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giovedì 21 febbraio 2019

Thursday's child



Settimana delle uscite a dir poco miracolosa qui al Saloon: non tanto per le uscite stesse - anzi -, per qualche novità particolare o per la presenza del mio arcinemico Cannibal Kid, neppure per la pur meno cannibale del previsto partecipazione del cannibaliano Francesco Sciortino, quanto per la puntualità con la quale sto redigendo questa rubrica.
Da almeno un anno, infatti, non mi capitava di completarla e programmarla già il martedì sera. Un vero miracolo capace di alimentare la fiducia nella cadaverica blogosfera.



Sono arrivati a pezzi. Un pò come Cannibal al termine di ogni Blog War.

Modalità aereo

"Pronto, Ford? Per favore, ho bisogno di sapere come preparare un White Russian: con questi sciapi cocktails cannibali non ho speranza di rimorchiare!"
Francesco: Dopo le turbolenze giudiziarie che hanno coinvolto Fausto Brizzi, “Modalità aereo” segna il ritorno del regista sul grande schermo. Il film, però, non mi sembra un ritorno in grande stile e appare come la solita commedia commerciale senza tante pretese. A pelle dirotterei le mie attenzioni su altro e per dirla alla Stanis La Rochelle: “Mi sembra un po’ troppo italiano”.
Cannibal Kid: A quanto pare il tentativo di far passare Fausto Brizzi per l'Harvey Weinstein del cinema italiano da parte delle Iene si è rivelato fallimentare. Un programma, proprio come Striscia la notizia, che ormai non sa più cosa inventarsi pur di costruire della malainformazione. Manco io arrivo a tanto pur di diffamare la mia nemesi James Ford.
Quanto al film, mi sembra che l'analisi fatta da Francesco sia corretta. Una solita commedia commerciale un po' troppo italiana, ma a cui darei una possibilità giusto come segno di solidarietà nei confronti del regista. Non fosse funestata dalle presenze degli insopportabili Paolo Ruffini e Lillo, che lo rendono uno schianto assicurato. E non uno schianto di quelli che dici: “Che schianto di ragazza!”. Anche perché poi rischi che arrivino le Iene ad accusarti di molestie sessuali.
Ford: mai apprezzato Brizzi, e mai apprezzati i titoli "troppo italiani", come giustamente affermano Stanis e Francesco. Lascio dunque a questo poco esaltante volo la mia nemesi Cannibal Kid e parto per altri lidi cinematografici.

The Lego Movie 2

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"Hey amico, come faccio ad uscire da qui?" "Mi dispiace per te, caro Peppa. Sei finito in un'avventura fordiana, ed è impossibile scappare!"
Francesco: Da piccolo ero un grande amante delle costruzioni lego. Poi, crescendo, molti pezzi si sono persi per strada, altri sotto l’armadio di casa. Sinceramente non ho mai capito il senso di realizzare un film sulle lego. Ancora più dubbi mi sorgono sull’utilità di realizzarne un sequel. In questo magari Cannibal e Ford possono darmi una mano a comprenderlo.
Cannibal Kid: Di sicuro io non posso aiutarti a comprenderlo, caro Francesco. Da bimbetto con i Lego c'ho anche giocato, ma non sono mai stati tra i miei passatempi preferiti. Troppo manuali. Troppo da muratori ahahah
Il primo film l'ho patito tantissimo e sono stato tra i pochi a bocciarlo, in mezzo a un mondo omologato che lo considerava meraviglioso. Questo sequel negli Usa si sta rivelando un mezzo flop quindi il lavaggio del cervello fatto dalla Lega... volevo dire dalla Lego sembra finalmente stia per terminare. Nel caso di Ford comunque non ci giurereri. Quello in mezzo a sequel inutili e a bambinate spacciate per film per adulti ci sguazza sempre alla grande.
Ford: io, da buon muratore, adoravo i Lego e attendo al varco i Fordini per poterci rimettere le mani. Il primo Lego Movie era un vero spasso, ed appartiene al filone dal sapore metacinematografico di un altro mito per il Saloon, Spongebob. Avendo poi bissato il successo con il convincente Lego Batman, in barba ai risultati USA sono curioso di questo sequel, sperando possa rivelarsi meraviglioso e di essere in completo disaccordo con Peppa Kid.

Copia originale

"Ascoltami, se restiamo qui tutto il giorno a berci White Russian neanche fossimo Ford in una qualsiasi giornata lavorativa combineremo davvero ben poco!"
Francesco: Devo ammetterlo, quando ho visto per la prima volta il trailer e ho sentito il rumore della macchina da scrivere ho pensato si trattasse di una copia originale de La signora in giallo. Tuttavia, non vedrete Jessica Fletcher portare sfiga a destra e a manca stavolta, ma un film interessante con Melissa McCarthy e Richard E. Grant. Le 3 candidature agli Oscar lo dimostrano. Non so se attirerà l’attenzione dei più sofisticati Cannibal e Ford, ma a me ispira.
Cannibal Kid: La mia attenzione l'ha attirata, infatti me lo sono già visto e ho gradito parecchio la cattiveria della sua protagonista e dell'eccentrico Richard E. Grant. Una delle poche visioni originali e davvero interessanti tra i titoli candidati quest'anno alle peggiori nomination nella storia degli Oscar che ricordi. Una selezione degna dei Ford Awards.
Ford: non ho visto il trailer, ma considerato che gli ultimi mesi non sono stati i più esaltanti della Storia del Cinema e che le nomination 2019 sono tra le peggiori che ricordi potrebbe anche rivelarsi, in barba all'opinione favorevole del Cucciolo Eroico, un titolo interessante e originale, per l'appunto.

The Front Runner

"Perdonami Hugh, ma per essere Wolverine non mi sembri troppo in forma." "Preoccupati della tua, di forma, Jason: ti ho appena prenotato uno steel cage match contro Ford."
Francesco: Ormai la politica è dappertutto. Basta pensare al casino scatenatosi dopo la vittoria di Mahmood al Festival di Sanremo che ha coinvolto anche Salvini. Un buon motivo per tenerla lontana dal cinema salvo rare eccezioni. The Front Man non sembra una di queste, nonostante la presenza di Hugh Jackman. Voto no.
Cannibal Kid: Io voto no proprio per la presenza di Hugh Jackman, attore troppo fordiano che non mi ha mai entusiasmato molto. Il fatto però che alla regia ci sia il sempre ottimo Jason Reitman, quello di Juno e Tully, e che sembri il classico film da Oscar che dagli Oscar di quest'anno è stato escluso e ciò è solo una cosa positiva, lo rendono a sorpresa interessante. Copia originale a parte, che tanto ho già visto, potrebbe rappresentare il Front Runner delle visioni da affrontare 'sta settimana.
Ford: pur non essendo stato considerato per le nomination già citate, per The front runner vale lo stesso discorso fatto per Copia originale. Nonostante mi scocci poi essere d'accordo con Cannibal, Reitman mi piace, dunque una possibilità la merita senza dubbio.

Quello che veramente importa

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"Sembriamo usciti da una serie tv anni novanta." "Sarà contento Cannibale, allora!"
Francesco: Arrivato in Italia con più ritardo delle partite in onda su DAZN, potrebbe essere una bella scommessa, considerando il successo che ha avuto in Spagna. Un viaggio tra fede e guaritori che vanta anche la presenza del buon vecchio Hurley di “Lost”. Cannibal e Ford, voi scommettereste su di lui?
Cannibal Kid: Questo sembra essere un “feel good movie”. Genere che nei casi più riusciti, come il recente Green Book, fa davvero stare bene. Nei casi meno riusciti invece ti fa sentire male e ti fa pure venire un gran nervoso. Un po' come la maggior parte delle recensioni che si possono trovare su White Russian. Considerando che i protagonisti sono quella gnoccolona di Camilla Luddington e il potenziale nuovo Jake Gyllenhaal Oliver Jackson-Cohen, da valutare per come si muove all'infuori della casa infestata di Hill House, io un'occhiata gliela darei. Augurandomi che il tocco spagnolo riesca a renderlo qualcosa di distante dalle solite fastidiose robine buoniste hollywoodiane.
Ford: potenziale sorpresa della settimana ma anche potenziale calamita da bottigliate, Quello che veramente importa viaggia sul filo, e solo una visione potrà fare chiarezza a proposito della sua effettiva qualità. Ad ogni modo, quello che veramente importa è rinnovare la rivalità con Cannibal e non trovarsi, come spesso accaduto di recente, purtroppo d'accordo.

Un uomo tranquillo

"E così anche l'ultimo collaboratore di Cannibal è sistemato. Manca soltanto lui."
Francesco: Il titolo italiano ce l’ha messa tutta per togliere l’interesse del pubblico da questo film. Tuttavia, è un thriller con Liam Neeson e sembrerebbe una sorta di The Punisher e Neeson non è nuovo a ruoli del genere. Ford e Cannibal siate buoni con questo film, altrimenti Liam vi cercherà, vi troverà e…
Cannibal Kid: Liam Neeson non l'ho mai sopportato. Da quando poi si è trasformato in un action hero della terza età ancora meno. Se non ricordo male, a sorpresa nemmeno Ford lo ama troppo. Strano, visto che il suo blog è in pratica un monumento dedicato agli action heroes della terza età.
Che Liam mi cerchi e mi trovi pure, io sono un uomo tranquillo. Anche perché sono pronto ad accoglierlo con una bella munizione di pellicole radical-chic e filmetti teen da sparargli contro.
Ford: una cosa che mi innervosisce parecchio è trovarmi d'accordo con Peppa rispetto ad un action hero. Non ho mai amato particolarmente Liam Neeson - anche se per certi ruoli funziona -, in particolare nella sua versione spaccaculi - anche se un paio di eccezioni ci sono, va ammesso -: è legnoso più dell'attuale Steven Seagal, corre peggio di Dolph Lundgren e ha mani così brutte da rivaleggiare con Megan Fox. Una vera ecatombe. Ho visto il trailer di quest'ennesimo revenge movie in sala, e non ho avuto neppure il più debole degli istinti di visione. Preferisco starmene tranquillo a casa ed immaginare un nuovo Taken in cui il cattivo preso di mira da Neeson sia il buon vecchio Marco Goi.

giovedì 3 gennaio 2013

Ford Awards 2012: i film (N° 20-11)

La trama (con parole mie): se fossimo in un film degli anni ottanta a questo punto si potrebbe dire "ora cominciano gli incontri seri". A ridosso della top ten, infatti, la temperatura si alza, e si cominciano ad incontrare quelli che sono stati i quasi grossi calibri per il sottoscritto nel corso dell'ultima annata del Saloon.
Qui troverete la conferma della grande annata dei nostri cugini transalpini nonchè la seconda presenza italiana dei Ford Awards, ovviamente accompagnate da una nutrita e sempre valida selezione made in USA.


N° 20: Young adult di Jason Reitman


Il regista di Juno, dopo la parziale delusione che fu per il sottoscritto Tra le nuvole, torna alla ribalta con una commedia poco dolce e molto amara scritta per una superlativa Charlize Theron e legata a doppio filo ai concetti di famiglia, solitudine, crescita ed accettazione di se stessi.
Storie di provincia che diventano solitudini di città, amori idealizzati ed alcool a fiumi a soffocare i silenzi per uno dei personaggi più interessanti della scena quasi indipendente americana degli ultimi anni.


N° 19: Millennium - Uomini che odiano le donne di David Fincher


La saga di Stieg Larrson che ha conquistato gli appassionati di thriller di tutto il mondo, dopo essere stata portata sullo schermo “in casa” torna alla ribalta con una versione made in USA glaciale e tecnicamente stupefacente, decisamente più fedele al romanzo rispetto a quella nordeuropea ed assolutamente più credibile nella narrazione.
Fotografia pazzesca, montaggio da urlo ed una protagonista che è una meraviglia per gli occhi ed il cuore.



N° 18: J. Edgar di Clint Eastwood


Non può esistere classifica fordiana senza la presenza dell’inossidabile Clint, che dopo il meraviglioso Hereafter torna sullo schermo con un film inizialmente sottovalutato dal sottoscritto rivelatosi al contrario una fotografia del logorio del potere da brividi.
J. Edgar Hoover, eminenza grigia della Storia recente americana, rappresentato in tutti i suoi squilibri pubblici e privati – quelli più incisivi -: straordinario DiCaprio – ancora una volta ignorato dall’Academy -, dritta al cuore la parte finale. Eastwood è sempre Eastwood.


N° 17: Polisse di Maiwenn

 
Che il Cinema francese stesse trascorrendo una delle sue annate migliori si era capito fin dai Globes, e per il resto dell’anno non abbiamo fatto altro che assistere a proposte di altissima qualità e ben pochi scivoloni – al contrario di quanto accade di norma qui nella Terra dei cachi -.
Il lavoro i Maiwenn cucito attorno ai membri di una squadra della polizia parigina al lavoro sui crimini subiti dai minori riesce a mantenersi in perfetto equilibrio senza mai uscire dal seminato scivolando nella retorica o nel finto alternativismo, e a momenti leggeri alterna altri che colpiscono come un pugno in faccia. Chapeau.


N° 16: Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani


Trionfatrice al Festival di Berlino, l’ultima pellicola dei fratelli Taviani è un omaggio allo sceneggiatore più grande della Storia del Cinema – il buon, vecchio Bill “Il bardo” Shakespeare – portato in scena dai detenuti di Rebibbia, che rileggono nelle storie del Giulio Cesare i loro drammi personali ed i guai con la legge.
Realismo estremo e poesia pura per la migliore pellicola italiana non soltanto dell’anno appena trascorso.


N° 15: Moonrise kingdom di Wes Anderson


Curioso destino, quello dell’ultima fatica del regista di Rushmore e I Tenenbaum: odiato moltissimo nel corso della visione, è diventato con il post a lei dedicato una delle scoperte più belle della seconda parte del 2012, fiaba magica in grado di raccontare l’incomunicabilità tra il mondo degli adulti e quello dei bambini nonchè l’amore che sopraggiunge e ti cambia la vita.
Messa in scena come al solito impeccabile, fotografia splendida, ottima la colonna sonora.
Forse un po’ troppo radical chic, ma per una volta va bene così.


N° 14: Lawless di John Hillcoat


Sulla scia del Nemico pubblico di Michael Mann, una pellicola che pare costruita per la goduria del vecchio Ford: fuorilegge, whisky, sparatorie ed un ritratto di tre fratelli che fa venire i brividi soprattutto a chi vive in prima persona un legame di sangue di questo genere.
Intenso ed emozionante, impreziosito da un Tom Hardy roccioso e da un cast tutto in parte, è un viaggio ruvido e tosto nella vita che passa dall’essere selvaggia al godersi le cose semplici del quotidiano.


N° 13: Quasi amici di Eric Toledano e Olivier Nakache


Uno dei successi più clamorosi dell’anno ed ennesima zampata piazzata dai nostri cugini d’oltralpe: una commedia mai scontata, divertente ed assolutamente lontana dalla retorica nonostante i temi trattati che ha conquistato pubblico e critica ed è stata, almeno a mia memoria, forse l’unica in grado di mettere d’accordo tutti – ma proprio tutti, anche me e il Cannibale – i recensori della blogosfera.
Un film in grado di parlare sia al pubblico d’essai che agli spettatori occasionali, che tocca nel profondo, diverte ed avvince con una storia di straordinaria ordinarietà. Imperdibile.


N° 11: I colori della passione di Lech Majevski


Nonostante il Saloon sia un luogo da vecchi lupi di mare e cowboys allo sbando, trova spazio al limitare dei piani più alti della classifica una proposta assolutamente autoriale: il lavoro di Majewski, splendido visivamente ed ingegnoso nella narrazione, parte dalla rappresentazione di un quadro di Pieter Bruegel per fotografare i drammi di un’epoca – ma non solo – legati a società, religione, politica e miseria umana.
Un film dal ritmo russo – per non dire sovietico -, faticoso e poco accessibile, eppure in grado di schiudersi in una vera gioia non solo per gli occhi con un finale semplicemente perfetto.


N° 11: Quella casa nel bosco di Drew Goddard


Chiudo la serie di titoli che precede la top ten dei Ford Awards con il più sorprendente horror dell’anno e non solo: scritto dal regista e da quel geniaccio di Josh Whedon, è il titolo che più rappresenta l’omaggio e la decostruzione dello slasher che tra gli anni settanta ed ottanta impazzava dando un senso a tutte le estati degli adolescenti a qualsiasi latitudine.
Partenza da versione nuovo millennio di Scream, crescendo quasi metafisico che è un tripudio di effetti, mostri stupefacenti, chiusura “divina” da pelle d’oca.
Un gioiellino.


MrFord

lunedì 26 marzo 2012

Young adult

Regia: Jason Reitman
Origine: Usa
Anno: 2011
Durata: 94'



La trama (con parole mie): Mavis Gary, ghost writer di una saga di successo per adolescenti giunta alla sua conclusione, fresca di divorzio e stabilitasi con la sua vita disordinata a Minneapolis, torna al paese natale - un piccolo centro di provincia - in occasione del battesimo della figlia di Buddy, ex fidanzato dei tempi del liceo.
La donna, fingendosi in visita per una transazione immobiliare, cerca in realtà di tornare ai tempi in cui lei era la reginetta della scuola ed il futuro sembrava migliore di quanto la vita le abbia riservato, dal matrimonio fallito all'alcolismo incombente, e la strada perchè ciò accada, ai suoi occhi, è legata alla (ri)conquista del vecchio amore.
Peccato che il Destino - ed il paese - abbiano piani diversi per Mavis.




Crescere non è facile. No davvero.
Ancor di più scoprire di essere diventati adulti, in quel decennio tra i trenta e i quaranta  in cui ci si trova a dover mettere a confronto sogni, aspettative e desideri ancora vivi con responsabilità e cambiamenti che paiono pesare come macigni. Uno stato che si potrebbe definire di consapevolezza ed esperienza cui manca, però, l'equilibrio che soltanto la maturità - e solo a volte - è in grado di dare con il sopraggiungere della vecchiaia.
Mavis Gary questo non l'ha ancora imparato sulla pelle - e chissà, forse non lo imparerà mai -, così, armi e bagagli alla mano, muove guerra al suo vecchio paese di provincia e ad una vita che ad un tempo la porta in palmo di mano e la riduce all'ombra del ricordo che ha di se stessa, concentrandosi sulla conquista della vecchia fiamma Buddy, amore mai dimenticato degli anni del liceo, nel pieno dei nineties che tanto ricordano Giovani, carini e disoccupati.
Diablo Cody - classe 1978 - quel periodo deve ricordarlo davvero bene, un pò come il sottoscritto e tutti quelli che, ai tempi, sognavano Wynona Rider o Ethan Hawke: deve esserci molto, di lei, in Mavis, o almeno i fantasmi che gli inquieti si portano dietro anche quando la loro vita prende una direzione definita o di successo.
Ma la cosa che più mi ha colpito della sceneggiatura della diabolica Cody e di Young adult è la capacità dello script di mostrare il meglio - ma soprattutto ed impietosamente il peggio - dei due lati della barricata: se, infatti, Mavis maschera dietro l'aura del successo cittadino una natura fragile e meschina, il fantasma dell'alcolismo ed un'immaturità imbarazzante - terribili le sequenze dei confronti con l'ex compagno di liceo Matt ed il suddetto Buddy - portati in scena da una stratosferica Charlize Theron, la geografia umana del paese cui fa ritorno appare clamorosamente arida, fatta di ignoranza e banalità, pregiudizi e visioni limitate - se non peggio, come nel caso dei genitori di Mavis o della sorella di Matt -.
Nessuno pare salvarsi, da questo ritratto impietoso che deve la sua efficacia più alla penna della sceneggiatrice che non a Jason Reitman, che continua fondalmentalmente il discorso già iniziato con i lavori precedenti riscattandosi comunque senza dubbio dello scialbo Tra le nuvole, e dai personaggi - quasi tutti in qualche modo perdenti - al pubblico non si esce senza una qualche ferita dalla lotta che ingaggia Mavis rispetto allo status quo del suo passato, e perfino quando la presa di coscienza della protagonista - nella già citata sequenza da brividi della festa per il battesimo della figlia di Buddy - pare dare una qualche speranza rispetto al futuro tutto cambia completamente prospettiva al primo - limitatissimo - riconoscimento del vecchio io della stessa Mavis.
Una fotografia terribile che potrebbe vestire meglio un dramma, più che una commedia, e che ricorda i momenti più oscuri di un altro road movie dell'anima da crisi di mezza età come fu Broken flowers, senza però la stessa carica imprevedibile e sbarazzina in grado di lasciar intravedere una luce in fondo al tunnel.
La partenza di Mavis, infatti, suona come una vittoria di Pirro da entrambe le parti, e la sensazione di essere coccolati e liberi eppure inesorabilmente prigionieri crea un legame quasi empatico con il piccolo cane completamente in balìa di questa scrittrice fantasma non più così giovane come vorrebbe.
Un pò come volere, e non potere.
Niente di più simile ai dolori della crescita.
A qualsiasi età decidano di bussare alla nostra porta.


MrFord


"And so I cry sometimes when I'm lying in bed
just to get it all out, what's in my head
and I, I'm feeling a little peculiar
and so I wake in the morning and I step
outside and I take deep breath
and I get real high
and I scream to the top of my lungs
what's goin' on?"
4 Non Blondes - "What's up" -


venerdì 9 marzo 2012

Last friday night

La trama (con parole mie): non ho ancora fatto in tempo a smaltire il rientro dalle ferie, che subito mi tocca condividere parte del mio tempo nella blogosfera con il mio arcinemico Cannibale.
Come se non bastasse, devo farlo rispetto ad un'altra settimana di uscite cinematografiche della nostra cara e vecchia Terra dei cachi.
Fortunatamente, al contrario degli ultimi weekend, questa volta almeno un paio di proposte decenti paiono proprio esserci.
E non sono quelle del suddetto Cannibale, tranquilli.
Le sue sono così terribili da non poter essere considerate neppure indecenti.

"Non avevo nulla da mettere, così ho cercato un pò nell'armadio del Cannibale: queste sono le cose migliori che ho trovato!"
Ti stimo fratello di Paolo Uzzi, Giovanni Vernia


Il consiglio di Cannibal: non ti stimo Ford e grazie a Dio non sei mio fratello
E così dopo Chezzo Zalone, prevedibilmente fa il suo debutto “cinematografico” anche… Mr. Ford? No, Giovanni Vernia (qui pure in veste di co-regista, ahi ahi) alias Jonny Groove di Zelig. Quello tamarro autore di tormentoni come E siamo noi e siamo noi, il Paradiso siamo noi. Pur non sopportando Zelig, ‘sto zarro preso a piccole dosi mi fa ridere. Certo, un film a lui tutto dedicato potrebbe rivelarsi una sola pazzesca, però sempre meglio lui di, chessò, il Mago Oronzo, i Fichi d’India o quel pagliaccio di Mr. James Ford!
Il consiglio di Ford: non stimo Jonny Groove, e neppure Cannibal Groove!
Detesto Zelig, detesto Zalone e detesto Cannibal.
Insomma, non ho alcun motivo di vedere questo film. Quindi, che se lo becchi il mio antagonista!

Ed ecco il Cannibale fotografato durante una delle sue serate più scatenate.
  
John Carter di Andrew Stanton


Il consiglio di Cannibal: classica fordianata da evitare con cura
Ennesimo film tratto da una popolare serie di romanzi? Tranquilli non è il nuovo Twilight o Hunger Games, bensì una saga uscita un secolo fa! Adesso il regista di due dei migliori film Pixar (Wall-E e Alla ricerca di Nemo) Andrew Stanton prova a portare sul grande schermo le avventure di questo soldato spedito su Marte, ma non prevedo niente di buono. Sarà un grande successo commerciale? Bah, negli Usa magari sì, in Italia non credo. Si rivelerà un bel film? Questa la vedo impossibile, anche perché dal trailer sembra la versione disneyana di 300 con un pizzico di Avatar, quindi… L’unica speranza è che possa trasformare il protagonista Taylor Kitsch, già nel cast della splendida serie Friday Night Lights, in una star. Ho detto in una star, Ford, non nel tuo nuovo sogno erotico aahahah!
Il consiglio di Ford: ovviamente sarà una ficata!
Nel suo monte di castronerie, il Cannibale ha ragione su un paio di cose: Friday night lights è una serie splendida, e questo film è davvero il prototipo per la tamarrata da popcorn domenicale fordiano.
Niente di trascendentale, ma potrebbe diventare il Real steel di questa primavera.
Il che, in periodi di vacche magre come questo, non può che essere un bene.

Ed ecco Ford fotografato durante una delle sue giornate più scatenate.
Young Adult di Jason Reitman


Il consiglio di Cannibal: un film per tutti noi giovani Young Adult (Ford, tu ovviamente sei escluso!)
Di gran lunga la pellicola più interessante proposta questa settimana, Young Adult vede come protagonista una Charlize Theron gran bel figon, però come attrice non mi ha mai convinto del tutto. Chissà che questa non sia la volta buona, anche perché la regia è di Jason Reitman e la sceneggiatura è di Diablo Cody e l’ultima volta che i due avevano lavorato insieme ne era uscito Juno. E sti cazzi! Negli Usa questo film è uscito in sordina, però potrebbe essere una visione almeno carina e chissà che non piaccia pure a quell’old, very old adult di Jason Ford.
Il consiglio di Ford: un film per tutti, alla facciazza di chi si crede fico come il Kid!
Per una volta, mi associo al mio fastidioso e giovane rivale nonchè aspirante seguace ed affermo che senza dubbio questo potrebbe rivelarsi il film della settimana.
Diablo Cody è un portento, Reitman sa il fatto suo e Charlize Theron ha dimostrato di essere anche un'attrice dotata, e non soltanto dotata.
Quindi, senza troppi indugi, andatelo a vedere!

"Ford, quando mi raggiungi? Ho scaricato quel fesso del Cannibale per uscire con te!"
A Simple Life di Ann Hui

Il consiglio di Cannibal: a simple palla
E dopo Young Adult, per par condicio da Hong Kong arriva quello che è stato definito un “inno alla vecchiaia”, ovvero il film ideale per Mr. Ford. Presentato all’ultimo Festival di Venezia, si preannuncia una visione molto commovente, ma anche una possibile palla colossale. Confermo: il film ideale della settimana per Mr. Ford.
Il consiglio di Ford: a simple life? E perchè, Cannibal la vuole "complicated"!
Ancora una volta la scarsa sensibilità del mio giovane antagonista - che poi, ormai, tanto giovane non è più - finisce per piazzargli sugli occhi due fettazze di salame per quello che potrebbe essere il film della settimana quasi a parimerito con quello di Reitman.
Certo, il rischio di una menata da bottigliate da radicalchiclandia c'è tutto, ma non è sempre detto che il bicchiere sia mezzo vuoto, no!?
Meglio svuotarlo, e solo dopo spaccarlo in pieno viso al Cucciolo Eroico! Ahahahahahah!

"Una volta ero felice, poi ho incontrato un tizio che si faceva chiamare Cannibale, e la mia vita è cambiata."
Là-bas di Guido Lombardi

Il consiglio di Cannibal: là-bas? Io-pas!
Là-bas è una delle come al solito tante, troppe uscite italiane del weekend ed è una storia di immigrazione e violenza che, almeno stando a guardare il trailer, sembra possedere un respiro internazionale. Una vicenda a metà strada tra Gomorra e Romanzo criminale che potrebbe anche non essere un film italiano del tutto da buttare…
Ford, lo so che al solo nominare Gomorra mi ti sei svenuto. Ed è appunto per questo che l’ho nominato!
Il consiglio di Ford: Là in bas sta il Cannibale, là in alt Ford.
Un film che potrebbe essere tutto e niente, dalla consueta menata finto alternativa italiana ad un qualcosina perfino meritevole.
Potrei anche azzardare una visione, ma in fondo alla lista.
Intanto, ripenso al Bufalo, sempre meglio del fighettino e cannibalesco Saviano, mi secondo nemico giurato dopo il Kid itself.

"Cannibale, siamo il tuo comitato di benvenuto nel quartiere. Non preoccuparti, ti divertirai come un matto!"
L’arrivo di Wang dei Manetti Bros.

Il consiglio di Cannibal: aspettate che arrivo. O forse no…
I Manetti Bros. mi hanno sempre incuriosito un pochino, ma non ho mai visto un loro film, solo alcuni videoclip che hanno girato. Questo loro tuffo nel fantascientifico potrebbe rivelarsi ironico e geniale, quanto anche una minchiata colossale… la seconda è la più probabile, però chissà?
Comunque vada, ben venga Wang. Basta solo che non ci spedite sulla Terra Mr. Ford, o cari signori alieni!
Il consiglio di Ford: Ford è già arrivato. Wang, chissà.
Purtroppo per il Cannibale, ormai quella fordiana è una realtà affermata. Quindi non gli resta che portare pazienza e chiedere aiuto agli alieni.
Magari proprio quelli alti e blu creati dal suo amico James.
No, non Ford.
Quello davvero amico amico amico.
Cameron.
Il film? Chissà, potrebbe anche essere. Ma restiamo sempre nelle posizioni più basse della classifica.

"Hai visto che succede ad invitare il Cannibale alla nostra tavola!?!?"

La sorgente dell’amore di Radu Mihaileanu

Il consiglio di Cannibal: se proprio non avete di meglio da fare…
Nuovo film del regista de Il concerto, film che aveva suscitato grandi entusiasmi ma che a me non era proprio piaciuto. Sarà che l’avevo visto in italiano e il doppiaggio era davvero tragico… Se però quello almeno era un film musicale e in più c’era Mélanie Laurent, questo suo nuovo sforzo non mi attira un granché. Mi sa che pure questo lo lascio al mio rivale. Anzi, farò di più: anziché vedermi questo film contro gli integralismi, preparerò un attentato non contro la White House ma contro il sito WhiteRussian uahahahaa!
Il consiglio di Ford: alla sorgente ci mando Cannibale. Ma non quella dell'amore, ma delle bottigliate.
Mihaleanu mi è sempre parso un mezzo ruffianone, con i suoi film a metà tra l'autorialità e la lacrima facile.
Certo, non ha neppure mai fatto schifezze complete, ma non mi ha mai convinto tanto da buttarmi su un suo lavoro alla cieca.
Preferisco spedirci il Cannibale, e al limite scriverne una recensione entusiastica giusto per dargli contro.

"Ragazze, festeggiamo! Finalmente il Cannibale si è levato di mezzo!"
Colour from the Dark di Ivan Zuccon

Il consiglio di Cannibal: il colour di questo film? Il brown, mi sa…
Horror italiano del 2008 che arriva in sala adesso. Chiedersi il perché è una domanda retorica un po’ come domandarsi :“Ma come fa Ford a seguire uno sport (spooort???) come il wrestling?”.
Il trailer già da solo è agghiacciante. E non parlo di agghiacciante in senso horror, ma nel senso tragico del termine.
Il consiglio di Ford: ma stiamo scherzando!?!?
Piuttosto che vedere questo film, giuro che passo una vacanza intera ad ascoltare le fregnacce del Cannibale sulle sciape biondine della Hollywood bene che non gliela daranno mai.

Il Cannibale dopo la cura del comitato di benvenuto nel quartiere.
The Double di Michael Brandt

Il consiglio di Cannibal: Richard Gere è passato di moda più di Richard Ford
Richard Gere prova a ritornare in auge con un thrillerone che fa molto anni ’90. Insieme a lui c’è Topher Grace, uno che fin dai tempi dell’esilarante serie That ’70s Show mi è sempre stato simpatico, però questo film mi sa che lo skippo e lo schifo volentieri, anche perché l’unico double che vedrei volentieri sarebbero due pugni in faccia ben assestati a Richard Ford!
Il consiglio di Ford: per vedere questo film, vi serviranno ben più di due cocktais!
Da una schifezza all'altra, direi che non mi soffermo neppure sull'ennesimo tentativo di rilancio di Richard Gere, e mi rilasso con due risate pensando ai sogni proibiti del double di Cannibal, che se solo prova a farsi vedere dalle mie parti, finisce per sostituire il sacco che mi diverto a scazzottare tornato dal lavoro.

"Le vedi queste, Cannibale? Sono le tue dimissioni da blogger. Firmale e togliti dai piedi!"
Native di John Real

Il consiglio di Cannibal: ma meglio dead che Native
Visto che questa settimana non c’erano già abbastanza uscite italiane (e non solo italiane) inutili, ecco uno pseudo horror recitato peggio di Cento Vetrine. Contro questo Native, mi unisco ai cowboys fordiani e preparo le mie frecce!
Se poi sbaglio mira e qualcuna colpisce anche il Mr. James Ford oh, sono cose che in una battaglia capitano…
Il consiglio di Ford: meglio il fuoco nemico, di quello nativo!
Piuttosto che vedere questo film, giuro che mi prendo tutte le frecciate che il Cannibale può scagliarmi.
Se non altro, con quelle almeno posso farmi due risate, prima di gonfiarlo di cazzotti.
Con questa schifezza, al contrario, posso gonfiarmi solo i cosiddetti.

E' ufficialmente aperta la caccia al Cannibale.
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