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giovedì 24 agosto 2017

Thursday's child




Con il Ferragosto alle spalle in sala tornano ad essere distribuite sei o sette pellicole contro le due scarse delle ultime settimane, anche se questo non è certo garanzia di trovare come per magia titoli di qualità: un pò come quando, leggendo questa rubrica, ci si ritrova tra i piedi il mio co-conduttore Cannibal Kid.



"Maledizione: questo Pensieri cannibali è una cosa da esorcismo!"


Cattivissimo me 3

"Hey, questa compilation fordiana è perfetta per rimorchiare!"

Cannibal dice: Basta Minions! Basta filmetti d'animazione che fingono di essere cattivissimi quando in realtà sono buonistimissimi! E basta Ford con le sue adorate bambinate!
Ford dice: i primi due Cattivissimo me, nonostante le premesse poco rassicuranti, si sono rivelati piacevoli e fordiani. Non posso che sperare, alla faccia di Cannibal, che si riveli simile anche il terzo.



Amityville: Il risveglio

"Ed ora sono pronta ad accogliere Cannibal."

Cannibal dice: Nuovo episodio di una saga horror di cui non credo di aver mai visto alcun film. Questa potrebbe essere la volta buona per cominciarla. O meglio la volta cattiva, visto che si preannuncia una schifezzuola non da poco. Protagonista è la teen star Bella Thorne, una che non ho ancora capito se mi piace o mi sta clamorosamente sulle palle. Riguardo a Mr. Ford e alla sua saga di White Russian, su di loro non ho invece dubbi: sono la più spaventosa serie horror mai creata.
Ford dice: tipico horrino estivo inutile buono giusto per pusillanimi come Cannibal, che snobberò come ho fatto con i film precedenti di questa "memorabile" serie.

 

Overdrive

"Dai gas, prima che a Ford venga in mente di chiederci un passaggio!"

Cannibal dice: Action con protagonista Scott Eastwood, l'inespressivo e raccomandatissimo figlio di Clint?
Non lo guarderò mai!
Hey, un momento... è una produzione francese sullo stile del Fast and Furious dei primi tempi e nel cast c'è anche la caliente Ana de Armas?
Ma allora me lo guardo subito!
Ford dice: Scott Eastwood mi sta simpatico, non fosse altro che si tratta del figlio di Clint che non sarà mai neppure per sbaglio come il padre. Il film non mi ispira granchè, ma potrei ripescarlo tornato dalle vacanze non fosse altro perchè so che potrebbe essere una tamarrata di quelle tanto osteggiate dal mio antagonista.

 

7 giorni

Gli abitanti delle Canarie abbandonano l'arcipelago in vista dell'arrivo dei Ford.

Cannibal dice: 7 giorni? Cos'è, un nuovo film della saga di The Ring con Samara?
No, è qualcosa di ancora più spaventoso: un dramma italo-svizzero pseudo impegnato e molto fordiano. Du palle!
Ford dice: roba impegnata? Cinema italiano o pseudo tale? Lascio tutto ben volentieri al mio radical rivale!


Taranta on the Road

"Avete sentito? Ford forse si trasferisce fuori dall'Italia." "Certo! E stasera festeggio con le paste!"

Cannibal dice: On the road italiano da mandare a spasso. Insieme al mio blogger rivale.
Ford dice: solo il titolo mi ricorda quella merda fumante di Basilicata coast to coast. Che vada on the road senza di me.

 

martedì 18 aprile 2017

Fast and furious 8 (F. Gary Gray, USA, 2017, 136')




Se una decina d'anni fa qualcuno mi avesse predetto che la saga di Fast and furious sarebbe diventata una delle mie certezze cinematografiche quantomeno legate alla parte più tamarra, sguaiata ed ignorante della settima arte, avrei riso forte o forte dato del pazzo al povero malcapitato.
Ed avrei clamorosamente sbagliato.
Curioso come questo franchise, partito molto in sordina dalle mie parti - lo recuperai anni fa su consiglio nientemeno che del Cannibale, per darvi un'idea - e massacrato ben volentieri rispetto ad episodi per me terribili come Tokyo Drift, che parevano l'antitesi di quella che è l'action che adoro e venero, figlia degli anni ottanta degli eccessi e dei muscoli tirati al massimo, abbia subito un brusco e positivo cambio di rotta con l'inserimento di elementi, vicende ed attori che proprio agli eighties facevano più o meno volontariamente riferimento e che sono diventati, capitolo dopo capitolo, colonne portanti del prodotto, da Kurt Russell a Dwayne "The Rock" Johnson, passando per Jason Statham.
Certo, alle spalle il sentitissimo settimo capitolo reso profondo ed emozionante dalla morte di Paul Walker, protagonista fin dagli esordi della saga con Vin Diesel, l'hype e le aspettative per questo numero otto erano molto alti, complice un trailer che lasciava davvero ben sperare rispetto all'evoluzione della storia: da questo punto di vista, non illudetevi.
F. Gary Gray non è James Wan, e l'impressione data dal suddetto trailer - il tradimento di Toretto ai danni dei suoi compagni, amici e membri della Famiglia - non rispecchia quello che appare chiaro fin dal principio nel corso della pellicola, ma messo agli atti questo, Furious 8 è un vero e proprio tripudio di tamarraggine e guasconeria, che lascia da parte il serio - se non con un paio di riferimenti, una volta ancora, al fu Brian/Paul Walker - per concentrarsi sulle tipiche battute da film macho - imperdibili i siparietti tra The Rock e Statham così come tra uno scatenato Tyrese Gibson e Scott Eastwood - e sequenze ben oltre il limite della fantascienza dal potere di gasamento altissimo per il pubblico, specialmente quello pronto a sedersi in sala per dimenticare le angosce della vita quotidiana e godersi una corsa a perdifiato sul grande schermo, neanche tutto quello che viene mostrato fosse davvero possibile, alla guida così come nel mondo criminale e non solo.
Un tripudio, dunque, di spettacolo, esplosioni, botte da orbi, inseguimenti ad alta velocità e più casino possibile, in barba a qualsiasi profondità di intenti o sentimenti così come ad una qualsiasi ansia: l'ottavo capitolo di Fast and Furious è il giocattolo perfetto, l'action che, allo stato attuale, non sfigura rispetto ai suoi avi illustri figli dell'epoca d'oro del genere, che non risparmia nulla - al limite del geniale e del grottesco la sequenza di Statham con il bambino nel trasportino sull'aereo di Cypher, o l'evasione dal carcere dello stesso Statham e The Rock - e gioca a carte scopertissime dal primo all'ultimo minuto.
Fast and Furious, parentesi sentimentali necessarie a parte, è e resta la saga di grana grossa per eccellenza degli Anni Zero, ed è proprio per questo che ho imparato ad amarla.
E nonostante questo numero otto non sia certo il migliore, viene quasi da pensare che i dieci previsti stiano davvero stretti, a Toretto e soci.
Neanche fossero una canotta comprata appositamente di una taglia o due più piccola per mostrare ancora meglio i muscoli.




MrFord




 

lunedì 1 giugno 2015

Monday's child

La trama (con parole mie): se pensate di aver fatto un balzo in avanti nel tempo di qualche giorno, state pure tranquilli. Non vi siete appena lasciati alle spalle una sbronza di prepotente calibro fordiano o la visione agghicciante di qualche radical film suggerito dal mio rivale Cannibal Kid. Semplicemente, il ponte del 2 giugno ha prodotto una settimana assolutamente anarchica per quanto riguarda le uscite in sala - tra l'altro, sempre troppe e non sempre di qualità -, dunque i due bloggers arcinemici della blogosfera si sono prodigati in modo da fornirvi una vera e propria guida a quello che vi aspetta da oggi al prossimo weekend.
Sempre a modo loro, ovviamente.

"Figliolo, lasciatelo dire: guidi il carro armato peggio di Ford!"
Messi - Storia di un campione
(nei cinema lunedì 1 e martedì 2 giugno)

"Cannibal, vieni qui: fatti dare un abbraccione!"
Cannibal dice: Io l'avrei intitolato Messi – Storia di un pirlone, giusto per non essere troppo volgare e usare un altro termine, come quel maleducato di Mr. James Pork. Addirittura Álex De la Iglesia ha firmato questo documentario di questo sopravvalutatissimo calciatore che sarà anche un fenomeno con i piedi, e questo nessuno lo mette in dubbio, ma quando le partite contano per davvero se la fa addosso. Anzi, si vomita addosso. In attesa di vedere cosa combinerà contro la “mia” Juve sabato nella finale di Champions, io comincio a gufare contro di lui. Sia in campo, che al cinema, sperando che questo filmetto dedicato a un personaggio tanto privo di carisma e spessore non lo vada a vedere nessuno. Manco Ford.
Ford dice: sono assolutamente stupefatto nello scoprire che tanto io e Peppa, sempre in disaccordo sul Cinema, sul calcio troviamo decisamente più spesso opinioni comuni. Personalmente, considero Messi uno dei calciatori più sopravvalutati e privi di carisma di sempre: indiscutibili le doti tecniche, eppure la mancanza di carattere ed un piglio assolutamente anonimo lo rendono uno dei più grigi atleti che il calcio abbia mai conosciuto.
Sono comunque curioso, principalmente per la regia di De La Iglesia, di dare un'occhiata a questo documentario, magari facendolo seguire da un recupero delle imprese di Roby Baggio, uno dei miei favoriti del pallone, per riprendermi.



Fury
(da martedì 2 giugno)

"Hey, Cucciolo: sei troppo pusillanime per venire in guerra. Torna pure a Casale."
Cannibal dice: Film bellico che a sorpresa mi era abbastanza piaciuto (http://www.pensiericannibali.com/2015/01/fury-carro-armato-del-west.html), finalmente esce anche in Italia. Il ritardo per una volta non è stato a causa di misteriose logiche nostrane, ma al fatto che la compagnia di distribuzione italiana era proprio fallita alla vigilia del lancio del film. In attesa che anche Ford fallisca, guardatevi la pellicola che merita.
Ford dice: è incredibile come in Italia un film riesca ad uscire in ritardo anche quando la colpa non è direttamente dei suoi distributori. Ad ogni modo, questo Fury, passato al Saloon qualche mese fa (http://whiterussiancinema.blogspot.it/2015/02/fury.html), è un solido drammone di guerra forse non perfetto ma decisamente intenso che mi sento, in accordo - sempre incredibilmente - con il Cannibale di consigliare. Immaginando, magari, di passargli sopra la macchina parcheggiata con un carro armato.



Insidious 3 - L'inizio
(da mercoledì 3 giugno)

"Peppa, mi hai fatto sorbire per l'ultima volta uno dei tuoi filmetti!"
Cannibal dice: Riassumendo in breve: il primo Insidious mi era piaciuto decisamente e mi aveva spaventato quasi quanto una recensione a caso di WhiteRussian. Pure il secondo Insidious mi aveva terrorizzato, ma non in un senso horror. Era così pessimo che mi aveva fatto scappare a gambe levate dalla visione, che avevo abbandonato dopo poco. Sempre in maniera analoga a un post random del mio blogger rivale. Questo terzo episodio quindi lo abbandono in maniera preventiva. Proprio come la prossima recensione pubblicata su WhiteRussian.
Ford dice: il primo Insidious, uscito qualche anno fa, era riuscito a spaventare - ma non che ci voglia molto - quel pusillanime del mio rivale e pochi altri, convincendomi poco o nulla soprattutto nella ridicola seconda parte. Il secondo giace da tempo immemore nel mio hard disk, in attesa di tempi che non matureranno mai.
Facile prevedere che sarà di questo numero tre.



La risposta è nelle stelle
(da giovedì 4 giugno)

"Cannibal vorrebbe essere al mio posto." "A te va peggio: Ford vorrebbe essere al mio!"
Cannibal dice: La risposta è nelle stelle è il nuovo film tratto da un romanzo del mio nemico pubblico numero 2 dopo Ford, Mr. Nicholas Sparks. Considerando che in più c'è quel raccomandato inespressivo di Scott Eastwood, figlio di quel repubblicano ormai bevutosi il cervello di Clint, questo film potrei detesterlo dal profondo del mio cuore ma, c'è un ma, e pure un MA grande come una casa: la mia amata Britt Robertson, che tra questo film e Tomorrowland rischia di diventare la stella del momento.
Ford dice: un film cui non darei un soldo bucato, la solita commediola romantica da fazzoletto per le bimbette come Katniss Kid che evito come la peste. Penso, però, che se mi ci dovessi trovare darei un'occhiata solo per la somiglianza incredibile con il mitico padre di Scott Eastwood, memore dei tempi in cui era il vecchio Clint a fare la parte del cowboy nel pieno delle forze. E un po' anche per celebrare il compleanno numero ottantacinque del coriaceo Dirty Harry.




Una storia sbagliata
(da giovedì 4 giugno)

"Speriamo non mi piovano addosso Ford e Cannibal: quei due portano sempre guai."
Cannibal dice: Negli ultimi tempi mi sono fatto paladino del cinema italiano. Bene, mi sa che per me è un ruolo sbagliato. Così come sembra sbagliata questa storia, che pare la versione nostrana di Nicholas Sparks, ancora lui, ed è sbagliato Ford come blogger di cinema e più in generale come blogger, visto che a malapena sa accendere un computer.
Ford dice: come ormai è noto, il Cinema italiano rischia di diventare il mio nuovo, vero rivale quanto e più di Cannibal Kid. E come è quasi inutile sottolineare, una roba come questa non la farei vedere neanche al mio acerrimo nemico.



Accidental Love
(da giovedì 4 giugno)

"Che incubo! Ero un ottimo attore di colpo tornato al blockbuster di grana grossa!"
Cannibal dice: Se c'è una cosa peggiore dei cinepanettoni italiani, sono i cinepanettoni americani. Spiace vedere coinvolto in una roba del genere anche il mio idolo Jake Gyllenhaal, ma mi sa che, nonostante la sua presenza, questo film non lo vedo manco in maniera accidentale.
Ford dice: non potrei resistere per più di due minuti neppure se accidentalmente dovessi rivedere il trailer di questo film di cassetta ammeregano di quelli che fanno odiare il Cinema ammeregano ai radical chic come Peppa Kid. Che invece bottiglierei in modo del tutto non accidentale.



Le regole del caos
(da giovedì 4 giugno)

"Ford e Cannibal? Tagliate loro la testa!"
Cannibal dice: Questo è il classico film inglese in costume perfetto per Alessia Carmicino (http://firstimpressions86.blogspot.it/). Io invece passo, sorry.
Ford dice: è giugno, si avvicina l'estate.
Voglio l'azione, il mare, il mojito, Point Break. Niente costumi, niente cose da sala da the. Per l'autunno abbiamo tempo qualche mese.



Fuorigioco
(da giovedì 4 giugno)

"Settimane di uscite come questa sono proprio una tristezza."
Cannibal dice: Film italiano impegnato che vedo meglio per Ford. Io mi considero fuorigioco.
Ford dice: film italiano impegnato. Quasi peggio di un film italiano non impegnato. Io mi chiamo fuori e vado a giocare da un'altra parte.



Fuori dal coro
(da giovedì 4 giugno)

"Questo è peggio di Peppa: tutto il tempo su internet, e non beve neanche un White Russian!"
Cannibal dice: Oltre che fuorigioco, mi considero anche fuori dal coro di coloro che vogliono vedere questo film.
Perché, esistono davvero persone che vogliono vedere questo film?

Ford dice: a volte mi chiedo perché ogni settimana escano venti titoli, tra i quali diciotto non dovrebbero neppure essere distribuiti.




Il colore verde della vita
(da giovedì 4 giugno)

"Voglio essere in un film di Malick, voglio essere in un film di Malick, voglio essere in un film di Malick..."
Cannibal dice: Solo perché negli ultimi tempi ho parlato bene del cinema italiano, adesso la distribuzione vuole punirmi facendo uscire tremila pellicole nostrane tutte nella stessa settimana?
A questo gioco al massacro, io non ci sto.
Ford dice: ma chi ha pianificato le uscite di questa settimana maledetta!? Fortunatamente sarò felicemente a Barcellona, così non dovrò assistere in prima persona a questo scempio!



È arrivata mia figlia
(da giovedì 4 giugno)

"Abbiamo visto l'elenco delle uscite di questa settimana. Ammazza che depressione!"
Cannibal dice: Pellicola brasiliana presentato al Sundance e al Festival di Berlino che dal trailer sembra una pellicola un po' buonista e ruffianotta, di quelle da facile applauso del Ford di turno, però sembra anche una visione simpatica, perfetta per l'estate. Non escludo di dargli una possibilità e questa è una cosa, come direbbe José Alfafini: incredibile, amisci!
Ford dice: considerata la sfilza di roba tossica in uscita in questi giorni, questo pur poco affidabile prodotto semi autoriale sudamericano pare praticamente una Palma d'oro. E arrivato a questo punto, potrei perfino concedere la visione, sperando che possa come di consueto provocare scambi al vetriolo tra il sottoscritto e il Cannibale.



Eisenstein in Messico
(da giovedì 4 giugno)

"Cannibal, finalmente ti ho ammutolito. Ford dovrà ringraziarmi."
Cannibal dice: Film curioso sul regista russo tanto amato da Ford e tanto odiato da Fantozzi Sergej Ėjzenštejn. Non so proprio come possa essere, l'unica cosa che so per certo è che per me WhiteRussian...
è una cagata pazzesca!
Ford dice: film per appassionati di un Cinema che - purtroppo - non c'è più e che se riuscissi a recuperare guarderei con una certa curiosità. Nel frattempo, spero che Cannibal Kid passi al blog muto.



Subsonica Day
(nei cinema solo venerdì 5 giugno)

"Cannibal Kid? Lo soffiamo via in men che non si dica!"

Cannibal dice: I Subsonica mi piaciucchiano abbastanza. Ma non abbastanza abbastanza da dedicar loro addirittura un intero Day. Non so, a 'sto punto tra un po' arriverà pure il WhiteRussian Day?

Ford dice: i Subsonica sono stati uno dei gruppi italiani rivelazione ormai una quindicina d'anni fa, e continuo a voler loro bene, nonostante non li segua da un pezzo. Potrei pensare, però, di lasciare che sia Julez, da torinese DOC, a guardare e recensire questo film. Staremo a vedere.


martedì 3 febbraio 2015

Fury

Regia: David Ayer
Origine: USA, Cina, UK
Anno:
2014
Durata:
134'






La trama (con parole mie): nel cuore della Germania nazista ormai messa alle strette dagli Alleati l'avanzata dell'esercito americano è resa difficoltosa dalla resistenza degli ultimi gruppi di soldati tedeschi ancora dotati di carri decisamente più potenti e pericolosi di quelli in dotazione agli statunitensi.
A bordo del Fury, che dallo sbarco in Normandia ha viaggiato attraverso mezza Europa senza smettere di combattere, si trovano il sergente e comandante dell'equipaggio Wardaddy ed i suoi uomini Bible, Gordo e Coon-Ass, rimasti privi del loro tiratore, morto durante una delle ultime azioni della squadra.
Per sostituirlo viene assegnato al manipolo di soldati il giovanissimo Norman, un ragazzino spaurito che nell'esercito ha fatto solo il dattilografo catapultato da un giorno all'altro nello stomaco certo non ricco di attrattive della guerra sul campo.
Il giovane, inizialmente terrorizzato dalla situazione e dai compagni di viaggio, finirà per crescere sotto l'ala protettrice dello stesso Wardaddy, imparando sulla pelle il dolore di un'esperienza così terribile.








Con ogni probabilità, la Guerra è fin dall'alba dei tempi una delle realtà in grado di portare a galla l'indiscutibile peggio dell'Uomo, i suoi lati oscuri, l'istintività animalesca da Legge della giungla che guarda solo alla sopravvivenza e al dominio.
L'Orrore, per dirla come il Kurtz di Apocalypse Now.
Eppure, nonostante questo fatto sia quasi indubbio, anche lo spettatore più distante dalle pellicole legate a doppio filo alla stessa finisce, una volta posto di fronte al "fatto", vittima di un fascino quasi irresistibile, fosse anche poi negato da una successiva critica ferocemente negativa: e, onestamente, non ne sono affatto stupito.
In fondo, quei lati oscuri e quel peggio cui accennavo poco sopra, fanno parte di ognuno di noi, ed ognuno di noi, con le diversità legate al carattere ed alla formazione, in situazioni estreme - e non c'è nulla di più estremo della Guerra stessa - dovrebbe fare i conti con loro, inevitabilmente: la varia umanità mostrata da David Ayer a partire dall'equipaggio del suo Fury ne è una dimostrazione lampante, dal giovane Norman, timido dattilografo pronto, passo dopo passo, a trasformarsi in "Machine", fino a Don "Wardaddy", paterno quanto militare, nel senso più autoritario e crudele del termine, passando per Bible, Gordo e Coon-Ass.
Protagonisti che non sono affatto positivi, ma che, dal tesissimo pranzo in casa delle due donne tedesche - forse la scena più intensa della pellicola - allo scontro con lo squadrone di SS, mostrano tutte le sfumature - che, per l'appunto, non devono essere necessariamente positive - dell'umanità, soprattutto se portata sul campo di battaglia: si potrebbe, in questo senso, considerare Fury una sorta di versione molto più badass e sporca di Salvate il soldato Ryan, l'ennesimo ritratto - ed il secondo in poco più di un mese di uscite in sala, insieme ad American Sniper - della grottesca realtà generata dal conflitto, con gli squilibri fisici e psicologici portati a galla, i massacri, il fatto che, da un lato e dall'altro della barricata, finiscono per trovarsi persone che lottano principalmente per riportare a casa la pelle e convinte di essere dalla parte giusta - interessante, in questo senso, proprio il confronto tra il già citato pranzo pronto a stimolare i più bassi istinti della squadra di Wardaddy ed il finale, con una salvezza giunta grazie alla pietà mostrata da uno dei membri delle mostruose SS -, e che la situazione di stress, il contatto con la violenza e la paura rendono inevitabilmente più pericolose di quanto loro non si sarebbero probabilmente mai immaginate di essere.
La cornice, poi, ben si adatta, con il suo fango ed una fotografia decisamente autunnale, all'atmosfera densa e pesante che stringe il cuore dei soldati, costringendoli a proteggersi mostrando un'aggressività a tratti assurda ed esagerata - sono rimasto decisamente colpito dal charachter di Norman, passato dalla paura di sparare alle sventagliate di mitragliatore al grido "Fuck the Nazi" lanciato abbattendone a decine -: la Guerra, come concetto e realtà, resta una delle piaghe più terribili con le quali finiamo per fare i conti, ed effettivamente dovremmo ritenerci fortunati ad essere cresciuti in un'epoca che non ha avuto conflitti "mondiali" sull'altare dei quali sacrificare milioni e milioni di vite.
Certo, illudersi che possa un giorno tutto finire e la Pace trionfare è onestamente assurdo - e lo scrivo con profondo rammarico -, principalmente per colpa della nostra Natura: in fondo, per quanti progressi si possano archiviare, restiamo comunque animali, spinti da un'istintività che porterà inevitabilmente ad un confronto certo non civile con chi, ai nostri occhi, avrà minacciato quello che consideriamo nostro, e che vorremmo sempre proteggere.
Ed è curioso quanto Norman, nell'epilogo, venga ribattezzato "eroe".
Perchè la Guerra non lascia eroi, da una parte o dall'altra.
O vincitori, o vinti.
Solo sopravvissuti.
Alla "furia" dell'Umanità stessa.




MrFord



"Breathe in deep, 
and cleanse away our sins
and we'll pray that there's no God
to punish us and make a fuss."
Muse - "Fury" - 




 
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