinò, The Aviator, fino al più recente The wolf of Wall Street sono esempi fulgidi della grandissima capacità di raccontare di un grandissimo autore che raramente ha deluso il suo pubblico - nel mio caso, porto ancora nel cuore la ferita dell'inutile Hugo Cabret - e solo di recente ha finito per lasciarsi andare a dichiarazioni buone più per la pubblicità ed il marketing che non per la settima arte vera e propria.
Assodato tutto questo, ho approcciato The irishman con il rispetto e la pazienza del caso - duecentonove minuti di film non sono proprio pochi -, considerati il livello indiscutibile dei talenti scesi in campo da una parte e dall'altra della macchina da presa: e per due terzi della sua impegnativa durata, ho pensato che il vecchio Marty si fosse fatto seppellire dalla nostalgia realizzando la versione amarcord del già citato Quei bravi ragazzi sfruttando le nuove tecnologie per ringiovanire i protagonisti - scelta pessima, per quanto mi riguarda: quando sei vecchio ti muovi come un vecchio, per quanto bravo tu possa essere in qualità di attore - e perdendosi in dialoghi e rimembranze di un'epoca che fu, forse addirittura anche per lui come narratore.
Poi, di colpo, nell'ultima ora il senso di tutto questo lavoro prende forma, e The Irishman diventa una riflessione profonda e commovente sul Tempo che ci porta via tutto, dalla salute a chi amiamo, dagli amici ai nemici, dai ricordi al mondo in cui abbiamo vissuto, progressivamente lasciato alle spalle dalle nuove generazioni. E anche il più glaciale degli assassini si ritrova a fare i conti con qualcosa che ha meno remore di lui.




FROZEN 2 - IL SEGRETO DI ARENDELLE (Chris Buck&Jennifer Lee, USA, 2019, 103')

Frozen 2 Poster


Attesissimo dalla Fordina, accanita fan di Elsa e Anna, Frozen 2 era la visione "obbligata" da sala del Natale incombente, ennesima produzione monstre di Mamma Disney, colosso sempre più grande e sempre più potente, dentro e fuori dalle sale: morto di stanchezza al termine di una settimana impegnativa su più fronti e affrontato dopo una cena al ristorante greco, Frozen 2 mi ha messo duramente alla prova nonostante la durata, dandomi l'impressione di essere più un'accuratissima operazione di marketing globale che non una storia che gli autori avevano davvero l'esigenza di raccontare.
Certo, la realizzazione è perfetta, almeno due o tre dei pezzi della colonna sonora sono notevoli, le tematiche profonde ed interessanti - come giustamente Julez faceva notare al termine della visione, per molti versi ricorda la saga, comunque superiore, di Dragon Trainer -, le trovate visive funzionali, ma l'impressione è che manchi in una certa misura l'anima di un lavoro che è più figlio del mercato che non della narrativa, sia essa scritta o portata sullo schermo.
In un certo senso, Frozen 2 è come il Natale quando si scopre che quel vecchio signore che scende dal camino in realtà non esiste. Non si perdono la gioia e la curiosità per i regali che arriveranno, ma senza dubbio una buona parte della magia.




GROSSO GUAIO A CHINATOWN (John Carpenter, USA, 1986, 99')

Grosso guaio a Chinatown Poster


A fare visita ai Fordini per il loro più recente "sabato sera Cinema" è giunto nientemeno che Grosso guaio a Chinatown, cult totale che ha cresciuto con grande soddisfazione questo vecchio cowboy, portando gioia e grande godimento ad ogni nuova visione: divertissement tamarro firmato da John Carpenter ed interpretato da un bulgarissimo Kurt Russell, è un giocattolone costruito su scene cult che si susseguono una dopo l'altra, e che, come per i più recenti film con protagonista The Rock, ha colpito molto più la Fordina che non il Fordino, innescando una reazione contraria a quella di Frozen 2, visto la sera precedente. Curioso come, a volte, questi scambi portino i due piccoli del Saloon in direzioni opposte, alimentando il bello delle loro differenze. 
Per il resto, il bambino più grande della casa si è goduto l'ennesima visione delle peripezie di Jack Burton, con i combattimenti cinesi, le botte, le battute, le esplosioni verdi, i mostri e chi più ne ha, più ne metta: per quanto possa dirne Cannibal, di tamarrate di questo tipo, purtroppo, non ne esistono più, ed è una vera fortuna non solo averle vissute, ma permettere di viverle anche alle nuove generazioni.




L'IMMORTALE (Marco D'Amore, Italia/Germania, 2019, 116')

L'immortale Poster


L'ultima immagine che gli spettatori di Gomorra avevano di Ciro Di Marzio detto l'Immortale, il personaggio cardine dell'intera serie - ancora più della sua nemesi nonchè fraterno amico Genny Savastano - era quella del cadavere del solitario criminale che sprofondava nelle acque del Golfo di Napoli, preludio ad una lotta che Gennaro avrebbe dovuto compiere da solo da quel momento in avanti. Marco D'Amore, che a Ciro ha prestato carattere e volto fin dal principio, prese a quel punto in mano il charachter che gli aveva dato la notorietà approfittando di un film da lui stesso diretto per realizzare una sorta di spin off di Gomorra che raccontasse l'infanzia dell'Immortale, cui più volte si era fatto riferimento nel corso delle stagioni del serial.
Il risultato è senza dubbio qualitativamente buono per essere di produzione nostrana - e per essere un titolo "di nicchia" e di genere -, ha dalla sua una certa energia, l'ottima trovata di tenere nascosto il dettaglio più importante per la pellicola stessa e la serie intera dalla campagna di lancio e di marketing, un finale che manderà in visibilio i fan di Gomorra ed un Ciro finalmente raccontato fin dai tempi della sua infanzia: d'altro canto, però, occorre ammettere che per chi non venisse direttamente dalla produzione Sky legata alla saga dei Savastano L'immortale risulterebbe godibile e fruibile solo in parte, e che lo stesso, in fondo, altro non è se non una "puntatona" della stessa riadattata al grande schermo per introdurre quelli che, senza dubbio, saranno i cardini della storia della quinta stagione. 
Per chi, come il sottoscritto, era legato alla figura di "Ciruzzo", è stato un ottimo antipasto per la stessa. Che, a questo punto, non vedo l'ora di affrontare.


mercoledì 15 giugno 2016

Wednesday's child

La trama (con parole mie): si prosegue nella marcia verso la chiusura di questi primi mesi del duemilasedici, pronti a riservare qualche sorpresa in sala nelle ultime settimane forse per farsi perdonare una primavera da spettatori peggiore dell'estate di aspiranti vacanzieri che stiamo vivendo in questi giorni di piogge torrenziali.
Quello che prosegue, purtroppo, è anche il sodalizio con Cannibal Kid, che continua ad abbassare la qualità di questa rubrica affiancando i suoi scombinati commenti a quelli del sottoscritto.


"Ecco quello che succede a pensare di saperne qualcosa di Cinema: si finisce come Ford e Cannibal."
Angry Birds – Il film

"E così quelli sono Ford e Cannibal!? Ammazza che brutti!"
Cannibal dice: Pellicola tratta da una popolare app per smart phone. E dopo aver detto questa cosa, credo che la testa di James Ford sia esplosa in mille pezzi!
Nonostante l'ispirazione relativamente moderna, sembra la solita pellicoletta bambinesca stile Minions che il mio blogger rivale fingerà di schifare, quando in realtà lo esalterà un casino. A me invece probabilmente mi renderà solo molto angry.
Ford dice: la moda e l'app degli Angry Birds mi hanno sempre attirato più o meno quanto le opinioni di Cannibal, ovvero molto poco, ed il film non è da meno. Considerati i recuperi ancora in ballo, non credo proprio sarà una priorità.



Gli invisibili

"Merda, non pensavo di essere diventato più vecchio di Ford!"

Cannibal dice: Film con Richard Gere nei panni di un barbon... volevo dire un Fordone... no, fa più politically correct dire un clochard. La sostanza comunque non cambia, si tratta sempre di un senzatetto. Che poi è peggio essere un uomo senzatetto o una donna senzatette?
Domande esistenziali a parte, questa pellicola puzza. No, non perché i clochard non si lavano. Puzza di buonismo. Il fatto che alla regia ci sia Oren Moverman, già autore dell'ottimo Oltre le regole – The Messenger, mi fa però ben sperare.
Ford dice: se non fosse che dietro la macchina da presa di questo film rischiosissimo - in termini di buonismo - si trova Oren Moverman, autore di quell'Oltre le regole in grado di mettere d'accordo perfino me e il Cannibale, questo Gli invisibili verrebbe saltato a piè pari senza alcun tipo di rimorso. Invece potrebbe finire nell'elenco delle potenziali sorprese della settimana e forse del mese.



Tutti vogliono qualcosa

"Dici che somiglio a Ford? Allora devo essere davvero fico!"

Cannibal dice: Tutti vogliono qualcosa. Io non voglio soldi, figa e potere. Oddio, non mi dispiacerebbero, però per il momento mi posso più semplicemente accontentare di vedere sparire James Ford dalla faccia della Terra, o almeno dalla blogosfera. Riguardo al film è il nuovo di Richard Linklater, è una specie di “sequel spirituale” di La vita è un sogno, e quindi è da vedere.
Ford dice: quello che vorrei sarebbe la possibilità di vivere stipendiato per non lavorare, in modo da godermi i Fordini, il mio tempo, il Cinema e continuare a prendere per il culo Cannibal da qui alla fine dei suoi giorni.
Peccato che, almeno per il momento, non sia così.
Mi accontento, però, di segnare e sottolineare il ritorno in sala del sempre ottimo Linklater.

 


Laurence Anyways

"Eddai, Cannibal, non te la prendere, non chiuderti nella tua cameretta! Non tutti possono essere fighi come Ford!"
Cannibal dice: Film del 2012 che arriva ora nelle sale italiane. Meglio tardi, molto tardi, che mai. Non si tratta di uno dei miei lavori preferiti di Xavier Dolan, quelli restano i capolavori Mommy e Les amours imaginaires, però non è niente male (http://www.pensiericannibali.com/2013/08/xavier-dolan-anyways.html).
E comunque sempre meglio la ritardataria distribuzione nostrana di Ford, che fa tanto l'espertone di cinema e poi non ha ancora visto manco un film di quello che è uno dei principali nuovi talenti oggi in circolazione. Ma non si vergogna?
Ford dice: non ho ancora visto neppure uno dei film di Dolan, e non me ne vergogno.
Principalmente perchè il tempo che ho a disposizione ultimamente è molto poco, e rischio causa vecchiaia l'abbiocco secco.
Dunque, e non è da sottovalutare, ho paura di nutrire aspettative così alte nel giovane Xavier da finire clamorosamente deluso. Vi farò sapere. E chissà che questo ritardatario Laurence Anyways non possa essere un buon punto di partenza.



The Boss

"Ecco la prima lezione da Cannibalini: se non possiamo essere fighi quanto i fordiani, perlomeno cerchiamo di essere i loro tirapiedi."

Cannibal dice: Non ho ancora ben capito se Melissa McCarthy mi stia simpatica o meno. Dopo Spy tenderei per il sì e a questo The Boss, che pure negli Usa non è stato accolto granché bene, tenderei a dare una possibilità. Su Ford ho invece capito benissimo una cosa: quello mi sta proprio sui coglioni uahahah!
Ford dice: Melissa McCarthy è la versione fordiana della cannibale e poco sopportabile Rebel Wilson, dunque in prospettiva estiva questo The Boss potrebbe risultare una visione distensiva giusta per la stagione, specie se volete togliervi di dosso il peso delle radical posizioni del mio antagonista.



Ma ma – Tutto andrà bene

"Certo che Cannibal questa storia l'ha presa proprio male!" "Già, ha pensato addirittura di farsi una plastica per assomigliare a Ford."

Cannibal dice: Ma ma che titolo titolo ha questo film film?
Per Penelope Cruz è un po' come per Melissa McCarthy. Non ho ancora deciso se mi piace o meno. A volte mi sembra una figa stellare e un'ottima attrice, altre volte mi sembra un mezzo roito e un'interprete agghiacciande. Potrebbe aiutarmi a risolvere il mistero questa pellicola che affronta il tema della malattia, di recente molto fortunato nonostante come argomento sia più deprimente di Ford quando cerca di fare il simpatico.
Ford dice: quando ci sono di mezzo film potenzialmente finti autoriali in realtà strappalacrime, non credo possa andare bene proprio nulla. Dunque a prescindere preferisco saltare il giro e divertirmi come l'estate impone.



Conspiracy – La cospirazione

"Se bevi un solo White Russian in una serata non potrai mai sperare di guadagnarti la fiducia di Ford!"

Cannibal dice: Un film con Al Pacino e Anthony Hopkins? Mizzega! Un tempo, quando io ero un bambino e Ford era già vecchio però meno di adesso, si sarebbe gridato al filmone. Adesso invece sembra il solito thrillerino che i due attori hanno accettato di girare per un solo motivo, e non è l'amore per il cinema.
Ford dice: è davvero un dispiacere, vedere due ex grandissimi attori recitare solo per denaro senza badare alla qualità del prodotto.
Un po' come leggere ogni giorno le recensioni del mio rivale Cannibal, un tempo rivale all'ultimo sangue ormai divenuto una quasi parodia fordiana: e questo quando le cose vanno bene.



La casa delle estati lontane

"Allora dov'è che Ford ha spedito Cannibal?" "Non lo so di preciso, spero il più lontano possibile da noi!"

Cannibal dice: Pellicola israelo-francese in bilico tra noioso impegno fordiano e cazzara leggerezza estiva cannibale. Talmente in bilico, che alla fine con buona probabilità nessuno di noi due lo vedrà.
Ford dice: l'estate è vicina, la voglia di leggerezza tanta, dunque abbandono Cannibal e le potenziali visioni radical al largo e al loro destino.



Calcolo infinitesimale

"Dopo aver assistito alla maratona del Cannibale dedicata a Lars Von Trier ho perso per sempre la voglia di fare sesso."

Cannibal dice: Infinitesimale è la possibilità che io guardi questo film. E anche la possibilità che all'interno del micro-cervello di Ford ci sia della materia grigia e non solo delle ragnatele.
Ford dice: infinitesimale è la possibilità che Cannibal ne capisca di Cinema. Almeno quanto quella che io decida di guardare questo film.


giovedì 12 maggio 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): ennesima settimana con una serie di uscite quasi infinita, tra le quali trovare qualcosa di interessante davvero risulta sempre più un'impresa.
Un pò come incontrare un'opinione sensata tra gli sproloqui del mio rivale e come sempre co-conduttore di questa rubrica, Cannibal Kid, rimasto con il sottoscritto a tenere in piedi una blogosfera che sembra sempre più un deserto post-apocalittico in stile Mad Max.



"Buongiorno, sono Cannibal Kid, il vostro nuovo giocattolo del cuore."



Money Monster – L'altra faccia del denaro

"Polizia? Un individuo poco raccomandabile è entrato nei nostri studi chiedendo che gli sia affidato uno spazio per recensire i film in uscita: si chiama Cannibal Kid, mandate subito una squadra di Ford da combattimento!"

Cannibal dice: Thriller a tematica economica che mi intriga parecchio. Mi auguro però che non sia troppo patinato vista la presenza dei divi George Clooney & Julia Roberts e inoltre ho qualche dubbio su Jodie Foster, che finora dietro la macchina da presa non ha ancora dimostrato lo stesso talento che davanti. Come il suo ultimo terrificante film da regista Mr. Beaver dimostra. Anche se in quel caso la colpa del disastro era più che altro dell'idolo fordiano Merd Gibson.
Ford dice: thriller iperpatinato che mi da più l'impressione di finta autorialità da Italia Uno che di titolo da non perdere.

Un po' come Pensieri Cannibali, che si finge un autorevole blog cinematografico.




Pericle il Nero

"Hey, voi due bloggers, che vi guardate!?"


Cannibal dice: Film che dal trailer promette molto bene e presenta un Riccardo Scamarcio inedito, più cattivo che mai. Si astengano i buonisti alla James Ford, gli altri potrebbero trovare una bella bombetta di cinema made in Italy.
Ford dice: nonostante una serie di premesse non proprio esaltanti, devo ammettere che questo Pericle il nero mi incuriosisce. Sarà che Scamarcio ha dato il meglio in Romanzo Criminale interpretando il Nero, o sarà che il gangster movie made in Italy non mi pare messo così male.
In ogni caso, spero che venga bocciato da Cannibal Kid. Quella sì, è una garanzia di qualità.



The Boy

"Caro Cannibal, dato che hai fatto fuori tutte le ultime baby sitter, questa volta ho assunto un "tato" speciale: James Ford."

Cannibal dice: Film che ho già visto su una tipa che viene chiamata a fare da babysitter a un...
bambolotto.
No, non è una pellicola comica, ma un horror. Che la sceneggiatura l'abbia scritta Mr. Ford dopo aver alzato un po' troppo il gomito?

Ford dice: film che ho visto un po' di tempo fa e che presto farà capolino da queste parti.

Sarà roba per bambolotti come Peppa Kid o una proposta quantomeno guardabile? A breve la fordiana risposta.



Where to Invade Next

"Più americano di così non saprei essere: così almeno a Ford strapperò una bella recensione entusiastica!"

Cannibal dice: Per quanto non sia un fan del genere documentaristico, devo riconoscere che Bowling a Columbine era davvero un grande documentario! Dopodiché Peter Griffin... volevo dire Michael Moore già con il successivo Fahrenheit 9/11, interessante ma sopravvalutato, mi sembrava ripetersi e così non ho più seguito il suo percorso. Tornerò a farlo con questo suo ultimo Where to Invade Next? Chissà. Nel frattempo gli offro un consiglio sul prossimo posto da invadere: WhiteRussian.
Ford dice: Michael Moore è stato, nel corso degli anni, motivo di croce e delizia, da queste parti. Adorato con Bowling a Columbine, detestato - o quasi - con il sopravvalutatissimo Fahrenheit 9/11 - che solo un Tarantino in pieno delirio poteva decidere di premiare con la Palma d'oro -, recuperato con Sicko, il documentarista "contro" per eccellenza delle stelle e strisce torna in sala con una nuova pellicola che potrebbe sancire la consacrazione o il definitivo archiviamento dalle parti del Saloon. Cosa accadrà?



The Boy and the Beast

Ford e Peppa Kid in attesa di bottigliare uno dei pochi film che finiscono per stroncare entrambi.

Cannibal dice: Da quanto il maestro Miyazaki ha annunciato il suo addio alle scene ho un po' trascurato gli anime giappo, ma questo The Boy and the Beast già solo dalla locandina e dalle poche immagini viste mi ispira un casino! E poi il regista è quello dell'emozionante Wolf Children e di quella figata di Summer Wars, quindi visione obbligata, sperando non si riveli una fordianata sulle arti marziali.
Ford dice: l'animazione jappo, da queste parti, ha sempre trovato terreno fertile, al contrario di quel pusillanime del mio rivale Cannibal Kid. Essendo prodotto dallo stesso regista dell'ottimo Wolf Children, questo The boy and the beast, per quanto non particolarmente esaltante a scatola chiusa, merita a mio parere una visione.
In fondo, potrebbe anche trattarsi di un adattamento della storia del sottoscritto e di Cannibal.



Wilde Salomé

"Quel Cannibal Kid mi convince proprio poco, specie quando parla di Cinema."

Cannibal dice: Una cosa che proprio non mi piace, al di là di James Ford, sono i film teatrali. E questo di Al Pacino, che per altro è del 2011 e solo ora arriva nei cinema, è uno di quei casi. Nonostate la presenza di Jessica Chastain, passo volentieri.
Ford dice: Pacino, grande appassionato di teatro, anni fa realizzò uno degli adattamenti cinematografici di Shakespeare più belli di sempre con il suo Riccardo III. Questo Wilde Salomè, nonostante la Chastain, che riesce ad essere come poche altre idolo del Saloon e dell'asilo di Peppa Kid, non sembra proprio all'altezza.



Un poliziotto ancora in prova

"L'ultimo poliziotto in prova che ho avuto è stato un certo Marco Goi, e l'ho fatto fuori con le mie mani: spero tu possa fare meglio."

Cannibal dice: Sequel di Poliziotto in prova, comedy tutto sommato guardabile che credo potrebbe piacere anche a Ford, se solo la smettesse di fare il musone. Una visione estiva mi sa che ci potrebbe stare pure per questo secondo capitolo.
Ford dice: non ho visto il primo, non penso vedrò il secondo.
Piuttosto, mi godrei volentieri "Un blogger ancora in prova", biopic non autorizzato di Marco Goi.



Il regno di Wuba

"E' ora che quel montato di Cannibal capisca che non è lui l'imperatore della blogosfera!"

Cannibal dice: Pellicola fantasy cinese che grida “FORDIANATA!” a gran voce, ma che potrebbe anche rivelarsi una curiosa sorpresa. Potrei guardarlo. Ma solo nel caso di una bocciatura su WhiteRussian.
Ford dice: nonostante si tratti di una pellicola cinese che richiama al wuxia e simili, questa roba mi puzza di sòla lontano un miglio.

Un po' come quando annuso qualche nuovo post su Pensieri Cannibali.




Tini – La nuova vita di Violetta

"Facciamo vedere a quel finto giovane di Cannibal come festeggiano oggi gli spring breakers!"

Cannibal dice: L'idola delle ragazzine e di Ford Violetta arriva nei cinema con quella che si prospetta come un vero e proprio bimbominkia-movie. Persino per un amante delle robe teen come me questo è troppo!
Ford dice: teenata spaventosa - in tutti i sensi - che dev'essere il tripudio di quel pusillanime del mio rivale. Faccio conto che non esista neppure.



La sposa bambina

"Questo dovrebbe essere abbastanza pesante da causare una bella concussion a Peppa."

Cannibal dice: Anche in Yemen fanno film. Buono a sapersi, ma ciò non significa che noi qua li si debba guardare. Così come Ford, non si sa bene come, riesce a gestire un blog, ma ciò non significa che noi lo si debba leggere.
Ford dice: un tempo sarei corso a cercare l'unica sala di Milano pronta a proiettare questo film più che di nicchia. Un tempo.
Ora preferisco starmene a casa con il mio white russian in mano e Rocky su Rai Movie.



Viaggio da paura

"Mandiamo un selfie a Ford: così almeno vede come si guida!"

Cannibal dice: Commedia avventurosa che sembra una specie di Tre uomini e una gamba in salsa mediorientale. Non mi metterò in viaggio per vederlo di corsa, però potrebbe anche essere una gradevole sorpresa.
Ford dice: altro film d'essai che, quantomeno, promette di essere abbastanza fresco da incuriosire. Al contrario di Cannibal, che con la sua presenza sta finendo per spopolare l'intera blogosfera.



Con tutto l'amore che ho

"Con quei capelli sei meno credibile di Ford e Kid."

Cannibal dice: Il cinema italiano negli ultimi mesi sta passando un buon periodo. Questo film però è del 2014 quindi, mi spiace, ma non rientra in questo periodo fortunato.
Ford dice: con tutto l'amore per il Cinema che ho, non arrivo a tanto da recuperare un film italiano di due anni fa. O di pensare che Cannibal Kid possa essere un modello positivo e stimolante per chi si avvicina alla settima arte con l'idea di imparare qualcosa.



Due euro l'ora

"Adesso questa la sparo dritta in faccia a Cannibal."

Cannibal dice: Più che due euro l'ora, a me sembra che escano duecento film l'ora. Ora basta!
Ford dice: potessi avere due euro per ogni ora in cui ho sopportato Cannibal, oggi avrei finito di pagare il mutuo.



Il ragazzo della giudecca

"Il prossimo film che girerò, sarà Il ragazzo di Casale."
Cannibal dice: Come film partenopeo della settimana, un appuntamento ormai fisso, c'è questa storia di un cantante neomelodico che mi attira quasi quanto la storia di un tizio che di giorno è un padre di famiglia rispettabile e serio e la sera si trasforma in un blogger-wrestler che combatte contro il bel cinema.
Ford dice: piuttosto che guardare Il ragazzo della giudecca, mi schiaffo Il ragazzo di Casale, la storia di un ormai quasi quarantenne che pensa ancora di essere al liceo. Il suo nome? Marco Goi.


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