Visualizzazione post con etichetta Jacques Audiard. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jacques Audiard. Mostra tutti i post

giovedì 22 ottobre 2015

Thursday's child

La trama (con parole mie): prosegue la corsa di avvicinamento alla fine dell'anno con un'altra settimana ricca di proposte potenzialmente interessanti firmate da registi potenzialmente interessanti, del solito inutile Cinema italiano e del solito, irritante Cannibal Kid, co-conduttore di questa rubrica nonchè mia nemesi.
Riusciremo ad essere il più in disaccordo possibile anche questa settimana?
Speriamo proprio di sì.

"Piuttosto che spararmi un film suggerito da Cannibal, mi butto di sotto."
Crimson Peak

"Vieni qui, cara, sono pronto a dissanguarti: sarà comunque più rassicurante che tra le braccia di Peppa Kid."
Cannibal dice: Grande, grandissima incognita della settimana. Mr. Ford non ne capisce nulla di cinema?
No, quella è una certezza di tutte le settimane. L'incognità è rappresentata da Crimson Peak, nuovo horror gotico di Guillermo Del Toro, regista che ho sempre considerato sopravvalutatissimo. Dopo il pessimo Pacific Rim avrà tirato fuori qualcosa di se non altro guardabile?
L'ottimo cast formato da Jessica Chastain, Mia Wasikowska, Charlie Hunnam e Tom Hiddleston suggerisce di sì.
Ford dice: incognita totale.
Del Toro mi è sempre piaciuto, che si parli dei più che discreti Hellboy o dell'ottimo Il labirinto del fauno.
Pacific Rim, dal canto suo, si è rivelato una mezza delusione, dunque i dubbi a proposito di questo titolo - che, a giudicare dal trailer, se non fosse stato firmato dal buon Guillermo non avrei neppure preso in considerazione, avrei bellamente saltato - sono molti.
Speriamo possano essere fugati e soprattutto mettere a tacere Cannibal Kid, che quest'anno è tornato ai minimi storici per quanto riguarda il gusto cinematografico.



The Walk

"Vedi, l'idea è quella di far camminare Cannibal sul filo, e poi farlo cadere di sotto."
Cannibal dice: Sarò sempre grato a Robert Zemeckis per averci regalato uno dei film più mitici di sempre, Ritorno al futuro, ma un po' mi starà sempre sulle balle per averci anche offerto una delle pellicole più paracule di sempre, Forrest Gump. Questo nuovo The Walk che parla del funambolo Philippe Petit interpretato dalla garanzia Joseph Gordon-Levitt cammina, proprio come il suo protagonista, in bilico tra grande film e grande ruffianata.
Sempre meglio di Ford, comunque, le cui visioni oscillano per lo più tra porcherie action e porcherie finto autoriali.
Ford dice: Zemeckis merita sempre e comunque un certo rispetto, non fosse altro che per aver creato Ritorno al futuro. Eppure continuo a pensare che, piuttosto che lanciarsi in una visione di questo tipo, sia meglio recuperare l'ottimo documentario Across a wire legato alla reale vicenda di Philippe Petit.



Dheepan - Una nuova vita

"Cavolo, ne scrive di stronzate, questo Cannibal Kid!"
Cannibal dice: Il precedente lavoro del regista francese Jacques Audiard si era aggiudicato addirittura il prestigiosissimo titolo di film dell'anno di Pensieri Cannibali nel 2012. Attendo quindi con grande curiosità questo suo nuovo Dheepan, per altro vincitore della Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes, che sarà un riconoscimento meno importante del Cannibal Award, me ne rendo conto, ma comunque non è proprio da buttar via. Non è mica un Ford Award.
Ford dice: al contrario di Peppa Kid, Audiard non sbaglia un colpo. Dunque, nonostante la Palma d'oro ricevuta all'ultimo Cannes, questo Dheepan finisce per risultare a man bassa il film da seguire della settimana.
Un po' come White Russian, che per gli intenditori di Cinema è da seguire decisamente più del suo blog antagonista Pensieri Cannibali.




Dark Places - Nei luoghi oscuri

"Caro Cannibal, ho messo la t-shirt del gruppo preferito di Ford perchè è lui il mio vero guru."
Cannibal dice: Nei luoghi oscuri mi capita di farci una visita al giorno.
No, non mi riferisco al bagno quando vado a fare la cacca, ma a WhiteRussian...
Che poi è un po' un'esperienza molto simile uahahah.
Sono già stato anche nei luoghi oscuri di questo thriller con Charlize Theron tratto da un romanzo di Gillian Flynn, l'autrice di L'amore bugiardo - Gone Girl, quindi nei prossimi giorni toccherà visitarli anche a voi, grazie alla mia recensione del film.
Ford dice: i miei luoghi oscuri preferisco non stuzzicarli, mentre adoro stuzzicare il Cannibale e spero vivamente che questo film possa dividerci come si conviene e segnare un altro punto a favore della rivalità più accesa del web cinefilo, che nel corso di questo duemilaquindici ha conosciuto una vera e propria seconda primavera.



Io che amo solo te

"Prendiamo un solo Cannibal, grazie: già così è abbastanza indigesto."
Cannibal dice: Commedia romantica con Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti che cerca di risollevare gli incassi di un cinema italiano commerciale sempre più in crisi, reduce pure dal flop del recente Poli opposti. Questo film andrà meglio ma, soprattutto, ce ne frega qualcosa?
Io spero vada bene, perché ho già il sequel pronto: Io che odio solo te, con me e Ford.
Ford dice: a parte il sequel Io odio solo te, con me e Cannibal, credo che a nessuno sano di mente possa interessare questa roba.



Game Therapy

"Scappiamo, arrivano Cannibal e Ford!"
Cannibal dice: Pellicola italiana dedicata al mondo dei videogiochi con protagonisti due star del web. Cannibal Kid e Mr. Ford?
Purtroppo no. Si tratta di Favij e Clapis. Devo ammettere di non conoscerli ma, da questo trailer che puzza di amatorialità lontana un miglio, direi che sono tutto fuorché degli attori. A questo punto un film con me e Ford potrebbe davvero uscire meglio. Se non altro ci sarebbe un maggiore spargimento di sangue.
Ford dice: ho visto il trailer di questa porcheria. E mi sono profondamente pentito.
Figurarsi cosa accadrebbe con l'intero film.



Sei tutto quello che voglio

"Mi dispiace, ma non sei abbastanza teen per leggere Pensieri Cannibali."
Cannibal dice: A proposito di film amatoriali italiani... eccone un altro. E due pellicole del genere nella stessa settimana sono come due post di WhiteRussian nello stesso giorno: un evento tragico presagio di un'imminente Apocalisse.
Ford dice: tutto quello che voglio è un mondo libero dal pessimo Cinema italiano. E da Pensieri Cannibali.



Ed Sheeran - Jumpers for Goalposts

"Caro Cannibal, ora ti scasso la chitarra in testa e tutti a casa."
Cannibal dice: Cinedocumentario dedicato al rosso Ed Sheeran, cantautorino che non mi dispiace nemmeno troppo, non fosse che ogni volta che lo ascolto mi fa venire sonno. Proprio come i cantautorini tanto amati da Ford.
Ford dice: Ed Sheeran mi sta simpatico. Ma non abbastanza da schiaffarmi un intero documentario sulla sua vita.
Cannibal, invece, potrebbe essere un ottimo soggetto per un documentario girato dal sottoscritto e dedicato al mondo del wrestling lottato. Come vittima sacrificale.



The Wolfpack

"Sembriamo scemi più di Ford e Cannibal, conciati così!"
Cannibal dice: Documentario che racconta una singolare storia un po' alla Kynodontas, solo che a quanto pare è successa per davvero. Non fosse che il documentario è un genere troppo fordiano per i miei gusti, quasi quasi gli darei una possibilità.
Ford dice: se non fosse che, probabilmente, questo documentario finirà per essere introvabile sia in rete che in sala, una visione l'avrei concessa anche volentieri.



La bugia bianca

"Cannibal, ti devo confessare una cosa: hai presente tutte le volte in cui ti ho detto che ne capivi di Cinema? Mentivo spudoratamente."

Cannibal dice: Pellicola che ritorna sul tema della guerra nell'ex Jugoslavia. Una white lie seriosa e impegnata che lascio volentieri alla visione del serioso e (pseudo) impegnato WhiteRussian.
Ford dice: non potrei mai mentire a proposito del mio antagonista Cannibal Kid. Di Cinema non capisce davvero un cazzo di niente. Ahahahahahah!


lunedì 25 maggio 2015

Cannes 2015

La trama (con parole mie): si è concluso ieri sera il sessantottesimo Festival di Cannes, forse l'appuntamento più prestigioso tra i grandi rendez vous di ogni stagione cinematografica.
La Giuria presieduta dai Fratelli Coen si è trovata di fronte una selezione di autori e titoli sulla carta decisamente interessante, che vedeva tra le sue fila ben tre cineasti italiani, i celebrati Nanni Moretti, Paolo Sorrentino e Matteo Garrone.
Come si sarà dunque conclusa la kermesse? Sarà riuscita la compagine italiota a portare a casa almeno uno dei premi?
Senza dubbio, e qualunque sia stata la decisione finale della Giuria, ci sarà, come sempre, da discutere.







E così, i giochi sono fatti anche quest'anno, per quel che riguarda la Palma d'oro.
I quotidiani italiani, online e non, portano già in prima pagina lo "scandalo" di una sconfitta del nostrano trio delle meraviglie composto da Moretti, Sorrentino e Garrone, lasciati completamente a secco di riconoscimenti - a meno che non si sfrutti come salvagente il premio della giuria ecumenica a Moretti -, come se la loro presenza bastasse a giustificare una vittoria, o quasi.
Non essendo ancora riuscito a confrontarmi con nessuno dei lavori portati dai nostri in concorso - personalmente, in ordine di preferenza, spero di confrontarmi al più presto con Youth, Mia madre e dunque Il racconto dei racconti - o tantomeno con gli altri - vincitori e non - scrivo sull'onda dell'impressione e dell'emozione, e non posso che essere soddisfatto - nonostante il campanilismo che in questi casi desta sempre qualche sospetto, quasi l'organizzazione faccia comunque pressioni sulla Giuria - della vittoria di Audiard, un regista con grandi palle che nel corso della sua carriera è andato in crescendo, che ricordo ai tempi in cui scoprii grazie a Sulle sue labbra così come allo strepitoso Il profeta ed al passionale Un sapore di ruggine e ossa.


Un brindisi se lo guadagna anche il premio in ex aequo per l'interpretazione femminile, giunto a valorizzare il nuovo lavoro della regista Maiwenn, che non vedo l'ora di affrontare considerato l'ottimo Polisse di qualche anno fa, e nonostante la mia antipatia anche a Lanthimos, che pare essere riuscito a colpire con il suo The Lobster così come fece con Kynodontas.


Il premio alla regia di Hou Hsiao Hsien può essere una strizzata d'occhio agli spettatori più radical - anche se il mio ricordo di Millennium Mambo è ancora oggi ottimo -, mentre il riconoscimento a Vincent Lindon - che onestamente conosco poco e niente -, quello a Franco per la sceneggiatura ed il Gran Premio a Nemes mi lasciano tutto sommato indifferente.


Un Festival che accontenterà alcuni e lascerà l'amaro in bocca a molti, come del resto accade sempre in queste occasioni: per quanto mi riguarda, sono più che felice di avere, almeno sulla carta, ottimo materiale di visione per il resto di un'annata che, fino ad ora, ha riservato più delusioni che altro.




Ed ecco la lista dei vincitori:

Palma d’oro Dheepan, Jacques Audiard
Grand prix Saul fia (Il figlio di Saul), László Nemes
Premio della giuria The lobster, Yorgos Lanthimos
Miglior regia Nie Yinniang, Hou Hsiao-Hsien
Miglior attore Vincent Lindon, La loi du marché
Miglior attrice (premio ex aequo) Rooney Mara, Carol, e Emanuelle Bercot, Mon roi
Miglior sceneggiatura Chronic, Michel Franco
Miglior cortometraggio Wave 98, Ely Dagher



MrFord



 

mercoledì 21 novembre 2012

Un sapore di ruggine e d'ossa

Regia: Jacques Audiard
Origine: Francia
Anno: 2012
Durata:
120'




La trama (con parole mie): Ali, insieme al figlio Sam, dal Belgio giunge vagabondando nel Sud della Francia, ad Antibes, per stabilirsi dalla sorella. L'uomo trova dei lavori occasionali come buttafuori e addetto alla sicurezza, arrotondando con combattimenti clandestini.
Proprio fuori da una discoteca conosce Stephanie, addestratrice di orche coinvolta in una rissa, e tenta un approccio senza fortuna: qualche tempo dopo, la donna ha un grave incidente sul lavoro e perde entrambe le gambe.
Disperata e sola, richiamerà Ali e tra i due si instaurerà uno strano rapporto di amore/amicizia che romperà gli equilibri dei loro mondi: per il primo significherà mettersi una volta per tutte alla ricerca di una stabilità per la sua esistenza - e quella del figlio -, per la seconda tornare a sentirsi emotivamente in gioco e, di fatto, "a camminare".




Io vado pazzo, per Jacques Audiard.
Pochi, come lui, in Europa e nel mondo, sono in grado di girare con l'occhio dell'Autore riuscendo al contempo a rimanere profondamente fisici nell'approccio alle pellicole, quasi dovessero plasmarle a mani nude, senza risparmiarsi nulla.
Come se non bastasse, il suddetto è riuscito - almeno finora - nella non facile impresa di lasciarmi impressionato positivamente con ogni sua pellicola: ricordo quando vidi Sulle mie labbra, thriller atipico e storia d'amore altrettando fuori dagli schemi, o Tutti i battiti del mio cuore, per giungere, ovviamente, al magnifico Il profeta.
Proprio al primo dei tre riconduce quest'ultimo Un sapore di ruggine ed ossa, storia d'amore che storia d'amore è solo fino ad un certo punto, di presenza ed amicizia - in molti l'hanno accostato, in qualche modo, a Quasi amici -, di miseria e rinascita, dramma e voglia di vivere: Audiard, abbandonando la violenza ed il romanzo di formazione che vide l'ascesa carceraria di Malik per la vicenda di due persone la cui esistenza è in qualche modo già formata, non perde lo smalto che lo contraddistingue pur rimanendo in secondo piano rispetto ai suoi protagonisti, quasi facendosi da parte ed adempiendo "semplicemente" al suo ruolo di narratore.
Ali e Stephanie - interpretati magnificamente da Matthias Schoenaerts e Marion Cottilard, il primo taurino protagonista dell'ottimo Rundskop, la seconda sempre più emblema di una bellezza a tutto campo, a prescindere dalle condizioni e dalla messa in scena - sono due combattenti: lui ha vissuto una vita sempre al limite, lottando con i pugni per quell'occasione che pare non essere mai arrivata e che, di fatto, gli è accanto - il piccolo Sam, il loro è uno dei rapporti padre/figlio meglio raccontati sullo schermo dell'intera stagione -, lei alimentata dalla voglia di mostrare la propria forza, che sia ballando al centro dell'attenzione di uomini che la vorrebbero e non l'avranno o di fronte alle sue orche, predatrici selvagge ed inarrestabili dirette con una levità quasi sublime.
Ed è proprio grazie a loro che Audiard sfodera due scene da standing ovation, una di thrilling puro - l'esibizione precedente all'incidente di Stephanie - che si segue, nonostante la location e la colonna sonora - un parco acquatico in pieno giorno e Firework di Katy Perry in sottofondo - con il fiato sospeso, l'altra sul balcone del nuovo appartamento della donna, scossa da Ali e all'inizio del suo nuovo percorso di vita. 
Quella danza apparentemente sconnessa diretta al cielo - o a un'orca invisibile - è pura poesia del Cinema, di quelle destinate ad essere ricordate e diventare Classici.
Ma il vecchio Jacques non è uno che si dimentica dei suoi protagonisti, così, poco prima di un crescendo finale pazzesco, c'è occasione anche per Ali e Sam di regalare al pubblico una sequenza da capogiro come quella del lago ghiacciato - la contrapposizione primo/secondo piano nel momento della caduta del bambino è da fare invidia ad Haneke -, anticamera di quello che sarà la sensazione lasciata da questo clamoroso film "romantico" in un'accezione totalmente nuova, nonostante il rischio effettivo che materia di questo genere avrebbe generato in altre mani.
Le ossa che si spezzano, o le gambe che si perdono, sono solo un passaggio: che questo avvenga nel dolore è una condizione alla quale, da esseri umani, dobbiamo abituarci, ma che una volta affrontata a viso aperto libererà qualcosa di potenzialmente indescrivibile.
Nessun altro animale, recita Ali nel finale, ha lo stesso numero di ossa che noi portiamo in una mano: e quando ce ne rompiamo uno, anche il più piccolo ed insignificante, questo è destinato a ricordarci della sua presenza ad ogni colpo che daremo da quel momento in avanti.
Da frequente utilizzatore di un sacco da boxe, posso affermare quanto sia assolutamente vera questa affermazione.
E da amante della vita e di tutte le sue esperienze, posso affermare ancor di più quanto sia assolutamente vera questa affermazione.
Non è detto, comunque, che quel dolore e quelle ossa rotte debbano essere necessariamente un male.
Mentre è detto - e anche questa è un'affermazione assolutamente vera - che Un sapore di ruggine ed ossa è un dannato grande film.


MrFord


"Baby, you're a firework
come on, let your colors burst
make 'em go, oh
you're gonna leave 'em falling down
you don't have to feel like a waste of space
you're original, cannot be replaced
if you only knew what the future holds
after a hurricane comes a rainbow."
Katy Perry - "Firework" -


 

venerdì 5 ottobre 2012

Last friday night

La trama (con parole mie): ed eccoci di nuovo alle porte del weekend, che con le sue uscite in sala dovrebbe sempre salvarci da lavoro, serate storte, postumi da sbronza e soprattutto dalle panzane che riesce a rifilarci quotidianamente il Cannibale.
Invece, direi che per questa settimana ci tocca sopravvivere: un film potenzialmente potentissimo, una commedia divertente, per il resto nebbia.
In teoria dovremmo stare qui a piangerci addosso, ma tutto sommato, direi che siamo abituati: quindi cerchiamo di prendere il meglio, ed abbandonare il resto all'oblio meritato.


"No, Cannibale, a dormire con te non ci vengo! Lo sai che io e Ford siamo inseparabili!"

Ted di Seth MacFarlane


Il consiglio di Cannibal: da vedere, lasciando Ford a dormire con l’orsetto Teddy e i suoi soporiferi film russian
Ucci, ucci, sento odore di possibile commedia dell’anno. Negli USA è stato il grande successo a sorpresa dell’estate cinematografica, in maniera analoga a Una notte da leoni e Le amiche della sposa nelle passate annate, e quindi le possibilità di avere la Divina Commedia del 2012 ci sono tutte.
D’altra parte l’autore è il geniale Seth MacFarlane, già autore degli esilaranti Griffin, cartoon che a livello di momenti esilaranti ha surclassato persino I Simpson, checché ne dica il conservatore Ford.
Poi c’è Mila Kunis. Voglio dire: Mila Kunis. Lo ripeto ancora una volta per i vecchi con l’Amplifon come Lino Banfi e Lino Ford: c’è Mila Kunis!
Il consiglio di Ford: il migliore amico possibile? Un orso sboccato e tamarro! (E non sto parlando di me!)
Dal creatore della mitica serie Family guy - I Griffin qui in Italia - un buddy movie nel miglior stile di Apatow e Smith che raccoglie l'eredità degli anni ottanta e la trasforma in un irriverente sarabanda sentimentale e di amicizia. Marc Wahlberg perfetto per la parte del mezzo minchione, Mila Kunis che è un cocktail perfetto di bellezza e panesalamismo, e poi Ted, uno dei personaggi più azzeccati degli ultimi mesi.
Non è un Capolavoro, ma regala una manciata di scene a dir poco strepitose: avendolo già visto un paio di mesi fa ed avendo atteso l'uscita italiana, lo vedrete da queste parti all'inizio di settimana prossima.

"E' inutile che cerchi di farmi ubriacare, Cannibale. A dormire con te non ci vengo. Lo sai che io e Ford siamo inseparabili!"

Un sapore di ruggine e ossa di Jacques Audiard
 
 
Il consiglio di Cannibal: un sapore di grande film e di ossa (quelle che spaccherei a Ford buahahah)
Il cinema francese sta vivendo uno splendido momento, la protagonista è quella garanzia di donna che risponde al nome di Marion Cotillard, alla regia ritroviamo quel Jacques Audiard che con il precedente Il profeta aveva messo d’accordo sia me che il mio arrugginito enemy James. Che volere di più?
Sul film ho sentito pareri più che altro positivi, ma anche qualche critica, e se con Ted sento odore di grande commedia, qui sento il sapore di grande dramma. Non so l’incontentabile Ford, ma io con questi due film per questa settimana direi di potermi ritenere soddisfatto.
Il consiglio di Ford: il Cannibale ormai è più arrugginito del vecchio Ford!
A far tornare sulla cresta dell'onda il Cinema francese dopo le ultime poco convincenti proposte apprezzate soltanto dal mio conigliesco antagonista, torna alla carica il regista dello stupefacente Il profeta, che un paio d'anni fa aveva addirittura messo d'accordo anche i due più acerrimi rivali della blogosfera.
La critica non l'ha accolto con lo stesso entusiasmo, ma io resto estremamente fiducioso dell'opera di uno dei registi più interessanti e promettenti degli ultimi anni, alla facciazza di tutti quei radical chic che il Cucciolo eroico tenta inutilmente di propinarci come nuovi messia della settima arte.

"Mi dispiace, Cucciolo, ma devo darti buca: ho già in programma un allenamento con Ford!"
The Apparition di Todd Lincoln


Il consiglio di Cannibal: un’apparizione gliela si può anche concedere
Mila Kunis… Marion Cotillard… e qui pure Ashley Greene.
Cos’è, la settimana della figa?
Nonostante questo horrorino si preannunci tutt’altro che fondamentale, una possibilità all’ennesima storiella di fantasmi gliela riserverei. Certo, non farà paura manco lontanamente, ma dovrebbe bastare per far scappare Jimmy Ford sotto il letto insieme all’orsetto Ted. E con Jimmy Ford non intendo il suo futuro figlio. Intendo proprio il futuro Padre Ford.
The apparition di Todd Lincoln
Il consiglio di Ford: un'apparizione del Cannibale ad un aperitivo organizzato da Ford? Praticamente un miracolo!
Ennesimo film di fantasmi che non aggiungerà nulla al genere - anzi, finirà per togliere qualcosa, probabilmente - che andrà bene giusto come riempitivo nel caso non si riuscisse a recuperare nessuna delle
novità più importanti di questo periodo, o se dovesse venirmi voglia di stroncare un film giusto per sfogare un pò di energie e non mi bastasse il sacco. Potrebbe però sempre essere che la bimbetta teen che si occupa dell'altra metà di questa rubrica possa anche spaventarsi tanto tanto.

"Cannibale, non so come dirtelo, ma anche io sono impegnata con Ford, stasera!"
Step Up 4 Revolution 3D di Scott Speer


Il consiglio di Cannibal: un film con un 4 e un 3D nel titolo contemporaneamente va evitato a priori
Non solo un sequel di un sequel di un sequel, bensì anche una pellicola in 3D. Cosa ho fatto di male per meritarmi tanto?
Io non ho mai visto manco Step Up 1, che invece Ford avrà acquistato in DVD solo per la presenza del suo idolo Channing Tatum. Negli ultimi tempi, nonostante la sua inespressività da tipico attore fordiano, il Tatum sta comunque convincendo sempre più anche me, ma nonostante questo non credo mi recupererò mai nemmeno il primo. Anziché uno step up, io preferisco fare uno step down o, ancora meglio, uno step dritto in faccia a Ford!
Il consiglio di Ford: scommetto che basterà il 3D per far compiere sia a me che al Cannibale uno Step back da questo film.
Step up. 4. In 3D.
Se non fosse che la scorsa settimana sono stato simpaticamente invaso dagli organizzatori del flash mob romano che pubblicizzava questo film, direi quasi che ci aspetta un horror.

"Katniss, mi manda Ford: dice che stasera sei tutto solo!"
All’ultima spiaggia di Gianluca Ansanelli


Il consiglio di Cannibal: ma nemmeno all’ultima spiaggia
Leggo come notizia Ansa che questo film verrà distribuito in ben 250 copie e mi viene l’ansia.
Ci sono film che in Italia manco arrivano, altri che passano con mesi/anni/decenni di ritardo, pellicole come The Artist, e dico il premio Oscar The Artist, che erano state proposte in poche decine di sale, e ‘sta roba mi arriva in 250 cinema?
Il cast pare sia composto da “volti noti di Zelig”. Io non ho idea di chi siano, ma la zeligghizzazione del cinema è qualcosa di persino più atroce di una whiterussianizzazione del web.
Pensavo che Ford quando ha chiesto a me, e non a Gianni Canova o al Morandini, di realizzare insieme una rubrica sulle uscite del weekend fosse all’ultima spiaggia, ma il cinema italiano sì che è davvero all’ultima spiaggia. Forse oltre.
Il consiglio di Ford: non fate come il Cannibale, che ormai è alla deriva, ed evitate questo film!
Considerato che la scorsa settimana è uscito Reality di Garrone, direi che potrete tranquillamente risparmiarvi il primo film italiano da bottigliare della settimana almeno quanto una delle recensioni più
accorate della regina delle suocere, il quipresente Kid. E se pensate che le proposte da Terra dei cachi si limitino a questo, mettetevi l'anima in pace: il weekend in sala si prospetta devastante.

"Ma tu guarda: il gossip cinese è sicuro di una tresca tra Channing Tatum e il Cannibale!"
Un giorno speciale di Francesca Comencini


Il consiglio di Cannibal: lo vedrò in un giorno speciale, tipo il 30 febbraio dell’anno mai
Non ho mai visto film della Comencini e non penso di “comenciare” nemmeno adesso.
Pare sia stato presentato all’ultimo Festival di Venezia addirittura in Concorso, pare, ma io già solo vedendo il trailer mi chiedo per prima cosa come possa essere considerato un film da Festival, e per seconda cosa come ci possa essere gente che vuole andarlo a vedere. Sembra una commedia romantica americana di terzo livello, solo realizzata con mezzi italiani. Sarà anche Un giorno speciale, ma un film speciale non mi sembra.
E, a proposito, sapete quale sarà un altro giorno speciale? Quello in cui su WhiteRussian verrà consigliato un bel film uahahah!
Il consiglio di Ford: un giorno speciale? Quello in cui il Cannibale finalmente chiuderà bottega e passerà a lavorare per il sottoscritto come portaborse! Ahahahahaha!
Ed eccoci al secondo film italiano da bottigliare della settimana. Non che ce l'abbia particolarmente con la Comencini, ma questa sorta di commedia romantica nella cornice della "crisi" mi pare davvero trascurabile, almeno quanto la presenza di Katniss Kid nella blogosfera in questo periodo.
Che sia in crisi anche lui!?

"Fingiamo che sia Il grande Lebowski, giusto per dare un pò di fastidio a Ford!"
Padroni di casa di Edoardo Gabbriellini


Il consiglio di Cannibal: padroni di restare a casa e non guardare questo film
In quanto padrone di casa di Pensieri Cannibali, ordino che Mr. Ford venga immediatamente cacciato fuori.
È ancora qui?
Ancooora?
Visto che proprio non vuole saperne di smammare, sentiamo cos’ha da dire su questo film, perché io, a parte dire che una pellicola con Gianni Morandi mi attira meno di una con JCVD, non so che altro dire…
Gianni Morandi attore e pure presente in colonna sonora? No, per me è davvero troppo!
Il consiglio di Ford: ormai i padroni di casa della blogosfera sono Ford e, ahilui, il suo coinquilino Cannibale.
Nonostante la locandina davvero accattivante e la presenza del sempre più depresso ma ugualmente simpatico Mastandrea, questo film mi attrae meno di una visita guidata nella cameretta del blogger più teen del mondo.
E voi sapete di chi sto parlando, vero!?
Non so darvi una giustificazione precisa - forse che le proposte italiote della settimana non sono proprio roba da strapparsi i capelli -, ma prendetela così, come una bottigliata a priori come quelle che rifilo quotidianamente al mio rivale.

"Forza, Cannibale, dacci dentro: uno su mille ce la fa!"

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...