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martedì 23 maggio 2017

Insospettabili sospetti (Zach Braff, USA, 2017, 96')




Nel corso delle ultime stagioni cinematografiche la mancanza di nuove idee così come di produzioni, personaggi e situazioni pronti a diventare instant cult ha provocato un fenomeno decisamente curioso, quello della riscossa dei "vecchietti", leggende dello schermo dal punto di vista attoriale o di charachters riproposte in modo da solleticare la fantasia dei nuovi fan e l'amarcord dei vecchi: dalla saga degli Expendables ai ritorni di Rocky e Terminator, passando per operazioni come Il grande match o Stand up guys, chiaramente basate sull'effetto nostalgia.
Inutile dire che, per la maggior parte di questi titoli, il mio livello di esaltazione sia stato piuttosto alto, essendo cresciuto fortunatamente in un decennio - i mitici eighties - che praticamente ha macinato cult uno dietro l'altro: purtroppo, però, ormai il fenomeno ha raggiunto il suo punto di saturazione, e così come per i supereroi - altro genere ultimamente andato alla grandissima - rischia di stancare perfino i fan più accaniti come il sottoscritto.
Questo Insospettabili sospetti - terribile adattamento italiano, come al solito, dell'originale Going in style - fa parte, purtroppo, del novero: nonostante, infatti, la presenza di tre mostri sacri come Morgan Freeman, Alan Arkin e Michael Caine, alcuni passaggi molto divertenti ed una riflessione sociale non banale, il lavoro di Zach Braff - che tutti noi ricorderemo per Scrubs davanti alla macchina da presa, ma non è da dimenticare l'interessante La mia vita a Garden State, realizzato invece come autore - si presenta come inplausibile e poco avvincente nonostante il minutaggio favorevole, finendo per trasformarsi da commedia dissacrante sull'avanzare dell'età e sul riscatto dell'uomo della strada nel più classico dei film buonisti pronti a mettere d'accordo tutti con il più prevedibile finale che si possa immaginare.
Certo, il prodotto funziona, non fa incazzare ed è perfetto per una visione disimpegnata, ma non aggiunge nulla a questo nuovo "genere", ed anzi finisce per confermare i dubbi rispetto ad una saturazione del mercato dello stesso: Michael Caine e soci che scherzano a proposito di quanti anni restano loro da vivere sono sempre mitici da vedere, ma forse è ora di cominciare a valutare di tirare fuori dal cilindro qualche idea nuova che vada oltre il (ri)pescare attori, situazioni e personaggi che siano garanzie e sbatterli sullo schermo sicuri che bastino i loro nomi a portare a casa il risultato.
Ad ogni modo, doveste aver voglia di un film leggero ed innocuo, pronto a riempire una serata in cui il sonno e la stanchezza la fanno da padroni, Insospettabili sospetti farà al caso vostro.
Non aspettatevi troppo, e non pensiate che si possa andare avanti ancora per molto così: e certo non a causa del poco tempo che sulla carta rimane a certi pezzi da novanta.




MrFord



giovedì 4 maggio 2017

Thursday's child



Nuova settimana di uscite e di forzata scarsa belligeranza tra il sottoscritto ed il suo pseudo rivale Cannibal Kid, che almeno sulla carta potrebbe riservare almeno un paio di sorprese positive: che poi queste siano date da titoli pronti a rivelarsi delle piccole bombette o pomo della discordia per i due ex nemici più giurati della blogosfera.


"Ma chi ha cucinato questa sbobba?" "Sarà stato Cannibal Kid, quello è abituato con MacDonald's."


Insospettabili sospetti

"Ma scherziamo? Non servite White Russian!? E' uno scandalo!"

Cannibal dice: Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin. Tre attori premi Oscar non più troppo giovani per un film su tre vecchini che si improvvisano criminali per derubare la banca che li ha derubati. Una vicenda molto fordiana, tanto che ci si stupisce che non abbiano chiamato anche lui nella gang, ma che è girata da un regista giovane e indie e serialtelevisivo come Zach Braff, quindi insospettabilmente potrebbe piacere pure a me.

Ford dice: questo film, considerata l'inflazione che ormai i film sui vecchietti alla riscossa stanno vivendo, mi ispira incredibilmente molto poco. L'unica possibilità di salvezza pare venire dal regista, uno Zach Braff giovane e indie, neanche stessi diventando quasi un po' più Cannibal. Staremo a vedere.

 

Gold – La grande truffa

"Sicurezza? Voglio Cannibal fuori dall'edificio prima di subito."

Cannibal dice: Sarà solo uno di quei film con cui Matthew McConaughey cerca di mettere in mostra le sue sorprendenti doti recitative, che gli sono saltate fuori dal nulla negli ultimi anni, oppure un vero e proprio filmone appassionante?
In entrambi i casi la visione ci sta, sperando sia una pellicola più Gold che Ford.
Ford dice: McConaughey è un fordiano ad honorem da tempo, ormai, e dunque i film che lo vedono protagonista finiscono comunque per valere una visione, da queste parti. Ma ne varrà la pena, o tutto si tramuterà in una copia sbiadita del mitico Wolf di Scorsese?
 

Miss Sloane – Giochi di potere

"Ancora Cannibal Kid!? Quello è decisamente uno stalker!"

Cannibal dice: Miss Sloane è interpretata da Miss Chastain. Devo aggiungere altro?
Ford dice: la Chastain potrebbe valere da sola la visione, eppure questa sorta di legal thriller mi ispira davvero poco. Sarà la settimana delle scommesse?
 

Adorabile nemica

"Me ne sbatto dei tuoi pezzi indie da giovane: ora ci scassiamo Despacito!"

Cannibal dice: L'anziana Shirley MacLaine a confronto con la ggiovane Amanda Seyfried, in un film che potrebbe rivelarsi quasi come una versione al femminile di questa rubrica.
Ford dice: ho sempre amato i confronti tra donne, dunque chissà che anche questo insolito faccia a faccia tra giovani e vecchi non possa in qualche modo sorprendermi, quantomeno ricordando i bei tempi in cui con Peppa Kid era davvero una battaglia.

 



Monster Trucks

"Ford ha bocciato a priori il nostro film." "Che delusione: e pensare che mi ero dato da fare in palestra apposta per ricordargli The Rock!"

Cannibal dice: Un film sui monster trucks, i camioni giganti?
Sembrerebbe un action tamarro tutto effetti speciali molto whiterussiano, ma possiede anche un tocco teen che a sorpresa potrebbe renderlo piuttosto cannibale. Potrebbe insomma essere la porcata dell'anno, così come un piacevole e spensierato guilty pleasure.
Ford dice: film action apparentemente fordiano che mi pare invece una robetta degna del Cannibale dei bei tempi. Cercherò di evitarlo per evitare di ritrovarmi con un altro potenziale peggior film dell'anno tra le mani.
 

Codice Unlocked – Londra sotto attacco

"E' l'ultima volta che quei due bloggers sparano le loro stronzate."

Cannibal dice: Film dalla tematica terroristica più attuale che mai. Si rivelerà una figata come le prime stagioni di 24 e Homeland, oppure una delusione come le ultime stagioni di 24 e Homeland o ancora, peggio ancora, un incrocio tra un servizio di telegiornale misto e un action consigliato da Ford?
Ford dice: film action dal sapore di attualità - purtroppo - che, in realtà, in barba al potenziale fordianesimo non mi ispira neanche per sbaglio. Ma cosa sta succedendo? Mi sto forse trasformando in Cannibal, e Cannibal in me!?

 

Sole cuore amore

"Un White Russian a quest'ora del mattino!? Ma chi ti credi di essere, Ford!?"

Cannibal dice: Il titolo non inganni chi, come Ford, è solito fermarsi alle apparenze. Questo film italiano con Isabella Ragonese dovrebbe essere tutto il contrario di una visione allegra ed estiva. Cosa che potrebbe renderlo una bella sorpresa, così come un mattonazzo bello pesante...
E comunque i diritti per il titolo li hanno pagati a Valeria Rossi, che è dal 2001 che non mangia?
Ford dice: il Cinema italiano per quanto mi riguarda è sempre una scommessa, e in questo caso più che mai, dato che il confine tra sorpresa e mattonazzo autoriale è molto labile. Potrei, in via del tutto eccezionale, concedere una visione.




Il mondo di mezzo

"Ma secondo voi vestiti così potreste mai piacere ad un tamarro come Ford!?"

Cannibal dice: Film su Mafia Capitale con Matteo Branciamore... sì, quello de I Cesaroni, fiction da cui proviene anche Alessandra Mastronardi, che per anni ho criticato prima di ricredermi e innamorarmi di lei. Succederà la stessa con Branciamore? Ne dubito fortemente. Così come dubito fordemente che mi ricrederò e soprattutto mi innamorerò mai del mio blogger nemico.
Ford dice: il fatto che decida di concedere un'eventuale possibilità ad un film italiano, non significa che debba farlo con tutti i film italiani. Un po' come per le proposte del mio quasi ex blogger rivale e quasi ex blogger Cannibal.


Una gita a Roma

"Aiuto! Quei due mostruosi bloggers mi fanno proprio paura!"

Cannibal dice: L'attrice Karin Proia alla prova con il suo primo film anche dietro la macchina da presa. Non l'ho mai vista in azione come attrice, ma come regista, con questo lavoro fanciullesco-romanesco, un pochino devo dire che mi incuriosce. Ho detto un pochino.
Ford dice: non c'è due, senza tre. E direi che anche in questo caso, mi risparmio la gita, a meno che non mi chiamino per fare il professore della classe di Cannibal.
 


The Space Between

"Se Cannibal mi tira un altro pacco per provarci con la Chastain lo prendo a bottigliate!"

Cannibal dice: Un film italo-australiano e no, incredibilmente non l'ha scritto, diretto e interpretato Ford. Quindi magari vale la pena dargli un'occhiata...
Ford dice: a prescindere dalla sua provenienza e dalla presenza del mitico Michael Ironside, direi che questo potrebbe essere il titolo sul quale puntare questa settimana. A meno che non ci si metta Cannibal a rovinare le attese.
 

Sasha e il Polo Nord

"Speriamo che non ci sia Ford alla guida della nave, altrimenti mi occorrerà trovare al più presto un giubbotto di salvataggio."

Cannibal dice: Solita pellicoletta d'animazione della settimana, giusto per far contento quell'eterno bambinone di Ford.
Ford dice: perfino un bambinone come me, di vedere questa roba ha voglia zero.

 


giovedì 9 maggio 2013

Scrubs - Stagione 2

Produzione: ABC
Origine: USA
Anno:
2002
Episodi: 23




La trama (con parole mie): J.D. ed il suo inseparabile amico Turk continuano le loro disavventure sentimentali e lavorative nel corso del secondo anno di specializzazione, che li vedrà porre le basi per la futura carriera da medici o chirurghi.
E mentre il primo si troverà a confrontarsi con i segni della passata relazione con la collega Elliott, il secondo vivrà sulla pelle il brivido del fidanzamento e delle future nozze con l'infermiera Carla: al loro fianco, come di consueto, il terribile primario Kelso, l'inserviente come sempre in lotta con J.D., i compagni di corso e soprattutto l'irrefrenabile e "spietato" Cox, che dovrà fare i conti con l'esperienza della paternità.





Qualche mese fa decidemmo, in casa Ford, di recuperare una delle serie cult degli anni zero tornando indietro di un decennio per rispolverare le imprese di J.D. e dei medici - e non solo - del Sacro Cuore, protagonisti di quello Scrubs che fece la fortuna di Mtv per ben più di una stagione.
Un recupero che è stato assolutamente piacevole e divertente, e che ad un'annata d'esordio fresca e spumeggiante ha fatto seguire un secondo giro di giostra ancor più esilarante, nel corso del quale è stato possibile affrontare anche tematiche importanti - il matrimonio, la nascita di un figlio, la morte di una persona cara - con la leggerezza che prodotti come questo necessitano per entrare dritte nel cuore degli spettatori.
Ovviamente molto del piacere derivato dal seguire le puntate di Scrubs viene dai due idoli fordiani per eccellenza della serie, l'inserviente intento a trasformare la sua faida con J.D. nel motore di ogni giornata lavorativa - splendidi i momenti come quelli del bambino spacciato per suo figlio o del panino fatto mangiare sul pavimento - ed il mitico dottor Cox, uno dei personaggi più esilaranti e tosti del mondo dei serial, una sorta di versione ospedaliera di vecchi stronzi incontenibili come Hank Moody o il mio adorato Sawyer.
L'avventura dell'arcigno Cox ed il suo affrontare l'imminente paternità è stata senza dubbio la storyline seguita con maggiore interesse dal sottoscritto nel corso delle ventitre puntate di questa season two, ben al di sopra rispetto a quella dei rapporti sentimentali dello stesso J.D. - anche se l'episodio dedicato alla "regina del dramma" è stato indubbiamente efficace - o al matrimonio che pare non aversi da fare tra Turk e Carla: come se non bastassero, inoltre, il rapporto con l'ex moglie divenuta nuovamente sua compagna e gli impegni come padre, per il buon Cox prosegue la rivalità con il suo acerrimo nemico, il mefistofelico dottor Kelso, suo diretto superiore nonchè nemesi.
In particolare, la chiusura dell'ultimo episodio lascia aperti spiragli decisamente interessanti per una terza stagione che ora sono molto curioso di affrontare specialmente per quelle che potrebbero essere le evoluzioni del rapporto tra i due "boss" del Sacro Cuore, veri e propri motori del cast.
Le mie preferenze, comunque, non dovrebbero togliere spazio ed una citazione doverosa alla doppia coppia di protagonisti, Elliott e J.D. da un lato e Turk e Carla dall'altro: con le loro differenti vicissitudini, che guidano i primi verso una difficoltosa amicizia "di letto" ed i secondi verso le nozze, questi quattro giovani sono il volto della freschezza di questo titolo, che anche a distanza di undici anni dal suo primo passaggio in tv conserva una carica che molti altri ai nastri di partenza continuano a non avere, e nell'ambito dei serial medici si pone ancora come uno dei riferimenti assoluti con il quale un'eventuale nuova proposta finirebbe necessariamente per confrontarsi.
Dunque questo amarcord da passato recente del piccolo schermo proseguirà felicemente per casa Ford ed il Saloon, e Scrubs continuerà a fare parte delle visioni "da tavola" del sottoscritto fino al recupero integrale: se le premesse sono queste, non posso che essere fiducioso che le vicende di J.D., Turk, Cox e compari possano continuare a divertirmi ed intrattenermi quanto e più di quello che è stato fino ad oggi.



MrFord


"What heaven's like?
He can show you in one night
overwhelming with euphoric lift
to lure you to steal your gift."
Pantera - "Medicine man" -



venerdì 22 marzo 2013

Il grande e potente Oz

Regia: Sam Raimi
Origine: USA
Anno: 2013
Durata: 130'




La trama (con parole mie): siamo agli inizi del novecento, in Kansas, ed il giovane illusionista Oz, donnaiolo incallito, bugiardo ed egoista è costretto alla fuga dal circo in cui lavora al termine dell'ennesima tresca. Nel corso della sua ritirata strategica, si ritrova catapultato in un reame incantato e magico dove scopre di essere atteso come un salvatore in base ad un'antica profezia: attratto dall'idea di diventare il sovrano incontrastato di un regno ricco e popolato di splendide streghe, Oz accetta di buon grado il suo nuovo ruolo, senza sapere che l'unica condizione per conquistare il bottino sarà quella di sconfiggere la pecora nera delle sue nuove conquiste femminili, che minaccia l'equilibrio dell'intero mondo.
Aiutato da una scimmia volante e da una bambolina di porcellana, scoperto l'inganno che si cela nel palazzo della Città di smeraldo, Oz si troverà ad interpretare più di quanto credesse il ruolo dell'eroe, sfruttando la sua abilità di ingannatore per portare a casa la vittoria e ritrovare la parte migliore della sua indole.





Devo ammettere che mi aspettavo certamente peggio, da Il grande e potente Oz.
Avevo letto in più di un blog di accostamenti agghiaccianti come quello con il terribile Alice in wonderland di Burton, uno degli abomini cinematografici peggiori degli ultimi anni, e le mie iniziali speranze di trovarmi di fronte ad un giocattolone d'intrattenimento tamarro al punto giusto erano precipitate nel più profondo dei recessi della mente, lasciando spazio al solo terrore, pur avendo a disposizione ingressi omaggio per la sala e, dunque, di fatto non rischiando nulla a livello di bilancio di casa Ford.
Dunque, come mai campeggiano in bella mostra le bottigliate, se di fatto il film non si è rivelato il disastro totale che mi aspettavo?
Principalmente perchè di rado mi è capitato di osservare un regista completamente schiacciato dalla produzione come è accaduto in questo caso a Sam Raimi, leggendario cineasta che nel corso degli anni ottanta fece la storia dell'horror con la saga de La casa: nonostante, infatti, alcune trovate decisamente azzeccate - gli splendidi titoli di testa - e personaggi particolarmente riusciti - su tutti la scimmia volante che fa da spalla al protagonista -, il povero Sam si è visto letteralmente travolgere da quelle che paiono essere le imposizioni standard che la Disney, in queste situazioni, scarica senza ritegno sulle spalle del regista di turno neanche fossero macigni, considerando l'opera finita come una grande, clamorosa, inarrestabile macchina da soldi e derivati che possano andare dai giocattoli alle attrazioni dei parchi sbattendosene bellamente della qualità che non sia quella dei colori caramellosi, del 3D e della logica del risultato.
Un vero peccato, perchè se da un lato troviamo delle idee forse non originali eppure molto interessanti - il ruolo da illusionista di Oz, che fa chiaramente riferimento alla potenza del mezzo cinematografico e quasi cita, con la sua apparizione nel corso della battaglia finale, l'omaggio alla settima arte che Tarantino regalò in Bastardi senza gloria -, dall'altro imperano un appiattimento clamoroso dei personaggi femminili - tutti ridotti a macchiette, nonchè recitati malissimo dalle tre attrici -, alcuni passaggi decisamente debitori - e non è certo una bella cosa - della già citata Alice burtoniana ed un generale approccio allo script assolutamente lontano da quelli che potrebbero essere standard "d'autore".
E' curioso quanto le major dall'incasso facile continuino a sottovalutare l'intelligenza del pubblico proponendo  delle confezioni di lusso cui manca, di contro, lo spirito legato alla meraviglia che rese grandi - o se non altro cult - titoli figli degli anni ottanta - e anche precedenti - ancora oggi celebrati da ben più di una generazione di spettatori, e che Raimi cerca di far rivivere attraverso il progressivo riscoprirsi di Oz - un James Franco un pò troppo gigioneggiante, ma ugualmente funzionale - dovendo, però, preoccuparsi anche di lottare al contempo con una produzione che preferisce riuscire ad imbruttire Mila Kunis e sfoderare personaggi al limite del trash - il nano Knuck, assolutamente inutile - piuttosto che dedicare una maggiore attenzione a quello che Il grande e potenze Oz sarebbe potuto diventare se ci si fosse preoccupati meno delle leggi di mercato e più di portare sul grande schermo un titolo destinato ad essere ricordato come fu per l'originale Il mago di Oz - oggetto di culto ancora oggi - ed il suo seguito - il poco noto, sottovalutato e decisamente interessante Nel fantastico mondo di Oz, arricchito da venature di horror grottesco davvero ben riuscite -.
Resta senza dubbio una visione buona per tappare i buchi di una serata senza pretese e decisamente meno in grado di fare incazzare come fu per l'immondizia targata Burton ormai stracitata, eppure il sapore amaro dell'occasione sprecata finisce per non lasciare i palati fini o meno dell'audience come raramente è capitato quest'anno: considerate dunque di partire con poche speranze, e forse riuscirete a farvi bastare le poche idee interessanti che Raimi ha cercato - invano, malefica Disney - di regalare con questo suo lavoro, decisamente troppo lontano dalle sperimentazioni dei suoi esordi ma anche dall'eleganza del blockbuster d'autore - come i primi due Spider Man - per lasciare davvero il segno.
E vedere l'attore feticcio Bruce Campbell segregato ad una comparsata di poco conto nascosto sotto quintali di trucco è l'emblema di un'epoca di gioia e tripudio di panesalamismo come furono i gloriosi eighties che se ne va lasciando spazio ad un'altra, in cui il 3D e gli incassi a trecentosessanta gradi delle majors divengono la meridiana del "mezzo del futuro", e costringono anche autori di un certo spessore a compromessi che un tempo li avrebbero fatti inorridire.
Ma il fatto resta sempre quello: la meraviglia - e di materia, in questo caso, ce ne sarebbe stata - non dovrebbe avere prezzo.


MrFord


"Demons worry when the wizard is near
he turns tears into joy
everyone's happy when the wizard walks by
never talking
just keeps walking
spreading his magic."
Black Sabbath - "The wizard" -


domenica 6 maggio 2012

Scrubs - Stagione 1

Produzione: Abc
Origine: Usa
Anno: 2001
Episodi: 24



La trama (con parole mie): i giovani medici John Dorian e Chris Turk giungono freschi freschi alla loro prima esperienza sul campo dopo gli anni dell'università. 
Al Sacro Cuore, ospedale che vede una netta separazione tra gli specializzandi di medicina e quelli di chirurgia, dovranno sottostare alle prime grandi prove che la vita del praticantato è pronta a sottoporre loro, senza contare la gestione dei rapporti con i medici più esperti come il burbero dottor Cox o il mefistofelico primario Kelso.
Senza contare che la professione spesso e volentieri dovrà fare i conti con l'amore, rappresentato dall'infermiera Carla e dalla collega Elliot.




Recupero ormai storico questo di oggi, in casa Ford.
Eppure, lo ammetto: fino ad ora, a più di dieci anni da questa prima annata e a due dalla sua conclusione, non avevo mai visto una stagione di Scrubs continuativamente, e avevo limitato il mio rapporto con J.D. ed i suoi amici a qualche sporadica e neppure troppo concentrata visione su Mtv come riempitivo.
Devo ammettere che, nonostante le mie riserve ed un look che comincia effettivamente ad apparire "vintage", è stato un piacere riscoprire quella che, di fatto, fu la risposta fresca e slapstick al successo di E. R., serie di culto nell'ambito della medicina da piccolo schermo almeno fino all'avvento di Grey's anatomy.
L'approccio semiserio dei protagonisti riuscì, nel caso di Scrubs, a rendere gli argomenti trattati decisamente meno ostici e drammatici - ricordiamo che, di fatto, sempre di ospedali, malattia e morte si tratta -, pur senza dimenticare i sentimenti e la profondità di momenti in cui le risate erano messe da parte con rispetto ed intelligenza: in questo passaggio risultarono - risultano, nel mio caso - importanti i protagonisti, tutti credibili nel loro ruolo e ambito e costruiti per crescere puntata dopo puntata, pur mantenendo una certa aura macchiettistica fondamentale per un format che si lega, di fatto, al concetto di sit com classica.
Come c'era da aspettarsi, i favoriti di casa Ford sono stati da subito l'aggressivo inserviente - impagabili i suoi siparietti con Dorian - e Perry Cox - interpretato da John McGinley, già idolo ai tempi di Point break -, arcigno superiore del buon J. D. sempre pronto ad appioppargli soprannomi improbabili come Shirley o Rebecca neanche fossi io con quel Piccolo Cucciolo Eroico del mio antagonista Cannibale.
Il resto è un buon amalgama di charachters più o meno apprezzabili in grado di trovare ognuno il suo spazio - Elliot, complice, amica e non solo di J. D., inizialmente praticamente ignorata dal sottoscritto, acquista spessore comico e non solo con il passare delle puntate - ed una serie che non sarà la più rivoluzionaria mai apparsa sul piccolo schermo, ma che ha tutte le carte in regola - pur se a posteriori - per divenire uno di quei piccoli gioiellini perfetti per rendere il passaggio da un titolo importante all'altro meno traumatico, regalando anche momenti che potrebbero finire tra i guilty pleasures di uno spettatore.
Inizierà ora un progressivo recupero dell'intero blocco della serie, che promette una crescita interessante - almeno quanto quella che ha coinvolto i suoi protagonisti nel corso della prima stagione -, qualche sana risata - che non fa mai male - ed un Cox sempre più scatenato ai danni di J. D. e specializzandi presenti e futuri.
Peccato soltanto che il brillante Zach Braff, dopo l'interessante esordio dietro la macchina da presa con La mia vita a Garden State, sia tendenzialmente scomparso una volta conclusa l'avventura di Scrubs: c'è tempo ed il ragazzo è giovane, questo è vero, ma sarebbe un peccato veder sprecato un talento interessante come il suo relegandolo al ruolo di eterna promessa.
In fondo, John Dorian ha tutte le carte in regola per sfondare.


MrFord


"Well
I know what I've been told,
you got to work to feed the soul
but I can't do this all on my own
no, I know, I'm no Superman
I'm no Superman."
Lazlo Bane - "I'm not Superman" -


 
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