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mercoledì 6 dicembre 2017

Wednesday's child







Siamo entrati nell'ultimo mese dell'anno, che per molti bloggers cinefili come il sottoscritto e purtroppo anche il mio compare e co-ideatore di rubrica Cannibal Kid significa affrontare le ultime visioni che potrebbero influenzare i numerosi classificoni in arrivo con le Feste.
Chi, invece, di queste cose commerciali e frivole se ne sbatte è gente seria e competente come Kris Kelvin, con grande piacere del sottoscritto dati i molti gusti in comune ospite settimanale della rubrica: chissà se il Cucciolo Eroico avrà retto al colpo?



"Abbracciamoci per solidarietà alla nostra amichetta Cannibal: questa settimana se la deve vedere con due loschi figuri!"



SUBURBICON

"Hey, Matt! Stai cercando di imitare Ford, che anche quando si scende sotto zero sfreccia in bici pur di non guidare!?"

Kris Kelvin: Si parte facile, con un film che ho già visto (a Venezia). E diamo a Clooney quello che è di Clooney: che sia più bravo come regista che come attore è risaputo, e Suburbicon è un buon film... non è vero che il merito è tutto della sceneggiatura dei Coen, gli ultimi film dei Coen sono, a mio avviso, pretenziosi e compiaciuti esercizi di stile (e qui sento già gli applausi del Cannibale). Invece Suburbicon è un bel noir teso e graffiante, una satira feroce sulla politica trumpiana. Demenziale, violento, sarcastico, cinico, penso che a Ford piacerà da matti!
Cannibal Kid: Subito dal primo commento, si vede che Kris Kelvin è un blogger, anzi un critico cinematografico serio e professionale. Uno che va ai Festival che contano. Io e Ford al massimo partecipiamo alla Sagra della Patata. Mentre lui guardava Suburbicon al fianco di George e Amal, io probabilmente mi sparavo qualche inutile serie teen, e Ford si faceva una maratona di action con Sly, per dire...
Come se fossi a un Festival, mi alzo in piedi e faccio una standing ovation per le parole di Kelvin sui Coen e sono fiducioso in quel che dice sul film di Clooney, abbastanza spernacchiato dai suoi altri colleghi critici seri, ma che a me ispira. Nonostante l'aria di commedia satirica molto coeniana e quindi molto fordiana che tira.
Ford: Clooney mi sta simpatico e trovo sia un discreto regista, che in più di un'occasione è riuscito a convincermi. Con una sceneggiatura dei Coen alle spalle e tematiche potenzialmente molto interessanti potrebbe essere una delle sorprese di questa parte finale dell'anno, arrivando magari a guadagnarsi una posizione nella Top 40 fordiana dei film usciti in sala. Sarà così? Entro poche settimane lo sapremo. Quello che invece già so, è che probabilmente resterò come al solito deluso dalla classifica del Cannibale.

BAD MOMS 2 – MAMME MOLTO PIU' CATTIVE

"Cara, ti ho detto che non devi bere vino come me, ma solo White Russian! Così potrai diventare forte come Ford!"

Kris Kelvin: Sarà un retaggio (ormai mooolto remoto) dei miei pruriti adolescenziali, ma onestamente non ce la vedo tanto Mila Kunis (alias "gli occhi più belli del pianeta") nel ruolo di mammina stressata...anzi, diciamo che non ce la vedo proprio nel ruolo di mamma! Sì, lo so che nella vita vera ha già due figli, ma il cinema per fortuna è un'altra cosa (e menomale!) e per me resterà sempre un amore di gioventù, non posso farci nulla. Sul film, che dire: ben poco direi, dato che non ho visto il primo episodio e non ho nessuna intenzione di vedere nemmeno questo. Di stupide e banalotte commedie americane ce ne sono già abbastanza.
Cannibal Kid: Ouh, Kelvin, Mila è un mio amore di gioventù. Pensavo mi tradisse solo con Ashton Kutcher e non anche con te, maledetto!
Come MILF posso assicurarti che Mila ci sta benissimo e, per quanto il primo film non fosse fenomenale, si faceva guardare tranquillamente. Così come mi vedrò tranquillamente anche questo sequel, godendomelo ancor di più giù sapendo quanto Ford, se mai avrà il coraggio di vederlo, lo detesterà. Il primo Bad Moms l'anno scorso si era infatti guadagnato l'esagerato titolo di peggior film dell'anno sul suo WhiteRussian e questo Mamme molto più cattive rischia di bissare. Cosa che non può essere considerata altro che un onore, quasi fossero due Oscar.
Ford: il primo Bad Moms è stata una delle esperienze più tristi che ricordi rispetto ad una visione che avrebbe dovuto essere semplicemente divertente e easy, di quelle da serata a neuroni zero. Ovviamente, considerato quanto cagare mi fece il primo, mi guarderò bene dal tentare la fortuna una seconda volta.

FREE FIRE

"Ma è questo che succede quando si passa una serata con Ford?" "Sempre, Kris. Chiedilo pure a Cannibal."

Kris Kelvin: A giudicare dal manifesto, potrebbe anche ispirarmi. Si respira aria anni '70 e si sconfina nel "pulp", con evidenti tributi a Scorsese, Tarantino e anche a Guy Ritchie. Il problema sarà non solo "prendere spunto" ma anche girare qualcosa di originale, di non già visto. Dirige un certo Ben Wheatley (che non conosco), con un ottimo cast: Cillian Murphy, Armie Hammer, Sharlto Copley (ve lo ricordate in District 9?), Sam Riley, Noah Taylor. Brie Larson è la pupa del gangster, e il ruolo le calza a pennello. Penso che sia Ford che il Cannibale apprezzeranno (il film, non la Larson: lei è incontestabile ;) ).
Cannibal Kid: Film che (purtroppo) ho già visto e che mi ha annoiato come pochi altri quest'anno. Mi ha lasciato svuotato al punto che per ora non sono riuscito nemmeno a scriverci un post in proposito. Dopo una prima mezz'ora in cui si concede persino il lusso di proporre dei dialoghi, poi parte un'ora abbondante di sparatoria non-stop. Il film è tutto qua: spari, spari, e ancora assordanti spari. Nemmeno l'incontestabile Brie Larson, che è meglio recuperare in The Glass Castle, riesce a rendere il tutto minimamente interessante. Kelvin apprezzerà giusto l'aria 70s, Ford invece lo adorerà. Io piuttosto che rivederlo vado a spararmi, bang bang.


Ford: non l'ho ancora visto, ma l'atmosfera mi ispira ed il fatto che abbia annoiato Cannibal significa solo che probabilmente Kris potrebbe apprezzarlo ed io adorarlo. Se poi dovesse scappare una pallottola vagante dritta nelle chiappe di Peppa, anche meglio.

PATTI CAKE$

"Non te la caverai con questa birretta, caro Kris. E neppure la tua amica Patti Kid qui accanto. Qui si beve solo White Russian."

Kris Kelvin: Può una ragazzina bianca e obesa, soprannominata "Dumbo", sognare di diventare una reginetta del rap? Difficile in generale, quasi impossibile se hai la sfortuna di nascere in un quartiere dormitorio del New Jersey e devi fare da balia a una mamma scapestrata e attaccabrighe. Mi pare già di sentire in lontananza il clangore delle bottigliate di Ford, e in effetti il rischio dell'ennesima operazione di buonismo e simpatia è altissimo. Dicono sia stato applaudito all'ultimo Sundance Festival, eppure sento parecchia puzza di film ruffianotto e radical-chic. Ma magari al Cannibale, bastian contrario per eccellenza, potrebbe anche piacere!
Cannibal Kid: Yo, Kelvin, hai proprio ragione. Io un film come questo già non vedo l'ora di eleggerlo a mio nuovo cult personale. Gli ingredienti radical-indie sembrano esserci tutti. E alla fine mi sa che piacerà pure a Ford, che quando si tratta di rap insieme a me è uno dei pochi blogger bianchi ad apprezzare.
Ford: il rap mi piace, l'indie - se fatto bene - pure, il problema è se questo film si dovesse trasformare in un nuovo Precious, che avevo trovato sopravvalutato e bottigliato qualche anno fa. Spero proprio di no, anche a costo di trovarmi d'accordo con quel radical hipster di Cannibal.

LOVELESS

Tipico scorcio del cortile dietro casa Goi.

Kris Kelvin: Qui la cosa si fa seria. E allora niente frecciatine: Andrey Zvyagintsev è un SIGNOR autore, che folgorò il sottoscritto in tempi non sospetti, ovvero fin dai tempi del Leone d'Oro vinto nel 2003 con lo splendido Il Ritorno, che trionfò a Venezia da illustre sconosciuto e fece incazzare il nostro Marco Bellocchio che già pregustava la vittoria. Loveless racconta una (brutta) storia di genitori divorziati e rancorosi costretti a dover affrontare un dramma in comune: la scomparsa del loro figlio piccolo. Ovviamente la vicenda è un pretesto per riflettere sulle storture di un'epoca e d una società intera. Premio della Giuria a Cannes 2017.
Cannibal Kid: Ed ecco qua che emerge l'anima soporifer... volevo dire autoriale di Kelvin. Questo sì che si preannuncia come un film radical-chic, altroché Patti Cake$! E si preannuncia pure come un mattonazzo insostenibile. Il dubbio è: Ford per l'occasione recupererà il suo vecchio spirito più radical-autoriale o preferirà, come saggiamente ha scelto di fare negli ultimi tempi, qualche visione più leggera e cannibalesca?
Ford: Zvyagintsev aveva folgorato anche me con Il ritorno, film bellissimo e girato in modo pazzesco. Ammetto, però, di essermelo un po' perso negli ultimi anni, e di aver mancato, se non ricordo male, i suoi ultimi due lavori. Spero che questo ritorno - per l'appunto - mi stimoli al recupero, e che Loveless possa rivelarsi una di quelle pellicole autoriali molto fighe che soddisfano gli appassionati veri di Cinema come me e Kris e fanno incazzare i Cannibal di turno.

THE VOID – IL VUOTO

Kris, Ford e Cannibal nella loro versione de Il triangolo no.

Kris Kelvin: Un horror d'autore, di quelli "duri e puri", che potrebbe piacere tanto a James Ford: un poliziotto trova un ragazzo ferito in mezzo al bosco e lo porta a uno scalcinato pronto soccorso di provincia, dove un medico molto ambiguo lo imbottisce di sedativi per ridurlo al silenzio. Ma la pazzia di un'infermiera sadica innescherà un'assurda nottata di violenza estrema. Tensione, sangue, splatter, effett(acci) gore a iosa, in un titolo che potrebbe pure rivelarsi sorprendente. Questione di stomaco.
Cannibal Kid: Questa settimana che abbiamo come ospite un critico vero e proprio, persino gli horror si tingono d'autore. Io lo lascio volentieri ai miei due più competenti colleghi (o meglio al mio più competente collega Kelvin), preferendo guardarmi qualche stupido comedy-horror adolescenziale. Che sarà meno splatter, ma sarà anche più divertente.
Ford: sulla carta potrebbe essere un horror come piace a me, ma considerato che di norma il genere riserva spesso e volentieri porcate da record anche partendo da buone premesse, non voglio sbilanciarmi. Parlerò solo al termine della visione, sperando nel frattempo che Casale faccia il salto definitivo per entrare nel void.

DUE SOTTO IL BURQA

"Ma cosa sarebbe questa roba?" "Una porcheria, il libro di recensioni di Cannibal Kid. Io mi leggo quello di Kris Kelvin, che mi pare molto più competente."

Kris Kelvin: Commedia francese su un tema "spinoso" (a dire poco) come il radicalismo islamico. Una giovane coppia iraniana sta per trasferirsi a New York, ma il fratello di lei, integralista, ne ostacola in tutti i modi la partenza verso la terra degli "infedeli"... non ne so niente di più e non mi pronuncio, salvo rimarcare il fatto che in Francia si possono e si riescono a fare ANCHE film di questo tipo. Da noi la satira cattiva è concessa solo a Zalone...
Cannibal Kid: In una settimana di uscite ben poco nelle mie corde, ecco una francesata che potrebbe fare al caso mio. Anche se un tema ostico del genere per una commedia potrebbe rivelarsi un autogoal. Mi ricorda vagamente il britannico Four Lions, che ben poco mi aveva convinto, al contrario di Ford, che alla fine mi sa gradirà pure questo. Dal trailer comunque mi sembra una cacchiata caruccia. Quasi quanto un film del buon Zalone.
Ford: i francesi viaggiano a corrente alternata, dalle mie parti, passando da cose estremamente interessanti ad altre estremamente agghiaccianti. Questa commedia dal tema molto delicato che il mio rivale ha associato all'ottimo Four lions viaggia sul filo: personalmente spero di trovarmi di fronte una sorpresa positiva, ma con il Cinema francese, per l'appunto, così come con Cannibal, non si può mai davvero sapere. Nel frattempo, in caso, mi affiderò al parere decisamente più autorevole di Kris.

IL PREMIO

"Siamo sicuri di voler caricare quei tre pezzentoni di bloggers?" "Direi di no: lasciamoli in balìa di un Rutger Hauer qualsiasi."

Kris Kelvin: Così, a occhio, prevedo una raffica di bottigliate fordiane (mai troppo tenero lui con il cinema italiano). E forse non avrà tutti i torti... Gigi Proietti si reca in macchina a Stoccolma per ritirare il Nobel alla letteratura (sic!) assistito da Rocco Papaleo e dai figli Alessandro Gassmann e Anna Foglietta (doppio sic!!) Vorrebbe essere una commedia familiare, prendendo come spunto un improbabile road-movie attraverso le autostrade del vecchio continente. Francamente nemmeno io me la sento di scommettere un solo centesimo su questo film, ma se al Cannibale piacciono le scommesse impossibili... prego si accomodi!
Cannibal Kid: Va bene essere bastian contrario e pure masochista, ma nemmeno io oserei scommettere un euro su un pretenzioso on the road movie come questo. Alla fine la sorpresa pure in questo caso potrebbe essere Ford, che di recente ha esaltato un'altra commedia con Gassmann Jr. come Beata ignoranza al di là dei suoi reali meriti. Premierà anche questo Il premio?
Ford: già con il Cinema italiano non vado fortissimo, se poi ci mettiamo un tentativo che pare già goffo e Papaleo, uno degli attori che più detesto insieme a Ceccherini, il gioco è fatto. Non lo consiglierei, udite udite, neppure al Cannibale.

THE WICKED GIFT

"Un altro White Russian!? Adesso ho capito perchè scrivi tutte quelle stronzate, Cannibal! Hai cominciato a bere quanto Ford!"

Kris Kelvin: Un horror esoterico diretto da un regista italiano esordiente, tale Roberto D'Antona. Location: le brume del Vercellese. Interpreti: tanti giovani in cerca di lavoro (e di gloria). Magari, vedendolo, potremo dire un giorno di essere stati i primi ad assistere all'opera prima di un regista di culto. Per quanto mi riguarda, me ne farò una ragione e anche... qualsiasi altra cosa pur di rimanere a casa. Aho, so' fatto così: le "sole" le fiuto da lontano!
Cannibal Kid: Horrorino amatoriale girato non troppo distante dalle mie parti. Io del Vercellese ne ho già abbastanza nella realtà e non mi va di vederlo pure sul grande schermo. A giudicare dal trailer in ogni caso questo non è un film da sottovalutare: potrebbe guadagnarsi il titolo di lavoro più (involontariamente) divertente del 2017.
Da notare inoltre la competenza e la preparazione di Kelvin nel commentare pure queste uscite minori. Ford, tu che in genere scrivi 'ste righe mentre in sottofondo segui qualche assurdo incontro di wrestling, prendi appunti da un pro come lui.
Ford: non credo mi preoccuperò di questo film o di quello che sta scrivendo Cannibal. Sto seguendo un incontro di wrestling e non ho certo tempo da perdere.

MY LITTLE PONY – IL FILM

Il mondo del Cucciolo Eroico.

Kris Kelvin: Il cartoon che ha "spaventato" la Pixar, costretta a rinviare a dopo Natale l'uscita del suo Coco: perfetto, direi, per i Fordini, che adoreranno il mondo di Equestria e i suoi abitanti. E al Cannibale piace ogni tanto tornare bambino? Nella versione originale le voci sono di Emily Blunt, Zoe Saldana, Liev Schreiber e Michael Pena.
Cannibal Kid: Della serie anni '80 Vola mio mini pony ricordo più che altro la ancora oggi mitica sigla di Cristina D'Avena. Per il resto mi sembrava una bambinata quando avevo 5 o 6 anni, figuriamoci se ho voglia di avventurarmi in questa nuova versione che costringerà i poveri little Fordy ad accompagnare il loro sciagurato padre al cine, che se no si mette a frignare.
Ford: mai piaciuti i Mini Pony, e non ho alcuna intenzione di buttare i Fordini in pasto a questa roba. O di sorbirmela per dovere di genitore. Piuttosto, attendiamo tutti Coco.

L'INSULTO

"Prova ancora a pensare di far guidare Ford, e di insulti ne beccherai molti più di uno."

Kris Kelvin: Altro film "veneziano", passato in concorso con ottimi consensi (tra cui il mio). Nel Libano di oggi un banale incidente d'auto tra un muratore palestinese e un meccanico ultra-conservatore diventa un pretesto per scatenare un incidente politico-diplomatico su due visioni del mondo inconciliabili. Ottimi attori, sceneggiatura di ferro, grande coinvolgimento emotivo malgrado la trama esile esile. Una delle più belle sorprese dell'ultima Mostra del Cinema. Mi piacerebbe che per una volta il Cannibale spazzasse via la propria proverbiale diffidenza verso questo tipo di operazioni e si godesse lo spettacolo. A Ford invece... che glielo dico a fare! Lo vedo già in prima linea!
Cannibal Kid: Ford, tu si nu strunz!
Ah, L'insulto è il titolo del film? Pensavo fosse un invito. Comunque Kelvin, ma che dici? Io non sono diffidente vero questi film. Vuoi mica che cominci a insultare pure te?
A dare un'occhiata al trailer devo anzi dire che questo lavoro libanese mi sembra un legal-thriller molto accattivante e intrigante, ben più rispetto ai “colleghi” ammeregani tanto esaltati di solito dal Ford. Mi sa che, tra tutti i film in uscita questa settimana, sarà l'unico che potrebbe farci andare tutti e tre d'amore e d'accordo e a non farci prendere a insulti.
Ford: a parte gli insulti che riservo sempre molto volentieri al mio rivale Cannibal, questo film mi da proprio l'impressione di essere uno di quei prodotti di nicchia di grande valore che i giovani e finti giovani critici e finti critici come il Cucciolo Eroico snobbano a torto. Buon per me e Kris, che con questo tipo di proposte andiamo a nozze. Uno dei probabili film della settimana e del periodo.

domenica 29 maggio 2016

Money monster - L'altra faccia del denaro

Regia: Jodie Foster
Origine: USA
Anno:
2016
Durata:
95'






La trama (con parole mie): Lee Gates, spigliato e senza scrupoli presentatore di uno show televisivo dedicato alla finanza, di settimana in settimana intrattiene e suggerisce al suo pubblico il modo migliore per fare soldi.
Quando Kyle Budwell, che seguendo il consiglio di Gates ha investito i suoi risparmi in un potenziale affare perdendo tutto, in diretta televisiva prende in ostaggio programma ed anchorman giurando vendetta ad un sistema che l'ha privato di ogni cosa, le regole del gioco cambiano, e Gates si ritrova costretto a lottare per la propria sopravvivenza nella speranza che la producer Patty Fenn possa riuscire ad essere determinante come sempre dietro le quinte.
Ma quale verità si nasconde dietro Money monster ed il desiderio di vendetta di Budwell?










Per quanto non lo si voglia mai ammettere apertamente, o non regali la felicità, o la vita eterna, il denaro influenza gran parte della nostra società, costringendoci a fare i conti con i conti, le preoccupazioni, le aspettative, gli status symbol e la voglia di apparire: se non esistesse, o non ne fossimo in una certa misura dipendenti, potremmo essere liberi dai condizionamenti, dalle costrizioni del lavoro, da molte delle regole che, da secoli, sono alla base della civiltà, giuste o sbagliate che siano.
Jodie Foster, attrice dotatissima ma regista non particolarmente brillante, con il suo quarto lungometraggio realizza forse il suo lavoro più interessante, appoggiandosi proprio sull'analisi di questo nodo fondamentale facendo leva da un lato ai riferimenti alla crisi economica che ha attraversato il mondo negli ultimi anni e dall'altro sul ritmo e la leggerezza di un thriller d'azione, o una commedia nera, sfruttando un George Clooney cui pare sia stato chiesto espressamente di restare il più sopra le righe possibile in modo, con ogni probabilità, da rappresentare al meglio il lato predatorio di questo oceano che continuerà a portare il flusso di denaro lungo le stesse correnti mentre i pesci piccoli fanno la fame con gli scarti.
Il confronto tra il presentatore televisivo interpretato dal succitato Clooney ed il ragazzone arrabbiato Kyle Budwell, cui presta volto Jack O'Connell, promettente attore anglosassone già protagonista di prodotti ottimi come '71 e Starred Up, è di fatto quello che ognuno di noi - a meno che chi legge non sia dall'altra parte della barricata - vive sulla pelle ogni giorno, dalle notizie al telegiornale ai conti di fine mese, dagli standard imposti dalla società "social" - agghiaccianti le sequenze in strada con tanto di riprese fatte con gli smartphones ed i conseguenti video da milioni di visualizzazioni su Youtube - alle false speranze date non solo ai giovani, ma anche a tutti coloro i quali desiderano solamente fare tesoro dei propri risparmi e trasformarli in qualcosa che sia più di una promessa per il futuro.
In questo senso, le accuse di Kyle rivolte ai "veri criminali" pongono l'accento allo stesso modo di altri titoli - comunque più validi - come il recente La grande scommessa o in precedenza Margin Call, Wall Street o Americani sul conflitto sotterraneo che probabilmente sempre esisterà tra chi possiede ed amministra il denaro e chi lavora per ottenere una parte irrisoria dello stesso, finendo spesso fagocitato con i propri averi dalle creature dei burattinai di banche, società d'investimento e televisioni: una condizione, quella di Kyle, fuori dalla Legge e sbagliata ma paradossalmente comprensibile, con la quale si finisce per empatizzare nonostante l'innegabile carisma di Clooney e del suo Lee Gates, gigione e oltre misura.
Il film nel complesso, probabilmente, non resterà nella memoria a differenza di cult come quelli già citati, ma ha il pregio di scorrere rapido come un thriller, e di far riflettere lo spettatore da un nuovo punto di vista nonostante la problematica del rapporto tra società e denaro sia più vecchia del Cinema stesso.
E quando la polvere si è depositata, e l'unica domanda che resta è "Cosa dovremo inventarci lunedì prossimo?", l'inquietudine aumenta: quale prezzo la società e noi che ne costituiamo le fondamenta dovremo pagare affinchè il grande spettacolo possa proseguire?
E soprattutto, fino a quando saremo disposti a pagarlo?





MrFord





"Money, get away
get a good job with more pay and you're O.K.
money, it's a gas
grab that cash with both hands and make a stash
new car, caviar, four star daydream,
think I'll buy me a football team."
Pink Floyd - "Money" -







martedì 17 maggio 2016

Ave, Cesare!

Regia: Joel Coen, Ethan Coen
Origine: USA, UK, Giappone
Anno:
2016
Durata:
106'








La trama (con parole mie): Eddie Mannix è il problem solver ed il coordinatore dei Capitol Studios, una delle realtà più importanti del Cinema all'inizio degli anni cinquanta.
Il suo compito, a qualsiasi ora del giorno e della notte, è fare in modo che le cose girino sempre per il verso giusto, che registi ed attori svolgano il loro lavoro al meglio cercando di mettersi nei guai il meno possibile e tirarli fuori dagli stessi guai all'occorrenza: quando Baird Whitlock, star principale del kolossal in corso di ripresa Ave, Cesare! scompare misteriosamente dagli studios, per Mannix inizia una ricerca che potrebbe condurlo a scoperte decisamente scomode, nonchè ad utilizzare tutto il suo talento nel rimettere sui binari quello che rischia di deragliare ad ogni sequenza.
Perchè se nella settima arte esistono tante stelle, e storie, ed il senso di meraviglia conquista, alle spalle di tutto resta sempre un demiurgo che ha ben chiaro il senso del suo compito, e lo svolge con diligente solerzia.













Fin dai tempi dei primi passi nel mondo del Cinema autoriale, ho sempre adorato il modo di raccontare storie dei fratelli Coen: scombinati eppure perfettamente lucidi, assurdi ma calcolatori, pronti a regalare perle da pisciarsi addosso dalle risate come Il grande Lebowski o Arizona Junior e ritratti quasi oscuri come Fargo e L'uomo che non c'era, così come a lanciarsi in esperimenti pronti a toccare i più disparati generi cinematografici, da Crocevia della morte a Il grinta.
Neppure di fronte ai loro lavori meno ispirati e riusciti - si pensi a Prima ti sposo poi ti rovino o Ladykillers - sono riuscito a volere male ai due fratellini, anzi, ho finito per godermi anche i punti più bassi della loro carriera: eppure, ai tempi dell'uscita del trailer, non ero affatto convinto di quest'ultimo Ave, Cesare!, che dava al sottoscritto l'impressione della minestra riscaldata che funziona sempre poco, soprattutto al Cinema.
E invece, al contrario di tutte le aspettative, i Coen hanno finito per stupirmi in positivo un'altra volta.
Ave, Cesare!, infatti, è un film complesso nonostante l'apparenza giocosa e citazionista - senza dubbio è un lavoro costruito da amanti del Cinema soprattutto classico per amanti del Cinema soprattutto classico -, di quelli che, probabilmente, finiscono per acquistare valore visione dopo visione, all'interno del quale, come in un gioco di scatole cinesi, si fondono il noir, la commedia, il grottesco, il musical, l'epoca fantastica dei grandi studios ed il kitsch dei kolossal che fecero la Storia negli anni cinquanta, da I dieci comandamenti a Ben Hur, una specie di strano mix tra il già citato Il grande Lebowski e Vizio di forma, con qualche spruzzata di metacinema e la consueta riflessione legata alla Fede tipica dei Coen già presente nel sottovalutato e bellissimo A serious man.
Non un film per tutti, dunque, ed ancor meno per i detrattori dei due registi e sceneggiatori, che in Ave, Cesare! ritroveranno tutti i tratti distintivi che fanno andare in visibilio i loro fan hardcore tanto quanto irritano chi non si specchia nel loro modo di approcciare la settima arte: a prescindere, comunque, da questo, e dal cast davvero all star, la realizzazione tecnica risulta impeccabile nella ricostruzione della cornice d'epoca così come nella messa in scena.
Dal canto mio, a parte i molteplici riferimenti ad un'era che adoro del Cinema americano, ho trovato in questo film tutto l'amore che i Coen nutrono per la settima arte in tutte le sue incarnazioni, ed una riflessione davvero profonda nata sfruttando la figura da Mr. Wolf di Eddie Mannix, una sorta di divinità scesa in terra per aggiustare tutti i guai originati dalle star scombinate, caotiche e spesso e volentieri neppure in grado di comprendere la vita oltre il set ed espiarli e confessarli come se fossero propri, neanche fosse il Gesù del kolossal che si incarica di salvare riportando sulla retta via il perduto - in tutti i sensi - Baird Whitlock.
O forse quella stessa riflessione è in realtà una grande presa in giro della seriosità ed importanza che alcuni dogmi - che si parli di Fede o di Cinema poco importa - finiscono per avere anche quando si vivrebbe meglio con leggerezza e strafottenza, con la capacità di dimenticarsi della Fede stessa come Baird o con la semplicità del cowboy ritrovatosi attore Hobie Doyle, incapace di recitare quando occorre rapportarsi agli umani - strepitoso il siparietto con Ralph Fiennes - così come di togliersi la dentiera nel pieno di un appuntamento per raccontare di quando un incidente di rodeo gli è costato tutti i denti neanche parlasse delle scarpe che si è messo quella stessa mattina per uscire.
Ma in fondo, che si tratti di una cosa o dell'altra, non è dato conoscere la risposta, ma se senza dubbio caldeggiato provare a trovarne una, fosse anche sbagliata: il bello del Cinema - e di Ave, Cesare! - è proprio questo.
Un intrigo passionale.
Una storia d'amore.
Un atto di fede.
Un tentativo di rivolta.
Ad ognuno il suo.
L'importante è avere il set giusto per brillare.





MrFord





"Who are these christians?
What is this strange religion?
I' ve heard it said they turn the other cheek
ha ha ha ha
throw them to the lions
throw them to the lions
throw them to the lions
thumbs down
10 pieces of gold for every man
hail caesar hail caesar."
Iggy Pop - "Caesar" - 





giovedì 12 maggio 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): ennesima settimana con una serie di uscite quasi infinita, tra le quali trovare qualcosa di interessante davvero risulta sempre più un'impresa.
Un pò come incontrare un'opinione sensata tra gli sproloqui del mio rivale e come sempre co-conduttore di questa rubrica, Cannibal Kid, rimasto con il sottoscritto a tenere in piedi una blogosfera che sembra sempre più un deserto post-apocalittico in stile Mad Max.



"Buongiorno, sono Cannibal Kid, il vostro nuovo giocattolo del cuore."



Money Monster – L'altra faccia del denaro

"Polizia? Un individuo poco raccomandabile è entrato nei nostri studi chiedendo che gli sia affidato uno spazio per recensire i film in uscita: si chiama Cannibal Kid, mandate subito una squadra di Ford da combattimento!"

Cannibal dice: Thriller a tematica economica che mi intriga parecchio. Mi auguro però che non sia troppo patinato vista la presenza dei divi George Clooney & Julia Roberts e inoltre ho qualche dubbio su Jodie Foster, che finora dietro la macchina da presa non ha ancora dimostrato lo stesso talento che davanti. Come il suo ultimo terrificante film da regista Mr. Beaver dimostra. Anche se in quel caso la colpa del disastro era più che altro dell'idolo fordiano Merd Gibson.
Ford dice: thriller iperpatinato che mi da più l'impressione di finta autorialità da Italia Uno che di titolo da non perdere.

Un po' come Pensieri Cannibali, che si finge un autorevole blog cinematografico.




Pericle il Nero

"Hey, voi due bloggers, che vi guardate!?"


Cannibal dice: Film che dal trailer promette molto bene e presenta un Riccardo Scamarcio inedito, più cattivo che mai. Si astengano i buonisti alla James Ford, gli altri potrebbero trovare una bella bombetta di cinema made in Italy.
Ford dice: nonostante una serie di premesse non proprio esaltanti, devo ammettere che questo Pericle il nero mi incuriosisce. Sarà che Scamarcio ha dato il meglio in Romanzo Criminale interpretando il Nero, o sarà che il gangster movie made in Italy non mi pare messo così male.
In ogni caso, spero che venga bocciato da Cannibal Kid. Quella sì, è una garanzia di qualità.



The Boy

"Caro Cannibal, dato che hai fatto fuori tutte le ultime baby sitter, questa volta ho assunto un "tato" speciale: James Ford."

Cannibal dice: Film che ho già visto su una tipa che viene chiamata a fare da babysitter a un...
bambolotto.
No, non è una pellicola comica, ma un horror. Che la sceneggiatura l'abbia scritta Mr. Ford dopo aver alzato un po' troppo il gomito?

Ford dice: film che ho visto un po' di tempo fa e che presto farà capolino da queste parti.

Sarà roba per bambolotti come Peppa Kid o una proposta quantomeno guardabile? A breve la fordiana risposta.



Where to Invade Next

"Più americano di così non saprei essere: così almeno a Ford strapperò una bella recensione entusiastica!"

Cannibal dice: Per quanto non sia un fan del genere documentaristico, devo riconoscere che Bowling a Columbine era davvero un grande documentario! Dopodiché Peter Griffin... volevo dire Michael Moore già con il successivo Fahrenheit 9/11, interessante ma sopravvalutato, mi sembrava ripetersi e così non ho più seguito il suo percorso. Tornerò a farlo con questo suo ultimo Where to Invade Next? Chissà. Nel frattempo gli offro un consiglio sul prossimo posto da invadere: WhiteRussian.
Ford dice: Michael Moore è stato, nel corso degli anni, motivo di croce e delizia, da queste parti. Adorato con Bowling a Columbine, detestato - o quasi - con il sopravvalutatissimo Fahrenheit 9/11 - che solo un Tarantino in pieno delirio poteva decidere di premiare con la Palma d'oro -, recuperato con Sicko, il documentarista "contro" per eccellenza delle stelle e strisce torna in sala con una nuova pellicola che potrebbe sancire la consacrazione o il definitivo archiviamento dalle parti del Saloon. Cosa accadrà?



The Boy and the Beast

Ford e Peppa Kid in attesa di bottigliare uno dei pochi film che finiscono per stroncare entrambi.

Cannibal dice: Da quanto il maestro Miyazaki ha annunciato il suo addio alle scene ho un po' trascurato gli anime giappo, ma questo The Boy and the Beast già solo dalla locandina e dalle poche immagini viste mi ispira un casino! E poi il regista è quello dell'emozionante Wolf Children e di quella figata di Summer Wars, quindi visione obbligata, sperando non si riveli una fordianata sulle arti marziali.
Ford dice: l'animazione jappo, da queste parti, ha sempre trovato terreno fertile, al contrario di quel pusillanime del mio rivale Cannibal Kid. Essendo prodotto dallo stesso regista dell'ottimo Wolf Children, questo The boy and the beast, per quanto non particolarmente esaltante a scatola chiusa, merita a mio parere una visione.
In fondo, potrebbe anche trattarsi di un adattamento della storia del sottoscritto e di Cannibal.



Wilde Salomé

"Quel Cannibal Kid mi convince proprio poco, specie quando parla di Cinema."

Cannibal dice: Una cosa che proprio non mi piace, al di là di James Ford, sono i film teatrali. E questo di Al Pacino, che per altro è del 2011 e solo ora arriva nei cinema, è uno di quei casi. Nonostate la presenza di Jessica Chastain, passo volentieri.
Ford dice: Pacino, grande appassionato di teatro, anni fa realizzò uno degli adattamenti cinematografici di Shakespeare più belli di sempre con il suo Riccardo III. Questo Wilde Salomè, nonostante la Chastain, che riesce ad essere come poche altre idolo del Saloon e dell'asilo di Peppa Kid, non sembra proprio all'altezza.



Un poliziotto ancora in prova

"L'ultimo poliziotto in prova che ho avuto è stato un certo Marco Goi, e l'ho fatto fuori con le mie mani: spero tu possa fare meglio."

Cannibal dice: Sequel di Poliziotto in prova, comedy tutto sommato guardabile che credo potrebbe piacere anche a Ford, se solo la smettesse di fare il musone. Una visione estiva mi sa che ci potrebbe stare pure per questo secondo capitolo.
Ford dice: non ho visto il primo, non penso vedrò il secondo.
Piuttosto, mi godrei volentieri "Un blogger ancora in prova", biopic non autorizzato di Marco Goi.



Il regno di Wuba

"E' ora che quel montato di Cannibal capisca che non è lui l'imperatore della blogosfera!"

Cannibal dice: Pellicola fantasy cinese che grida “FORDIANATA!” a gran voce, ma che potrebbe anche rivelarsi una curiosa sorpresa. Potrei guardarlo. Ma solo nel caso di una bocciatura su WhiteRussian.
Ford dice: nonostante si tratti di una pellicola cinese che richiama al wuxia e simili, questa roba mi puzza di sòla lontano un miglio.

Un po' come quando annuso qualche nuovo post su Pensieri Cannibali.




Tini – La nuova vita di Violetta

"Facciamo vedere a quel finto giovane di Cannibal come festeggiano oggi gli spring breakers!"

Cannibal dice: L'idola delle ragazzine e di Ford Violetta arriva nei cinema con quella che si prospetta come un vero e proprio bimbominkia-movie. Persino per un amante delle robe teen come me questo è troppo!
Ford dice: teenata spaventosa - in tutti i sensi - che dev'essere il tripudio di quel pusillanime del mio rivale. Faccio conto che non esista neppure.



La sposa bambina

"Questo dovrebbe essere abbastanza pesante da causare una bella concussion a Peppa."

Cannibal dice: Anche in Yemen fanno film. Buono a sapersi, ma ciò non significa che noi qua li si debba guardare. Così come Ford, non si sa bene come, riesce a gestire un blog, ma ciò non significa che noi lo si debba leggere.
Ford dice: un tempo sarei corso a cercare l'unica sala di Milano pronta a proiettare questo film più che di nicchia. Un tempo.
Ora preferisco starmene a casa con il mio white russian in mano e Rocky su Rai Movie.



Viaggio da paura

"Mandiamo un selfie a Ford: così almeno vede come si guida!"

Cannibal dice: Commedia avventurosa che sembra una specie di Tre uomini e una gamba in salsa mediorientale. Non mi metterò in viaggio per vederlo di corsa, però potrebbe anche essere una gradevole sorpresa.
Ford dice: altro film d'essai che, quantomeno, promette di essere abbastanza fresco da incuriosire. Al contrario di Cannibal, che con la sua presenza sta finendo per spopolare l'intera blogosfera.



Con tutto l'amore che ho

"Con quei capelli sei meno credibile di Ford e Kid."

Cannibal dice: Il cinema italiano negli ultimi mesi sta passando un buon periodo. Questo film però è del 2014 quindi, mi spiace, ma non rientra in questo periodo fortunato.
Ford dice: con tutto l'amore per il Cinema che ho, non arrivo a tanto da recuperare un film italiano di due anni fa. O di pensare che Cannibal Kid possa essere un modello positivo e stimolante per chi si avvicina alla settima arte con l'idea di imparare qualcosa.



Due euro l'ora

"Adesso questa la sparo dritta in faccia a Cannibal."

Cannibal dice: Più che due euro l'ora, a me sembra che escano duecento film l'ora. Ora basta!
Ford dice: potessi avere due euro per ogni ora in cui ho sopportato Cannibal, oggi avrei finito di pagare il mutuo.



Il ragazzo della giudecca

"Il prossimo film che girerò, sarà Il ragazzo di Casale."
Cannibal dice: Come film partenopeo della settimana, un appuntamento ormai fisso, c'è questa storia di un cantante neomelodico che mi attira quasi quanto la storia di un tizio che di giorno è un padre di famiglia rispettabile e serio e la sera si trasforma in un blogger-wrestler che combatte contro il bel cinema.
Ford dice: piuttosto che guardare Il ragazzo della giudecca, mi schiaffo Il ragazzo di Casale, la storia di un ormai quasi quarantenne che pensa ancora di essere al liceo. Il suo nome? Marco Goi.


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