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giovedì 17 marzo 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): e siamo giunti alla settimana più importante dell'anno per il Fordino.
Per quanto possa protestare Cannibal Kid, purtroppo co-conduttore di questa rubrica, infatti, l'uscita in sala di Kung Fu Panda 3 rappresenta uno degli avvenimenti cardine della stagione cinematografica per casa Ford, per l'occasione accompagnato da un paio di titoli potenzialmente interessanti e dalle consuete, inutili proposte italiane.
Niente di nuovo sotto il sole, dunque: Cannibal con i suoi pregiudizi, settima arte nostrana pessima, possibili novità interessanti.
Fortunatamente per noi tutti, esistono i panda. E il Guerriero Dragone.



"Consolami tu, Peppa. Ford mi ha rifiutato."

Kung Fu Panda 3

"Preparatevi a prendere a calci in culo quel tordo del Cannibale!"

Cannibal dice: Se c'è un motivo per cui sono contento di non essere padre è che non sono costretto a sorbirmi questi film da bimbi. Il primo Kung Fu Panda non era nemmeno terribile, ma non mi aveva certo fatto venir voglia di vedere il sequel, figuriamoci il sequel del sequel. Ford invece se lo guarderà con grande gioia in attesa di beccarsi, quando gli arriva la figlia femmina, pure i cartoni delle Winx. Cosa che farà con ancora maggiore gioia!
Ford dice: oltre ad essere uno dei personaggi preferiti del Fordino, Po è uno dei personaggi meglio riusciti della scuderia Dreamworks, protagonista di un primo film molto carino, di un sequel ancora migliore e di un terzo film del quale parlerò lunedì, anche perchè al centro di un avvenimento fondamentale per il più piccolo del Saloon: la prima volta in sala.
Alla facciazza di quel pusillanime per nulla kung fu del mio antagonista.

Brooklyn

"Ecco: ora sei più bella di quella strega di Katniss Kid!"

Cannibal dice: Film carino con la splendida Saoirse Ronan, checché ne dica quel cieco di Ford, che avevo già recensito qui http://www.pensiericannibali.com/2016/02/brooklyn-cacciatela-voi-unimmigrata-cosi.html. La nomination agli Oscar 2016 come miglior film è stata esagerata, però una visione se la merita tutta.
Ford dice: film che ho visionato prima della Notte degli Oscar e che attendevo a postare per essere pronto rispetto all'uscita italiana. Prodotto piacevole, lontano dall'essere considerato un candidato alla statuetta per il miglior film almeno quanto Saoirse Ronan è lontana dal poter essere considerata una figa, a meno che non si abbiano fette di prosciutto sugli occhi come nel caso di Ray Charles Kid qui presente.
A brevissimo la mia recensione.


Truth - Il prezzo della verità

"In questo locale non servono White Russian: una vera schifezza!"

Cannibal dice: Anche questo film l'ho già visto, ma la sua recensione deve ancora uscire. E consiglio soprattutto a Ford di non perdersela. ;)
Ford dice: altro film pronto a passare sugli schermi del Saloon a brevissimo, in modo da essere pronto a controbattere a qualsiasi post privo di senso del mio antagonista.


Risorto 

"Prova a dire qualche altra stronzata e ti faccio fare la fine del Cannibale!"
Cannibal dice: Questo film molto pasquale racconta cos'è successo dopo la risurrezione e si preannuncia quindi quasi come una specie di sequel de La passione di Cristo, uno dei film preferiti di Ford. Considerando che il pessimo cast della pellicola è capitanato da uno dei peggiori attori di sempre, Stallone a parte, ovvero Joseph Fiennes, le premesse per avere un film da Flop 10 dell'anno ci sono tutte.
Ford dice: se c'è una cosa dalla quale mi tengo volentieri alla larga anche più che dai titoli che Cannibal esalta come Capolavori sono le pellicole a tematica pseudo religiosa come questa, tanto più se interpretati da cani maledetti come Joseph Fiennes, uno degli attori più inutili del pianeta.




Frankenstein


"Merda, sono ridotto peggio di Cannibal dopo un incontro di wrestling con Ford!"

Cannibal dice: Ancora un film su Frankenstein? Ma non ce n'è già in arrivo anche uno con Harry Porcher? Certo che a Hollywood e dintorni le idee ormai sono più riciclate che su Pensieri Cannibali.
Ford dice: il personaggio di Frankenstein al Cinema è ormai inflazionato neanche fosse l'ultimo dei vampiri, e questo film mi pare una rilettura inutile almeno quanto quella dei più deliranti post di quello scienziato pazzo di Victor Kid. Fordestein, dunque, se ne tiene felicemente alla larga.




La corte

"Due anni al Cannibale? Troppo, troppo pochi!"
Cannibal dice: Commedia francese radical-chic con Fabrice Luchini che non mi attira particolarmente, ma che una visione potrebbe anche meriterarsela. Non so. La corte cannibale non si è ancora espressa in proposito, ma ha già deliberato riguardo a Ford: per lui c'è una pena di un anno di prigione per ogni film penoso che ha esaltato sul suo blog. E quindi ne ha di anni da scontare...
Ford dice: pellicola francese potenzialmente radical? Roba buona giusto per quell'aristocratico con la puzza sotto il naso di Peppa.
Io mi tengo volentieri il caro, vecchio pane e salame.

The Lesson - Scuola di vita

"Le lezioni di Katniss Kid sono sempre una palla. Molto, molto meglio il Professor Ford!"

Cannibal dice: Ci sono delle lezioni che non ci tengo proprio a seguire. Come quelle dei film bulgari che sembrano usciti da un cineforum organizzato dal professorone di cinema James Ford.
Ford dice: ci sono lezioni che non ci tengo proprio, a seguire. Come quelle del professorino Radical Kid e dei finti intenditori di Cinema come lui.




Le mille e una notte - Arabian Nights

"Adesso sono pronta a sfilare, alla facciazza di Katniss Kid!"

Cannibal dice: Rilettura originale de Le mille e una notte formata dal regista portoghese Miguel Gomes divisa in tre volumi e della durata complessiva superiore alle 6 ore. Potrebbe rivelarsi una visione geniale, oppure un'esperienza più terrificante di una maratona wrestling a casa di Ford.
Ford dice: esperimento molto interessante, questo de Le mille e una notte, che potrebbe rivelarsi una sorpresa clamorosa oppure una delle schifezze più atomiche del secolo. Io attenderei la recensione di Cannibal per decidere se approcciarla con curiosità o senza speranza.


Bianco di Babbudoiu

"Bere con Ford è troppo per chiunque."
Cannibal dice: No, ma cos'è 'sta roba?
È un film vero, o è un pesce d'aprile fordiano anticipato?
Ford dice: non so se questo sia uno scherzo organizzato da Cannibal o dai distributori, ma evito di dire altro.




Vita cuore battito

"Te lo giuro! Non vado più a visitare Pensieri Cannibali, promesso!"

Cannibal dice: Far uscire nella stessa settimana un film più amatoriale e trash di Bianco di Babbudoiu non era semplice. La distribuzione italiana però sembra avercela fatta. E pure alla grande.
Ford dice: certo che in Italia, quando si tratta di propinare schifezze al pubblico, siamo i migliori del mondo. Quando, invece, c'è da distribuire roba figa nei tempi giusti, lasciate ogni speranza o voi ch'entrate.

lunedì 22 febbraio 2016

Il caso Spotlight

Regia: Tom McCarthy
Origine: USA, Canada
Anno: 2015
Durata:
128'








La trama (con parole mie): siamo all'inizio degli Anni Zero quando la redazione investigativa di Spotlight, che fa capo al quotidiano Boston Globe, spinta dal nuovo redattore capo Marty Baron, si muove per scoprire la verità celata da un caso di molestie denunciate all'indirizzo di un prete locale.
Quando, indizio dopo indizio, i giornalisti di Spotlight si trovano a comporre un mosaico che pare decisamente più grande ed inquietante di quello che si erano immaginati in partenza, l'indagine assume una portata enorme, finendo per porre il Globe ed i suoi reporter nel mirino dell'ostruzionismo della Chiesa dell'Arcidiocesi di Boston: quello che infatti pare, è che gli ordini per i religiosi scoperti in comportamenti di questo tipo siano quelli di insabbiare le vicende, impedire le denunce e spostare gli stessi "uomini di dio" in un'altra parrocchia come se nulla fosse, e che le vittime - e di conseguenza i molestatori in abito talare - siano molti più di quanti non si sarebbero aspettati.
La redazione di Spotlight, a questo punto, ha in mano tutte le carte per realizzare un servizio destinato a fare la Storia.








Per quanto abbia sempre adorato scrivere, ed adori il giornalismo investigativo, non ho mai coltivato il sogno di tentare una strada come quella del reporter d'assalto: eppure, l'idea di lavorare con la testa e la penna soprattutto per mettere all'angolo chi pensa di averla fatta franca anche e soprattutto agli occhi della società è una delle cose più esaltanti che possa immaginare.
Se, poi, chi pensa di averla fatta franca è la Chiesa, e l'oggetto della discordia sono molestie operate dai religiosi su bambini e bambine, allora dalle mie parti si sfonda una porta aperta.
Personalmente, ho sempre trovato l'argomento pedofilia molto delicato, specialmente se legato a figure apparentemente autorevoli pronte a sfruttare la loro posizione ed il loro status - ed il senso di colpa radicato nella cultura cattolica - per approfittare di vittime troppo giovani per poter avere gli strumenti effettivi per affrontarli: onestamente, quando penso a determinate situazioni, finisco spesso a pensare che, forse, occorrerebbero misure decisamente più drastiche di una pena detentiva, per chi si macchia di reati simili.
Ma questa è un'opinione personale, ed un'altra storia.
Quella, al contrario, narrata da Il caso Spotlight, portato sullo schermo con il piglio dei grandi film d'inchiesta della New Hollywood anni settanta - su tutti il Capolavoro Tutti gli uomini del Presidente di Pakula, un vero gioiello - da Tom McCarthy, uno dei protetti del Saloon in materia di Cinema indie americano fin dal suo esordio con il piacevolissimo The station agent con un Peter Dinklage che ancora nessuno conosceva, passando poi per l'ottimo L'ospite inatteso e l'altrettanto efficace Win win - Mosse vincenti, è una vittoria civile e professionale contro il Sistema - per dirla come il redattore capo Marty Baron - di quelle indimenticabili, che portò alla ribalta il Boston Globe ed a galla una sequela di schifezze perpetrate nel nome della Chiesa per decenni.
Affidandosi ad un taglio che ricorda quasi più l'inchiesta documentaristica e ad un gruppo di attori affiatato, affidabile ed in gran forma - ottimi tutti, da Ruffalo a Tucci, passando per la McAdams e Slattery, con una menzione particolare per Keaton e soprattutto Liev Schreiber, lontano anni luce dall'apparenza che, di norma, è "costretto" anche fisicamente a dare ai suoi personaggi - McCarthy porta a casa un risultato convincente e solido, che forse non farà gridare molti al miracolo considerata la forse eccessiva uniformità - pare di stare a bordo di un treno comandato elettronicamente, di quelli che partono e arrivano in perfetto orario e non hanno sbavature di alcun tipo - ma che delinea alla grande quella che è una delle incarnazioni migliori del Cinema di denuncia americano, la stessa che non esagera con le stelle e strisce - concedendo soltanto un paio di sequenze alle suddette come il confronto tra Keaton e la sua fonte e la presa di coscienza dello stesso ex Birdman nella riunione di redazione nel finale - ma punta a sensibilizzare il pubblico senza ruffianerie e colpi bassi.
Certo, non è la Boston spietata di Mystic River, ma vedere questi uomini e donne assolutamente normali, armati solo della propria coscienza sociale e professionale - molto efficaci, in questo senso, il faccia a faccia tra Ruffalo e Keaton a proposito dei tempi di pubblicazione dell'inchiesta, e la crisi di D'Arcy James alla scoperta che la residenza di uno dei preti della loro lista risieda nel suo stesso quartiere - lottare tra documenti, ostacoli burocratici, intimidazioni più o meno celate, chiusura di chi è stato vittima delle violenze o chi quelle violenze ha colpevolmente nascosto è un esempio di Cinema civile come non ne passavano sul grande schermo da parecchio tempo, almeno per quanto riguarda la grande distribuzione.
Potrà dunque non essere uno scoop assoluto, un fulmine a ciel sereno, qualcosa di particolarmente geniale o innovativo: ma Il caso Spotlight è un film appartenente ad un genere che, forse, in una società pericolosa come la nostra, finisce per essere addirittura più importante.
Quello dei film necessari.






MrFord






"If the heavens ever did speak
she's the last true mouthpiece
every Sunday's getting more bleak
a fresh poison each week."
Hozier - "Take me to the Church" -












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