lunedì 26 dicembre 2016

Ford Awards 2016: le serie (dalla 20 alla 11)


Negli ultimi dieci anni, l'importanza e la qualità del prodotto seriale televisivo sono cresciute a dismisura, finendo spesso e volentieri per insidiare gli "avversari" della settima arte.
A testimonianza di ciò, per la prima volta nella Storia del Saloon, la classifica delle migliori serie televisive passate su questi schermi da gennaio ad oggi - e non necessariamente uscite quest'anno, dunque - passa da dieci a venti nomi divisi in due giornate, che incoroneranno quella che è la miglior serie degli ultimi dodici mesi per questo vecchio cowboy.




N°20: SHAMELESS

 

Ai Gallagher, da queste parti, si vuole sempre un gran bene.
A testimonianza di ciò, non solo la scelta del Fordino - Shameless è una delle sue serie preferite -, ma anche la presenza in questa classifica, pur se in una posizione sacrificata, nonostante quella che, ad oggi, resta la stagione meno brillante della famiglia più scombinata di Chicago.
Io resto, e sono, decisamente un Gallagher. E non posso che esserne fiero.



Complice una seconda stagione a mio parere superiore alla già ottima prima, resa ancora più tosta da un Punisher fordianissimo ed indimenticabile, la serie bandiera della divisione Marvel targata Netflix si conferma come una delle proposte più interessanti del mondo dei supereroi.
In attesa di scoprire cosa accadrà al prossimo giro di giostra, scendere per le strade di Hell's Kitchen accanto al Diavolo Rosso resta una delle esperienze più interessanti che il piccolo e grande schermo possano regalare ad un fan dei Fumetti. E non solo.


 

Chiunque sia cresciuto a cavallo tra gli anni ottanta e novanta ed abbia amato l'horror, ha un debito d'onore e d'amore verso Sam Raimi e Bruce Campbell: i due La casa e L'armata delle tenebre, infatti, oltre a reinventare un genere, hanno regalato a noi tutti uno dei personaggi più buzzurri, sboccati ed irresistibili di sempre, Ash Williams.
A trenta e più anni dal suo esordio cinematografico, il losco figuro armato di motosega torna a far parlare di sè con una serie che è un tripudio di "sangue e merda", divertentissima e splatterissima, che se non fosse confezionata ad uso e consumo dei fan hardcore si sarebbe trovata decisamente più in alto in classifica. Non è detto, comunque, che nel duemiladiciassette e con la seconda stagione ancora in corso di visione non possa essere così.

N°17: VINYL

 Vinyl Poster

Prodotta da Scorsese e Mick Jagger, cult immediato per moltissimi fan della Musica e non solo, confezionata da dio e cancellata per i costi di produzione troppo alti, è stata una delle sorprese della mia annata da piccolo schermo: quasi detestata per una buona metà pur riconoscendone il valore, è stata protagonista di un'escalation da urlo che mi ha portato ad essere profondamente dispiaciuto per il suo destino da oblìo delle serie.
Finestra, comunque, rimarrà nei nostri cuori.

N°16: MARCO POLO


Da sempre affascinato dalle antiche civiltà, non potevo che restare folgorato dall'ennesima proposta di qualità targata Netflix, Marco Polo, che in bilico tra battaglie ed intrighi di potere mostra la Cina delle grandi dinastie attraverso gli occhi del mercante ed avventuriero veneziano che fu tra i primi a vivere sulla pelle l'avventura e la scommessa di un'esistenza da "emigrato" lontano dal proprio mondo e dalla propria cultura.

N°15: VIKINGS

 Vikings Poster

Pur se in ritardo, qui al Saloon, rispetto alla programmazione attuale - sono infatti fermo alla terza stagione - Vikings resta una delle serie più amate dal sottoscritto, quasi fosse una sorta di versione dei tempi che furono di Sons of anarchy.
Ragnar ed i suoi uomini - e donne, non dimentichiamolo mai -, tra battaglie, lotte all'ultimo sangue e tradimenti, rappresentano l'unica alternativa al vuoto lasciato, anni fa, dalla mitica Spartacus.



La premiata ditta Falchuck/Murphy, quasi fosse un regalo per farmi dimenticare l'evoluzione pessima di American Horror Story, confeziona un procedurale da manuale portando sullo schermo la vicenda che sconvolse l'America nei primi anni novanta, ovvero il processo che vide sul banco dei testimoni l'ex star del football ed attore O. J. Simpson, praticamente l'equivalente dei tempi dell'attuale The Rock.
I botta e risposta in aula fecero eco ad una serie di strumentalizzazioni mediatiche pronte a sconvolgere il pubblico almeno quanto l'esito del processo.

N°13: BILLIONS

Billions Poster 

L'alta finanza non si può certo definire il mio habitat naturale.
Eppure, all'interno di quella che pare quasi una tragedia non ancora tragedia shakesperiana, Billions, mi sono sentito quasi a casa: la rivalità tra due uomini ai vertici dei loro rispettivi campi pronti a darsi battaglia con tutti i mezzi pur di mettere in ginocchio l'avversario è un saggio di tecnica, pulizia, recitazione, confezione.
Una sorta di Vinyl dal destino più favorevole inserito in una cornice da Wall Street.


N°12: BLACK MIRROR

 

Con la terza stagione ancora in corso di visione - e sono certo sarà protagonista di questa stessa classifica il prossimo anno - ed il bellissimo special White Christmas, Black Mirror, ereditata dall'ormai onnipresente Netflix, è senza dubbio una delle realtà più profonde ed interessanti del panorama televisivo attuale: se esiste un titolo di Sci-fi da recuperare quando si parla di televisione, è senza dubbio questo.


Orange Is the New Black Poster 

Nonostante si tratti di un prodotto di indubbio valore, Orange is the new black non è mai stata tra le mie serie preferite, e di norma, all'inizio di ogni nuova stagione, finisco sempre per dover carburare almeno quattro o cinque episodi prima di acclimatarmi come si deve: ma con la terza e, soprattutto, la quarta season questo serial ha assunto una nuova e più clamorosa dimensione, divenendo il riferimento per i drammi carcerari attualmente più importante sul piccolo come sul grande schermo.
L'escalation che ha portato al finale incredibile dell'annata numero quattro - ne parlerò con il nuovo anno - ha settato senza dubbio un nuovo, ed altissimo, standard.



To be continued...



domenica 25 dicembre 2016

Buon Natale a tutti!

Non potrebbe esserci un film migliore, in momenti come questo.
Divertitevi, mangiate, e soprattutto bevete il più possibile.



MrFord


venerdì 23 dicembre 2016

Ford Awards 2016: del peggio del nostro peggio






La seconda giornata ufficiale dedicata ai Ford Awards passa attraverso una delle classifiche più combattute dei premi, quella dedicata ai dieci titoli peggiori usciti in sala nel corso dell'anno.
Quest'anno si sono dati battaglia prodotti d'autore risultati assolutamente inguardabili e deludenti e schifezze atomiche mainstream degne di essere estromesse dalle sale: una lotta all'ultimo fotogramma che mi ha visto combattuto fino alla fine.
Chi l'avrà spuntata?




N°10: THE VATICAN TAPES di MARK NEVELDINE

 

Quando è stato il momento di redigere la classifica dedicata al peggio dell'anno, il terribile lavoro del pur interessante e tamarrissimo Mark Neveldine è stato fin da subito tra i nomi prescelti per la decina del non ritorno: a rendere meno pesante la sua presenza e, dunque, propiziare la decima posizione, il fatto che, a prescindere dal valore, non ricordi assolutamente nulla della visione.
Il che, a volte, è un gran bene.

N°9: LIGHTS OUT - TERRORE NEL BUIO di DAVID F. SANDBERG

 

Preceduto da un corto dal grande effetto fenomeno di Youtube, Lights out rappresenta il tipico horror privo di logica e totalmente inutile che ad un vecchio fan del genere come il sottoscritto finisce per far incazzare non poco.
A parte il minutaggio user friendly, una pellicola inutile ed inesorabilmente brutta, che si guadagna il titolo di peggior film "di paura" dell'anno: l'unica cosa che può vantare, è di trovarsi alle spalle di produzioni che, per un motivo o per un altro, hanno finito per farmi decisamente più cagare.

N°8: TROLLS di WALT DOHRN e MIKE MITCHELL

 

Bambinata buonista, colorata e caramellosa della peggior specie, tipico esempio di produzione Dreamworks che si esaurisce con il trailer, colonna sonora inflazionatissima ed un plot che, a prescindere dai protagonisti, è già visto e rivisto.
L'animazione, a conti fatti, che da queste parti, visto l'amore per Pixar e Studio Ghibli, non ci si augura mai e poi mai di affrontare, anche quando si tratta del blockbuster per tutta la famiglia.
Pessimo.

N°7: POINT BREAK di ERICSON CORE


Basterebbe pensare all'originale che ha ispirato questo abominevole remake, per dire tutto.
Ma purtroppo, la visione finisce per essere addirittura più agghiacciante del previsto.
Se, malauguratamente per lei, la Bigelow - autrice del supercult con Keanu Reeves e Patrick Swayze - dovesse incrociarne il cammino, finirebbe per desiderare di essere morta per rivoltarsi nella tomba.


N°6: ZOOLANDER 2 di BEN STILLER

 

Ho sempre voluto un gran bene al primo, mitico Zoolander.
Peccato che questo sequel fosse assolutamente inutile.
Stiller, forse attratto da un portafoglio più gonfio, porta infatti in scena uno spettacolo triste e volgare, che ribattezzai ai tempi del post il Mortdecai di questa stagione.
Fatta eccezione per le geniali apparizioni di Sting e Kiefer Sutherland, un ritorno completamente da buttare.


N°5: KNIGHT OF CUPS di TERRENCE MALICK

 

L'ex grande guru del sottoscritto per quanto riguarda il Cinema americano Terrence Malick aveva già dato segni di cedimento con The tree of life, che qualche anno fa vinse questo Ford Award sbaragliando ogni concorrenza.
Vennero poi To the wonder e dunque Knight of cups, fratellini minori di quel primo, assurdo, inconcepibile delirio di onnipotenza. E' dunque normale che si vada ad occupare una posizione meno alta in classifica.


N°4: THE NEON DEMON di NICOLAS WINDING REFN

 

Refn è sempre stato uno dei favoriti del Saloon dai tempi della mitica trilogia di Pusher.
Anche a fronte delle critiche, ho sempre difeso, infatti, il cineasta danese, una delle certezze del panorama mondiale che si parlasse di tecnica o di potenza.
Con quest'ultimo The neon demon, purtroppo, il buon Nicolas pare essersi perso negli stessi meandri di autoreferenzialità di Malick, finendo per sfornare una specie di pallida, orrenda imitazione - per quanto esteticamente bella - di Lynch.
Una tortura. Specie considerato che vidi questo film lo stesso giorno di Knight of cups.


N°3: WARCRAFT di DUNCAN JONES
 


L'ex bambino prodigio Duncan Jones - che anni fa stupì con il bellissimo Moon -, ostacolato da una produzione soffocante, confeziona uno dei blockbuster più brutti che abbia mai visto, ispirandosi ad un noto videogioco e cercando di portare in sala tutti i nerd orfani de Il signore degli anelli pronti a passare le loro nottate in campagne online nel tentativo di sostituire i vecchi, cari, giochi di ruolo.
Una vera merda galattica che ho faticato, malgrado la sua natura totalmente ludica, a terminare.


N°2: NOW YOU SEE ME 2 di JON M. CHU

 

Ai tempi della sua uscita, ero stato uno degli strenui difensori di Now you see me, che in casa Ford ci godemmo davvero parecchio nonostante le molte critiche estremamente negative.
Questo sequel è talmente brutto da avermi fatto rivalutare in peggio perfino il primo film.


N°1: BAD MOMS - MAMME MOLTO CATTIVE di JON LUCAS e SCOTT MOORE

 

Volgare, priva di idee, sessista.
Quella che, sulla carta, sarebbe dovuta diventare una delle commedie dell'anno, si è rivelata la visione indiscutibilmente peggiore dell'anno.
Dipendesse da me, roba come questa non verrebbe neanche distribuita.



 I PREMI

Peggior regista: Jon Lucas e Scott Moore per Bad Moms
Peggior attore: Jesse Eisenberg per Now you see me 2
Peggior attrice: Lizzy Caplan per Now you see me 2
Premio "parrucchino di Nicholas Cage" per il personaggio trash: Zoolander per Zoolander 2
Effetti "discount": Warcraft
Premio "dolcetto o scherzetto" per il costume più agghiacciante: i tattoos finti dei protagonisti di Point Break
Stile de paura: Terrence Malick per Knight of cups
Premio "veline": tutte le mamme di Bad moms
Peggior scena d'amore: uno qualsiasi dei pipponi di Knight of cups
Premio "pizza, spaghetti e mandolino": le sequenze girate in Italia di Zoolander 2



MrFord

giovedì 22 dicembre 2016

Thursday's child - Christmas Holidays Edition

 


Ultimo appuntamento dell'anno con la rubrica delle uscite in sala condotta da questo vecchio cowboy e dal suo acerrimo nemico Cannibal Kid, che eccezionalmente racchiuderà tutti i titoli distribuiti da qui alla fine dell'anno.
Non resta dunque che augurare a tutti - tranne al mio rivale, ovviamente - Buone Feste e darvi l'appuntamento al duemiladiciassette, che speriamo possa iniziare cinematograficamente con il botto.


"Certo che l'autore di Pensieri Cannibali è davvero un tipo inquietante."

Oceania
(dal 22 dicembre)

 
In esclusiva per le Feste, Katniss Kid e Ford posano insieme.
Cannibal dice: Bambinata Disney spacciata per storia di formazione adatta anche a un pubblico adulto, ma sempre di bambinata Disney si tratta. Cosa che significa che probabilmente White Russian lo esalterà e Pensieri Cannibali lo massacrerà. O forse ci saranno delle sorprese?
Ford dice: Disneyata totale che sta riscontrando un successo clamoroso un pò ovunque, e che per ambientazione ed ispirazione potrebbe senza dubbio piacermi. Se poi la cosa dovesse irritare Cannibal, tanto meglio.



Lion – La strada verso casa
(dal 22 dicembre)

"Caro Ford, un brindisi alle tue esaltanti classifiche di fine anno!"
Cannibal dice: Edificante storia buonista in odore di Oscar, oppure un film realmente interessante? In altre parole: solita pappetta riscaldata fordiana, o intrigante e sorprendente visione cannibale?
Ford dice: robetta che mi sa tanto di film da Oscar che penso eviterò volentieri a meno di nomination e dunque visione da dovere di cronaca. Il Natale impazza.


Florence
(dal 22 dicembre)

"Hai sentito questo? E' più stonato di te!" "Come si chiama?" "Cannibal Kid."
Cannibal dice: La storia curiosa di una donna stonata come una campana che si mette in testa di fare la cantante lirica. È un po' come se un tipo che non ne capisce niente di cinema aprisse un blog di cinema... oops, ma è già successo!
Questa vicenda per altro è stata raccontata pure in un film francese carino ma non fenomenale, Marguerite (http://www.pensiericannibali.com/2016/02/marguerite-la-cantante-che-spaccava-piu.html), e quindi della versione britannica con protagonista la solita irritante prima della classe Meryl Streep mi sa che ne posso anche fare a meno.
Ford dice: la lotta contro Meryl Streep è, purtoppo, uno dei pochi punti in comune che White Russian e Pensieri Cannibali hanno.
E non penso che questo film farà la differenza, in questo senso.

 
 
Il medico di campagna
(dal 22 dicembre)

"Mi dispiace, amica mia: non c'è cura, per la cannibalite."
Cannibal dice: Pellicola francese con il quasi amico François Cluzet che, come un po' tutte le uscite di questo periodo, puzza un po' di roba ruffianotta, ma che potrebbe anche essere la sorpresa di una settimana altrimenti troppo natalizia e troppo da Mr. Ford per essere adatta ai Mr. Grinch come me.
Ford dice: Cinema francese? Odore di ruffianata? La lascio a quel radical finto cattivo del mio rivale!

 


Le stagioni di Louise
(dal 22 dicembre)

"Certo che Ford consiglia sempre delle mete da vacanza divertentissime!"
Cannibal dice: Dalla Francia questa settimana arriva un altro regalo, solo che questa volta è indirizzato unicamente a Ford, visto che è una pellicola d'animazione e ha pure come protagonista una vecchina. Cosa può chiedere di più il mio blogger rivale a Babbo Natale? Che sia diretto da Clint Eastwood?

Ford dice: pellicola d'animazione che, oltre ad essere francese, non presenta alcun animale, e dunque rischia di essere ignorata dal Fordino. Dunque, a meno di qualche miracolo, penso la ignorerò anch'io.


Paterson
(dal 29 dicembre)

"Una sequela infinita di classifiche di Pensieri Cannibali? Mi scende già la tristezza!"
Cannibal dice: Jim Jarmusch è uno dei registi più discontinui di sempre. Un'incognita capace di realizzare dei cult cannibali assoluti come Ghost Dog, ma anche delle palle allucinanti che sembrano uscite da un cineforum organizzato da Ford come The Limits of Control. Questo nuovo Paterson sembra possa essere tra i suoi film buoni, ma è una cosa che si diceva anche di quella noia di Solo gli amanti sopravvivono, quindi c'è da stare attenti...
Ford dice: Jarmusch è uno di quei registi potenzialmente radical del quale, incredibilmente, io e Cannibal pensiamo le stesse cose, dal mitico Ghost Dog al pallosissimo Solo gli amanti sopravvivono.
Quello che posso sperare, prima ancora che il mio rivale cominci davvero a mostrare di capire qualcosa di Cinema, è che questo Paterson possa rivelarsi davvero interessante.


Passengers
(dal 30 dicembre)

"Ti prego, Jennifer, non uscire con Ford, esci con me!" "Te lo puoi proprio scordare, Chris: e cancellami pure da tutte le tue foto su Instagram!"
Cannibal dice: Sono la coppia più cool del mondo e no, sorprendentemente non sto parlando di Cannibal Kid e James Ford. Mi riferisco a Jennifer Lawrence e Chris Pratt, i due fighissimi protagonisti di Passengers. Filmone a metà strada tra lo sci-fi e la romcom che potrebbe essere una porcata commerciale della peggior specie, oppure un interessante ibrido. Comunque da vedere, per il simpatico Chris Pratt, ma soprattutto per JLaw!
Ford dice: Jennifer Lawrence è Jennifer Lawrence. Chris Pratt mi sta simpatico. Julez non vede l'ora di vedere questo film. Direi che sono a cavallo per il mio titolo delle Feste.


Il GGG – Il grande gigante gentile
(dal 30 dicembre)

"Cavoli, GGG, sei quasi vecchio quanto Ford!"
Cannibal dice: Una bambinata targata Steven Spielberg? Se fossimo negli anni '80, ai tempi del mitico E.T., ci sarebbe da andare al cinema con la BMX a vederlo di corsa. Adesso è invece meglio restarsene a casa, lontani da questo grande gigante gentile che sembra un alter ego di Mr. Ford, il gigante muscoloso e dal cuore tenero della blogosfera.
Ford dice: non ho mai amato il GGG, libro che ricordo fu imposto a mio fratello ai tempi delle elementari e mi sorbii per osmosi. Dunque non amo neppure l'idea di una sua buonista trasposizione cinematografica, che lascio volentieri al mio rivale in modo che possa alimentare il suo odio per lo Spielberg recente.


Mister Felicità
(dall'1 gennaio 2017)

"Cannibal ha apprezzato un mio film? L'ho sempre detto, che di Cinema non capisce un cazzo!"
Cannibal dice: Alessandro Siani non mi fa certo impazzire, però quando per caso ho visto Il principe abusivo non mi è sembrato nemmeno così terribile. Se, sempre per caso, mi capiterà di vedere pure questo nuovo Mister felicità, potrei non tirarmi indietro. Sempre meglio Mister Felicità di Mister Infelicità Ford, dopo tutto.
Ford dice: Siani mi pare la tipica macchietta all'italiana. E questo film la tipica merdina all'italiana. Salto con più piacere di quanto non avrei a stroncare qualche cult cannibale.

 


mercoledì 21 dicembre 2016

Ford Awards 2016: i libri


E anche quest'anno, siamo giunti al momento delle classifiche che determineranno i vincitori dei Ford Awards, premi dedicati ai libri letti nel corso del duemilasedici, al peggio uscito in sala, al meglio non uscito in sala, alle serie tv ed ai film migliori della stagione.
Ad aprire le danze saranno i libri, che purtroppo, quest'anno, complici un ritmo più blando prima, alcune scelte completamente sbagliate - Infinite Jest di Foster Wallace su tutte - e la paternità di questi ultimi tre mesi dell'anno che mi ha privato del pendolarismo che era il momento migliore da dedicare alla lettura per il sottoscritto, non avranno una top ten ma una top six.
Ad ogni modo, se anche fossero stati cinquanta, il numero uno sarebbe stato lo stesso.





N°6: RACCONTI AGGHIACCIANTI di GUSTAV MEYRINK



Un recupero legato ai tempi andati delle superiori e dei mitici "cento pagine, mille lire" che fecero la mia fortuna di studente squattrinato: atmosfere alla Poe e grande fascino, peccato solo per il linguaggio aulico di alcune traduzioni datate che meriterebbero un restyling che porterebbe dei classici dai quali i giovani girano al largo di nuovo in testa alle classifiche di gradimento.
Se vi piacciono il gotico, i freaks e le atmosfere oniriche, Lovecraft, o il già citato Poe, questo è sicuramente pane per i vostri denti.

N°5: IL COLLARE SPEZZATO di VALERIO EVANGELISTI


Ultima lettura da pendolare prima della "pausa forzata" da papà casalingo, sequel dell'ottimo Il collare di fuoco, Il collare spezzato riprende le fila della formazione del Messico come Stato moderno in bilico tra realtà e fiction narrativa.
Più politico e complesso del suo predecessore, perde clamorosamente il confronto, però, in termini di coinvolgimento emotivo del lettore: la struttura più cronachistica e spezzettata, infatti, tende a smorzare gli entusiasmi, anche se, occorre ammetterlo, un lavoro come questo, in termini di scrittura, è assolutamente titanico.


N°4: STORIA DELLA PIRATERIA di PHILIP GOSSE

 

Considerato l'impatto che lo scorso anno ebbe sul sottoscritto Long John Silver, i pirati sono tornati di gran moda al Saloon, tanto da stimolare il recupero di un lavoro che ne narrasse le gesta effettive e non di fiction: l'ottimo saggio di Philip Gosse recupera documenti e storie dei pirati di tutto il mondo, passando dall'epoca di Giulio Cesare ai leggendari bucanieri, senza dimenticare Tortuga e Libertalia - che fu il sogno di un gruppo di grandi corsari che avrebbero voluto una repubblica completamente governata da loro -.
Un viaggio affascinante ed unico, che alimenta la curiosità per quelli che, nella loro quasi totalità, erano uomini e donne spietati e certo non "romantici", ma che ugualmente portarono - e portano, attraverso i racconti delle loro gesta - l'asticella del coraggio e della sfida all'ignoto ed all'ordine costituito ancora più in alto.


N°3: LONDON UNDERGROUND di DON WINSLOW




Quando si parla di Don Winslow, qui al Saloon, ci si toglie sempre il cappello.
Nel corso degli ultimi dieci anni, il vecchio Don ha infatti saputo ritagliarsi uno spazio di primo piano nel mondo della Letteratura crime, confezionando alcuni dei più celebrati romanzi di genere di sempre, e diventando uno dei beniamini assoluti del sottoscritto.
Questo recupero di Einaudi, primo lavoro di Winslow e primo romanzo di una serie che fu di cinque avventure con protagonista il detective Neal Carey, è acerbo rispetto a quello che si è potuto leggere in seguito, ma oltre ad un main charachter fallibile e per nulla "dirompente", pone senza dubbio le basi per quello che il suo autore è diventato in seguito.


N°2: LA CITTA' DEI LADRI di DAVID BENIOFF



Regalatomi dal mio fratellino Dembo e scritto dal più noto televisivamente - Game of thrones - e cinematograficamente - La 25ma ora - David Benioff, ambientato nella San Pietroburgo messa sotto assedio dai tedeschi nel corso della Seconda Guerra Mondiale, La città dei ladri è uno dei racconti di amicizia e formazione più genuini e coinvolgenti che ricordi dai tempi di Stand by me: la vicenda - e la curiosa missione - dei giovani Lev e Kolja spazia dal divertimento al dramma profondo, dalla speranza alla più cupa miseria umana.
Ricordo bene che lo lessi subito dopo il fallimento clamoroso che fu il già citato Infinite Jest, e fin dall'introduzione sentii il brivido sulla pelle per la differenza tra qualcosa raccontato con il cuore e qualcos'altro sbrodolato con la testa. 
Una sorpresa, una bomba, un viaggio.
Bellissimo.


N°1: IL CARTELLO di DON WINSLOW


Non poteva esserci altro titolo in cima a questa classifica.
A dieci anni di distanza dal Capolavoro Il potere del cane, Winslow confeziona un'altra pietra miliare tornando a raccontare della sfida a distanza tra l'agente della DEA Art Keller ed il padrino del traffico di droga messicano Adàn Barrera.
Un romanzo fiume, mostruoso, umanissimo e violento, terribile in alcuni passaggi - ricordo di aver provato più di una volta una profonda rabbia, altre dolore - ed in grado di dare speranza in altri, in grado di portare sulla pagina e nel cuore di ogni lettore una galleria di personaggi straordinaria, resa ancora più grande dall'umanità - nel bene e soprattutto nel male - portata in "dono" da ognuno di loro.
Ed accanto a poliziotti e criminali, trovano spazio figure simbolo di una lotta anche civile contro il Potere, che sia espresso dai politici legalizzati o dai padrini del crimine, affinchè si possa, un giorno, soprattutto in alcune zone del mondo, vivere davvero liberi.
Un Capolavoro.



I PREMI
Miglior autore: Don Winslow
Miglior personaggio: Crazy Eddie Ruiz, Il cartello
Miglior antagonista: Adàn Barrera, Il cartello
Scena cult: il racconto di Kolja della notte in cui fu arrestato per diserzione, La città dei ladri
Premio "brutti, sporchi e cattivi": i Bucanieri, Storia della pirateria
Premio stile: Kolja, La città dei ladri
Miglior personaggio femminile: la Medica Hermosa, Il cartello
Miglior non protagonista: Pablo Mora, Il cartello
Momento action: lo scontro finale in Guatemala tra DEA e trafficanti, Il cartello
Atmosfera magica: la figlia del comandante pattina sul fiume ghiacciato, La città dei ladri


MrFord
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