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giovedì 4 aprile 2013

E' stato il figlio

Regia: Daniele Ciprì
Origine: Italia
Anno: 2012
Durata: 90'




La trama (con parole mie): la famiglia Ciraulo vive di quanto Nicola, padre di Serenella e Tancredi, recupera aiutato dal figlio e dal suo vecchio genitore dalle navi in disarmo, rivendendo metallo per non annaspare tra un debito e l'altro nel profondo della periferia di Palermo.
Tutto pare scorrere in una routine quasi normale fino a quando a seguito di un regolamento di conti che vede protagonista il cugino di Tancredi la piccola Serenella viene uccisa da un proiettile vagante: spinto da un consiglio amichevole, Nicola avvia la trafila burocratica che dovrebbe portare ad un risarcimento dello Stato legato alle vittime della Mafia.
E' l'inizio di un vero e proprio calvario per i Ciraulo che, al momento dell'arrivo della sospirata cifra, avranno già minato il loro equilibrio riversando tutti i sogni, le aspettative e la voglia di riscatto nell'acquisto di una Mercedes che possa farli apparire come i signori del quartiere.
Ma i guai saranno appena al principio. 



Negli ultimi anni il Cinema italiano ha vissuto uno dei suoi periodi indubbiamente più cupi, con pochissime proposte di valore a doversi dannare facendo da contrappeso ad una quantità esagerata di titoli di bassissima lega che, a scapito di titoli ben più interessanti usciti all'estero, continuano ad occupare sale inutilmente impedendo, di fatto, la distribuzione dei suddetti.
Quando, dunque, a fare capolino sul grande e piccolo schermo sono invece proposte che meritano spazio e considerazione, è sempre un piacere parlarne, quasi grazie alle stesse si potesse prendere una boccata d'aria sana rispetto all'apnea cui siamo soliti fare fronte settimana dopo settimana: è il caso di E' stato il figlio, interessantissimo lavoro firmato da Daniele Ciprì - che qui in casa Ford si amava già dai tempi delle collaborazioni con il suo socio Maresco - in concorso all'ultimo Festival di Venezia ed anche ai tempi accolto con buon successo dal pubblico come dalla critica.
In bilico tra romanzo popolare e opera d'autore - splendida, come sempre nelle opere del regista, la fotografia -, commedia grottesca e macchiettistica e dramma senza ritorno, satira sociale e ritratto di un'Italietta che tutti noi ben conosciamo, seppur rapportata ad epoche e luoghi differenti da quelli cui siamo abituati la vicenda della famiglia Ciraulo è il gusto estetico di Sorrentino - soprattutto quello de L'amico di famiglia - che assorbe la pacchiana estetica di Tano da morire, l'arte di arrangiarsi che diviene rappresentazione - teatrale quanto la messa in scena - di un Paese allo sbando come il suo popolo, pronto ad attaccarsi a finanziamenti statali e status symbol che possano permettere di apparire ben più importanti, sicuri ed invincibili di quanto non si sia in realtà.
Peccato soltanto per uno script non sempre all'altezza delle ambizioni artistiche e di analisi sociale dell'opera, che finisce per lasciare in secondo piano sottotrame potenzialmente interessanti - lo strozzino, il rapporto tra Tancredi ed il padre, il ruolo di Busu nel presente di narrazione - sacrificandole sull'altare dell'immediatezza e dell'apparente leggerezza dell'opera, forse sperando in questo modo di stupire ancor di più lo spettatore con una conclusione amarissima e terribile, ed una sequenza - quella che porta al titolo della pellicola - da brividi per intensità e contenuti, emblema di quello che la Mercedes tanto ambita da Nicola Ciraulo e famiglia diviene se applicata ad eventi apparentemente fuori dal controllo e dalla scombinata ma confortante quotidianità.
Come fu, inoltre, per La prima cosa bella di Virzì, la collocazione temporale non influenza il fatto che in questi specchi deformanti - ma solo fino ad un certo punto - sia presente tutto il carattere - in qualsiasi accezione si possa pensare allo stesso - del Nostro Paese, che ormai ci ha abituati a scenari che da grotteschi sono divenuti tristemente reali, figli di una cultura fortemente sponsorizzata da una certa parte politica che ha portato ad alimentare il desiderio di "Mercedes" dell'italiano medio impegnato in lavori che non lo gratificano, pronto a ritagliarsi la sua fetta di ruberie ed impegnato a dimostrare che la sua famiglia è e resta la migliore del circondario, sempre che non le si vada a guardare in casa o sotto i tappeti.
La polvere di questa Terra dei cachi in disarmo come le navi disossate dai disperati come Nicola, che non riconosce suo figlio, incapace di riconoscersi a sua volta in uno stato sociale che non gli apparterrà mai e costretto a rifugiarsi in coda all'ufficio postale, o nelle storie che tanto criticava del nonno, ma trova un esempio di carattere e senso compiuto proprio tra le mani di quello che sarà il suo assassino.
Almeno fino a prova contraria.
Perchè alla fine, lo dice anche la famiglia, è stato il figlio.
Conviene a tutti, quasi quasi anche a Tancredi.
O forse no. Ma tanto nessuno lo verrà a sapere.
Non in questo Paese dalla mano lunga facile e dalle bocche cucite.


MrFord


"I come italiani i come italiani
I come innamorati i come idioti
I come i piu' furbi insospettabili
I come italiani incorregibili
I come incazzati incorruttibili
I come impossibile non amarli piu'."
Fabio Concato - "Bell'Italia" -
 






venerdì 14 settembre 2012

Last friday night

La trama (con parole mie): neppure il tempo di polemizzare almeno un pò a proposito della Giuria dell'ultimo Festival di Venezia - o dei premi assegnati, o di Malick fischiato - con il mio antagonista numero uno Cannibale ormai noto come la Regina delle suocere, e subito si riparte con i consigli legati alle uscite del weekend, che con il sopraggiungere dell'autunno si fanno decisamente interessanti.
E così, in bilico tra Leoni d'oro e dubbi d'autore, ecco i Batman e Joker della blogosfera tornare a confrontarsi sulle proposte che ci attendono nei prossimi giorni in sala: quali saranno i consigli più sensati? Inutile anche farsi venire dei dubbi!


"Cannibale, vai pure a quel paese insieme al tuo amico Terrence!"

Prometheus di Ridley Scott


Il consiglio di Cannibal: poco promethente
Punto primo, odio la saga di Alien.
Punto secondo, odio quell’alien di Ford.
Punto terzo, pare che questo film abbia fatto cacare persino parecchi fan della serie sci-fi che a me fa solo schi-fi.
Detti tutti questi tre punti, una visione potrei pure dargliela. Perché negarmi la possibilità di fare una bella recensione stronzatur… ehm, stroncatura?
Non sono mica un bonaccione come Ford che vuole sempre parlare bene di tutti. Tranne quando c’è da parlare di film davvero grandi, come The Tree of Life o Melancholia o La guerra è dichiarata, e solo allora si decide a parlarne male. Dimostrando così di essere il blogger cinematografico meno promethente dell’intera rete internet mondiale.
UPDATE: ho visto il film e non mi è nemmeno dispiaciuto del tutto, per 2/3 almeno, perché la parte finale fa pena. Comunque è guardabile, ma chi si aspetta un capolavoro temo rimarrà deluso e, nel caso di Ford, fetuso.
Recensione cannibale prossimamente.
Il consiglio di Ford: di sicuro più promethente dei pareri del Cannibale.
L'ultima fatica di Scott, malgrado gli effettoni, l'hype e il cast davvero niente male, non ha riscosso il successo che tutti i suoi fan speravano oltreoceano, e promethe di essere un ottimo candidato alle
bottigliate, che spesso e volentieri colpiscono quando anche i grandi registi deludono - vedi Malick -.
E Ridley Scott è un grande regista, per quanto ne possa sparlare quella vecchia suocera del Cannibale: in fondo, uno che snocciola cose come I duellanti, il primo Alien - che non è piaciuto solo al Cucciolo
- e Blade runner una chance la merita sempre. Fosse anche solo per prendersi una bella ripassata dal sottoscritto.

"Dannazione, i film proposti dal Cannibale sono sempre più nauseanti!"
Che cosa aspettarsi quando si aspetta di Kirk Jones


Il consiglio di Cannibal: chiedetelo a Ford
Che cosa aspettarsi quando si aspetta?
Ford ne deve sapere qualcosa, visto che al momento è in dolce attesa. Ebbene sì, per seguire in tutto e per tutto le orme del suo idolo Arnold Schwarzenegger, ha fatto come lui in Junior ed è rimasto incinto.
Il padre del nascituro? Secondo il sito di gossip TMZ, potrebbe essere Sylvester Stallone o Jean-Claude Van Damme, ma sembra che anche Mario Balotelli abbia richiesto il test del DNA.
Che cosa aspettarsi invece da un film che si intitola Che cosa aspettarsi quando si aspetta? Se va bene, una commediola scacciapensieri con un cast all-stars. Se va male, cosa più probabile, una schifosa porcheria con un cast all-stars come Capodanno a New York.
Il consiglio di Ford: non aspettatevi che vada a vedere una roba del genere.
A volte mi chiedo come sia possibile che schifezze abominevoli da comparsata di attori in cerca di una sontuosa retribuzione riescano ad essere distribuite ottenendo un successo ben maggiore di film di
qualità. Forse perchè continuano ad esistere personaggi di dubbio gusto come il mio antagonista che appena sentono parlare di operazioni modaiole sono sempre in prima fila con la bava alla bocca come fosse il primo giorno di saldi. Io mi godo la mia dolce attesa facendo finta che titoli come questo non esistano.

"Caro, preferisci sia maschio o femmina?" "Basta che non sia il Cannibale, e sarò l'uomo più felice del mondo!"
È stato il figlio di Daniele Ciprì


Il consiglio di Cannibal: chi vi ha consigliato un film schifoso? È stato il Ford!
È stato il figlio è stato presentato a Venezia e vanta come protagonista Toni Servillo, però…
Mi attira meno di zero o, come si dice dalle mie parti, meno di Ford.
Se proprio si rivelerà una visione bellissima, da non perdere, segnalatemelo. Altrimenti me lo risparmio in scioltezza.
Mi stavo rivolgendo ai magnifici lettori di Pensieri Cannibali e a quelli meno magnifici di WhiteRussian che però potrebbero diventare più magnifici se solo si spostassero su Pensieri Cannibali. Ford, tu invece segnalamelo se a te ha fatto schifo, in tal caso potrebbe risultare un film davvero interessante.
Il consiglio di Ford: chi è più rigido di una vecchia zitella, ha i gusti di una pischella adolescente ed ha reso la critica cinematografica online un giocattolo per il suo ego smisurato? Il Cannibale, of course.
Servillo a parte - che ormai è davvero ovunque e comincia a darmi sui nervi - il film dell'ottimo Ciprì è stato presentato a Venezia con un buon successo, e nonostante in qualche modo rappresenti il tipico film
italiano che potrebbe irritarmi mi ha molto incuriosito, specie se le voci che lo vedono come un erede della grande tradizione del neorealismo si rivelassero fondate.
Dalle mie parti è segnato, come ogni proposta che fa storcere il naso al Cannibale.

"Cucciolo, vieni fuori! Smettila di nasconderti, o ti scateno contro il Ford!"
Gli Equilibristi di Ivano De Matteo


Il consiglio di Cannibal: in equilibrio tra “non lo vedrò mai” e “magari lo vedrò se proprio tutti gli altri film del mondo finiscono”
Altro film italiano proveniente da Venezia. Pure questo non è che mi attizi tanto quanto i pollici di Megan Fox, però mi ispira un pochino di curiosità in più rispetto a È stato il Ford. Ma comunque mi ispira davvero poco e allora, se a Venezia l’hanno presentato nella sezione Orizzonti, a casa mia lo si vedrà lontano lontano, sull’orizzonte.
Ford? Lui nemmeno all’orizzonte. Ho reclutato un branco di Expendables, che in quanto mercenari non si sono fatti scrupoli a “tradirlo” per un pacco di steroidi, in modo da tenerlo il più possibile lontano dalla mia vista.
Il consiglio di Ford: l'equilibrio mentale del Cucciolo eroico è ormai compromesso.
Questo mi pare proprio uno di quei film pubblicizzati tanto per fare dai finti alternativi e presunti geni del Cinema come il mio antagonista dai quali io mi tengo felicemente alla larga, un pò come il Cannibale dal Cinema divertente e spensierato.
Lascio dunque lui e pellicole di questa risma sprofondare oltre l'orizzonte dell'oblio, e passo oltre per cose decisamente più degne di nota.

"Ascolta, devo proprio dirtelo: questo taglio di capelli fa pietà. Somiglia troppo a quello del Cannibale."
Pietà di Kim Ki-duk


Il consiglio di Cannibal: che Ford abbia Pietà di noi
Il recente vincitore della Mostra del Cinema di Venezia è un film che sembra interessante, di certo è il più promethente della settimana. Considerando come il mio rapporto con Kim Ki-duk finora è stato piuttosto soporifero, grazie alla visione di Ferro 3 sponsorizzata proprio da Mr. James Boring, non posso però garantire che il mio entusiasmo sarà pari a quello della giuria di Venezia.
Che poi, a dirla tutta, Michael Mann e gli altri giurati del festival avrebbero voluto dare il Leone d’Oro a The Master dell’immenso Paul Thomas Anderson, salvo poi scoprire che non potevano assegnare più di 2 premi allo stesso film e decidendo così di ripiegare sul film di Kim Chiiiii?-duk.
E adesso Ford, dicci la tua opinione ma abbi Pietà di noi ed evita di raccontarci tutta la tua vita prima di arrivare a parlare del film…
Il consiglio di Ford: abbiate pietà del Cannibale e delle sue discutibili prese di posizione.
Kim Ki-Duk è uno dei registi più importanti che l'Oriente abbia lanciato negli ultimi vent'anni, nonchè l'unico - forse con Bong Joon Ho - a raccogliere l'eredità del primo Kitano. Pietà - o Pieta, come in originale -promette di essere un ritorno alla durezza dei suoi primi lungometraggi, roba da far tremare i mobili molto più dell'ormai perso per strada Park Chan Wook.
Film della settimana - e forse uno di quelli dell'anno - a mani basse, nonostante anche al sottoscritto sia dispiaciuto non veder premiato The master, uno dei titoli più attesi della stagione anche al Saloon.

"Non ho trovato un castoro, ma secondo me al vecchio Mel va bene anche questa!"

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