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martedì 28 aprile 2015

Tuesday's child


La trama (con parole mie): e dopo la clamorosa ed inaspettata delusione che gli Avengers hanno riservato al sottoscritto la scorsa settimana, toccherà a questo giro al mio pusillanime rivale Cannibal Kid rimanere scottato con il documentario dedicato a Kurt Cobain che ha finito per farci anticipare l'uscita della rubrica dedicata alle uscite settimanali al martedì?
Speriamo di sì, anche perchè prima o poi il Destino dovrà decidersi a punire il Cucciolo Eroico per tutte le stronzate che riesce a sparare, in questa rubrica e dalle sue parti: in caso contrario, un giorno o l'altro dovrò proprio organizzare una bella gita a Casale.


"La prossima volta che mi consigli un film che ti ha suggerito Cannibal, ti faccio diventare la vittima numero quarantacinque."


Cobain: Montage of Heck
"I film suggeriti da Peppa Kid? Una tristezza!"


Cannibal dice: Non sono uno che tende a mitizzare artisti e cantanti come fa Ford con Justin Bieber e i One Direction, però se c'è una figura che per me è sempre rimasta avvolta più nella leggenda che nella realtà è quella di Kurt Cobain. Sono quindi davvero curioso di vedere questo documentario che dovrebbe andare a mostrare il lato più intimo e privato del cantante dei Nirvana. Mentre ancora devo guardare Citizenfour, il mio documentario del cuore dell'anno mi sa che sarà questo Montage of Heck.
Ford dice: sono molto curioso a proposito di questo documentario. Del resto, Cobain è stato uno dei musicisti più importanti della fine del secolo scorso, e per quanto continui a considerarlo un povero cazzone per aver buttato via la vita a neppure trent'anni con dalla sua il talento, la ricchezza, la bellezza ed una figlia appena nata - senza contare fan scalmanati in tutto il mondo -, la curiosità resta. Poi, certo, non essendo più un quindicenne impazzito come il mio rivale, rimetterò al suo posto perfino il signor Nevermind.





 Child 44 - Il bambino n. 44




"Ora sai che succede quando mi si suggerisce di vedere un film consigliato da Pensieri cannibali."


Cannibal dice: Un film che nelle pubblicità viene spacciato come il nuovo di Ridley Scott, come se dopo gli ultimi atroci film alla The Counselor fosse un vanto, ma in realtà è firmato da tale Daniel Espinosa. Comunque sia si tratta di un thriller storico ambientato nella Russia anni '50 con un cast capitanato da Tom Hardy, Noomi Rapace e Joel Kinnaman. Ucci ucci, sento puzza di pellicola da fordianucci.
Ford dice: quando una campagna pubblicitaria è massiccia come quella di Child 44, soprattutto se legata ad un titolo che parla di serial killer e morti ammazzati, la puzza di fregatura pare avvertirsi lontana miglia.
Speriamo che le aspettative basse ed un cast sulla carta più che rispettabile possano contribuire a rendere questo film la sorpresa della settimana, e non la solita cannibalata.





 Run All Night - Una notte per sopravvivere



"Ecco Ford, ora lo faccio secco: così impara a parlare male delle mie mani!"


Cannibal dice: Di recente ho parlato con mia somma sorpresa bene di un film con Liam Neeson, Taken 3. Che è un po' come se parlassi bene di James Ford. Sul fatto che possa andargli bene di nuovo, intendo a Neeson non a Ford, la vede molto dura. Anche perché questo Run All Night sembra proprio una porcheria action criminale al 100% fordiana.
Ford dice: come ben sapete, adoro l'action tamarra che tanto infastidisce il mio pusillanime rivale. Peccato che Liam Neeson, l'uomo dalle mani più brutte del mondo, c'entri un pò come Cannibal Kid con il wrestling. Dunque, a meno che non mi scappi la voglia di massacrare un titolo a caso, credo lascerò questo Run all night nel felice limbo dei dimenticati e dimenticabili.





 Le streghe son tornate
"Ora vedete di dirmi dove sono quei due imbecilli di Ford e Cannibal: devo dar loro una ripassata!"

Cannibal dice: Tremate tremate, le fordianate son tornate. Del regista spagnolo Alex de la Iglesia non so bene cosa pensare. Ho visto giusto due dei suoi film: uno, Ballata dell'odio e dell'amore l'ho trovato una pretenziosa cacchiata clownesca e fordiana, l'altro, Oxford Murders, un thrillerino piuttosto affascinante. Magari questo Le streghe son tornate mi chiarirà di più le idee: potrebbe essere divertente, anche se la probabilità che sia un'altra gran cacchiata fordianata è alta.
Ford dice: Alex De La Iglesia è un tipo davvero strano. Ho trovato alcuni suoi lavori molto interessanti ed altri assolutamente inguardabili. Certo, più di quanto raccolga dalle mie parti Peppa Kid, ma è comunque pochino. Sinceramente queste streghe mi ispirano ben poco, ma considerata, per l'appunto, la pochezza delle proposte di questo periodo, potrei anche prendermi questo rischio.






Ritorno al Marigold Hotel
"Niente male questo ricovero per vecchi alcolisti. Me l'ha consigliato Ford."

Cannibal dice: Non solo hanno fatto un Marigold Hotel, che io ho evitato come gli appestati, adesso pure un sequel?
Ma questo è il trionfo della terza età, anzi della quarta. Quella in cui si trova Ford.
Ford dice: avevo già evitato accuratamente Marigold Hotel, un film da ora del the giusto giusto per le signore di una certa età e per i pusillanimi come Cannibal Kid, e non credo proprio correrò in sala per sciropparmi un sequel che mi pare già inutile.


 I 7 nani
"I sette Cannibal: Peppolo, Cucciolo, Pusillanimo, Malicko, Katniko, Kurtolo e Lars."

Cannibal dice: Va beh, questo lo lascio direttamente a quell'eterno bambinone, nato già vecchio. Non parlo di Benjamin Button, ma di Ford.
Ford dice: dopo Once upon a time, Cenerentola, Maleficent e chi più ne ha, più ne metta, vorrei girare alla larga dal mondo delle fiabe tanto quanto da quello del Cannibale.





 Basta poco
"Basta poco, in Italia, per produrre film inutili."
Cannibal dice: Basta poco per fare un bel film. Ma mi sa che quel poco qui dentro non è presente.
Ford dice: basta poco per capire cosa significa non capire una beata mazza di Cinema. Basta leggere Pensieri Cannibali. Ahahahahahah!
Dovevo parlare di un film!? Non ne vedo alcuno, in questo caso.



martedì 13 novembre 2012

Ballata dell'odio e dell'amore

Regia: Alex De La Iglesia
Origine: Spagna
Anno: 2010
Durata: 107'




La trama (con parole mie): Javier non è mai stato un bambino. Almeno non come lo si potrebbe intendere nell'immaginario comune. Suo padre, un clown da risata finito a combattere il regime nel 1937, nel pieno dell'ascesa di Franco, ha lasciato sulle sue spalle l'eredità del mestiere con l'avvertimento per il ragazzo di non intraprendere la sua stessa carriera, concentrandosi invece sul ruolo di maschera triste, maggiormente adatta alla storia personale del giovane.
Nel 1973, nel pieno del viale del tramonto dello stesso Franco, Javier trova lavoro proprio come clown triste in un circo scombinato e sempre ad un passo dal fallimento: qui conosce Natalia, bellissima acrobata legata sentimentalmente a Sergio, pagliaccio da risata che adora i bambini ed è incline ad alcool e violenza, spesso dirottata proprio sulla donna.
Tra quest'ultima e Javier nasce un sentimento di complicità, che porterà inesorabilmente alla rovina non soltanto il circo, ma tutti i suoi componenti, in un crescendo di caos generato dall'amore e dall'odio.





Onestamente, avrei davvero voglia di prendere a sonore bottigliate quel disgraziato di Alex De La Iglesia: lo strambo ed incostante regista iberico, autore di pellicole decisamente fuori dagli schemi come Perdita Durango, torna alla ribalta con quella che sarebbe potuta diventare la sua opera più importante, potente e complessa, costruita interamente sulle spalle cadenti ed il viso martoriato di Javier, clown triste che pare non avere una sola possibilità rispetto all'avere una vita almeno vagamente appagante e felice.
Una sorta di Tim Burton mandato in elettroshock da Tarantino, per intenderci.
E invece che cosa mi combina, quel disperato? Nel corso della prima metà del film tesse i fili per un lavoro profondo e struggente sull'amore che possa essere un parallelo con il dramma che la Spagna visse dalla Guerra Civile alla fine della dittatura franchista - un pò quello che fece Almodovar nel meraviglioso Carne tremula -, definendo i personaggi alla grande ed inserendoli in una cornice curatissima, dark e splatter, romantica e struggente, magica ed estremamente terrena avvalendosi di due appoggi per il protagonista di assoluto rispetto, charachters tridimensionali e traboccanti passione e sesso come Sergio e Natalia.
Poi, preso da un non so quale tipo di fervore dalle venature praticamente action, trasforma quella che era una sorta di poesia scritta con il sangue in un vero e proprio circo di morte, esplosioni, scelte decisamente appariscenti - le deturpazioni che subiscono sia Javier che Sergio - ed un progressivo abbandono della parte più legata ai sentimenti che finisce per impoverire l'intero lavoro dando l'impressione che, una volta disposti i pezzi sulla schacchiera, De La Iglesia si sia ritrovato con l'impressione di non sapere più come utilizzarli.
Certo, la qualità resta alta ed alcuni passaggi assolutamente grotteschi - la parentesi di Javier alle "dipendenze" dei franchisti pare quasi uscita da Bunuel - lasciano piacevolmente sorpresi, eppure la decisione di abbandonare repentinamente la vena "alta" della storia per concentrarsi sulla componente pulp, molto pulp e pure troppo questa volta non ripaga l'autore, che rischia fino all'ultimo - e si salva davvero per poco - di incorrere nelle ire del sottoscritto, per di più costretto alla visione in un letto d'ospedale a seguito del recente intervento alle tonsille.
Un vero peccato, perchè se sviluppata meglio, questa ballata - e in effetti, lo spirito della prima metà pare proprio quello - avrebbe potuto definire uno standard nuovo - e senza dubbio alto - per la parte più aggressiva del Cinema spagnolo, che comincia a sentire la mancanza di qualcuno in grado di assestare colpi bassi e cattivi: resta comunque una visione discreta, curata benissimo dal punto di vista tecnico - splendida la fotografia, perfetto il cast, dalla metamorfosi di Javier alla bellezza mozzafiato di Natalia, resa praticamente irresistibile - e sicuramente spettacolare da molti punti di vista, viziata però inesorabilmente dall'incapacità di imbrigliarla del suo stesso regista.
Oltre a lui merita una sonora vagonata di calci rotanti anche la distribuzione italiana, che porta in sala questo titolo con un ritardo colpevolissimo, e ribadisce per l'ennesima volta la situazione assolutamente scandalosa in cui versa il mercato cinematografico - oltre che alla qualità delle proposte made in Terra dei cachi - del Nostro Paese: arrivati a questo punto non dovremmo neppure scandalizzarci troppo, ma non riesco proprio a trattenermi quando si reiterano allo sfinimento - del pubblico - episodi di questo genere.
Tornando a De La Iglesia e al film, mi sento in ogni caso e nonostante la mia parziale delusione di consigliarne la visione, che risulterà intensa e violenta - non solo in senso fisico - praticamente per ogni tipologia di audience, mettendo sul piatto due argomenti fortissimi come l'Amore - e qui si gioca quasi sempre sul sicuro - e la Storia - considerato che il dramma della Guerra Civile spagnola è spesso sottovalutato dalle nostre parti, intenti a concentrarci sul secondo conflitto mondiale -: armatevi dunque di una certa disposizione d'animo alla sofferenza e alla tristezza - del resto il titolo originale, Balada triste de trompeta, dice tutto -, al sangue e alle lacrime, al sesso e alla morte, e buttatevi a capofitto.
Può anche essere che, non conoscendo Iglesia o non confidando troppo, questa ballata possa ipnotizzarvi più di quanto sia riuscita a fare con il sottoscritto.



MrFord



"Con tanto llanto de trompeta
mi corazón desesperado
mas yo ando recordando
mi pasado
aaah aaah aaah… aay
aaah aaah aaah… aay."
Raphael - "Balada de la trompeta" -


giovedì 8 novembre 2012

Thursday's child

La trama (con parole mie): alle spalle l'eccezione della scorsa settimana, si torna alla vecchia nuova programmazione del giovedì per le uscite in sala, sempre in compagnia del sottoscritto e del sempre più egoriferito Cannibale, in attesa della prossima Blog War che ci vedrà presto protagonisti.
Per una volta, però, c'è da dire che nonostante alcune pessime uscite, ci sarà spazio anche per titoli decisamente interessanti che meriterebbero almeno una visione.
Dunque fate conto che il peggio non ci sia - un pò quello che faccio io rispetto ai commenti del mio antagonista - e andate avanti con il resto!

"Con la sola imposizione delle mani, posso tramutare il Cannibale in un coniglio gigante!"
Argo di Ben Affleck



Il consiglio di Ford: molto meglio un Argo, di un Cucciolo Eroico, se volete un vero amico a quattro zampe!
Ben Affleck torna dietro la macchina da presa dopo la prova più che discreta di The town - convincente ma non fino in fondo -: questa volta potrebbe essere quella buona per l'ex bisteccone di confermare una maturità decisamente maggiore come regista rispetto a quella - decisamente scarsa - come attore. Senza la sorpresa di Red lights, l'avrei dichiarato film della settimana a mani basse. Azione, thrilling, un cast ricchissimo ed un sottotesto che pare una critica feroce al mondo dorato hollywoodiano paiono essere gli ingredienti perfetti per un titolo che promette di essere una delle ultime grandi sorprese della stagione - e di un novembre, sappiatelo, molto povero di proposte decenti -.
Il consiglio di Cannibal: un film arguto? Ben bene, Ben!
Nonostante come attore non sia (quasi) mai stato granché convincente, Ben Affleck si è reinventato come regista e a sorpresa è pure un signor regista. Dopo il valido Gone Baby Gone e il grandioso The Town, adesso Ben si può confermare tra i directors americani più in forma del momento. Per farlo ha a disposizione una storia vera accaduta nel 1979. La nascita di Ford? No, lui in realtà è nato sì nell’anno ’79, ma del 1800. Il film più promettente della settimana, anche se l’accoglienza entusiasta ricevuta dalla critica USA può lasciare qualche dubbio, visto che non sempre ci prendono, come Ford. In questo caso però potrebbe avere ragione. La critica americana, intendo, non Ford. Le volte che ha avuto ragione lui si contano sulle dita di una mano. Una mano monca.

"Facciamo un bel brindisi a Ford: questo whisky che ci ha consigliato è una bomba!"
Vicini del terzo tipo di Akiva Schaffer


Il consiglio di Ford: meglio un vicino del terzo tipo che un Cannibale del primo ed unico!
Secondo film smontato già dal trailer della settimana. Partito a livello di aspettative come la tipica stronzatona Apatow-style di quelle che al Saloon funzionano sempre, mi ha dato l'impressione di essere semplicemente una pallida imitazione delle commedie sguaiate e volgari che di solito cerco quando voglio passare una bella serata con i miei neuroni in libera uscita. Piuttosto torno a recuperare il mio caro amico Kevin Smith.
Il consiglio di Cannibal: mi sa che anche a Lodi si possono avere vicini del terzo, e pure del quarto tipo
Classica commedia dal forte odore di cacchiata, per non dire di peggio. Eppure mi sa che una visione finirò per concedergliela, perché c’è un cast di comici all-stars composto da Ben Stiller + Vince Vaughn + Jonah Hill + il promettente Richard Ayoade, attore della British comedy The IT Crowd ma pure regista dell’ottimo Submarine. Non sarà Attack the Block, ma speriamo che due risate ce le faccia fare.
Altrimenti tutti su WhiteRussian che lì da ridere ce n’è sempre, alle spalle delle seriosissime recensioni del Ford.

"Una volta ho incontrato il Cucciolo eroico, e credete a me: ha tre teste!"
Red Lights di Rodrigo Cortés


Il consiglio di Ford: luce verdissima!
La sorpresa della settimana. Approcciato con le bottiglie già pronte per schiantarsi ancora una volta in pieno grugno del regista del pessimo Buried, Red lights si è rivelato non soltanto un ottimo film in grado di risollevare perfino le sorti del bollitissimo De Niro, ma anche un mix sorprendente del primo Shyamalan e del Nolan di The prestige. Thriller davvero di lusso, o blockbuster d'autore, se preferite. Aspetto già le consuete lamentele in proposito del mio decisamente poco autorevole collega, che potrei paragonare all'ennesimo ciarlatano spacciatosi per sensitivo in preda ai problemi di ego.
Recensione fordiana a prestissimo!
Il consiglio di Cannibal: luci verdi
Il precedente film di Rodrigo Cortés, Buried, aveva messo d’accordo me e Ford nel bollarlo come una boiata. E questo ci trova - in maniera sorprendente quanto la carriera di Ben Affleck regista - di nuovo concordi. Questa volta in positivo.
Red Lights è un thriller più che valido, che merita di essere visto per un onesto intrattenimento ad alta tensione e che presenta pure qualche bella riflessione sul paranormale. La sceneggiatura ha qualche passaggio debole, Robert De Niro è il meno in forma del cast in cui svettano Cillian Murphy ed Elizabeth Olsen, ma nel complesso è un film da luci verdi.
Quelle rosse lasciamole tutte a Ford, che è meglio rimanga fermo al semaforo: se quel neo-patentato se ne va in giro in auto, rischia solo di combinare dei guai!
Recensione cannibale coming soon (nel senso che arriva a breve, non che dovete leggerla sul sito comingsoon.it)

"Questo è il Cucciolo Eroico!? E' anche peggio di come l'aveva descritto Ben Stiller!"
Venuto al mondo di Sergio Castellitto


Il consiglio di Ford: mandato a quel Casale - la storia del Cucciolo Eroico -.
Proprio l'altro giorno, quasi per caso, mi è capitato di vedere il trailer di questo film in tv. Avete presente quei momenti in cui non vorreste crederci, e invece è vero!? L'allarme retorica di grana grossa è stato azionato neanche fosse partito War horse di Spielberg, e nonostante Castellitto non mi dispiaccia - per quanto mi paia essere uno che se la mena parecchio - credo che non consiglierei questo film neppure al mio peggior nemico. Che è il Cannibale, ovviamente.
Il consiglio di Cannibal: benvenuto o malvenuto al mondo?
Se per Ford provo solo odio, con Sergio Castellitto ho un rapporto conflittuale. Di recente mi ero recuperato La bellezza del somaro e Non ti muovere e mi erano anche piaciucchiati, eppure c’è sempre qualcosa in lui che non mi convince del tutto. Non so bene cosa.
Il fatto che questo suo nuovo film sia tratto da un romanzo della moglie Margaret Mazzantini, come già Non ti muovere, mi fa storcere il naso. Sarà anche un romanzo valido, però non è che l’ha girato giusto per far felice lei? Comunque, la pellicola vanta un cast internazionale con l’amichetta di Castellitto Penelope Cruz ed Emile Hirsch, che dopo Killer Joe e Le belve quest’anno appare un po’ dappertutto.
Come gli altri film di Castellitto, finirò prima o poi anche per vederlo, però al momento mi spaventa parecchio, quasi quanto la venuta al mondo di un nuovo piccolo Ford…

"Stai ferma qui e non ti avvicinare troppo: lo vedi quell'abominio? E' proprio il Cucciolo eroico!"
Ballata dell’odio e dell’amore di Alex De la Iglesia


Il consiglio di Ford: un triste destino, quello del Cannibale.
Questo film di Alex De La Iglesia è giunto sul mio hard disk solo di recente grazie al mio fratellino Dembo, spinto dalle opinioni decisamente buone raccolte in rete nell'ultimo anno. Non l'ho ancora visto, ma tutto sommato uno scombinato come De La Iglesia una possibilità se la merita: in fondo, se ogni settimana ne
regalo una - se non di più - a Suocera Kid, perchè non concederne al regista di piccole perle come Perdita durango!?
Il consiglio di Cannibal: per Ford solo odio, per il film più odio che amore
Film che è già da un secolo che deve uscire in Italia, è stato sempre rimandato e alla fine pare che ora sia la volta buona. Io l’ho già visto e recensito un po’ di tempo fa (http://pensiericannibali.blogspot.it/2012/06/quella-trombetta-sai-gia-dove-te-la.html). Mi ha lasciato parecchio perplesso, perché la prima parte è buona, fantasiosa e intrigante al punto giusto, poi nella seconda il film si trasforma in un’autentica farsa. Considerata la passione per le baracconate circensi e per i travestimenti di Ford, questo secondo me è un film per lui. Una visione la merita comunque, però a me ha saputo più di occasione mancata che di grande pellicola. Sempre meglio comunque questa Balada triste de trompeta (il titolo originale del film) di quella fordianata estiva della Balada (questa sì davvero triste) di Gustavo Lima.

"Cannibale, ti do io uno strappo fino a casa: ma sappi che guido peggio di Ford!"
Hotel Transylvania di Genndy Tartakovsky


Il consiglio di Ford: risparmio i soldi e dormo a casa, non si sa mai che possa fare brutti incontri.
Questa che si avvia alla conclusione non è stata certo una delle stagioni più memorabili per il Cinema d'animazione, giunto ad una fase di stanca pesante dopo una serie di ottime annate. Sinceramente, nonostante l'arrivo del fordino e la riscoperta dei titoli per ragazzi degli ultimi tempi, sono attratto da questo titolo più o meno quanto dalle recensioni entusiastiche del Cannibale. Lo lascio dunque volentieri a lui, non si sa mai che decida una volta per tutte di scavarsi la fossa da solo! Ahahahahahahaha!
Il consiglio di Cannibal: meglio la Transylvania di un certo Transforder
Ennesima pellicola d’animazione che si preannuncia una bambinata fordiana in piena regola. La componente dark sembra però portarlo in una direzione tra la Famiglia Addams e Tim Burton e potrebbe essere una specie di Dark Shadows in versione animata…
Bah, magari si rivelerà carino, ma per il momento lascio la visione a Mister James Bieber che - checché ne dica - per questi cartoon è sempre e comunque in prima fila con tanto di popcorn e caramelle gommose.

Una rara immagine del Cannibale e Ford intenti a fingere di essere amici.
La collina dei papaveri di Goro Miyazaki


Il consiglio di Ford: il Cannibale deve essersi fumato qualche papavero di troppo, per non conoscere il Goro - e non guru - Miyazaki!
Secondo film firmato dal figlio raccomandatissimo del Maestro per
eccellenza dell'animazione Hayao Miyazaki, assolutamente non
all'altezza del padre. Infatti la sua prima fatica, I racconti di
Terramare, è stato l'unico film del celebre Ghibli a non avermi per
nulla conquistato, riuscendo addirittura a farmi addormentare secco
dopo aver constatato un certo quale odio represso di Goro per il
padre, nettamente più talentuoso di lui.
Più o meno la stessa cosa che accade al Cannibale quando guarda
all'opera del vecchio Ford! Ahahahahahaha!
Il consiglio di Cannibal: da guardare mentre Ford va a raccogliere i papaveri
Dal figlio (raccomandato?) del Maestro Miyazaki, una pellicola in pieno stile Studio Ghibli, quindi garanzia di una buona qualità. L’incognita è se si rivelerà all’altezza delle migliori ghiblinate oppure se sarà un Ghibli minore. Speriamo bene.
La scelta dei distributori italiani di proiettarlo nei cinema per un solo giorno comunque è incomprensibile così come la scelta dei film da recensire del Ministro Fordero sul suo blog…

"Assaggia, è buonissimo: l'ha preparato Ford con le sue mani per farci dimenticare il gusto pessimo delle recensioni cannibali!"
Code Name: Geronimo di John Stockwell


Il consiglio di Ford: caccia all'uomo? No, caccia al Cucciolo!
Quando, subito dopo quello di Venuto al mondo, ho visto il trailer di questa roba, sono rimasto strabiliato. Per un istante ho avuto il dubbio che fosse un incubo, o di aver lasciato impressa l'immagine del
Cannibale troppo a lungo sul fondo - ma molto sul fondo - dei miei occhi. E invece questo film esiste davvero. Qualcuno l'ha prodotto, ci ha messo dei soldi, ci ha creduto. Qualcuno l'ha distribuito. E non solo alla sede della CIA, o nel ranch di Bush. Anche qui da noi. E soprattutto, qualcuno l'ha anche girato. L'orrore, recitava Marlon Brando. L'orrore.
Il consiglio di Cannibal: Code Name: Cannibal
Mentre io mi sto ancora ingegnando per trovare un modo di levarmi Ford dalle pall… dalle scatole una volta per tutte, ecco che arriva il film sull’eliminazione di Bin Laden. Il film, più che l’azione adrenalinica della serie 24, sembra la solita stro**atona action di quelle che piacciono a Ford. Per interesse diciamo storico nella vicenda, una visione gliela si può dare, però a livello cinematografico mi sa che lascerà a desiderare quanto le modeste pellicole osannate ogni settimana come capolavoroni su WhiteRussian.

"Le istruzioni sono chiare: abbiamo cinque minuti per fare irruzione ed arrestare quei due terroristi che non sono altro di Ford e del Cannibale!"
Paris-Manhattan di Sophie Lellouche


Il consiglio di Ford: decisamente meglio Lodi Casale.
Robetta dal sapore di radical chic di quelle che mi irritano solo al pensiero, questa sorta di incrocio tra Amelie ed una dichiarazione d'amore per Woody Allen è lontana dalle possibilità di una visione quasi quanto Codename: Geronimo o Katniss Kid al centro di un ring. L'unica cosa in comune è che qualsiasi soluzione, tra queste, risulta davvero inguardabile.
Il consiglio di Cannibal: decisamente meglio di Lodi-Casale!
Il cinema francese quest’anno mi ha dato più soddisfazioni che delusioni, però questa commediola di una tizia ossessionata da Woody Allen mi sa che potrebbe rivelarsi una di quelle stron**atone di quelle troppo finto radical-chic persino per il sottoscritto. Potrebbe però sempre tornare utile nel caso volessi infliggere una visione punitiva al mio blogger-nemico…

"Ford e Cannibale riescono sempre a farmi ridere: ogni volta sparano un mucchio di stronzate!"
La nave dolce di Daniele Vicari


Il consiglio di Ford: forse un giro al largo lo vale.
Inizialmente ammetto di aver storto decisamente il naso di fronte all'ennesima rivisitazione della questione legata alla migrazione verso l'Italia per il timore del consueto polpettone studioapertiano - specie considerato che la parola fine sul genere fu posta dal magnifico Lamerica di Gianni Amelio anni fa -, ma la presenza dietro la macchina da presa di Daniele Vicari - autore del potentissimo Diaz, che a breve sarà recensito dalle mie parti - mi ha fatto ricredere. Potremmo infatti trovarci di fronte ad uno di quei film in grado di stupire, o quantomeno far riflettere: una possibilità è assicurata.
Il consiglio di Cannibal: nave dolce… visione amara
In una settimana ricchissima delle più variegate uscite, volevate che mancassero non una ma addirittura due film italiani? E no, miei cari (e con cari intendo tutti i lettori alla lettura, eccetto Ford). La nave dolce si presenta come il classico docu-film da Festival di cui faccio volentieri a meno. Anche perché nel cast c’è pure l’idolo segreto di Ford: Kledi Kadiu.

"Un saluto particolare alla mia groupie numero uno: Cannibal Kid!"
Un milione di giorni di Emanuele Giliberti


Il consiglio di Ford: un minuto con il Cannibale pare già troppo, figuriamoci un milione di giorni!
Ed ecco il primo dei film veramente ridicoli in uscita questa settimana. Certo, ormai siamo abituati alle inutili proposte made in Italy buone solo per togliere sale alle cose che veramente valgono, eppure c'è
sempre tempo di rimanere stupefatti di fronte alle prodezze che la nostra distribuzione riesce a regalare.
Come se non bastasse, parliamo di un film di più di due ore. Pensateci bene.
Il consiglio di Cannibal: una rottura già i due minuti di trailer, figuriamoci un milione di giorni…
Una pellicola con Nino Frassica… devo dire altro?
Questa settimana abbiamo fatto gli straordinari, io in maniera straordinaria e quello scansafatiche di Ford in maniera meno straordinaria, con tutte le mille uscite che ci sono. Questo Un milione di giorni risparmiatecelo, per favore.

"Ford, Cannibale, mi avete snobbato: e io vi faccio fuori!"
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