Visualizzazione post con etichetta Paul Newman. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paul Newman. Mostra tutti i post

venerdì 27 febbraio 2015

Il colore dei soldi

Regia: Martin Scorsese
Origine: USA
Anno:
1986
Durata:
119'





La trama (con parole mie): Eddie Felson "Lo svelto", ex grande giocatore di biliardo, venditore di whisky per professione ed affarista per vocazione, incrocia per caso la strada del giovanissimo ed arrembante Vincent Lauria, fenomenale con la stecca e dal carattere esplosivo. Stimolato dal ragazzo, si offre di addestrarlo nella sottile arte della vittoria intesa come incasso portando dalla sua parte anche la più sveglia Carmen, ragazza di Vince.
Nell'ottica di partecipare ad un torneo importante ad Atlantic City, l'insolito terzetto si imbarca in un viaggio on the road di sei settimane che dovrebbe formare Vincent in modo da prepararlo nel migliore dei modi alla grande occasione: il tempo di oliare i meccanismi e lasciarsi alle spalle le prime scaramucce, ed ecco che la vecchia passione di Eddie torna a galla rompendo l'incantesimo.
Quando, proprio al torneo, i due si troveranno sul tavolo verde da avversari, i nodi verranno al pettine.
E a quel punto, chi sarà il vincitore? Quello sul campo o quello con i soldi?








Scrivo questo post nel nome dei vecchi tempi, e nel giorno del funerale del mio amico Emiliano.
Ed è tutto per lui, il ricordo.

So benissimo che Scorsese, nel corso della sua lunga e strepitosa carriera, è riuscito a fare molto di più di questo piccolo film forse più vicino ai tempi di Alice non abita più qui che non a quelli di Toro scatenato, e che lo stesso è stato frutto più della passione, che non dell'esigenza di portare sullo schermo qualcosa che segnasse per sempre la settima arte.
Eppure, se dovessi parlare con il cuore, Il colore dei soldi sarebbe una delle prime scelte, per quanto riguarda la filmografia del vecchio Marty.
In qualche modo, il ritorno sullo schermo di Eddie Felson - già protagonista del Classico di Robert Rossen Lo spaccone, film enorme che prima o poi mi deciderò a riproporre qui al Saloon - affiancato all'esplosivo figlio degli anni ottanta Vincent Lauria - interpretato da uno dei migliori Tom Cruise di tutti i tempi, clamoroso nella sequenza ritmata dalle note di Werewolves of London di Warren Zevon - rappresenta per il sottoscritto una delle più grandi dichiarazioni d'amore al Cinema dell'autore di The Wolf of Wall Street, una piccola scheggia impazzita fumosa e di provincia, una pellicola da losers, da margini della società, eppure a suo modo guidata dal sacro fuoco di chi ha voglia davvero di raccontare una storia, e riesce con il suo fervore nel miracolo di far appassionare anche un non conoscitore dell'argomento trattato - in questo caso, ed in una certa misura, il biliardo -.
Ad ogni modo, Il colore dei soldi rappresenta più di tutto un ritorno a casa, per il sottoscritto: un ritorno alla camera che dividevo con mio fratello, e che ci contendevamo a colpi di titoli fatti girare allo sfinimento con il videoregistratore, un ritorno a quel giorno in cui, per caso, nel negozio di cd usati che ancora oggi non so come sopravvive tra casa dei miei ed il parchetto in cui ho passato l'infanzia trovai il dvd, già fuori catalogo da un pezzo, e lo presi al volo, conscio di avere messo le mani su un tesoro, un rifugio, un luogo in cui fuggire nei momenti più bui.
Rappresenta Paul Newman, probabilmente l'attore più figo che Hollywood potrà mai produrre, l'uomo tutto d'un pezzo senza il bisogno di essere l'uomo tutto d'un pezzo, "il migliore", quello che "è tornato", "lo svelto".
Rappresenta i primi momenti di condivisione con mio fratello di una passione che ancora oggi ci lega, e che ho deciso di celebrare con una nuova visione a, credo, più di dieci anni dall'ultima, in barba alla colonna sonora strepitosa, al montaggio eccezionale di Thelma Shoonmaker - che per il sottoscritto resta la numero uno di sempre -, al cast in forma strepitosa, all'atmosfera, a questo stesso post: ho voluto recuperarlo come un'ancora di salvezza che mi portasse indietro ad un tempo in cui tutto era senza dubbio meno intenso, ma più semplice.
Ho voluto recuperarlo perchè oggi, salutando il nostro amico, ho visto mio fratello minore diventare un uomo e sono stato orgoglioso come un padre, e mentre con un sorriso mi godevo il grande Paul insegnare chi vince e chi perde a Tom e non vedevo già l'ora di poterlo condividere con il Fordino ripensavo a quando, sceso dal palco dopo aver parlato con una forza che non avrei immaginato, mio fratello si è fatto fragile ed io ero lì ad abbracciarlo, per quello che è stato uno dei momenti più importanti della nostra vita insieme.
Allargare le spalle e fare buon viso a cattivo gioco è fondamentale, se non si vuole rimanere schiacciati, e a volte è molto meglio portare dentro l'innocenza naif e l'arroganza di Vince, che non la scorza dura e le cicatrici di Eddie: a volte si vince perdendo, ed altre si perde vincendo.
Ma in fin dei conti, fanculo.
Quello che conta è che, a prescindere dalle recensioni, dai pareri critici e qualsiasi altra cosa, io amo questo film.
Lo amo per come è stato realizzato, per quello che rappresenta per me, per i ricordi e per quello che, forse, mi riserverà in un futuro.
Perchè il ritorno di Eddie Felson è anche il mio.
Ad ogni colpo che fa finire con il culo per terra, una rinnovata passione.
Perchè se non si vincerà questa volta, si vincerà la prossima.
E se non la prossima, quella ancora dopo.
Perchè si ritorna, sempre.
Fino a quando le energie, la voglia e la passione ce lo imporranno.
E onestamente, al momento non vedo una fine per le mie.




MrFord




"Well, I saw Lon Chaney walking with the Queen
doing the werewolves of London
I saw Lon Chaney, Jr. walking with the Queen
doing the werewolves of London
I saw a werewolf drinking a pina colada at Trader Vic's
his hair was perfect
werewolves of London again
draw blood."
Warren Zevon - "Werewolves of London" - 




martedì 23 aprile 2013

Men at Ford



La trama (con parole mie): proprio quando pensavate che fosse finita, ecco pronta a tornare la battaglia per eccellenza della blogosfera, il ring virtuale attorno al quale ci si ritrova, di norma, per osservare il sottoscritto impartire sonore lezioni a quell'egomaniaco scatenato del mio rivale Cannibal Kid.
Se la scorsa settimana ci siamo dedicati alle attrici che più hanno conquistato il nostro cuore - e forse non solo quello - nel corso degli anni da cinefili, a questo giro di giostra toccherà agli attori fare bella mostra delle loro capacità, del carisma e di quel qualcosa in più che per il sottoscritto si traduce in panesalamismo mentre alla corte del Cucciolo prende la forma di uno spocchioso tono di superiorità.
Dunque brindate e festeggiate oggi con la mia lista, perchè domani vi aspettano solo musi lunghi e atmosfera da salotto!

"Cannibale, ti devo dire solo una cosa: oggi finirai al tappeto."
Bentornati, lettori e lettrici, per un'altra due giorni dedicata ad uno dei passatempi preferiti del Saloon: passare un'intera Blog War - in questo caso addirittura doppia - a massacrare senza tregua quel pusillanime del mio antagonista, Cannibal Kid.
Se la scorsa settimana abbiamo dedicato lo scontro alle attrici che più ci rappresentano, questa volta tocca agli attori fare bella mostra di capacità, talento o anche semplicemente simpatia o affezione scatenata in noi nel corso della vita da spettatori.
E prima che domani vi travolga la decisamente troppo seriosa ed autoriale lista cannibale, conviene che vi divertiate con quella decisamente più lavoratrice, proletaria e pane e salame proposta dal sottoscritto.
MrFord

La Blog War della settimana scorsa dedicata alle attrici preferite da noi due bloggers, il sottoscritto Cannibal Kid e il sottosviluppato Mr. James Ford, ha creato una profonda divisione.
Tra chi si è schierato dalla parte di uno e chi dell’altro?
No, tra noi due e tutto il resto dei bloggers che ha massacrato le nostre scelte.
Non paghi di ciò, torniamo questa settimana alla carica con una nuova Blog War, destinata ancora una volta a fare discutere. Una sfida dedicata agli attori: i miei preferiti li scoprirete domani, oggi tocca ai macho macho men fordiani.
Cannibal Kid

Marlon Brando


MR. FORD Non potevo non cominciare da quello che è il numero uno assoluto di tutti i tempi, l'attore simbolo del Cinema Usa e non solo, uno degli uomini più affascinanti ed animaleschi che abbia mai visto dentro e fuori lo schermo, in grado di esercitare il suo carisma fisico su qualunque cosa cammini su questa palla di fango: Marlon Brando.
Dal suo leggendario Kowalski di Un tram che si chiama desiderio - chiunque, Stella o no, sarebbe sceso da quella scala, se fosse stato chiamato da lui - al Colonnello Kurtz di Apocalypse now, passando per Don Vito Corleone o ruoli meno noti come quelli ricoperti nei western I due volti della vendetta - di cui firmò anche la regia - e Missouri, l'omone di Omaha è da sempre il mio riferimento assoluto, simbolo soprattutto di magnetismo, oltre che di talento grezzo e ruvido ma assolutamente cristallino.
Meridiano di sangue di Cormac McCarthy, il romanzo che più di ogni altro ho sognato di vedere proposto al Cinema, nella mia idealizzazione avrebbe proprio lui come protagonista nel ruolo del giudice Holden, che avrebbe ricalcato senza dubbio i fasti di Kurtz e del cuore di tenebra.
Un attore mitico, una leggenda che nessuna proposta del mio antagonista potrà mai eguagliare.
Interpretazioni top: Apocalypse now, Ultimo tango a parigi, Un tram che si chiama desiderio, Il padrino
CANNIBAL KID Ma che bella dichiarazione d’amore, d’amore fisico non platonico nei confronti di Marlon Brando da parte di Ford, che evidentemente s’è fatto prendere dal testosterone anche questa settimana, ancor più di quella passata.
Riguardo a Brando certo, è un attore fenomenale, però personalmente non è mai stato tra i miei preferiti. Quel suo fascino da duro del roadhouse su di me non ha mai avuto presa. L’unica sua intepretazione che ho amato (io platonicamente, specifico) è quella in Apocalypse Now. Sarà perché appare giusto per pochi minuti?
MR. FORD Non è possibile non dichiarare il proprio amore per Marlon Brando. Sarebbe come non dichiararlo per il Cinema. Pratica cui il mio antagonista ci ha, del resto, abituati da tempo.

"Caro Marco Goi, ho paura che il tuo gatto finirà a fare compagnia ad un certo cavallo."
Sylvester Stallone


MR. FORD Nel momento in cui, con Peppa Kid, si è deciso di muoverci nell'ambito attoriale per la nostra nuova Blog War, ho pensato che il vecchio Sly sarebbe stato letteralmente perfetto come cavallo di battaglia per la compagine fordiana: di certo non possiamo parlare di un attore dotato dello stesso talento di altri presenti in questa decina, eppure più di ogni altro è stato quello che ha definito la mia infanzia ed i primi pomeriggi in sala con mio padre - ricordo ancora i brividi alla morte di Apollo in Rocky IV -. In qualche modo, se Clint Eastwood è un pò un nonno cinematografico, il buon Sly assume il ruolo di papà - curioso, tra l'altro, che condivida proprio con il mio vecchio l'anno di nascita - agli occhi del sottoscritto, che l'ha visto cadere e rialzarsi prima sullo schermo e dunque rispetto al successo - gli anni novanta e i primi zero sono stati pessimi, per il Nostro, rifattosi solo di recente con il grande ritorno da Expendable -.
Quello che mi è sempre piaciuto, dello Stallone italiano, è stato il cuore che l'attore - e sceneggiatore, ricordiamolo - ha sempre messo in ogni pellicola che l'ha avuto come protagonista o regista, partendo dal nulla proprio come il suo personaggio più riuscito - il mitico Rocky Balboa - ed arrivato a conquistare le stelle di Hollywood.
Interpretazioni top: Rocky, Rocky Balboa, Rambo, Expendables, Expendables 2, Over the top
CANNIBAL KID Stallone ovviamente non poteva mancare nella lista fordiana. A dirla tutta, lui l’avrebbe anche incoronato al numero 1, però poi ha deciso di contenere il suo fanatismo da groupie anni Ottanta e l’ha limitato a un comunque generosissimo secondo posto. E mettere Stallone tra Marlon Brando e Al Pacino fa la stessa impressione di vedere Gattuso in una lista dei migliori giocatori tra Maradona e Pelé, ma tant’è, il mio blogger rivale ci ha ormai abituati a queste fordianate.
Stallone non può mancare in una lista fordiana, così come io allo stesso tempo non posso considerarlo un vero attore. Alla fine, Sly non recita, ma fa sempre la stessa parte, la parte dello Stallone. Difficile, vero? In ciò rappresenta bene l’immobilismo degli attori e del blog di Ford contro gli attori che proporrò domani, camaleontici e in costante mutazione così come i sempre variegati post di Pensieri Cannibali.
Stallone comunque è il solo vero action hero presentato da Ford, ma io in esclusiva vi posso mostrare la bozza della prima lista di attori (?) che aveva pensato di inserire, ma poi per vergogna ha ritirato:
1) Sylvester Stallone
2) Arnold Schwarzenegger
3) Jean-Claude Van Damme
4) Steven Seagal
5) Chuck Norris
6) Dolph Lundgren
7) Dwayne “The Rock” Johnson
8) John Cena
9) Jackie Chan
10) David Bautista
MR. FORD Sapevo già che Peppa Kid avrebbe reagito in maniera scomposta all'inserimento di Sly, quindi sono più che preparato, da buon paladino del pane e salame che fronteggia il paladino del radicalchicchismo.
Sly tra Brando e Pacino è come il lavoratore del campo che permette ai fuoriclasse di portarsi a casa fior di Palloni d'oro, l'uomo che si porta sulle spalle la fatica della squadra, il proletario del Cinema.
Ma che ne capisce, Sangue Blu Kid!?
CANNIBAL KID In pratica, senza tanti giri di parole, quello che si definisce… uno scarpone!
MR. FORD Esatto, uno scarpone pronto a finire nel deretano di Peppa Kid!

"Cannibal is a pussy."
Al Pacino


MR. FORD Direi che, tra tutti gli attori scelti dal sottoscritto per questa sua sfavillante decina, quello che necessita di meno presentazioni è il buon Al Pacino, vecchio leone sulla cresta dell'onda da cinquant'anni che ha regalato, decennio dopo decennio, interpretazioni mitiche una dopo l'altra.
Dai tempi di Cruising e Quel pomeriggio di un giorno da cani passando per cult che hanno influenzato intere generazioni come Scarface o Carlito's Way, Pacino è stato uno dei cardini del Cinema USA di tutti i tempi, e nonostante negli ultimi tempi si sia almeno in parte "denirizzato", restano nella memoria pezzi di storia come il suo Michael Corleone, il Tony D'Amato di Ogni maledetta domenica, Lefty Ruggero di Donnie Brasco o Vincent Hannah in Heat - La sfida.
Talento esplosivo e sopra le righe proprio come piace al Saloon, un mattatore di quelli che Peppa Kid si può solo sognare.
Interpretazioni top: Il padrino, L'avvocato del diavolo, Ogni maledetta domenica, Scarface, Carlito's Way, Heat - La sfida
CANNIBAL KID Al Pacino è indiscutibilmente un grandissimo attore, uno dei migliori di sempre. Di certo.
Però che scelta banale!
Tanto per fare una citazione (molto fordiana) di Jack Black in Alta fedeltà: ci vuoi mettere anche i Beatles? Che ne dici del fottuto Beethoven?
Che dire poi della sua recente agghiacciante parte in Jack e Jill con Adam Sandler che è valsa ad Al Pacino un (meritatissimo) Razzie Award come migliore attore non protagonista? Per carità, non cancellerà tutte le sue ottime interpretazioni, però ci va vicino… E non può nemmeno prendersela con nessuno, visto che interpreta se stesso. Come Ford, che per la scontatezza della sua lista non può accusare altri che Ford.
MR. FORD Direi che a questo punto, dato che il classico è diventato scontato e monotono, occorrerà gettare via gente come Chaplin, Welles, o perfino Kubrick. In fondo, sarebbe scontato considerarli tra i migliori registi della Storia, no!?
CANNIBAL KID Certi nomi lo sappiamo già tutti che sono bravi. Visto che queste liste sono un gioco, per quanto sanguinoso e mortale, un po’ di fantasia in più nelle scelte non guasta. Inserire Stallone tra i migliori attori invece non la chiamerei fantasia, quanto ribaltamento della realtà ahahah!

"Peppa Kid, oggi hai chiuso. Questa città ha bisogno di qualcuno con i cojones."
Tom Cruise


MR. FORD Ammetto che il buon Tom, divo simbolo degli anni ottanta, sia completamente pazzo.
Eppure non sono mai riuscito davvero a volergli male, e continuo a considerarlo un professionista come pochi ne esistono in tutta la settima arte, uno di quelli che è il primo a rompersi il culo quando serve, nonostante tutti gli eccessi di divismo ed un ego in grado di rivaleggiare con quello del mio antagonista.
Cimentatosi in generi cinematografici completamente diversi tra loro, blockbuster selvaggi e titoli d'autore, è riuscito a passare da Kubrick e Scorsese fino a tamarrate come Cocktail senza colpo ferire, senza contare di essere stato il volto di una generazione con Top Gun prima di diventare una vera e propria icona.
Io, al vecchio, pazzo Tom, voglio bene. E mi basta pensare a Magnolia o Intervista col vampiro per considerarlo ben oltre la maggior parte dei suoi colleghi.
Interpretazioni top: Magnolia, Intervista col vampiro, Top Gun, Il colore dei soldi
CANNIBAL KID Anche a me piace Tom Cruise. Perché a me agli antipatici piacciono. Ford che domani mi accuserà di presentare diversi attori scontrosi ed egocentrici, ha però deciso di sceglierne uno che a livello di egomania batte tutti, me compreso, e che per odiosità al confronto persino la sua ex Nicole Kidman appare Miss Simpatia.
Al di là della sua fissa per Scientology, delle sue manie di protagonismo, o del suo recitare quasi sempre troppo sopra le righe, l’unica cosa che non mi piace di Tom Cruise è la piega che ha preso la sua carriera negli ultimi anni. Dopo l’ottima interpretazione, la sua migliore dopo quella mitica in Magnolia, in Collateral, vergognosamente dimenticato da Mr. Arteriosclerosi Ford, non ha più infatti girato niente di memorabile e anziché dedicarsi al cinema d’autore come la parentesi con Stanley Kubrick e Paul Thomas Anderson poteva suggerire, continua a sfornare blockbusteroni commerciali (ma sempre meno commercialmente fortunati), per cui ormai è troppo vecchio. Come Ford alle prese con il mondo per lui sempre più incasinato di internet.
MR. FORD La realtà dei fatti è che il buon Peppa Kid, l'unico uomo al mondo a possedere un ego più grande di quello di Tom Cruise, avrebbe voluto inserire Mr. Top Gun nella sua lista, ma non ne ha avuto il coraggio, considerato il fatto che una scelta del genere avrebbe messo a rischio la scontatezza giovanilistica - o presunta tale - della sua lista.
CANNIBAL KID Il protagonista di Risky Business - Fuori i Ford… i Cannibali ballano in quanto a giovanilismo ci sarebbe anche stato, almeno in memoria del suo glorioso passato. Se è rimasto fuori è semmai perché il suo ego avrebbe rischiato di offuscare il mio eheh!

"Rispettate il Ford, e domate il Cannibale!"

Christoph Waltz


MR. FORD Salito alla ribalta delle cronache per la collaborazione con Tarantino, l'attore austriaco negli ultimi anni ha rivelato al grande pubblico tutte le sue incredibili doti. E se in Bastardi senza gloria lasciava a bocca aperta, nel più recente Django Unchained il buon Christoph è riuscito a fare anche di meglio, confezionando per l'audience un personaggio che è destinato a diventare cult, oltre ad essere, di fatto, il vero protagonista dell'immenso lavoro dell'altrettanto mitico Quentin.
Dalla mimica alla postura, un attore in grado di bucare lo schermo solo ed esclusivamente con il suo talento, senza contare per nulla su una prestanza fisica da modello o artifici di questo genere tipici delle liste cannibali.
Interpretazioni top: Bastardi senza gloria, Carnage, Django Unchained
CANNIBAL KID Certo che Ford è proprio un burlone. La settimana scorsa accusava Uma Thurman di essere unicamente legata alle pellicole di Tarantino, e poi questa settimana Mr. Coerenza cosa fa? Ci propone Christoph Waltz. E cos’ha fatto costui all’infuori delle ottime prove nei film di Quentin?
L’unico altro suo film degno di nota è Carnage, che tra l’altro Ford ha odiato, e poi? Robe come I tre moschettieri e Come l’acqua per gli elefanti al fianco di Robert Pattinson, il grande escluso dell’ultima ora dalla lista fordiana.
Un po’ poco persino per un Tarantino fan come me per poterlo inserire tra gli all time favorites…
MR. FORD Anche Cannibal è proprio un burlone. La settimana scorsa difendeva le sue divette da strapazzo a suon di premi raccolti, e dunque anche io segnalerò con molto garbo i due Oscar portati a casa dall'attore austriaco.
Più o meno gli stessi che tutti gli attori della sua lista riescono a totalizzare in gruppo.

"Herr Goi, trovo sua posizione in questa Blog War estremamente critica..."

Paul Newman


MR. FORD Non dovrebbero esserci presentazioni, per un tipo come Paul Newman.
Semplicemente, parliamo di uno dei più grandi attori - e signori - del Cinema della Storia, un uomo tutto d'un pezzo come non se ne fanno più, capace di portare sullo schermo e fuori valori solidi e di raccontare allo stesso tempo il dramma dei losers, pur essendo in tutto e per tutto un vincente.
Butch Cassidy, Nick Mano Fredda, La stangata, Il verdetto, per non parlare della straordinaria doppietta de Lo spaccone e Il colore dei soldi, che gli valse l'agognato Oscar e che lo vide accanto a Tom Cruise, Paul Newman, nel mio cuore, è secondo soltanto a Marlon Brando, nonchè sul podio dei miei attori di tutti i tempi accanto ad un altro idolo che seguirà appena oltre.
Un mito di quelli veri che i pupazzetti made in Coniglionelandia non potranno mai e poi mai eguagliare.
Interpretazioni top: Il colore dei soldi, Lo spaccone, Butch Cassidy, La stangata
CANNIBAL KID Paul Newman non m’ha mai detto niente. E sarà perché hanno girato insieme alcuni dei loro film più celebri o perché fisicamente si assomigliano, ma l’ho sempre confuso con Robert Redford. Anche quest’ultimo non mi entusiasma molto, però preferisco il Sundance Kid a Newman se non altro per aver creato il Sundance festival.
Bell’uomo e tutto, il Newman, però come attore da quel che ho visto non mi sembra fosse così fenomenale. Non avendo visto la gran parte dei suoi film preferisco in ogni caso non sbilanciarmi troppo. Di certo c’è che i film che ha intepretato, tutti o quasi orientati verso il fordismo più estremo, non m’hanno mai attirato ad approfondire la sua conoscenza. Sorry Newman, sei stato troppo un attore da Oldman Ford.
MR. FORD Non dovrei neppure replicare, ad un commento bestiale come questo. Chi ama il Cinema ama Paul Newman, e non dovrebbero essere ammesse repliche.
Poi, certo, il piccolo Kid non considera nulla che sia venuto prima della data della sua nascita - che ormai comincia ad essere clamorosamente lontana -, dunque per certi versi non c'è da stupirsi troppo: ma questo mi pare davvero oltre ogni limite di decenza.

James Ford e Cannibal Kid ai tempi del West.
Steve McQueen


MR. FORD Ed eccolo, il terzo mito assoluto di casa Ford. Stile, talento, follia, tutte in un uomo che, come Brando e Newman, è stato simbolo di una grandezza che difficilmente rivedremo sullo schermo, riuscendo a passare dallo status di attore a quello di vera e propria leggenda.
Spericolato, tosto, fighissimo, uno di quelli cui affideresti la tua vita e ai quali volteresti le spalle. Sempre.
Senza contare che parliamo del volto di Junior Bonner, uno dei personaggi che ho amato di più in tutta la mia storia di spettatore, "l'uomo che tiene i cavalli", il simbolo della Frontiera per come la intendo e l'ho sempre intesa.
Interpretazioni top: Getaway, Bullit, L'ultimo buscadero, La grande fuga, I magnifici sette
CANNIBAL KID Certo che avere dei miti in comune con Vasco Rossi non è proprio una bella cosa, caro il mio Mr. Ford…
Simbolo della vita spericolata e del fordismo sfrenato, come attore mi sembra sia stato pure lui parecchio meno memorabile. Come già per Paul Newman comunque ho visto troppi pochi suoi film per giudicare la sua carriera nel complesso. Tra gli spericolati però gli preferisco di certo James Dean, più idolesco come personaggio e da quel che ho visto molto più talentuoso come attore, che però quel grattachecca di Ford giudicherà troppo fichetto per i suoi gusti.
MR. FORD Jimmy Dean è un mito, una leggenda, senza dubbio un riferimento molto più importante di quelli che verranno citati domani nella lista del mio antagonista, ma Steve McQueen non solo lo supera, ma riesce perfino a doppiarlo: un uomo che è stato simbolo di stile, classe, palle quadrate e coolness come se piovesse che i posticci idoli cannibaleschi possono solo e soltanto sognarsi.
E il fatto che il Cucciolo non conosca bene la sua filmografia dovrebbe essere un buon motivo per chiudere qui la disputa e mandarlo dritto a letto senza cena.

"Cucciolo, io tengo i cavalli, tu al massimo puoi reggere il moccolo!"
Mads Mikkelsen


MR. FORD Uno degli attori fordiani per eccellenza degli ultimi anni è stato senza dubbio Mad Mikkelsen, strambo personaggio venuto dal Nord che, ben prima di godere del successo ad Hollywood e di ruoli di primo piano come quello del cattivo di 007 - Casinò Royale era stato apprezzato da queste parti grazie a perle come la trilogia di Pusher firmata da Nicolas Winding Refn ed il cult del Saloon Le mele di Adamo, amatissimo da queste parti e proposto ad ogni nuovo membro della cerchia di casa Ford.
Ovviamente, un altro ruolo che lo ha reso ancora più mitico è stato quello di One Eye in Valhalla rising, sempre di Refn, una delle pellicole più osteggiate di sempre dal mio rivale, viaggio iniziatico dalla bellezza sfolgorante che ha reso il giusto onore a questo guerriero del grande schermo.
Interpretazioni top: Le mele di Adamo, Pusher, Valhalla rising
CANNIBAL KID Ho detestato l’interpretazione del Mads in Valhalla Rising, uno dei film più noiosi nella storia del cinema. Va bene che interpretava un personaggio mono occhio, però essere monoespressivo non credo fosse scritto nella sceneggiatura… Sceneggiatura? Perché, Valhalla Rising aveva anche una sceneggiatura?
Vista la mia grande apertura mentale, ho invece cambiato idea su di lui vedendolo in A Royal Affair e con Il sospetto mi è venuto il sospetto che mi potesse piacere, come attore.
Poi adesso l’ho visto nei panni del Dr. Lecter nella nuova serie Hannibal e il dubbio m’è subito andato via. Questo danese non è certo un cane, ma prima di essere anche solo lontanamente al livello di un Anthony Hopkins deve ancora farne di strada. Davvero tanta. D’altra parte Cannibali si nasce, non si diventa.
MR. FORD Ovviamente un attore poco convenzionale e poco divo come il ruvido Mads non poteva che essere criticato da quell'oscurantista del Cannibale, che finirà per essere ghigliottinato dalla forza dirompente dell'illuminismo fordiano.

"E anche per oggi il Cannibale è sistemato."
Ryan Gosling


MR. FORD Così come è stato per le attrici, anche per gli attori in casa Ford il giusto spazio va lasciato anche ai giovani talenti, e tra Tom Hardy e Ryan Gosling alla fine l'ha spuntata quest'ultimo, vuoi per il suo ruolo in Drive - cult assoluto non solo degli ultimi anni, a mio parere -, vuoi perchè siamo quasi coetanei e vuoi perchè entrambi, fedeli al già citato Drive, sfoderiamo la Natura di predatori tipica degli scorpioni.
Come se non bastasse, anche il buon Ryanone mi pare un tipo pane e salame, oltre che appassionato di pesi e palestra come il sottoscritto.
Unico appunto: sarebbe meglio guidasse lui, in un ipotetico inseguimento in auto. A meno che non si tratti di mettere sotto il Cannibale, in quel caso mi offrirei ben volentieri volontario.
Interpretazioni top: Drive, Le idi di marzo, Half Nelson, Lars e una ragazza tutta sua, The believer
CANNIBAL KID Unico nome della decina fordiana che sarebbe stato molto più a suo agio nella lista giovane e trendy cui assisterete domani. Alla fine ho deciso di escluderlo proprio perché la sua unica pecca è quella di essere apprezzato pure da Ford. Oh, nessuno è perfetto e anche il Gosling un difetto lo doveva pur avere…
Qualcuno potrà dire che ha ancora molto da dimostrare, che il personaggio di Drive potrebbe incasellarlo a interpretare sempre lo stesso tipo di personaggi, che a livello di espressività non è proprio il top player in circolazione, ma io non lo farò. Anche perché stare in questa decina, in cui mi sembra un pesce fuor d’acqua, è per lui una punizione già troppo pesante.
MR. FORD Dopo tanto inutile dibattersi e fingere, finalmente l'ammissione della qualità della lista del sottoscritto, nonostante avvenga per mano del meno navigato degli attori inseriti: potere dello scorpione!

"Mi ha fatto così piacere sistemare il Cannibale che quasi quasi restituisco i soldi a Ford."
Vittorio Gassman


MR. FORD A chiudere la già mitica decina fordiana non poteva mancare un esponente del Cinema made in Italy, un'icona dei tempi che furono - e non solo - protagonista di gemme che hanno fatto la Storia della nostra settima arte, nel mio cuore insidiato solo ed esclusivamente dall'Albertone Nazionale, sconfitto sul filo di lana proprio dal mitico Vittorio Gassman anche grazie alle interpretazioni di respiro internazionale di quest'ultimo.
Talento, eleganza, fascino e molta ironia per quello che è uno dei volti più importanti che in un'epoca di grandezza il Cinema italiano abbia regalato al mondo, perfetto sia per i ruoli comici che per quelli drammatici.
Senza contare che, pur essendo piuttosto altezzoso, riusciva a dare comunque l'impressione di essere pane e salame. Al contrario del mio antagonista e dei suoi attori.
Interpretazioni top: La grande guerra, Il sorpasso, I soliti ignoti, Un matrimonio, L'armata Brancaleone.
CANNIBAL KID Grazie Ford per avermi risparmiato Alberto Sordi, che mi avrebbe costretto a una scontata replica morettiana. Vittorio Gassman, se non altro, è stato un vero attore. Detto questo, non mi è mai piaciuto, non mi ha mai entusiasmato, mi è sempre sembrato troppo teatrale e compiaciuto della sua stessa bravura. E poi Ford hai da ridire sulla megalomania mia e dei miei attori…
Quanto a voi, cari lettori, piaciuta questa lista?
Ma allora ve lo meritate, James Ford!
MR. FORD Se Gassman era compiaciuto, come vogliamo collocare i tuoi spocchiosi giovincelli di belle speranze di domani!? Dritti nell'Olimpo dei maniaci del protagonismo di questo e dell'altro mondo!? Ahahaahah!

"Domani tocca alla lista del Cannibale!? Mi sento già male!"

venerdì 24 febbraio 2012

La stangata

Regia: George Roy Hill
Origine: Usa
Anno: 1973
Durata: 129'



La trama (con parole mie): siamo nella Chicago degli anni trenta provata dalla Grande Depressione e avvolta da tutto il fascino dei gangsters e delle sale da gioco. Nei vicoli della città si muove il piccolo truffatore Johnny Hooker, che il vecchio Luther spinge tra le braccia di Henry Gondorff, giocatore eccezionale nonchè potenziale maestro per il giovane.
Quando a causa di un raggiro alla persona sbagliata Johnny e Luther finiscono per pestare i piedi al boss Doyle Lonnegan ed il secondo perde la vita, Hooker si rivolge a Gondorff per vendicarsi, dando inizio ad un progetto di "stangata" che, almeno sulla carta, dovrebbe mettere in ginocchio lo spietato Lonnegan.
La realizzazione della stessa, però, sarà tutt'altro che semplice.




Nel pieno della settimana che condurrà agli Academy Awards approfitto per un tuffo nel passato con un Classico che, ai tempi, sbancò il botteghino e, ancora prima, il teatro durante la famigerata Notte degli Oscar divenendo da subito un riferimento per tutti gli appassionati di Cinema e non solo, facendo la storia di un genere che unisce la settima arte al gioco.
In un'epoca in cui i casinò non erano ancora visitabili online e tutto si consumava sulla strada, spesso e volentieri tra lacrime e sangue, si muovono due dei più grandi divi che il Cinema a stelle e strisce abbia regalato al suo pubblico: Paul Newman e Robert Redford, di nuovo accanto a George Roy Hill dopo i fasti dell'indimenticabile Butch Cassidy, sfoderano il loro meglio per quello che è un vero e proprio omaggio al Cinema dell'epoca dei grandi studios e all'azzardo come filosofia guascona di vita, strumento per una volta non visto in accezione negativa ma addirittura sfruttato come strumento di vendetta rispetto allo spietato boss Lonnegan, rappresentato come un personaggio in bilico tra la caricatura e il ritratto di quelli che furono i criminali di tutto il filone noir sviluppato alla grande proprio negli States dagli anni trenta ai cinquanta, ed omaggiato in tutte le salse ancora oggi.
Proprio accanto allo spietato Lonnegan - un ottimo Robert Shaw - si consumano i momenti migliori dei due protagonisti, truffatori da manuale affascinanti e dalla risposta pronta: tutta la sequenza del viaggio in treno con il confronto a poker tra Newman e Shaw resta una pagina da antologia, in perfetto equilibrio tra tensione, montaggio serratissimo, ironia - nonostante abbia ormai visto questo film allo sfinimento, rido sempre come la prima volta ad ogni storpiatura del cognome Lonnegan operata da Gondorff - ed una buona dose di thrilling.
La stessa pellicola, costruita come un'opera lirica e suddivisa in singole scene, nonostante l'evidente aura scanzonata non lesina momenti di dramma - la morte di Luther, il confronto finale con l'FBI ed il tenente Snyder - ed altri caratterizzati da un crescendo di tensione ad orologeria - Hooker ed il killer sulle sue tracce in particolare -, risultando per certi versi addirittura più completa del già ottimo - e da me preferito per questioni di ambientazione e mitologia personale - e citato poco sopra Butch Cassidy, che definì per primo la fortuna di questo terzetto da leggenda.
Newman e Redford si divertono portando in scena quelli che sono di fatto i loro protagonisti ideali, e se il primo, ai miei occhi, continuerà ad essere uno degli uomini più affascinanti ed uno degli attori più amati della storia del Cinema statunitense - dal vecchio Butch Cassidy, per l'appunto, al mitico Eddy Felsom -, il secondo si difende e, più che una spalla, va a rappresentare quello che l'allievo dovrebbe essere per il maestro, nonchè perfetta metà "action" della coppia, sempre pronto comunque a cedere il passo al compare "d'annata" quando si tratta di sfoderare il meglio al tavolo da gioco.
E se allora i tempi erano certo più naif - tanto da sfoderare, nell'adattamento italiano, i biliardini ad intendere quello che sarebbero state slot machine e affini - si intravedeva anche una maggiore capacità di affrontare una tematica che oggi sarebbe per certi versi scomoda come quella del gioco in tutte le sue accezioni, regalando all'audience due (anti)eroi spesso e volentieri inclini all'errore eppure mai davvero esempi di un'ottica borderline o negativa: questi giocatori indefessi e truffatori cool, decisamente più delle loro controparti moderne - Danny Ocean e soci su tutti -, sul tavolo verde come nella vita, sono alla ricerca dello stesso brivido che Butch Cassidy e Sundance Kid cercavano lungo la Frontiera.
O in Australia.
Ma questa è un'altra storia.
E se vorrete sentirla, vi toccherà venire al saloon e per giocare un'altra partita.


MrFord


"Cause' I'm a picker
I'm a grinner
I'm a lover
and I'm a sinner
I play my music in the sun
I'm a joker
I'm a smoker
I'm a midnight toker
I sure don't want to hurt no one."
Steve Miller Band - "The joker" -



  
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...