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giovedì 21 gennaio 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): prosegue spedito questo gennaio che, fino ad ora, è riuscito a regalare buone soddisfazioni a noi spettatori e perfino a mettere quasi d'accordo questo vecchio cowboy ed il suo acerrimo nemico nonchè co-conduttore della rubrica qui presente Cannibal Kid.
A dire il vero il fine settimana che ci aspetta appare sulla carta molto meno interessante di quelli appena trascorsi, ma non è detto che qualche sorpresa faccia capolino in sala pronta a tenere alta la qualità del duemilasedici, partito decisamente meglio del quindici.
Per quanto riguarda il mio rivale, invece, lasciate ogni speranza o voi ch'entrate: lui, di Cinema, non capirà mai nulla.

Ford e i suoi amichetti alla conquista di Casale.
Steve Jobs

"Cannibal, in galleria, per favore: vedi di tacere una volta per tutte."
Cannibal dice: Sono un po' dubbioso, su Steve Jobs. Non sul fondatore di Apple. Intendo sul film. Da una parte mi aspetto che possa essere quasi un nuovo The Social Network, complice la sceneggiatura del buon Aaron Sorkin. Dall'altra sospetto che possa rivelarsi un biopic valido, spero più di Jobs con Ashton Kutcher, ma non fenomenale. Se non altro l'antitecnologico Ford potrà finalmente scoprire chi era Steve Jobs.
Ford dice: nutro parecchi dubbi, su questa nuova versione cinematografica di Steve Jobs, che potrebbe rivelarsi un cult totale - Boyle+Sorkin+Fassbender - o una delusione su tutta la linea.
Sinceramente, spero che non si riveli una cannibalata sopravvalutata qualsiasi ma, al contrario, una fordata con i fiocchi.



Piccoli brividi

Ford in casa Goi.
Cannibal dice: La saga letteraria di Piccoli brividi (che non ho mai letto) approda sul grande schermo. Occhio Ford a non fartela addosso!
Spero che questo film si riveli una pellicola d'intrattenimento fanciullesco di buon livello magari alla Jumanji, ma mi vengono dei brividi, nemmeno tanto piccoli, che possa essere la solita bimbostronzata che va di moda oggi. Una possibilità però quasi quasi gliela darei...
Ford dice: non ho mai letto nulla della saga dei Piccoli brividi, che ricordo furono una delle prime passioni di mio fratello quando faceva le elementari. Onestamente, ho dubbi anche in questo caso, in bilico tra l'impressione di una bambinata inutile ed un Jack Black sempre interprete della parte di Jack Black.
Eppure a Julez ha ricordato Jumanji, e dunque qualche speranza finisco per nutrirla anche io.



Il figlio di Saul

"Non ti azzardare a parlare male di Birdman in presenza di Cannibal, o finisci dritto in cella d'isolamento."
Cannibal dice: Il grande favorito all'Oscar di miglior film straniero dell'anno approda nei cinema italiani. Sarà la solita pellicola sul tema della Seconda Guerra Mondiale ruffianotta, quindi perfetta per WhiteRussian, oppure una visione originale e coraggiosa, quindi una roba molto cannibale?
Ford dice: superfavorito nella corsa all'Oscar come miglior film straniero, Il figlio di Saul potrebbe rivelarsi il primo film importante del duemilasedici a creare una spaccatura tra il sottoscritto e Cannibal, fino ad ora fin troppo concordi rispetto ai grandi nomi visti in sala nel corso di questo gennaio.
Sarà davvero così? C'è solo da sperarlo.



Ti guardo

"Meglio che mi nasconda, se Ford mi sente parlare male di Stallone, mi sbatte in cella d'isolamento."
Cannibal dice: …e io invece no, non ti guardo.
O magari sì?
Considerando che ha vinto il Leone d'Oro all'ultimo Festival di Venezia, una visione molto radical-chic se la potrebbe guadagnare.
Ford dice: sinceramente, sarei più sul "non ti guardo". Anche perchè il Leone d'oro mi puzza di radicalchiccata cannibalata lontano un miglio. E in questo periodo di Creed-dipendenza io voglio solo tamarrate pane e salame fordiane.




The Pills - Sempre meglio che lavorare

"Se abbiamo fatto un film noi, a breve vedrete in sala anche quei due bloggers inutili."
Cannibal dice: Dei The Pills ho visto poco o niente, quindi non ho ancora capito se mi stiano simpatici o meno. Da quel poco che ho capito di loro comunque mi sembrano dei cazzari eterni Peter Pan come me, quindi bravi! Sui fenomeni di YouTube che sbarcano al cinema rimango scettico, ma magari una visione al loro filmetto prima o poi ci potrebbe stare. Sempre meglio vedere il loro film che lavorare. O leggere il blog di Ford.
Ford dice: dei The Pills non conosco nulla, e non sento certo il bisogno di colmare questa mia lacuna.
Come se non bastasse, i fenomeni web mi solleticano più dubbi perfino di Cannibal Kid. Che è tutto dire.



Se mi lasci non vale

"Te l'avevo detto, di non leggere le cose che scrivono quei due bruti di Ford e Cannibal!"
Cannibal dice: Ford, se mi lasci a condurre questa rubrica da solo, vale. Vale eccome.
Quanto al film di e con Vincenzo Salemme, ovviamente, lo lascio lì dov'è.
Ford dice: se Cannibal lasciasse la blogosfera, varrebbe eccome.
Quanto al film di e con Vincenzo Salemme, lo lascio dov'è. E non lo sfioro neppure con il pensiero.


domenica 7 settembre 2014

Venezia 71

La trama (con parole mie): ieri sera si è concluso il Festival di Venezia, uno degli appuntamenti più importanti e glamour dell'annata cinematografica.
Il verdetto, a detta di molti sorprendente, non ha minimamente sconvolto il Saloon ed i suoi gestori. Forse perchè, oltre a non essere presente, a questo giro di giostra il vecchio Ford ha decisamente ignorato la questione.




E' curioso scrivere post che riguardano, di fatto, doveri di cronaca legati agli avvenimenti principali del mondo cinematografico.
Principalmente perchè, di fatto, sono quelli di cui mi interessa meno.
Per questioni esclusivamente economiche, non mi sono mai impegnato per seguire da vicino il Festival di Venezia, e credo non lo farò almeno fino a quando qualcuno non mi pagherà per farlo, così come per gli altri grandi appuntamenti che la settima arte riserva ai suoi appassionati nel corso dell'anno: come se non bastasse, a differenza delle edizioni dal duemilaotto in poi, a questo giro di giostra mi sono limitato ad una veloce scorsa dei nomi in gara, documentandomi svogliatamente qui nella blogosfera e sui quotidiani nel mentre.
Dunque ho ben poco da dire, rispetto all'esito della premiazione, se non che il titolo del film vincitore mi pare incredibilmente radical chic e che sono stanco di scelte campaniliste come la Coppa Volpi alla Rohrwacher - che comincio a detestare -.
Senza dubbio troverete articoli ben più dettagliati di questo, in merito, ma per il momento, a me basta così. Anche perchè mi pare di scrivere su commissione e senza alcun tornaconto.



Dunque taglio corto ed ecco i vincitori:


Leone d'Oro al miglior film: A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson
Leone d'Argento per la regia: Andrei Konchalovski (The Postman's White Nights)
Gran Premio della Giuria: The Look of Silence
Premio Speciale della Giuria: Sivas
Coppa Volpi per il miglior attore: Adam Driver (Hungry Hearts)
Colpi Volpi per la miglior attrice: Alba Rohrwacher (Hungry Hearts)
Premio Osella per la miglior sceneggiatura: Tales (Ghesseha)
Premio Marcello Mastroianni: Romain Paul (Le dernier coup de marteau)


MrFord




giovedì 19 settembre 2013

Thursday's child


La trama (con parole mie): nuova settimana di uscite cinematografiche e nuovo, difficile compito per il sottoscritto ed il suo sempre sgradevole compare di rubrica, Cannibal Kid.
Tolti, infatti, un paio di acuti, questo inizio autunno pare continuare a seguire l'onda della spentissima estate: toccherà alle singole pellicole far ricredere gli spettatori convincendoli che ci siano davvero i presupposti per scommettere sulla settima arte e soprattutto sulle sempre più dispendiose trasferte in sala.
Quello che è sicuro, è che il Cinema avrà sempre più chance del mio rivale.

James Ford e Lauda Kid immortalati all'inizio di una speciale Blog War su pista.
Rush di Ron Howard

Il consiglio di Cannibal: correte (non al cinema, intendo correte via da Ford!)
Film pompatissimo in Italia, per via della passione nel nostro paese per la Formula 1, ma per cui io non condivido tutto quest’entusiasmo. Né per la Formula 1, né per la pellicola. Innanzitutto perché i film sportivi e sulle corse in particolare, a parte il divertente Ricky Bobby con Will Ferrell, si sono spesso rivelati delle notevoli porcherie. E poi perché alla regia c’è Ron Howard. Oh mio Dio, Ron Howard! Già mi stava sulle balle ai tempi di Happy Days, come regista si è poi rivelato molto discontinuo, passando da cose valide ma non capolavori come A Beautiful Mind e Frost/Nixon – Il duello, a cose terribili come Il Grinch o il recente Il dilemma. In più nel cast c’è pure l’ormai onnipresente Pierfrancesco Favino, un altro motivo per non vederlo.
Dall’altra parte c’è comunque una pellicola biografica, per di più ambientata negli anni ’70 e con Olivia Wilde. Una possibilità allora gliela si potrebbe dare, ma senza correre a vederlo a tutta velocità.
Indicazione che per Ford non vale in nessun caso: quello manco con una monoposto da Formula 1 riuscirebbe a superare i 50 all’ora…
Il consiglio di Ford: correte a vederlo, e già che ci siete, anche lontano dal Cannibale!
Grande produzione hollywoodiana con tutti i crismi, Rush non era certo il film che più attendevo da questo settembre: questo fino a quando non vidi per la prima volta il trailer, che riportava con l'adrenalina che solo gli ammmeregani sanno regalare le gesta di uno dei campionati di Formula Uno più avvincenti della Storia, quello del 1976, che vide Lauda e Hunt, rivali ed assolutamente diversi in pista e nella vita, contendersi il titolo fino all'ultima gara.
Per uno come me, appassionato di F1 fin da bambino, un racconto epico come questo vale la visione assicurata: se poi ci si mette una confezione che pare perfetta, ancora meglio.

"Ragazze, capisco che vogliate tutti rifugiarvi da me: quel nerd da strapazzo di Lauda Kid è una noia mortale!"

Sacro GRA di Gianfranco Rosi

Il consiglio di Cannibal: Sacro Kid e profano Ford
Questo è un film documentario sul GRA, il Grande Raccordo Anulare di Roma, e raccontato così è meno appealing di un documentario sul wrestling scritto, diretto e interpretato dal mio blogger rivale Mr. James Ford. Una pellicola del genere potrebbe anzi rivelarsi la comedy dell’anno…
Se quindi è un film sulla carta per nulla interessante, il fatto che abbia vinto il Leone d’Oro all’ultimo Festival di Venezia genere una certa curiosità nei suoi confronti. Se non altro per vedere se merita un premio tanto prestigioso (almeno, una volta lo era) o se è stata solo una trovata nazionalista del presidente di giuria Bernardo Bertolucci. O anche una trovata di marketing per rilanciare il nostro cinema come cinema di qualità. Impresa invero disperata e che un film come questo dubito possa riuscire a fare.
Così come dubito che Ford possa risollevare le sorti del wrestling mondiale, ma quella è un’altra storia che forse ci racconterà lui stesso nel suo imminente docufilm.
Il consiglio di Ford: Sacro Kid? Blasfemo Ford!
Il vincitore dell'ultimo Festival di Venezia è il rebus più complesso di questo inizio autunno: creazione campanilista di Bertolucci o documentario pronto a risollevare le sorti dello stramorto Cinema italiano? Onestamente la mia paura che non si riveli nessuna delle due ipotesi quanto più una mediocre via di mezzo è molto più consistente di quella delle eventuali bottigliate.
Staremo a vedere.
Intanto, per non sprecarne neppure una e tenermi in allenamento, mi rifarò sul mio collega di rubrica.

"Anvedi quel mortaccione der Canibbale! Vole venì a casa nostra a scrive i suoi post per non sta a consumà la sua connessione!"
The Grandmaster di Wong Kar-Wai

Il consiglio di Cannibal: è il sequel di The Littlemaster di Ford ‘Ndo-wai?
Qual è un sinonimo di noia?
Mr. Ford.
E un altro?
Wong Kar-wai.
Mi viene sonno al solo pensiero di vedermi un suo film. Se per giunta è una pellicola di arti marziali della durata di 2 ore e mezza, la ronfata cinamatografica più lunga e soddisfacente dell’anno si sta materializzando davanti ai miei occhi. Ai miei occhi che si stanno già chiudendo.
Il consiglio di Ford: Il Grandmaster di Cannibal è senza dubbio Ford.
Wong Kar Wai è stato uno dei miei idoli assoluti nei primi anni del nuovo millennio, quando da Happy together e Hong Kong Express il mitico regista passava alle meraviglie di In the mood for love e 2046.
Ip man, invece, è un leggendario Maestro di arti marziali praticamente sacro in Cina, nonchè uno dei primi ad aver addestrato nientemeno che Bruce Lee.
L'incontro tra i due, una sorta di ibrido tra il melò d'autore ed il film di botte, la tecnica sopraffina ed in wuxia, non è perfettamente riuscito, e bilancia una prima parte un pò troppo lenta con un finale struggente e bellissimo.
Wong non è lo stesso di qualche anno fa, ma è pur sempre Wong.
Cannibal, invece, resta sempre lui. Purtroppo.
Recensione fordiana a brevissimo.

Katniss Kid e GrandMaster Ford si sfidano a duello.
You’re Next di Adam Wingard

Il consiglio di Cannibal: Ford, you’re next
Gli horror sono sempre un’incognita, soprattutto di questi tempi. Però You’re Next mi ispira un minimo di fiducia, negli USA ne hanno parlato bene e il trailer annuncia una buona dose di tensione e cattiveria. Dopo La notte del giudizio e L’evocazione – The Conjuring, chissà che non sia il next horror movie decente dell’anno. E chissà che la next recensione di Ford non sia finalmente decente.
Il consiglio di Ford: dovremmo sperare nel next o accontentarci di questo?
Negli ultimi tempi l'horror - che di norma genera aberranti pellicole - è riuscito a sorprendere in positivo con il discreto The conjuring: sarà pronto a fare lo stesso questo You're next?
Onestamente non credo, ma attenderò con fiducia la recensione del mio antagonista, in modo da regolarmi su come muovermi a partire dal suo voto: più sarà basso, più il mio hype crescerà.

"Cucciolo, siamo i tuoi nuovi giardinieri: ci manda Ford."
I Puffi 2 di Raja Gosnell

Il consiglio di Cannibal: io ooooooodio i film dei Puffi (e naturalmente pure Fooooooord)
Il primo film dei Puffi era stato davvero una puffata disastrosa, si riveda la mia recensione (http://pensiericannibali.blogspot.it/2011/10/ma-puffatevelo-nel-culo.html). Più che una puffata, una fordianata bambinata assurda. Questo secondo capitolo me lo salto quindi alla grande, anche perché promette di riciclare le già striminzite idee del primo.
Puffi, così come Ford, ormai avete fatto il vostro tempo, adesso andatevene in pensione!
Il consiglio di Ford: Peppa Kid è più irritante del Puffo Quattrocchi.
Dei Puffi conservo il ricordo d'infanzia e poco altro, e vorrei che continuasse così.
Avevo osservato inorridito il trailer del primo, saltandolo a piè pari.
E' evidente che farò lo stesso con il secondo.

"Ciao, sono Quattrocchi Kid, il puffo più insopportabile della Puffosfera!"
Un piano perfetto di Pascal Chaumeil

Il consiglio di Cannibal: un piano perfetto, evitare i film di questa settimana
Commedia romantica leggera che non promette niente di fenomenale. Nonostante la sua provenienza francese, non mi attira particolarmente, anche perché non sono un gran fan di Diane Kruger. Sì, ha fatto Bastardi senza gloria però boh, mi sa di insipida… Inoltre questa commedia dal trailer sembra più scemotta e panettonesca rispetto ai soliti standard francesi, quindi per una volta rinnego gli amati cugini radical-chic francesi e la snobbo così come farà quel burino di Ford.
Il consiglio di Ford: il Cinema francese pare non essere più così perfetto.
Evidentemente, sparate le cartucce migliori lo scorso anno, i nostri cugini d'oltralpe hanno deciso di concedersi una bella stagione di ferie, evitando proposte profonde ed interessanti per concentarsi su robetta che potrebbe interessare soltanto noi della Terra dei cachi.
Questo a meno che i suddetti cugini non abbiano deciso di sfruttare la gallina dalle uova d'oro data dall'ignoranza di noi poveri italiani sfigati. E non negherei la possibilità a priori.
Nel dubbio, comunque, io passo.

"Dammi retta, lascia stare Ford e Cannibal: quei due sono pazzi furiosi."
Il futuro di Alicia Scherson

Il consiglio di Cannibal: nel mio futuro non c’è la visione di questo film
Produzione italo-cilena con Nicolas Vaporidis. E dico Nicolas Vaporidis, per me al momento l’anticinema numero 1, davanti anche a Ford.
Nel futuro di Pensieri Cannibali vedo la recensione di un film con Nicolas Vaporidis. Purtroppo ho fatto l’errore di vederne uno, ma d’ora in poi mi rifiuto di vederne altri, a partire da questo.
Il consiglio di Ford: il futuro del Cinema non è certo Vaporidis.
Vaporidis? Sul serio?
Se volete avere un futuro, cercate di evitarlo.

"Vaporidis, ma tu non ti vergogni neanche un pò di spacciarti per attore? Dimmi la verità!"
Via Castellana Bandiera di Emma Dante

Il consiglio di Cannibal: che è, l’indirizzo di Ford a beneficio dei federali che lo stanno cercando?
Presentato al Festival di Venezia e accolto in maniera piuttosto positiva, s’è pure aggiudicato il premio per la migliore attrice, Elena Cotta, ma a me attira meno di zero, anche perché nel suo cast oltre alla Cotta vanta un’attrice stracotta come Alba Rohrwacher. Tra le cose che mi danno fastidio in un film, subito dopo la presenza di Nicolas Vaporidis e una critica entusiastica da parte del blog WhiteRussian, c’è Alba Rohrwacher, la Nicolas Cage del cinema italiano. Compare dappertutto. Basta! Pretendo un intervento per fermarla. Con o senza il consenso delle Nazioni Unite.
Il consiglio di Ford: l'unico indirizzo che mi interessa è quello del Cannibale, così posso andarlo a prendere a casa insieme a The Rock.
Emma Dante è ormai una realtà teatrale più che consolidata, e dato che il Teatro non naviga nello stesso oro del Cinema, eccola approdare alla settima arte con un titolo accolto discretamente bene all'ultimo Festival di Venezia, ed accolto un po’ meno discretamente bene dal sottoscritto.
Ho infatti l'impressione che si tratti dell'ennesimo tentativo dei nostrani distributori di spacciare per autoriale una proposta che autoriale, di fatto, non è.
Senza contare che non ho voglia di vederlo neanche per scherzo.
A meno che non mi accompagnino in sala Marco Goi e Dwayne Johnson.

"Ascolta, hai ottantadue anni: sei troppo giovane per Ford!"

domenica 8 settembre 2013

Venezia 2013

La trama (con parole mie): e così anche quest'anno si è concluso il Festival di Venezia, con la prima vittoria di una pellicola italiana dopo quindici anni di digiuno. In giro si sente già parlare un gran bene di questo Sacro GRA, staremo a vedere se potrebbe trattarsi di un primo passo del Nostro Cinema verso la luce dopo un oblìo durato troppe stagioni o di un eccesso di campanilismo del Presidente di Giuria Bertolucci.





Sarà la pigrizia lasciata in eredità da un'estate passata a godermi Famiglia, Fordino, Julez, sole e mare, la mia parte lebowskiana, la voglia di godermi gli ultimi giorni prima del rientro al lavoro o chissà cos'altro, ma quest'anno ho finito per snobbare clamorosamente il Festival di Venezia, senza preoccuparmi troppo di chi avrebbe vinto, delle voci e quant'altro.
Non avendo assaggiato ancora nulla del menù proposto dal Lido, attendo che le pellicole principali - a partire dalla vincitrice - passino dalle parti del Saloon e intanto mi limito a riportare freddamente la lista dei premi principali, che ha visto l'Italia tornare protagonista a sorpresa.
Staremo a vedere, come dicevo poco sopra, se si sarà trattato di una vittoria con merito o di un colpo di sole occorso a Bertolucci.
Speriamo bene.


MrFord


 

Leone d’Oro: Sacro GRA di Gianfranco Rosi
Gran premio della giuria: Jiaoyou (Stray Dogs) di Tsai Ming-Liang
Leone d'argento per la migliore regia: Miss Violence di Alexandros Avranas
Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Themis Panou per Miss Violence di Alexandros Avranas
Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Elena Cotta per Via Castellana Bandiera di Emma Dante
Premio Mastroianni per l'attore emergente: Tie Sheridan per Joe di David Gordon Green
Migliore sceneggiatura: Philomena di Stephen Frears, scritta da Steve Coogan e Jeff Pope
Premio speciale della Giuria: Die Frau des Polizisten di Philip Groening
Premio Leone del Futuro Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis: White Shadow di Noaz Deshe
 
 

Sezione Orizzonti
Miglior film: Eastern Boys di Robin Campillo
Migliore regia: Uberto Pasolini per Still Life
Premio speciale: Ruin di Michael Cody e Amiel Courtin-Wilson
Miglior cortometraggio: Kush di Shubhashish Bhutiani

Settimana Internazionale della Critica
Miglior Film: Class Enemy di Rok Bicek
Premio per la migliore fotografia: Inti Briones per Las Niñas Quispe di Sebastián Sepúlveda
Menzione Speciale: Giuseppe Battiston interprete in Zoran, il mio nipote scemo di Matteo Oleotto
Menzione Speciale: Anna Odell per l'insieme del lavoro svolto in The Reunion
 
 

venerdì 14 settembre 2012

Last friday night

La trama (con parole mie): neppure il tempo di polemizzare almeno un pò a proposito della Giuria dell'ultimo Festival di Venezia - o dei premi assegnati, o di Malick fischiato - con il mio antagonista numero uno Cannibale ormai noto come la Regina delle suocere, e subito si riparte con i consigli legati alle uscite del weekend, che con il sopraggiungere dell'autunno si fanno decisamente interessanti.
E così, in bilico tra Leoni d'oro e dubbi d'autore, ecco i Batman e Joker della blogosfera tornare a confrontarsi sulle proposte che ci attendono nei prossimi giorni in sala: quali saranno i consigli più sensati? Inutile anche farsi venire dei dubbi!


"Cannibale, vai pure a quel paese insieme al tuo amico Terrence!"

Prometheus di Ridley Scott


Il consiglio di Cannibal: poco promethente
Punto primo, odio la saga di Alien.
Punto secondo, odio quell’alien di Ford.
Punto terzo, pare che questo film abbia fatto cacare persino parecchi fan della serie sci-fi che a me fa solo schi-fi.
Detti tutti questi tre punti, una visione potrei pure dargliela. Perché negarmi la possibilità di fare una bella recensione stronzatur… ehm, stroncatura?
Non sono mica un bonaccione come Ford che vuole sempre parlare bene di tutti. Tranne quando c’è da parlare di film davvero grandi, come The Tree of Life o Melancholia o La guerra è dichiarata, e solo allora si decide a parlarne male. Dimostrando così di essere il blogger cinematografico meno promethente dell’intera rete internet mondiale.
UPDATE: ho visto il film e non mi è nemmeno dispiaciuto del tutto, per 2/3 almeno, perché la parte finale fa pena. Comunque è guardabile, ma chi si aspetta un capolavoro temo rimarrà deluso e, nel caso di Ford, fetuso.
Recensione cannibale prossimamente.
Il consiglio di Ford: di sicuro più promethente dei pareri del Cannibale.
L'ultima fatica di Scott, malgrado gli effettoni, l'hype e il cast davvero niente male, non ha riscosso il successo che tutti i suoi fan speravano oltreoceano, e promethe di essere un ottimo candidato alle
bottigliate, che spesso e volentieri colpiscono quando anche i grandi registi deludono - vedi Malick -.
E Ridley Scott è un grande regista, per quanto ne possa sparlare quella vecchia suocera del Cannibale: in fondo, uno che snocciola cose come I duellanti, il primo Alien - che non è piaciuto solo al Cucciolo
- e Blade runner una chance la merita sempre. Fosse anche solo per prendersi una bella ripassata dal sottoscritto.

"Dannazione, i film proposti dal Cannibale sono sempre più nauseanti!"
Che cosa aspettarsi quando si aspetta di Kirk Jones


Il consiglio di Cannibal: chiedetelo a Ford
Che cosa aspettarsi quando si aspetta?
Ford ne deve sapere qualcosa, visto che al momento è in dolce attesa. Ebbene sì, per seguire in tutto e per tutto le orme del suo idolo Arnold Schwarzenegger, ha fatto come lui in Junior ed è rimasto incinto.
Il padre del nascituro? Secondo il sito di gossip TMZ, potrebbe essere Sylvester Stallone o Jean-Claude Van Damme, ma sembra che anche Mario Balotelli abbia richiesto il test del DNA.
Che cosa aspettarsi invece da un film che si intitola Che cosa aspettarsi quando si aspetta? Se va bene, una commediola scacciapensieri con un cast all-stars. Se va male, cosa più probabile, una schifosa porcheria con un cast all-stars come Capodanno a New York.
Il consiglio di Ford: non aspettatevi che vada a vedere una roba del genere.
A volte mi chiedo come sia possibile che schifezze abominevoli da comparsata di attori in cerca di una sontuosa retribuzione riescano ad essere distribuite ottenendo un successo ben maggiore di film di
qualità. Forse perchè continuano ad esistere personaggi di dubbio gusto come il mio antagonista che appena sentono parlare di operazioni modaiole sono sempre in prima fila con la bava alla bocca come fosse il primo giorno di saldi. Io mi godo la mia dolce attesa facendo finta che titoli come questo non esistano.

"Caro, preferisci sia maschio o femmina?" "Basta che non sia il Cannibale, e sarò l'uomo più felice del mondo!"
È stato il figlio di Daniele Ciprì


Il consiglio di Cannibal: chi vi ha consigliato un film schifoso? È stato il Ford!
È stato il figlio è stato presentato a Venezia e vanta come protagonista Toni Servillo, però…
Mi attira meno di zero o, come si dice dalle mie parti, meno di Ford.
Se proprio si rivelerà una visione bellissima, da non perdere, segnalatemelo. Altrimenti me lo risparmio in scioltezza.
Mi stavo rivolgendo ai magnifici lettori di Pensieri Cannibali e a quelli meno magnifici di WhiteRussian che però potrebbero diventare più magnifici se solo si spostassero su Pensieri Cannibali. Ford, tu invece segnalamelo se a te ha fatto schifo, in tal caso potrebbe risultare un film davvero interessante.
Il consiglio di Ford: chi è più rigido di una vecchia zitella, ha i gusti di una pischella adolescente ed ha reso la critica cinematografica online un giocattolo per il suo ego smisurato? Il Cannibale, of course.
Servillo a parte - che ormai è davvero ovunque e comincia a darmi sui nervi - il film dell'ottimo Ciprì è stato presentato a Venezia con un buon successo, e nonostante in qualche modo rappresenti il tipico film
italiano che potrebbe irritarmi mi ha molto incuriosito, specie se le voci che lo vedono come un erede della grande tradizione del neorealismo si rivelassero fondate.
Dalle mie parti è segnato, come ogni proposta che fa storcere il naso al Cannibale.

"Cucciolo, vieni fuori! Smettila di nasconderti, o ti scateno contro il Ford!"
Gli Equilibristi di Ivano De Matteo


Il consiglio di Cannibal: in equilibrio tra “non lo vedrò mai” e “magari lo vedrò se proprio tutti gli altri film del mondo finiscono”
Altro film italiano proveniente da Venezia. Pure questo non è che mi attizi tanto quanto i pollici di Megan Fox, però mi ispira un pochino di curiosità in più rispetto a È stato il Ford. Ma comunque mi ispira davvero poco e allora, se a Venezia l’hanno presentato nella sezione Orizzonti, a casa mia lo si vedrà lontano lontano, sull’orizzonte.
Ford? Lui nemmeno all’orizzonte. Ho reclutato un branco di Expendables, che in quanto mercenari non si sono fatti scrupoli a “tradirlo” per un pacco di steroidi, in modo da tenerlo il più possibile lontano dalla mia vista.
Il consiglio di Ford: l'equilibrio mentale del Cucciolo eroico è ormai compromesso.
Questo mi pare proprio uno di quei film pubblicizzati tanto per fare dai finti alternativi e presunti geni del Cinema come il mio antagonista dai quali io mi tengo felicemente alla larga, un pò come il Cannibale dal Cinema divertente e spensierato.
Lascio dunque lui e pellicole di questa risma sprofondare oltre l'orizzonte dell'oblio, e passo oltre per cose decisamente più degne di nota.

"Ascolta, devo proprio dirtelo: questo taglio di capelli fa pietà. Somiglia troppo a quello del Cannibale."
Pietà di Kim Ki-duk


Il consiglio di Cannibal: che Ford abbia Pietà di noi
Il recente vincitore della Mostra del Cinema di Venezia è un film che sembra interessante, di certo è il più promethente della settimana. Considerando come il mio rapporto con Kim Ki-duk finora è stato piuttosto soporifero, grazie alla visione di Ferro 3 sponsorizzata proprio da Mr. James Boring, non posso però garantire che il mio entusiasmo sarà pari a quello della giuria di Venezia.
Che poi, a dirla tutta, Michael Mann e gli altri giurati del festival avrebbero voluto dare il Leone d’Oro a The Master dell’immenso Paul Thomas Anderson, salvo poi scoprire che non potevano assegnare più di 2 premi allo stesso film e decidendo così di ripiegare sul film di Kim Chiiiii?-duk.
E adesso Ford, dicci la tua opinione ma abbi Pietà di noi ed evita di raccontarci tutta la tua vita prima di arrivare a parlare del film…
Il consiglio di Ford: abbiate pietà del Cannibale e delle sue discutibili prese di posizione.
Kim Ki-Duk è uno dei registi più importanti che l'Oriente abbia lanciato negli ultimi vent'anni, nonchè l'unico - forse con Bong Joon Ho - a raccogliere l'eredità del primo Kitano. Pietà - o Pieta, come in originale -promette di essere un ritorno alla durezza dei suoi primi lungometraggi, roba da far tremare i mobili molto più dell'ormai perso per strada Park Chan Wook.
Film della settimana - e forse uno di quelli dell'anno - a mani basse, nonostante anche al sottoscritto sia dispiaciuto non veder premiato The master, uno dei titoli più attesi della stagione anche al Saloon.

"Non ho trovato un castoro, ma secondo me al vecchio Mel va bene anche questa!"

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