La trama (con parole mie): Calvin Weir-Fields è un giovane scrittore che neppure ventenne sconvolse il mercato letterario statunitense assurgendo a vero e proprio caso, acclamato come genio ed idolatrato da specialisti del settore e groupies appassionate agli autori.
Ma Calvin è anche un più o meno trentenne complessato, che come il suo cane fatica ad avere frequentazioni ed amici a parte il fratello Harry, è in cura da uno strizzacervelli ed in perenne conflitto con la nuova vita della madre - ora accanto al fabbricante di "mobili naturali" Mort - e l'ex fidanzata Lisa, che lo lasciò poco tempo dopo la morte di suo padre.
Così, senza ancora aver dato alla luce un secondo romanzo, Calvin si barcamena in giornate di semi-solitudine tutte uguali, fino a quando un sogno accende la scintilla dell'ispirazione: nasce così Ruby Sparks, protagonista del suo nuovo lavoro letterario.
Calvin è felice, il suo agente è felice, il suo editore è felice.
Fino a quando la ragazza non fa effettivamente la comparsa nella sua vita.
Lei. Vera. In carne ed ossa.
E ad ogni frase sulla macchina da scrivere Calvin può cambiarla così come gli aggrada.
Avete presente quando, ancora con gli occhi chiusi, avvolti dalle lenzuola, potete già sentire il profumo della sua pelle, o i piedi che si sfiorano, il contatto?
O quei primi periodi in cui non esiste altro che il sesso, così frequente e così travolgente da farvi pensare se davvero si tratta di realtà, o di un sogno che avete inseguito tutta la vita?
E gli sguardi che dicono tutto, senza che ci sia bisogno di spiegare proprio nulla? Come un passaggio a memoria su un campo da gioco, di quelli telecomandati.
Certo, poi, non ci sono rose senza spine: e dunque quelle discussioni che vorreste evitare, e finiscono per accumularsi scoppiando sempre nei momenti meno opportuni, i momenti in cui si vorrebbe quasi tirare fuori la testa dall'acqua, quasi si vivesse in apnea, o quelli in cui si comincia a dubitare di poter essere sempre dove si dovrebbe essere.
L'amore è un gioco duro, signori miei.
La cosa più bella e più terribile del mondo.
Drammi, commedie, romanzi, canzoni, film sono stati scritti, ascoltati, visti, letti, amati ed odiati fin dall'alba dei tempi, in merito, alcuni riusciti, altri meno.
Tra quelli che ricordo con maggior stupore - almeno negli ultimi anni - c'è senza ombra di dubbio Eternal sunshine of the spotless mind - tradotto qui nella Terra dei cachi in maniera imbarazzante come Se mi lasci ti cancello -, una delle più sorprendenti pellicole "romantiche" che mi sia mai capitato di trovare sul grande schermo: Jonathan Dayton e Valerie Faris, autori del magnifico Little Miss Sunshine - uno dei miei film del cuore di tutti i tempi -, con la loro opera seconda, Ruby Sparks, raccolgono idealmente il testimone di Gondry e mescolandolo sapientemente ad un certo qual tono raffinato nello stile di Restless confezionano uno dei film più leggeri, intensi e piacevoli dell'anno, una vera chicca scritta ed interpretata da Zoe Kazan - nipote dell'indimenticato Elia - e dal suo compagno nella vita reale Paul Dano, tra i protagonisti della già citata opera prima dei registi.
E se fronteggiare una storia d'amore non è semplice, realizzare un film che parli del sentimento più incasinato della Storia lo è ancora di più, specialmente in coppia: la premiata ditta Dayton/Faris esce comunque alla grandissima dal confronto, e lo fa confermando la verve che aveva reso il suo esordio così strabiliante, toccando corde profonde e commoventi quasi impercettibilmente, mantenendosi in equilibrio sul sottilissimo filo dell'(auto)ironia - splendidi i riferimenti alla pressione su un autore acclamato rispetto all'opera seconda, come è stato anche per loro, e alla realizzazione di un eventuale film sul primo libro firmato dal protagonista di Ruby Sparks per mano di due registi in grado "di farti sentire in famiglia" - e consegnando al pubblico una galleria di personaggi che paiono uscire dallo schermo per sedersi sul divano accanto a noi.
Ci sono i due fratelli, Harry e Calvin, il primo tamarro e pane e salame quasi più del sottoscritto, tutto palestra e grandi tette, il secondo magrolino e solitario, allampanato e geniale, innamorato del mondo ma così intimorito da nascondersene.
C'è il dottor Rosenthal, alla ricerca della chiave che possa aprire le porte bloccate di Calvin.
Langdon Tharp, tipico autore che sa molto di "californicazione" da piscina riscaldata.
Gertrude e Mort - impagabili Annette Bening e Antonio Banderas nella loro magione modello hippie nel cuore di quella meraviglia che è Big Sur, paradiso dei surfisti -, con le risate, gli spinelli, la casa sull'albero e i mobili ricavati da antichi esemplari di pino.
E poi c'è Ruby.
Ruby che parla francese, che pensa che chiamare Scotty in onore di Fitzgerald il proprio cane sia irrispettoso verso un autore che neppure conosce, che chiede a Calvin se è piaciuta a suo fratello - un piccolo momento da brividi -, che ride, piange, adora fare i pompini e poi d'un tratto è stanca, e ha bisogno di libertà, di frequentare un corso d'arte, e poi, in men che non si dica, non c'è più.
Ruby che c'è ancora, triste, arrabbiata, attaccata, persa senza Calvin.
Ruby semplicemente se stessa.
Perchè questo è un film d'amore, e l'amore si prende tutto, anche il caffè, come dice una canzone: un amore che passa dai tasti di una macchina da scrivere, o di un computer, e che nella presentazione del nuovo libro firmato dal giovane genio Weir-Fields mi ha scoperchiato come un vaso di Pandora.
Citando Salinger, Calvin parla della scrittura come di una storia che ci ha sconvolto la vita, di qualcosa che, in alcuni, particolari momenti, ti esce da dentro, e finisce che le tue mani sono solo uno strumento di qualcosa che deve uscire, perchè non può fare altro.
Uscire, vivere, essere vissuta.
E poi, chissà, forse neppure tornare più.
Perchè Ruby è così.
Tutto e niente. Risate e lacrime. Sesso e abbracciati insieme sotto la coperta sul divano.
E soprattutto, Ruby ha bisogno di una cosa, per essere davvero tutto quello che può.
Ruby deve essere libera.
Libera di amare, di essere presente o di andarsene.
Libera di sconvolgerci la vita, e lasciarci solo la forza per scriverne.
So che capite cosa intendo anche senza avere ancora visto il film.
Perchè un o una Ruby l'abbiamo incontrata tutti, nella vita.
C'è chi è stato bravo, o fortunato, e si gode ogni giorno la sua presenza accanto, e chi, invece, può solo andare avanti e vivere ancora, magari scrivendoci su.
E chissà che un giorno non si giunga ad una nuova pagina.
Ruby Sparks è come una storia d'amore.
Sarebbe un delitto non viverla a fondo.
MrFord
"Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta."
Fabrizio De Andrè - "Verranno a chiederti del nostro amore" -
La trama (con parole mie): con un appuntamento importante come quello della notte degli Oscar ad incombere su noi tutti, io e il mio fastidioso antagonista Cannibale non potevamo certo esimerci dal confezionare una Blog War costruita tutta su uno degli appuntamenti più attesi dell'annata cinematografica. Così, tra oggi e domani, andremo a scoprire quali saranno state le più grandi gioie - e le delusioni più clamorose - che l'Academy pare aver riservato a noi due rivali per antonomasia della blogosfera. Preparatevi, perchè anche quando le scelte sono di altri, nessuno di noi risparmia gli attacchi all'avversario!
Siamo venuti a premiare il nostro fan numero uno: il Cannibale!
Settimana degli Oscar, questa, e i due blogger cinematografici peggiori della blogosfera potevano per caso esimersi dal dedicare all’evento un evento ancora più speciale?
Per celebrare l’occasione, io avevo proposto a Mr. James Ford di andare a bombardare la villa di qualche potente di Hollywood come James Cameron, Mel Gibson, o Steven “bollitissimo” Spielberg. Una volta arrivati lì, Ford si è però messo a fare la groupie, a scattare foto e a chiedere autografi e i piani malefici sono stati abortiti.
E così abbiamo deciso di realizzare più semplicemente una Blog War - Oscar edition, scegliendo ciascuno le 5 decisioni migliori e quelle peggiori fatte dall’Academy Awards dal 1929 a oggi. Se per quelle peggiori c’è stato solo l’imbarazzo della scelta, come vedremo domani, per le scelte migliori è stata un pochino più dura. Ma comunque, incredibile a dirsi, ci sono state pure quelle, così come ogni tanto - seppur rarissimissimissimissimissimissimissimamente - anche Ford fa delle scelte azzeccate e parla di film che meritano.
Comunque cominciamo, con i 5 momenti top degli Oscar scelti da Cannibal Kid.
Cannibal Kid
Mentre il mondo del Cinema è in subbuglio in attesa di una delle notti più celebrate della settima arte ed il Cannibale è in subbuglio per l'amore che continua a negarsi per James Cameron, i due rivali più rivali della blogosfera hanno deciso di dire la loro all'Academy, portando per una volta le famigerate Blog Wars in casa di qualcun'altro: ma prima di bottigliare la Giuria che da quasi un secolo sceglie a chi verranno consegnate le famigerate statuette per le sue più scellerate decisioni, abbiamo deciso di essere buoni e riconoscere quelli che sono stati i premi più azzeccati, tanto da far gioire anche due individui scombinati e sempre sul piede di guerra come il sottoscritto ed il Cucciolo Eroico Kid.
Ecco, dunque, la cinquina del meglio scelta dal mio antagonista, per una volta meno insensata del solito!
Mr. James Ford
"Ma come? Cannibale non era il MIO fan numero uno!?!?"
Cannibal Kid Sono stato particolarmente contento di questa vittoria, o meglio trionfo, di American Beauty. Quella del 2000 è stata una delle prime edizioni degli Oscar che ho vissuto in prima persona, o comunque di sicuro la prima di cui sono stato soddisfatto del risultato, dopo le delusioni degli anni precedenti. Con prima persona non intendo che ho seguito tutta la (come al solito) noiosa cerimonia, ma andando il giorno dopo a spulciare tra tg e giornali per avere notizie di chi aveva vinto. Perché sì, in quella lontana e strana epoca, Internet non ce l’avevo ancora, mi sarebbe arrivato “grazie” a Napster qualche mese più tardi, e comunque non era ancora certo uno dei mezzi principali di informazione, nemmeno per i più avanti sui tempi e sui Ford come me.
American Beauty l’avevo visto qualche settimana prima al cinema e mi aveva entusiasmato come pochi altri film, con quella sua sceneggiatura pazzesca perfettamente orchestrata e quello splendido bagno di rose, of course. Dopo una serie di Oscar scandalosi, finalmente vinceva un film che adoravo e che avrebbe rappresentato una rottura con la Hollywood precedente, pronta nell’anno 2000 a rendersi conto che l’American Dream era stato solo un’illusione. E questo attraverso un film paradossalmente intitolato American Beauty.
Un film troppo avanti, troppo di rottura per Ford il Classico, che fa rima non con fico ma con stitico ahahah!
P.S. Uno scandalo comunque che per le migliori musiche non abbiano premiato la strepitosa soundtrack firmata da Thomas Newman ma quelle lamentose e già dimenticatissime de Il violino rosso.
P.P.S. Ford scemo e scemo chi non lo dice. SCEEEEEEEEMO!
Mr. James Ford Come al solito sono pronto a stupire il mio avversario Cannibale affermando che anche io fui molto felice della vittoria di American Beauty, un film che negli anni ho in parte ridimensionato ma che riguardo sempre con grande piacere.
Ai tempi ricordo che lo vidi in sala e ne rimasi folgorato, e ricordo anche che, pur se con un modem a vapore, avevo già la connessione internet. Sono decisamente troppo avanti per il buon Kid, che ovviamente preferirà la sciapa versione Marylin di Mena Suvari alla darkettona e da me decisamente preferita Tora Birch. Ma del resto, il Kid capisce di Cinema come di donne! Ahahahahahah!
Kid Assolutamente sì, caro il mio sciapo JFK dei poveri. Perché, come dice Mena Suvari nel film: “Non c’è niente di peggio che essere un Ford qualunque.” O almeno, a me sembra dicesse così…
"Mena, sono il Cannibale, volevo conoscerti." "Vedi di sloggiare, sto aspettando Ford."
2. Il silenzio degli innocenti (1992)
5 Oscar: film, regia (Jonathan Demme), attore protagonista (Anthony Hopkins), attrice protagonista (Jodie Foster), sceneggiatura non originale (Ted Tally da Thomas Harris)
Kid Questa edizione degli Oscar non l’ho vissuta in prima persona. Mentre Mr. Ford era già un vecchio decrepito, io infatti ero ancora solo un Kid nemmeno tanto Cannibal. Il silenzio degli innocenti l’ho recuperato però una manciata di anni più tardi ed è stata la visione più paurosa che abbia mai fatto, Bob di Twin Peaks a parte. Un viaggio nell’incubo attraverso un thriller a tratti horror. Un film di genere, quindi, di quelli che quasi mai vengono presi in considerazione dall’Academy Awards, figuriamoci vincere. E invece in questo caso si è aggiudicato i 5 premi più importanti, tutti stra meritati, dalla regia perfetta di Demme alle interpretazioni pazzesche e purtroppo poi mai più ripetute di Anthony Hopkins e Jodie Foster.
Uno di quei film perfetti cui davvero non cambierei niente, nemmeno una virgola.
Quello che cambierei è invece il mio nemico: Buffalo Ford ormai non riesce proprio più a competere contro il grande Hannibal the Cannibal Kid!
JF Ancora una volta - comincio quasi a stancarmi di essere sempre un passo avanti - sorprendo il mio acerrimo rivale affermando di essere stato più che felice della vittoria de Il silenzio degli innocenti, rincarando la dose dichiarando ufficialmente di avere con lui in comune il terrore per Bob di Twin Peaks e l'inquietudine che mi diede la visione della vhs pirata di questo film quando ancora facevo le medie. Ai tempi non riuscii a cogliere tutte le sfumature di questa pellicola INCREDIBILE, ma ho rimediato negli anni riscoprendo anche Manhunter, sua gemella formato eighties.
Il Ford Dragon è pronto dunque a fare polpette di Buffalo Kid!
Cannibale al termine dell'ennesima Blog War persa.
3. Heath Ledger (2009), Christian Bale e Natalie Portman (2011)
Kid Spesso gli Oscar premiano degli attori terrificanti, ma di questo ne parleremo domani.
Negli ultimi tempi è però successo un miracolo: hanno cominciato a dare statuette anche ai miei attori preferiti. Certo, Heath Ledger è dovuto morire perché la sua interpretazione pazzesca del Joker ne Il cavaliere oscuro venisse presa in considerazione, altrimenti l’Academy magari avrebbe anche avuto il coraggio di non nominarlo nemmeno…
L’anno scorso poi, la soddisfazione più bella e sorprendente delle ultime edizioni degli Oscar: il mio attore e la mia attrice preferiti entrambi premiati. Christian Bale ottimo non protagonista per The Fighter (seppur non la sua migliore interpretazione in assoluto) e Natalie Portman stellare miglior attrice protagonista per Il cigno nero. E se lei non vinceva ero pronto ad andare a Hollywood a fare un sacrificio umano. Un sacrificio non mio: avrei sacrificato Ford, naturalmente. Però è andata bene, sia a Natalie che ha trionfato che a Ford che è sopravvissuto… Lui sono pronto a sacrificarlo di nuovo se nell’edizione 2012 Terrence Malick non verrà premiato come miglior regista!
Per intanto comunque festeggio il fatto che Natalie Portman sia entrata nel cast dei 2 prossimi film di Malick, entrambi pure con Christian Bale: Lawless e Knight of Cups. E nel primo ci saranno pure Ryan Gosling e Rooney Mara. Ommioddio, ma allora è vero che Dio esiste e - sorpresa sorpresa - non sono io ma è Terrence Malick!
E tu Mister James che disprezzi The Tree of Life non c’è dubbio: sei il Diavolo. Vade retro, Satanord!
JF Neppure il più tosto degli esorcisti mi costringerà a tacere la mia opinione su quella pippa stracciamaroni di The tree of life, così come ad avere molte riserve non sul cast ottimo quanto sui possibili intenti di un Malick divenuto un pò troppo tronfio e prolifico. Detto questo, posso addirittura essere d'accordo con Cannibal Ledger, che per una volta mette da parte le sue cotte adolescenziali per scegliere attori che meritano davvero.
Kid Troppo tronfio e prolifico? Ma non è che ti stai confondendo con i tuoi preferiti Clint Eastwood, Woody Allen e Martin Scorsese ahahah?
"Questo premio lo dedico a Ford."
4. Premi per le migliori sceneggiature originali
Kid Motivazione: sovente agli Oscar i film (almeno per me) più spettacolari non ricevono il premio di miglior film o regia, ma vengono perlomeno “risarciti” nella categoria delle migliori sceneggiature originali, in cui capita che siano davvero premiate le pellicole più interessanti: Pulp Fiction, Viale del tramonto, Quarto Potere, L’attimo fuggente, I soliti sospetti, Quasi famosi, Lost in Translation, Se mi lasci ti cancello, Juno…
Stiamo parlando di sceneggiature ORIGINALI, Ford. E sappiamo tutti bene come “originalità” sia un termine che hai cancellato dal tuo dizionario ai tempi delle scuole medie con il bianchetto, tu che ti appassioni solo a i film copia, o alcune volte persino alle copie della copie (vedi il recente entusiasmo per Millennium - Uomini che odiano le donne).
JF Che il premio per la miglior sceneggiatura originale sia una sorta di risarcimento riservato ai film troppo fuori dagli schemi per vincere la statuetta più ambita è ormai una realtà consolidata, anche se a volte capita che il suddetto premio finisca a qualche pellicola decisamente sopravvalutata - qualcuno ha detto Lost in translation? -: concordo con il mio rivale nel segnalare questo angolino positivo della notte degli Oscar, ma come di consueto devo finire per colpirlo fortissimo quando confonde una copia o un remake con una rilettura - e in questo senso, rincaro la dose affermando che il nuovo Uomini che odiano le donne sta al romanzo e al film precedente come l'Hurt di Johnny Cash sta a quella dell'amico Trent Reznor: non c'è paragone -.
Kid Appunto: l’originale è sempre l’originale. La cover, per quanto riuscita, è sempre una rimasticatura dell’idea di qualcun altro da parte di chi non riesce a crearne di proprie. Ma che l’originalità ti dia fastidio ormai non è una novità, Ford, non devi mica stare a ribadirlo ogni volta. D’altra parte pure io che parlo con uno che ha rubato il nickname a un personaggio di Lost (tra l’altro un esperto truffatore) che mi devo aspettare? Magari una riabilitazione di Mister Plagio Zucchero?
JF Dato che, dunque, di truffe me ne intendo per osmosi, ti dico che in quel caso la "cover" risulta ben più tosta dell'originale, un pò come, sempre parlando di Cash, è per One degli U2.
Direi, comunque, giusto per fare un pò di polemica, che confondi la non originalità con l'esperienza. Ma del resto, sei un Piccolo Cucciolo Eroico mica per niente!
"Chi è che Ford vuole morto?" "Cannibal Kid." "Dovrebbero darci dei fucili, per lavori come questo!"
5. The Hurt Locker batte Avatar (2010)
Kid The Hurt Locker è un film che mi piace, una delle migliori pellicole belliche recenti, ha un finale potentissimo. Però non è che rientri tra i miei film preferiti in assoluto. Se sono stato contentissimo della sua vittoria (anche se avrei preferito i Bastardi senza gloria) comunque è soprattutto perché la piccola produzione di Kathryn Bigelow è riuscita a battere il pompatissimo, costossimo, schifosissimo Avatar di James Cameron. Ironia della sorte pure suo ex marito.
Una vera goduria vederlo sconfitto, lui e il suo cinema concettualmente vecchio e superato che ha mascherato come novità assoluta soltanto per il suo cazzo di 3D. Una vera goduria, come sconfiggere in tutte (o quasi) le Blog War il vecchio e pure lui superatissimo omonimo James, di cognome non Cameron ma Ford!
JF A volte l'Academy stupisce per decisioni assurde, che vanno contro la sua stessa natura. Hurt locker, un buon film - ma certo non il migliore della bravissima Bigelow -, batte quello che è il simbolo del blockbuster degli anni zero soltanto per una questione politica legata al ritiro delle truppe Usa dalle varie campagne avviate dallo scellerato George W.
Un vero peccato, perchè nonostante il mio limitato rivale continui a denigrarlo, Avatar è stato - ed è - uno dei simboli di questo nuovo millennio di Cinema. Che gli piaccia o no. Con o senza il 3D - odiatissimo anche dal sottoscritto -.
Kid Avatar è il simbolo solo di un cinema vecchio e superato, che sembra giusto la versione sfigata della intro di qualche videogame di nuova generazione. Proporci in 3D un Porcahontas VS Balla coi pupi con degli orribili Puffi giganti non significa fare qualcosa di nuovo…
JF Ma non occorre necessariamente fare qualcosa di buono per fare un buon film. E Avatar è senza dubbio un buon film.
Kid Avatar è senza dubbio solo una cagata pazzesca di film.
"Mira bene, così centri il Cannibale in mezzo agli occhi!"
E ora passiamo ai 5 momenti top di Mr. Ford.
1) Gli spietati (1993) e Million dollar baby (2005)
JF Tra le gioie più grandi che l'Academy mi abbia regalato ci sono senza dubbio i due trionfi di Clint, che conquistò in queste due occasioni le statuette per la miglior pellicola e la miglior regia.
Quella de Gli spietati la vissi soltanto di riflesso, dato che vidi il film per la prima volta qualche anno dopo, mentre per Million dollar baby fu davvero magico, tanto da cancellare la delusione dell'anno precedente, quando con il magnifico Mystic river il buon Eastwood si dovette accontentare della vittoria dei suoi due protagonisti maschili - Sean Penn e Tim Robbins - a causa dell'incetta che fece Il ritorno del re.
Due pietre miliari, due ritratti di un'America fatta di lacrime e sangue, due Capolavori che rendono il vecchio Dirty Harry il più grande regista americano vivente, nonchè, come spesso ripeto, il John Ford della nostra generazione.
Kid Il più grande regista americano vivente???
Adesso non esageriamo. Bravino Clint, ma i suoi film non mi hanno mai fatto pensare: geniale! Oppure: questa sequenza è davvero fenomenale e nessun altro regista sarebbe riuscito a fare di meglio.
Sarà che per me è troppo classico, ma il guizzo del fuoriclasse alla Tarantino, Malick o Lynch in lui proprio non l’ho mai visto.
Gli spietati non mi entusiasma, da bravo radical-chic preferisco la canzone dei Baustelle. È un film valido come western, ma secondo me i capolavori veri riescono a uscire dai confini del genere, come fa ad esempio un Silenzio degli innocenti tra i thriller. Questo per me non ci riesce, nonostante i bei dialoghi tra Clint Ford e Cannibal Freeman. Million Dollar Baby è un Oscar che ci può stare, anche se va un po’ troppo sullo strappalacrime per i miei gusti. E pure questo è molto, troppo classico. È così difficile apprezzare film nuovi, rivoluzionari, innovativi? Lo chiedo sia a Ford che all’Academy Awards.
JF Di nuovo ti ancori troppo al guizzo e al momento. Sei un pò come una sveltina rispetto ad una storia fatta e finita. Ahahahahahahah!
Detto questo, sai quale sarà secondo me il film più ricordato tra un paio di centinaia di anni del tuo amico Lynch, ad esempio? Una storia vera, che guarda caso è il suo film più classico.
La questione non è lo stile o come si racconta, ma riuscire a parlare il più universalmente possibile raccontando vicende in cui lo spettatore si può riconoscere.
Kid Se vogliamo chiamare le 2 ore e passa di invenzioni di Pulp Fiction o le 4 di Kill Bill o tutta la bellezza del mondo racchiusa in un solo film come The Tree of Life delle sveltine, ben vengano le sveltine!
Una storia vera poi, non volevo tirarlo fuori io, ma visto che l’hai fatto tu: quella è la chiara dimostrazione di superiorità di Lynch, che ha fatto un film classico uno e gli è venuta fuori l’opera che Eastwood ha sempre sognato di fare e non gli è mai riuscita così bene nonostante i numerosi tentativi.
E comunque tra vari secoli, di Lynch rimarranno anche le straordinarie sequenze oniriche di Twin Peaks, perché in quanto autore completo sa fare il classico se vuole, ma sa fare alla grandissima anche altro.
"Forza Hilary! Vai e stendi quella femminuccia del Cannibale!"
2) Tutti gli Oscar a Fellini
JF Le quattro vittorie del più grande regista italiano di tutti i tempi - nonchè uno dei miei favoriti in assoluto - nella categoria Miglior film straniero sono un riconoscimento a dir poco clamoroso, anche perchè, se non mi sbaglio, non esiste un regista che abbia portato a casa quattro statuette quattro con i suoi film.
Se poi i titoli premiati sono La strada, Le notti di Cabiria, 8 e 1/2 - il più grande film italiano di tutti i tempi - e Amarcord, c'è poco da dire.
Benigni ha poco da saltare sulle poltrone - ma di questo parleremo domani -, il vero Bel Paese sta tutto qui.
Kid Qui sono d’accordo. Gli Oscar a Fellini fanno piacere e non lo dico per patriottismo, visto che non mi chiamo Clint Eastwood (vedi il suo spot per la Chrysler). Lo dico perché sono grandi film di un grande regista. Anche qui però l’Academy è riuscita a farmi storcere il naso, visto che tra i 4 Oscar andati alle sue pellicole, non ha premiato la mia favorita in assoluto: La dolce vita, che però si è rifatta vincendo a Cannes. Un ulteriore segno che spesso i film migliori non vincono l’Oscar, ma vengono premiati sulla Croisette, vedi The Tree of Life, Pulp Fiction, Elephant, Apocalypse Now, Il nastro bianco, Dancer in the Dark, Cuore selvaggio, Taxi Driver…
In maniera analoga a come i film migliori non vengano riconosciuti dall’Oscarrafone Ford, bensì dal Cannesibal!
JF Più che Cannesibal, che due bal! Tra l'altro, mentre alcune delle pellicole che citi avrebbero meritato senza dubbio - Pulp fiction, Apocalypse now, Elephant - altre sono un vero e proprio sfracellamento di maroni - The tree of life, Dancer in the dark -.
E tra l'altro, tra tutti i grandi film di Lynch, dovevi proprio citare uno dei suoi meno riusciti!?!?
Kid Cuore selvaggio non sarà il suo film migliore, ma comunque è una pellicola strepitosa. Meglio di un Eastwood qualsiasi, per dire ahahahah.
"Marcello, c'è proprio da ridere. Sai quante volte la Swank ha messo al tappeto il Cannibale? 8 e mezzo!"
3) Departures (2009)
JF Come ben sa chi bazzica il saloon da un pò di tempo, questo è stato uno dei film che più è riuscito a commuovermi negli ultimi anni da spettatore, tanto da sorprendermi e farmi ritrovare completamente in lacrime nel corso della stupenda sequenza che arriva a chiudere il rapporto del protagonista con suo padre.
Esempio perfetto di quello che sono la leggerezza e la poesia del Cinema nipponico, questo film è una vera e propria sinfonia, che pare adagiarsi in silenzio e poi, senza chiederci il permesso, esplode come una tempesta nel cuore di chi la sa affrontare, scoprire, guardare.
Una vera meraviglia.
Kid Ottimo film, Departures. Beh, ottimo no… carino, dai. L’Oscar ci può stare, anche se io quell’anno avrei preferito decisamente il più notevole, impressionante e innovativo Valzer con Bashir. Quindi, una decisione poi nemmeno così illuminata pure questa, da parte dell’Academy Awards.
E poi Ford, con tutto il rispetto per Departures, ma potevi scegliere decisamente di meglio, persino all’interno del tuo limitatissimo mondo cinematografico… Comunque preferisco non infierire troppo, che se no il tenero sofficino Ford mi si mette di nuovo a piangere!
JF Detto da uno che si è messo a piandere per One day, direi che quasi mi metto a ridere! Ahahahahahaha!
Kid Invece di “piandere” uahahahah, almeno l’hai visto One Day o parli per i tuoi soliti pregiudizi?
"Ho raccolto questo sasso per te. Puoi tirarlo in testa al Cannibale, se ti va."
4) Paul Newman per Il colore dei soldi (1987) e Robert De Niro per Toro scatenato (1981)
JF Due giganti della recitazione, due mostri sacri del grande schermo, due leggende che hanno popolato l'immaginario di generazioni di spettatori.
Il primo, un vero e proprio mito dentro e fuori dal grande schermo, ingiustamente ignorato per quasi tutta la sua carriera dall'Academy, finalmente ebbe il riconoscimento che già gli spettava per Lo spaccone grazie alle zampate di Martin Scorsese e al gioco di sponda di un giovanissimo Tom Cruise, anch'egli bravissimo in quell'occasione.
Il secondo, al suo apice creativo, sfoderò un'interpretazione perfetta per intensità ed impegno fisico: l'aumento di peso portò Scorsese - sempre lui - ad accelerare le riprese spinto dal timore che il buon Bob avesse ripercussioni fisiche permanenti.
Un La Motta quasi più vero del vero La Motta. Strepitoso.
Kid Due buone interpretazioni, per due attori simbolo dello star-system, per due premi che quindi faranno anche contento Ford ma certo non sorprendono più di tanto.
A dirla tutta poi, Robert De Niro per me ha fatto decisamente di meglio in Taxi Driver e C’era una volta in America. Film per cui invece non è stato premiato. Mentre ne Il colore dei soldi ho preferito Tom Cruise, giovane e spumeggiante come Cannibal nei confronti del superato Ford Oldman.
JF In effetti Il colore dei soldi è un'ottima rilettura della nostra vicenda: Ford insegna i suoi trucchi a Cannibal, finge di farsi battere, intasca un sacco di soldi con una bella truffa e poi, prima della bella, fa capire di avere già vinto "perchè lui è il migliore". Bella storia davvero!
5) Michael Arndt per la sceneggiatura di Little miss sunshine (2007)
JF Nell'anno in cui tifai spudoratamente per l'ennesima meraviglia eastwoodiana - Lettere da Iwo Jima, se non l'avete fatto, recuperatelo - fui consolato dalla gioia per la statuetta andata alla sceneggiatura di quello che è uno dei miei film indipendenti preferiti in assoluto, e non solo mi lega ai ricordi dei tempi in cui conobbi Julez, ma anche alla prima volta in cui pensai, nonostante fossi allo sbando, solo e completamente fuori fuoco, che sarebbe stato magnifico essere padre, ed avere una piccola Olive cui insegnare a ballare.
Conservo questo film perchè un giorno io possa raccontare a mia figlia che, in qualche modo, il suo viaggio sarà partito da qui.
Kid Film carino, Little Miss Sunshine, ma certo la sceneggiatura non mi sembra una delle migliori della Storia. In questo campo hanno vinto ben altri filmoni più meritevoli, vedi la parte illuminata di questa rassegna da Oscar, ovvero la parte cannibale. Lo script di Little Miss Sunshine è davvero Little al confronto di quelli stratosferici di Pulp Fiction o Se mi lasci ti cancello, come Little Miss Ford al confronto di Cannibal King. E comunque io, in quel 2007, tra i nominati invece di quel Michael dal cognome impronunciabile avrei premiato l’ottima sceneggiatura di Guillermo Arriaga per Babel.
Quanto al racconto strappalacrime di Ford cos’è, un estratto dalla sceneggiatura del prossimo film di Spielberg?
JF Certo, perchè non premiare la sceneggiatura di un film bolso, noioso e artefatto come Babel invece di quella del freschissimo Little Miss Sunshine?
Perchè qui da Burger Cannibal King non c'è un film senza sfracellamento di coglioni.
Arriaga ha fatto decisamente meglio con Le tre sepolture.
Kid Sì, brava Little Miss Ford, intanto vai a prendere lezioni di ballo che prima di insegnare a una futura figlia a farlo è meglio se impari te. Sarai anche The Wrestler, ma per fare Black Swan mi sa che non sei pronto uahahah!
La trama (con parole mie): dopo la pazienza portata ieri con la ben poco sopportabile ironia - e lista - del mio acerrimo nemico Cannibale, è giusto che tutti voi possiate godere di una selezione di pellicole davvero divertenti e fatte per durare nel tempo.
Ecco qui, dunque, la clamorosa lista fordiana legata alla commedia.
E quando sarete al culmine delle risate più sguaiate, non fate caso al tizio in lacrime in fondo alla sala: è soltanto il buon Cannibal che smaltisce gli effetti dell'ennesima batosta.
"Finalmente è il giorno della lista di Ford!"
Dopo la parentesi dedicata ai film animati in cui la lista fordiana non mi aveva fatto del tutto schifo, per la prima e credo unica volta, ero preoccupato. Ho immaginato che Ford potesse avere avuto una conversione in seguito a qualche visione mistica di tipo fantozziano. E invece questa sua lista che dovrebbe essere comica mi scaraventa giù dritto nel girone infernale più spaventoso: quello delle commedie che si sforzano in tutti i modi di risultare divertenti, ma in me provocano l’esatto effetto contrario. Il pianto. A dirotto.
Come una ragazzina
come una Miss Fordina
occhio che ti sanguina la vagina
bimba beccati sta rima
le tue freddure BRRR fan venir giù solo brina
ritirati Fordina PRRR che fai prima!
Far ridere non è facile. Far piangere invece lo è. A me basta dare un’occhiata a questa lista compilata dal mio rivale.
It’s Ford party and I’ll cry if I want to, cry if I want to, cry if I want to.
You would cry to if it happened to you.
Cannibal Kid
L'umorismo del Cannibale - e ne è prova evidente la sua lista di ieri - è basso quanto le sue rime: dunque, rimembrando i tempi delle nostre disfide rappistiche dei tempi delle Blog Wars musicali, lascio che ad introdurre la mia decisamente più interessante decina sia un bel componimento.
Questa Cannibal pie
è avariata, lo sai
la pancia fa male, hey,
dovrò chiamare gli amici miei,
e tutti insieme andremo a pestare
questo Kid che crede di primeggiare.
Cannibal bello, sei di fronte a John Wayne
non ti salvi neppure con Frankenstein
ma che lo dico a fare, tu stai sempre a criticare
o ti perdi come Lars in tipe che puoi solo sognare!
Fidati di noi, che siam pane e salame:
non sei affatto il più genio del reame!
Mr. James Ford
"Ford, come faccio a diventare un supereroe della risata come te?" "Hai ancora tanta strada da fare, giovane Cannibale!"
Frankenstein Junior di Mel Brooks (1974)
Mr. James Ford Esistono alcuni film che non hanno bisogno di presentazioni.
Quelli che hanno il "cult" nel dna, e, guarda caso, a volte - come in questo caso - sono anche grandissime prove tecniche.
So già che Cannibale troverà qualcosa che non va anche in questa pietra miliare, o al massimo, privo di altri argomenti, mi accuserà di andare troppo sul sicuro sfruttando i Classici che odia tanto.
Ma tant'è. Perchè questo film è talmente bello e talmente divertente da non avere bisogno neppure che io lo citi.
Battuta memorabile: "Gobba!? Quale gobba!?"
Personaggio cult: Igor
CK Se c’è un film in assoluto in tutta la storia del cinema che proprio non mi fa ridere è… Frankenstein Junior.
E quindi c’avrei scommesso le balle (spaziali) che Ford l’avrebbe inserito nella sua lista.
Mi sono divertito di più a vedere Elephant, Million Dollar Baby, Philadelphia, Dancer in the dark, Schindler’s List, i finali di Titanic e Ghost e persino la drammatica conclusione dei Mondiali USA ‘94.
Un (non) umorismo logorroico tutto giocato sulle ripetizioni e su giochi di parole agghiaccianti: dovrebbe farmi ridere il fatto che il protagonista voglia farsi chiamare Frankenstin anziché Frankenstein? È una cosa davvero così spassosa da doverla per forza ripetere tipo un migliaio di volte lungo tutto l’estenuante film?
A te la parola Fordenstein, anzi Fordenstin.
Ah, che risate. Ah, che risate. Ah, che risate.
Vi prego uccidetemi.
E poi non resuscitatemi.
"Ford, ti ho portato il cervello di Cannibale per il tuo esperimento!"
JF Questa critica è così prevedibile che quasi quasi non la sento nemmeno.
È evidente che ormai il mio antagonista può solo rifugiarsi nella ripetizione delle sue provocazioni nel tentativo - inutile - di fare fronte alle mie liste clamorosamente belle.
CK L’unica cosa prevedibile è che per l’ennesima volta sei rimasto senza parole e senza argomenti con cui poter replicare…
Amici miei di Mario Monicelli (1975)
JF Terapia tapioca. Prematurata alla supercazzola, o scherziamo!?
Mascetti con il vigile è una di quelle scene che continuerei a vedere e rivedere fino alla fine dei tempi.
Ma Amici miei non è soltanto la geniale trovata di Tognazzi: è un inno all'amicizia, alla leggerezza di spirito, ad una ribellione unica e giocosa che non conosce età, dogmi, convenzioni e che neppure la morte è in grado di vincere.
Un film commovente e clamorosamente divertente come pochi altri in Italia e non solo, che potrebbe essere uno dei riferimenti "di rottura" che piacciono tanto al mio antagonista ma che lo stesso bollerà come l'ultimo canto di un gruppo di dinosauri fordiani.
E invece, noi paladini della zingarata, a quelli come il Cannibale riserviamo soltanto uno schiaffo dietro l'altro.
Battuta memorabile: "Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione."
Personaggio cult: Mascetti.
CK La supercazzola è un supercult anche per me e gli amici miei. Quindi questa è già una gran nota di merito insieme a una buona regia di Monicelli e all’idolo Ugo Tognazzi.
Per il resto però il film soffre per quanto mi riguarda dello stesso problema di molte altre commedie italiane: c’è qualche scena esilarente, c’è un personaggio spassoso, però nel complesso la pellicola ha anche diverse scenette poco divertenti e qualche momento noioso, soprattutto nella seconda parte. Comunque un film più che valido e di certo tra i pochi passabili proposti dalla mia nemesi.
A breve poi è in arrivo un nuovo sequel, non il Come tutto ebbe inizio uscito di recente, ma il reboot con me e Mr. Ford che si chiamerà Nemici miei.
Antani Ford tu e tuoi capolavori prematurati con doppio scappellamento a destra?
JF Nemico mio, come al solito quando c'è da mettere in gioco la roba forte ti tiri indietro, tanto da snobbare la splendida e malinconica - ma neppure troppo - seconda parte di questo supercult della Storia del nostro Cinema.
Ma come se fosse antani, e se dico una cosa come vicesindaco, che ne vuoi capire tu di Cinema!?!?
Il secondo tragico Fantozzi di Luciano Salce (1976)
JF I film che riescono a mettere d'accordo due rivali come me e il Cannibale si contano davvero sulle dita di una mano: il fatto che le prime disavventure del ragioniere per antonomasia Ugo Fantozzi siano ancora oggi terribilmente attuali e potenti è indice di quanto il personaggio creato ed interpretato da Paolo Villaggio sia una delle grandi icone cinematografiche del nostro Cinema, pur avendo perso spessore e mordente nel corso degli anni.
Tra i due film che hanno reso grande questo personaggio ai suoi esordi sul grande schermo ho scelto il secondo, memore di passaggi indimenticabili quali il viaggio con il Semenzara, uno dei miei primi ricordi da spettatore post-periodo da cartoni animati.
E questa volta, spero proprio che il Cannibale se ne stia ben chiuso nell'ufficio sinistri senza alzare neppure la testa dalla scrivania.
Battuta memorabile: "Colori di Fantozzi: rosso, rosso pompeiano, arancio aragosta, viola, viola addobbo funebre, blu tenebra. Sul blu tenebra Fantozzi andò in coma cardiorespiratorio."
Personaggio cult: Duca Conte Semenzara.
CK Presente anche nella mia lista, un personaggio che ha tanti estimatori quanta gente che non lo sopporta ed è quindi incredibile che metta d’accordo proprio noi due, così agli antipodi soprattutto a livello comico. Agli antipodi fondamentalmente perché io sono divertente e lui per niente. Ahahaaahaaah.
Sul fronte delle commedie italiane quindi tra Amici miei e Fantocci non posso lamentarmi troppo, visto che Ford avrebbe potuto tirare fuori di molto peggio. E ho il sospetto che sul fronte commedia all’italiana, il blogger Frank Manila (http://frank-manila.blogspot.com/) potrebbe essere ancor più la mia nemesi personale.
Il problema della lista di Ford è che tra i suoi film internazionali è riuscito a inserire tutti ma dico proprio TUTTI quelli che a me non fanno ridere nemmeno con qualcuno che mi fa il solletico ai piedi per l’intera durata della visione.
JF Dev'essere successa un pò la stessa cosa che capita a me quando guardo un film che tu giudichi terrificante e spaventoso: per tutta la durata della visione continuo a chiedermi "ma questo polpettone sonnacchioso dovrebbe spaventarmi davvero!?"
Detto questo, grande Frank. Uniamo le nostre tamarraggini per soverchiare definitivamente il Cannibale!
Una poltrona per due di John Landis (1983)
JF Altro supercultissimo della mia infanzia, Una poltrona per due è ancora oggi uno dei film che ho visto più volte nel corso della mia vita.
Battute a memoria ed amarcord a parte, la commedia degli equivoci messa in piedi da John Landis è una vera goduria, frutto del mix perfetto tra leggerezza, riflessioni sociali e riscatto dei protagonisti: e tra le tette di Jamie Lee Curtis e la risata di Eddie Murphy, James Belushi travestito da gorilla - suo fratello John era destinato ad avere la parte che fu, per l'appunto, di Eddie Murphy - e i terribili Dukes questo resta un Classico senza tempo - con buona pace del Cannibale -, nonchè uno dei miei personali film di natale per antonomasia.
Battuta memorabile: "Quando ero piccolo, per fare l'idromassaggio sparavo certe bombe dentro la vasca!"
Personaggi cult: Randolph e Mortimer Duke.
CK Un filmetto insulso buono giusto per il Natale di Italia 1. E a me le parole Natale e Italia 1 provocano l’orticaria già da sole, figuriamoci combinate insieme. Un po’ come l’accoppiata formata da Dan Aykroyd (un attore né bravo né terribile, non simpatico né troppo odioso, insomma il perfetto simbolo della mediocrità fordiana) più Eddie Murphy, uno che nemmeno mi sta troppo sul culo ma certo che lui e i film decenti sono due cose diverse e il suo unico che reggo è Il principe cerca moglie. Certo non un capolavorone.
Oltre al fatto che Una poltrona per due ha una trametta prevedibile e insopportabilmente moraleggiante, ma in questa commedia quand’è che si riderebbe? Quando Eddie Murphy si fa il bagno nella vasca idromassaggio? Durante la tristissima pantomima sul treno? Con l’agghiacciante scenetta del gorilla? Chiedo sul serio: ma quali sarebbero i momenti divertenti dentro ‘sta robaccia?
"Avete sbagliato persona! E' il Cannibale che cercate, con quei suoi discutibili gusti cinematografici!"
JF In tutti i lunghi anni della mia millenaria esistenza è la prima volta che sento qualcuno parlare male di uno dei film di Nachele simbolo di tutti i tempi. Evidentemente la tua distorta percezione del mondo non ti permette di farti grasse risatone di fronte a momenti divertentissimi come quello della pantomima in treno o di Eddy Murphy che si fa il bagno della vasca idromassaggio.
Ma non preoccuparti, caro antagonista: farò di tutto per aiutarti ad uscire da questo tuo stato di isolamento sociale.
CK Certo che il lavaggio del cervello Mediaset con te ha davvero fatto un bel lavoro, se è riuscito a inculcarti (o incularti? ahahah) l’idea che questo film sia uno spasso, impedendoti di vedere che in realtà fa tutto (pena, schifo, cagare) fuorché ridere.
Monty Python: il senso della vita di Terry Jones (1983)
JF Il genio dei Monty Python e l'apice del surrealismo all'inglese in un film che condensa, nei suoi diversi episodi, tutto il meglio della satira made in Uk dell'indimenticato gruppo di interpreti e registi: dal confronto tra cattolici e protestanti alla gag della mentina, ci si trova di fronte al film che più rappresenta l'idea dello humour inglese.
Il tutto senza neppure provare a pensare all'incredibile, straordinaria, esilarante sequenza dedicata alla Morte: pur sapendola praticamente a memoria, sto ancora male dal ridere ogni volta che la vedo.
Un viaggio che, tra le tante cose, mostra anche tutto il talento di Terry Gilliam, autore della straordinaria sequenza dell'arrembaggio del grattacielo: a distanza di trent'anni, paiono ancora passaggi da nuova frontiera: chissà se il buon Cannibale sarà riuscito a coglierne tutte le sottili - ma non troppo - sfumature!?
Battuta memorabile: "Io sono il Tristo Mietitore!" "Chi?" "Il Tristo Mietitore! Io sono la Morte!" "Chi è alla porta, caro!?" "Pare che sia il signor La Morte, venuto per la mietitura!"
Personaggio cult: La Morte.
CK Ford, ti avrei fantozzianamente “stimato moltissimo” di più se mi avessi inserito in lista un Pierino, un Lino Banfi o un Abatantuono, tanto per dirne tre che non mi piacciono per nulla, ma che almeno avrebbero rivelato un tuo sano gusto per la risata “ignorante”. Invece no. Invece hai fatto la tua solita lista Classica, piena di commedie uscite dal manuale del perfetto intellettuale, quelle che fa figo citare ai cineclub.
Io adoro la Gran Bretagna e Terry Gilliam in futuro lo apprezzerò come regista, però questo film non mi ridere. Ma zero. Niente. Nada. Nothing. E poi più che un film vero e proprio è una collezione di sketch e a questo punto mi diverto molto ma molto di più guardandomi una collezione di scene dai vecchi Mai dire gol. Quelle per me sì che sono un vero Classico della comicità.
Nessuno si aspetta l’inquisizione spagnola.
Così come nessuno si aspetta di ridere CON Mr. Ford. Al massimo ridere DI Mr. Ford. Uahahahah!
"Sto Von Trier ce fa ride più der Cannibale!"
JF "Caro, c'è qualcuno alla porta che ti cerca."
"Devo venire a fargli saltare le cervella?"
"No, dice che potrebbe piacergli perchè l'ha già fatto un suo amico e pare si sia trovato bene."
"Dove andrà a finire, il mondo."
"Dice anche che Tideland lo fa ridere più dei Monty Phyton!"
"Beh, su questo ha proprio ragione: è davvero un film di merda. Chiedigli se si è divertito anche con Melancholia."
"Dice che è un Capolavoro."
"Allora ha solo sbagliato indirizzo: l'istituto di igiene mentale è al prossimo isolato."
CK Bravo Ford, questa volta sei persino riuscito a farmi ridere.
Solo che continuo a ridere DI te e non CON te!
JF Cannibale, guarda che hai scambiato le preposizioni: dirò al tuo sorvegliante di farti fare qualche lezioncina di grammatica extra! Ahahahahahahh!
Un pesce di nome Wanda di Charles Crichton (1988)
JF Se Il senso della vita è il meglio che possa offrire la cara, vecchia Inghilterra, Un pesce di nome Wanda è il frutto dell'incontro tra l'approccio compassato made in Uk e la tamarraggine da statunitensi beceri e coatti: un pò come avere a cena il piccolo lord Cannibal e il cowboy Ford.
Ancora una volta Jamie Lee Curtis la fa da padrona, mostrando quanto e quando una donna può giostrare a suon di allusioni noi poveri stronzi dalla mente limitata, e ad una vicenda che potrebbe sulla carta quasi apparire thriller viene aggiunta una componente completamente demenziale che vede i suoi protagonisti lanciarsi in una serie di clamorosi siparietti irresistibili e divertentissimi, e per una volta azzeccati anche nell'adattamento nostrano - Otto, nella versione originale, per eccitare Wanda parla in italiano, cambiato prontamente in spagnolo -.
Un film probabilmente troppo destabilizzante per il mio antagonista, che ovviamente lo bollerà come l'ennesimo Classico fordiano fuori tempo massimo.
Ma qui abbiamo solo una risposta per lui: "Stronzoooooooooooo!"
Battuta memorabile: "STRONZOOOOOOOOOOOOOOO!"
Personaggio cult: Ken Pile.
CK L’ho visto tipo 15 anni fa con mio padre e al termine della visione ho pensato che fosse il film più palloso che avessi mai visto. Altroché destabilizzante. E a distanza di 15 anni la penso uguale. Già quello delle commedie “criminali” è un genere che non sopporto, ma questa è davvero la pellicola meno coinvolgente mai vista di sempre.
Ci sono ancora John Cleese dei Monty Python, qui in versione attore e pure sceneggiatore, che continua a non farmi ridere nemmeno lontanamente, e dopo Una poltrona per due ancora Jamie Lee Curtis, per me una delle donne meno sexy nella storia del cinema (e non solo del cinema) insieme ad altre probabili favourites fordiane come Sigourney Weaver e Linda Hamilton. D’altra parte sono donne con l’aspetto da uomini (o al limite da trans), mentre le donne con l’aspetto da donne come Megan Fox o Scarlett Johansson a Ford fanno schifo, quindi perché sorprendersi?
Ecco l'ennesima dimostrazione dell'orrore dei pollici di Megan Fox.
JF La differenza sta nel fatto che a me piacciono le donne di carattere, a te quelle rifatte e con una scopa in culo. E credo che tutto quel botox possa influire negativamente sulla resa del sacro esercizio del pompino.
Senza neppure contare che i pollici di Megan Fox fanno DAVVERO vomitare.
CK Prova ad autoconvincerti finché vuoi, ma smettila di nasconderti dietro scuse patetiche, segui l’esempio di Lapo e Marrazzo e fai coming out: ammetti che ti piacciono i trans. I Transformers, intendo uah ah ah ah!
JF I Transformers sono, come ben sai dopo aver letto le mie esilaranti non recensioni realizzate in compagnia di Bert, gli adoratori di Megan Fox: ci sarà un motivo, se è lei ad essere considerata la loro divinità!
E chissà che a parte i pollici non nasconda qualche altra sorpresona! :)
Clerks (1994) e Clerks II (2006) di Kevin Smith
JF Una doppietta che non ha bisogno di presentazioni, cult totale non soltanto di una generazione ma anche di un mestiere che conosco benissimo e che, potrei giurarlo, è teatro di assurdità come quelle mostrate da Kevinone Smith praticamente ogni giorno.
Come se non bastasse, le vicende di Dante e Randall, anche più di dieci anni dopo il loro esordio cinematografico, non perdono freschezza e al secondo passaggio raggiungono clamorosamente - e a tratti superano - i livelli del primo.
Sequenze da antologia a ripetizione, risate sguaiatissime, personaggi veri e sentiti.
Meglio di così, a una commedia non si potrebbe chiedere.
Battute memorabili: Tutta la vicenda di Palla di neve per il primo, la parodia de Il signore degli anelli e la storia di Pio Bernardo per il secondo.
Personaggio cult: Randall nel primo, Elias nel secondo.
CK Kevin Smith è l’esempio sommo di regista senza un briciolo di talento che sguazza nella mediocrità più totale. Un vorrei essere Tarantino ma una sua sola scena vale tutta la mia ridicola intera filmografia. Se le sue capacità registiche sono limitatissime, i suoi dialoghi logorroici sono la botta fatale. Certo che preferire il b/n sgranato di una robetta come Clerks che il mio falegname cieco con un videofonino la gira meglio a splendori per il cuore e per gli occhi come The Tree of Life e Melancholia la dice lunga, anzi dice tutto sull’idea fordiana di cinema, di estetica, di bellezza, di mondo.
E poi cult di quale generazione? Sono film che han visto 4 gatti in croce, contando me, Ford e Kevin Smith. La domanda è: chi è il quarto?
Se Clerks uno non mi è mai piaciuto, il 2 invece è il film di Mr. Smith che apprezzo di più, cosa che comunque significa che è una commediola limitatissima cui come voto non darei più di una sufficienza risicata.
Per Ford e la sua lista comica (ma dove???) invece il voto non può essere che zero.
JF Uno dei grandi misteri delle nostre Blog Wars è tutto l'astio che provi rispetto a Kevin Smith: non è un bullo, non è bello, non ti ha mai picchiato a scuola - compito che mi sarei piacevolmente preso a carico -, che ti ha fatto!?!?
Certo uno con il culto del "bello" come te, tra i pollici della Fox e gli orrori di Von Trier, forse potrebbe giudicarlo troppo grasso.
Oltretutto, devi davvero vivere su Melancholia per pensare che Clerks l'abbiano visto in quattro - e volendo usare il tuo metodo, potrei dire che se tu sei tra questi, sei uno dei più grandi fan del Kevinone nostro -: il primo, in particolare, è stato uno dei titoli simbolo dei tuoi cari anni novanta, e credo che tra i trentenni di oggi sia noto almeno quanto L'odio.
Ma che te lo dico a fare!?!?
CK Secondo me sei tu che vivi sul pianeta Melanfordia dove tutti la pensano come te e tutti hanno visto tutti i film che hai visto te (e dove John Wayne fa rima con Frankenstein). Pulp Fiction, Trainspotting, American Pie… questi sono i film simbolo degli anni ’90. Se scendi in strada a chiedere a qualcuno se sa cos’è Clerks (un film fatto da un regista del tutto privo di talento, ecco cosa non mi piace di Coso Smith) invece, 99 persone su 100 mi sa che lo prendono come un insulto e ti rifilano una meritata mano di botte! Così come dubito che all’infuori della Francia L’odio sia tutto ‘sto conosciuto…
JF Forse il mascara che ti ho prestato ieri era troppo forte per te, che sei deboluccio di costituzione, perchè non solo la rima tra "stein" e "uein" è una licenza poetica migliore di tutte le tue rimette forzate, ma L'odio e Clerks sono clamorosamente più noti di American pie, che non solo non è affatto un simbolo degli anni novanta, ma resta un film di culto per la gente che di Cinema capisce poco e niente. Un pò come te, del resto. :)
E dovessi raccontare in giro che American pie è meglio di Clerks, stai attento di non trovare me o Frank Manila nei paraggi.
CK Clerks e L’odio più noti di American Pie??? Seee vabbè, sarebbe come se io dicessi che il mio blog è più popolare di quello di Beppe Grillo. Anche se mi piacerebbe, la realtà è diversa…
Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton & Valerie Faris (2006)
JF Forse la pellicola del cuore di casa Ford e della storia tra me e Julez.
Perfetta sintesi di spontaneità e dello stile Sundance cui tanto sono affezionato, divenne un cult dalla prima visione dell'allora allo stato brado Ford con desideri di paternità rispetto ad una futura, piccola, irresistibile Olive.
Ancora oggi, e ad ogni nuova visione, non mancano risate e lacrime, senza contare che il balletto conclusivo della protagonista e lo straordinario nonno dal vizio facile - un ritratto simile a quello che sarà il vecchio Ford - valgono da soli un paio di migliaia di visioni.
Se questa è una famiglia disfunzionale, allora non c'è posto migliore in cui crescere!
Battuta memorabile: "Vado a prendere qualcosa da bere, vuoi niente?"
"Sì, qualche rivista porno."
"D'accordo."
"Prendi qualcosa di veramente osceno, non voglio quella robetta patinata."
"Va bene."
"Questi sono venti, fattici scappare qualcosa per te, una cosa per voi froci."
"Va bene, senz'altro."
Personaggio cult: Olive Hoover.
CK Il film migliore della lista fordiana è una commedia dolceamara di ottimo livello, però a livello di risate non è che sia poi così esilarante. Una scelta più che rispettabile quindi, ma se questo è il massimo della risata che ci può concedere il vecchissimo Ford (il nonno del film mi sa che l’hai già superato!), chissà cosa tirerà fuori quando sarà il momento di commuoverci?
"Non siate depressi! La lista del Cannibale è passata, ormai!"
JF Certamente anche il nonno meno in forma è in grado di strappare più risate degli sguaiati di American pie o dei malinconici Compagni di scuola, quindi sto bello tranquillo sul mio dondolo, e mi godo il riconoscimento di questa scelta ottima.
CK E così disse il vecchio sul giaciglio di morte prima di esalare il suo ultimo respiro.
SuXbad di Greg Mottola (2007)
JF McLovin.
Non devo aggiungere altro.
Battuta memorabile: "Cosa? Niente nome? Niente nome?... Ma chi sei? Prince?"
Personaggio cult: McLovin.
CK Filmetto carino e con qualche scena divertente, ma che certo paga il confronto impietoso con il simile (per non dire scopiazzato) ma ben più divertente e memorabile American Pie, quello sì un vero cult generazionale. Se io non ho problemi a riconoscere l’influenza di un film come Animal House su American Pie, è altrettanto innegabile quanto Suxbad sia derivativo nei confronti di AP, ma tu Ford queste cose non le ammetterai mai. McLovin è un personaggio valido, ma non entrerà certo nella storia del cinema, quindi Ford: sì che devi aggiungere altro!
La cosa migliore è il giovane cast, con Michael Cera ed Emma Stone che però subito dopo faranno di molto meglio (Juno e Scott Pilgrim l’uno, Easy Girl e Zombieland l’altra), così come lo stesso McLovin (Kick-Ass) e il regista Mottola con il suo film successivo, Adventureland.
Com’è comunque Ford che hai inserito un film teen in una tua lista? Ti stai cannibalizzando, vero?
McLovin. L'ho già detto!?
JF American pie un cult generazionale e Clerks un filmetto visto da quattro gatti!?!?
Ahahahahahahahahahahahahahahahaahhahaha!
Questa è la tua battuta migliore, senza dubbio.
Forse la migliore delle Blog Wars.
Ah, dimenticavo.
McLovin.
Giusto così, tanto per dire.
CK I 3 American Pie hanno incassato oltre 100 milioni di dollari l’uno. Clerks ne ha incassati tre e dico 3 e basta, per non dire dell’Italia dove sia l’1 che il 2 sono passati del tutto inosservati. E lo so che il box-office non significa un cazzo, però era giusto per specifare che Clerks non l’hanno visto in 4, ma in 3 gatti ahahah. Nessuno mette in dubbio che sia un tuo cult personale, però è altrettanto indubbio che sia una pellicola mooolto di nicchia, così come ad esempio e purtroppo anche quelli di Von Trier.
Ma al di là del successo di pubblico, che American Pie sia un cult imitatissimo e preso ad esempio dal cinema comico dell’ultimo decennio lo dimostra lo stesso parecchio derivativo Suxbad…
JF Torniamo al discorso dei derivativi? Come dovrebbe sapere un presunto distruttore di Classici come te, il fatto che un film pur derivativo sia NETTAMENTE superiore alla sua fonte d'ispirazione non accresce la qualità della stessa. Sarebbe un pò come dire che un record di Bolt rende più importante quello di Powell. E, così a occhio e croce, giusto per provocarti un pò, al box office credo che il tuo caro American pie abbia incassato più di Pulp fiction, significa che è più importante del cult di Tarantino?
Hot Fuzz di Edgar Wright (2007)
JF Era davvero un'impresa ardua replicare la geniale carica d'irriverenza di Shaun of the dead, eppure Edgar Wright e la sua allegra brigata centrano in pieno il bersaglio con questa rivisitazione degli action movies d'annata, una vera e propria raccolta di perle dal ritmo frenetico e dal montaggio da manuale: citazioni a raffica, sequenze irresistibili, protagonisti incontenibili per la conferma di un talento - quello, per l'appunto, di Wright - ormai completamente consolidato.
Cannibale, facciamo così: se fai il bravo, ti faccio replicare la scena di Point break come hai sempre sognato di farla.
Battuta memorabile: "Megera!"
"Fascista!"
Personaggio cult: Nicholas Angel.
CK Ed ecco uno degli sport preferiti di Ford. No, non mi riferisco alla lotta nel fango con uomini nudi, ma a quell’altro: tirare fuori i film minori di registi interessanti. Come Edgar Wright, autore del divertente Shaun of the dead e soprattutto del suo capolavoro personale Scott Pilgrim vs. The Ford The World. Hot Fuzz invece è stato una delusione tremenda: una storiella scialba e priva di alcun interesse ravvivata giusto da qualche raro sketch divertente, ma nemmeno tanto. Comunque, per quanto non mi sia piaciuto, rientra ancora nella metà dei film (quasi) decenti della tua lista, Ford. Nell’altra metà sei riuscito a tirare fuori delle robe micidiali. Anche se sforzandoti ulteriormente avresti potuto recuperare qualche altro nome che non sopporto. Come quello che da molti è considerato il più grande comico italiano…
Silvio Berlusconi?
Tranquilli, ragazzi. Ci pensa Ford a ripulire la città dai Cannibali.
JF Lascio Colui che non deve essere nominato - e non intendo Voldemort - a te, dato che ne sembri stranamente affascinato, e mi tengo tutto il divertimento godurioso di Hot fuzz, decisamente più divertente e piacevole del discreto ma troppo costruito Scott Pilgrim, ad oggi, per me, il fim meno riuscito del talentuoso Wright.
Si conferma, dunque, il consueto bilancio delle nostre schermaglie: da una parte la tua costruita bellezza, dall'altro la dirompente potenza del mio pane e salame.
Potremmo risolverla con un pò di lotta nel fango, che dici!?
CK In altre parole: da una parte l’oro, dall’altra la merda. Mmm… cosa preferire? Una scelta davvero ardua!