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giovedì 1 febbraio 2018

Thursday's child



Nuovo appuntamento con la rubrica a tre più richiesta della blogosfera che ospita, a questo giro, il buon Giuseppe, che si è prodigato in commenti dettagliati e professionali che faranno sembrare quelli di questo vecchio cowboy e del suo antagonista Cannibal Chic dei riempitivi da lavativi quali oggettivamente siamo: ecco dunque quello che ci e vi aspetta nelle sale per questo weekend.


"E così questi sarebbero i cosiddetti bloggers? La prima cosa da fare è bandire la rete."


The Post

"L'incontro nella gabbia d'acciaio di Cannibal e Ford è più cruento del previsto!"

Giuseppe: Lo zio Steven è tornato ed è soltanto l’inizio: “The Post” e “Ready Player One” già si preannunciano come due tra i titoli migliori dell’anno. Ma andiamo con ordine e partiamo proprio dal film candidato a due Oscar, ovvero Miglior Film e - chi l’avrebbe mai detto! - Miglior Attrice protagonista per Meryl Streep, alla Nomination numero 21 della carriera. Giustamente Meryl ha precisato di recente che ha vinto solo tre volte o, se preferite, è stata battuta per altre diciassette: come dire, ha ancora ampissimi margini di miglioramento… ma prima che Trump cominci ad applaudire per questa sottile ironia su zia Meryl tengo a precisare che anche per me è un’interprete fenomenale, e che adoro, e questa volta la prova della Streep sembra proprio la sua migliore dai tempi di “The Iron Lady”, il che la renderà uno spauracchio temibile per le altre contendenti all’Oscar, tutte straordinarie (e lo posso confermare avendole già viste in anteprima). Peccato che a rimetterci sia ancora una volta Tom Hanks, che l’Academy non si fila per nulla dal 2001, pure se avrebbe meritato la nomination più di una volta, ad esempio per “Sully” e “Il ponte delle spie”. A questo proposito, sono certo che “The Post” come stile sia molto vicino proprio a quest’ultimo: grande regia (a proposito, membri dell’Academy, ma la candidatura a Spielberg? Ma di certo di voi dopo quelli che avete fatto nel 2017 non ci si può fidare più di tanto…), sceneggiatura intensa (la pubblicazione nel 1971 dei Pentagon Papers sul The Washington Post e le conseguenze politiche che questo provocò negli Stati Uniti) e cast eccezionale. Spero che sia Cannibal Kid che Mr. Ford abbiano la mia stessa fiducia nei confronti di questo film!
Cannibal Kid: Sul serio Giuseppe si aspetta che io possa avere fiducia nei confronti di un nuovo film di Steven Spielberg, regista che non mi convince dal 2005 con La guerra dei mondi e di recente autore di obbrobri come War Horse e Il GGG, e interpretato da quelli che reputo i due attori più sopravvalutati nell'intera storia di Hollywood???
Giuseppe, credici pure! E sì, è vero: Babbo Natale esiste ed è lo stesso Spielberg.

Ford: di Spielberg, ormai, ci si può fidare poco, considerate certe schifezze che ha propinato a noi tutti negli ultimi anni. È pur vero, però, che questo The Post, anticamera del da me attesissimo Ready Player One, mi ricordi come atmosfere i film d'inchiesta anni settanta, e dunque potrebbe essere lecito aspettarsi qualcosa di buono, come per Il ponte delle spie, ad esempio, una delle cose migliori del vecchio Steve del nuovo millennio. Stiamo a vedere.
A proposito della Streep, invece, non mi pronuncio: brava, brava. Ma lei e l'Academy hanno rotto il cazzo, caro Giuseppe.


Sono tornato

"E così è in cima a quella montagna che si è rifugiato Giuseppe dopo aver avuto a che fare con quei due rinnegati. Ha fatto bene!"

Giuseppe: Non so se in questo caso invece Cannibal e Mr. Ford siano sulla mia stessa lunghezza d’onda poiché ritengo che Luca Miniero sia un regista dotato di ottimo talento, che però viene puntualmente sprecato con delle sceneggiature non all’altezza come accade per la maggior parte delle produzioni attuali del cinema italiano. Così come fece per “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”, Miniero si cimenta nuovamente in un remake di un film europeo, in questo caso tedesco. In “Lui è tornato” del 2015 era Hitler che riemergeva prepotentemente nella Germania di oggi, mentre in “Sono tornato” è la volta – e non poteva essere altrimenti – di Benito Mussolini, interpretato da Massimo Popolizio. Ho già avuto da un caro amico un parere positivo sul questo film e potrebbe essere una delle rivelazioni della stagione. La trama è semplice quanto assurda: il Duce ricompare all’improvviso nell’Italia odierna e si accorge che può fare ancora leva sulla rabbia del popolo, sull’ignoranza dilagante e su una certa tendenza degli italiani a dare fiducia “all’uomo solo al comando”. La cosa che preoccupa è che alcune forze politiche in campo oggi vorrebbero far leva sulle stesse cose…
Cannibal Kid: Benvenuti al Sud non mi era dispiaciuto troppo, mentre Benvenuti al Nord m'era sembrato un sequel del tutto inutile. Un po' come l'opinione stereotipata e banale di Mr. Ford sul cinema italiano, o come questo film, remake italico di un film tedesco che partiva da uno spunto interessante, ma lo sviluppava in maniera così così. A quanto pare per la versione nostrana si sono limitati a fare un copia/incolla di quello, cancellando il nome di Hitler e inserendo quello di Mussolini. Rimanendo in tema di crimini contro l'umanità, il fatto che nel cast ci sia Frank Matano, braccio destro di Paolo “peggior regista del mondo” Ruffini, non gioca poi molto a suo favore. Mi spiace Giuseppe, ma mi sa che Ford sul cinema italiano almeno 'sta volta non ha poi così torto...
Ford: la sensazione che una visione del genere potrebbe provocarmi - come fu per Lui è tornato, film dal quale è stato tratto/copiaincollato -, è che purtroppo, fosse vero, potrebbe essere che il ritorno di certi personaggi finirebbe addirittura per convincere. In fondo, viviamo in un mondo dove c'è gente come Trump al potere.
Per questo e per i numerosi dubbi che mi assalgono quando mi avvicino ad un certo Cinema italiano, credo passerò.


Maze Runner – La rivelazione

"Questo è tutto quello che resta di Cannibal dopo lo scontro con Ford!? Ci è andato giù pesante quel wrestler da strapazzo!"

Giuseppe: Terzo capitolo (e a quanto pare conclusivo) della saga distopica tratta dai romanzi di James Dashner, per la regia di Wes Ball. Sul film direi che non c’è molto altro da aggiungere poiché i fan sapranno già tutto mentre ai nuovi appassionati inutile rovinare la sorpresa. Ciò che mi preme sottolineare è che l’unico vero valido motivo per il quale andrei a vedere “Maze Runner – La rivelazione”, che è probabilmente l’unico vero valido motivo per il quale sono andato a vedere “Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar”: Kaya Scodelario. Dopo quell’obbrobrio di “Oltre i confini del mare” avevo giurato a me stesso che mai e poi mai la Disney mi avrebbe nuovamente trascinato in sala per un film dei Pirati ma, con una mossa molto furba, hanno scelto la meravigliosa Kaya per il ruolo di Carina Smith. Ma l’attrice britannica è molto più che solo Carina, e non dimentico che Cannibal la mise anche tra le sue cotte adolescenziali di qualche tempo fa: nel frattempo direi che la nostra Scodelario è cresciuta davvero benissimo. Ah, le inglesi! Speriamo che la mia fidanzata – che, per chi di voi non lo sapesse, è Jennifer Lawrence – non legga questa parte dell’articolo, o la sua gelosia diventerà irrefrenabile…
Cannibal Kid: Ah, ricordo i tempi di Skins in cui feci da talent scout di Kaya Scodelario... Negli ultimi tempi invece è finita a girare 'ste scemate hollywoodiane che manco lei mi convincerebbe a guardarle. Quanto a Maze Runner, m'è bastato e avanzato il primo episodio. E se una saga young adult non piace nemmeno a me, vuol dire che c'è sicuramente qualcosa che non va. Nella saga, o in me. O in entrambe.
Quanto a Jennifer Lawrence, apprendo ora che a quanto pare è il buon Giuseppe la causa della rottura tra lei e Darren “Genio” Aronofsky. Il mio amore per lei però credo sia più forte sia di quello di Giuseppe, che di quello di Ford, visto che io sono arrivato ad adorare persino Madre!. E voi nooo, e voi nooo.
E comunque credo che Jennifer Lawrence sia l'unica cosa su cui possiamo essere d'accordo noi tre...
Ford: ah, Jennifer Lawrence. Per me potremmo anche schiaffarci una maratona dei suoi film sbattendocene allegramente di Maze Runner e compagnia bella.


C’est la vie – Prendila come viene

"E anche per questa settimana la rubrica sta giungendo al termine! Festeggiamo!"

Giuseppe: I registi di “Quasi amici” tornano con una nuova commedia, questa volta corale, e dallo stile molto leggero e divertente, con i protagonisti alle prese con l’organizzazione di un matrimonio per una coppia di giovani sposi: tutto dovrebbe essere perfetto, ma resterà soltanto nelle intenzioni. La commedia francese sta vivendo una nuova primavera e Eric Toledano e Olivier Nakache sono tra i maggiori esponenti: incassi quasi sempre eccezionali anche in Italia, dove quasi ogni settimana ne arriva una tra le uscite. Ho saputo che un|tipetto|impertinente la scorsa volta voleva far coniugare Cannibal Kid e Mr. Ford, ma certo mi auguro non volesse affidare l’evento allo staff di Max/Jean-Pierre Bacri… dovrebbe essere sempre disponibile quello del matrimonio tra la Sposa e Bill, che attende ancora un rimborso spese da quest’ultimo.
Cannibal Kid: Questo matrimonio tra me e Ford non s'ha da fare, né domani, né mai. Né con lo staff di Kill Bill, né con quello di Max... chiii?
Jean-Pierre Bacri?
Ah, ma qua allora il Giuse se ne intende di cinema francesone ancor più del sottoscritto?
Bien. Allora forse abbiamo trovato – miracolo! – un film che può piacere a entrambi, e pure al Ford, che con Quasi amici si era esaltato quasi quanto i radical-chic patiti di Francia come moi.
Ford: Quasi amici fu una sorpresa davvero ottima, anche se il rischio, per registi saliti alla ribalta per una "one hit wonder", è di ripetersi in peggio per tutto il resto della carriera. Sarei lieto di essere smentito, ma non ho troppa fiducia in Toledano e Nakache. Non sarebbe male, però, che Giuseppe e Cannibal preparassero un bel party per festeggiare me e Jennifer Lawrence.


Slumber – Il demone del sonno

"Cosa stai leggendo?" "Pensieri Cannibali." "Per quello ho bisogno di un white russian doppio."

Giuseppe: In “Slumber” la protagonista Alice (interpretata da Maggie Q) è una specialista dei disturbi del sonno, ma porta con sé un trauma dal passato con il quale dovrà fare i conti quando riceve l’incarico di occuparsi di un’intera famiglia afflitta da gravi problemi notturni. Uno dei componenti soffre addirittura di un disturbo che porta a vivere, da svegli, i propri incubi. Insomma si parla di sonno ma da qui il collegamento coi sogni è praticamente immediato, e di conseguenza quello con un film come “Inception” e Christopher Nolan. Ma io voglio andare oltre e utilizzare questo spazio per interesse personale, ebbene sì. No, tranquilli, nessuna proposta elettorale: ma è giusto ricordare a voi, cari lettori, che sia Cannibal che Mr. Ford non hanno esaltato a sufficienza un capolavoro come “Dunkirk”, e anzi il signor Cannibal lo ha addirittura disintegrato suscitando tutta la mia indignata reazione. Come si può, dico io? Pentitevi, infedeli! Il comitato per la difesa del cinema di Nolan, del quale sono il presidente, vi osserva, sempre!
Cannibal Kid: Se apriamo il capitolo Dunkirk, qua ne esce un dibattito degno del processo del fu Biscardi. Ribadisco solo che quello di Nolan, regista che un tempo apprezzai e ora non penso proprio, è un film senza personaggi, senz'anima, senza emozioni, senza un punto di vista personale e senza Storia. A parte questi piccoli dettagli, non gli manca davvero nulla ahahah
E poi ammettilo Giuseppe, che di Nolan sei in love ancor più che di JLaw, che dopo filmoni come Memento, The Prestige o Inception, anche tu da questo Dunkirk ti aspettavi qualcosa in più...
Ford: il demone del sonno è quello che fanno venire film senz'anima pur se dalla grande tecnica come Dunkirk, che considero riuscito dal punto di vista tecnico ma davvero poco coinvolgente per tutto quello che riguarda il fascino ed il cuore, che a produzioni come Memento, Inception e soprattutto il mio favorito The Prestige non manca affatto. Un altro in grado di evocare il demone del sonno è Cannibal quando parte con i suoi pipponi in difesa dei suoi favoriti, un po' come il tuo qui sopra, Giuseppe. E non prendertela come Doc Manhattan, mi raccomando!


L’incantesimo del drago

Ford e Cannibal in attesa dell'arrivo di Giuseppe per la compilazione della rubrica.

Giuseppe: Il coraggioso figlio di un eroe cacciatore di draghi, con l’aiuto di un pipistrello aspirante drago e un altro giovane amico, si lancia alla salvezza disperata del mondo degli umani e del mondo della magia. Film d’animazione di produzione ucraina che avrà purtroppo una programmazione cinematografica risicata (a cura di Twelve Entertainment) ma sia queste piccole opere che le case di distribuzione che le acquistano meritano tantissimo appoggio e sostegno.
Cannibal Kid: Purtroppo una programmazione risicata? Piccole perle?
Ford, in che modo sei riuscito a corrompere l'onesto Giuseppe per fargli pronunziare codeste assurdità su una tale bambinata? Coi soldi, oppure con la vagina fatata di Jennifer Lawrence?
Ford: nessuna vagina fatata. Forse Giuseppe dall'Ucraina ha importato anche parecchia vodka - e su questo non si può certo dargli torto -, perché una sparata così non me l'aspettavo neanche io!

mercoledì 13 maggio 2015

Samba

Regia: Olivier Nakache, Eric Toledano
Origine: Francia
Anno:
2014
Durata: 118'






La trama (con parole mie): Samba è un sans papier nato in Senegal da dieci anni in Francia, lavapiatti con ambizioni da cuoco, uno zio perfettamente integrato a fargli da esempio, un'etica del lavoro solida e la volontà di costruire qualcosa in modo da potersi garantire un futuro una volta deciso di tornare alle origini.
Quando, messo all'angolo da burocrazia ed autorità, finisce in un centro di accoglienza e conosce Jonas - congolese alla ricerca della sua promessa sposa che pare si sia stabilita proprio a Parigi - ed Alice - consulente per la selezione del personale in prestito ad un'associazione che si dedica agli immigrati in recupero da un esaurimento nervoso - la sua vita cambia: costretto a vivere ancor più in segretezza a causa del foglio di via, in bilico tra documenti falsi, impieghi da una notte ed amicizie tanto intense quanto pericolose - il trafficone Wilson - Samba dovrà trovare una sua strada in modo da poter sperare in un futuro lontano da carceri, espulsioni e rischi tradotti in qualsiasi uomo che indossi una divisa, e chissà, coltivare il sogno, oltre che di un lavoro dignitoso e sicuro, anche di un amore.









Spesso e volentieri giungere al successo non significa, di fatto, essere arrivati a destinazione.
Anzi, più probabilmente, il momento si traduce in un banco di prova ancora maggiore rispetto a tutti quelli affrontati nel percorso che ha portato al successo stesso.
Eric Toledano e Olivier Nakache, dopo l'ottima prova di Quasi amici - sensazione per pubblico e critica di qualche anno fa -, si sono ritrovati di fronte un palcoscenico senza dubbio difficile da affrontare per un regista singolo, e chissà quanto più per una coppia - gli unici, di fatto, ad aver centrato un bis al livello del titolo che diede loro la notorietà, almeno in tempi recenti, sono stati Dayton e Faris con Little Miss Sunshine e Ruby Sparks -, affidandosi per questo al loro attore feticcio Omar Sy e toccando un tema tanto attuale quanto importante, quello dell'immigrazione.
Il risultato, senza dubbio alcuno inferiore al già citato Quasi amici, resta un buon esperimento che ha ricordato al sottoscritto l'altrettanto interessante Tutta colpa di Voltaire di Abdellatif Kechiche prima della consacrazione, pronto a sottolineare problematiche note anche qui da noi in Italia - ed avendo ricoperto il ruolo di insegnante di italiano per stranieri all'interno di un'associazione culturale come quella che porta le strade di Alice e Samba ad incrociarsi ho ricordi ben precisi in merito - e la realtà decisamente scomoda degli immigrati clandestini, dal terrore di essere scoperti e rispediti nel paese d'origine agli espedienti più o meno legali - dai documenti falsi all'ottimo escamotage di Wilson, che sfrutta la simpatia e la confidenza ispirate maggiormente dai brasiliani rispetto agli arabi in genere - messi in pratica per poter sbarcare il lunario e coltivare qualche sogno.
Peccato, però, che accanto ai pregi, Samba mostri il fianco anche ad eccessive concessioni al grande pubblico - soprattutto nel finale, che avrei trovato più efficace in termini più drammatici ed in stile Ken Loach, come appaiono, al contrario, tutti i passaggi legati alle code per il lavoro nella speranza di trovare un posto a giornata, o a settimana - e porti sullo schermo, di fatto, la mancata alchimia di due personaggi che avrebbero dovuto fare il film almeno quanto capitò con - di nuovo - Quasi amici: sarà da imputare ad una mia diffidenza personale, ma ho trovato la Gainsbourg completamente fuori parte per il suo ruolo, ingessata e stitica più come le radical chic possono essere, che non un'instabile donna in carriera giunta al punto di rottura.
Senza contare che, fossi stato in Samba, trovandomi di fronte un manico di scopa abbottonato ed una tipa alternativa, dal piglio grintoso, con piercing e chewing-gum masticato a bocca mezza aperta, io non avrei avuto dubbi rispetto a quale scegliere - ma è anche vero che, probabilmente, io sarei un tipo più simile a Wilson, che non a Samba, se non nel momento in cui lo stesso si fa carico della "missione" di ritrovare la donna di Jonas, conosciuto al centro di detenzione degli irregolari in attesa di conoscere il loro destino -.
Inezie a parte, comunque, pellicole come Samba finiscono per essere ad ogni modo importanti in quanto in grado di presentare una problematica tristemente nota accontentando in quasi egual misura grande pubblico e critica, nonostante in questi casi io continui a preferire un approccio documentaristico all'epopea che, inevitabilmente, conduce a compromessi di norma impossibili da riscontrare nella realtà dall'altra parte dello schermo: in questo senso, non abbiamo bisogno di vedere le cicatrici di Samba per dedurre che non abbia avuto vita facile, così come di quella maglietta portafortuna indossata sotto abiti probabilmente firmati nel giorno del ritorno al lavoro vero di Alice.
Perchè credo che tutti - o almeno, chi ha viaggiato ed ha i mezzi di una persona normale - si sarà sentito almeno una volta nella vita uno straniero, con l'amaro in bocca, la nostalgia di casa e la sensazione di dover lottare anche per un angolo: moltiplicandola di molto, avremmo la vaga idea di quello che prova ogni persona pronta a mollare tutto quello che ha per tentare di costruire una nuova vita altrove.
Certo, ci saranno gli stronzi, i criminali, quelli che se ne approffitano, sempre e comunque.
Ma ci saranno anche quelli come Samba, che finiranno a farsi il culo anche per gli altri.
E a meritare il loro posto nel mondo.
Come ognuno di noi.




MrFord




"Solo voy con mi pena
sola va mi condena
correr es mi destino
por no llevar papel
perdido en el corazуn
de la grande Babylon
me dicen el clandestino
yo soy el quiebra ley."
Manu Chao - "Clandestino" - 





mercoledì 5 dicembre 2012

Big Wednesday again

La trama (con parole mie): nuova variazione nella programmazione della rubrica dedicata alle uscite settimanali condita da un'ulteriore novità. Se la settimana scorsa il mio compagno di post ed ormai ex nemico Cannibal Kid aveva avuto un momento di follia fordiana, questa volta tocca a me dichiararmi ormai convertito al Cuccioloeroicismo. Avete letto bene, sì.
Ho deciso di abbandonare le vesti del vecchio cowboy all'antica e di farmi guidare nel nuovo millennio e oltre dal mitico, incommensurabile, incredibile Cannibale, l'unico vero profeta della gioventù che avanza ed innova!

"Scrivo una lettera a Ford, che quello è così vecchio che non sa neppure cosa sia un'e-mail!"
Ritorno al futuro di Robert Zemeckis


Il consiglio di Cannibal: il cannibale è tornato
Di solito non mi va di segnalare riuscite, riedizioni o altre cazzate commerciali varie. In questo caso, l’eccezione è però d’obbligo. Il capolavoro e supercult cannibale per eccellenza Ritorno al futuro ritorna nei cinema per un solo giorno. Se vi capita l’occasione, per un paio d’ore potete tornare indietro con la DeLorean e gustarvi il mitico film come se fosse ancora il 1985.
Ford, tu non hai bisogno della DeLorean. Tu, tra wrestling, musica dei Kiss e bandane sulla fronte, tutti i giorni sei convinto che sia ancora il 1985 ahahah!
Il consiglio di Ford: finalmente è tornato il Cannibale!
Ritorno al futuro, supercult di una e più generazioni, è uno di quei film magici in grado di unire anche elementi così diversi come il vecchio Ford ed il giovane Cannibale. Dunque, nonostante il Kid viva lungo la Frontiera dell'avanguardia ed il sottoscritto passi il tempo a prendere polvere nella preistoria addobbato come uno dei Kiss, la lunghezza d'onda è la stessa.
Bottigliate se non l'avete mai visto, e correte subito a rimediare!

Il vecchio Ford ed il suo nuovo giovane guru Cannibale intenti nel loro primo esperimento da soci.
Moonrise Kingdom - Una fuga d’amore di Wes Anderson


Il consiglio di Cannibal: in fuga da Ford troverete il grande cinema
Oltre alla riuscita di Ritorno al futuro, questa settimana troviamo due uscite tutte nuove super radical-chic, super indie e pure queste super cannibali, oltre che due delle migliori pellicole dell’intera annata: Moonrise Kingdom e Ruby Sparks.
Moonrise Kingdom l’ho già visto, adorato e recensito qui http://pensiericannibali.blogspot.it/2012/10/kanye-wes-anderson.html
Per me è l’apice e l’apoteosi totale del cinema del buon Wes Anderson. Un film talmente delizioso da poter convincere persino i suoi detrattori. E in grado di piacere persino ai tipi pane e merda salame come il mio nuovamente nemico Mr. James 4D.
Il consiglio di Ford: io e Cannibal fuggiremo insieme senza dire a nessuno la nostra destinazione!
Questo film ha avuto un destino curioso: nel corso della visione, pur riconoscendo la grande inventiva di Wes Anderson ed il suo stile, sono stato percorso da brividi che parevano portare alle bottigliate, ma nel corso della stesura del post - prossimamente da queste parti - l'apparizione della Vergine Kid è riuscita a riportarmi sulla retta via, permettendomi di riconoscerne la grandezza. Pare uno scherzo, ma dico sul serio: questo è un film fantastico. In tutti i sensi.

"Buongiorno, sono il vecchio Ford. Cerco la mia nuova guida spirituale, questo giovane Cucciolo eroico."
Ruby Sparks di Jonathan Dayton, Valerie Faris


Il consiglio di Cannibal: Ford, questa volta non mi ruby più l’anima!
Ed ecco la seconda uscita super indie della settimana, Ruby Sparks. Film splendido e assolutamente consigliato, per me è anche un gradino sopra l’esordio Little Miss Sunshine dei due registi Dayton e Faris. Registi che ricordo aver firmato pure perle di videoclip come “1979” e “Tonight, Tonight” degli Smashing Pumpkins. Questo film è radical-chic all’ennesima potenza: il protagonista è uno scrittore radical-chic, l’evoluzione della storia procede poi in direzione stile Charlie Kaufman/Spike Jonze/Michel Gondry, ovvero la sacra triade del radical-chic che si rispetti, e ha una colonna sonora che vanta pezzi francesi e persino di lirica italiana, e per gli americani non c’è niente di più radical-chic di ciò.
Se non fosse stato firmato da Dayton e Faris, autori del suo amato cult movie, questo film Little Miss Ford l’avrebbe odiato con tutto se stesso, e invece gli è piaciuto. Segno che pure lui in fondo in fondo è un radical-chic, altroché wrestler tamarro da strapazzo, più di me, del protagonista del film Paul Dano e pure del suo amico Saviano.
Recensione cannibale a breve.
Il consiglio di Ford: Cannibale, plasmami a tua immagine e somiglianza - ma non esagerare -!
Secondo film consigliatissimo della settimana - con recensione a breve -: gli autori del meraviglioso Little Miss Sunshine si confermano grandissimi grazie ad una ideale prosecuzione del percorso iniziato con Eternal sunshine of the spotless mind. Un film leggero, recitato e scritto benissimo - dalla protagonista Zoe Kazan, coetanea del Cannibale, e nipote di Elia, mio coetaneo – che descrive alla grande l'Amore ed il concetto di Passione. Per le donne e per la scrittura. E come tutti ormai sapete, non c'è nessuno che può rappresentare al meglio queste due cose come il mio ex avversario Easton Ellis Kid.

"Cavolo! Il libro del Cannibale è nettamente più bello del mio!"
The Grey di Joe Carnahan


Il consiglio di Cannibal: la vedo grigia
Un film con Liam Neeson protagonista assoluto?
Se solo prova ad avvicinarsi a me, lo stronco con una bella rece massacro come si deve!
In una settimana in cui escono i sopra citati film cannibali, ‘sta neesonata mi pare arrivi per bilanciare un po’ la situazione.
In Alaska insieme al mio odiato Liam Neeson ci spedisco allora l’altrettanto mio odiato Mr. Ford, ça va sans dire.
(non so il francese, però quanto fa radical-chic mettere lì una bella frasetta pronta in francese?)
Il consiglio di Ford: Neeson? No, grazie. Meglio il Cucciolo eroico!
Considerate le recenti prove action dell'ex attore Liam Neeson - un po’ più giovane del vecchio Ford -, questo The grey non promette nulla di buono, anche se probabilmente, essendo presente nel mio hard disk, presto verrà visionato e recensito da queste parti. Ovviamente il tutto per sollevare da un incarico troppo terra terra il mio nuovo alleato e faro nella scoperta della modernità Palahniuk Kid.

"Ford, Cannibale: sto venendo a prendervi a bottigliate!"
Scusa se mi piace tuo padre di Julian Farino


Il consiglio di Cannibal: scusa se non mi piace Ford
Si fa tanto parlare di MILF, questa volta è invece protagonista un DILF (Daddy I’d Like to F--k). Di sicuro questa si rivelerà una commediola di livello medio-basso o magari persino basso-pessimo, però considerato il cast supertelefilmico, temo che difficilmente resisterò alla tentazione peccaminosa di gettargli un’occhiata: ci sono infatti Hugh “Dr. House” Laurie, Leighton “Blair Waldorf” Meester e pure Adam “Seth Cohen” Brody. Scusate, ma la rischiosissima visione mi sa che purtroppo scatterà.
Considerando come sia una di quelle pellicole che Ford di certo odierà, lui che è pure anti-House, la visione gliela infliggerei tutta. E senza chiedere scusa.
Il consiglio di Ford: lo ammetto, mi piace Pensieri cannibali.
Nonostante la presenza del dal sottoscritto tanto detestato Hugh "Dr. House" Laurie, considerato che il cast di questa roba pare uscito dai desideri più reconditi del mio rivelatorio ex antagonista, direi che è giunto il momento per me di sdoganare anche uno dei personaggi che ho meno gradito del piccolo schermo per recuperare il tempo perduto e dare anche a lui uno spazio che, se lo dice il Cucciolo, merita. O no?

"Evvai! Finalmente il Cannibale ha convertito Ford!"
Troppo amici di Olivier Nakache, Eric Toledano


Il consiglio di Cannibal: io e ford, troppo nemici
Questo non è il nuovo film dei due registi di Quasi amici. Questo è il vecchio film dei due registi di Quasi amici. Quei volponi dei distributori italiani hanno deciso di rispolverarlo fuori in prossimità del periodo festivo per guadagnare qualche bel soldino con cui potersi comprare i regali di Natale, nonostante in Francia fosse uscito già nel 2009. Considerando che Quasi amici ha messo d’accordo pure i quasi nemici (ma togliamo pure il quasi) Ford e Cannibal, pure questo una visione ritardataria comunque potrebbe meritarsela.
Il consiglio di Ford: io e Cannibale, ormai amici.
La distribuzione italiana giunge a livelli più bassi anche del Cinema made in Terra dei cachi, sfruttando il successo di una delle pellicole più amate della stagione in via di conclusione per recuperare il film precedente dei suoi autori. Comunque, se Quasi amici è riuscito a mettere d'accordo anche gli allora nemici Ford e Cannibal, direi che questo Troppo amici potrebbe sancire l'inizio di questo nuovo, incredibile, portentoso sodalizio.

"Siamo proprio sicuri ad aver fatto bene ad invitare a cena Ford e Cannibal?"
Grandi speranze di Mike Newell


Il consiglio di Cannibal: piccole speranze
Non ho letto il romanzo di Charles Dickens, non ho visto la recente versione tv, potrei guardare questa nuova versione cinematografiche del classico Grandi speranze?
Sperateci pure…
La mia più grande speranza per quanto riguarda il mondo bloggaro rimane invece quella che Ford possa ripetere un’altra grande recensione come quella di Un sapore di ruggine e ossa (http://whiterussiancinema.blogspot.it/2012/11/un-sapore-di-ruggine-e-dossa.html). Considerando i suoi ultimi discutibili post, e considerando che la fine del mondo si sta rapidamente avvicinando, possiamo però anche abbandonare ogni speranza o noi che entriamo nel suo blog WhiteRussian.
Il consiglio di Ford: grandi, grandi speranze (ora che ho ricevuto l'illuminazione della Chiesa Cannibale).
Mike Newell è uno dei registi più discontinui del panorama mondiale, capace di passare da cose decisamente importanti come Donnie Brasco ad altre assolutamente discutibili come Mona Lisa Smile. Dickens potrebbe essere una piccola garanzia per una visione almeno discreta, ma non è detto che questo possa accadere: quello che invece è certo è che, da qui a Nachele, su WhiteRussian assisterete ad un vero e proprio tripudio di recensioni che potrebbero finalmente andare incontro ai gusti della mia nuova e supergiovane guida spirituale. Non ci credete? Attendete qualche giorno, e vedrete che Moonrise kingdom, Ruby Sparks e non solo mi daranno ragione!

"No! Non mi separerete più dal Cucciolo eroico! Mai più!"
La bicicletta verde di Haifaa Al-Mansour


Il consiglio di Cannibal: finalmente han ritirato la patente a Ford e gli han dato una bici?
In una settimana troppo cannibale per essere vera, ecco che per non far mancare niente neppure al mio avversario arriva la solita fordianata di cinema impegnato. Una pellicola che merita attenzione perché è il primo film girato da una regista donna in Arabia Saudita, ma la sua qualità cinematografica è tutta da verificare.
Un po’ come WhiteRussian: solo perché è il primo blog cinematografico completamente firmato da una persona che non ne capisce nulla di cinema, non significa che sia effettivamente interessante uahaha!
Il consiglio di Ford: I wanna ride my bicycle, I wanna ride my bike!
Questo film andrebbe visto soltanto per la sua importanza sociale rispetto alla condizione della donna in alcuni paesi del mondo, a prescindere dalle sue qualità artistiche o dal risultato: dunque, se dovessi riuscire a recuperarlo in qualche modo, mi dedicherò ben volentieri ad una visione, e per la fine dell'anno - e non del mondo, mi auguro - cercherò di fare un fioretto: da Lodi prenderò la mia brava bicicletta e viaggerò fino a Casale Monferrato per raggiungere il guru Cannibale ed andare con lui a ballare in una di quelle discoteche per giovani in cui non sono mai entrato.

"Oggi mi tocca andare a scuola in bicicletta. Ho prestato la macchina a Ford e me l'ha sfasciata!"
Diana Vreeland: L'imperatrice della moda di Lisa Immordino Vreeland


Il consiglio di Cannibal: Ford, l’imperatore del cattivo gusto
Incentrato su una nota giornalista di moda che però io ammetto di non conoscere (quindi non so se sia effettivamente così nota), mi sembra un documentario di cui si può anche fare a meno, a meno di essere suoi fan. Considerando che il concetto di moda di Ford è indossare un tanga interchiappale e una maschera da Uomo Tigre, dubito che pure lui sarà interessato da questa uscita…
Il consiglio di Ford: Cannibale, l'imperatore della blogosfera!
Onestamente devo ammettere che, da appassionato di wrestling e residuato degli anni ottanta - mescolato al retaggio dei tamarri repubblicani e redneck del Texas - di moda io non capisco una bella fava di niente.
Sicuramente ne sa di più il mio un tempo rivale Cannibale, che però penso sarà impegnato a visionare pellicole decisamente più interessanti di questa in una settimana che pare progettata apposta per lui.

"Cannibale, Ford, è inutile che io parli con voi: di moda non ne capite un accidente!"
Vorrei vederti ballare di Nicola Deorsola


Il consiglio di Cannibal: Ford, non vorrei vederti ballare nemmeno se mi pagano
In una settimana ricca di uscite, non poteva mica mancare la pattuglia italiana, vero?
Certo che poteva, però invece ce la dobbiamo sorbire.
Cominciamo nella maniera peggiore possibile, con un film ridicolo fin dal trailer e che nel cast vanta pure quell’attricione di Paola Barale. Una che il suo meglio l’ha dato quando girava le caselle alla Ruota della fortuna. Io invece, girando la ruota della sfiga, ho beccato il “Perdi tutto” e m’è capitato Ford come blogger-rivale.
Il consiglio di Ford: io vorrei vedere ballare il Cannibale, ma non vorrei vedere questo film.
Da buon residuato di un'epoca lontana in cui gli uomini stavano in fondo alla sala appoggiati alla parete e sceglievano le donne che nel frattempo ballavano di fronte a loro, la mia grazia in pista è pari a quella di un Barbalbero: al contrario, il mio ex nemico ed ora sensei del dancefloor è un moderno Tony Manero, un felino delle nottate più selvagge di Ibiza, Mykonos, Londra e chi più ne ha, più ne metta.
Dunque mi rimetto a lui per imparare almeno qualche passo per non fare una figura troppo magra.

"Lo so che devi abituartici, Kid: ormai, però, staremo sempre insieme." "Me ne farò una ragione, papà Ford!"
Pandemia di Lucio Fiorentino


Il consiglio di Cannibal: Ford, sei un disaster man!
In Italia si fanno un sacco di film disastrosi, ma di disaster movies non è che se ne vedano tanti.
A giudicare dal trailer di Pandemia, un motivo ci sarà…
Il consiglio di Ford: Cannibale, salvaci tu, con la sola imposizione delle mani!
C'è bisogno che parli anche di questo film? Davvero?

"Sapevo che l'alleanza tra Ford e Cannibale avrebbe provocato la fine del mondo!"
Dimmi che destino avrò di Peter Marcias


Il consiglio di Cannibal: dimmi che Ford non ci sarà più nel mio destino
Pellicola italo-romena che si preannuncia la solita storia di integrazione buonista (o forse no?), chi l’ha visto al Torino Film Festival magari saprà dirvi se merita di entrare nel vostro destino oppure no.
Quello che più mi interessa sapere, personalmente, è invece io che destino avrò: sarò costretto ad avere come blogger rivale Ford ancora a lungo?
Il consiglio di Ford: il mio destino è cambiato. Ora sono un Cannibal-addicted!
Questa trascurabile produzione italo-rumena che non promette proprio nulla di buono non va presa neppure in considerazione: pensate, invece, di fare una corsa tra le pagine del blog più importante della
rete, quello dell'incommensurabile, incontenibile, incontentabile e chi più ne ha, più ne metta, Cannibal Kid, www.pensiericannibali.blogspot.it!

"Vostro Onore, vorrei citare in giudizio per vilipendio al Cinema italiano i signori Kid Cannibal e Ford James."
Si può fare l’amore vestiti? di Donato Ursitti


Il consiglio di Cannibal: si può intitolare un film in questo modo?
Magari questo è il film rivelazione dell’anno, una figata totale, però già solo con un titolo del genere le aspettative non possono che essere delle più atroci.
Ma come ca**o si fa a dare un titolo del genere?
Stando al trailer, nel caso aveste dubbi, questo di certo non sarà il film rivelazione dell’anno. Magari il film ciofeca dell’anno.
Un bel titolo per un film invece sarebbe: “Ma ci si può vestire come Ford?”.
Il consiglio di Ford: Cannibal, ma come mi vesto!?
Ultimo - grazie al Cucciolo eroico - film trascurabile della settimana, che già dal titolo non promette nulla di buono. Per fortuna abbiamo a guidarci la luce di un nuovo idolo, che saprà indirizzarci ai film che davvero meritano di essere visti, recensiti, amati, e anche rivisti.
Parlo di Cannibal Kid?
Forse.
A voi scoprirlo, la prossima settimana!

"Questo Pensieri cannibali è proprio un gran bel blog!"
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