sabato 1 giugno 2019

Saturday's child back in late


Nuova settimana di uscite e grande ritorno del più classico dei ritardi made in Saloon, in compagnia del solito e fastidioso Cannibal Kid e di un ospite d'eccezione, Gabriele Russo, che per tenere fede al suo cognome per sopportare me e il mio rivale si è dovuto scolare tre o quattro white russian.
Una cosa che potrebbe inaugurare una nuova tradizione per gli ospiti di questa rubrica in modo da colmare il gap con gli squilibrati commenti dei "padroni di casa".


"Voglio che Godzilla venga messo immediatamente a guardia di King's Landing."


Rocketman

"Questo look fordiano non mi convince a fondo. Il white russian un pò di più."
Gabriele: Dopo la “Still standing” del gorilla di Sing, Taron Egerton andò in fissa per Elton John e bisognava appaciarlo in qualche modo. Dopo le briciole per la regia di Bohemian Rhapsody, poi, bisognava far contento pure Dexter Fletcher. Lo sfrontato biopic/musical sul baronetto ha fatto felici attore e regista e, si spera, pure noi. Perché, a quanto pare, questi nuovi musicarelli faranno la fine dei cinecomic. C’è stata la benedizione di sir Elton, quindi, se non dovesse piacervi, sapete con chi prendervela. Il problema Cannibal e Ford manco se lo pongono: hanno snobbato Mamma mia! Perché scegliere questo?
Cannibal Kid: Mamma mia! continua a spaventarmi quasi quanto il wrestling, lo ammetto. In quel caso si tratta però di un vero musicarello con Meryl Streep che canta, quindi paura. I biopic musicali invece sono un genere che amo particolarmente. Sono riuscito ad apprezzare persino Bohemian Rhapsody sui da me tanto odiati (un tempo, dopo la pellicola un po' meno) Queen. Pure di Elton John non è che sia proprio un grande fan, ma il lavoro da quanto ho visto promette bene e Taron Egerton prenota già un posto alle nomination degli Oscar 2020. Quindi insomma sì, credo che quello sull'uomo razzo non sarà un film del cazzo.
Ford: mi tocca essere d'accordo con Peppa Kid su Mamma Mia, su Bohemian Rhapsody e anche su questo Rocket Man, anche perchè il buon Elton ha sfoderato nel corso della sua carriera dei pezzi davvero da paura. Fortunatamente non sono d'accordo con lui sul wrestling, che perfino il Baronetto, se non ricordo male, apprezza. Dunque spero che Gabriele entri a far parte del nostro circolo fordiano del Russo Bianco e snobbi quello del the delle cinque del mio rivale.

Godzilla II - King of the Monsters

Cannibal e Ford nel corso della preparazione della rubrica delle uscite in sala.
Gabriele: Vallo ad accontentare lo smaliziatissimo pubblico di nerd e cinefili che ci ritroviamo in sala sempre più agguerriti, con il ritorno del lucertolone stavolta più grasso, più arrabbiato e più confuso. Valli ad accontentare dopo avergli piazzato nel trailer una “Somewhere over the rainbow” che Dorothy Gale ancora si rivolta nella sua tomba in Kansas. Ebbè, almeno si è data l’opportunità a miss Undici di farla qualche altra espressione d’attrice.
Cannibal Kid: Stavo parlando di film del cazzo, ed ecco che arriva il nuovo Godzilla. Una coincidenza? Già il precedente mi era sembrato mostruoso, e non intendo in senso positivo. Mostruoso ai livelli delle sparate cinematografiche di Mr. James Ford, per intenderci. Ok, questa volta il cast è cambiato, ma il risultato mi sa che è rimasto lo stesso. Se non ancora peggiore.
Ford: sulla carta questo film sui mostri dovrebbe essere pane per i miei denti, e invece mi attrae più o meno come una delle pellicole consigliate dal mostruosamente incompetente cinematograficamente parlando Cannibal, che come ogni volta cerca di attirare l'attenzione su di me affinchè nessuno si accorga di tutto quello che è evidente.
Sinceramente, preferivo il King of monsters targato Neo Geo negli anni ottanta, e non sentivo la necessità di questa roba.

L’angelo del crimine

"Pur di non far guidare Ford, sono disposto a passare alla mano armata."
Gabriele: Ma la povera Dorothy può rifarsi con la struggente cover di Palito Ortega per il trailer di “El Angel”, azzeccatissima per questo film ispirato a una storia vera. Quella violenta, sexy e imprevedibile del killer argentino Robledo Puch, qui incarnato dalla faccia d’angelo di un ragazzetto che sembra uscito dal cast di Elite. Si chiama Lorenzo Ferro e diventerà famoso. E produce Almodóvar. Ma a voi stà cosa non impressiona manco un po’, vero colleghi?
Cannibal Kid: In pratica, raccontata così sembra la versione argentina di Ted Bundy. Dal trailer pare inoltre come la versione teen-rétro-vintage-hipster-radical-chic della solita vicenda di un killer panesalame di quelle che piacciono a Ford. Non so allora se finirà per piacere più a me che a lui, però io già adesso sono abbastanza impressionato, lo confesso.
Ford: potenzialmente la sorpresa della settimana, soprattutto perchè potrebbe essere una di quelle pellicole in grado - impresa non da poco - di mettere d'accordo perfino Peppa e il sottoscritto. Accadrà questo miracolo voluto dall'angelo?

Quel giorno d’estate

"Sei proprio brava a guidare: molto meglio di Ford!"
Gabriele: E qui siamo di fronte a roba che ti prende a schiaffi e ti riporta nel mondo fin troppo reale, dopo le prodezze di Stark cinematografici o televisivi. Storia di David, eterno adolescente costretto a farsi da padre per la nipotina che resta orfana. Lo hanno definito radioso, commovente, imperdibile. Ma a me la bimbetta che mi ricorda la mia di nipotina mi aveva già convinto al primo sguardo. Perché io un cuore ce l’ho. Io.
Cannibal Kid: Quando si parla di nipoti, quel briciolo di umanità che mi è rimasto dentro torna con prepotenza a farsi sentire. Quel giorno d'estate, per di più un film francese e con nel cast Stacy Martin già in miei cult personali come Nymphomanic e Il mio Godard, ha quindi tutte le carte in regola per “fregarmi” alla grande. Come un film action di merda con Stallone fa con Ford.
Ford: nonostante si tratti di un film francese potenziale radicalchiccata cannibalesca, questo giorno d'estate - sarà che tarda ad arrivare in questa primavera monsonica - pare un'altra potenziale sorpresa, e considerato che gli ultimi due anni non sono stati propriamente un tripudio dal punto di vista cinematografico, ben vengano potenziali titoli in grado di colpire e rimescolare già da ora le gerarchie delle classifiche di fine anno.

Pallottole in libertà

"Cannibal, in nome della Legge fordiana, ti dichiaro in arresto!"
Gabriele: A me Audrey Tautou da fastidio. Non come Nicholas Cage o Loredana Lecciso, intendiamoci, ma da fastidio. E in questo sgangherato thriller in cui una bella poliziotta cerca di tenere viva la memoria del marito (poi non così) eroico morto proprio da poliziotto, c’è pure lei. A me da fastidio, lasciatemi stà.
Cannibal Kid: A me Audrey Tautou dava fastidio ai tempi de Il favoloso mondo di Amélie, uno dei film più favolosamente sopravvalutati della storia. Una cosa che non mi ricordo è: anche a Ford ha fatto schifo quella pellicola?
Vedendola poi in altri film, devo però dire che Audrey Tautou l'ho rivalutata abbastanza. Inoltre, i veri protagonisti di Pallottole in libertà sono Adèle Haenel, giovane attrice fenomenale, e Pio Marmaï, già visto in quello sconosciuto capolavoro di Le Premier jour du reste de ta vie, ma anche negli adorabili Travolti dalla cicogna e Ritorno in Borgogna. Dal trailer sembra inoltre la tipica commedia indie francese di quelle che su Pensieri Cannibali partono già dal 7 in su come voto. Anche se nella mia penosa Casale probabilmente non lo daranno, io ho già il biglietto del cinema prenotato comunque.
Ford: stranamente, anche su Il favoloso mondo di Amelie - apprezzabile per certi aspetti - io e il Cucciolo Eroico andiamo d'accordo. Così come con Gabriele concordo a proposito della Tautou, che con quell'aria da finta brava ragazza hipster non me l'ha mai raccontata giusta. Detto questo, in una settimana posso concedere il beneficio del dubbio solo ad un titolo francese alla volta, ed essendomelo già giocato con Quel giorno d'estate, temo che non ci sarà spazio anche per questo.

lunedì 27 maggio 2019

White Russian's Bulletin



Nonostante le settimane piene di un maggio lavorativo piuttosto intenso, anche a questo giro il Saloon è riuscito a presentarsi all'appuntamento con il Bulletin con due cocktail di grande fordianità pronti, sulla carta, a rendere questa insolita primavera autunnale decisamente interessante, che si parli di piccolo o grande schermo: saranno riusciti nell'intento, o anche per titoli "di sicurezza" si sarà concretizzato l'agguato delle bottigliate?


MrFord



COBRA KAI - STAGIONE 2 (Youtube Originals, USA, 2019)

Cobra Kai Poster


Lo scorso anno, quando a sorpresa uscì per Youtube Originals la prima stagione di Cobra Kai, pensai che sarebbe stata un'operazione nostalgia perfetta per i vecchiacci come me, che ancora oggi, quando nessuno li vede, posano nel colpo dell'airone che permise all'underdog Daniel LaRusso di battere il favorito Johnny Lawrence nell'All Valley Tournament per gli under diciotto dell'ottantaquattro.
Invece, amarcord a parte, gli autori di Cobra Kai non solo finirono per attualizzare le vicende degli ormai ultracinquantenni Daniel e Johnny, ma anche per rendere profondo, divertente e a tratti drammatico un serial che suonava, inizialmente, come un divertissement: con questa seconda stagione la conferma della bontà del prodotto è arrivata, a partire dall'utilizzo del vecchio sensei di Johnny nonchè villain numero uno - o quasi - del brand cinematografico John Kreese fino all'evoluzione dei personaggi, su tutti proprio quello di Lawrence, scritto benissimo, incredibilmente fallibile e dunque incredibilmente umano. 
Il crescendo degli ultimi episodi, impreziositi dalla cornice da commedia romantica del nono e dalla chiusura assolutamente drammatica del decimo - che già alimenta un hype pazzesco per la terza stagione -, mette il sigillo ad un'operazione che, ormai, è una delle certezze più solide che posso avere sul piccolo schermo, e che mi fa immaginare ad un ponte ideale tra la mia generazione e quella dei Fordini. In fondo, dai la cera e togli la cera funziona ancora. E molto bene.





DRAGGED ACROSS CONCRETE (S. Craig Zahler, Canada/USA, 2018, 159')

Dragged Across Concrete Poster


Zahler, noto al Saloon per aver stupito con l'ottimo Bone Tomahawk ed aver consolidato la sua posizione con Brawl in cell block 99, continua il suo percorso da regista grindhouse confezionando un poliziesco violento e dai ritmi dilatati che almeno fino a mezzora dalla conclusione regala l'impressione di essere un vero e proprio miracolo di gestione: non che il finale sia deludente, ma considerato il percorso del regista, non regala sorprese rispetto a chi, ormai, conosce il suo "modus operandi". 
Un film solido, ruvido, lento eppure magnetico, ottimo nel gestire personaggi anche marginali come fossero veri e propri protagonisti, violento nel modo in cui piacerebbe a Tarantino, e non solo, senza speranze ma in qualche modo ottimista: peccato davvero che il marchio di fabbrica, al terzo lavoro, andrebbe modificato quantomeno per non rischiare di lasciare che chi ha seguito dal principio la sua opera possa prevedere tutto, o quasi.
Molto bene Gibson, pulp la rapina, interessanti le riflessioni "sociali" trasmesse attraverso la moglie proprio del charachter dell'attore/regista australiano: sarà sottovalutato, ma non bisognerebbe sottovalutarlo.


giovedì 23 maggio 2019

Thursday's child


Nuova, incredibile, geniale - a parte per quanto riguarda Cannibal Kid - puntata della rubrica delle uscite condotta a tre più formidabile - più o meno - e seguita - ancora più o meno - della blogosfera, che vede come ospite di questa settimana Federica Gentili alias Fexxonji, pronta a rimbalzare tra il finto giovane di cui sopra ed il vero vecchio qui presente.


MrFord

"Per evitare quel radical di Cannibal, sono dovuto fuggire a Rio. E non me ne pento."
Aladdin

"Grazie Genio per aver realizzato il mio primo desiderio!" "Figurati, per me è stato un piacere trasformare Cannibal in un vero intenditore di Cinema!"
Federica: Non lo so, sono combattuta. Era veramente necessario fare un live action di uno dei cartoni più belli della Disney? Io avevo la videocassetta di Aladdin e l’ho letteralmente consumata a forza di riguardarla. Il trailer è ok, però com’è che l’attore che interpreta Jafar l’hanno scelto così bello e giovane? E perché a me l’ambientazione sembra più bollywoodiana che medio orientale? Non so se me la sento di rovinare il ricordo più che positivo che ho di Aladdin.
Cannibal Kid: Se avessi a disposizione 3 desideri per il genio della lampada chiederei:
#1 Una Margot Robbie.
#2 James Ford fuori da questo mondo, o se non altro da questa blogosfera.
#3 Basta con 'sti live-action Disney, tra l'altro di film come Aladdin che già in versione animata non è che m'avesse fatto impazzire.
Ford: i live action Disney mi lasciano ogni volta profondamente dubbioso. Se l'esperimento non è risultato malvagio con Il libro della giungla, infatti, si prospetta un vero disastro con Aladdin, che dovrò pure sorbirmi a seguito del desiderio espresso dai Fordini di vederlo per poi venire sbeffeggiato da Jafar Kid che come al solito dirà che sono stato io in realtà a volerlo vedere.

Il traditore

"Un bel brindisi a White Russian, e tutto andrà meglio."
Federica: Sono molto ignorante sulla filmografia di Marco Bellocchio, però questo film sembra interessante. L’unica perplessità che ho è sull’accento finto siculo del romano Pierfrancesco Favino. A sentirlo così non mi sembra super convincente ma ai siciliani l’ardua sentenza.
Cannibal Kid: Io non sono del tutto ignorante sulla filmografia di Marco Bellocchio, uno di quegli autori italiani troppo fordiani per essere cannibali, ma quasi. Tra i suoi che ho visto bene Buongiorno, notte, così così Vincere e malissimo Bella addormentata. I film sui mafiosi, e sui pentiti mafiosi, non è che mi entusiasmino molto, però questo per dovere di cronaca lo vedrò. Cercando di capire se Favino è l'attore più sopravvalutato d'Italia, o se è bravo veramente. E ora via alla noiosa lezione sul cinema di Bellocchio da parte del professorone Ford.
Ford: a dire il vero Bellocchio è molto più radical che fordiano, ma ha realizzato film così potenti da andare oltre perfino a questo al Saloon. Cose come Pugni chiusi, Buongiorno notte, Vincere e L'ora di religione non si dimenticano. Dunque direi che questo Il traditore, per quanto non mi faccia impazzire all'idea, andrebbe visto a scatola chiusa.

Brightburn

Una rara immagine di repertorio di Cannibal Kid.
Federica: Cos’è sto film? La versione poraccia di Superman? Dove non cresce nell’idillio della famiglia Kent ma con una madre adottiva iperprotettiva e un padre adottivo che preferirebbe abbandonarlo in autostrada? Odio gli horror con i bambini indemoniati come protagonisti per cui per me è un gigante NO.
Cannibal Kid: Da ex bambino indemoniato quale sono, i bambini indemoniati e gli horror con i bambini indemoniati mi piacciono. O forse dovrei dire che mi piacevano, visto che il sottogenere è diventato piuttosto abusato. Considerando che questo Brightburn già dal trailer mi sa di porcata assurda, anche per me è un gigante NO. Che poi è la stessa risposta a ogni pretesa di Ford di vedere qualche pellicola da lui consigliata.
Ford: ennesimo horrorino uguale a mille altri che Cannibal, da non più bambino ma sempre indemoniato quale sicuramente è finirà per vedere e magari anche esaltare, in barba ai suoi proclami attuali. Per quanto mi riguarda, più che un NO, è un fingo che non esista.

Una vita violenta

"In mancanza, purtroppo, di White Russian, brinderemo come Cannibal con uno scialbo spumantino."
Federica: Giuro che non pensavo avrei mai pensato in vita mia di vedere il trailer di un film su dei nazionalisti corsi. Probabilmente il buon vecchio Napoleone ne andrebbe fiero ma io sono abbastanza perplessa su questo film che, a quanto pare, è stato definito a metà tra Gomorra e Il Padrino. Io ci andrei piano con questi paragoni.
Cannibal Kid: Vedi Federica, se non fossi stata ospite di questa bellissima e prestigiosissima rubrica, non ti sarebbe mai capitata una cosa del genere. Ok, magari potevi vivere bene anche senza vedere il trailer di un film su dei nazionalisti corsi, però almeno hai imparato qualcosa. Io ad esempio ho imparato che questa pellicola, più che una radical-chiccata cannibalesca di quelle che piacciono a me, sembra essere più una roba noiosa, politica e panesalame di quelle che piacciono a Ford.
Ford: sono rimasto sorpreso anch'io di vedere il trailer e scoprire l'esistenza di un film sui nazionalisti corsi, che potrebbe rivelarsi una discreta sorpresa o un riciclo poco utile - del resto è un film del duemiladiciassette -. Personalmente, spero possa colpirmi e rappresentare bene tutto quello che, nel Cinema d'autore, di norma irrita Cannibal.

Forse è solo mal di mare

E fu così che Marco Goi lasciò la blogosfera in mano a Ford per trasferirsi in una sperduta isola del Pacifico.
Federica: Mi sembra uno di quei film che posso tranquillamente evitare come la peste bubbonica. Smielato, recitato male, con musiche agghiaccianti e pieno di cliché. Passo.
Cannibal Kid: Forse è solo mal di mare, o forse è solo mal di cinema. Quello di cui sembrano soffire gli autori di questo titolo, nauseabondo fin dal trailer, e naturalmente anche Mister James Ford.
Ford: il mal di Cinema è la specialità del Cucciolo Eroico e degli autori di questa roba. Dunque li lascio volentieri da soli su un'isola deserta con la possibilità di rivedersi in loop perenne il titolo qui presente.

martedì 21 maggio 2019

White Russian's Bulletin



Considerata la puntualità che nelle ultime settimane sono quasi inspiegabilmente riuscito a dare alla rubrica dedicata alle uscite in sala, ho pensato che non sarebbe stato così male tentare il ritardo con il Bulletin, slittato per questa settimana di un giorno.
Senza dubbio in termini di visioni è stata una settimana più ricca delle ultime, che affronta anche uno dei prodotti più chiacchierati del periodo, Game of thrones, giunto alla fine della sua cavalcata dopo nove anni o otto stagioni: Jon Snow e soci a parte, comunque, c'è stato spazio per proposte di ogni tipo, più o meno in grado di emozionare e conquistare il Saloon come mi sarebbe piaciuto, o mi aspettavo sarebbe stato.



MrFord



THIS IS US - STAGIONE 3 (NBC, USA, 2018)

This Is Us Poster

I Pearson, per il Saloon, sono un pò la versione da Mulino Bianco - in senso buono - dei Gallagher: una famiglia come ci si immagina e si vorrebbe sempre che fosse la famiglia, il posto dove tornare, la forza che ci permette di rialzarci quando finiamo con il culo a terra, la bomba di sentimenti per eccellenza. E in mezzo a tutto questo, un charachter fordianissimo che fin dal primo episodio ha rappresentato un ideale che, caotico e casinista come sono, non raggiungerò mai, ma che mi piacerebbe fosse una sorta di ispirazione.
Tante cose belle, tanto voler bene ai protagonisti, nonostante la creatura di Dan Fogelman tocchi il punto più basso della sua corsa fino ad oggi, impossibilitato a liberarsi dell'ingombrante - pur se magnifica - figura del già citato Jack Pearson e a portare il pubblico verso il futuro - in tutti i sensi -: e se da un lato ci troviamo di fronte ad una delle scene più belle della serie - lo stadio ricostruito per Kate da parte di Toby -, dall'altra un finale totalmente anticlimatico toglie hype rispetto a cosa ci aspetterà il prossimo anno.
Personalmente, spero qualcosa di meglio.




ANDRE THE GIANT (Jason Hehir, USA, 2018, 85')

Andre the Giant Poster


Pochi, anche tra i non appassionati di wrestling come il sottoscritto, non conoscono almeno per sentito dire la figura ormai mitica di Andre the Giant, uno dei lottatori più importanti e mitici che nel corso degli anni ottanta cambiò per sempre la percezione e la portata mediatica dello sport entertainment, finendo ad aprire la strada per chi, anni e anni dopo, avrebbe usato il wrestling stesso come trampolino per conquistare Hollywood - leggi The Rock -: la storia di Andrè Roussimoff, affetto da acromegalia e nato in un piccolo centro alle pendici delle montagne, pare scritta apposta per un film. Deciso a fare fortuna fin da ragazzo, amante della vita vissuta, uomo di compagnia ed incomparabile bevitore - i racconti di bevute che superano le cento birre o le sei o sette bottiglie al giorno divise tra vino e superalcolici sono leggendarie -, tra i più amati dai suoi colleghi, Andre segnò per sempre la sua disciplina prima che l'aggravarsi delle sue problematiche fisiche non lo condusse ad un ritiro anticipato dal ring e ad una carriera davanti alla macchina da presa chiusa ben presto dall'improvvisa quanto prevedibile morte, a soli quarantasei anni.
Un ritratto sentito e commosso di un personaggio incredibile, carismatico e dall'aura quasi romanzesca, che sarebbe bene ricordassero anche le generazioni che non l'hanno potuto vivere come la mia.




LA STORIA FANTASTICA (Rob Reiner, USA, 1988, 98')

La storia fantastica Poster

In occasione della ricorrenza del compleanno di Andre the Giant e della visione del documentario a lui dedicato ho rispolverato, in compagnia della Fordina, uno dei grandi classici della mia infanzia nonchè tra le fiabe - nel senso vero e classico del termine - più belle portate sul grande schermo: La storia fantastica.
In una cornice che non si nega una buona dose di ironia ed umorismo, ricca di momenti ormai epici e frasi cult - chiunque sia sopra i trenta e non conosca a memoria il monito di Inigo Montoya dovrebbe finire tra le grinfie dell'ultima moda giustizialista di Daenerys -, la vicenda di Bottondoro e Westley è una meraviglia ad ogni età, e se ai tempi mi esaltavo per i duelli e le lotte, e restavo sbigottito di fronte ai ribaltamenti di fronte inaspettati che accadevano, ora finisco quasi per commuovermi con l'incedere di Inigo finalmente giunto di fronte all'uomo responsabile di aver ucciso suo padre, o a Westley che "potrebbe anche trovare la forza".
Un classico senza se e senza ma, che riesce a far assaporare quella meraviglia che il Cinema può ed è giusto che regali.




NOI (Jordan Peele, USA/Giappone/Cina, 2019, 116')

Noi Poster


Jordan Peele è uno che, senza dubbio, sa il fatto suo. Già con Get out, qualche tempo fa, era riuscito nella non facile impresa di trasformare un thriller sociale mascherato da horror in un piccolo fenomeno giunto addirittura agli Oscar: con Noi era chiamato a confermare un talento che, almeno nella prima parte, pare ben più che evidente, graziato da una tensione costante ed un montaggio che - e questo per tutto il film - ha del clamoroso.
Poi, come molto spesso accade a chi ha gran talento, il buon Jordan finisce per mettere troppa carne al fuoco e cercare di dare fin troppo spessore politico ad una vicenda che, pur se interessante, finisce per risultare quasi forzata: in fondo, nella sua ben comprensibile lotta a sostegno della ribellione dei dimenticati, degli emarginati e degli oppressi, pare quasi non rendersi conto di essere a tutti gli effetti e a conti fatti uno dei privilegiati, che si parli di status artistico, sociale o anche, per l'appunto, di talento.
In questo senso Noi è una macchina perfetta che si inceppa quando cerca di affermarsi come tale, il figo o la figa della scuola che cercano in ogni modo di atteggiarsi tali senza sapere che lo apparirebbero anche comportandosi naturalmente, ricordando quasi a tutti noi comuni mortali che uno su mille ce la fa, e gli altri restano ombre.
Peccato che, nonostante predichi il contrario, o qualcosa di simile, il buon Peele non si sia accorto di fare parte dell'elite che sta dall'altra parte.




GAME OF THRONES - STAGIONE 8 (HBO, USA, 2019)

Il trono di spade Poster

Nelle ultime settimane, che si tratti della blogosfera, di internet, social o dei pub di tutto il mondo, penso che non si sia parlato di più di un prodotto per piccolo o grande schermo - forse se la gioca con Avengers Endgame - che di Game of thrones.
La serie ispirata dai romanzi di Martin e creata da Benioff e Weiss, alle spalle stagioni clamorose ed altre decisamente meno entusiasmanti, è divenuta negli anni un vero e proprio fenomeno mediatico, il primo di portata planetaria dai tempi di Lost: e come Lost, e come tutti i prodotti al centro di un quasi culto, ha finito per pagare dazio con quest'ultima stagione, sancita come tale forse troppo in fretta dagli autori che si sono ritrovati con troppa carne al fuoco e sole sei puntate per chiudere il cerchio di vicende che avevano impiegato anni a sviluppare anche solo in parte. 
E così, se da un lato è normale e lecito giustificare un fan service a questo punto quasi naturale, dall'altro pare di assistere ad una versione con il fast forward delle precedenti stagioni, con passaggi temporali in time warp e cambiamenti di personaggi che, ai tempi d'oro, avremmo vissuto nell'arco di almeno tre stagioni.
Ma tant'è. Game of thrones ci ha accompagnati per quasi dieci anni, e per quanto quest'ultima stagione suoni come un'occasione sprecata, è stato giusto viversela così, salutare i protagonisti sopravvissuti e ricordare quelli - parecchi - che ci hanno lasciato in modi più o meno sconvolgenti, e che abbiamo amato o odiato. 
Avrebbe potuto essere migliore? Senza dubbio.
Ma la vita è così. A volte sei tu che mangi l'orso, e a volte è l'orso che mangia te.
Forse Westeros era un orso troppo grosso anche per chi per anni l'ha progettato e studiato.
O un drago.
E i draghi, si sa, possono essere una variabile impazzita.


giovedì 16 maggio 2019

Thursday's child



Nuova settimana di uscite, nuova puntata della rubrica a tre, e nuovamente una Sonia che viene a fare visita a questo vecchio cowboy ed al suo rivale finto giovane Cannibal non più Kid da un pezzo.
Non mancheranno, oltre alle omonimie, anche le consuete schermaglie e le possibili sorprese, le classiche sparate cannibalesche e le possibili intuizioni fordiane. E neanche i gatti, mi sa tanto.



MrFord


"Se Cannibal vuole ricattarmi con questa foto, allora per lui si prospettano tempi più bui di quelli che lo aspetterebbero uscendo una sera con Ford!"

Dolor y Gloria

"Me l'avevano detto di non uscire a bere con Ford: questo hangover mi passerà tra un mesetto!"
Sonia: Quindi mi state dicendo che Banderas ha tradito Rosita, la gallina del mulino bianco per ritornare sul grande schermo? Tra l'altro ho anche sentito dire che lui insieme a Penelope Cruz, l'altra protagonista del film, è una delle "muse" ispiratrici del regista Pedro Almodóvar... Curiosi di vedere il film? Personalmente io e i film spagnoli non andiamo molto d'accordo...
Cannibal Kid: ¿Qué tienes Sonia contra el cine español? (grazie Google Traduttore)
Devo dire che pure io non sono mai stato un enorme fan del cinema spagnolo però, dopo La casa de papel, la mia fiducia nei prodotti provenienti dalla terra iberica è cresciuta parecchio. Pure con i film di Pedro Almodóvar non ho un rapporto troppo stretto, ma ho trovato molto bello e sottovalutato il suo ultimo Julieta e sono parecchio fiducioso in questo suo nuovo lavoro, la storia di un regista in declino. Che sia autobiografico?
Presto è in arrivo anche la versione 2.0 con Banderas nei panni di Ford, che racconterà la storia di un blogger in declino. E tranquilli, non mancherà di fare un cameo pure Rosita.
Ford: Almodovar è un signor regista che nel corso della sua lunga carriera ha regalato davvero grandi film. Negli ultimi anni è apparso molto appannato, ma con il recente Julieta pare aver ripreso la vena dei tempi migliori, dunque direi che questo Dolor y gloria potrebbe sorprendere in positivo, rispolverando uno dei primi attori feticcio del Pedrone, il fordinano Banderas.
Dunque avanti così, con tanto dolor per Cannibal e tanta gloria per Ford.

John Wick 3: Parabellum

"Effettivamente il metodo di Ford per girare nel traffico fa risparmiare tempo!"
Sonia: Il titolo sembra quasi una delle formule magiche di Harry Potter ma invece si tratta del terzo capitolo del film d'azione che vede come protagonista l'anima di Matrix, Keanu Reeves.
In genere amo i film d'azione ma a quanto pare i primi due capitoli mi sono sfuggiti... Ma è possibile stabile una taglia di 14 milioni solo per aver infranto una regola fondamentale, ovvero uccidere una persona all’interno dell’Hotel Continental?
Cannibal Kid: Io in genere odio i film d'azione e il primo John Wick è una splendida (si fa per dire) rappresentazione di tutto ciò che non sopporto di questo tipo di pellicole. Zero trama, niente fantasia, recitazione a livelli cagneschi (senza offesa per il cane sacrificato nel film) e solo tante sparatorie, inseguimenti e altre cazzate simili. In altre parole: roba da Ford. Già mi sono risparmiato il secondo, figuriamo se guardo il terzo.
Ford: il primo John Wick era una figata stratosferica, un giocattolone che rispecchiava alla grande lo spirito degli action anni ottanta. Peccato che con il secondo capitolo gli autori se la siano un pò menata rovinando l'atmosfera e dunque anche l'hype del sottoscritto per il numero tre, che non attendo con particolare impazienza. Riuscirà il buon Keanu a farmi ricredere?

Attenti a quelle due

"Anche tu sei in hangover? Non sarai uscita con Ford e Banderas!?"
Sonia: Sinceramente questo è uno di quei film che se mi capitano per sbaglio mentre faccio zapping con il telecomando bene, altrimenti non ci spreco neanche un centesimo per vederlo al cinema.
Cannibal Kid: Una commedia scacciapensieri scema con Anne Hathaway e Rebel Wilson?
A-DO-RO.
Questo è il classico film che tutti i finti macho come Ford fingono di schifare, per poi scappare in cucina di nascosto a guardare mentre lavano i piatti. E finiscono pure loro per A-DO-RA-RE.
Ford: attenti a quei due potrebbe essere un film che racconta le peripezie di recensori di Cannibal e Ford, e in quel caso potrebbe essere anche interessante correre a vederlo. Ma non è questo il caso. Dunque eviterò come la peste prendendomi molto più volentieri l'appellativo di finto macho.

Unfriended: Dark Web

L'immagine del tipico lettore di Pensieri Cannibali.
Sonia: Qualcuno ha detto Horror? Eccomi qui in prima fila con le mie amate Popz Choco, certo ultimamente non è che questi horror siano così di impatto, infatti ormai mi spavento di più quando vedo il mio gatto fissare il nulla... li sì che da un momento all'altro mi aspetto che spunti uno spirito o qualche entità malefica... tra l'altro, anche se aprirete il mio laptop troverete tanti di quei file misteriosi che non vi basteranno mesi per ricollocarli ehehe...
Cannibal Kid: File misteriosi? A cosa si starà riferendo Sonia? È la nuova Julian Assange che sta per smascherare qualche segreto di stato, o sta semplicemente parlando di video porno?
Comunque... avevo visto il primo Unfriended del 2014 e me l'ero goduto abbastanza. Un horrorino cretino, ma tutto sommato coinvolgente. Peccato che adesso, cinque anni più tardi, il sottogenere dei thriller-horror tutti ambientati davanti allo schermo del computer abbiano stufato quasi quanto Ford che si lamenta di come è desolato il mondo dei blog negli ultimi tempi. Anche se a dirla tutta in questo caso non ha tutti i torti. Che sia ora di fare un giro sul Dark Web, dove magari c'è un po' più di movimento?
Ford: filmettino horror di quelli buoni giusto per i pusillanimi del calibro di Cannibal. Preferisco guardare nel vuoto come uno qualsiasi dei gatti di Sonia, di Peppa o dei miei, che andare a recuperarlo.

Bangla

"Ford, Cannibal: siete licenziati!"
Sonia: Prima regola del Fight Club ehm Islam: la castità prima del matrimonio!
In questo scontro/incontro di culture in terra "santa", Torpignattara, quartiere multietnico di Roma avremo il piacere di conoscere Phaim. Curiosissima di vederlo.
Cannibal Kid: Pure io sono curioso di vedere questo Bangla, visto che sembra affrontare un tema in teoria pesante come quello dell'integrazione e dell'incontro/scontro tra culture, con un piglio leggero. Quasi da romcom indie statunitense. Una visione che si preannuncia come un incontro/scontro tra il radical-chicchismo cannibale e il panesalamesimo fordiano. Insomma, i botti sono garantiti!
Ford: i botti e le botte, mi sa. Film che sulla carta potrebbe essere la sorpresa della settimana. Speriamo non risulti essere troppo cannibale!
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