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venerdì 23 dicembre 2016

Ford Awards 2016: del peggio del nostro peggio






La seconda giornata ufficiale dedicata ai Ford Awards passa attraverso una delle classifiche più combattute dei premi, quella dedicata ai dieci titoli peggiori usciti in sala nel corso dell'anno.
Quest'anno si sono dati battaglia prodotti d'autore risultati assolutamente inguardabili e deludenti e schifezze atomiche mainstream degne di essere estromesse dalle sale: una lotta all'ultimo fotogramma che mi ha visto combattuto fino alla fine.
Chi l'avrà spuntata?




N°10: THE VATICAN TAPES di MARK NEVELDINE

 

Quando è stato il momento di redigere la classifica dedicata al peggio dell'anno, il terribile lavoro del pur interessante e tamarrissimo Mark Neveldine è stato fin da subito tra i nomi prescelti per la decina del non ritorno: a rendere meno pesante la sua presenza e, dunque, propiziare la decima posizione, il fatto che, a prescindere dal valore, non ricordi assolutamente nulla della visione.
Il che, a volte, è un gran bene.

N°9: LIGHTS OUT - TERRORE NEL BUIO di DAVID F. SANDBERG

 

Preceduto da un corto dal grande effetto fenomeno di Youtube, Lights out rappresenta il tipico horror privo di logica e totalmente inutile che ad un vecchio fan del genere come il sottoscritto finisce per far incazzare non poco.
A parte il minutaggio user friendly, una pellicola inutile ed inesorabilmente brutta, che si guadagna il titolo di peggior film "di paura" dell'anno: l'unica cosa che può vantare, è di trovarsi alle spalle di produzioni che, per un motivo o per un altro, hanno finito per farmi decisamente più cagare.

N°8: TROLLS di WALT DOHRN e MIKE MITCHELL

 

Bambinata buonista, colorata e caramellosa della peggior specie, tipico esempio di produzione Dreamworks che si esaurisce con il trailer, colonna sonora inflazionatissima ed un plot che, a prescindere dai protagonisti, è già visto e rivisto.
L'animazione, a conti fatti, che da queste parti, visto l'amore per Pixar e Studio Ghibli, non ci si augura mai e poi mai di affrontare, anche quando si tratta del blockbuster per tutta la famiglia.
Pessimo.

N°7: POINT BREAK di ERICSON CORE


Basterebbe pensare all'originale che ha ispirato questo abominevole remake, per dire tutto.
Ma purtroppo, la visione finisce per essere addirittura più agghiacciante del previsto.
Se, malauguratamente per lei, la Bigelow - autrice del supercult con Keanu Reeves e Patrick Swayze - dovesse incrociarne il cammino, finirebbe per desiderare di essere morta per rivoltarsi nella tomba.


N°6: ZOOLANDER 2 di BEN STILLER

 

Ho sempre voluto un gran bene al primo, mitico Zoolander.
Peccato che questo sequel fosse assolutamente inutile.
Stiller, forse attratto da un portafoglio più gonfio, porta infatti in scena uno spettacolo triste e volgare, che ribattezzai ai tempi del post il Mortdecai di questa stagione.
Fatta eccezione per le geniali apparizioni di Sting e Kiefer Sutherland, un ritorno completamente da buttare.


N°5: KNIGHT OF CUPS di TERRENCE MALICK

 

L'ex grande guru del sottoscritto per quanto riguarda il Cinema americano Terrence Malick aveva già dato segni di cedimento con The tree of life, che qualche anno fa vinse questo Ford Award sbaragliando ogni concorrenza.
Vennero poi To the wonder e dunque Knight of cups, fratellini minori di quel primo, assurdo, inconcepibile delirio di onnipotenza. E' dunque normale che si vada ad occupare una posizione meno alta in classifica.


N°4: THE NEON DEMON di NICOLAS WINDING REFN

 

Refn è sempre stato uno dei favoriti del Saloon dai tempi della mitica trilogia di Pusher.
Anche a fronte delle critiche, ho sempre difeso, infatti, il cineasta danese, una delle certezze del panorama mondiale che si parlasse di tecnica o di potenza.
Con quest'ultimo The neon demon, purtroppo, il buon Nicolas pare essersi perso negli stessi meandri di autoreferenzialità di Malick, finendo per sfornare una specie di pallida, orrenda imitazione - per quanto esteticamente bella - di Lynch.
Una tortura. Specie considerato che vidi questo film lo stesso giorno di Knight of cups.


N°3: WARCRAFT di DUNCAN JONES
 


L'ex bambino prodigio Duncan Jones - che anni fa stupì con il bellissimo Moon -, ostacolato da una produzione soffocante, confeziona uno dei blockbuster più brutti che abbia mai visto, ispirandosi ad un noto videogioco e cercando di portare in sala tutti i nerd orfani de Il signore degli anelli pronti a passare le loro nottate in campagne online nel tentativo di sostituire i vecchi, cari, giochi di ruolo.
Una vera merda galattica che ho faticato, malgrado la sua natura totalmente ludica, a terminare.


N°2: NOW YOU SEE ME 2 di JON M. CHU

 

Ai tempi della sua uscita, ero stato uno degli strenui difensori di Now you see me, che in casa Ford ci godemmo davvero parecchio nonostante le molte critiche estremamente negative.
Questo sequel è talmente brutto da avermi fatto rivalutare in peggio perfino il primo film.


N°1: BAD MOMS - MAMME MOLTO CATTIVE di JON LUCAS e SCOTT MOORE

 

Volgare, priva di idee, sessista.
Quella che, sulla carta, sarebbe dovuta diventare una delle commedie dell'anno, si è rivelata la visione indiscutibilmente peggiore dell'anno.
Dipendesse da me, roba come questa non verrebbe neanche distribuita.



 I PREMI

Peggior regista: Jon Lucas e Scott Moore per Bad Moms
Peggior attore: Jesse Eisenberg per Now you see me 2
Peggior attrice: Lizzy Caplan per Now you see me 2
Premio "parrucchino di Nicholas Cage" per il personaggio trash: Zoolander per Zoolander 2
Effetti "discount": Warcraft
Premio "dolcetto o scherzetto" per il costume più agghiacciante: i tattoos finti dei protagonisti di Point Break
Stile de paura: Terrence Malick per Knight of cups
Premio "veline": tutte le mamme di Bad moms
Peggior scena d'amore: uno qualsiasi dei pipponi di Knight of cups
Premio "pizza, spaghetti e mandolino": le sequenze girate in Italia di Zoolander 2



MrFord

lunedì 24 ottobre 2016

Bad moms - Mamme molto cattive (Jon Lucas/Scott Moore, USA, 2016, 100')










Avete presente quello strano fenomeno secondo il quale le casalinghe disperate e represse per trecentosessantaquattro giorni all'anno decidono di organizzarsi con le amiche per uscire e darsi "alla pazza gioia" la sera dell'otto marzo, quasi come se la festa della donna fosse una ricorrenza per celebrare quello che dovrebbe essere ovvio ogni giorno, ovvero che non dovrebbero esistere sessi forti o deboli, ma semplicemente persone che si confrontano, con i loro pregi ed i loro difetti, e le differenze che rendono così divertente - almeno certe volte - il rapporto che passa tra le due metà del cielo?
Bad moms è l'espressione inequivocabile ed assoluta di quel fenomeno.
La cosa triste, tra l'altro, e pronta a farmi sentire in colpa in quanto non donna, è che a dirigere e scrivere quello che è senza dubbio uno dei film più inutili, brutti e volgari dell'anno siano due uomini, quasi a dimostrazione del fatto che gli stessi ritengano il "gentil sesso" come un gruppo di povere perdenti sciroccate con il disperato bisogno di rivincite, finte trasgressioni e principi azzurri - badate bene, signore mie, non ne esistono - mascherando il tutto come una sorta di inno alla rivolta - come se ne avessero bisogno, considerato che sono loro a governare il mondo, anche quando non sembra così -.
Nel corso della visione, fortemente voluta da una Julez pentitasi credo al decimo minuto, mi sono tornate in mente più volte le critiche mosse di recente in occasione del mio post ad una robaccia di grana grossa - ma comunque estremamente divertente - come Nonno scatenato, o quelle di un paio d'anni fa a Cattivi vicini rispetto alla presunta volgarità delle stesse, quando in questo Bad moms assistiamo ad una carrellata di battute di lega bassissima pronunciate a nastro dalle protagoniste neanche fossimo nel peggiore dei Cinepanettoni - e badate bene, in casa Ford di parolacce ed espressioni colorite se ne usano a milioni, e lo sforzo di contenersi ora che ci sono i bambini è titanico - come se il film qui presente fosse lo sfigato di turno che, incontrati i tipi fighi in un locale, crede che buttando un cazzo qui ed una figa là possa apparire tosto quanto gli altri.
Ma non è così che funziona il mondo, bello mio.
Nel corso della mia vita di spettatore mi sono goduto e stragoduto film in cui il linguaggio era, per usare un termine dei nostri tempi, piuttosto colorito, da Quei bravi ragazzi a Il grande Lebowski, passando per i vari Strafumati o SuXbad, fino al già citato Nonno scatenato, e non ho mai avuto l'impressione di una forzatura, di qualcosa che scadeva passando dal divertente al volgare, quantomeno nell'accezione più profonda del termine: non in questo caso.
Bad moms è pura spazzatura commerciale pronta ad inghiottirsi anche una tipa giusta come Mila Kunis, completamente fuori parte ed assolutamente insulsa come tutto il resto del cast, e ad inebetire gli spettatori occasionali o quelli accorsi in sala solo ed esclusivamente per la sua protagonista.
Ovviamente il successo al botteghino è stato stratosferico, e perfino qualche radical avrà finto di abbassarsi al livello del grande pubblico per quella che è una sagra del luogo comune, o quello che si vorrebbe fosse un luogo comune, e questa, purtroppo, è una vergogna per la settima arte tutta.
Peccato, perchè pur non aspettandomi granchè, quantomeno speravo in un paio di risate da neuroni spenti, e invece ho finito quasi per indispettirmi neanche fosse un otto marzo qualsiasi di una decina d'anni fa e non potessi uscire per infilarmi nel primo locale zeppo di casalinghe disperate di tutte le età con la voglia di bere fino allo sfinimento e scoparsi il primo che fa loro due complimenti neanche fosse l'ultima occasione della loro vita.
E adesso che ci penso, se davvero ritengono che sia così, un pò se lo meritano, un film vomitevole come questo.




MrFord




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